APPUNTI
Organizzazione aziendale – Daniela Isari
R. DAFT, Organizzazione aziendale, Apogeo, Milano, 2013, 5a ed.
24-27/02/15 e 03/03/15
Come definire un’organizzazione? Che cosa accomuna una piccola azienda familiare, una multinazionale,
un ospedale, un’associazione di volontari?
C’è interdipendenza fra i membri di queste organizzazioni ed importante è creare meccanismi di
interdipendenza senza creare intoppi affinché si raggiungano i fini collettivi
• E’ un’entità sociale: costrutto sociale
insieme di persone che si aggregano -> perché non solo
relazioni sociali
composta da individui ma questi interagiscono -> è un sistema di tra individui che
sono diversi per personalità, aspettative. É molto complessa perché gli individui rimangono sempre
tali con le loro differenze ed è importante progettare delle modalità per rendere sinergiche queste
sistema di relazioni.
differenze. Quindi si crea un Questo comporta un sistema di ruoli e relazioni
fra ruoli, ma come definire questi ruoli?
costrutti sociali
Le organizzazioni sono dove le persone sono tutte diverse, ognuno ha i propri valori
ma poi le organizzazioni hanno dei loro valori e sviluppano delle loro culture e quindi è entità
sociale perché sviluppa alcuni valori che orientano le persone
• Guidata da obiettivi: obiettivi complessi che individualmente non saremmo in grado di perseguire,
più cresce la complessità degli obiettivi da perseguire.
• Progettata come un sistema di attività deliberatamente strutturato e coordinato: non c’è una
forma organizzativa standard e non c’è la struttura migliore tra tutte, bisogna disegnare e
progettare sistemi di attività di regole per il funzionamento, procedure, processi, meccanismi per
costrutto artificiale.
strutturare e funzionare le attività di molti -> è un
• Che interagisce con l’ambiente esterno: per sopravvivere deve interagire con l’ambiente esterno,
l’organizzazione deve essere progettata affinché interagisca in modo efficace con l’ambiente
esterno e così più ha probabilità di sopravvivere nell’ambiente e nel mercato. E’ un sistema che
interagisce con altri che ne stanno al di fuori.
sistema
L’organizzazione si configura come un sistema. Un è un insieme di elementi tra di loro interrelati e
interagenti, tale per cui una variazione in un elemento comporta variazioni negli altri elementi, e tutte le
componenti operano sinergicamente per il mantenimento del sistema.
Sistemi che per sopravvivere devono continuamente scambiare elementi con l’ambiente esterno
L’organizzazione si configura come sistema aperto. I concetti di sistema nascono in biologia. Devo
interpretare l’ambiente esterno, devo capire il cambiamento
Parole chiave:
• Interazione e scambio
• Coerenza, interna al sistema, sopravvive chi è coerente con l’ambiente esterno
• Adattamento, da Darwin… sopravvive l’organizzazione che meglio si adatta al suo ambiente
esterno, al suo mercato e che sa cambiare in coerenza col suo ambiente esterno. La progettazione
di organizzazioni deve essere adatta di volta in volta alla caratteristiche mutevoli dell’ambiente
esterno
• Proattività, le organizzazioni dobbiamo vederle come ambienti esterni che non solo si adattano ma
sono anche proattive, reagiscono per modificare l’ambiente di riferimento
La forma organizzativa deve tenere conto di alcuni fattori. Bisogna progettare la forma organizzativa che si
contestuali)
adatta meglio al momento per l’azienda. I fattori contingenti (fattori che influenzano la
struttura organizzativa sono:
• ambiente esterno
Relazione tra e forma organizzativa come: scomporre l’ambiente esterno, quali
sono le sue caratteristiche, quali sono i problemi che l’organizzazione affronta e a seconda di com’è
configurato l’ambiente l’organizzazione debba strutturarsi
• strategia
Reazione tra e struttura, a seconda del tipo di strategia competitiva una forma
organizzazioni può essere più adeguata dell’altra
• Dimensioni che influenzano le scelte di progettazione
• Tecnologia che caratterizza i processi, influenza le soluzioni di organizzazione del lavoro
• Cultura del management, ha un impatto sulle scelte di forma organizzativa
dimensioni o variabili strutturali
Le (si progettano a seconda di come sono le caratteristiche dei fattori di
contesto):
• Formalizzazione -> regole e procedure formali; variabile che ci dice quanto all’interno di
un’organizzazione diversi aspetti della vita organizzativa sono stati codificati per iscritto, normati. Il
grado di formalizzazione si vede dal numero di documenti scritti presenti (regole, norme, procedure
formali), maggiore è il numero maggiore sarà il grado. Svantaggio di formalizzazione elevata è la
poca flessibilità, la rigidità. Variabile che traduce il meccanismo di coordinamento ->
standardizzazione
• Specializzazione -> divisione del lavoro
• Gerarchia -> rapporti di dipendenza formali, span of control; articolazione di un sistema di ruoli che
ci mostra la struttura formale dell’autorità; lungo la gerarchia scorrono le informazioni e risalgono
anche dal basso verso l’alto della catena gerarchica.
Un’organizzazione che ha una catena del comando molto lunga, sono strutture che possono
diventare molto lente nel prendere le decisioni; oggi si tende ad avere pochi livelli per prendere le
decisioni molto velocemente. Inoltre tanti livelli costano visto che comportano delle responsabilità
e delle retribuzioni più alte. Si è arrivati a una situazione di meno livelli gerarichci e quindi meno
costi.
Se riduciamo il numero di livelli gerarchici si amplia il numero di persone che ogni manager deve
span of control
gestire, si amplia lo cioè l’ampiezza di controllo di ciascun supervisore; è un
indicatore che esprime il numero di riporti diretti che ciascun manager ha, cioè quante persone
riportano a ciascuna posizione manageriale. Misura solo i rapporti gerarchici diretti!
• Centralizzazione -> accentramento/delega; si riferisce ai processi decisionali
• Professionalità -> formazione e istruzione formale del personale; per ciascuna categoria di
specializzazione si prendono in considerazione i mesi/anni per la formazione, poi si fa la media e si
ottiene il grado di professionalità
Si adotta un approccio contingente, il modo in cui si progettano le dimensioni strutturali
dell’organizzazione dipende dalle dimensioni contestuali dell’organizzazione
Quali sono i problemi fondamentali dell’organizzazione?
• Divisione del lavoro -> efficienza
• Coordinamento e integrazione -> efficacia
Meccanismi di coordinamento (Henry Mintzberg):
• Adattamento reciproco: coordinamento basato sulla
comunicazione diretta tra coloro che stanno
svolgendo l’attività operativa… processo di mutuo
accostamento di persone che svolgono una certa
attività; presente nelle organizzazioni molto semplici
o dove si deve svolgere attività molto complesse dove
c’è bisogno di comunicazione continua; rischia di
diventare inefficiente quando ci sono molte persone e
quando c’è molta complessità. Forma di
comunicazione a stella, tutti comunicano con tutti.
• Supervisione diretta: forma di coordinamento più
complessa dell’adattamento reciproco; una persona
svolge attività di coordinamento e controllo. Le
comunicazioni assumono una forma più verticale, più
comunicazione a mozzo e
centralizzata, forma di
raggi. A un certo punto si incontra un limite, un
manager non riesce solo con la supervisione diretta
sia per la numerosità dei riporti ma anche per la
tipologia dei problemi tipo il sovraccarico della
razionalità limitata
gerarchia -> concetto di (Simon).
• Standardizzazione: standardizzare = raggiungere
maggior grado di prevedibilità, processo di
regolamentazione formale dove a priori si stabilisce
uno standard per tutti al quale tutti di adeguano,
per far sì che i comportamenti dei singoli siano più
prevedibili. Prevede manuali di procedura, regole
organizzative, calendarizzazione, piani formali per il
raggiungimento di obiettivi. Può avere diverse
forme: Processo: descrivere in modo formale che quella attività per essere svolta richiede …
o descriverlo, formalizzare questa descrizione e fare una mappa di quel processo; creare fonte
omogenea di info tale per cui gli operatori che devono svolgere quel processo di lavoro ha
uno standard di riferimento. Il limite è che alcuni processi non sono standardizzabili
Output: fissare risultato atteso, alcuni obiettivi difficili da standardizzare
o Input: standardizzare la capacità delle persone
o
10/03/15
Due diversi approcci alla progettazione organizzativa
Sistema meccanicistico Sistema biologico/organico
↑ Specializzazione ↓ Specializzazione
↑ Formalizzazione ↓ Formalizzazione
↑ Gerarchia ↓ Gerarchia
↑ Centralizzazione ↓ Centralizzazione
↑ Professionalità ↓ Professionalità
Verticalità Orizzontalità (ragnatela)
Elevata efficienza per produrre elevati volumi di Obiettivo critico è la flessibilità, l'apprendimento,
beni e servizi che hanno il carattere della Ambiente dinamico,
il learning. turbolento
Ambiente stabile,
standardizzazione. prestazioni Approccio più organico consentiva ad omega di
efficienti. avere quella flessibilità nei processi che le
consentiva di innovare in un ambiente dinamico
STAY FLEXIBLE
COMPONENTI DI BASE DELL'ORGANIZZAZIONE -> struttura semplice/elementare
VERTICE STRATEGICO
Funzione guida per tutta l'organizzazione, coordinamento di tutta
l'organizzazione e responsabile dei risultati economico/finanziari.
VS Ruolo svoto dall'imprenditore (az piccole) o con tante persone al
vertice (in aziende molto articolate)
NUCLEO OPERATIVO
Tutti coloro che svolgono una funzione operativa del bene e servizio e
NO in particolare della trasformazione di input in output. Beni e servizi che
costituiscono la missione dell'organizzazione. linea
Il primo passaggio per crescere è quello di creare una
VS intermedia, cioè iniziare a introdurre almeno un livello di management
intermedio tra vertice e nucleo operativo: iniziare a creare una
gerarchia che diventa sempre + articolata. Fanno da collegamento tra
LI vertice e base (trasferire informazioni per esempio). Il lavoro del
ma
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