Organizzazione e amministrazione dei servizi
Argomenti:
- Attori integrazione sociosanitaria e rete dei servizi
- Sistema di welfare
- Organi istituzionali di consultazione di collegamento tra Stato e Regioni
- Principio di sussidiarietà verticale
- Principio di sussidiarietà orizzontale
- Rete: attori, strategie, strumenti
- Ambiti Territoriali Sociali
- Organi di governo degli ATS
- Da Government a Governance
- Autorizzazione e accreditamento
- I mandati degli assistenti sociali
- Strumenti del servizio sociale
- Esame di stato di assistente sociale del 2016
Attori integrazione sociosanitaria e rete dei servizi
Rete: intesa come metafora (rete per pescare) intreccio di fili che sono finalizzati a un'operazione (pescare). Obiettivo unico: collegare, collaborare, interazione, lavoro d'équipe, lavoro in rete.
Integrazione: sociosanitaria, livelli di integrazione (istituzionale, gestionale, professionale) -> concetto di sussidiarietà (verticale/orizzontale).
Rete: il concetto di rete, prima che ai servizi, è associato ai concetti di reti primarie, familiari, parentali. Nodi che intrecciamo continuamente.
Forme di comunicazione: virtuali e reali, scambio economico (Comunità europea, scambi economici con altri paesi e la possibilità che questi avvengano), sistema di produzione (dislocazione fuori dal paese di diversi), reti economiche poli di produzione, di politiche pubbliche dislocate principalmente tra Stato, Regioni e E.E.L.L.
Definizione di Ferrario
Il lavoro di rete è:
- Connessione di servizi nel medesimo settore
- Connessioni di diversi settori (sociale-educativo) nella stessa area geografica (es. tutela di un minore: autorità giudiziaria, consultorio, servizi sociali: tutti nodi della rete)
- Connessione tra professioni diverse
Ogni nodo ha una responsabilità verso l'utente in vista di un obiettivo comune; la risposta deve essere comune. Nel campo metodologico della psicologia sociale e servizio sociale.
Classificazione dei livelli di rete
- Reti primarie: famiglia, reti amicali; il nodo che le collega è quello affettivo svolge una funzione protettiva di sostegno e sviluppo (funzione svolta anche dalle altre reti ma in maniera diversa).
- Reti secondarie: informali e formali
Rete secondaria informale: gruppi sociali del territorio (associazioni, gruppi di volontariato, gruppi AMA: orientati allo sviluppo della socialità e socializzazione. Adesione della persona dipende dalla sua volontà).
Rete secondaria formale: formalmente riconosciute; istituzioni pubbliche e private che hanno un ruolo specifico. Assicurano dei servizi alle persone. Codificate con un det. rapporto (non affettivo) diverse da quelle primarie (istruzione pubblica, il distretto).
Elementi che fanno parte della rete
- Nodi della rete: soggetti che fanno parte della rete. Sia i soggetti per i quali è stata attivata la rete sia i soggetti che partecipano alla costruzione della rete.
- Relazione che intercorre tra... i legami sono di intensità variabile (reti primarie e secondarie).
- Dimensione: quantità di soggetti (o servizi) che fanno parte della rete. Sia i soggetti per i quali è stata attivata la rete sia i soggetti che partecipano alla costruzione della rete.
- Qualità cooperativa: capacità della rete di raggiungere gli obiettivi (Metodo di lavoro-processo di aiuto- e metodo di governo).
I servizi alla persona funzionano come rete. I nodi sono: enti pubblici e privati - sistema di tipo istituzionale - specifiche unità operative di offerta nel sistema organizzativo e i professionisti che vi operano.
Esempio
Comune >25.000 abitanti: servizi sociali settore disagio adulto, settore anziani A.S.A.S., settore disabilità, settore minori A.S.A.S. Comune >25.000 abitanti può permettersi più di un assistente sociale e quindi un servizio diviso per settori. Specifiche unità operative (settori) e i professionisti che vi operano: sistema a rete. Anche nei piccoli comuni c'è questa rete ma con minori settori. La rete di funzionalità scende verso il basso. Il modello è stato creato a rete per intercettare bisogni e domande. Migliorare la qualità e quantità dei nodi, la diversificazione dei settori oggi permette di qualitativamente dare dei servizi. Progettare l'accesso ai singoli servizi (P.A.). Accompagnare l'utente nei diversi processi di aiuto presenti nel sistema. Conoscere la quantità di nodi ci permette sia di fare chiarezza (conoscere i servizi) utilizzare questi per attivare i processi di aiuto. (Anche per il DDP che si articola con un sistema a rete in SERD).
La posizione funzionale di ogni nodo può essere analizzata in base a delle variabili chiave: quando il nodo sta in una posizione diversa parliamo di competenze diverse, analizzate in base alle strutture organizzative:
- Competenze
- Organi decisionali (i nodi decisionali sono anche organi decisionali: presenza del dirigente: ogni dirigente individua un responsabile di settore che ha dietro di sé una serie di professionalità)
- Territorio dove i servizi vanno ad agire visto come riferimento per i processi di produzione del servizio (es. Un comune molto grande sulla costa avrà i tutti i servizi più o meno allo stesso livello; un comune piccolo dove l’età media è di 75 anni i servizi devono essere principalmente canalizzati su uno specifico settore)
- Connessioni che vengono stabilite all’esterno e all’interno (quando c’è un problema ne parlo con il dirigente – interno - proporre dei servizi che ho – esterno)
Il sistema di welfare è articolato in:
- Stato
- Regioni
- E.E.L.L.
Ma anche in tre settori delle risorse:
- Sociali (solo enti locali: comune ha una grande responsabilità giuridica perché è l’ente più vicino al cittadino: è il primo che deve rispondere ai bisogni e domande dei cittadini)
- Sanitari e sociosanitari (regioni e altri enti pubblici)
- Previdenza (enti nazionali: stato decide il sistema della previdenza e sistema pensionistico)
Ogni ente ha una responsabilità giuridica istituzionale precisa (es. Stato e la previdenza).
Sistemi di rete, gli elementi e livelli della rete
Integrazione: (latino integer: intero/bisogno di riempire). Nei processi di attivazione dei servizi sociali è sempre più necessario un’unitarietà (No complementarietà). Dare un contributo affinché il progetto diventi unico e la risposta deve essere unica. Sviluppo qualitativo e quantitativo di servizi.
I processi istituzionali e organizzativi che riguardano il processo di integrazione sono: (le diverse forme di integrazione)
- Coordinamento tra le parti: sviluppo delle connessioni tra le organizzazioni e professionalità. Il servizio che riceve per primo la segnalazione o il bisogno è quello che può svolgere il coordinamento: mette in atto una serie di collegamento tra altri servizi.
- Collaborazione: attraverso un lavoro per progetti che mira a far convergere verso un obiettivo unico.
- Reciproca consultazione: i soggetti agiscono in autonomia ma devono per forza attivare una reciproca consultazione.
Quando non avvengono questi passaggi l’integrazione rimane sulla carta. L’integrazione è un investimento in termini professionali e di risorse. Integrazione = modalità operativa -> L.n. 328/2000. Obiettivo integrazione: azioni concertate che agiscono a livelli diversi di responsabilità.
Scheda integrazione sociosanitaria: livelli dell’integrazione sociosanitaria: ad escalation di importanza
- Integrazione istituzionale (più alto): forme di collaborazione tra istituzioni diverse. ES. Asl + comuni: parte sociale + parte sanitaria: la parte sanitaria si può convenzionare (o attraverso l’accordo di programma) con la parte sociale per la gestione di un servizio.
- Integrazione gestionale: a livello di struttura operativa: si manifesta in modo unitario e specifico. L’integrazione gestionale avviene attraverso gli strumenti giuridici che regolamentano i servizi che hanno una caratteristica sanitaria e una sociale gestiti tra i professionisti.
- Integrazione professionale: investe operatori del settore sanitario e operatori del settore comunale attraverso una distribuzione delle responsabilità. Il Piano Regione Marche parla anche di Integrazione territoriale.
Legge 328/2000 e riforma del titolo V legge 3/2001
Sono cambiate le regole rispetto al funzionamento legislativo che hanno determinato una redistribuzione dei servizi sociosanitari.
Punti chiave:
- Comuni, province, città metropolitane (Roma, Milano, Torino..) e regioni accrescono il loro ruolo di enti autonomi (hanno propri statuti, propri poteri...)
- Stato mantiene una funzione legislativa per la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni che devono essere garantiti.
ART 22 legge 328/2000: creazione di un sistema di livelli essenziali e pone le linee guida di come i territori devono organizzare i loro servizi. Riforma titolo V: per l’organizzazione materiale dei servizi. Lo stato non è più in grado di dare indicazioni specifiche. Questa scelta ricade sull’ordine normativo (deve rispondere il comune etc.). Il secondo ordine di motivazione è dato dalle risorse economiche. Minor controllo della spesa pubblica se se ne occupa solo lo stato; maggior controllo se se ne occupano gli enti territoriali che hanno l’obbligo di rendicontazione.
I poteri legislativi
Di tipo concorrente: lo stato determina i principi; le regioni hanno una propria potestà legislativa. Federalismo fiscale: le regioni hanno maggiore autonomia per quanto riguarda la spesa sanitaria. Lo stato dovrebbe intervenire quando le regioni hanno un fondo minore (minor gettito fiscale). Però è evidente una disuguaglianza a livello territoriale. La novità: per i servizi sociali le regioni hanno potestà legislativa esclusiva. Le regioni sono più rafforzate rispetto a prima.
Organi istituzionali di consultazione di collegamento tra Stato e Regioni
Le regioni, autonomie locali comunicano con il governo principalmente per concordarsi su alcune leggi.
- Conferenza Stato-Regioni
- Conferenza Stato-Autonomie locali
- Conferenza Unificata (tutti insieme)
Sussidiarietà verticale (indirizzo ideologico istituzionale)
Stato Regioni Stato Regioni Province Province Comune Comuni Sussidiarietà: principio ideologico istituzionale secondo cui le strutture e istituzioni politiche di livello superiore (lo Stato) devono prendersi cura degli aspetti del bene comune a cui non riescono a provvedere le strutture di livello inferiore.
Il principio sostiene dei criteri d’azione: principio meccanismo di attività e intervento (perché le istituzioni si sono organizzate in un certo modo).
- Le istituzioni devono limitarsi (...) le istituzioni si danno una mano, non si sostituiscono. Le istituzioni non devono sostituirsi nello svolgimento delle attività. Ci sono dei fenomeni di sostituzione in toto soprattutto quando ci sono provvedimenti dell’autorità giudiziaria. Le istituzioni sostituiscono la persona quando questa non è capace di agire/effettuare un’azione. (sospensione o decadenza della potestà genitoriale. Lo stato interviene quando i singoli gruppi non sono in grado di agire da soli. Lo stato è visto in modo verticale quando comuni, province, regioni non riescono più ad intervenire per aiutare le persone.
L’intervento sussidiario deve essere portato al livello più vicino al cittadino = Comuni. Sussidiarietà verticale: criterio di distribuzione delle competenze che parte dall’UE verso il basso. Quando il basso non risponde (?) si va verso l’alto. Casi di ricorso alla Corte Europea quando i diritti vengono lesi. Es. Caso del finanziamento. Si basa su questo principio (i fondi dallo stato vengono distribuiti tra le regioni che li distribuiscono tra i comuni).
Sussidiarietà orizzontale
Distribuzione tra enti pubblici e soggetti della società civile. Redistribuzioni non solo tra funzioni ma anche tra responsabilità a livello locale. Forma di organizzazione che parte dal basso. Collegato con la rete delle responsabilità. Tutte le reti hanno un forte elemento redistributivo. Conquista rispetto al dualismo degli anni ’80 = stato/cittadini. Il rischio è però quello di indebolire il diritto di cittadinanza. Libertà delle regioni di organizzare servizi propri = creare situazioni di disparità nell’offerta di servizi. Fenomeno migrazione dei servizi: molti cittadini sono costretti a spostarsi anche in altre regioni. “Se una regione non è particolarmente ricca non vedo riconosciuti i miei diritti di cittadinanza”.
La rete: attori-strategie-strumenti
Sistema dei servizi: campo interorganizzativo entro il quale tutti gli enti cooperano per il raggiungimento degli obiettivi comuni.
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Appunti di Organizzazione dei servizi turistici
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Appunti organizzazione dei servizi sociali Albano
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Organizzazione aziendale - Appunti
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