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Letteratura francese

Storia dopo le guerre di religione nel 1500

Dopo le guerre di religione nel 1500, furono fatti sposare Marguerite de Valois e Henri III di Navarre, protestante. Nonostante l'integrazione del re protestante, si verificò il massacro degli ugonotti il 24 agosto del 1572, detto massacro della Sainte-Bathélemy. Henri III divenne poi Henri IV nel 1589, quando salì sul trono di Francia. Nel 1610 fu ucciso da Ravaillac, fanatico religioso.

Henri IV aveva promulgato l'editto di Nantes, nel 1598, che conferiva agli ugonotti, ovvero i protestanti, la libertà religiosa. Henri IV cominciò l'affermazione del potere assoluto, e nel 1610 viene ucciso. Ci fu, dal 1610 al 1624, la reggenza di Maria de Medici, sua moglie. Fu accusata di stregoneria. Nel 1610 il figlio del re, Louis XIII, era troppo piccolo per succedere al padre, così la madre prese il potere. Fu aiutata da un gruppo italiano, ma fu mal vista dal popolo francese. Aveva ampliato teatri e spettacoli, creando una compagnia teatrale italiana.

Nel 1624 Richelieu prende potere e aiuta Louis XIII a diventare re. Richelieu si occupò di progetti importanti: nel 1635 fondò l'Académie Française, successivamente la compagnia dei cinque autori, e donò il Palais Cardinal (Palais Richelieu) al re, che divenne Palais Royal.

La letteratura, con Richelieu e Louis XIII, era diventata un'arma per andare contro i nemici dello stato. Richelieu muore nel 1642, e Louis XIII nel 1643. Presero potere Mazarin e Anna d’Austria, malvisti come la reggenza precedente. Il teatro si arrestò durante il loro potere, a causa del bigottismo e perché pochi potevano finanziare gli spettacoli. Il teatro riprese nel 1659, quando Molière ritornò a Parigi con Corneille.

Mazarin morì nel 1661. Dal 1661 Louis XIV governò quindi da solo: si avvaleva solamente del ministro delle finanze, Colbert. Fece sviluppare il teatro: aveva problemi con la madre, Anna d’Austria, e cercò di moralizzare la sua vita attraverso la letteratura, commissionando opere a Molière, che poi entrò nelle sue grazie.

Francoise d’Aubigné, precedentemente sposata con Paul Scarron, si prese cura dei figli del re, e lui decise poi di sposarla. Prese il nome di Madame de Maintenon. Nel 1680 Louis XIV muta atteggiamento, sia nella vita, sia verso il teatro: la nuova moglie aiutò il re, lo influenzò nelle scelte e nel teatro. Il re divenne sempre più bigotto, il suo governo era assalito da problemi economici e la piccola glaciazione peggiorava l’economia. Louis XIV regnò fino al 1715. Fino ad allora la Francia era messa male, nonostante il potere solido del re.

Succede, alla sua morte, nel 1715, Louis XV, che però ha solo 5 anni. Prende la reggenza il Duca d'Orleans. Si occupa poco dell'economia, suddivide il potere tra i nobili e crea molti ministri. Il Duca non sa governare, si circonda di persone altrettanto incapaci a governare e c'è un'incompetenza generale. Venne tentato il primo esperimento con la moneta cartacea, con un funzionamento simile alle cambiali, che sostituivano terreni e possedimenti. Si sviluppa un fenomeno inflazionistico, ci fu più stampa rispetto alla ricchezza effettiva. Tra il 1716 e il 1720 quindi c'è una grande inflazione e fallisce il tentativo della carta-moneta.

Nel 1723 Louis XV sale al trono, ed è il Roi Bien Aimé. Cresce e diventa fannullone, si fa guidare dalle amanti, tra le quali si ricorda Madame Pompadour. Il potere reale va a capofitto, si diffonde l'odio per i giansenisti. Si creano delle spaccature, aumenta lo scontento e la monarchia vacilla.

Preziosismo

Dal 1600 le donne si cominciano a riunire nei saloni, poiché non erano a loro agio col re Henri IV, che era rozzo. Con la Marquise de Rambouillet (Cathérine, anagrammata Arthénice, de Vivonne), e con l’Hotel de Rambouillet, nascono i primi saloni e si sviluppa il movimento detto Preziosismo. Il Preziosismo quindi è il frutto dell'allontanamento dalla corte reale.

L’inizio del Preziosismo è difficile, poiché le riunioni furono rallentate dall’uccisione del re. L’apice dell’Hotel de Rambouillet, della Chambre Bleue e del Preziosismo è tra il 1630 e il 1642, quindi dalla presa di potere di Richelieu. Il salotto era un luogo di divertimento, di raccolta, di svago letterario, ma soprattutto di conversazione. Venivano raccolti i principi del gusto, della nobiltà e della bienséance. Essere preziose significava elevarsi dal livello sociale, arricchire i modi, le maniere, il linguaggio e la vita stessa. La forma è la base, ciò che importa: infatti si è attenti nel linguaggio, nella struttura, nell’estetica. Si usano perifrasi, metafore, parole ricercate e singolari.

Le donne si distaccarono dalla corte, riunendosi in un nuovo ambiente, i salotti. Si costruirono dei condotti casalinghi che scaldavano più ambienti, e cambiò anche il mobilio. Nacque il gusto per gli oggetti e per il vestiario: molti si atteggiavano da ricchi anche se non lo erano, indebitandosi.

La letteratura comprendeva in quel periodo eroi, mitologia greca e latina. I romanzi erano davvero lunghi e pieni, e sono detti romanzi en tiroir, ovvero a cassetti: c'erano più storie, raccontate all'interno del romanzo. Un personaggio narrava una storia all'interno del romanzo stesso e un altro personaggio lo faceva a sua volta. Per questo la lunghezza di queste opere era spropositata.

Honoré d’Urfé

Un esempio di romanzo prezioso si ha con Honoré d’Urfé, che scrisse un romanzo pastorale, Astrée, elaborato tra il 1607 e il 1624. Il romanzo Astrée è simile ai romanzi greci e celti. Fu un romanzo pastorale molto apprezzato e divertente, e rientra nella categoria di romanzi meravigliosi, epici, sulla nobiltà.

Ambientato nel V secolo, Céladon ama Astrée. Le loro famiglie erano nemiche, e Astrée chiede di fare la corte ad Aminthe per non destare sospetti su loro due. Sémire, rivale di Céladon, fa ingelosire Astrée, dicendole che in realtà l’uomo ama davvero Aminthe. Infuriata, la donna vieta a Céladon di farsi vedere e di sparire.

Céladon deve fuggire e vive da selvaggio, e anche se viene spesso tentato non si dimentica della donna che ama. Con uno stratagemma riesce rientrare a corte: aiutato da un druido, si traveste da donna ed entra a corte. Stringe amicizia con Astrée, e non si fa scoprire. Il romanzo finisce qui, poiché D’Urfé muore, ma il suo segretario tentò di finirlo: Céladon si rivela, lei lo ricaccia per averla ingannata e però alla fine, dopo mille avventure si sposano.

Il romanzo riflette il volere prezioso: è ampio, esagerato, interminabile, di conversazione, e sono inserite centinaia di storie e personaggi del tutto incoerenti con la vicenda principale. Parla di sentimenti e affronta temi psicologici innovativi: gelosia, timidezza, amore, rivalità, vendette…

Malherbe e la sua influenza sulla poesia e sul Preziosismo

Malherbe voleva la purificazione della lingua. Voleva eliminare le parole straniere e favorire solo quelle francesi, per avere una lingua sobria e chiara, pulita. Malherbe rifiutava anche le abbreviazioni. Le donne preziose, al contrario, volevano arricchire ed elevare la lingua. Ad esempio, per evitare termini non belli, inadatti alla nobiltà di una donna preziosa, venivano usati giri di parole, metafore o altre espressioni. Volevano rendere preziosa la lingua anche per allontanarsi dalla realtà, giungendo al massimo gusto anche nella comunicazione.

C'erano due regole preziose per scrivere: bienséance e vraisemblable. La bienséance erano le buone maniere, ovvero l'obbedire alle leggi dei salotti e dell'alta società. Il principio del vraisamblable invece era il seguire le regole sociali, e far sembrare le cose veritiere, possibili.

La poesia fu influenzata dalla trasformazione e dall'epurazione della lingua francese teorizzate da Malherbe, poeta di corte. Riteneva che il greco fosse anti-religioso, che uscisse dagli schemi: non era conosciuto dai colti, e quei pochi che lo conoscevano lo inserivano nelle opere, creando grecismi. La lingua del '500 era infatti caratterizzata da latinismi, grecismi e italianismi.

Erano state create quindi tante forme, diminutivi e vezzeggiativi. Malherbe voleva tornare all'origine della lingua francese: tuttavia, non scrisse una grammatica, ma si limitò a prendere delle poesie di vari autori e a correggerle seguendo il suo pensiero. Il francese odierno deriva dall'idea di Malherbe: furono eliminati vari verbi, e fu rifiutata la molteplicità. La lingua quindi risultava ridotta. C'era chi non accettava le regole malherbiane, anche se quello del poeta di corte era il pensiero dominante. I non conformisti, in quella società oppressiva, erano spesso torturati, imprigionati o uccisi.

Desportes, fu osservato da Malherbe. Quest'ultimo si permise di criticare e correggere lo stile elaborato del poeta, il quale vide appunto lo stravolgimento dei suoi scritti dal punto di vista grammaticale, poetico, sintattico e lessicale.

Letteratura libertina

Nel '500 si sviluppò il movimento libertino, che prende nome da libertus, vale a dire schiavo liberato. Aristotele già aveva conosciuto tutto, e la chiesa quindi vietava indagini, ricerche e sperimentazioni. Ciò era applicato a tutte le scienze, e soprattutto alla letteratura.

Nel '500 il teatro torna in auge: vengono riprese le tre unità di Aristotele. Pochi sono quelli che sperimentano, che criticano e che pensano da liberi. L'esperienza apriva la mente e distaccava dalle regole imposte: un libertino era libero in tutto, di conseguenza c'era la libertà sessuale oltre a quella religiosa, quindi questo pensiero faceva storcere il naso alla maggior parte delle persone, spesso molto religiose o addirittura bigotte. La filosofia libertina era vicina alla natura: il Dio era creduto essere diffuso, in una sorta di panteismo, nell'ambiente, però l'aldilà restava incerto.

La filosofia libertina influenza molto il periodo e autori come Théophile de Viau. Un libertino è uno sperimentatore, è qualcuno che si vuole liberare dalla società e dai suoi vincoli morali. La medicina era bloccata, così come il progresso, e non si potevano effettuare studi nuovi. I libertini dunque, in letteratura, non seguono regole e discutono sul potere del re e della religione. C'è una totale contrapposizione allo spirito prezioso, e queste opere sono ispirate alla borghesia più bassa e alla cultura popolare. Vengono rimessi in discussione il sapere tradizionale e la religione.

  • Genre burlesque, nella poesia.
  • Genere dell’histoire comique, nel romanzo.

L'histoire comique è un genere che si comincia a sviluppare dal '500: le storie erano leggere, boccaccesche, prevalentemente di relazioni extraconiugali. Al centro dei primi romanzi dell'histoire comique c'erano quindi tradimenti tra uomini e donne, senza riflessioni. Nel '500 erano dette Histoires Comiques, al plurale. Durante il '600, però, questi temi leggeri svaniscono: il genere muta e con lui anche il suo spessore. Nel '600 quindi diventa un vero e proprio genere, diverso. Era contro il potere, era una letteratura bassa, fatto di linguaggio scurrile e personaggi non nobili. Veniva messo in evidenza il rango più inferiore.

  • Charles Sorel: Histoire Comique de Francion. Scritta dal 1623 al ’33, è l’opera che più rispecchia le caratteristiche del genere.
  • Paul Scarron: Roman Comique, caratterizzato da un forte realismo.
  • Furetière: nel Roman Bourgeois inserisce il realismo e la satira: non usa eroi, né eroine, come di consueto era fare nella letteratura preziosa, ma espone personaggi di rango medio/basso. Va quindi contro i principi preziosi.
  • Cyrano de Bergerac: Histoire Comique des états et empires de la lune et du soleil. Fantasioso come la sua opera, Cyrano rientra nell’histoire comique: satira e critica alla religione, ai miracoli, adesione all’ateismo, contraddizione dei principi religiosi quali rotazione terrestre… Critica anche l’assolutismo e mostra un favoreggiamento al regime democratico.

Théophile de Viau

Era un libero pensatore. Abbastanza famoso, morì dopo la prigione, a causa delle condizioni misere in cui aveva vissuto. Fu bruciato in effige. In Elegié à une dame, Théophile espone il suo credo sulla società e sulla religione. Si chiedeva cosa fosse la poesia, e in quest’opera rifiuta la teoria di Malherbe. Théophile era libertino e barocco, e nell’opera ammette la sua libertà sessuale. Era bisessuale e forse ateo.

Elegié a une dame era rivolta a una donna. È scritta in alessandrine (12 sillabe). Occorre ricordare che esprit si riferisce sia alla mente, sia allo spirito, sia all’anima. Mes esprits quindi sono i fuochi mentali, l’intelligenza e il pensiero. Questo è il manifesto di Théophile de Viau, spiega il suo pensiero. Il mestiere del poeta era faticoso, perché non si facevano soldi facilmente: si è poeti per passione. Era diffuso tanto disprezzo per i poeti, e in pochi li apprezzavano. Théophile accusa l’ignoranza diffusa in Francia al suo tempo. Omologarsi è l’unico modo per essere accettati, ma lui e gli altri libertini rifiutano tutto questo: accusa la corruzione della religione e della società del suo tempo.

Ammette che esiste il destino, e che Dio, nominato attraverso la parola Ciel, è distaccato: non si cura degli uomini. Nel '600 Ciel è usato per descrivere qualcosa di vago, in cui spesso non si crede, che per i credenti sarebbe però Dio. Non è quindi certa la sua esistenza, è messa in discussione, specialmente da parte degli “immorali” libertini. Théophile era contro il conformismo. Costumi e mœurs francesi sono stupidi: per sopravvivere in quella società becera e superficiale serve lasciare la mente e l’intelligenza da parte, in modo tale da inserirsi nell’ignoranza dilagante.

Le donne, secondo Théophile, sono più intelligenti e si confrontano tra di loro. Théophile vorrebbe fama, ma in quella società gli era impossibile: pochi eletti potevano capire la poesia, e nella società che tanto critica nessuno poteva comprenderlo. La donna poteva forse capire la poesia e il poeta, e per questo Théophile si sente almeno un po’ sollevato e fortunato. Théophile critica Malherbe, anche se lo rispetta, non accetta la sua opera linguistica. Théophile vorrebbe essere libero, senza fili, con la mente ispirata e non legata alle regole imposte. Paragona Malherbe e il suo operato a un ragno e la sua tela. Théophile anticipa delle tematiche con il suo slancio poetico e rivoluzionario.

Charles Sorel

L'Histoire Comique de Francion fu scritta tra il 1623 e il 1633. Da 7 libri, Sorel la ampliò a 11, rielaborando l'opera di continuo. È un'opera allegorica.

I personaggi dell'histoire comique non erano nobili, ma persone di bassa classe sociale: il protagonista è Francion, un picaro-francese, ovvero un vagabondo spagnolo. Poteva sembrare un cavaliere da lontano, ma in realtà è messo male, è un nomade. La storia di Francion è allegorica e viene raccontata vivacemente, grossolanamente.

Nei primi 7 libri è alla ricerca della donna della quale è innamorato, Laurette, che è una prostituta. Quindi, dal 1° al 7° libro, si osserva il suo percorso, alla ricerca dell’amore terreno e carnale. Laurette è il massimo che può ottenere una persona come Francion. In un’orgia, si gode finalmente la donna, ma poi si accorge che non gli basta e la lascia perdere.

Nei 4 volumi successivi, Francion ricerca l’amore perfetto, fatto anche da piacere culturale e morale. Lo trova in una vedova, Naïs. Si sposa con lei e raggiunge la felicità, scoprendo che la carne, l'istinto e i desideri non sono le uniche cose a cui badare nella vita. Il percorso è allegorico: gli elementi fanno ridere, ma sono simbolici.

Sono due le influenze sul pensiero di Sorel: Bacone e i Rosacroce.

  • Bacone è dell'epoca di Sorel. Ha influito sull’Advertissement di Sorel: Bacone si collega al pensiero libertino. Una persona deve tentare di raggiungere la verità osservando la realtà e isolando l’esperienza. Occorre guardare da una prospettiva diversa e lasciare da parte pregiudizi e preconcetti. Bacone elencava gli errori umani, gli stereotipi e le abitudini: questi portavano a un pensiero automatico. Occorreva attenzione, per non pensare come al solito: ci sono vari idola, e bisogna superare i luoghi comuni e i vari stereotipi per osservare la realtà senza le "lenti colorate".
  • I Rosacroce si riunivano nei caffè, non erano cattolici, bensì eretici. Volevano abolire la proprietà privata, proclamando l’uguaglianza degli individui e delle anime, il che andava contro la Chiesa e contro la monarchia assoluta. I Rosacroce erano simili ai libertini per quanto riguarda la magia naturalis: negavano il potere ecclesiastico e proclamavano l’uguaglianza delle anime. Andavano contro il potere assoluto della Francia. Ritenevano importanti le scienze: ripresero l’alchimia e costituirono le basi per la chimica. Questa società era segreta, nacque nel '600. Parigi fu invasa dai manifesti dei Rosacroce nel 1623.

L'Advertissement di Sorel però mutò nei 10 anni di elaborazione dell'opera. Riassumendo, nella sua introduzione Sorel afferma che:

  • Esiste, secondo...
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/03 Letteratura francese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher steeeegtfo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura francese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Merello Ida.
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