Impiantistica e norme igienico-sanitarie
Piscina
Lunghezza: 50m + 0.03 / 25m + 0.02
Profondità minima: 1.35m / 2.00m
Pareti:
- Corsie: 2.50m
- Segnali: 25m / 15m
- Colore diverso fino a 5m
8 corsie
Pedana di partenza: 0.5x0.5m, h: 0.5-0.75m, inclinazione massima: 10°, maniglie: 0.3-0.6m
Indicatori di virata e corda di falsa partenza: 5m e 15m
Linee segna corsia
Tipologia di vasca
- A skimmer
- A sfioro
Caratteristiche ambientali
Requisiti igienico-sanitari ambientali
- Presenza di appropriati sistemi di pulizia per il fondo, le pareti e la superficie della vasca
- Pulizia plurigiornaliera degli spogliatoi
- Esposizione del regolamento
- Doccia prima di entrare in acqua
- Obbligo dell’uso di zoccoli o ciabatte
- Uso della cuffia
Trattamento dell'acqua
- Ricircolo
- Filtrazione
- Sterilizzazione
Malattie “da piscina”: congiuntivite, otite, meningite, affezioni intestinali e respiratorie
Cloro: la velocità di disinfezione varia in base al valore di pH. Al suo aumento, aumenta il tempo richiesto
pH: il valore ideale dev’essere compreso tra 7.2 e 7.6. A pH inferiori o superiori si hanno irritazioni a occhi e mucose, corrosione a parti metalliche, incrostazione calcarea
Reintegro
Riscaldamento
- Vasca coperta: 24-30 °C
- Vasca bambini: 26-32 °C
- Vasche scoperte: 18-30 °C
Trattamento dell’aria: dev’essere più calda, rispetto all’acqua, di 2-3 °C, con umidità relativa tra 55 e 70%
Illuminazione: > 600 lux / > 1500 lux per OG e WG. Deve rispettare le esigenze legate alla sicurezza
Acustica: insonorizzazione impianti e riduzione riverberi per un benessere ambientale adeguato
Informazioni per genitori e allievi
Per poter effettuare un corso in maniera adeguata, è necessario che genitori e allievi abbiano a disposizione tutte le informazioni necessarie.
I genitori dovranno essere al corrente della proposta didattica, delle regole e di tutto quello che serve per instaurare un rapporto sano di comunicazione, con la maggior chiarezza possibile.
Documentazione necessaria
- Un foglio informativo dove vengono presentate le caratteristiche della piscina, le regole dell’impianto, modalità di svolgimento del corso, obiettivi generali e metodologia d’insegnamento
- Un questionario dove si richiede: dati personali, caratteristiche comportamentali del bambino, eventuali aspetti fisiologici e psicologici particolari, aspettative dei genitori
Norme generali di comportamento
- Non correre
- Non camminare a piedi nudi negli spogliatoi
- Fare la doccia, con funzione termoregolante ed igienica
- Andare in bagno prima di fare la doccia
- Non indossare orologi, catenine, etc.
- Tenere la destra durante il nuoto in corsia
- Non entrare in acqua se accaldati
- Non indossare la cuffia durante la ginnastica prenatatoria
- Coprirsi ed asciugarsi al più presto una volta usciti dall’acqua
Aspetti fisiologici e psicologici dell’ingresso in acqua
Problematiche dell’apprendimento in piscina
L’apprendimento deriva dalla disponibilità ad apprendere. Il formatore deve individuare le problematiche emozionali, senso-percettive, motorie e relazionali, stabilendo le strategie d’intervento necessarie a favorire l’apprendimento.
Legge di Yerkes-Dodson: la disponibilità d’apprendere viene descritta da questa legge, relazionando il livello d’attivazione e la performance. La miglior performance si ha con uno stato d’attivazione ideale, né troppo basso né troppo alto.
Cosa accade in acqua
Fattori ed effetti fisiologici
- Modificazioni cardio-respiratorie e pressorie
- Modificazioni diuresi
- Modificazioni ormonali
- Modificazioni temperatura
- Modificazioni sensoriali
Fattori ed effetti psicologici
Paura: blocchi emozionali, riflessi di difesa, motivazione
Effetti fisiologici dell’immersione a riposo
Apparato cardiovascolare
- Ridistribuzione del flusso sanguigno
- Miglior ritorno venoso
- Aumento della pressione venosa centrale
- Maggiore riempimento atriale
- Ipervolemia centrale, con aumento della gittata sistolica e cardiaca:
- Acqua ai fianchi: +10%
- Acqua al torace: +30%
- Acqua al collo: +50%
Apparato respiratorio
Diminuzione volumi polmonari statici
Apparato osteo-artro-muscolare
Situazione di “scarico”
Apparato renale
Aumento diuresi e natriuresi
Effetti fisiologici dell’esercizio in acqua
Apparato cardiovascolare
Maggiore gittata sistolica, minor frequenza cardiaca
Apparato respiratorio
Maggiore frequenza ventilatoria
Risposte metaboliche
Minor attivazione della scissione di glicogeno muscolare, maggior flusso ematico muscolare (maggior rapidità di rimozione dell’acido lattico)
Apparato osteo-artro-muscolare
- Situazione di “scarico”
- Minor velocità dei movimenti, dovuta alla resistenza del fluido
- Diversa attività dei gruppi muscolari
- Diverso modello di reclutamento muscolare
- Scarso/nessun effetto sull’osteoporosi
Freddo
- Brividi
- Abbassamento sensibilità dei recettori cutanei
- Ritardo della conduzione di stimoli nervosi ed aumento della soglia di attivazione (risposta ritardata)
- Disturbi psicologici: blocco della respirazione e senso di angoscia
Afferenze sensoriali
Sulla terra utilizziamo gli analizzatori visivo, vestibolare, cinestesico, tattile e acustico. In acqua, invece, le informazioni raccolte risultano differenti. Per questo motivo è necessario porsi degli interrogativi su come procedere nel processo di apprendimento.
Paura
Le più frequenti risposte di paura sono provocate da:
- Sensazioni labirintiche a seguito di perdita dell’equilibrio
- Mancanza di riferimenti abituali
- Presenza di una minaccia
- Inefficacia delle consuete risposte alle situazioni di minaccia
Stati di paura
- Paura per l’ambiente nuovo e sconosciuto (mancanza familiarità e punti di riferimento)
- Paura del contatto con l’acqua
- Paura delle spinte pressorie (posizione instabile)
- Paura della resistenza dell’acqua
- Paura della difficoltà di respirazione
- Paura di movimenti ed azioni nuove in acqua
- Paura dovuta ad esperienza traumatica precedente
- Paura a seguito di condizionamento negativo (racconti, film, sapone negli occhi..)
- Paura utilizzo limitato dei sensi
- Paura dell’incapacità di eseguire un compito
- Paura indotta dai genitori (apprensione o risultati)
- Paura dell’ignoto
- Paura di morire
Conseguenze dello stato di paura
- Ripercussioni sul livello emozionale: irrigidimento muscolare, ansia e calo di attenzione
- Calo della motivazione
- Rifiuto dell’attività (calo autostima)
- Incapacità di inibire i riflessi di difesa (riflesso di raddrizzamento, riflesso di sfregamento)
Superamento della paura
- Familiarità con l’ambiente
- La favola
- Il gioco
- Il rapporto con l’insegnante
- Le gratificazioni
Acquisizione delle abilità acquatiche
L’acquisizione delle capacità natatorie
Non è necessario un insegnante per apprendere il nuoto.
Conoscere il momento adeguato per insegnare a nuotare
- Può facilitare l’organizzazione pratica dei programmi di insegnamento del nuoto
- Può ridurre notevolmente il tempo e lo sforzo necessario per imparare
- Evita di indurre in false aspettative
Periodo ottimale per l’acquisizione delle abilità acquatiche
- A 4 anni i bimbi dimostrano l’abilità di conseguire un sufficiente livello di acquaticità e le prime abilità acquatiche
- L’avvio precoce dell’attività acquatica (prima dei 4 anni) non implica una più rapida acquisizione delle specifiche abilità acquatiche
- Non si evidenziano differenze in relazione al genere
Periodo ottimale per l’acquisizione delle capacità natatorie
- Il periodo ottimale per le prime abilità natatorie (crawl) si attesta tra i 5 e 6 anni. In questa fascia si consegue l’obiettivo con il minor numero di lezioni
- L’insegnamento precoce non consente comunque al bambino di conseguire un sufficiente controllo dell’abilità natatoria prima dei 5 anni e mezzo
- Si evidenzia una leggera differenza in relazione al genere
Uso di sussidi didattici, favorenti il galleggiamento, riguardante l’acquisizione dell’autonomia in acqua
- L’impiego o meno di supporti galleggianti non sembra avere influenza sull’apprendimento
- Non si riscontrano differenze nell’apprendimento delle abilità natatorie, anche relativamente all’impiego di sussidi didattici diversi o della sola tavoletta
- L’ausilio di giubbetti galleggianti sembra non condizionare l’acquisizione delle abilità natatorie rispetto all’apprendimento condotto senza il supporto del galleggiamento
Ambientamento in acqua alta o bassa
Non sembra si evidenzino differenze nel conseguimento dell’obiettivo “ambientamento” tra programmi condotti in acqua alta o bassa.
Sommario
- L’età ideale per iniziare l’acquisizione della confidenza con l’acqua e degli schemi motori di base acquatici si colloca attorno ai 4 anni
- Il bambino è in grado di apprendere una tecnica codificata già dai 5/6 anni
- Non vi sono evidenze che l’utilizzo di sussidi didattici favorenti il galleggiamento possa anticipare o ritardare l’acquisizione di schemi motori acquatici o abilità natatorie
- La scelta di procedere all’ambientamento in acqua alta o bassa non comporta disturbi/variazioni particolari nell’apprendimento
Abilità acquatiche e ambientamento
Abilità acquatiche
Esistono delle competenze acquatiche che si differenziano in:
- Abilità motorie fondamentali: ingresso in acqua, galleggiamento, respirazione, equilibrio, movimento arti
- Attitudini di base: perdita della paura, rispetto delle regole, condivisione attrezzi, ascolto istruzioni
- Comprensioni di base: procedure di lezione, regole della piscina, regole di attività/gioco, linguaggio
Queste competenze sono precursori per le nuotate formali, come il dorso elementare, il crawl e la rana.
Evoluzione delle capacità acquatiche
- Scoperta dell’ambiente acquatico, ambientamento
- Presa di coscienza e conoscenza, vissuta in modo pratico-attivo, delle leggi che regolano il galleggiamento e lo spostamento nel fluido
- Agilità e giochi in acqua alta
- Delfino, dorso, rana, crawl, in forma grezza
- Tuffi, salvamento, nuoto sportivo, sincronizzato, pallanuoto, pinnato e immersioni
SMA: Schemi Motori Acquatici
Sono gli elementi basilari delle abilità acquatiche, di carattere non ontogenico, che rappresentano la matrice sulla quale sono costruite le abilità natatorie più complesse. Gli SMA sono dunque costruiti e per questo prevedono necessariamente un ordine naturale. Gli SMA sono: galleggiare, scivolare, immergersi, aprire occhi e bocca sott’acqua, equilibrarsi in acqua, respirare e rilassarsi.
Stimolazione degli SMA
Gli SMA primari vengono acquisiti grazie alla stimolazione dell’ambiente acquatico, dunque si sviluppano a seconda della stimolazione ricevuta. L’unico schema di derivazione genetica è il riflesso arcaico di chiusura della glottide, presente sin dai primi mesi di vita. Questi schemi dipendono anche dalla componente genetica (morfologia, peso specifico, mobilità articolare) e dalla maturazione organica, soprattutto del sistema nervoso.
Funzioni di base
L’apprendimento del nuoto è sottoposto all’apprendimento del galleggiamento, scivolamento, propulsione, respirazione e immersione.
Ambientamento
Conoscenza e adattamento positivo all’ambiente acquatico. Le fasi sono:
- Spazio di superficie: primi contatti con l’acqua, acqua sul viso, primi galleggiamenti e propulsioni
- Spazio immerso: capo in acqua, occhi aperti sott’acqua, controllo respirazione, immersione
- Spazio aereo: cadute, salti, tuffi elementari
Progressione
- Primi contatti con l’acqua
- Acqua sul viso
- Capo in acqua
- Occhi aperti sott’acqua
- Controllo della respirazione
- Immersioni
- Primi galleggiamenti
- Prime propulsioni
- Cadute, salti, tuffi elementari
Linee metodologiche per il nuoto
Approcci metodologici per l’insegnamento del nuoto
Punto di vista sportivo: incentrato sullo sviluppo delle capacità tecniche natatorie e sulla loro possibilità di applicazione.
Punto di vista utilitaristico: considera gli ambienti legati alla salute, al tempo libero e alla sicurezza in acqua.
Punto di vista formativo: considera il nuoto come mezzo per sviluppare aspetti percettivi e dello schema corporeo del bambino.
Esistono due modelli pedagogici opposti, espressi attraverso modelli didattici del punto e della circonferenza.
Modelli pedagogici
- Modello del punto (chiuso): nasce da prospettiva cognitivista, è un metodo prescrittivo. Il punto viene determinato dall’intersezione tra due linee, e può corrispondere ad un obiettivo operativo concreto, valutabile senza possibilità di dubbio come condotta motoria positiva o negativa.
- Modello della circonferenza (aperto, flessibile): nasce da prospettiva dinamico-ecologica, è un metodo euristico. Esprime la possibilità di conseguire aspetti distinti in funzione del vissuto di ognuno, restando comunque all’interno dell’intenzione di un lavoro uguale per tutti. Il fine non è un risultato unico, uniforme, ma lo sviluppo potenziale delle capacità individuali dentro un “terreno comune” d’attrazione sociale.
Confronto tra esercitazione costante e variata
Esercitazione costante: ripetuta sempre uguale, se ben dosata favorisce la padronanza del gesto, se abusata risulta noiosa e determina un calo di attenzione e motivazione, l’attenzione è rivolta al modello ideale.
Esercitazione variata: composta da elementi differenti per caratteristiche e forma, può essere divertente e stimolante, se mal interpretata e non finalizzata può distrarre dall’obiettivo principale e non educare la concentrazione, il modello ideale è sempre riconoscibile e chiaro anche se vengono proposte variazioni sul tema.
Tipologie degli esercizi
Educativi
Esercizi globali che si avvalgono dell’elemento ludico e che mirano a costituire capacità sviluppate per lo più in modo inconsapevole. Queste proposte soddisfano al meglio il raggiungimento degli obiettivi dell’ambientamento in acqua. Esse vengono ulteriormente ripartite in esercizi sotto diversa forma:
- Allegorica: 3-7 anni. Da presentare verbalmente o con cartelloni didattici, rifacendosi alla realtà fantastica che richiamino personaggi di fumetti, cartoni o film.
- Ludica: adatta ad ogni età. Esercizi caratterizzati da momenti liberatori e spontanei, che consentono l’espressione senza costrizioni motorie o psicologiche. I giochi sono caratterizzati dalla perdita della consapevolezza del tempo, e fan dimenticare i piccoli problemi quotidiani.
- Creativa: 6+. Situazioni che consentono all’allievo di inventare parte della lezione. Si possono guidare (proponendo all’allievo di inventare differenti modi per..) oppure lasciar nascere spontaneamente collegandosi al gioco nei momenti di libertà in acqua.
- Senso percettiva: esercizi necessitano di una maturazione cognitiva che il bimbo raggiunge solamente nel secondo ciclo della scuola elementare. L’allievo, grazie alle proposte, prende coscienza di determinate situazioni motorie, le sa descrivere e riesce ad estrapolarne le caratteristiche proprie.
Didattici
Esercizi più analitici e parcellizzati, rispetto a quelli educativi. L’insegnante precisa tutto l’esercizio, o parte di esso, e, in caso di errore, corregge l’esecuzione attraverso piccoli suggerimenti. Questa modalità va bene per gli adulti, mentre con i bambini dev’essere alternata alla proposta educativa, per evitare di annoiare e uccidere la creatività. È comunque consigliabile proporli PRIMA di un’attività educativa, in modo da non perdere l’attenzione.
Tecnici
Mirano al perfezionamento della nuotata, curando il particolare tecnico e biomeccanico. Si compone di esercizi molto analitici che richiedono un elevato controllo motorio dei dettagli. Non sono proponibili nell’ambientamento, in quanto in questa fase ci si ferma ad un acquisizione globale e grezza del movimento in acqua. Inoltre, con i bambini è inutilizzabile a causa dell’incompleto sviluppo neuro-motorio.
Scelte delle modalità organizzative
Possibili approcci di lavoro: collettivo, collettivo individualizzato, lavoro a coppie/terne, lavoro a gruppi.
Esempio di schieramento durante le spiegazioni: in linea, a semicerchio, sparso, etc.
Scelta del metodo
Il metodo è il modo di presentare il contenuto.
Globale
Ha come obiettivo quello di creare un’immagine generale e non precisata del movimento da eseguire.
Analitico
Analizza il movimento nelle sue differenti parti, per poi ricomporlo e rieseguirlo nella sua complessità. Questa suddivisione, in realtà, è molto “estrema”, infatti esistono moltissime sfumature tra questi due metodi. I due metodi sono due facce della stessa medaglia, e non sono incompatibili tra loro. È possibile proporre esercizi globali con indicazioni analitiche o, viceversa, proporre esercitazioni analitiche dando cenni di globalità del movimento.
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