Economia Univr
Organizzazione aziendale
Prof.ssa Cubico
Righele Davide
A.A. 2015/2016
Sommario
- Introduzione ...................................................................................................................................... 2
- Organizzazione scientifica del lavoro: Taylor, Ford e i Gilbreth .............................................. 3
- Il taylorismo .............................................................................................................................................. 5
- Il fordismo ................................................................................................................................................. 6
- I coniugi Gilbreth ...................................................................................................................................... 8
- Dallo studio della fatica alla monotonia ................................................................................. 10
- I pre-ergonomi inglesi ........................................................................................................................... 11
- La scoperta dell’umano nel lavoro: E. Mayo .............................................................................. 13
- Gli esperimenti di Hawthorne .............................................................................................................. 13
- Il comportamento organizzativo ................................................................................................ 15
- Kurt Lewin: il gruppo e le sue dinamiche .......................................................................................... 16
- La gestione della risorse umane ................................................................................................... 19
- Organizzazione come sistema aperto ................................................................................................ 22
- Herbert Simon e la teoria della razionalità limitata ............................................................... 23
- Organizzazioni e teoria organizzativa ........................................................................................ 26
- Strategia, progettazione organizzativa ed efficacia ................................................................ 32
- Selezione della strategia e della struttura .................................................................................... 34
- Strategia di Porter ............................................................................................................................. 34
- Strategia di Miles e Snow .................................................................................................................. 34
- Misurazione dell’efficacia .................................................................................................................... 35
- Considerazioni finali.............................................................................................................................. 37
- Elementi fondamentali della struttura organizzativa ........................................................... 38
- L’ambiente esterno .......................................................................................................................... 42
- Adattarsi ad un ambiente che cambia ............................................................................................... 43
- Dipendenza dalle risorse esterne ....................................................................................................... 44
- Considerazioni conclusive ................................................................................................................... 45
Introduzione
Ad ogni lettera della parola organizzazione può essere associato un concetto diverso:
- O: ordine, obiettivi, operatività
- R: regole, relazione, rapidità, risorse, razionalità, ruoli
- G: gruppo, gerarchie
- A: azione, attività, attuazione, amministrazione, analisi, autonomia
- I: iniziativa, innovazione, impresa, interazione, intesa
- Z: zone
- E: efficienza, empatia, equilibrio, efficacia, esperienza, economia
Al giorno d'oggi il termine organizzazione assume il significato grammaticale di "modalità di mettere insieme, ordinare, preparare, disporre". Ci si trova così:
- Da un lato davanti all'idea di un'azione organizzativa rigida, semplificata da leggi e classificazioni assolute finalizzata al raggiungimento di uno scopo
- Dall'altro, ci si riferisce al risultato di queste azioni e quindi ai sistemi organizzati, ad entità sociali come le imprese, i partiti, le chiese, le scuole, gli ospedali
A livello organizzativo sono stati individuati molti termini in grado di descrivere il termine specifico, ma la definizione e le caratteristiche dell'organizzazione sono state studiate da diversi soggetti sotto diversi aspetti (Max Weber, Elton Mayo). A livello burocratico, possiamo dire che in ciascuna organizzazione c'è una serie di adempimenti formali o ritualistici sopraordinari, quindi possiamo definirlo un costrutto sociale formalmente costituito per il raggiungimento di determinati fini oppure un insieme di persone formalmente riunite per raggiungere obiettivi più o meno comuni.
Alcuni autori criticarono il concetto classico di organizzazione, affermando che non soddisfa la definizione di alcune strutture, che pure sono organizzazioni e che, dall’altra parte, identifica come organizzazioni aggregati che non lo sono. Il passaggio da un aggregato comune ad uno organizzato consiste nella composizione dell’aggregato stesso da parte di gruppi e individui che vogliono raggiungere obiettivi condivisi attraverso la divisione del lavoro, cioè attraverso la differenziazione ed integrazione dei compiti.
Un modo iniziale per classificare le organizzazioni è il modello di Etzioni che individua tre forme distinte di potere esercitato nelle organizzazioni (Coercitivo, Remunerativo, Normativo) cui corrispondono altrettanti tipi d’impegno (Alienato, Utilitaristico, Morale). Classifica inoltre i mezzi di controllo adottati da un’organizzazione in tre categorie:
- CONTROLLI FISICI => POTERE COERCITIVO
- CONTROLLI MATERIALI => POTERE UTILITARISTICO
- CONTROLLI SIMBOLICI => POTERE NORMATIVO
Abbiamo quindi i seguenti tipi di organizzazione:
- Organizzazioni coercitive: rispondono alla necessità di tenere sotto controllo gli elementi che si dissociano e deviano dal modello sociale prevalente (es. ospedali psichiatrici, centri di accoglienza)
- Organizzazioni normative: sono riconducibili alla necessità del sistema sociale di provvedere alla propria riproduzione attraverso un sistema di valori, motivazioni e significati che contribuisca a costruire cultura e identità per gli individui che ne fanno parte (es. Chiese, ospedali)
- Organizzazioni utilitaristiche: sono associate alla necessità del sistema sociale di provvedere alla propria riproduzione (es. Artigiani, aziende no profit)
La nostra definizione di organizzazione è quella di insieme di risorse (materiali, immateriali e umane) governato da un sistema di leadership e dotato di un programma (norme, regole, gerarchie, schemi) che serve a determinare mission e vision.
Organizzazione scientifica del lavoro: Taylor, Ford e i Gilbreth
Taylor è stato il primo soggetto che ha cercato di dare un significato all'organizzazione del lavoro basandosi sulle sue esperienze e sulle analisi svolte da lui stesso nella sua carriera, mentre Ford è stato il primo ad applicare una forma di organizzazione lavorativa che è oggi conosciuta come catena di montaggio. Il termine utilizzato per chi opera nell'organizzare il lavoro è "management", termine che deriva dal latino e significa "condurre, guidare" e si riferisce agli esseri umani; ciò significa che ogni modello che vedremo ha dentro di sé un modello della cosa che conduce (cioè l'uomo), poiché si cerca di far svolgere all'umano un'attività sulla base delle sue abilità e i suoi limiti.
Partendo dalle radici, Adam Smith disse che "la causa principale del progresso nelle capacità produttive nel lavoro sembra sia data dalla divisione del lavoro". I principi fondanti del pensiero di Smith sono i seguenti:
- Aumento della destrezza
- Risparmio di tempo
- Aumento della produttività
Egli notò, lavorando in un'impresa produttrice di spilli, che per uno spillo occorrevano 18 passaggi lavorativi e compiuti da un solo uomo sarebbe stato una perdita di produttività elevata. La divisione di queste operazioni ad altrettante persone avrebbe portato più velocità nella produzione e si sarebbe passati da 20 spilli a persona fino a 48 mila globali (circa 2400 a persona). Il concetto di Smith ha però subito delle critiche da molti studiosi, e vediamo il rovescio della medaglia di Marx:
- Adam Smith 1776: “Un uomo che spende tutta la vita compiendo poche semplici operazioni (…) non ha nessuna occasione di applicare la sua intelligenza o di esercitare la sua inventiva a scoprire nuovi espedienti per superare difficoltà che non incontrerà mai”
- Marx, 1867: “La fastidiosa uniformità di un lavoro senza fine, generata da un lavoro meccanico sempre uguale, rassomiglia al supplizio di Sisifo. La stessa facilità del lavoro diventa una tortura, in questo senso: che la macchina, mentre non toglie lavoro all’operaio, spoglia il lavoro di ogni interesse”
Questi principi furono terreno fertile della teorizzazione di Taylor il quale, come già detto, parte dalla sua esperienza lavorativa quotidiana. La sistemazione del suo pensiero ha forti caratterizzazioni di percorso di tipo bottom-up, ovvero la formulazione di teorie basandosi sulla situazione già esistente ed analizzabile. I due principi della sua idea sono:
- Sforzo sistematico di comprensione e analisi del lavoro
- Miglioramento e applicazione di modelli scientifici all'organizzazione del lavoro
Studiò il rapporto uomo/strumento, ovvero la compatibilità tra le caratteristiche muscolari dell'uomo e le caratteristiche strutturali dello strumento; in pratica si passa ad un'ideologia di adattamento dello strumento all'uomo al posto dell'idea che è l'uomo che deve adattarsi allo strumento stesso. Per elaborare la sua ideologia si basò su una fabbrica di ghisa nella quale analizzò quali step dovevano compiere i soggetti per caricare i pesi nel vagone di trasporto:
- Prendere la ghisa
- Trasportarla camminando su un tratto piano
- Trasportarla camminando su un piano inclinato fino al vagone ferroviario
- Deporre la ghisa su vagone ferroviario
- Tornare senza carico e ricominciare
Egli vide che ciascun operaio caricava 12,5 tonnellate di ghisa, prestazione perfezionabile spostando l'attenzione dal peso che l’operaio riusciva a sollevare nell’unità di tempo alla quantità di materiale trasportato nell’intera giornata. Efficienza e produttività non sono legate alla singola azione; non sempre, infatti, i lavori che sembrano più produttivi in un’unità di tempo sono in realtà esaustivi della produttività sul lungo periodo. L'ipotesi che fa è quella di "più pause, meno fatica"; non sempre è indispensabile immaginare qual è l'uomo da mettere nella posizione più adatta, oltre al fatto che è difficile cambiare le abitudini di un uomo che compie gli stessi gesti abitudinari da parecchio tempo, ma è possibile intervenendo sull'attrezzo renderlo più compatibile con le caratteristiche umane (per cronaca la produttività passò da 12,5 a 47,5 tonnellate trasportate). Sperimentò le sue intuizioni sull'operaio Schmidt ed introdusse la retribuzione a cottimo.
La logica di Taylor prevedeva che, se le fluttuazioni del rendimento fossero state più contenute e quindi la produttività in altri termini fosse stata costante, l'efficienza a fine giornata sarebbe stata maggiore. Questa logica ha permesso la costruzione della curva di fatica: Sì permette quindi ai lavoratori di fare un lavoro moderato piuttosto che far fare loro uno sforzo maggiore immediato che li avrebbe condotti ad uno sforzo fisico impegnativo e la conseguente stanchezza che produce minore produttività. La CURVA DI FATICA fa parte a sua volta di un quadrante simmetrico, dove la porzione di area da essa contenuta e circoscritta corrisponde all’EFFICIENZA, mentre l’area esterna ad essa corrisponde alla FATICA. Così, via via che il lavoro aumenta (curva di efficienza che sale), diminuisce l’area della fatica (fase di riscaldamento) e cresce quella dell’efficienza, fino al punto in cui la fatica prevale sull’efficienza (decadimento).
Per ridurre la fatica ci si focalizza quindi sul movimento del lavoratore e sulla diminuzione del peso da trasportare, quindi si pone attenzione all'interferenza della fatica sul rendimento. Svolge però ricerche anche su altri settori:
- Attrezzi: pale di misura diversa per ogni materiale (produttività aumentata)
- Tempo e movimento: controllo qualità affidato a personale che supera un determinato coefficiente personale (migliore precisione nella produzione)
Questo modello scientifico ottiene quindi dei risultati:
- Aumento dell'efficienza dell'operaio nell'arco della giornata in modo significativo
- Riduzione del senso di affaticamento
- Aumento del salario
Il modello sintetizzato prevede quindi 4 passaggi:
- One best way: scomporre il ciclo di lavoro in elementi analitici, ricombinando questi modi nel modo più economico e razionale
- The right man to the right place: scegliere l'operaio più idoneo per svolgere un lavoro
- Analytic training: addestrare l'operaio a lavorare secondo le istruzioni sull'esecuzione e sui tempi di pausa prefissati
- Differential rates: retribuzione adeguata ad ottenere il massimo rendimento, ossia pagare sopra la media abituale chi lo raggiunge
Il taylorismo
Esiste poi il taylorismo, ovvero un modello descritto secondo le ideologie di Taylor ma non redatto da lui. Questo modello si definisce teoria razionale-economica dell'uomo che dice che un uomo:
- Rifiuta il lavoro ed ogni responsabilità
- Non lavora se non ne vede l'utilità
- Non si sa organizzare razionalmente
- Utilizza modalità operative improvvisate
- Lavora solo se pagato o punito
Quindi l'uomo deve essere:
- Organizzato: principio della one best way
- Premiato/punito: principio del bastone e della carota
- Controllato: principio dell'unità di comando e della qualità etero-garantita della supervisione
Se la scientificità dell’organizzazione del lavoro è attribuita ad altri e non all’esecutore, e questi altri saranno i responsabili del modo in cui viene svolto il lavoro: qualsiasi miglioramento nello svolgimento della mansione è assegnato ad un supervisore e, nel continuo tentativo di migliorare la mansione, viene introdotta la figura professionale del cronometrista, del tecnico di produzione e dell’analista dei compiti, il cui dovere consisteva nel verificare se tempi e modi fossero i migliori possibili.
Col Taylorismo nasce una nuova organizzazione piramidale basata su una razionalità scientifica; l'assunzione è che i detentori della razionalità siano diversi dagli esecutori. Con questo corollario Taylor introduce un altro tipo di potere basato sulla sua radice tecnico-scientifica: si tratta del potere della competenza, ovvero un potere che viene dato ad un soggetto indistintamente dal proprio ceto e che si basa solo ed esclusivamente sulle abilità e sulle competenze dei soggetti. In questo quadro di cambiamento nasce la figura del quadro intermedio, tecnico, e quindi la distinzione tra manager ed executive.
Vediamo i principi dello scientific management:
- Sviluppo di un’impostazione scientifica del lavoro che sostituisce i vecchi metodi empirici in base ai quali gli operai svolgono le proprie mansioni
- Constatazione che il raggiungimento di obiettivi ottimali porta ad aumenti di stipendio, mentre la mancata realizzazione porta a perdite di guadagno
- Selezione scientifica nell’ottica del miglioramento progressivo del lavoratore (connubio scienza/lavoratori selezionati ed addestrati in base a criteri scientifici per ottenere i migliori risultati possibili)
- Ripartizione uguale del lavoro e delle responsabilità tra management e lavoratori, che si trovano così a collaborare strettamente e ad essere interdipendenti
Un gran numero di aziende e imprenditori aveva ritenuto utile adottare solo qualche principio del modello tayloristico, come le paghe differenziali o la selezione degli operai, senza però abbracciare completamente la filosofia del grande innovatore, che basava gran parte del suo impegno sullo studio razionale e preventivo delle mansioni, causando una degenerazione nel modello dello sfruttamento.
Il fordismo
Agli inizi dell’800 è caratterizzata da:
- Enormi risorse naturali
- Scarsa forza lavoro
- Scarsa dotazione tecnologica
Alla fine dell’800 è caratterizzata da:
- Grande disponibilità di risorse naturali
- Poderoso incremento demografico
- Indipendenza tecnologica dall’Europa
L’industria americana nella 2° rivoluzione industriale poggia su 2 pilastri:
- Produzione di massa
- Scientific Management
Lo stesso Ford dice infatti: “La grande massa dei nostri addetti viene da noi senza alcuna abilitazione; essi imparano la loro bisogna in poche ore o in pochi giorni… La lunghezza del tempo necessario per impratichirsi nelle singole occupazioni è su per giù la seguente:
- Il 43% dei nostri lavori non esigono più di 1 giorno di addestramento
- Il 36% domandano da 1 giorno ad 1 settimana
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