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Appunti per esame di filosofia dei processi simbolici, testo consigliato Bambini, arte, artisti

Appunti di filosofia dei processi simbolici basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof Contini, dell’università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - Unimore, facoltà di Scienze della formazione. Scarica il file in formato PDF!

Esame di filosofia delle arti e dei processi simbolici docente Prof. A. Contini

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BAMBINI, ARTE, ARTISTI

La mostra di Alberto Burri si realizza a Reggio Emilia nel Novembre del 2001. Una mostra che

nella città di Reggio Emilia trovava un ambiente favorevole perchè Reggio è sempre stata una città

attenta al nuovo e ha sempre cercato di valorizzare il contemporaneo.

PERCORSO FORMATIVO

Il progetto di formazione è stato promosso e coordinato da Reggio Children, dalla Direzione e dal

Centro di Documentazione Nidi e Scuole dell'infanzia del Comune di Reggio Emilia, dai Musei

civici, da Remida- centro di riciclaggio creativo.

Nell' Ottobre del 2001 un gruppo ampio di persone si sono recate a visitare le opere di Burri alla

'fondazione Burri'. Hanno svolto un laboratorio di 3 giorni, alternando momenti teorici con

manipolazioni dei materiali. L'intento è quello di proporre ai bambini l'approccio alle cose in

sintonia con le loro strategie autonome, osservando e documentando i percorsi soggettivi e di

gruppo dei bambini. Inizia così il lavoro con i bambini all'interno delle scuole; atelieristi ed

insegnanti realizzano documentari in diapositive che narrano il lavoro fatto in ogni Nido e Scuola.

La documentazione viene comunicata dagli atelieristi attraverso la mostra ' i cento linguaggi dei

bambini, il linguaggio artistico di Alberto Burri'.

Il progetto ha coinvolto bambini ed insegnanti dal Nido di infanzia alle scuole Medie; i bambini

hanno esplorato il materiale, hanno dialogato con esso, dipinto con la materia, realizzato

composizioni, alla fine hanno visitato la mostra di Burri, commentando e osservando le sue opere.

IL PROGETTO

I linguaggi espressivi sono capaci di tenere insieme razionalità ed immaginazione, cognitività e

sensibilità. Il linguaggio visivo si evolve se viene alimentato da contesti culturali favorevoli.

Quello che va cercato con bambini e ragazzi sono i processi che si dispiegano nell'atto creativo:

l'invenzione simbolica, la metafora, la relazione intensa con le cose, l'espressività.

Il ruolo dell'insegnante è quello di fornire un competente ascolto sia del linguaggio visivo, che delle

strategie individuali e di gruppo dei bambini, in modo da affiancarle con interventi che siano in

sintonia con le autonomie espresse.

IL NERO E I BIANCHI

Il nero è di tutti i colori\ è tutti i bianchi

Abbiamo lavorato al nido con la sezione Lattanti ( 6-10 mesi) e con la sezione dei Medi ( 18-24

mesi) scegliendo la materia e le sue variazioni: diversi tipi di plastica, carta, stoffa. Abbiamo scelto

di esplorare il monocromatismo di bianchi e neri perchè spesso i bambini ci hanno confermato

quanto siano capaci di leggere e percepire anche le piccole sfumature cromatiche.

I due colori scelti, il bianco (Nido Bellelli), il nero ( Nido Panda) non sono casuali: entrambi

generalmente non sono ritenuti propriamente colori e quasi mai vengono considerati per le loro

tonalità.

Nela società occidentale il bianco simboleggia la purezza, la pulizia morale; il nero è invece spesso

inteso come colore del buio, della paura, del lutto.

Pensando alla rilevanza che ha il pavimento per i bambini di questa età, in quanto è una delle

superfici più abitate e frequentate, abbiamo proposto ai bambini della sezione Lattanti del Nido

Panda un grande tappeto di materiali diversi di tonalità di nero e a quelli del Nido Bellelli un grande

tappeto di materiali diversi di tonalità di bianco. L'idea era di offrire una grande superficie da

esplorare che insieme ad un iniziale spaesamento tenesse in considerazione i tempi e le strategie di

conoscenza dei bambini.

Dei due grandi tappeti proposti, i bambini ne hanno percepito immediatamente la soglia; sono

entrati cautamente in questa sorta di nuovo paesaggio materico, a volte solo sfiorandone la

superficie. I corpi dei bambini sono entrati in relazione con la materia, cambiando e modificando le

proprie posture per poterla interrogare meglio, per potervisi immergervi.

Questi luoghi-paesaggi sono stati indagati dai bambini con la partecipazione di tutto il corpo.

Sonorità: i bambini scuotono, battono, pestano per sentire le qualità ritmiche e sonore.

Tattilità: i bambini accarezzano per sentire il liscio, il ruvido, il piano, il rugoso dei materiali.

I bambini che camminano hanno attraversato questa superficie sperimentando una danza-esplorativa

dove il ritmo del movimento e suonato dalle diverse percezioni tattili dei materiali ascoltate dai

piedi 'sensibili ed intelligenti'.

Olfatto e gusto: i bambini esplorano i materiali anche succhiandoli, annusandoli.

Ogni bambino ha usato una propria strategia di avvicinamento alla materia; per tutti i bambini i

tempi di conoscenza sono stati lunghi.

Con i bambini della sezione dei Medi l'esplorazione della materia si è valsa dell'allestimento,

realizzato con loro, di una collezione di materiali neri e bianchi. Anche con questi bambini si

evidenziano modi e strategie soggettive per conoscere la materia, ma anche una grande attenzione ai

gesti dell'altro, alle sue ricerche.

Alcuni bambini sembrano valutare le caratteristiche di matericità dei materiali a colpo d'occhio,

come se non ci fosse il bisogno di toccarli. Altri bambini percepiscono le potenzialità della materia

nelle variazioni tattili, così una carta ondulata sembra diventare, nell'esplorazione, tastiera di

pianoforte da suonare con gesti e sapienti e raffinati.

I bambini separano, ricongiungono, trovano nuovi arrangiamenti percettivi, nuovi equilibri materici,

e alla fine scelgono. Modificare e variare è mutare punti di vista, senza che uno escluda

necessariamente l'altro.

Con la macchina digitale teniamo memoria di alcune composizioni che i bambini trovano più

interessanti.

Tante materie diverse di tante gradazioni di bianco ingrigiscono, schiariscono, sbiancano, si

illuminano a seconda della luce alla quale sono esposte. I bambini aggiungono alle loro esplorazioni

la tattilità e la sonorità come strumento di scoperta. È dai materiali che i bambini traggono

suggerimenti; tra i bambini i materiali si instaurano come 'piccoli rituali' e così nascono le nuove

composizioni.

La grande composizione finale restituisce ai bambini la dimensione del lavoro fatto. Ogni bambino

si riconosce in una porzione. Riconoscersi e distinguersi per caratteristiche, gesti, forme, pensieri e

contemporaneamente sentirsi parte di una comunità operante, capace di creare bellezza ed

intelligenza.

Tra percezioni tattili e visive

Con lo spirito tra il gioco e l'indagine scientifico-estetica, i bambini cercano e incontrano i materiali,

li ascoltano attraverso esplorazioni visive, tattili, olfattive, sonore. Li organizzano secondo criteri

personali ed originali. Nell'accostare i materiali, i bambini sperimentano sottili relazioni attraverso

la sovrapposizione, l'incastro, la legatura; strategie scoperte ed inventate nel conoscere qualità e

caratteristiche di ogni materia nell'incontro con le mani.

I bambini con le loro scelte testimoniano di possedere un senso estetico ed un pensiero capace di

progettare, di costruire relazioni, di attingere strategie e procedure da altri linguaggi.

Le mani curiose e competenti dei bambini scoprono limiti e potenzialità dei materiali.

Grande composizione

la bellezza e l'originalità delle composizioni del bambini, il loro procedere per relazioni interne ed

esterne, ci portano a considerare l'idea di realizzare una 'composizione di composizioni' di tutti i

bambini della sezione. Nel progettarla i bambini individuano alcuni elementi comuni: la

dimensione, la scelta di realizzare composizioni monomateriche o polimateriche, la necessità che i

materiali siano fissati tra loro, poiché i bambini hanno scelto di appendere le composizioni al muro.

I bambini, a piccoli gruppi di 3 bambini ciascuno, realizzano nuove composizioni che vengono

sistemate su un telo bianco, scelto da loro, che aiuta a valutarne la disposizione su una superficie

monocromatica simile al muro.

La presentazione della composizione al pubblico delle famiglie diventa una vera e propria

inaugurazione: dall'invito, all'apparecchiatura del rinfresco, realizzata con cibi rigorosamente

bianchi, i bambini sono stati protagonisti ed autori di questo evento.

Quali sono le strategie compositive dei bambini?

Per contrasto

per analogie e similitudini

per simmetrie

per sovrapposizioni e stratificazioni

per moltiplicazione di una forma

per causalità

per rapporti logici, rimandi tra forma, misura, quantità

per correlazioni sensoriali

per sonorità

per bellezza. LE PLASTICHE

Dialoghi tra materia, luce e spazio

Abbiamo posto a bambini alcune domande: cos'è la plastica? Di cosa è fatta? Come si forma?

I bambini, mentre ne parlano, la cercano con lo sguardo e la trovano intorno a loro, emerge

predominante nelle più svariate forme ed utilizzi.

Vengono realizzate 3 installazioni di cui 2 all'interno della scuola – nel soffitto dell'atelier e su una

vetrata- e una all'esterno su un grande albero nel cortile.

Tre installazioni differenti ma che raccontano di incontri, strategie ed esplorazioni originali nel

mettere in dialogo materia e spazio. Le installazioni, costruite con criteri diversi, in empatia con lo

spazio-luogo con il quale entrano in dialogo, risultano equilibrate e delicate: i bambini modificano

l'ambiente attraverso giochi di accostamento e sovrapposizioni, creando spirali, nodi, linee che

entrando in relazione con lo spazio-ambiente lo trasformano.

In-stalla-stazione

gli incontri con la materia vengono approfonditi da un gruppo di bambine attraverso l'utilizzo di una

lavagna per proiezioni. La plastica viene così indagata attraverso la luce per proiettarsi verso l'alto,

sul soffitto, una dimensione poco esplorata dai bambini ma che allo stesso tempo riesce a catturare

le loro sfide spaziali.

La composizione di plastiche, realizzata sulla lavagna luminosa, viene proiettata sul soffitto,

offrendo alle bambine suggestioni virtuali della materia.

Percependone la natura impalpabile e immateriale, nasce nelle bambine l'esigenza di trattenere e

fermare la proiezione. L'intento delle bambine è di tornare alla fisicità della materia.

Abbassata la proiezione alla loro altezza le bambine iniziano ad tradurre le forme proiettate in

forme materiche, attraverso analogie formali e tattili. Esse cercano analogie formali scegliendo

plastiche di forma e dimensione analoghe a quelle proiettate.

Quella che ne è uscita è stata una installazione, in-stalla-stazione come l'hanno chiamata le

bambine, che recuperata la sua zona di origine, il soffitto, prende forma in un rimbalzo che si nutre

della proiezione luminosa e della sua concretezza materica.

Meno che appena trasparente

i bambini, nella scoperta iniziale della materia, hanno un approccio di sperimentazione globale con

un'attenzione costante a tutti i linguaggi della materia. I materiali che i bambini scelgono sono

contemporanei e vicini alla loro esperienza. Si tratta di plastiche di vari livelli di trasparenza.

Una delle difficoltà iniziali dell'approccio alla materia è stata coglierne il concetto stesso: i bambini

vedevano l'oggetto, la sua funzione, il suo colore, la sua storia, meno la materia di cui è fatto.

Analizzando i materiali trasparenti raccolti, i bambini hanno costruito 'categorie delle cose'.

La forza della scoperta di un concetto orienta lo sguardo e la sensibilità, è insieme di conoscenza di

un oggetto ma anche delle proprie potenzialità, apre le sperimentazioni a possibilità diverse e più

profonde di indagine. Ma la scoperta del concetto è possibile sono attraverso un percorso che offra

sguardi nuovi. La scoperta del trasparente avviene proprio quando i bambini si accorgono che

esistono tanti tipi di trasparente. La relazione con il materiale trasparente offerto dall'uso di

strumenti diversi, la possibilità di entrarvi dentro sposta l'attenzione e affina delle sensibilità: i

bambini trasferiscono, con l'eccitazione che viene dalla sfida della conoscenza, la loro acquisita

capacità di indagine nelle diverse possibilità del trasparente.

L'acqua è individuata come materiale trasparente fin dalle prime conversazioni.

Grazie alle esplorazioni precedenti i bambini hanno maturato un concetto espressivo di grande

valore estetico: la materia chiama materia. Ogni composizione è realizzata con materiali trasparenti

su supporti a loro volta trasparenti: questo consente al trasparente di esprimere al massimo le sue

potenzialità.

La composizione trasparente nell'acqua si offre all'osservazione dei bambini in tutte le sue

variazioni in relazione alla luce, alla posizione del contenitore, al punto di vista.

Insieme ai bambini proviamo con l'aiuto del digitale a registrare e visualizzare le sonorità dei

materiali trasparenti. Il campo di azione si sposta quindi sul rapporto suono-immagini. Ascoltando il

suono prodotto da una composizione di tubicini e strisce trasparenti di materiale diverso sistemata

all'aperto su un albero, mossa dal vento, i bambini hanno scoperto nuove sonorità.

Attraverso un pc con un programma specifico siamo riusciti a registrare e visualizzare le bande

sonore.

L'intenzione è quella di provare a dare una forma al suono che per sua stessa identità è impalpabile

e privo di forma. Così sono entrate in campo tecniche digitali, dando nuove opportunità di

composizione tra suono e grafica.

Stanza brillantezza

il linguaggio del corpo è una potenzialità espressiva dei bambini che consente un'immersione

completa nel mondo.

Offrire ai bambini uno spazio possibile, dove la trasparenza diventa ambiente e l'espressività del

corpo può incontrare l'espressività della materia, è il nostro intento. I bambini, attraverso il

movimento, hanno esplorato questa dimensione con tutto il corpo: si sono immersi nella materia

plastica facendone emergere leggerezza e l'apparente immaterialità, in una fluttuante e continua

trasformazione.

La possibilità di ri-progettare lo spazio è stata offerta ai bambini attraverso la realizzazione di un

bozzetto; la potenzialità progettuale del bozzetto ha dato la possibilità di sostenere e dare forma alle

alle proiezioni immaginative dei bambini, alle loro riscritture e ai loro desideri.

Il nostro primo approccio con la materia, plastica trasparente incolore, si è realizzato con la

trasformazione di uno spazio della scuola, con l'intento di proporre ai bambini un caleidoscopio

polipercettivo che contenesse differenti variazioni della stessa materia.

Si è cercato di sostenere le esplorazioni e sperimentazioni dei bambini offrendo loro la possibilità di

modificare le qualità percettive dello spazio attraverso variazione di luce, sonorità e gocce di acqua.

Spazio trasformato:

la trasparenza tra le mani dei bambini viene scrutata ed esplorata, indagata ed esplorata nella

duplice identità di materia immateriale. I corpi dei bambini in movimento si sono messi in reazione

con la materia stessa e l'hanno trasformata in un turbinio di gesti ed azioni.

Corpo e materia si rincorrono, si incontrano e scontrano.

Variazioni:

lo spazio materia offerto ai bambini è stato pensato come una scenografia fluida e morbida,

accogliente le trasformazioni e riscritture operate dai bambini. Si è cercato di sostenere le

sperimentazioni dei bambini offrendo loro la possibilità di modificare qualità percettive dello spazio

attraverso variazioni di luce, acqua e sonorità. La molteplicità di fonti luminose attivate e

l'introduzione di gocce di acqua, vaporizzate nell'aria e proiettate, hanno restituito ai bambini

un'immagine dello spazio di volta in volta differente e un incontro con i materiali sempre diverso.

Le potenzialità sonore dei materiali sono state indagate con attenzione e curiosità.

Micro stanza, la luce funambula

uno degli elementi che più ha conquistato l'attenzione dei bambini e dal quale hanno iniziato a

progettare e costruire lo spazio è stato il pavimento.

Una mattina ci siamo avvicinate alla plastica trasparente che emergeva e ricopriva ogni superficie e

alla luce, che ci ha suggerito una moltitudine di esplorazioni.

Lo sguardo dei bambini cercava, incontrava, si spostava da un telo che scendeva a un tubo che

saliva, scorrendo e soffermandosi su tutti gli oggetti di plastica trasparente presenti. È solo

attraverso uno sguardo sensibile degli occhi, del cervello e del cuore che la luce e la plastica,

inscindibimente, si mescolano divenendo materia unica.

La luce passa e attraversa, porta con sé qualcosa della materia attraversata e lascia qualcosa di sé

dentro alla materia.

Per i bambini la luce, nella materia, oltre che esaltarne l'identità, rimane intrappolata o trova rifugio,

ne è custodita.

Il problema quando si lavora con i bambini è come dare loro la possibilità di rendere visibili le loro

intuizioni, di creare contesti dove continuare ad evolvere i pensieri.

Esplorare, agire, svelare, mettere strato su strato, guardare dentro, togliere riguardare, ricominciare,

sono stati processi indispensabili dei bambini per dare origine ad una nuova materia, dove luce e

plastica inscindibilmente si mescolano.

Le parole con le quali i bambini enfatizzano e custodiscono i diversi immaginare ed esplorazioni,


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze pedagogiche
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher letiziadr91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di filosofia delle arti e dei processi simbolici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Modena e Reggio Emilia - Unimore o del prof Contini Annamaria.

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