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Riassunto esame psicologia delle relazioni familiari e dei processi di sviluppo, docente Arace, libro consigliato Le prime relazioni del bambini, Murray

Riassunto per l'esame di psicologia delle relazioni familiari e dei processi do sviluppo, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Prino: Le prime relazioni del bambino, Murray. Gli argomenti trattati sono i seguenti
legami di attaccamento,
comprensione sociale,
autocontrollo,
intelligenza,
prime relazioni e sviluppo sociale,... Vedi di più

Esame di Psicodinamica dello sviluppo e delle relazioni familiari docente Prof. L. Prino

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comportamenti di marcatura non sono imitativi, ma chiari segnali espressivi che

mettono in risalto particolari azioni del bambino, esprimendo approvazione.

A quattro mesi, il bambino è ormai un abile partner sociale: è molto motivato a

relazionarsi con gli altri, è sensibile alla qualità del coinvolgimento del partner (still

face) e sfoggia un ricco repertorio di gesti ed espressioni vocali e facciali, che impiega

attivamente e in modo appropriato nella COMUNICAZIONE FACCIA A FACCIA.

QUARTO - QUINTO MESE: RELAZIONI A TEMA

In questi mesi, il bambino conosce dei miglioramenti in:

- acuità visiva

- capacità di allungare il braccio e afferrare gli oggetti

Quindi, anche gli interessi e le motivazioni del bambino nelle interazioni sociali

cambiano e, stimolati da questi sviluppi, i genitori impiegano nuove tecniche per

comunicare con i figli. "relazione nucleare" "intersoggettività primaria",

La comunicazione passa dalla o ossia

dall'esperienza di essere insieme (bambino e genitore) e condividere emozioni ed

espressività, all'INCLUSIONE DI UN TEMA o oggetto di attenzione separato.

NONO MESE: LA RELAZIONE INTEGRATA/ INTERSOGGETTIVITA' SECONDARIA

Il bambino comincia a seguire i suggerimenti degli altri e a collaborare con loro;

guarda il volto del genitore quando non comprende cosa stia accadendo, come se

cercasse informazioni che possano servirgli da guida.

Per arrivare a una vera comunicazione integrata, è necessario che, oltre alle abilità

comunicative di base e a una maggiore competenza in rapporto all'ambiente fisico, si

sviluppino altre due importanti abilità:

1. Maggiore comprensione dell'esperienza del mondo compiuta dalle altre

persone

2. Capacità di collegare l'esperienza del mondo altrui con la propria

Un ruolo fondamentale nello sviluppo di queste abilità viene svolto da particolari tipi di

attività di gioco:

Favorire un interesse condiviso: le strategie che ora iniziano ad usare i genitori

 per coinvolgere il bambino contribuiscono a creare un centro di attenzione e

possono rendere il bambino più consapevole dell'esistenza di un collegamento fra

il suo interesse per qualcosa e le azioni di un'altra persona in riferimento a ciò che

lo interessa.

La consapevolezza di questi collegamenti può essere favorita anche da particolari

modalità espressive del genitore durante il gioco, una di queste è conosciuta come

movimentese

" " = le diverse fasi del gioco vengono evidenziate attraverso la

sincronizzazione e intensità della comunicazione, nonché da una maggiore

semplicità e ripetizione delle azioni.

Un'altra caratteristica importante della comunicazione dei genitori con il figlio nel

ostensiva

corso delle interazioni a tema è la cosiddetta qualità " " = i genitori

impiegano segnali vocali ed espressioni facciali ben definite per mettere in

evidenza o far conoscere al b. aspetti della realtà.

Coordinare le azioni: in molti giochi corporei, le azioni del bambino e de genitore

 devono essere accuratamente sincronizzate, affinché il gioco riesca bene.

Oltre al gioco, anche le attività quotidiane e ripetitive come vestirsi offrono al

bambino delle opportunità per sviluppare una comprensione implicita del fatto

che, affinché l'attività proceda senza intoppi, è necessario che le sue azoni si

coordino con quelle del genitore verso la realizzazione di un obiettivo comune.

I genitori non sono i soli a favorire lo sviluppo della comprensione sociale nel bambino.

Infatti, anche i bambini creano essi stessi delle esperienze in cui collegano e integrano

la loro attenzione e i loro interessi con quelli degli altri, e sanno "giocare"

creativamente con le proprie azioni per farle diventare un tema di interesse comune.

trovate a

Fra i 6 e i 7 mesi i bambini cominciano a sviluppare un repertorio di "

effetto " e a impiegarle in modi sempre più complessi per partecipare attivamente alle

interazioni sociali.

Intorno agli 8 mesi, il bambino è in grado non solo di attirare l'attenzione degli altri,

mettendosi in mostra

ma inizia anche a manipolarla " ".

Entro i 9-10 mesi, il bambino ha raggiunto un notevole controllo dell'ambiente dal

punto di vista fisico: è diventato capace di comprendere gli aspetti fondamentali del

rapporto degli altri con l'ambiente e di coordinarli con la propria esperienza.

IL SECONDO ANNO: RELAZIONI COLLABORATIVE

Nel secondo anno di vita i bambini sviluppano altre capacità:

capacità di coordinare diversi punti di vista sul mondo

- , che consente al

bambino di avere una visione d'insieme e di considerare la realtà in modo più

appropriato

capacità di concepire la propria esistenza come un tema a se stante

- passibile di riflessione , e di riflettere in modo analogo anche sui desideri, le

conoscenze e le credenze sul mondo delle altre persone e su come posso essere

diverse dalle proprie.

Questo insieme di capacità viene definito TEORIA DELLA MENTE.

Per valutare la capacità di bambini di 3 o 4 anni di comprendere le esperienze e le

"falsa

credenze degli altri si impiegano nell'attività di ricerca i cosiddetti compiti di

credenza ". In questi compiti, si chiede al bambino di prevedere quello che una

persona farà, basandosi sulla falsa credenza che lei ha riguardo una situazione. In

genere, si mostra al bambino una scena con diversi oggetti e due personaggi, per

esempio un orsacchiotto e una bambola. Poi l'orsacchiotto mette un oggetti, per

esempio, in una scatola che chiude e poi esce. In assenza dell'orsacchiotto, la bambola

toglie l'oggetto dalla scatola e lo mette in un altro posto, per esempio in un armadio.

Quando si chiede ai bambini di dire in quel posto l'orsacchiotto cercherà l'oggetto al

suo ritorno, i bambini di tre anni di solito rispondono che lo cercherà nell'armadio,

poiché sanno che ora si trova lì, non tenendo quindi conto che l'orsacchiotto non sa

che l'oggetto è stato spostato. I bambini più grandi, invece, tengono conto della falsa

credenza dell'orsacchiotto e prevedono con esattezza che cercherà l'oggetto nella

scatola.

Manifestazioni dello sviluppo di una visione d'insieme e della capacità di collaborare:

Fare scherzi: i bambini iniziano a considerare gli stati mentali altrui come

 argomenti di interesse di per sé. Una manifestazione di questo aspetto è la capacità

del bambino di raggirare il partner, facendogli degli scherzi: creazione intenzionale

di un'aspettativa nel partner e poi la sua giocosa violazione.

L'inganno: può essere compiuto per gioco, come quando il bambino si nasconde

 dal genitore, ma può verificarsi anche quando il bambino vuole avere o fare

qualcosa, ma il genitore non è d'accordo. Nel corso del tempo, il bambino giunge a

tenere conto nei suoi inganni del fatto che anche altre persone oltre a lui possono

diventare oggetto di disapprovazione.

Riconoscersi allo specchio: prima dell'età di un anno, i bambini si divertono a

 guardare la propria immagine riflessa, ma generalmente si comportano come se si

trattasse di un altro bambino. test della macchia

Per verificare se il bambino si riconosce allo specchio si usa il "

rossa": prima dei 15 mesi, il bambino di solito non mostra di comprendere che il

volto con il segno sul naso riflesso nello specchio è il suo; a partire da questa età,

tuttavia, il bambino mostra sempre più di riconoscersi: si tocca il naso, dice il suo

nome o indica se stesso.

Distinguere fra intenzione e azione e comprendere il senso di un

 comportamento: i bambini provano un forte impulso a imitare gli altri e, man

mano che aumenta la consapevolezza degli obiettivi e dei desideri delle altre

persone, anche il loro modo di imitare cambia di conseguenza, riflettendo il nuovo

livello di comprensione sociale. Ciò vuol dire che il bambino imita l'intenzione alla

base dell'azione e non riprodurrà i comportamenti accidentali.

La comprensione di punti di vista contrastanti: questa abilità si manifesta in

 relazione, ad esempio, ai gusti. Mentre i bambini piccoli non sono in grado di

comprendere una distinzione tra i propri gusti e quelli degli altri; a 14 mesi, invece,

se mostriamo a un bambino che ci piace moltissimo un alimento che invece lui

detesta e che all'opposto non ci piace per niente uno dei cibi preferiti dal bambino,

il bambino comprenderà questa differenza e offrirà correttamente al proprio partner

il cibo che preferisce.

Tipologie di interazione che possono promuovere il continuo sviluppo di una

collaborazione e comprensione sociale più obiettive:

Giochi di finzione: i bambini si dedicano al gioco di finzione con sempre maggiore

 frequenza a partire dai 12 mesi, ed entro i 18 mesi rappresentano con facilità scene

di fantasia in cui un oggetto sta per qualcosa di diverso.

"gioco di ruolo",

Una forma di gioco di finzione fondamentale è il utile non solo per

la natura del gioco in sé. ma anche per i tipi di negoziazione che hanno luogo nelle

fasi preparatorie, quando si definiscono i diversi ruoli e le azione ed emozioni

associate.

Conflitti: dall'attività di ricerca emerge che il verificarsi di contrasti fra i bambini

 piccoli e i loro fratelli consente di prevedere un livello di comprensione più elevato

nei compiti di teoria della mente. Questo collegamento è probabilmente derivante

dal fatto che i contrasti costringono il bambino a diventare consapevole di come gli

altri possono avere punti di vista molto diversi dal suo.

Conversazioni: lo sviluppo del linguaggio è una manifestazione importante della

 capacità del bambino di distinguere i segni e i simboli degli oggetti ed eventi reali

cui essi si riferiscono.

Dalla ricerca è emerso come siano importanti specifici tipi di conversazioni con i

bambini piccoli, in particolare, conversazioni in cui i genitori parlano ai figli delle

emozioni e delle ragioni di un comportamento.

Occasioni per collaborare: oltre alla soddisfazione che il bambino può provare nel

 dare il proprio aiuto, il beneficio a lungo termine potrebbe derivare dal fatto che in

queste attività il bambino deve coordinare le sue azioni con quelle di un partner,

collaborando a un obiettivo comune. Inoltre, svolgere insieme le attività quotidiane

abituali dà al bambino la sensazione di condividere valori e obiettivi di più largo

respiro.

Periodo neonatale - 1 Attrazione per gli occhi, la voce umana e l'odore della

mese mamma.

La relazione avviene attraverso la stimolazione tattile e il

ATTRAZIONE VERSO LE tenere in braccio il bambino.

PERSONE I bambini mostrano grande motivazione a fornire

2 mesi risposte sociali: mantengono il contatto visivo e

compiono attivamente comportamenti sociali (sorrisi,

RELAZIONE NUCLEARE vocalizzazioni e gesti); partecipano a interazioni faccia a

faccia caratterizzate dall'intimità e dall'espressività

emotiva.

4 - 5 mesi Le capacità visive aumentano e il bambino inizia ad

allungare la mano per afferrare gli oggetti. Perde

RELAZIONE A TEMA l'interesse per i contatti esclusivamente faccia a faccia e

dirige l'attenzione su un tema.

Le interazioni comprendono il gioco con oggetti e giochi

corporei.

I nuovi interessi per il mondo circostante si uniscono alle

9 - 10 mesi capacità comunicative, e il bambino è ora in grado di

comunicare direttamente con le altre persone riguardo a

RELAZIONE INTEGRATA interessi comuni.

Le interazioni comprendono giochi con gli altri

caratterizzati da un maggior grado di reciprocità.

Il bambino si riconosce allo specchio e comprende che

18 mesi l'esperienza delle altre persone può essere diversa dalla

propria. La distinzione tra realtà e finzione è ben

RELAZIONE definita.

COLLABORATIVA Le interazioni sociali possono essere autenticamente

collaborative e strutturate in base a obiettivi e valori

culturali condivisi.

2. AUTOREGOLAZIONE E AUTOCONTROLLO

AUTOREGOLAZIONE DI BASE DEL BAMBINO

Fin dalla nascita, i bambini vivono e gestiscono gli eventi in modo diverso l'uno

dell'altro.

Due sono gli aspetti fondamentali che influiscono sulla loro capacità di regolazione

1. grado di reattività: alcuni bambini hanno una soglia molto bassa di reazione,

tale per cui reagiscono rapidamente e intensamente anche a stimoli di lieve entità,

mentre altri bambini sono meno reattivi.

2. capacità di gestire le proprie esperienze: alcuni bambini riescono a farlo con

molta più facilità rispetto ad altri.

Le ragioni di queste differenze comprendono sia fattori genetici che prenatali, e hanno

un notevole influsso sull'esperienza dei genitori, e il loro modo di reagire al particolare

tipo di comportamento del figli ha, a sua volta, un ruolo fondamentale nell'indirizzare il

futuro sviluppo delle capacità di autoregolazione del bambino.

Il sostegno dei genitori

Nelle prime fasi della vita i genitori riescono ad aiutare il figlio a ritrovare la calma e lo

fanno occupandosi dei suoi bisogni fisici, modificando o riducendo la stimolazione


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4 mesi fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di psicologia delle relazioni familiari e dei processi do sviluppo, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Prino: Le prime relazioni del bambino, Murray. Gli argomenti trattati sono i seguenti
legami di attaccamento,
comprensione sociale,
autocontrollo,
intelligenza,
prime relazioni e sviluppo sociale, emotivo e cognitivo,
sviluppo psicologico dalla nascita ai 2 anni.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione (SAVIGLIANO - TORINO)
SSD:
Docente: Prino Laura
Università: Torino - Unito
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher saretta.chiaramonte di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicodinamica dello sviluppo e delle relazioni familiari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Prino Laura.

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