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Valerio Fabrizi

Appunti sul periodo pre-moderno della

letteratura russa

IX-XVIII secolo

Capitolo 1

Il testo slavo orientale più antico conosciuto è il Vangelo di Ostromir (1056-1057).

• Poleja, compilazioni narrative e divulgative apocrife su storie e persoanggi della Bibbia.

• Raccolte (izborniki), la più famosa compilata da un certo scriba Ioann nel 1703 e nel 1076 e

• conosciuta come “Raccolte di Svjatoslav”.

Genere dell'agiografia, incentrata ossia sulla vita e i miracoli di un santo:

• Prima esistevano solamente delle traduzioni e poi dei testi originali, specie sui martiri Boris e

◦ Gleb.

La chiave tematica comune era il trionfo politico e religioso della nuova etica cristiana contro le

◦ barbarie pagane.

Il primo esempio di opera letteraria originale è lo “Slovo o zakone i blagodati”, attribuito al Monaco

• Ilarione. Consiste nell'esaltazione dell'opera di cristianizzazione di Vladimir Monomach.

Letopisi, compilazioni annalistiche prive di chiari discriminazioni tematiche modellate su esempi

• bizantini.

Fiorisce nei primi secoli successivi alla cristianizzazione e declina a partire dal XVII secolo.

◦ Una letopisi può essere letta sia come una fonte storica che come una testimonianza di arte

◦ narrata.

L'introduzione dello schema cronologico di sequenza annalistica permise la codificazione delle

◦ tecniche compilative: adattamento delle storie a un contesto più vasto.

Grazie all'enucleazione iniziata da parte di Tatiscev e approfondita da Sachmatov si è riusciti a

◦ comprendere quell'unità compositiva allora nota come la Cronaca di Nestore.

POVEST VREMMENYX LET

▪ Tratta di molteplici eventi della terra russa dalle origini leggendarie sino ai primi

• decenni del XII secolo.

La stessa cronaca la ritroviamo inserita integralmente in corpi annalistici.

• Il più antico è la cronaca Laurenziana, messa insieme nel 1377 dallo scriba

◦ Lavrentij.

Quella più recente è la cronaca Ipaziana, datata al 1420.

I primi organizzatori della povest' sembrano essersi adeguati ora ad esigenze

• ecclesiastiche e ora a direttive politiche laiche.

Momenti cruciali nella formazione della cronaca nei due corpi annalistici.

• Primo lavoro di sistemazione possibilmente ascritto al 1097 a Nikon.

◦ Il monaco Nestor avrebbe impresso alla cronaca le caratteristiche con cui l'opera ci

◦ è ora nota nella versione laurenziana (ca. 1113). Quanto alla cronaca Ipaziana, la

revisione potrebbe essere stata affidata da Vladimir Monomach all'agumeno

Silvestr'.

I primi sovrani della Rus' precristiana sono tutti protagonisti di storie mitiche (e.g. Olga

• con la sua vendetta contro i Drevljani e il suo successivo battesimo da parte

dell'imperatore in persona, e la leggenda di Korsun' con protagonista Vladimir I).

Veridicità storica

• I personaggi sembrano staccarsi dalla stilizzazione dell'imitazione scritturale per

◦ muoversi sullo sfondo di diverse memorie (es. Le lotte intestine successive al

trattato di Ljubec; il conflitto si trasferisce dal simbolismo religioso al dramma

psicologico).

A noi non risulta possibile isolare i racconti dal proprio contesto cronachistico, in quanto

• comporterebbe una limitazione sul piano delle referenzialità.

Diversi rimandi al folklore nazionale (es. Il buon principe Vladimir che offre ai suoi

• servi più fidati sontuosi banchetti).

La voce narrante sembra nascondersi dietro una cortina di umiltà, ma vi è la sua

• presenza dal punto di vista didattico (cfr. Evento miracoloso avvenuto l'undici di

Febbraio del 1110 presso il Monastero delle Grotte).

Letteratura di pellegrinaggio o dei palmisti.

• Esordio col pellegrinaggio dell'egumeno Daniel tra il 1106 e il 1108.

◦ Racconto dal valore didattico.

SLOVO O POLKU IGOREVE

• Dati documentari.

◦ Il proprietario terriero Musin Puskin trovò nel monastero Spaso-Jaroslavskij una collezione

▪ di vecchi manoscritti. L'opera era contenuta nel Codice 323.

Venne pubblicata da lui medesimo nel 1800.

▪ La copia originale venne distrutta nel 1812 durante il Grande Incendio di Mosca.

La vicenda.

◦ La Slovo parla della fallita campagna militare di Igor Svjatoslavic fatta contro i Cumani nella

▪ primavera dell'anno 1185. Catturato e imprigionato, riesce a liberarsi dopo essersi pentito del

proprio errore, e ritorna a casa sano e salvo.

Caratteristiche uniche.

◦ La voce narrante è in primo piano, e aggiunge commenti o risolve equivoci al lettore.

▪ Il pathos oratorio espresso dal narratore fa sentire l'intero testo in prosa come un discorso (da

▪ qui il titolo).

Karamzin lo paragonò ai Canti di Ossian, salvo poi scoprire con suo grande rammarico che

▪ questi furono un'invenzione letteraria.

Contenuto del codice 323.

◦ Slovo di Igor'.

▪ “Chronograf” riguardante l'epoca dei torbidi.

▪ “Vremmenik” composizione cronachistica sui principi e la terra russa.

▪ “Racconto del regno d'India”.

▪ “Storia del sapientissimo Akir”.

▪ Versione slava del “Digenis Akritas”.

La questione sull'autenticità dell'opera.

◦ K.F. Kalajdovic riesce a trovare un materiale testuale comune tra la Slovo e un foglio di un

▪ Apostol del 1307.

Venne scoperta in seguito un'altra opera russa antica con del materiale testuale coincidente,

▪ ossia “L'epopea oltre Don”. Ciò presuppone che il testo della Slovo fosse un'opera di

prestigio che venne in seguito ripresa contestualmente in un contesto nuovo e diverso.

Prosa o poesia?

◦ Il testo è in prosa, ma ha un proprio ritmo e un'aderenza più o meno regolare a schemi noti.

▪ La struttura isocolico-accentuativa è presente tanto nello Slovo quanto nelle due cronache in

▪ cui viene ripresa (laurenziana e ipaziana). Vi è difatti un comune messaggio didattico, ma la

struttura narrativa è differente per la cronaca laurenziana, che si rivela più breve e meno

elaborata.

L'opera colpisce per la presenza di una voce narrante che fa diversi riferimenti oscuri e commenta

◦ i fatti con continue disgressioni; modo di fare completamente differente da quello dei cronisti

della stessa epoca (cfr. la critica sulla fantasia di Bojan).

Gradazione di significato.

◦ Condanna dell' hybris di Igor' (cfr. citazione del Deuteronomio, tipica chiave tematica).

▪ Slovo come variante di uno schema che vale pure per la cronaca ipaziana.

PERIODO FEUDALE (XII-XIV secolo).

• Il corpus maggiore della produzione letteraria del periodo feudale è costituito dalle cronache

◦ locali (svody), legate allo sviluppo e all'affermazione di particolari centri di potere.

Hanno fini pratici: predicare la fede, esaltare l'etica cristiana, ammonire contro i vari tipi di

▪ peccati, glorificare l'esempio dei santi e magnificare le azioni di un buon principe cristiano.

Alcune riportano notizie sulle invasioni tartare (cfr. Povest' o bitve na reke Kalka e Povest o

▪ razorenii Rjazanja Batyem).

Vita di Aleksandr Nevskij.

◦ Quattro parti.

▪ Prima: introduzione dell'autore.

• Seconda: narrazione vera e propria.

• Terza: incontro con Batyj e i delegati della curia romana.

• Quarta: morte di Aleksandr Nevskij e miracolo durante le esequie.

Poesia.

◦ Assenza della versificazione nelle classi colte.

▪ Il genere poetica è perlopiù coltivato dai ceti più bassi tramite una vasta produzione di

▪ favole, filastrocche, scongiure, improperi e proverbi.

Le Byliny.

• Racconti epici tipici della tradizione slava orientale.

◦ Struttura compositiva fissa con schema metrico.

◦ Due tipi.

◦ Ciclo kieviano (Muromec, Nikitic e Popovic difensori del principe Vladimir).

▪ Ciclo novgorodiano (Sadko e Vasilij Buslaev).

Teatro.

◦ Non esiste nessuna produzione drammaturgica originale colta. Il teatro viene visto come una

▪ fonte di peccato e tentazione.

Capitolo 2

Unificazione della terra russa tramite una politica di aggressione nei confronti di tutti i principati autonomi

◦ (Ivan III).

Concili di Firenze e Ferrara (1439 e 1443).

◦ Il metropolita di Kiev Isidoro aderì all'unione ecclesiastica che doveva porre fine allo scisma fra la

▪ Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa. Sfortunatamente, venne accusato di tradimento, sconfessato e

deposto con infamia nel 1448, sostituito da Iona di Rjazan'. Nel 1461 il nuovo pastore Feodosij si

proclamò metropolita di Mosca.

La dinastia rjurikide si lega a quella bizantina tramite il matrimonio fra Ivan III e Zoe Paleologa. Con le

◦ prime relazioni diplomatiche con l'Occidente, lo zar sviluppa l'ambizione di sottomettere l'intera società a

un potere laico: lo Stato.

La caduta di Costantinopoli nel 1453 diede vita alla concezione secolare di un potere regio ereditato da un

◦ regno originatosi da Bisanzio, altrimenti noto come “translatio imperii”.

La translatio si diffuse nella Slavia orientale seguendo la falsariga di testi leggendari e storiosofici già

▪ entrati nella tradizione del “commonwealth” bizantino.

Povest' o bzjatii Car'grada.

• In questo testo l'autore narratore è identificato come Nestor Iskander, il quale narra le

◦ vicende della capitale a partire dalla fondazione fino alla sua caduta. Nella parte finale della

povest', viene indicato un popolo redentore dei cristiani d'Oriente, il quale viene identificato

coi russi.

Si presume che compilatori e adattatori al servizio della nascente ideologia imperiale moscovita

• si basassero su testi da tempi in circolazione nell'area russa.

Skazanie o Vavilone grade.

◦ Ciclo babilonese già presente nell'area germanico-romanza.

Skazanie o knjazech Vladimirskich.

◦ I principi di Mosca, oltre a ricevere a loro volta da Costantinopoli il “casco di

▪ Monomach”, vengono identificati come i lontani discendenti di Cesare Augusto.

La più famosa fonte riguardante il tema della “translatio imperii” risale al 1523, e si tratta di una

• “Poslanie”, un documento di retorica politica, indirizzato dal monaco Filofej al cancelliere di

Pskov. Questo monaco suddivide la storia del mondo in tre periodi: il periodo romano (prima

Roma), quello bizantino (seconda Roma) e quello russo (terza Roma). Dice infine che “due Rome

sono cadute, la terza, Mosca, sta in piedi, e non ve ne sarà una quarta”.

Regno di Ivan IV (1547-1584) (detto il “Terribile”, “groznyj”).

◦ Primo periodo caratterizzato da un programma di rinnovamento.

▪ Formazione degli “strelcy”.

• Modifica del codice civile, detto “Sudebnik”.

• Istituzione del primo “Zemskij Sobor”, un consiglio di delegati del clero, dei boiati e della

• piccola nobiltà, che funzionava come un Parlamento.

Favorì la formazione della classe nobiliare dei “dvorjane” (i cortigiani).

• Introduzione del “mestnicestvo”, un sistema di assegnazione delle terre basato sul livello della

• nobiltà d'appartenenza, e della “pomest'e”, una proprietà immobile prima non ereditaria e poi

inalienabile.

Secondo periodo, successivo alla morte della moglie e del suo mentore Makarij.

▪ Creazione nel 1565 dell'opricnina, un corpo speciale di guardie scelte che gli permette di attuare

• feroci campagne repressive.

Scontro tra il principe Kurbskij e Ivan IV.

• LETTERE FRA IVAN IV E KURBSKIJ.

◦ Il principe Kurbskij era discendente da un ramo dei rjurikidi parallelo ai Gran Principi di

▪ Mosca.

Nel 1564 chiese asilo al re di Polonia in quanto il suo rapporto con Ivan IV era

▪ sensibilmente peggiorato. Infatti Kurbskij si contrapponeva alla zar per il suo ideale

della difesa di principi morali e contro ogni forma di centralizzazione.

Le lettere delle due parti esprimono due opposti modi di concepire lo Stato, il potere e la

▪ morale.

Prima epistola.

▪ Accusa di Kurbskij contro Ivan per aver calpestato i più elementari principi morali.

• Risposta: affermazione del diritto del sovrano a decidere della vita e della morte dei

• sudditi. Non discute: afferma e proclama. Ivan aveva appreso da Makarij a trarre il

maggiore profitto dalle risorse retoriche dalla prosa aulica per sopraffare il lettore.

Sbeffeggiò altri sovrani europei (e.g. La regina Elisabetta venne criticata per essere

rimasta nubile).

Stile rozzo, semplice e sgrammaticato con espressioni volgari della lingua

◦ parlata.

Kurbskij, al contrario, aveva la coscienza della superiorità morale di chi agisce in

• nome di principi superiori. Opponeva la “brevitas” e “suavitas” dello stile

umanistico allo scritto dello zar “multiloquente e multiridondante”. Secondo

Kurbskij, i bambini dalle sue parti avrebbero riso per lo stile sgrammaticato e rude

di un sovrano straniero.

Su richiesta del Re di Polonia, Kurbskij scrisse una storia sul suo ex-superiore (Istorija o

▪ velikom knjaze moskovskom). A metà strada fra l'anti-agiografia e l'opera storica, narra

la caduta dello zar a partire dalle sue imprese della giovinezza.

Il suo maestro era nientedimeno che Maksim Grek.

▪ Supportava la difesa della tradizione ortodossa contro

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/21 Slavistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher WalterSmith di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura russa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof De Michelis Cesare G..
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