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Appunti per esame di psicologia dell'atteggiamento, testo consigliato identità sociale

Appunti di psicologia dell'atteggiamento basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof Vezzali, dell’università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - Unimore, facoltà di Scienze della formazione. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Psicologia dell'atteggiamento docente Prof. L. Vezzali

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pratico le misure di pregiudizio basate sul discorso hanno il vantaggio di potere essere

applicate facilmente in ogni contesto naturalistico e ad ogni popolazione, senza richiedere

strumentazioni tecniche(computer) o spazi di laboratorio.

Misure cognitive

Spostandoci nella parte destra del continuum, troviamo quelle misure che si assume

rilevino risposte automatiche del nostro sistema cognitivo, quando ci troviamo di fronte ad

un membro dell'outgroup o di un gruppo di minoranza; tali risposte automatiche rilevano

spesso pregiudizio e sono fortemente legate alle differenze di genere o di razza. Di

particolare interesse è la relazione tra attivazione della categoria e pregiudizio: alcuni studi

dimostrano che livelli differenti di pregiudizio sono legati all'enfasi posta sulle informazioni

relative alla categoria. Per esempio, nell paradigma chi ha detto cosa, i partecipanti con

maggiore livello di pregiudizio etnico fanno più errori “ntro la razza” piuttosto che “tra le

razze”, rispetto ai meno prevenuti. Ne risulta che quando i target sono ambigui i

partecipanti prevenuti impiegano più tempo a categorizzarli. In sostanza, più è accessibile

una categoria più probabilmente lo stereotipo ad essa associato verrà attivato e utilizzato x

il giudizio.

Altri ricercatori hanno analizzato l'accessibilità degli stereotipi in seguito al priming della

categoria. Si assume che gli stereotipi siano costituiti da un particolare tipo di associazioni

semantiche, così che ogni volta che la categoria è utilizzata come stimolo prime, anche gli

attributi stereotipici ad essa collegati verranno attivati. Le persone prevenute fanno uso di

conoscenze stereotipiche, nei propri comportamenti e percezioni nei confronti dei membri

dell'outgroup in modo più frequente; come risultato gli attributi stereotipici sono facilmente

accessibili ogni volta che la cateogria è usata come prime. Questo processo avviene in

modo implicito, così il controllo sulle risposte diviene impossibile. È interessante hce il

priming della cateogria non attivi solamente attributi stereotipici specifici, ma anche

valutazioni generali. La presentazione di un oggetto rilevante attiva automaticamente la

valutazione ad esso associata. Nel paradigma volto ad analizzare la relazione esistente tra

categoria e valutazione generale, il prime è costituto dall'etichetta della categoria ed è

immediatamente seguito da un aggettivo; il compito è indicare se l'aggettivo abbia valenza

positiva o negativa. Perdue e Gurtman hanno trovato che i partecipanti a cui era

presentata come stimolo prime, l'etichetta della categoria “vecchio”, rispondevano più

velocemente ai tratti negativi che a quelli positivi; avveniva l'opposto quando la categoria

presentata era “giovane”. A livello esplicito i partcipanti (studenti universitari) negavano di

avere rappresentazioni negative degli anziani, ma la misura implicita indicava il contrario.

In questi studi sono stati usati anche i tempi di risposta per misurare le differenze

individuali nel pregiudizio implicito. Una nuova misura di pregiudizio, basata sulla forza

dell'associazione tra categorie sociali e attributi valutativi, è stata proposta da Greenwald,

McGhee e Schwartz; l'idea è che l'assegnazione della medesima chiave di risposta a

concetti poco associati rallenterà le risposte rispetto alla condizione in cui la stessa chiave

di risposta è condivisa da concetti molto associati. Il vantaggio di questa tecnica, chiamata

Test di associazione implicita, è la grandezza dell'effetto di interazione, estremamente

elevato, tale da consentire la rilevazione delle differenze individuali. La misura delle

differenze individuali a livello implicito ha condotto anche a sviluppi teorici rilevanti;

secondo l'influente modello sul pregiudizio di Devine, non i dovrebbero trovare , a livello

implicito, differenze individuali: tuti gli individui possono essere considerati come

ugualmente prevenuti , quando il controllo intenzionale viene loro precluso. Tuttavia le

ricerche dimostrano come gli individui differiscano anche a livello implicito e che misurare

tali differenze può essere utile per rivedere altri aspetti della vita sociale.

La notevole rilevanza delle tecniche di misura implicite consiste nel fatto che il controllo

intenzionale è quasi impossibile; lo svantaggio è che tali tecniche sono laboriose e

richiedono che i partecipanti siano condotti in un laboratorio attrezzato; nessuna può

essere applicata in un contesto naturalistico.

Boca e Arcuri hanno sviluppato una nuova tecnica, chiamata “compito della persona

famosa” che risulta applicabile in qualsiasi setting: è basata sull'assunto che gli

atteggiamenti possano essere inferiti facendo domande apparentemente irrilevanti , che

non richiedono nessuna valutazione esplicita di un outgroup; se le persone favoriscono la

propria categoria di appartenenza , allora dovrebbero ricordare con più facilità esemplari

positivi dell'ingroup e negativi dell'outgroup, piuttosto che il contrario. Questa tecnica

assume che le categorie di appartenenza siano costruite attorno a prototipi positivi e che

pensare all'ingroup faciliti l'accesso ad esemplari rispettabili e ammirabili, mentre il

contrario avvenga x l'outgroup. Successivamente, per verificare se i risultati ottenuti con

questo metodo coincidessero con quelli ottenuti con procedure più sofisticate basate sulla

rilevazione dei tempi di reazione, Boca e Arcuri hanno analizzato questa tecnica anche

rispetto ad una convalidata misura implicita di rappresentazione categoriale e cioè il

compito di verifica della categoria: ai partecipanti era presentata una lista di persone

famose del Nord e del Sud, che variavano nel livello di desiderabilità sociale; si chiedeva

di decidere il pià velocemente possibile se ognuna di queste persone famose fosse

settentrionale o meridionale. I risultati sono abbastanza coerenti con quelli ottenuti nel

compito della persona famosa; i partecipanti identificavano più velocemente esemplari

positivi dell'ingroup e negativi dell'outgroup, rispetto agli altri casi. Era poi più probabile

che sbagliassero l'identificazione degli esemplari negativi dell'ingroup assegnandoli

all'outgroup o degli esemplari positivi dell'outgroup assegnandoli all'ingroup. Questo

conferma come il compito della persona famosa possa essere utile a rilevare il favoritismo

per l'ingroup, rispetto ad altre tecniche più laboriose.

Misure fisiologiche

esse costituiscono l'ultima frontiera nella rilevazione del pregiudizio. Le reazioni affettive

hanno chiari correlati fisiologici, che vengono originati involontariamente. Gli indici più

comunemente utilizzati sono la risposta falvanica della pelle, l'ampiezza e la durata del

battito cardiaco, attività muscolare facciale e la dilatazione della pupilla. La validità di

queste misure sembra confermata in maniera affidabile: nello studio di Vanman si è trovato

che l'attività dei muscoli facciali denota una maggiore negatività quando i partecipanti

bianchi devono immaginare un interazione con un target nero, piuttosto che con uno

bianco.

Quando sono utili le misure implicite?

L'utilità delle misure implicite dipende da che cosa si sta analizzando. Ci sono 4 criteri che

possono essere di aiuto a guidare il ricercatore nella selezione della misura più

appropriata:

1. livello di pregiudizio atteso nella popolazione considerata : per esempio, se siamo

interessati agli atteggiamenti razziali di gruppi neonazisti, potrebbe essere superfluo

indagare le loro credenze implicite sui neri attraverso sofisticate misure basate sui

tempi di reazione. Occorre quindi accertarsi che una misura sia sensibile ad una

particolare popolazione e che si possa ottenere un livello di varianza ragionevole

nelle risposte.

2. Congruenza tra misura e comportamento : un elemento importante è il tipo di

comportamento sociale che si desidera prevedere. Sono necessarie , per esempio,

misure diverse per prevedere i sottili bias nelle strategie di rinforzo degli insegnanti,

piuttosto che per stimare la probabilità che le persone dipingano delle svastiche sui

muri della città. Considerando questo continuum , si potrebbe dire che i

comportamenti e le misure collocati all'interno dello stesso rango saranno più

correlati di quelli che si trovano agli opposti, dal momento che misure vicine nel

continuum condividono le medesime possibilità di controllo intenzionale. In

generale, le misure implicite saranno utili nella previsione di comportamento

spontanei, collocati nello stesso rango del continuum, ma saranno poco utili per

prevedere comportamenti evidenti di discriminazione. La logica alla base è che i

processi intenzionali, hanno un influenza maggiore sui comportamenti evidenti di

discriminazione rispetto all'influenza esercitata sulle risposte implicite.

3. Motivazione a inibire il pregiudizio: considerazioni normative : il più interessante

fattore è la motivazione dei partecipanti a presentarsi come privi di pregiudizi. La

motivazione ad inibire il pregiduizio varia da persona a persona e da situazione a

situazione. L'ipotesi principale è che le misure esplicite ed implicite di pregiudizo

abbiano scarsa probabilità di essere correlate quando gli individui sono motivati ad

apparire privi di pregiudizi, ma possono mostrare una notevole sovrapposizione in

assenza di tale motivazione. Le società più democratiche hanno regole legali e

normative contro la discriminazione razziale, sessuale o religioca, ma l'improtanza

di tali regole varia in base alla nazione e al gruppo target. In itali aper esempio

mostrare discriminazione contro gli ebrei è considerato inaccettabile, ma è

abbastanza accettabile fare commenti discriminativi sui testimoni di Geova e sui

fondamentalisti islamici. Uno studio di Franco e Maass ha confermato questa idea:

le risposte prevenute erano stabilite attraverso varie misure esplicite e una misura

implicita basata sul bias linguistico intergruppi. La misura di bias linguistico era

correlata con le misure esplicite ma solamente in assenza di norme contro la

discriminazione (fondamentalisti islamici); le misure esplicite e il bias linguistico non

erano correlati per l'outgroup ebreo.

4. Differenze interindividuali nella motivazione ad inibire le risposte prevenute : non

tutti si preoccupano di inibire le proprie risposte. Le misure implicite versus esplicite

porteranno ad esiti diversi se si considerano le persone che tendono ad inibire le

risposte prevenute, mentre la scelta della misura può essere irrilevante se invece

vengono considerate le persone che non hanno intenzione di nascondere gli

atteggiamenti negativi verso l'outgroup. La maggior parte delle persone oggi

desidera fornire un immagine di sé come di un individuo privo di pregiudizi. In

questo caso gli standard personali guideranno il comportamento dell'individuo;

tenderanno a sopprimere qualsiasi pensiero razzista poiché tali pensieri sono inc

ontraddizione rispetto agli standard personali e minacciano l'immagine di sé di

persone non razziste. Paradossalmente tali persone possono anche mostrare una

maggiore ostilità quando si osserva il pregiudizio implicito. Ci sono almeno 3 scale

per misurare la tendenza a soprrimere pensieri e azioni razziste. Maass , Conti e

Venturini hanno sviluppato una scala a 11 item nella quale i partecipanti rispondono

a situazioni ipotetiche indicando il grado in cui tenderebbero ad inibire le risposte

razziste. Dunton, Fazio hanno sviluppato scale che msurano le differenze indiviudlai

nella motivazione a controllare il pregiudizio e hanno trovato che elevati punteggi su

tale scala erano legati a bassi punteggi di pregiudizio sulla scala del razzismo

moderno. Mentre per i partecipanti conbassa motivazione alla soppressione del

pregiudizio vi era una correlaizone positiva tra la scala di razzismo moderno e una

misura implicita (i tempi di risposta nel paradigma di priming valutativo), per i

partecipanti con un elevata motivazione a inibire il pregiudizio era presente una

correlazione negativa. Altri studi simili hanno dato risultati simili: sulla base dei

punteggi ottenuti nella scala di soppressione i partecipanti erano suddivisi in quelli

con elevata, oppure bassa tendenza a inibire pensieri e azioni prevenute. In seguito

interagivano con u membro di un gruppo di minoranza, in realtà complice dello

sperimentatore, che fingeva di essere una vittime dell'AIDS, oppure omosessuale;

nelle rispettive condizioni di controllo lo stesso complice fingeva di essere un

partner di interazione sano, oppure eterosessuale. Sono state utilizzate sia misure

esplicite sia implicite: i bassi soppressori desideravano incontrare nuovamente la


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze pedagogiche
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher letiziadr91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dell'atteggiamento e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Modena e Reggio Emilia - Unimore o del prof Vezzali Loris.

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