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Appunti per esame di diritto commerciale, libro consigliato Manuale di diritto commerciale Appunti scolastici Premium

Appunti presi alle lezioni svolte dalla prof.ssa Silvia Vanoni (Economia-Unicatt), la quale si è basata sui libri "Manuale di diritto commerciale"(M. Cian) e "Diritto delle società.Manuale breve" (N.Abriani). Tratta quindi dell'impresa, delle società di persone e delle società di capitali, facendo vedere le differenze tra queste. Nello specifico tratta di:l'imprenditore... Vedi di più

Esame di Diritto commerciale docente Prof. S. Vanoni

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PARTE 1 – L’IMPRESA

L’IMPRENDITORE E I TIPI DI IMPRESA

É IMPRENDITORE chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine

della produzione o dello scambio di beni o di servizi. L’IMPRESA consiste in un’attività

produttiva, è volta quindi a creare un’utilità prima inesistente.

Tre sono i requisiti perché un’attività produttiva sia definibile come impresa: professionalità

(svolgimento abituale, non occasionale); organizzazione; economicità.

Riguardo all’inizio dell’effettiva attività, ci sono 3 teorie: quando l’organizzazione è

completa; ripetizione di atti tipici e non occasionalità; anticipazione della fase preparatoria

all’organizzazione.

Riguardo alla fine dell’effettiva attività, ci sono 3 teorie: cessazione dell’attività; cessazione

con successiva liquidazione (svantaggio perché imprenditore non riesce a pagare sempre

tutti i debiti); posizione intermedia cioè con la disgregazione del complesso aziendale

(dopo cessazione ma prima della liquidazione).

Non tutti possono essere imprenditori! Infatti, i requisiti per iniziare un’attività produttiva sono

la CAPACITA’ GIURIDICA (che si acquisisce con la nascita) e la CAPACITA’ d’AGIRE che

invece non tutti hanno. Infatti, le situazioni d’incapacità d’agire sono:

Interdetto: soggetto senza capacità d’agire perché dichiarato da tribunale – si

✓ tratta di soggetto affetto da disturbi mentali nomina un assistente

→si

Inabilitato: incapacità d’agire parziale poiché affetto da disturbo non cosi grave da

✓ dare luogo all’interdizione si nomina assistente

Minore di 18 anni (non emancipato) genitori lo rappresentano

✓ →

Soggetti sottoposti ad amministrazione di sostegno: hanno parziale incapacità

✓ d’agire e vengono sostituiti da professionisti o famigliari in certe decisioni

Queste figure possono CONTINUARE l’attività d’impresa ma NON INIZIARLA. Invece

l’EMANCIPATO può anche iniziarla.

Tuttavia, se l’impresa fallisce le conseguenze ricadono non sull’assistente/rappresentante

(es. genitori) MA sul rappresentato. Invece se si compie REATO allora ci sono conseguenze

anche per il rappresentante.

Totale incapacità d’agire (interdetto) impresa è gestita da tutore

Parziale incapacità d’agire (inabilitato, minore, amm. di sostegno) impresa è gestita

dall’incapace insieme al curatore

IMPUTAZIONE DELL’IMPRESA. L’impresa va ricondotta all’imprenditore, l’individuazione di

quest’ultimo si ha con 2 criteri:

Criterio della SPENDITA DEL NOME: l’imprenditore è colui che svolge l’impresa nel suo

➢ nome

Criterio dell’INTERESSE PERSEGUITO: l’imprenditore è colui nel cui interesse l’impresa

➢ è svolta

L’imputazione diventa difficile se i due criteri individuano persone differenti. Si preferisce il

2° criterio: in caso di fallimento dell’imprenditore palese, fallisce anche l’occulto.

Un’impresa può essere di più tipi:

IMPRESA AGRICOLA: L’impresa agricola consiste nell’attività di coltivazione del fondo,

selvicoltura, allevamento di animali e di attività connesse. L’imprenditore agricolo

professionale è colui che dedica almeno il 50% del suo tempo lavorativo all’impresa

agricola e ne ricava almeno il 50% del suo reddito globale da lavoro.

IMPRESA COMMERCIALE: L’impresa commerciale è un’attività di produzione di beni o

servizi che si qualifica come industriale e/o un’attività di circolazione di beni che si

qualifica come intermediaria. Si concretizza in: attività industriale di produzione di beni o

servizi; attività intermediaria nella circolazione dei beni; attività di trasporto per terra, mare

o acqua; attività bancaria o assicurativa; attività ausiliaria alle precedenti.

PICCOLA IMPRESA: La piccola impresa è un’attività professionale organizzata

prevalentemente con il lavoro del titolare e dei componenti della famiglia, sia esso

coltivatore diretto del fondo, artigiano o commerciante. Tale “prevalenza” rileva in senso

qualitativo come fattore essenziale e imprescindibile. Rileva invece quantitativamente per

la legge fallimentare che, nell’escluderle dalle procedure concorsuali di fallimento e

concordato preventivo quando non superano certi limiti in termini di esposizione

debitoria, attivo, fatturato. LA PUBBLICITA‘ D’IMPRESA

Le imprese sono soggette ad un obbligo pubblicitario minimo su base personale

rispondente al criterio di tipicità: sono soggette a pubblicità SOLO le informazioni richieste

dalla legge. É necessario all’imprenditore per provare la conoscenza dei terzi di tali

informazioni, e ai terzi e al mercato per fruire di tali informazioni.

Tale obbligo è realizzato dal registro delle imprese (RI), organizzato con tecniche

informatiche; è tenuto presso la camera di commercio di ogni provincia. È articolato in:

SEZIONE ORDINARIA. Vi sono iscritti imprenditori commerciali non piccoli, tutte le

✓ società tranne la S.S. (l’iscrizione coincide con l’A.C.), consorzi con attività esterna

SEZIONE SPECIALE. Vi sono iscritti imprenditori agricoli, piccole imprese, la S.S,

✓ l’impresa sociale*

*IMPRESA SOCIALE: E’ una impresa con attività no-profit che beneficia di agevolazioni

fiscali. Può avere qualsiasi forma giuridica, ma qualsiasi essa sia non possono distribuire utili.

ATTI CHE PER LEGGE DEVONO ESSERE ISCRITTI: elementi di individuazione dell’imprenditore

e dell’impresa; struttura e organizzazione impresa; tutte le modificazioni degli atti già iscritti;

tutti gli atti con cui l’imprenditore affida ad altri il potere di rappresentanza.

Se la richiesta d’iscrizione nel RI viene rifiutata, entro 8 giorni si può ricorrere dal “giudice di

registro” che provvede un decreto (ha ultima parola). L’efficacia degli atti avviene 15 giorni

dall’iscrizione. LA RAPPRESENTANZA COMMERCIALE

Se un imprenditore (es.) va all’estero può conferire una procura a una persona di fiducia

per compiere un atto. Tuttavia, ci sono figure che hanno potere di rappresentanza senza

necessità di procura. Queste figure sono:

INSTITORE: È un rappresentante generale. Se sono proposti più institori, questi possono

✓ agire in maniera disgiunta (ad es. sopra certa soglia può agire solo uno di questi).

Ha degli obblighi. Non può agire sopra certi limiti (tale limite va iscritto in RI altrimenti

non è opponibile a terzi se non è iscritto, l’atto è comunque VALIDO, chiaramente

poi l’imprenditore se la vede con l’institore. Inoltre, non può costituire ipoteche o

vendere immobili (non vale se è impresa immobiliare).

PROCURATORE: Ha potere più limitato dell’institore, infatti rappresenta l’imprenditore

✓ soltanto per quanto riguarda certi settori specifici dell’impresa.

COMMESSO: Ha potere ancora più limitato, se l’atto di rappresentanza non è iscritto

✓ nel RI allora l’opponibilità a terzi deve essere garantita con mezzi idonei (es. avvisi

esposti nei locali). L’AZIENDA

L’AZIENDA è il complesso di beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio d’impresa. Le

norme sull’azienda si applicano all’imprenditore commerciale, alcune anche a quello

agricolo.

L’imprenditore può cedere l’intera azienda o un ramo di essa.

FORMA DEL CTR DI CESSIONE. Per la cessione di aziende commerciali sono richieste:

VALIDITA’: La forma deve essere scritta – sia per commerciali che agricole

✓ DIVIETO di CONCORRENZA: Riguarda il rapporto tra alienante e acquirente. Infatti,

✓ l’imprenditore che vende l’azienda non può iniziare attività d’impresa che svii la

clientela per 5 anni dopo la cessione. Tale periodo può essere ridotto (MAI allungato)

o eliminato. Riguarda le aziende commerciali. Per le aziende agricole il divieto

riguarda solo le attività connesse.

Quando si cede l’impresa, per quanto riguarda la successione dei contratti:

alienante=CEDENTE; acquirente=CESSIONARIO; terzo=CEDUTO

Quando si cede l’impresa si cedono anche tutti i contratti dell’azienda. ECCEZZIONI:

contratti a carattere personale e contratti di fornitura. In quest’ultimo ci vuole il consenso

del terzo ceduto perché il cessionario potrebbe essere meno solido economicamente e

quindi non pagare i rifornimenti (es.) In questi casi il ceduto può recedere dal contratto se

per GIUSTA CAUSA entro 3 mesi dalla cessione.

N.B. CONTRATTI DI LAVORO: il cessionario non può MAI recedere dal contratto; CONTRATTI

DI LOCAZIONE legge equo canone: il ctr è ceduto senza neanche dover informare il

locatore proprietario – quest’ultimo può recedere entro 30 giorni da quando ne verrà a

conoscenza SOLO per giusta causa (es. perché vuole usare lui l’immobile).

CESSIONE DI CREDITI E DEBITI AZIENDALI

CESSIONE DEI CREDITI AZIENDALI. Un esempio è la cessione di un ctr di fornitura di frutta.

In questo caso il creditore (cedente) non ha bisogno del consenso del debitore ceduto

(infatti dovrebbe essergli indifferente). TUTTAVIA, il debitore va informato – come? Con

l’iscrizione nel RI (pubblicità dichiaratoria o legale) se debitore sbaglia a chi pagare

comunque dovrà pagare l’altro (di solito si informa comunque)

CESSIONE DEI DEBITI AZIENDALI. Per il creditore non è indifferente e quindi ci vuole sempre il

suo consenso (il ceduto è il creditore). Vi è tutela per i creditori ceduti:

1. Per tutti i debiti risultanti dalle scritture contabili l’acquirente dell’azienda è SEMPRE

responsabile. Se l’azienda viene ceduta senza i debiti COMUNQUE il creditore potrà

rivolgersi al cessionario (acquirente), il quale poi si rivolgerà al cedente (alienante

dell’azienda).

2. Per i crediti sorti prima della cessione dell’azienda vi è responsabilità in solido del

cedente e cessionario a meno che il creditore ceduto non voglia liberare il cedente

(vecchio debitore).

La disciplina sulla successione dei contratti, cessione crediti e debiti si applica anche alle

imprese agricole. ECCEZIONE: non vale la 1. perché le imprese agricole non tengono

scritture contabili. IL FALLIMENTO

La crisi dell’impresa si verifica quando i costi di produzione superano i ricavi e pertanto viene

meno il criterio di economicità. Si creano pertanto debiti che non potranno essere pagati

(“insolvenza”).

L’iniziativa può essere privata o pubblica.

É una procedura che riguarda l’intero patrimonio dell’imprenditore. Vi concorrono tutti i

creditori proporzionalmente, secondo la par condicio creditorum, salvo cause legittime di

prelazione. Altro principio è la concorsualità: tutti i creditori per essere pagati devono

partecipare alla procedura fallimentare dopo aver revisionato alcuni documenti

contabili devono chiedere di essere risarciti l’imprenditore fallito fa il cosiddetto “stato

passivo” con cui dichiara che i creditori saranno pagati in base denaro disponibile

Soggetto al fallimento è l’imprenditore commerciale. Sono esclusi gli enti pubblici, soggetti

privati, imprenditori agricoli.

Alternativa al fallimento è la procedura di CONCORDATO PREVENTIVO. È una proposta,

che viene promossa solo se accettata dalla maggior parte dei creditori, con il quale

l’imprenditore si accorda con essi su un piano di ristrutturazione dei debiti (deve convincerli

che saranno pagati). Se alla fine (2/3 anni) riesce a pagarli allora la procedura si chiude.

Se la proposta non viene accettata dai creditori si ha la dichiarazione di fallimento.

Simile al concordato preventivo è il CONCORDATO FALLIMENTARE. Esso è una proposta

dell’imprenditore fatta nell’ambito di fallimento già aperto, dove egli deve mettersi

d’accordo con il giudice per ristrutturare i suoi debiti (diminuzione importi e proroga alle

scadenze) ma deve prima accordarsi con ciascun creditore.

I SEGNI DISTINTIVI

1. DITTA

È il nome commerciale dell’imprenditore con il quale egli conclude con terzi affari

inerenti all’impresa.

Per essere valida deve avere i seguenti requisiti:

a) VERITA’: ditta originaria -si sostanzia nella possibilità di ricondurre la ditta al nome

dell’imprenditore (deve esserci qualche richiamo); ditta derivata – se ditta viene

trasferita allora il cessionario deve per forza cambiarne il nome

b) NOVITA’: non può essere simile a quella di altri imprenditori, altrimenti se ne

impedisce la registrazione

c) LICEITA’: deve essere conforme al buon costume

Il RI controlla il rispetto di questi requisiti.

CIRCOLAZIONE. La ditta NON può essere trasferita separatamente dall’azienda. Tuttavia è

necessario dire espressamente che con l’azienda viene trasferita anche la ditta.

La ditta corrisponde con la ragione sociale se la società è di persone, con la

denominazione sociale se la società è di capitali o cooperativa. Non corrispondono

necessariamente con il nome della società.

2. INSEGNA

È il segno che contraddistingue il luogo dove si trova il complesso aziendale.

Per essere valida deve avere i seguenti requisiti:

a) VERIDICITA’: Non deve fornire informazioni che confondono il pubblico in merito

alla provenienza del bene/servizio (ES. se si chiama House of Cashmere e poi

vende cotone…)

b) NOVITA’: non può essere simile a quella di altri imprenditori

c) LICEITA’: deve essere conforme al buon costume

d) ORIGINALITA’: sufficiente capacità distintiva (ES. una pizzeria non si può chiamare

solo “pizzeria”)

Se un’insegna non è vera (a) allora possono esserci conseguenze per imprenditore se

pubblico è ingannato. Se un’insegna non è nuova (b) allora non può usarla e l’imprenditore

copiato può rivendicarne l’utilizzo. Se un’insegna non è originale (d) allora l’imprenditore

può usarla ma non può rivendicarne il nome.

Per quanto riguarda il trasferimento ci sono 2 posizioni: si guarda alla disciplina del

trasferimento della ditta; libertà di trasferimento.

3. MARCHIO

È il segno distintivo dei prodotti o dei servizi dell’impresa. Si distingue in marchio nazionale,

comunitario, internazionale.

Per essere valido deve avere i seguenti requisiti:

a) VERITA’: Non deve fornire informazioni che ingannano il pubblico in merito alla

provenienza del bene/servizio (ES. “limoncello” che è campano ma si scopre che

è prodotto in Lombardia …)

b) NOVITA’: non può essere simili ad altri marchi tutela ampia per marchi celebri

(es. mela con morso di Apple)

c) LICEITA’: deve essere conforme al buon costume – ES. posso usare il nome di un

calciatore? bisogno consenso

d) ORIGINALITA’: sufficiente capacità distintiva, non può meramente descrivere il

prodotto – ci sono i marchi “deboli” perché diventati parole comuni (es. lemon

soda) e marchi “forti” con tanta capacità distintiva (es. Apple)

Per quanto riguarda i marchi celebri (es. Apple) non si possono usare neanche per prodotti

non affini.

CONSEGUENZA SE I REQUISITI NON SONO RISPETTATI: la nullità del marchio

Se il marchio è REGISTRATO occorre vedere se a livello nazionale o internazionale. In

entrambi i casi nessun altro può usare marchi simili e quindi si impedisce la registrazione.

Cause di decadenza del marchio registrato (=perdita dell’uso esclusivo) sono la

volgarizzazione del marchio, l’ingannevolezza del marchio, la mancata utilizzazione entro

5 anni dalla registrazione.

TUTELA DEL MARCHIO REGISTRATO. L’imprenditore che crede di essere copiato può

chiedere l’azione di contraffazione, con il quale il giudice si accerta dei requisiti del

marchio. In caso di conferma si può chiedere la pubblicazione su più giornali della sentenza

di condanna per informare il pubblico e inoltre si può chiedere il risarcimento dei danni.

TUTELA DEL MARCHIO NON REGISTRATO. Viene anche chiamato “marchio di fatto” perché

affermato o a livello nazionale e in tal caso si può impedire la registrazione di marchi simili,

o a livello locale e in tal caso però non si può impedire la registrazione di marchi simili.

TUTELA INTERNAZIONALE DEL MARCHIO. Entro 6 mesi dalla domanda di registrazione in Italia

l’imprenditore può chiedere la registrazione in diversi paesi esteri – con leggi locali – e la

registrazione parte dalla data di domanda in Italia (effetto retroattivo). Se lo si fa dopo i 6

mesi all’estero la registrazione avverrà successivamente. REGISTRAZIONE FUORI UE: La

domanda all’estero si può fare tramite la WIPO (organizzazione) che inoltra la domanda

nei paesi indicati dall’imprenditore. REGISTRAZIONE IN UE: La domanda si fa a un ufficio in

Spagna che consente, dopo i controlli, la registrazione nei vari paesi (c’è corrispondenza).

CIRCOLAZIONE DEL MARCHIO. Il marchio si trasferisce di norma con l’azienda. L’acquirente

dell’azienda non deve stravolgere i caratteri dei prodotti che il marchio rappresenta

altrimenti c’è la decadenza del marchio (sanzione!). Il marchio si può trasferire in licenza,

quindi non in modo definitivo. Tale licenza può essere esclusiva o non esclusiva.

CREAZIONI INTELLETTUALI

A. Opere dell’ingegno creazioni nel campo industriale segrete, la loro divulgazione

è reato e sono anche vietate le divulgazioni di conoscenze private (know

how)→concorrenza sleale

B. Invenzioni industriali BREVETTI=elemento che protegge l’invenzione e colui che ha

ideato l’invenzione può rivendicarne l’utilizzo

I BREVETTI possono riguardare l’invenzione di un bene e quindi si parla di INVENZIONE

INDUSTRIALE oppure possono riguardare l’invenzione di un processo tecnico e quindi si

parla di MODELLI ORNAMENTALI/DESIGN.

Un’invenzione per essere brevettata deve avere i requisiti di:

a) NOVITA’: l’invenzione deve essere nuova

b) ATTIVITA’ INVENTIVA: l’attività per inventare la cosa non è banale, l’individuo del

medio settore non ci sarebbe arrivato

c) INDUSTRIALITA’: La nuova conoscenza deve poter essere utilizzata in un processo

industriale in maniera irripetibile con risultato ripetibile

d) LICEITA’: deve essere conforme al buon costume

La MANCANZA DI UNO DEI REQUISITI è la NULLITA’.

Chi ottiene un brevetto ha l’onere di utilizzarlo. Se non lo attua ENTRO 3 ANNI, allora il

Ministero competente lo obbliga a darlo in licenza in cambio di un compenso. Chi ottiene

la licenza poi deve attuarlo ENTRO 2 ANNI altrimenti il brevetto DECADE e chiunque potrà

utilizzare le caratteristiche del brevetto.

TIPI DI BREVETTO. I tipi si distinguono in: invenzione di prodotto, invenzione di procedimento,

invenzione derivata da altri prodotti (di perfezionamento, di combinazione, di traslazione).

Se un brevetto comporta un grande progresso tecnico si può chiedere la licenza

obbligatoria del brevetto principale.

ESCLUSE DALLA BREVETTAZIONE sono le scoperte scientifiche, metodi matematici, metodi

per attività intellettuali, la presentazione di informazioni.

Nell’ambito dell’impresa, un dipendente può arrivare ad un’invenzione durante il lavoro:

a) INVENZIONE DI SERVIZIO: persona viene assunta per fare invenzioni e queste poi

vengono utilizzate dall’imprenditore

b) INVENZIONE AZIENDALE: realizzata durante lavoro di attività R&S può

→imprenditore

usare il brevetto ma il dipendente ha diritto a equo compenso

c) INVENZIONE OCCASIONALE: create da dipendente non facente parte del R&S,

l’invenzione è del dipendente tuttavia se la volesse vendere e qualora riguardasse il

campo dell’imprenditore, questo ha diritto di prelazione

In genere un’invenzione da uno che non riesce ad attuarla può essere venduta. Se uno

dimostra di avere utilizzato tale invenzione per periodo di almeno 12 mesi allora chi farà il

brevetto di tale invenzione non potrà impedirgli di continuare.

PROCEDIMENTO PER OTTENERE BREVETTO. Si fa domanda all’”ufficio brevetti e marchi” che

verifica il rispetto dei requisiti.

TUTELE:

a) AZIONE DI ACCERTAMENTO: si chiede a giudice di accertarsi sulla validità di un

brevetto

b) AZIONE DI CONTRAFFAZIONE (è reato): se giudice conferma che il mio prodotto è

stato contraffatto allora avrò diritto a risarcimento e alla pubblicazione sui giornali

della sentenza (oltre all’obbligo per la controparte di smettere).

TUTELA INTERNAZIONALE. In parte simile alla disciplina del Marchio. REGISTRAZIONE FUORI

UE: A differenza dei marchi il periodo per fare valere la retroattività della domanda

all’estero non è di 6 mesi bensì di 12 MESI. Si può fare domanda alla WIPO che inoltra la

domanda nei paesi indicati. REGISTRAZIONE IN UE: A differenza dei marchi, si può fare una

domanda sola, tuttavia tale domanda poi viene smistata tra i vari paesi che decidono se

attuarla o meno. CONCORRENZA SLEALE

Riguarda tutti gli imprenditori ma non i consumatori.

Deve esserci rapporto di concorrenza. Tale rapporto di concorrenza può essere in senso

LATO e quindi anche su livelli diversi ES: distributore e rivenditore – il distributore che rifiuta

la distribuzione a un determinato bar; oppure anche POTENZIALE non solo effettivo ES. la

facilità di accesso di un imprenditore in un dato mercato

CONDOTTE VIETATE – ATTI TIPICI:

1) ATTI DI CONFUSIONE: conducono in confusione il consumatore in merito alla

provenienza dei beni/servizi offerti.

Riguarda:

l’imitazione servile (=aspetti esteriori) dei prodotti di un concorrente in particolare

✓ →

se un tipo di design (es. moka Bialetti) non è tutelato come modello ornamentale

MA non è necessario alla produzione allora la copia di tale design è atto di

confusione (quindi concorrenza sleale)

uso di nomi/S.D. legittimamente usati da altri anche solo idonei a creare confusione

✓ (bisogna mettersi nei panni del medio consumatore)

compimento di qualsiasi altro atto idoneo a creare confusione con i prodotti e

✓ attività di un concorrente (ES. copia dei cataloghi)

2) ATTI DI DENIGRAZIONE: si tratta di diffusione di notizie spesso false idonee a creare

danno al concorrente (anche se è vera è concorrenza sleale) ES. dire che un

imprenditore ha problemi finanziari clienti non comprano perché hanno paura

che non ci sia garanzia dei prodotti

se tale pubblicità è vera, l’unica forma di pubblicità AMMESSA è la PUBBLICITA’

✓ COMPARATIVA, la quale mette a confronto 2 nomi con le caratteristiche – ES. costi

al minuto per le compagnie telefoniche

il magnificamento dei prodotti, il “PASSING”, non è ammesso perché gonfia il

✓ prodotto senza confronti – ES. “non è panettone se non ha…”

la PUBBLICITA’ IPERBOLICA invece è ammessa – ES. “l’unica crema che funziona…”

3) ATTI DI APPROPRIAZIONE DI PREGI ALTRUI: concorrente cerca di associare ai propri

prodotti qualità che hanno altri. Si parla di:

“Pubblicità parassitaria” se dice che proprio prodotto ha qualità che in realtà non

✓ ha ma che hanno altri (ES. auto dell’anno)

“Pubblicità di riferimento” se aggancia il proprio prodotto con altro imprenditore (ES.

✓ uso cerchi VW che poi si rivela essere non vero)

ALTRI ATTI DI CONCORRENZA SLEALE – ATTI ATIPICI:

Pubblicità menzognera: attribuzione al proprio prodotto di qualità che non ha e che

• non appartengono neanche ad altri

Concorrenza parassitaria: imitazione sistematica di iniziative altrui

• Boicottaggio economico: rifiuto di prestare beni/servizi ad altro imprenditore senza

• motivo

Dumping: sistematica vendita sottocosto di prodotti con finalità di danneggiare la

• concorrenza

Storno di dipendenti: tentativo di prendere i dipendenti di concorrenti tramite

• modalità non corrette (diffondendo informazioni false del concorrente→dipendenti

vanno via per la paura di essere licenziati)

Sottrazione di segreti industriali: imprenditore concorrente ne viene a conoscenza

• tramite dipendenti del concorrente

Il non-rispetto di norme sulla sicurezza→applico prezzi più bassi degli altri grazie a

• meno costi→ sleale

RIMEDI CIVILI. Sono legittimati ad agire imprenditori lesi, associazioni professionali (NON

CONSUMATORI). Il rimedio consiste nel risarcimento del danno provocato e della

pubblicazione sul giornale della sentenza. Se un atto è IDONEO a causare danno MA poi il

danno non lo crea ALLORA si chiede un’inibitoria al giudice che rimuove gli effetti della

concorrenza sleale. DISCIPLINA ANTI-TRUST

Si intende la concorrenza sleale nei confronti di una struttura di un intero MERCATO. Tale

disciplina si applica a tutti gli imprenditori e agli esercenti di professioni intellettuali

(avvocati, medici…).

Con intese restrittive della concorrenza si intendono comportamenti finalizzati a limitare la

concorrenza. I seguenti comportamenti sono VIETATI:

Intese che fissano i prezzi di acquisto e vendita (ES. cartelli) o altre condizioni

✓ contrattuali

Intese che mirano a impedire o comunque a limitare la produzione, gli sbocchi sul

✓ mercato, gli investimenti, lo sviluppo tecnico

Intese volte a ripartirsi il mercato o le fonti di approvvigionamento

✓ Intese che si propongono di applicare con certi terzi condizioni diverse per

✓ prestazioni equivalenti scopo di eliminare concorrenti

Intese che si propongono si subordinare la conclusione di contratti all’accettazione

✓ di prestazioni supplementari che non hanno rapporti con l’oggetto del contratto (ES.

ti costringo a chiudere un altro contratto per farti chiudere il contratto che ti interessa

veramente)

Chi stipula un’intesa vietata può comunque chiederne l’attuazione per un certo periodo

di tempo se ne deriverà un VANTAGGIO per il mercato (soprattutto per i consumatori).

“Intese de minimis” = non ha rilevanza per il mercato quindi non sono vietate (ES. barca

che ti porta da spiaggia a isola)

SANZIONI. Il giudice che riscontra l’esistenza di un’intesa vietata avverte la Guarda di

Finanza che impartisce sanzioni pecuniarie. Inoltre chi riesce a provare che è stato

danneggiato può chiedere il risarcimento.

ABUSO DI POSIZIONE DI MERCATO. Si fa riferimento alla % di mercato detenuta da un

imprenditore che crea forte squilibrio in un mercato. NON è l’acquisto di tale posizione

vietata (che si ha con la bravura) MA lo sfruttamento di tale posizione. Si ritiene posizione

dominante se detiene >70% del mercato. Quindi sono vietate l’imposizione di prezzi

ingiustificatamente gravosi e l’impedimento di accesso al mercato.

ABUSO DI DIPENDENZA ECONOMICA. Situazione in cui un’impresa è in grado di determinare

nei rapporti commerciali con un’altra impresa, un eccessivo squilibrio tra diritti e obblighi.

CONCENTRAZIONI TRA IMPRESE. Una concentrazione è un’operazione con la quale da (ES.)

5 concorrenti si passa ad un’unica impresa si RIDUCE concorrenza: niente

→quindi

impedisce di raggiungere tale posizione ma quando la concentrazione raggiunge una

specifica posizione lo deve comunicare al AGCM che valuta se è posizione dominante o

meno. Se il AGCM la considera come posizione dominante allora potrebbe chiederne la

modifica o lo scioglimento. FORME DI COLLABORAZIONE

Sono forme di collaborazione: i consorzi, i GEIE, le associazioni temporanee d’impresa, le

reti d’impresa.

I CONSORZI.

Sono contratti stipulati tra imprenditori commerciali o agricoli con cui nascono delle forme

di collaborazione comuni allo scopo di disciplinare le attività delle singole imprese o

determinate fasi delle rispettive imprese. Non sono vietati perché comunque c’è

concorrenza.

Classificazione per FUNZIONE:

Con FUNZIONE ANTICONCORRENZIALE: consorzi con scopo di limitare la reciproca

✓ concorrenza. Tipico è assegnare ad ogni impresa una quota di mercato: se sono

rilevanti allora interviene l’AGCM. Sono visti male dal legislatore perché distruggono

concorrenza

Con FUNZIONE di COORDINAMENTO: visti bene dal legislatore perché aumentano la

✓ concorrenza

Classificazione per ORGANIZZAZIONE:

Con ATTIVITA’ INTERNA: stabiliscono i ruoli interni dei consorziati, non hanno rapporti

✓ diretti con i terzi

Con ATTIVITA’ ESTERNA: consorzi che hanno rapporti diretti con terzi e stipulano

✓ contratti nell’interesse delle imprese del consorzio

ELEMENTI COMUNI DEL CONSORZIO

Il contratto di consorzio deve avere FORMA SCRITTA

✓ Contenuto minimo: oggetto del ctr, caratteristiche che devono avere i consorziati

✓ per essere ammessi (anche successivamente alla costituzione), obblighi dei

consorziati (ES. apportare denaro al consorzio, scambio di informazioni…), quote di

partecipazione al consorzio – riguardano gli apporti al fondo consortile e il peso nelle

decisioni del consorzio (a maggioranza di solito ma unanime se si modifica il ctr)

La durata, se non stabilità, è di 10 anni

✓ Se nulla viene stabilito, ogni membro può uscire dal consorzio se per giusta causa o

✓ con congruo preavviso

Esclusione di un determinato membro

I CONSORZI CON ATTIVITA’ INTERNA ED ESTERNA

Il consorzio ha un’ASSEMBLEA con decisioni a maggioranza salvo che il ctr non preveda

diversamente. L’assemblea è composta da un presidente dall’organo direttivo.

La delibera di un’assemblea può essere IMPUGNATA entro 30 giorni ES. l’ingresso di un

nuovo consorziato è possibile solo con almeno i 2/3 dei voti→ se al momento nessuno si

accorge che tale percentuale di voti non si era raggiunta allora la decisione è

successivamente impugnabile

I consorzi con attività esterna devono far iscrivere nel RI le decisioni prese con i terzi.

Siccome assume obbligazioni in proprio, essi hanno l’obbligo di costituire il FONDO

CONSORTILE con il quale si coprono varie spese. Inoltre, con tale fondo il consorzio può

acquistare (ES.) beni nell’interesse dei consorziati ma se tale fondo non basta allora

l’eccedenza è coperta dai consorziati. Se uno di loro non riesce a rimborsare la sua quota

dell’eccedenza, gli altri pagano al suo posto pro quota ma vanteranno poi un credito nei

suoi confronti. PARTE 2: SOCIETA’ DI PERSONE

Le società di persone sono: SS; SNC; SAS. Mentre la SNC e la SAS possono avere natura

commerciale, la SS non può. Infatti, qualora non si determini il tipo dell’attività e questa non

sia commerciale allora la società è SS, mentre qualora non si determini il tipo dell’attività e

questo sia commerciale allora la società è SNC. Quindi SS e SNC sono modelli residui.

Il legislatore utilizza il regime della SS come prototipo normativo generale anche della SNC

e della SAS.

La legge, però, rende utilizzabile la SS solo per attività agricole e per l’esercizio in forma

associata dell’attività libero-professionale, mentre nessun limite è disposto per l’adozione

dei tipi SAS e SNC, che possono essere adottati per attività commerciali e non.

LA SOCIETA’ SEMPLICE (SS)

FORMA e CONTRATTO SOCIALE:

Nessuna forma è richiesta, non è imposta la scritta. Unico vincolo riguarda i conferimenti,

infatti se si conferisce un immobile è necessaria la forma scritta/atto pubblico. I soci possono

costituire la società anche verbalmente ma è necessaria l’iscrizione nel RI.

Cosa succede se la costituzione non è valida? – per esempio se all’atto di costituzione del

ctr un socio è ubriaco oppure se l’oggetto sociale ha natura commerciale ed è quindi

viziato?

In tal caso si applica la disciplina dei ctr e annullabilità Se la società non ha

→nullità →

ancora iniziato ad operare allora l’effetto è retroattivo; se invece la società ha iniziato ad

operare allora l’effetto non è retroattivo, la società deve onorare i suoi debiti.

EVENTUALI modifiche del ctr sociale vanno iscritte nel RI. Se tali modifiche non vengono

iscritte allora NON sono opponibili a terzi.

CONFERIMENTI (VALE PER SS, SNC, SAS)

Se nulla è stabilito nell’AC allora si PRESUME che i soci debbano conferire in modo equo tra

di loro al fine del conseguimento dell’oggetto sociale.

Sono conferibili tutti i beni suscettibili di valutazione economica. Un bene può essere

conferito:

1) In PROPRIETA’: il socio che trasferisce in proprietà ha obblighi e responsabilità. Infatti,

deve esserci garanzia per evizione (deve esserne il vero proprietario) e per vizi (ES. le

mucche conferite non devono essere malate). Se un socio promette e poi però non

esegue conferimento rischia l’esclusione. Al momento dello scioglimento il socio

NON riceve indietro il bene conferito ma un compenso in denaro.

2) In GODIMENTO: Se il bene conferito diventa inutilizzabile (ES. mucche muoiono)

allora può esserci l’esclusione a meno che il socio non rimedi (ES. ricompri altre

mucche). Al momento dello scioglimento il socio riceve indietro il bene conferito, il

bene deve essere nello stato in cui si trovava. Se il bene è danneggiato a causa

dell’utilizzo allora ha diritto alla restituzione e anche al risarcimento.

Se viene conferito un credito che si rileva successivamente insolvente allora il socio risponde

dell’insolvenza. Un credito può essere valutato difficile e quindi può essere svalutato.

Altro tipo di conferimento è la prestazione di opera o servizi del SOCIO D’OPERA. Questo

però si assume dei rischi: infatti se prestazione promessa non viene fatta allora può esserci

l’esclusione (ES. si ammala). Il socio d’opera NON va CONFUSO con il lavoro subordinato: il

suo compenso è una quota di partecipazione agli utili. La quota rispecchia la valutazione

economica della prestazione, questa può essere difficile alle volte, quindi potrebbe dover

intervenire un giudice.

Al momento dello scioglimento visto che il socio d’opera non fa conferimenti monetari o di

beni, egli sarà ricompensato da eventuali utili soltanto successivamente al pagamento dei

creditori (1°) e degli altri soci (2°) (quindi per 3°) a meno che il ctr non preveda

diversamente.

Non è necessaria la capitalizzazione quindi di tutti i conferimenti. I conferimenti in forma

monetaria vanno a formare il capitale sociale, NON tutti obbligatoriamente: si possono

formare delle riserve. Il capitale sociale è ritenuto essenziale perché a tutela dei terzi e

quindi su questo grava un obbligo di conservazione da parte degli amministratori.

PARTECIPAZIONE AGLI UTILI E ALLE PERDITE (VALE PER SS, SNC, SAS)

È sempre nullo il patto con il quale uno o più soci sono esclusi da ogni partecipazione a utili

e perdite: DIVIETO del patto Leonino.

TUTTAVIA, si potrebbe stabilire che qualche socio (per motivi vari, ad esempio di fama –

che porta a maggior importanza della società) abbia diritto, per esempio, al 10% di utili ma

debba pagare una % più piccola in caso di perdite oppure che sebbene contribuisca al

10%, gli si riconosca un utile >10%. PERO’ è logico che gli altri soci cosi si riducono i propri

utili!

RESPONSABILITA’ DEI SOCI PER LE OBBLIGAZIONI SOCIALI

Nella SS i soci rispondono con il loro patrimonio in solido. Ciascun socio è responsabile per

intero, i creditori possono rivolgersi a qualsiasi socio per il pagamento di un loro credito→ Il

socio o paga il creditore e dopo vanterà un credito nei confronti degli altri soci OPPURE

può indicare al creditore un bene su cui egli può soddisfarsi AGEVOLMENTE (“PREVENTIVA

ESCUSSIONE PATRIMONIO SOCIALE” non opera in maniera automatica!!). AGEVOLMENTE:

infatti il patrimonio potrebbe essere fatto da immobili che il socio dovrebbe vendere per

dare il ricavato al creditore→ potrebbe essere difficile

SOLO NELLA SS si può prevedere che qualche socio non abbia responsabilità illimitata

(illimitata quindi solo sui conferimenti). Questo richiede però l’ISCRIZIONE nel RI altrimenti

sono responsabili anche loro illimitatamente.

Se un socio lascia la società, RIMANE RESPONSABILE per le obbligazioni sorte fino a 1anno

prima di lasciare la società. Quindi se società fallisce in periodo anteriore a 1anno

dall’uscita del socio, fallisce anche tale socio (ES. se vende la sua quota, esce quindi, e sei

mesi dopo avviene fallimento)→ QUESTO PER LE SNC E SAS INFATTI LA SS NON PUO’ FALLIRE

CREDITORI PERSONALI DEL SOCIO

Nella SS il creditore singolo di un socio può chiedere la liquidazione della quota del

debitore, dopo però aver dimostrato che gli altri beni del creditore sono insufficienti a

saldare i suoi crediti. Ad esempio, se la quota del socio è di 30K, allora il creditore che vanta

credito di 10K può prenderli dalla sua quota, che sono diventa di 20K per la

→problema

società se il patrimonio è tutto in immobili!


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti presi alle lezioni svolte dalla prof.ssa Silvia Vanoni (Economia-Unicatt), la quale si è basata sui libri "Manuale di diritto commerciale"(M. Cian) e "Diritto delle società.Manuale breve" (N.Abriani). Tratta quindi dell'impresa, delle società di persone e delle società di capitali, facendo vedere le differenze tra queste. Nello specifico tratta di:l'imprenditore e l'impresa, l'azienda, fallimento, segni distintivi, creazioni intellettuali, concorrenza sleale, disciplina anti-trust, forme di collaborazione tra imprenditori, SS - SNC - SAS, SRL -SPA, quest'ultima a tratti (fatte tutte molto bene e spiegate in maniera logica e schematica).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e gestione aziendale (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher matteomareso di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Vanoni Silvia.

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