APPUNTI PEDAGOGIA INTERCULTURALE
PROF: Alessandro Mariani
LIBRI DI TESTO CONSIGLIATI
• Cambi F., Incontro e dialogo. Prospettive della pedagogia interculturale, Carocci, Roma,
2006.
• M. Fiorucci, M. Catarci, Il mondo a scuola, Roma, Conoscenza, 2019.
La pedagogia interculturale si colloca all’interno della pedagogia generale, sociale, filosofia
dell’educazione, degli adulti e pedagogia della famiglia, dell’infanzia e della scuola.
Sono affrontati i temi educativi, formativi ed istruttivi in vari contesti e in relazione a varie
soggettività.
La PI ha come focus principale:
- Educare
- Istruire
- Formare
L’intercultura ha a che fare con le difficoltà dell’inclusione ma anche con la ricchezza
dell’interazione di culture diverse. quello dell’intercultura, anche se pure in passato ci
È un fenomeno estremamente attuale
sono stati contatti tra popolazioni diverse, che hanno generato nuove etnie.
L’OTTICA della DECOSTRUZIONE e la successiva RICOSTRUZIONE è quella vincente in
questo ambito.
La scuola è molto coinvolta dall’ambito interculturale, soggetta a continue contaminazioni.
INTERCULTURA COME EMERGENZA
Non è soltanto un’emergenza (es: esodi), è anche:
• RIVOLUZIONE: Sicuramente l’esperienza ed il tema dell’intercultura è
Una implica un cambiamento rivoluzionario che trasforma l’identità e la cultura
rivoluzionario;
del soggetto.
Non ci sono culture in grado di non essere coinvolte da questo processo; è un fenomeno
in corso che coinvolge l’intero pianeta.
• Una SVOLTA: Implica un cambiamento degli stili di vita, della religione ad esempio.
• Un COMPITO: per tutti gli studiosi che provengono da discipline diverse; gli studiosi
devono affrontare questo tema in modo multidisciplinare, con scienza e coscienza:
politica e civile.
• Un VALORE: le esperienze storiche e di cronaca ne sono testimoni. La contaminazione
tra culture è un valore aggiunto
• Una SFIDA: ci sono delle reazioni, talvolta di chiusura, rispetto ai soggetti che
provengono da altri paesi; invece è una sfida da affrontare. Non è possibile affrontare
questo fenomeno con l’ostruzionismo.
Gli insegnanti devono accettare questa sfida, per trasmettere alle generazioni future il
valore aggiunto di questo fenomeno.
La ricerca, la didattica, si occupano di PI.
Il focus che accomuna le varie ricerche di questo genere pedagogico è il PLURALISMO
COME RISORSA.
Lo è ad esempio nell’ambito della ricerca, nell’ambito umanistico, ecc. è imprescindibile per
affrontare temi di varia natura. 1
Il PASSAGGIO più difficile da fare è quello DALLA MULTICULTURALE
ALL’INTERCULTURA.
La MULTICULTURA è la compresenza di culture diverse che tra loro non hanno sviluppato
forme di incontro, dialogo e contaminazione.
L’INTERCULTURA invece prevede l’intreccio tra le varie culture, una relazione,
un’interconnessione.
DECOSTRUZIONISMO
Jacques Derrida (filosofo francese) è il padre del decostruzionismo. Il suo approccio
prevedeva un ripensamento critico e radicale della storia e della cultura greco-cristiano-
borghese, cioè occidentale.
Il polimorfismo della società umana è stato ben individuato da DERRIDA come argomento
chiave; questo motiva il concetto di decostruzione.
Il ripensamento critico di noi stessi implica lo stare nella relazione, nel dialogo e a ripensare
alle proprie radici.
Educare, istruire e formare in una prospettiva decostruttiva significa ripensare alla storia
della pedagogia occidentale. Significa andare oltre l’approccio monoculturale e andare
verso un rapporto di contaminazione tra vissuti diversi.
L’ottica di decostruzione è importante per affrontare temi interculturali perché LA
DECOSTRUZIONE È PRELIMINARE ALLA RICOSTRUZIONE.
Se vogliamo costruire un congegno teorico-pratico in grado di affrontare temi di carattere
interculturale, dobbiamo farlo dopo aver ripensato criticamente alle matrici che governano il
nostro modo di pensare, il nostro stile di vita.
Consente anche di smascherare la nostra cultura di riferimento, di decentrare il nostro punto
di vista, collocandoci in una posizione laterale tale da consentirci di valutare criticamente
(senza allinearci alla cultura di riferimento)
Ci consente di procedere oltre: verso la valorizzazione delle differenze, l’ascolto dell’altro,
l’ascolto e il dialogo con gli altri, il meticciamento tra le culture, una vera e propria
ibridazione.
La SCUOLA è chiamata come agenzia democratica, culturale, intellettuale, sociale, a
sviluppare socializzazione democratica e a formare il nostro senso di appartenenza e
cittadinanza. È chiamata a realizzare spazi di incontro, dialogo, conoscenza reciproca; a
prescindere dalla condizione interculturale. La mente del soggetto è plurale, polimorfa, come
Gardner e Bruner hanno mostrato.
L’insegnante deve essere formato, competente, per non lasciare questo tema alla buona
volontà e all’entusiasmo del momento. È un tema che, se ben sviluppato, potrebbe essere
la chiave vincente di un istituto.
Operare per l’inclusione prevede una pluralità di prospettive, di punti di vista.
per accedere ad un’OPERATIVITÀ
Ci sono 3 VIE INTERCULTURALE:
• NEGATIVA: un ripensamento critico, radicale, che ci porta a negare e cogliere
negativamente alcuni elementi. Si coglie solo la negatività di alcuni atteggiamenti: il
razzismo ad esempio. È un approccio di stigmatizzazione, di presa di distanze.
• POSITIVA: la via che sollecita, stimola, propone, offre occasioni di dialogo, incontro,
meticciamento. È una via intenzionalmente costruttiva, didattica, che intende cogliere
specifiche azioni per trarre ricchezza dall’approccio interculturale. 2
• l’insegnante si
INDIRETTA: attraverso una didattica, un atteggiamento trasversale,
dimostra disponibile al dialogo con i genitori o con i bambini. È una via che dispone gli
didattici. È preliminare all’inizio dell’anno scolastico.
spazi
È la preparazione del contesto, degli spazi, l’atteggiamento dell’insegnante, che in
maniera implicita viene manifestato.
L’APPROCCIO INTERDISCIPLINARE però è quello vincente in ambito interculturale. I
percorsi interculturali dovrebbero realizzarsi in una relazione tra discipline e quindi colleghi
interessati all’argomento. la storia dell’arte sono tutti campi
Le lingue, la storia, la scienza, la tecnologia, la geografia,
del sapere che calzano al meglio i temi interculturali.
Ma anche l’ambiente musicale e della letteratura dell’infanzia rappresenta un punto
d’incontro tra le varie culture.
Da non dimenticare l’aspetto religioso che rappresenta un principio universale e trasversale
della società. Il bisogno di trascendenza è universale in tutte le culture, in tutte le classi
sociali ecc.
Didatticamente, per realizzare percorsi di questo tipo, è possibile ispirarsi a linee guida,
progetti territoriali di reti di scuole, progetti territoriali, progetti del singolo istituto
comprensivo. Intelligente è collaborare con colleghi o figure esperte in materia.
Anche la tradizione culinaria del territorio, frutto di intrecci esterni, è un elemento
interessante da analizzare, ad esempio in classe, in occasione delle festività.
Una didattica attiva e laboratoriale ovviamente rappresenta la chiave vincente per la
realizzazione di progetti e percorsi interculturali. Si tratta infatti di un sapere teorico e pratico,
che ha bisogno di entrambi gli elementi per essere appreso.
FRANCO CAMBI e FRANCA PINTO MINERVA sono 2 pedagogisti italiani che hanno
sviluppato una riflessione pedagogica intorno al tema dell’intercultura.
In “Contro l'identità” FRANCESCO REMOTTI interviene in chiave antropologica sul tema.
Tocca il tema dell’identità culturale, che può essere svi
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