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Lezione 1 23/09
Leadership e organizzazione aziendale → da un lato
Il cinema è fortemente sostenuto dallo Stato perché è espressione della sua identità
culturale; dall'altro perché se non fosse così, sarebbe sostenuto solo dai grandi produttori.
All'interno della produzione cinematografica troviamo gli elementi tipici di un normale sistema
produttivo.
In un'azienda c'è sempre un capo, qualcuno che si assume l'onere e l'onore di prendere le
decisioni. →
Due modi di dirigere in staff o in team.
→ quando
Staff il manager è tale perché è stato chiamato a quel ruolo. Verticalità dall'alto verso il
→ il manager → il
basso ha sotto di sé degli impiegati cui dà degli ordini. Autorità manager ha
vinto un concorso e poi è stato nominato direttore; si trova al vertice della piramide e gli altri
devono eseguire i suoi ordini.
→
Team il capo del team non ha vinto un concorso, anche se gli compete l'onere e l'onore della
decisione finale. Il regista, ad esempio, è al vertice; ma il suo tavolo di lavoro è orizzontale. Tanto
più autorevole è il regista, tanto più il risultato soddisfa le aspettative. Il leader del team non agisce
per autorità, ma è un soggetto stimato. Nel cinema e nel teatro siamo in una logica di team.
→
Manager dà degli ordini e sa che vengono eseguiti.
→
Leader conta sulla propria forza, sulla sua capacità di esprimersi con le parole e sa che ciò che
dice sarà fatto. → è
Gestire risorse umane l'elemento centrale. Il capo deve integrare, da un lato, i bisogni e il
sistema organizzativo; e dall'altro, l'attesa di comportamento individuale.
Ognuno fa il suo lavoro; ma chi fa funzionare il sistema si attende che ognuno abbia un
comportamento coerente con la funzione. Lo stesso soggetto si aspetta qualcosa da se stesso; è
un'attesa di tipo bilaterale.
Risultati, attese, stili →
Il risultato dipende da: conformità alle regole bisogna sempre seguirle, che siano norme statali o
norme comportamentali. Ad esempio l'ispettore di produzione è quello che la mattina, quando
cominciano le riprese, deve avere la certezza che tutta la macchina sia sotto controllo. Se le
riprese prevedono che ci sia un trattore, è responsabilità dell'ispettore che ci sia gasolio a
→
sufficienza per farlo andare. Attivismo etero diretto arrivano più input, da più persone, che
attivano il soggetto. Iniziativa, autonomia, senso di responsabilità.
→ se
Il comportamento atteso: a volte deriva dall'esecuzione passiva un regista ha bisogno di un
trattore, e ci deve essere gasolio, lui si aspetta che passivamente l'ispettore riempia il serbatoio.
→
Collaborazione attiva se il trattore non va avanti per un problema qualsiasi (es. trattore nel
fango), a quel punto il regista non è in grado di dire cosa fare per risolverlo, ma aspetta che lo
faccia qualcuno che ha esperienza con il trattore. Indipendentemente dall'ordine ricevuto c'è un
soggetto che con il senso di responsabilità è in grado di risolvere una situazione.
→
Stile di gestione: burocratico è quello di un ufficio pubblico; l'intera macchina funziona perché ci
→
sono ruoli precisi. Paternalistico gestione familiare; ad esempio un proprietario che ha come
→
dipendenti i figli. Adhocratico gestione che punta al risultato.
→ significa avere la
Management responsabilità di tutte le risorse; comporta anche il senso della
funzione. →
Leadership anche qui il risultato conta, ma il leader ha un baricentro diverso; è soprattutto una
guida e un punto di riferimento.
→
Manager ha una funzione organizzativa; pianifica le attività; deve assegnare funzioni precise
rispettando le norme generali; delega i ruoli e tiene nelle proprie mani quelli più complessi;
controlla.
→
Leader guida; motiva; fa crescere; è di esempio; è un punto di riferimento.
→
Due tipi di leadership trasformazionale e transazionale. Quella trasformazionale punta a un
cambiamento nell'atteggiamento delle persone. I sociologi Bass e Avolio hanno individuato quattro
I: →
Influenza idealizzata il leader, nel processo che porta alla trasformazione del follower, è
un esempio. Deve ispirare fiducia ma deve anche avere la consapevolezza che ci può
essere un processo di tipo emulativo.
→
Motivazione ispirazionale la capacità che il leader deve avere di trasmettere il proprio
pensiero per ottenere un risultato deve essere talmente alta da ispirare nel follower un
certo atteggiamento; deve comunicare una visione. Il regista, prima di tutto, deve avere la
visione del tutto e far capire alla comparsa che è un pezzo di un grande progetto, ma se
non lo comunica difficilmente ottiene il risultato.
→
Stimolazione intellettuale il leader, se riconosce un'intelligenza e sa che può portargli dei
risultati, deve attivarla. Il leader deve esplorare le alternative, non deve avere la
presunzione di dire che c'è un'unica strada possibile.
→
Considerazione individuale il leader ha persone diverse accanto a sé, non numeri
indistinti. Deve stare attento all'assoluto che rappresenta la persona fino a generare
empatia. →
Management per obiettivi gli obiettivi che si raggiungono grazie alla pianificazione, al controllo
dei risultati e al controllo delle attività.
→
Gestione per eccezioni a volte bisogna concentrarsi sull'errore che nasce se non si segue la
regola. → il
Laissez faire leader è assente e lascia agire gli altri perché ha fiducia in loro.
→
Motivazione nelle organizzazioni nel processo produttivo uno degli elementi fondanti è
l'elemento organizzativo. Bisogna capire cosa c'è dietro le organizzazioni, l'elemento
motivazionale. → il primo è
I due stati della motivazione soddisfare i bisogni: quando si organizza un processo, il
soggetto a capo deve tener presente tutti i bisogni che hanno le persone, a livello generale. Deve
anche tener conto del grado di appagamento, che è soggettivo. Se si tiene presente questo, si
coglie una dimensione di tipo energetico; un'energia metafisica che si sviluppa nel dialogo. C'è
anche una tensione verso il risultato; ognuno vuole raggiungere lo stesso obiettivo. →
Le regole per motivare, senza pretesa di esaustività e categoricità (è un processo in progress)
motivare le persone richiede tempo e pazienza: bisogna conoscere le persone per fare un
percorso, produrre un film o qualsiasi altra cosa; tenendo presente che non si possiede la verità
ma si cerca il modo giusto per ogni persona. →
Bisogna offrire un habitat lavorativo e intellettivo soddisfacente bisogna cercare dei punti di
incontro, ma il leader deve trovare gli elementi affinché il partner lavorativo sia soddisfatto e sia
contento di andare al lavoro. →
Nel 1954 Abraham Maslow crea la piramide dei bisogni dal basso verso l'alto più si restringe,
più il grado di bisogno diventa complesso.
→ elementi
Fisiologia di base come il respiro, l'alimentazione.
→ nessuno
Sicurezza vuole mettere a rischio la sua vita, ma si vuole anche un'occupazione
stabile. → amicizia, affetto familiare.
Appartenenza
→ assunto
Stima che sia stata conquistata la stima, si passa alla questione dell'autostima.
L'autostima porta a una autoreferenzialità (es. quello che dico è giusto perché l'ho detto io), a una
sindrome di onnipotenza; occorre allora l'autocontrollo.
→
Autorealizzazione moralità, creatività, spontaneità. Quando uno si sente realizzato, si sente
realizzato nella totalità della persona. La moralità è soggettiva, è l'ethos della persona. C'è anche
la morale pubblica, che varia a seconda del tempo, del luogo, della cultura, ecc.
Il processo di autorealizzazione nella sua appartenenza alla moralità va visto sotto i due punti della
morale. La creatività della persona è la sorgente d'acqua che ognuno ha dentro, che si può
rendere di pubblico dominio. Ognuno ha una sua nota distinguente, tanto da poter parlare di
creatività e originalità; finché possibile la creatività non può essere ripetitività.
→
Elementi motivazionali tradizionali: sono costanti nel tempo. Contingenti: riferibili alla situazione
del momento.
→ fattori
Tradizionali di mantenimento: le condizioni di lavoro devono essere tali da rendere
soddisfatta e motivata la persona; relazionalità: devono esserci buone relazioni tra le persone;
sicurezza: si deve andare al lavoro sapendo che non si può perdere; salario e premi: si lavora per
una retribuzione e poi per degli incentivi.
→ fattori motivazionali veri e propri: responsabilità
Contingenti che si avverte e si deve gestire;
contenuti del lavoro: quello che si fa; riconoscimento; crescita e sviluppo professionale;
raggiungimento dei risultati.
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Lezione 2 30/09
La pianificazione del progetto
Una volta che il leader o manager avvia un percorso produttivo deve pianificare un progetto,
dividendolo in 4 fasi. Non sono fasi assolute e non sono le uniche possibili.
→
A) Gestione informazioni delle informazioni il leader deve avere a propria disposizione una serie
di informazioni. Deve innanzitutto fare un'analisi di cos'è il mercato; cosa può introdurre nel
mercato sapendo di avere successo.
Le informazioni devono essere:
→
1. Complete che non abbiano vuoti; bisogna avere tutte le informazioni che servono.
→
2. Pertinenti devono essere strettamente connesse al tipo di attività.
→ devono essere
3. Attendibili fonti credibili.
→ devono essere
4. Precise leggibili, non riguarda solo chi produce l'informazione. La precisione è
bilaterale. →
5. Tempestive bisogna avere le informazioni in anticipo, ma non di qualche minuto.
Ad esempio se si tratta di una produzione cinematografica ed è stata programmata una ripresa
esterna, che si giri o no bisogna pagare la troupe, anche se quel giorno piove e non si gira.
Le informazioni riguardano:
→ ci sono casi in cui un attore è malato
a) Sezione artistica e si spostano le riprese, ma finché
possibile bisogna avere a disposizione un quadro generale della compagine artistica.
→
b) Sezione tecnica bisogna avere a disposizione tutti gli strumenti, a seconda che si giri sulla
neve o al mare ad esempio.
→
c) Sezione amministrativa pratiche burocratiche da fare. Esempio: il film prevede che un certo
giorno ci sia un inseguimento della macchina della polizia con quella dei ladri su una strada
precisa. Bisogna avere il permesso dell'amministrazione comunale che sia chiusa al traffico; ma se
il permesso non c'è, non si gira. Chi doveva lavorare sul permesso ha sbagliato.
B) Programmazione
→
1) Luogo bisogna sapere dove avviene la produzione. A volte conviene produrre in altri luoghi.
→ luoghi delle
1.1 Locations riprese cinematografiche. Sono importanti per i costi. Molte locations
oggi vengono scelte in base a quale regione paga di più. La scelta della location ha una valenza
economica e ambientale; bisogna trovare il punto di equilibrio. Per risparmiare, molto si gira ancora
a Roma. A livello regionale sono nate le film commissions, che danno soldi a condizione che si giri
direttamente nel territorio e che si veda che sia quel territorio.
→ quando
2) Periodo esce il prodotto, per quanto è in produzione, ecc.
Per il teatro ci sono vincoli forti. Chi gestisce un teatro sceglie la programmazione, i tempi, il
debutto, le repliche.
Nel cinema i tempi sono abbastanza precisi. I film non vengono mai girati in sequenza, ma in base
al luogo. →
3) Contesto a chi bisogna vendere.
Esempio cinematografico: 007 di solito è girato in vari continenti con minimo una doppia unità. C'è
un'unità che gira in Italia con il regista e il protagonista; e c'è una seconda unità con l'aiuto-regista
e altre figure secondarie.
Nel teatro il contesto è determinante. Non è facile mandare in scena una commedia di un autore
tedesco in un paese della Campania. La norma viene violata laddove ci sono dei mostri sacri:
Eduardo de Filippo si rappresenta in tutta Italia, o addirittura in tutto il mondo.
C) Piano operativo →
WBS (Work Breakdown Structure) struttura di scomposizione del lavoro. Si prende una parte
del lavoro che deve essere fatto e la si scompone. L'auto ha una serie di reparti che spesso
vengono costruiti nei luoghi più sperduti del mondo e poi l'assemblaggio avviene in una sede.
La scomposizione consente un risultato migliore. Nel cinema i lavori vengono scomposti e poi c'è
una riaggregazione; mentre un tempo il regista si registrava da solo, faceva l'attore, il produttore,
tutto.
Elementi della WBS della produzione di un film
→ c'è un soggetto
1. Finanziamenti che deve completare il budget del film, che siano fondi
pubblici, privati o sponsor.
→
2. Locations c'è l'esperto che si occupa dei permessi. Es. permessi di accesso alla Ztl, se c'è da
girare in un centro storico.
→
3. Comunicazione vari esperti della comunicazione che si occupano di conferenza stampa
(giornalista), pubblicità, promozione.
→ budget: quanto si spende.
D) Piano economico finanziario
→
Chiarezza il tabellone delle uscite deve essere chiaro, leggibile.
→
Oculatezza il budget si deve basare su elementi certi, come un contratto.
→
Prudenza elementi indeterminati. Se è prevista una ripresa sulla neve, può capitare che
si ghiacci tutto e che gli impianti non funzionino.
→ bisogna
Operatività monitorare il budget costantemente. Se c'è un imprevisto, come una
pioggia torrenziale, bisogna chiamare la ruspa per ripulire tutto e sono 3000 euro non
previsti. Poi dato che bisogna fare degli aggiustamenti, invece che girare la scena in un
giorno e mezzo, si cercherà di girarla in un giorno.
→
Responsabilità l'amministratore deve essere responsabile dei soldi che spende, ma
affida anche una fetta del budget a qualcuno che ha dei capitoli di spesa.
→
Costi e ricavi fissi: la segretaria della società di produzione che deve essere pagata tutto
l'anno; variabili: sul set si ha bisogno di più segretari.
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La prima cosa bella Piano dei costi
Il produttore principale si occupa del budget, in questo caso Indiana Production; ed è un
organizzatore generale che lo stila.
Le spese sopra la linea sono le spese di testo, di diritto d'autore (soggetto, sceneggiatura,
direzione e attori principali). Sotto la linea ci sono tutte le altre spese.
In questo caso il totale sopra la linea è di 1.169.613,95. Il sotto la linea, che una volta era il
pensiero minore, qui costa abbastanza, circa 4 milioni.
→ il supporto principale è di Medusa.
Soggetto e sceneggiatura
→
Regia Motorino non paga perché è la casa di produzione di Virzì, il regista. Avrebbe potuto
mettersi in quota, ma non c'era ancora la crisi del cinema, né il Covid-19 quindi non ci ha messo
una cifra.
→ costi supportati solo da Indiana.
Attori →
Totale generale alla fine il budget è minore del preventivo.
→ il reparto produzione,
Produzione non la produzione del film.
→ il materiale
Montaggio che è stato girato era sufficiente, ma non era quello che forse voleva il
regista e alla fine ha dovuto spe
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