Cultura e letteratura spagnola
La teoria semiotica vs semiologica
Charles Sanders Pierce (fondatore della semiotica, americano, viene da un ambiente monolingue, introduce l’elemento soggettivo)
Roman Jakobson: di origine ebraica, fa riflessioni su ambienti multilingue
Ferdinand de Saussure (fondatore della semiologia, svizzero) la sua formazione è di stampo generalmente francese. Cerca un modello scientifico.
Per Pierce e Saussure
Per Pierce: il passaggio mentale della significazione introduce un elemento soggettivo nel significato. Quindi, il rapporto tra cosa e parola che lo definisce non è biunivoco.
Per Saussure: tra significante e significato c’è un rapporto diretto (ex. cercare una parola nel dizionario). Il significato diviene un elemento oggettivo.
Conseguenze
La parola “cane” non rimanda solo all’animale. Ex. quel cane di regista, che non sa girare film (uso idiomatico anche nei testi letterari). Cane (animale) cane (parola) se si pensa che ci sia equivalenza allora il rapporto è biunivoco. Se si pensa che vi sia una serie di collegamenti di tipo creativo, il rapporto non sarà biunivoco.
- Ex. fico (pianta, frutto, bel tipo, ecc.)
- Se sono di fronte a un testo botanico, quasi sicuramente si parlerà della pianta/frutto.
- Se sono davanti a un testo letterario, quasi sicuramente si parlerà di qualcos’altro.
J. Swift: eliminazione dell'ambiguità
Nei “Viaggi di Gulliver”, dato che le parole indicavano le cose, la gente girava direttamente con le cose addosso per abolire qualsiasi parola.
Francesco Berni (1497-1535)
Personaggio che critica i petrarchisti, invece loda Michelangelo (era anche poeta) per i suoi scritti più concreti. “E dice cose e voi dite parole”. Viene spesso citato dagli avvocati per denigrare ciò che viene detto. Critica chi dice solo parole e non cose.
Jakobson e le traduzioni
Jakobson: la formulazione del pensiero in parole è già il processo traduttivo (comunicazione intrapersonale).
- Traduzione endolinguistica
- Traduzione interlinguistica
- Traduzione intersemiotica
Traduzione endolinguistica
(Sinonimica, NO equivalenza assoluta). Si tratta di riformulare nella stessa lingua qualcosa, in modo semplificato. Scopo: lo facciamo per noi stessi, per gli altri che non hanno capito o semplicemente per semplificare.
Traduzione interlinguistica
O traduzione propriamente detta, si tratta di due messaggi equivalenti in due codici linguistici diversi. L’equivalenza assoluta si dovrebbe dire della traduzione interlinguistica.
Traduzione intersemiotica
Secondo Jakobson si tratta di interpretazione dei segni linguistici per mezzo di sistemi non linguistici, ex. passare da libro a film. Dire “traduttore traditore” o “the translator is a traitor” non è la stessa cosa, perde un po’ la musicalità e il gioco di parole (valore paronomastico). Eco sostiene che sia più una riformulazione. Non del tutto una traduzione perché una traduzione cerca di riportare tutto, mentre dal libro al film spesso qualcosa si perde. A volte non riconosciamo un romanzo in un film e allora c’è qualcosa che non va.
Intersemiotica impropria
Da lingua verbale (fonetica) a lingua segnata. Le lingue dei segni sono lingue naturali e sono tutte diverse per ogni lingua (la LS inglese è diversa dalla francese e dall’italiana). L’unica artificiale è quella dei sordo-ciechi (tattile).
Rapporto tra traduttore e scrittore (e la questione dei dialetti)
Rapporto difficile soprattutto quando traduttore e scrittore sono la stessa persona. Fedeltà: Eco ha lavorato a stretto contatto con i traduttori. Si possono prendere decisioni per alterare l’originale per farlo capire meglio nella lingua meta, anche se non è del tutto fedele all’originale. Bisogna cercare di ritrovare l’intenzione del testo originale.
Esempio: EN you’re just pulling my leg → LIT mi stai solo tirando la gamba (se traducessi così, sembrerebbe che io stia inventando un modo di dire) → IN REALTÀ prendere in giro/per il naso.
San Girolamo, traduttore della Bibbia: non tradurre letteralmente ma capirne il senso.
Esempi di fraseologia spagnola
- COMER LIEBRE: Essere pauroso.
- COMER PAVO: Fare tappezzeria (non farsi notare).
- COMERSE LA SOPA BOBA: Vivere alle spalle di qualcuno.
- COMER PIMIENTA: Arrabbiarsi, offendersi.
- COMERSE EL MARRON: Avere delle rogne/accollarsi tutte le colpe.
- TENER 7 GATOS EN LA BARRIGA: Avere doppi fini o cattive intenzioni.
- HIJO DE GATO CAZA RATÓN, HIJO DE PILLO SALE BRIBON: Tale padre tale figlio.
- SALVAR (solucionar, resolver, solventar) LA PAPELETA: Risolvere il problema.
- ESTAR PARA EL ARRASTRE: Stare a pezzi, distrutto, giù, triste, stanco morto.
- VERSE EL PLUMERO A ALGUIEN: Avere qualcosa scritto in fronte, capire subito dove vuole arrivare qualcuno.
- SIN DECIR AGUA VA: Senza dire nulla, di punto in bianco.
E. Albinati, “La scuola cattolica”
In questo libro ci sono riferimenti come le elezioni del 1975, “cane di paglia” e altre cose che sono da rendere anche nelle altre lingue. Veste grafica: le copertine sono quasi tutte diverse, la tedesca è uguale a quella italiana, la spagnola ha evitato riferimenti al cattolicesimo dato che vi era stato Franco (ha messo in copertina un ragazzo che ci guarda), olandese: una ragazza che legge seduta. Inglese: uva un po’ marcia ma affascinante, attraente (riferimento al sud Italia). Veste grafica è quella che invoglia a comprare un libro rispetto ad un altro.
Traduzioni impossibili?
Non ci sono untranslatable words, ci sono untranslatable wordls. (Antony Shugaar) Ci saranno sempre delle perdite, ma posso anche guadagnare qualcosa. Va bene rinviare a altre letterature (qualche riferimento alle letterature proprie ci sta).
Lingua e dialetto nella traduzione, A. Zanzotto
- Lingua veneta in un contesto italiano.
- Bisogna avere chiaro che abbiamo davanti un dialetto.
- Come lo distinguo?
- Come mi comporto con espressioni in andaluso?
- Se trovo espressioni in basco/catalano, come faccio?
La traduzione: classificazioni, l'errore in traduzione
Gérard Genette
La traduzione secondo la traduzione è una modalità della trasposizione (o trasformazione seria). Siamo nell’ambito delle “riscritture” trattate da Genette nell’opera “Palinsesti” (1982, una delle sue opere più importanti). Palinsesto: in filologia è il manoscritto che portava un dato testo che è stato cancellato, e vi è stato scritto sopra un altro testo diverso dal precedente.
- Le riscritture, genere enorme.
- Ex. c’è un mito greco, che uno vuole riprendere. Ci scrivi sopra qualcosa di diverso. Parti da quello ma poi ci scrivi altro.
- Riscritture, riformulazioni di opere scritte moltissimi anni prima, anche secoli.
- Strutturalismo, narratologia (ne è il fondatore).
- Trasposizioni formali (compresa la traduzione).
- Trasposizioni tematiche (Ulysses di Joyce, tratta alcuni temi di Omero).
Per Genette, la traduzione sta nelle trasposizioni formali.
Principi
- La poesia è intraducibile (spesso si alterano e si cambia il senso).
- Nessuna traduzione può essere assolutamente fedele, qualsiasi atto di traduzione va a toccare il senso del testo tradotto. La traduzione sarà sempre qualcosa di riduttivo rispetto al testo originale.
- Eugene Nida (traduttore biblico): tutto ciò che può essere detto in una lingua, può essere detto anche in un’altra, a meno che la forma non sia un elemento essenziale del messaggio.
Genette traducibile/intraducibile
Gli errori più gravi sono stati fatti nelle traduzioni letterarie. Un errore nella traduzione del testo letterario/poetico è pregiudizievole. Ci sono altri testi in cui è meno grave, sono trascurabili. Se faccio un danno in una traduzione su una dichiarazione di guerra, è un problema ben più grosso. È comunque importante tradurre in modo che vi sia il numero minore di difetti possibili di traduzione. A questo punto “meglio” lasciare il danno all’opera letteraria piuttosto che in un comunicato diplomatico.
Paul Valéry, Maurice Blanchot
La creazione letteraria è sempre, almeno parzialmente inseparabile dalla lingua in cui è prodotta. Catacresi (clichés): la tentazione del traduttore è prenderle alla lettera, ma non saranno uguali nella lingua meta.
Difficoltà di traduzione in testi letterari
Difficoltà orizzontali e verticali
- Difficoltà orizzontali (sincroniche: nello stesso tempo).
- Difficoltà verticali (diacroniche) dovute al fatto che traduco in una lingua B che ancora non esisteva quando è stato scritto il testo A (traduzione di testi sacri o classici greci e latini).
Tradurre in italiano moderno Shakespeare, Cervantes ecc. significa datare la storicità linguistica quindi non si pone più il lettore italiano nella stessa posizione del lettore inglese o spagnolo. Tradurre in un italiano d’epoca vuol dire ridursi all’arcaismo artificiale. Vuol dire fare una riscrittura “traduzione-pastiche”. Meglio lasciar perdere. Traducendo un grande classico dobbiamo mantenere la distanza temporale. Bisogna attualizzare i significati di parole usate nel testo A (fortuna e virtù per Machiavelli voleva dire una cosa, mentre oggi 2019 no).
Testi ambigui e traduzioni plurime
F.S. Fitzgerald, The Great Gatsby 1925. Per anni abbiamo avuto solo la traduzione dall’inglese di F. Pivano, dopo la prima versione di Cesare Giardini 1936 condotta sulla francese di Victor Llona. Scadenza dei diritti e proliferazione delle traduzioni di The Great Gatsby. Fitzgerald muore nel 1940, i diritti durano 70 anni dopo la morte di un autore. Scadono nel 2010, in seguito si pubblicano una pletora di traduzioni di quest’opera di Scott Fitzgerald in particolare.
“He was balancing himself on the dashboard of his car” → “Stava in equilibrio sul montatoio” (C. Giardini, Gatsby il magnifico 1936). Dashboard = cruscotto, parafango, altri cento significati. Montatoio è una parola comprensibile nel 1936.
Traduzioni tutte “diverse”, non si capisce cosa fa Gatsby e dove sia.
Traduzione poetica
Susan Bassnett e la traduzione poetica
Susan Bassnett è sulla linea di Genette, ha approfondito gli studi di Julia Kristeva. Tende a ridurre il concetto di errore in traduzione ai minimi termini. Idea base: ci sono n interpretazioni possibili. Ogni testo non è mai indipendente rispetto a testi precedenti e contemporanei. L’idea di un’unica lettura corretta è dissolta.
Per Octavio Paz: tutti i testi sono traduzioni di traduzioni. E non si possono tracciare linee di confine tra lettore e traduttore. La traduzione poetica è la più studiata nella traduzione letteraria, e forse la meno utile (si traducono più romanzi che poesie).
André Lefevere e le strategie di traduzione poetica
- Traduzione fonemica: (suono) cerca di riprodurre in LA il suono di LP. Funziona abbastanza bene l’onomatopea e i nomi propri. Esempio: nomi di città spagnole in una poesia di Unamuno, dice che sono “midollo intraducibile della lingua spagnola”.
- La traduzione letterale (si perde ogni denotazione) traduzione parola per parola.
- Traduzione metrica: quantità sillabica/numero di sillabe.
- Traduzione in prosa: si perde la sintassi della LP. C’è una distorsione nel senso.
- La traduzione rimata: doppia schiavitù metrica e rima.
- Traduzione in versi liberi: c’è qualche vincolo ma è possibile ottenere maggiore accuratezza e letteralità.
- Interpretazione: ha in comune poco con il testo di partenza.
Verso libero: non vincolato a regole fisse ritmiche e metriche. Versi sciolti: si metrica ma no rima.
Anton Popovic e il diritto del traduttore
Il traduttore ha il diritto di discostarsi organicamente e essere indipendente, se rispetta il testo di partenza creando “un’opera vivente”. Una traduzione di un sonetto di Shakespeare. Friend è sia maschile che femminile. Bisogna documentarsi su cosa faceva negli anni in cui ha scritto questo sonetto. A chi era dedicato questo sonetto?
Tradurre da lingue facili o difficili
È più difficile tradurre un testo a noi contemporaneo oppure lontano nel tempo? “Tanto cara al sol, no visteis la farola Cartello” (Alla lettera: tanto faccia al sole, che non avete visto il lampione) Canzone: “cara al sol” è stampato su un cartello.
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