26.09.2017
ORGANIZZAZIONE DEI SISTEMI PRODUTTIVI E
LOGISTICI
Attività fondamentali in una azienda:
Sviluppo nuovo prodotto: crea nuovi prodotti o
▪ ne modifica di esistenti a seconda delle
esigenze del cliente;
Commerciale: comunica al mercato il prodotto o
▪ il servizio. Servono analisi della situazione
aziendale e di mercato;
Operations: soddisfano le richieste del cliente
▪ gestendo il processo di rilascio del prodotto
dall’approvvigionamento alla produzione e
infine alla consegna.
“Nel posto giusto, al momento giusto, nella quantità giusta”
Queste tre aree devono lavorare in maniera integrata altrimenti si creano disallineamenti. Ricerca e sviluppo:
sviluppa idee che possono anche non essere realizzate nella pratica, ricerca non finalizzata all’immediata
vendita. Un’azienda può avere diversi stabilimenti che coordinano subfornitori locali, in questo modo si può
diversificare maggiormente.
IL CASO CLARKS
Esempio di supply network. Le frecce
indicano i flussi di materiali mentre i
supply
rettangoli gli stabilimenti. Il
network è tutta la rete di aziende
cliente/fornitore che si interfaccia
con Clarks.
I terzisti non dedicati sono aziende che lavorano anche per altre marche, mentre i terzisti dedicati sono le
aziende che lavorano esclusivamente per Clarks e su loro disegno realizzano la scarpa dall’inizio alla fine. È
Clarks stessa che si occupa del reperimento di materie prime (controllo), ma i terzisti non dedicati hanno
fornitori propri quindi la materia prima non è controllata (vengono usati per i picchi di domanda, ad esempio
per il back to school). Gli stabilimenti produttivi realizzano l’intero ciclo di produzione.
Rete di vendita non proprietaria: negozi multimarca. Attività delle operations: decidere quanto produrre,
quanto farlo e controllare i piani di produzione, approvvigionamento e decidere i fornitori. Tutta l’attività di
gestione del materiale da monte a valle e tutta la produzione e distribuzione sono le OPERATIONS.
Attività interne all’azienda: OPERATIONS MANAGEMENT (OM)
Gestione della produzione
→ Disciplina che assume una prospettiva
Pianificazione della produzione
→ interna all’azienda.
Sviluppo nuovi prodotti
→
Attività all’interfaccia: SUPPLY CHAIN MANAGEMENT (SCM)
Selezione dei fornitori
→ Distribuzione prodotti
→ Disciplina che assume una prospettiva
Gestione trasporti
→ all’interfaccia.
Progettazione rete di fornitura
→ INTERNAZIONALIZZAZIONE DEL NETWORK
le aziende hanno un network internazionale, sono dentro a reti internazionali (Calzedonia: fornitori in
Vietnam e clienti in tutto il mondo)
DELOCALIZZAZIONE
varie possibilità: o chiudo lo stabilimento in Italia e porto la produzione all’estero o lo chiudo
parzialmente o mantengo quello italiano e ne apro un altro all’estero (FIAMM, Geox). Fenomeno
opposto al reshoring: rientro delle aziende che in precedenza avevano delocalizzato.
ESTERNALIZZAZIONE
esternalizzo la produzione a terzisti, si tiene solo la progettazione
INTEGRAZIONE VERTICALE
processo produttivo effettuato internamente in modo completo (Benetton)
Si generano complessità nella gestione dei processi di gestione dei materiali (tempistica). L’esternalizzazione
genera frammentazione perché ci sono flussi in ingresso/uscita dallo stabilimento che vanno gestiti. Per
ridurre la complessità si devono ridurre i tempi.
CONCETTI INTRODUTTIVI E DEFINIZIONI
Focal firm: impresa centrale o focale. Il supply
network è l’insieme di aziende e fornitori che
si interfacciano con l’azienda centrale. A
monte c’è il network di fornitori:
Di primo livello: direttamente a
contatto con l’impresa centrale
Di secondo livello: fornitori dei
fornitori. Se un’azienda è fornitrice sia
di primo che di secondo livello si
classifica convenzionalmente come
fornitori di secondo livello.
Origine del network dei fornitori: fornitore di
materie prime. Upstream network (supplier
network, a monte): insieme di tutti i fornitori.
A valle c’è il network dei clienti:
Di primo livello: direttamente a contatto con l’impresa centrale
Di secondo livello: clienti dei clienti. Se un cliente è sia di primo che di secondo livello si classifica
convenzionalmente come cliente di secondo livello.
Punto di consumo del network a valle: cliente finale.
Demand network (downstream): network a valle, insieme di tutti i clienti.
(TOTAL) SUPPLY NETWORK insieme di tutti i clienti, tutti i fornitori e l’impresa centrale.
Supply chain (filiera): catena che va da un fornitore ad un cliente, l’insieme di tutte le possibili supply chains
è il supply network.
Immediate supply network: network composto da impresa centrale e da tutti i fornitori e i clienti direttamente
collegati.
I processi logistici interessano porzioni di network: PCP pianificazione e controllo della produzione fa
riferimento alle attività svolte dall’azienda. 29.09.2017
Azienda veronese che produce scarpe, in
grassetto evidenziamo gli stabilimenti di
proprietà. Le scarpe da calcio sono un
prodotto tecnologico e fashion (colori,
testimonial).
Il network è complesso, alcune attività sono
svolte in Italia (serigrafia = si aggiunge la
tomaia, parte superiore di una calzatura). A
monte ho una serie di fornitori, teijin è la
materia prima fondamentale e arriva dal
Giappone.
La complessità è data da:
1. Tempo di attraversamento lungo (network internazionale)
2. Network frammentato (controllo difficile)
Questo fa sì che il network non sia reattivo e questa è una complessità da gestire.
PROCESSI LOGISTICI
(1) APPROVVIGIONAMENTO E GESTIONE DEI FORNITORI
Processo che si sviluppa a monte tra impresa centrale e i fornitori di primo livello. Le fasi del processo di
approvvigionamento e gestione dei fornitori possono essere classificate in due categorie:
Attività strategiche, ad alto valore aggiunto
Ricerca e selezione dei fornitori, negoziazione dei termini di acquisto (manager), impatto nelle
materie prime critiche, formalizzazione di partnership (accordi di lungo termine con i fornitori con
vari obiettivi ad esempio la co-progettazione degli elementi)
Queste attività sono svolte da personale altamente qualificato (purchasing manager)
Acquisti o gestione dei fornitori
Attività operative ripetitive
Attività svolte dai buyers che dipendono dai purchasing manager, sono attività day by day:
emissione ordini di acquisto, controllo della merce al ricevimento, pagamento fornitori, sollecito.
Approvvigionamento o purchsing
Esempio di organigramma per gli acquisti:
Si creano più responsabili se i
componenti da acquistare sono
molti. Ci può essere un direttore
degli acquisti dal quale dipendono
gli altri responsabili.
Quando i componenti da acquistare sono tanti spesso ciascun buyer si occupa di componenti specifici.
Le attività strategiche potrebbero essere svolte direttamente dal direttore acquisti, così come certe materie
prime critiche. Regola fondamentale: il controllato non deve essere controllore.
(2) DISTRIBUZIONE FISICA
Avviene all’interfaccia tra l’impresa centrale e i clienti di primo livello. Ha come attività tipiche il
trasporto dei prodotti finiti dal luogo di produzione allo stabilimento dei clienti e la movimentazione
e stoccaggio dei prodotti finiti in tutti i punti intermedi. Avviene a valle.
La gestione dei trasporti è un’attività fondamentale nel SCM in quanto riguarda il trasferimento dei prodotti
tra i diversi punti di accumulo all’interno del supply network. Tali trasferimenti sono in generale molto
frequenti perché raramente i prodotti sono realizzati e venduti nello stesso luogo.
(3) GESTIONE DEI MATERIALI
La gestione dei materiali riguarda il coordinamento dei flussi informativi generati dagli ordini dei clienti e dei
flussi fisici relativi alla realizzazione e consegna dei prodotti.
Negli anni si è creata questa nuova figura: gestore dei materiali. Si sovrappone sia
all’approvvigionamento che alla distribuzione fisica, in particolare le comprende entrambe e si
riferisce alla gestione del flusso dei materiali e delle informazioni nel network immediato (da monte
a valle, da fornitori di primo a clienti di primo livello).
Comprende l’approvvigionamento acquisti, pianificazione e controllo della produzione (PCP), gestione delle
scorte, confezionamento, imballaggio e spedizione. Si è creata questa figura come integrazione tra le
funzioni.
APPROVVIGIONAMENTO PRODUZIONE DISTRIBUZIONE
Realizza piani di acquisto Realizza piani di produzione Realizza piani di spedizione
Se non lavorano in maniera allineata abbiamo due fenomeni:
STOCK accumulo di prodotti finiti (la produzione ha prodotto
▪ qualcosa che poi non è andato distribuito)
STOCK OUT non ho abbastanza prodotti finiti (devo spedire
▪ qualcosa ma la produzione non l’ha prodotta)
Se non lavorano in maniera allineata abbiamo due fenomeni:
STOCK accumulo di materie prime
▪ STOCK OUT alla produzione serviva una materia prima ma non
▪ è stata acquistata
Per evitare queste inefficienze si integrano queste due funzioni: gestore dei materiali (integra i piani). È
un’evoluzione rispetto ad approvvigionamento e distribuzione fisica perché ha un ruolo di integrazione.
Come faccio ad essere sicuro che in una azienda i piani vengano integrati?
Ci sono degli strumenti a supporto come l’MRP II: è una logica di gestione (tradotta in software) che a partire
dai piani di distribuzione calcola a cascata i piani di produzione e sulla base di quanto produrre e quando
calcola i piani di approvvigionamento.
(4) LOGISTICA E LOGISTICA INTEGRATA
Nel tempo il termine logistica ha cambiato significato, inizialmente con logistica si intendeva trasporti
e distribuzione (processi a valle), mentre oggi sottende il concetto di:
Logistica integrata: logistica estesa fino a monte, il logistic(s) manager è un ruolo di
▪ coordinamento che si occupa della produzione, approvvigionamento e distribuzione fisica
fino al cliente finale. Si sovrappone alla gestione del materiale e va fino al cliente finale.
Le aziende che usano una logica di logistica integrata se l’azienda ha sistemi di MRP II INTEGRATI CON DRP.
Un DRP, dato un network distributivo (azienda che distribuisce a grossisti che distribuiscono a centri vendita),
a partire da valle calcola i piani di spedizione dei grossisti ai punti vendita, sulla base di questo calcola i piani
di spedizione del produttore ai grossisti e a questo punto si integra con l’MRP II.
I piani di distribuzione diventano input per l’MRP II che fa poi i piani di produzione e approvvigionamento.
(5) SUPPLY CHAIN MANAGEMENT
Gestione dei materiali da monte a valle su tutto il network: comprende la logistica integrata e si
estende fino a monte. L’oggetto del supply chain management è il supply network. Spesso è usato
come sinonimo di logistica integrata, ma a differenza di questa comprende anche processi non
prettamente logistici (ad esempio la collaborazione con i fornitori per sviluppo nuovo prodotto).
ORGANIGRAMMI
Un organigramma funzionale mette in evidenza le
funzioni
Funzione logistica parzialmente integrata:
SISTEMI DI
PRODUZIONE
1) Possiamo classificarli secondo la modalità di
risposta al mercato. Vediamo uno schema di flusso
logistico, schema che rappresenta come avvengono
una serie di attività in una azienda. Triangoli rovesciati
indicano stock.
Analisi da fare:
Decoupling point (analisi del P:D ratio). Il P:D ratio è il confronto tra:
P-time: production time (tempo necessario per acquistare le materie prime, produrre e
o consegnare)
D-time: demand time (tempo che il cliente è disposto ad aspettare per ricevere il prodotto),
o il demand time dipende dal prodotto, dai tempi dei concorrenti.
Alcune attività devono essere gestite secondo una LOGICA
PUSH/al buio (P-time>D-time): attività svolte su previsione
(prima del ricevimento dell’ordine del cliente)
Il P-time è confrontabile con i D-time quindi posso fare tutto
dopo il ricevimento dell’ordine, la LOGICA è PULL perché
l’ordine è tirato dal cliente.
Azienda che fa scarpe da calcio ha un P-time di 27 settimane,
un D-time di 17 settimane quindi si ha il lancio al buio della materia prima (teijin). Per passare da una logica
push ad una logica pull o accorcio il P-time (utilizzo un network locale, dovrei cambiare il modello di business)
o allungo il D-time (costringo il cliente a mandarmi gli ordini con molto anticipo). Ci sono settori che usano
queste strategie, ma entrambe sono molto difficili.
PROGRAMMATO esiste nel tessile-abbigliamento: i negozianti devono emettere gli ordini
▪ di acquisto dei capi (85%) con un anno di anticipo;
PRONTO FASHION (es: Zara) produce in 15 giorni (P-time), è un modello molto reattivo.
▪ Non si fa sviluppo della collezione, copia capi di passate collezioni e usa un network
locale;
PRONTO PROGRAMMATO (es: Patrizia Pepe) ha sviluppo nuova collezione ma usa un
▪ network locale quindi diminuisce il P-time.
Modalità di risposta al mercato
Le modalità con cui un’azienda può rispondere al mercato sono le seguenti:
MTS (make to stock): le aziende producono per il magazzino (logica push, al buio) es.: cibo, giocattoli;
ATO (assemble to order): i subassemblati del prodotto vengono costruiti su previsione ed assemblati
una volta ricevuto l’ordine del cliente (si divide il prodotto in moduli) es.: computer;
MTO (make to order): i prodotti sono costruiti su ordine es.: macchine utensili;
PTO (purchase to order): i prodotti sono costruiti su ordine e le materie prime acquistate su ordine es.:
macchine utensili;
ETO (engineer to order): i prodotti sono progettati e costruiti su ordine es.: navi.
Tempi di consegna
flessibilità alle richieste del cliente
Il grado di customizzazione indica quanto il prodotto è
personalizzato sulle richieste del cliente. 03.10.2017
Ci sono delle modalità in cui la produzione e la
distribuzione è fatta su ordine. DTO (delivery to order) è
sinonimo di make to stock la consegna è fatta su ordine.
Delivery to stock è la più estrema: faccio tutto su
previsione, anche la consegna, poi il negozio paga solo i
prodotti che sono stati consumati.
Aziende con prodotti a
catalogo e su commessa
Aziende con prodotti a catalogo l’azienda
costituisce un catalogo, una varietà e
distribuisce una serie di prodotti tra cui
possiamo scegliere (MTS) i prodotti sono dati.
Prodotti a catalogo su previsione:
o prodotti standard come il cibo;
Prodotti a catalogo su ordine: ha il
o tempo di produrre il suo ordine.
Aziende con prodotti su commessa prodotti customizzati. Possono essere caratterizzati (possiamo
scegliere tra alcune opzioni, es computer e auto) o differenziati (possiamo customizzarlo a seconda
delle nostre esigenze es impianto industriale, completamente personalizzato). Produzione su ordine
quindi il tempo di consegna sarà più ampio.
Aziende con prodotti su Aziende con
prodotti
commessa caratterizzati
cliente su
commessa
Aziende con prodotti differenziati realizzati su Caratterizzati ripetitiva
a partire da
del
commessa, lancio in produzione su commessa una base Aziende con
specifica
singola come per gli impianti, commessa che standard prodotti
non ripeterò mai più, è un prodotto caratterizzati
su commessa
completamente customizzato. su singola (una
tantum)
Prodotti
Aziende con prodotti caratterizzati su Aziende con
commessa singola una tantum: possono Differenziati prodotti
scegliere proprietà partendo da una base (progettati differenziati
ex novo)
standard. su commessa
Singola Ripetitiva
Aziende con prodotti caratterizzati su Lanci in produzione su commessa del cliente
commessa ripetitiva può essere che il prodotto
lo debba rifare, magari anche per lo stesso cliente.
2) Possiamo classificare i sistemi produttivi anche secondo il modo di realizzare il volume di produzione.
Produzione a prodotto singolo produzione di un solo pezzo, solitamente una grossa commessa (nave,
impianto) ci sono dei cantieri, il prodotto di solito non si movimenta mentre prodotti e persone
convergono verso l’area di produzione. Prodotto di solito customizzato.
Produzione a lotti (batch&queue) lotto e coda, caratteristica fondamentale: si movimentano e si
producono
LOTTI = gruppo di pezzi tutti uguali che si spostano in
azienda insieme
Il lotto ha una certa numerosità. Ci sono centri di lavoro
(work center) in aree ben definite dell’azienda, in ogni
area lavorano macchine simili.
ayout funzionale
Il l si dice o per processo perché i
macchinari sono funzionalmente simili. A valle e a
monte di queste aree ci sono dei magazzini di disaccoppiamento (triangoli rovesciati).
Ci sarà una coda di materiali che aspetta di essere lavorato e un accumulo all’uscita della macchina. Non
movimento mai un pezzo alla volta, movimento l’intero lotto. Il ciclo produttivo è variabile cioè in questi
sistemi produttivi sono libero di progettare il ciclo. RETTIFICA
FRESATURA
Possibile ciclo produttivo TAGLIO
Anche all’interno del work center c’è flessibilità ossia le macchine o le
persone che lavorano sono in grado di lavorare pezzi di lotti fatti
diversamente per fare questo le macchine sono flessibili e per passare
da un lotto ad un altro fa un setup/riattrezzaggio della macchina (la
macchina si ferma, la si riprogramma con una serie di operazioni
(macchina di rettifica).
Il costo del setup è proporzionale alla numerosità d
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Organizzazione della produzione e dei sistemi logistici
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Riassunto Organizzazione della produzione e dei sistemi logistici 1
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Appunti di Gestione dei sistemi logistici e produttivi : Gestione del sistema di produzione
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