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divisa in propriocettiva ed esterocettiva, la propriocettiva trasporta in nostro SNC

informazioni che hanno a che fare con posizione di corpo, di segmenti ossei, con stadio di

contrazione di muscolo, in condizioni statiche e di movimento. Sensibilità esterocettiva divisa

in tattile, pressoria, termica, dolorifica. Perché informazione raggiunga livello di coscienza

deve raggiungere corteccia cerebrale. Raccolta di informazioni sensitive ha origine

perifericamente, a livello periferico ci sono strutture recettoriali, vie della sensibilità

originano a livello di vie recettoriali, recettori trasducono diverse forme di energia, ci sono

quelli che trasducono energia meccanica che sono corpuscoli di Meissner, dischi di Merkel,

corpuscoli di Pacini e altri, stimoli di natura chimica per quanto riguarda sensibilità gustativa

od olfattiva, riconoscono sostanze chimiche in aria o in alimenti, per queste ci sono altri

recettori, un recettore specifico per un certo tipo di stimolo periferico. Retina ha fotorecettori

che trasducono radiazione elettromagnetica. Recettori hanno livelli diversi di complessità,

non sono uguali anche da punto di vista strutturale, strutture semplici sono terminazioni

nude ovvero assoni che si portano a periferia e perdono rivestimento mielinico e diventano

nude, altre strutture sono, ad esempio, corpuscolo di Pacini dove fibra si porta a periferia e a

questo livello avvolta da struttura che forma corpuscolo, strutture formate da neurone

modificato come coni e bastoncelli. Fibra intrafusale rispetto a extrafusale ha parte centrale

di componente elastica mentre due estremità hanno parte contrattile. Recettori innervati da

neuroni sensitivi primari che sono pseudounipolari, classificati come neuroni sensitivi di

primo ordine. Neuroni sensitivi che raccolgono informazioni da recettori periferici sono a

livello di gangli sensitivi di radici posteriori o di gangli sensitivi di alcuni nervi cranici come V,

VII, IX, X. Informazioni portate a SNC devono raggiungere corteccia cerebrale, percorso

sinaptico minimo per vie di sensibilità somatica generale che porta da neurone sensitivo

primario o di primo ordine a corteccia encefalica, comprende neurone sensitivo di primo

ordine, uno di secondo ordine e uno di terzo ordine che è nel talamo. Neuroni sensitivi

primari hanno dimensioni diverse e danno origine a fibre con dimensioni diverse, assone che

origina da neuroni sensitivi primari ha dimensioni diverse. Neuroni sensitivi danno origine a

fibre sensitive che possono essere amieliniche o mieliniche, le mieliniche possono avere alta

velocità di conduzione ed essere di grosso calibro o bassa velocità di conduzione ed essere di

piccolo calibro. Vie della sensibilità: capire quali informazioni trasporta e da quali territori

provengono, informazioni raccolte e modo in cui sono raccolte è organizzato o meno, luogo

in cui deve arrivare via, dove sono localizzati neuroni sensitivi di primo ordine, dove quelli di

secondo ordine che formano una stazione intercalata, dove quelli di terzo ordine ovvero

punto d’arrivo, in quale sede decorre, se in funicolo, piede, callotta, se si incrocia e dove.

Talamo è stazione intercalata su via nervosa, arriva alla corteccia. Nel piede del tronco

encefalico ci sono solo vie discendenti, nella callotta del tronco encefalico ci sono vie

ascendenti. Fibre terminano secondo dispositivo somatotopico su neuroni dei nuclei.

Somatotopia di informazioni mantenuta a livello di stazioni intercalate. Informazioni a

corteccia cerebrale, omuncolo sensitivo.

Vie ascendenti della sensibilità somatica generale, sono informazioni che originano da ossa,

articolazioni, tendini, cute, sono:

Via dei cordoni posteriori - lemnisco mediale: trasporta informazioni relative a

 sensibilità propriocettiva e a sensibilità tattile altamente discriminata che prende

nome di epicritica. Sottovie che trasportano stessa sensibilità sono: la via post-

sinaptica del cordone dorso-laterale o via spino-cervico-talamica e la via post-

sinaptica dei cordoni posteriori. Fibre nervose di radice posteriore arrivano a solco

posterolaterale, poi si dividono in un contingente mediale e uno laterale, il mediale è

fatto da fibre sensitive nervose mieliniche di grosso calibro, il laterale è fatto da fibre

mieliniche di piccolo calibro e fibre amieliniche. Lemnisco mediale origina da

contingente mediale della radice posteriore, ovvero da fibre mieliniche di grosso

calibro che trasportano informazioni che riguardano sensibilità tattile propriocettiva

soprattutto e in parte sensibilità tattile altamente discriminata. Fibre nervose quando

entrano in midollo spinale, contingente mediale si porta medialmente ad apice di

corno posteriore e fibre di contingente laterale si portano lateralmente. Fibre di

grosso calibro entrano tramite contingente mediale e si portano in cordoni posteriori

di sostanza bianca di midollo spinale, dove si dividono a T con ramo ascendente e

ramo discendente, l’ascendente dà origine a via dei cordoni posteriori. Ramo

ascendente si porta a costituire fascicolo gracile e fascicolo cuneato dei cordoni

posteriori, fascicolo gracile contiene fibre sensitive di contingente mediale di radice

posteriore che originano da arto inferiore e da regione bassa di torace, fascicolo

cuneato contiene fibre sensitive di contingente mediale di radice posteriore che

originano da arto superiore e regione alta di torace. Gracile è medialmente a cuneato.

Neuroni sensitivi di primo ordine a livello di gangli sensitivi danno origine ad assoni di

grosso calibro che seguono decorso descritto precedentemente. Secondo neurone

sensitivo di via nervosa è a livello di nucleo di fascicolo gracile e di nucleo di fascicolo

cuneato, assoni dei neuroni dei nuclei dei fascicoli gracile e cuneato che proseguono

via nervosa invece di rimanere omolaterali si portano controlateralmente, si

incrociano, a questo punto si parla di lemnisco mediale. Si parla di lemnisco quando

fibre si incrociano a livello di tegmento di tronco encefalico. Terzo neurone di via

nervosa è localizzato a livello del talamo, a livello di nucleo ventro-postero-laterale

del talamo.

Sistema anterolaterale - lemnisco spinale: trasporta sensibilità dolorifica, termica,

 tattile grossolana non discriminata o protopatica, il sistema comprende diverse vie

che sono la spino-talamica che è la più grossa e si divide in anteriore e laterale, la via

spino-mesencefalica e la via spino-reticolare. Origina da neuroni di primo ordine nelle

radici posteriori, origina da neuroni che danno origine a contingente laterale di radice

posteriore, caratterizzato da fibre mieliniche di piccolo calibro e da fibre amieliniche,

entrano da solco dorsolaterale, si portano in vicinanze di corno posteriore, entrano in

fascicolo di Lissauer a T e danno collaterali che si portano a interno di sostanza grigia

di corna posteriori di midollo spinale, terminano in lamina I, III, IV, V, VII, X. Prima

stazione intercalata di questa via è a livello di sostanza grigia di midollo spinale,

neuroni di secondo ordine sono in sostanza grigia di midollo spinale in vicinanze di

punto d’ingresso delle fibre. Via si incrocia a livello di sua origine in midollo spinale e

prende nome di lemnisco spinale, assoni si portano controlateralmente attraverso

commessura bianca anteriore e vanno a decorrere in zona di sostanza bianca tra

cordone anteriore e cordone laterale, insieme di fibre nervose è infatti sistema

anterolaterale. Fibre da neuromeri sacrali più superficialmente e le fibre da neuromeri

cervicali più profondamente. Informazioni termica, dolorifica, tattile trasportate in

posizioni diverse, le informazioni tattili viaggiano più anteriormente, le termiche e

dolorifiche più posteriormente. Via spino-talamica è quella che diventa spino-talamo-

corticale, c’è anche via spino-reticolare e via spino-encefalica. La via spino-talamica è

divisa in fascio o via spino-talamica anteriore o ventrale e fascio o via spino-talamica

laterale o dorsale, queste due vie trasportano informazioni diverse, l’anteriore è

soprattutto coinvolta in trasporto di informazioni tattili, la laterale o dorsale trasporta

soprattutto informazioni di natura termica e dolorifica. Via spino-talamica si incrocia a

livello di midollo spinale, decorre per tutto midollo spinale, non si ferma in tronco

encefalico ma termina a livello del talamo, decorrendo nel tegmento del tronco

encefalico, termina nel nucleo ventro-postero-laterale del talamo. Nucleo ventro-

postero-laterale del talamo riceve tutte informazioni somatiche da collo in giù. Nucleo

ventro-postero-mediale riceve informazioni da territorio trigeminale della testa. Via

spino-reticolare: è filogeneticamente più antica, fibre arrivano a formazione reticolare

spesso bilateralmente, fibre restano sia omolaterali che controlaterali. Fibre che

originano da formazione reticolare possono essere vie discendenti che modulano

dolore. Via spino-mesencefalica arriva a mesencefalo in una zona di sostanza grigia

che è grigio periacqueduttale del mesencefalo che ha diverse funzioni tra cui

controllo di informazioni dolorifiche.

Vie trigeminali: che trasportano sensibilità somatica della testa, arrivano a nuclei del

 trigemino nel tronco encefalico.

Vie spino-cerebellari: trasportano informazioni somatiche generali, con grosso peso a

 quelle di natura propriocettiva, a organo che è cervelletto, si hanno vie spino-

cerebellari dorsale, cuneo-cerebellare e dorsale.

Nervo trigemino: informazioni sensitive propriocettive raccolte da nucleo mesencefalico del

trigemino vengono convogliate al nucleo masticatorio o motore del trigemino, ci sono archi

riflessi. Lemnischi trigeminali decorrono anche nel tronco encefalico, si avvicinano a lemnisco

mediale e a lemnisco spinale perché si devono portare a regione ventrale del talamo.

Nuclei talamici: parte posteriore e ingrossata del talamo è il pulvinar, inferiormente a

pulvinar ci sono corpi genicolati laterali e mediali, nuclei lateralmente, anteriormente e

posteriormente. Nucleo ventro-postero-laterale e ventro-postero-mediale fanno parte di

nuclei posti lateralmente, sono i più importanti per proiezioni ad area somestesica primaria.

Nucleo dorso-mediale riceve informazioni che riguardano sensibilità somatica generale.

Passaggio nella capsula interna: bisogna arrivare a lobo parietale, ad area sensitiva primaria

in circonvoluzione post-centrale, quindi bisogna passare da capsula interna che è zona di

sostanza bianca che fa parte del telencefalo, ci sono anche capsula esterna e capsula

estrema. Capsula interna contiene assoni che devono proiettare verso corteccia cerebrale. Si

distinguono braccio anteriore, ginocchio, braccio posteriore. Fibre da nuclei del talamo

passano da braccio posteriore di capsula interna insieme ad altre fibre, ad esempio quelle

della via corticospinale. Fibre da nuclei ventro-postero-laterali e ventro-postero-mediali

passano in braccio posteriore.

Aree corticali: area sensitiva somatica primaria in circonvoluzione post-centrale di emisferi.

Area somestesica primaria corrisponde ad aree 3, 1, 2 di Brodmann. 4 mappe somatotopiche

dell’area somestesica primaria. Area sensitiva primaria è anche detta S1. Area sensitiva

secondaria è S2 localizzata in profondità di scissura laterale e corrisponde a opercolo

parietale. Opercoli sono zone di lobi parietale, frontale, temporale che si sovrappongono a

lobo dell’insula. Aree 5 e 7 di lobo parietale sono aree associative complesse e hanno

bisogno di ricevere anche informazioni che riguardano sensibilità primaria e le ricevono

perché subito dietro hanno area somestesica primaria. Quando informazioni partono da

nuclei talamici e arrivano a corteccia cerebrale vi arrivano in modo somatotopicamente

organizzato (homunculus). Faccia laterale di emisferi cerebrali è vascolarizzata da arteria

cerebrale media, territorio di faccia mediale di emisferi è vascolarizzato da arteria cerebrale

anteriore.

Corteccia sensitiva: 6 strati di corteccia cerebrale sono diversi in aree differenti di corteccia

in base a se siamo in aree prevalentemente motorie o prevalentemente sensitive. Cellule che

ne fanno parte sono le piramidali e le granulari. C’è corteccia granulare tipica di aree

sensitive primarie, in cui elementi granulari prevalgono su cellule piramidali e la agranulare.

Corteccia sensitiva primaria è granulare. Area sensitiva primaria dà anche fibre che entrano

in via corticospinale che è discendente, quindi è un’area prevalentemente sensitiva e non

sensitiva. Ci sono quindi aree prevalentemente sensitive e prevalentemente motorie. Area

sensitiva primaria: strati granulari più estesi. Afferenze che originano dal talamo, da nuclei

ventro-postero laterale e ventro-postero mediale che sono nuclei specifici del talamo,

proiettano soprattutto a strato 4° della corteccia che è strato granulare interno, ma può dare

collaterali in altri strati. Fibre callosali collegano i due emisferi cerebrali, da corteccia di un

lato si portano a corteccia omologa di lato opposto, terminano in strato 4°, 3°. In strato 4°

maggior parte di terminazioni sinaptiche terminano in elementi granulari che sono cellule

stellate ricche di spine dendritiche. Neuroni stellati con loro assone entrano in contatto con

cellule piramidali di corteccia. Cellule stellate ricche di spine sono elementi eccitatori, ce ne

sono anche senza spine dendritiche che sono elementi di tipo inibitorio.

Informazioni somatosensitive arrivano a circonvoluzione post-centrale, altre aree corticali le

processano, ad esempio il lobo dell’insula. Alla corteccia del lobo dell’insula arrivano molte

informazioni tra cui quelle che viaggiano in vie della sensibilità generale, ad esempio

informazioni nocicettive. Neuroni del midollo spinale che proiettano a lobo dell’insula sono

soprattutto in lamina 1 della corteccia. Corteccia del lobo dell’insula divisa in territorio

posteriore che è granulare e uno anteriore che è agranulare. Porzione posteriore processa

informazioni extrapersonali come quelle acustiche, visive, somatosensitive, porzione

anteriore processa informazioni intrapersonali come le olfattive, le gustative, le viscerali e

quelle dolorifiche.

Corteccia cingolata anteriore riceve informazioni che riguardano la sensibilità somatica,

soprattutto quelle dolorifiche, a questa regione arrivano anche informazioni viscerosensitive.

Alcune informazioni devono raggiungere il cervelletto, sono quelle raccolte dal contingente

mediale della radice posteriore, vie spinocerebellari processano queste informazioni perché

siano portate poi a cervelletto. Vie spinocerebellari sono due più i loro annessi, ce n’è una

dorsale che ha per arto superiore e parte alta del tronco la via cuneo cerebellare, una

ventrale che origina a livelli diversi. Via spinocerebellare dorsale origina da colonna dorsale

di Clark che si estende in neuromeri toracici del midollo spinale. Colonna di Clark è

medialmente nella lamina 7. Via che origina da colonna di Clark raccoglie informazioni da

arto inferiore e da parte inferiore del corpo, raccoglie informazioni propriocettive e

discriminate, decorrono in sostanza bianca di midollo spinale omolateralmente e si portano a

cervelletto attraverso peduncolo cerebellare inferiore omolateralmente. Analogo di colonna

di Clark e di via spino cerebellare per arto superiore è la via cuneocerebellare che origina da

nucleo cuneato accessorio che è in parte caudale del bulbo. Nucleo cuneato accessorio invia

informazioni a cervelletto tramite via cuneocerebellare. Via spinocerebellare ventrale origina

da neuroni in sostanza grigia di midollo spinale posteriore o anteriore e passa

controlateralmente subito e va a decorrere in cordone laterale controlaterale, risale in

sostanza bianca di cordone laterale più ventralmente di via spinocerebellare dorsale e

accede a cervelletto attraverso peduncolo cerebellare superiore. Fibre quando entrano in

peduncolo cerebellare superiore passano controlateralmente per cui da doppio

incrociamento terminano da stesso lato da cui sono originate. Decussazione in cui passano

controlateralmente le fibre della via spinocerebellare ventrale. Parte superiore di via

spinocerebellare ventrale entra in cervelletto rimanendo omolateralmente, non va incontro a

due incrociamenti. Via spinocerebellare dorsale e via cuneocerebellare trasportano

informazioni di natura statica, la via spinocerebellare ventrale trasporta informazioni di

natura dinamica. Queste informazioni terminano a spinocerebellum o a paleocerebellum. A

spinocerebellum appartengono porzioni del lobo anteriore e porzioni del lobo posteriore.

Via della sensibilità viscerale generale: sono vie polineuroniche che raggiungono diverse

strutture del SNC, danno collaterali a nucleo del tratto solitario, che è viscerosensitivo,

annesso a X paio di nervi cranici, è stazione intercalata di molte informazioni, a formazione

reticolare, a nucleo parabrachiale, al grigio periacqueduttale del mesencefalo, al talamo, alla

corteccia, alle strutture del sistema limbico come il giro del cingolo o il lobo dell’insula,

all’ipotalamo. Anche cordoni posteriori trasportano informazioni di natura viscerale, fibre che

decorrono in cordoni posteriori entrano attraverso radice posteriore in midollo spinale e

terminano in neuroni delle corna posteriori che inviano assoni a fascicolo gracile e a parte

alta di fascicolo cuneato, via è post-sinaptica dei cordoni posteriori. Neurone proiettivo riceve

afferenze cutanee e di natura viscerale, proietta quindi informazioni anche di natura

viscerale. Il SNC ha la capacità di modulare/sopprimere/amplificare la trasmissione delle

informazioni sensitive, incluse quelle dolorifiche attraverso meccanismi corticali e

sottocorticali. Vie discendenti modulano trasmissione di informazioni dolorifiche. Stesso

neurotrasmettitore può aumentare o diminuire informazione dolorifica. Vie discendenti

decorrono nel funicolo dorsolaterale e nel cordone anterolaterale. Cordone laterale è il più

esteso dei cordoni della sostanza bianca del midollo spinale. Strutture sovraspinali più

direttamente coinvolte in modulazione del dolore sono l’ipotalamo, il nucleo del tratto

solitario, il nucleo parabrachiale che è zona di sostanza grigia vicino a braccio del ponte, la

formazione reticolare bulbare rostro-ventrale, il nucleo dorso-reticolare bulbare, il grigio

periacqueduttale del mesencefalo. Alcuni di questi centri proiettano direttamente a midollo

spinale, per esempio i centri della formazione reticolare, altri indirettamente come il grigio

periacqueduttale del mesencefalo.

Bulbo oculare serve a SNC per rappresentare la realtà. Occhio fatto da tre tonache

dell’occhio, la più esterna è la tonaca fibrosa dell’occhio e comprende sclera e cornea, la

intermedia è quella vascolare, la più interna è la tonaca nervosa dell’occhio o retina.

All’interno del bulbo oculare ci sono tre camere, una anteriore, una posteriore, una vitreale o

del corpo vitreo. Retina divisa in parte nervosa e parte cieca, la maggior parte è nervosa,

parte cieca è anteriormente a nervosa. Retina è una struttura stratificata, è un pezzo di

sistema nervoso, da vescicola diencefalica originano due vescicole ottiche, una parte di tubo

neurale si porta verso periferia e si differenzia in retina, in retina ci sono 10 strati, il più

esterno è quello dei fotorecettori che appoggia su epitelio pigmentato della retina. Retina

fatta da diversi tipi di cellule, stimolo luminoso trasportato da catena di fotorecettori, cellule

bipolari, cellule gangliari della retina il cui assone forma il nervo ottico. Territorio su cui

appoggia retina nervosa è coroide che presenta pigmenti importanti per assorbimento della

radiazione luminosa, in tutta retina 10 strati sovrapposti l’uno all’altro tranne in fovea che è

zona responsabile della discriminazione visiva. In fovea strati sovrastanti a strato di

fotorecettori sono spostati. Regione più centrale della fovea è priva di vasi, strati più profondi

ricevono vasi da arteria retinica. In regione della fovea ci sono solo coni, in regione più

periferica della retina solo bastoncelli. In fovea ci sono coni molto allungati e piccoli in modo

che ce ne stiano il maggior numero possibile. In regione centrale della fovea è foveola, ci

sono coni molto piccoli. Fovea è in regione della retina che è macula lutea. Disco ottico o

papilla di nervo ottico, nervo ottico è avvolto da meningi, poi dura madre si continua con

tonaca fibrosa dell’occhio e aracnoide e pia madre con tonaca vascolare dell’occhio. Strato

più esterno della retina è lo strato dell’epitelio pigmentato, poi internamente membrana

limitante esterna, poi strato nucleare esterno che ha molti nuclei addensati tra loro, contiene

il soma dei fotorecettori, poi c’è strato plessiforme esterno che è strato sinaptico che si

realizza da collegamenti sinaptici che ci sono tra neurite dei fotorecettori e le cellule bipolari

della retina e gli interneuroni della retina che sono le cellule orizzontali, poi strato delle

cellule amacrine, poi strato plessiforme interno in cui ci sono collegamenti sinaptici tra

prolungamenti di cellule bipolari e dendriti di cellule gangliari della retina e prolungamenti di

cellule amacrine della retina, poi strato delle cellule gangliari. Cellule della retina:

Fotorecettori che in porzione esterna stimolati da radiazione elettromagnetica, sono

 coni o bastoncelli.

Cellule bipolari che hanno dendrite che si estende verso neurite di fotorecettori.

 Cellula gliale del Muller

Epitelio pigmentato è uno schermo assorbente, radiazione luminosa eccita pigmenti

fotosensibili, passa poi a epitelio pigmentato dove viene assorbita, la parte non assorbita

arriva a tonaca vascolare che negli strati più profondi è ricca di pigmenti. Cellule dell’epitelio

pigmentato fanno fagocitosi. Parte esterna di fotorecettori che appoggia su epitelio

pigmentato presenta cisterne e dischi delimitati da membrana di fotorecettore. Coni divisi in

coni blu, verdi e rossi, o in short, medium e long. Via dei coni va dal cono, entra in contatto

sinaptico con cellule bipolari e gangliari, convergenza in questa via è molto ridotta. Flusso

verticale è flusso di informazioni, flusso orizzontale è determinato da cellule orizzontali,

cellule amacrine. Cellule amacrine fanno collegamento orizzontale tra cellule gangliari della

retina. Cellule gangliari m per trasporto di informazione su movimenti degli oggetti sul

campo visivo. Cellule k soprattutto coinvolte in trasduzione di informazioni dei coni blu.

Sistema visivo: vie ottiche, da retina, da nervo ottico informazioni retiniche raggiungono più

territori, da cellule gangliari della retina. Lobo occipitale, su faccia mediale c’è corteccia

visiva primaria.

In chiasma ottico fibre della parte nasale della retina si portano controlateralmente, se ipofisi

si espande si ha compressione del chiasma ottico o delle fibre ottiche. Indipendentemente da

occhio da cui originano, le informazioni che originano da lato sinistro del campo visivo sono

processate da metà destra del cervello e viceversa. Retina divisa in metà nasale e metà

temporale, ogni metà divisa in quadrante superiore e quadrante inferiore. Campo visivo

suddiviso in metà di destra e metà di sinistra. In campo visivo c’è zona binoculare e zona

monoculare. La zona binoculare è zona le cui informazioni vanno a finire su entrambe le

retine, zona monoculare è zona le cui informazioni vanno a finire su una sola retina. Zona

binoculare comprende punto di fissazione che è zona di campo visivo da cui si riflettono rami

luminosi che vanno a fuoco su entrambe le fovee, una parte di raggi luminosi finisce su

retina nasale omolaterale, una parte su retina temporale controlaterale, una parte di

informazioni che originano da metà di destra va a finire su retina di destra, una metà su

retina di sinistra. Tutta metà destra di campo visivo va a finire in parte ottica di sinistra. Zona

monoculare è più periferica di campo visivo, raggi luminosi che originano da questa zona per

via di naso vanno a finire su metà nasale di retina omolaterale. Abbiamo bisogno di chiasma

ottico perchè punti diversi di campo visivo si proiettino sulle retine. Retina divisa in

quadrante superiore e quadrante inferiore, informazioni che originano da metà superiore di

campo visivo vengono proiettate da quadrante inferiore della retina e viceversa. Metà destra

di campo visivo si trova su corteccia di sinistra e viceversa. Regione della macula, fibre che

vi originano in parte decorrono omolateralmente e in parte controlateralmente. Tratti ottici

contengono fibre di metà nasale di retina controlaterale e fibre di metà temporale di retina

omolaterale. Informazioni da retina usate anche per realizzare attività riflesse quindi tratto

ottico diviso in accessorio o radice mediale, che ha fibre dirette a nuclei pretettali, e tratto

ottico vero e proprio o radice laterale, che contiene fibre dirette a corpo genicolato laterale.

Tratto ottico arriva a corpo genicolato laterale, che è una struttura fatta a strati di cellule

sovrapposti uno all’altro, sono sei, i due più profondi hanno cellule con dimensione maggiore

rispetto agli altri sovrastanti, che hanno cellule più piccole, strati 1 e 2 sono quindi

magnocellulari, strati sovrastanti sono numerati da 3 a 6 e sono strati parvicellulari. A strati

magnocellulari arrivano informazioni che originano da cellule gangliari della retina, da cellule

gangliari M della retina o parasol sensibili a informazioni di movimento, a forma di oggetti e a

loro spostamento, per analisi spaziale di campo visivo, strati parvicellulari ricevono

informazioni da cellule gangliari P o midget che danno informazioni per percezione di colore,

per analisi della forma e in generale per informazioni visive. Strati ricevono alternativamente

informazioni da occhio ipsilaterale e da controlaterale, mantenute distinte, strato 1 riceve

informazioni da retina controlaterale, strato 2 da ipsilaterale e così via. Vie della sensibilità

sono sotto controllo di diverse strutture incluse quelle a cui portano informazioni. Piccoli

sottostrati sono strati coniocellulari che ricevono informazioni da cellule gangliari K che sono

importanti per la percezione dei colori. Informazioni che originano da corpo genicolato

laterale, da strati magnocellulari e parvicellulari proiettano a strati o sottostrati diversi di

corteccia visiva. Corteccia visiva corrisponde ad area 17 di Brodmann ed è intorno a scissura

calcarina, qui strato 4 molto sviluppato e viene diviso in sottostrati che sono 4A, 4B, 4Cα,

4Cβ, strati magnocellulari proiettano a strati 4Cα e i parvicellulari a strato 4Cβ. Fibre che

originano da cellule di corpo genicolato laterale si portano a lobo occipitale, a corteccia

visiva primaria o area 17 che si divide in labbro superiore di scissura calcarina e labbro

inferiore di scissura calcarina. Intorno ad area 17 ci sono cortecce visive secondarie indicate

come 18 e 19. Cuneo e lingula sono circonvoluzioni che si organizzano intorno a scissura

calcarina. Attraverso capsula interna da diencefalo, ovvero da corpo genicolato laterale si

arriva a corteccia visiva, informazioni passano in porzione retrolenticolare di capsula interna,

vie acustiche passano in porzione sottolenticolare di capsula interna. Vie ottiche prendono

nome di radiazione ottica perché fibre che originano da corpo genicolato laterale si aprono a

ventaglio per raggiungere labbri superiore e inferiore di scissura calcarina. In aprirsi a

ventaglio passano in parte sopra corno inferiore di ventricolo laterale e lateralmente a corno

inferiore di ventricolo laterale, in parte in sostanza bianca di lobo parietale per labbro

superiore di scissura calcarina e in parte in sostanza bianca di lobo temporale per labbro

inferiore di scissura calcarina. Parte superiore di radiazione ottica porta informazioni a labbro

superiore da porzione inferiore del campo visivo, parte inferiore di radiazione ottica porta

informazioni a labbro inferiore da porzione superiore del campo visivo. Colonne di dominanza

oculare sono colonne che processano informazioni per diverse zone del campo visivo. Ci

sono colonne che, ad esempio, rispondono solo se stimolo nel campo visivo ha un certo

orientamento nello spazio e sono colonne di orientamento dello stimolo nello spazio.

Corteccia visiva primaria chiamata anche corteccia striata, in strato 4° di corteccia visiva

primaria c’è stria di sostanza bianca sviluppata che è stria del Gennari. Informazioni visive

processate da molte aree corticali, se lesioni in alcune aree corticali non riesco a processare

informazioni visive e associarle a giuste cose. Flusso dorsale coinvolto nel capire dove è

oggetto in campo visivo e flusso ventrale delle informazioni per capire forma, colore, aspetto

dell’oggetto. Aree 17, 18, 19, in 19 c’è un’area corticale per identificazione di oggetti in

movimento. Radice mediale dei tratti ottici termina a nuclei pretettali e a collicolo superiore,

a pulvinar, a ipotalamo. Alcune informazioni a nuclei pretettali, regione pretettale è in

passaggio tra mesencefalo e diencefalo subito sopra tetto di regione di passaggio, sono

importanti per riflesso di miosi o costrizione pupillare, branca afferente è parte di riflesso che

porta informazioni che generano risposta, branca efferente ha a che fare con nervo che

porterà risposta. Branca afferente del riflesso è data dal nervo ottico. Nuclei pretettali in

comunicazione tra loro attraverso una commessura. Branca efferente del riflesso è data da

muscolo sfintere della pupilla, è un riflesso di natura visceroeffettrice. Da ganglio ciliare

originano fibre postgangliari che si portano a muscolo sfintere della pupilla. Riflesso pupillare

lo usiamo per proteggere retina da un eccesso di luce, ce l’abbiamo quando dobbiamo

reagire ad aumento di quantità di luce e quando dobbiamo guardare da vicino, ci deve

essere costrizione pupillare, accomodazione della lente e convergenza di bulbi oculari. In

bulbo oculare c’è lente che è cristallino che può cambiare raggio di curvatura agendo su

muscolo ciliare. Informazioni raggiungono corteccia visiva che proietta a nuclei pretettali che

proiettano a muscolo sfintere della pupilla e a muscolo ciliare. Convergenza richiede anche

aree motorie di corteccia e formazione reticolare. Risposta non è di natura parasimpatica.

Neuroni visceroeffettori pregangliari ortosimpatici sono nel midollo spinale, nei neuromeri

toracici e lombari alti. Fibre visceroeffettrici postgangliari si portano in cranio attraverso

arteria carotide interna, originano da parte cervicale di midollo spinale, vanno a muscolo

dilatatore della pupilla che è antagonista di sfintere della pupilla. Alcune informazioni

arrivano a tetto di mesencefalo da cui origina via tettospinale che raggiunge parte alta di

midollo spinale fino a primi 2-3 neuromeri toracici, attraverso questa via informazioni

retiniche possono raggiungere centri visceroeffettori di parte alta di colonna visceroeffettrice.

Informazioni raggiugono collicolo superiore, importante come centro che coordina, controlla,

interviene in movimenti oculari, ad esempio per i movimenti di grasping che sono movimenti

rapidi che bulbi oculari fanno per seguire oggetti che si spostano in campo visivo, per fare sì

che ci sia fovazione corretta di quel bersaglio, cioè che informazioni che originano da

quell’oggetto vadano a cadere sulla fovea. Movimenti saccadici sono movimenti veloci che

facciamo, ad esempio quando leggiamo con occhi, movimento lento seguito da veloce.

Collicolo superiore riceve fibre da vie acustiche, da vie della sensibilità somatica generale,

informazioni da queste vie sono importanti perché via tettospinale entra in movimento di

testa e collo in risposta ad esempio a stimoli acustici.

Apparato dell’udito: formato da un orecchio esterno, un orecchio medio, un orecchio interno.

Nostri recettori acustici sono in un ambiente acquoso che è orecchio interno, acqua ha

impedenza rispetto a trasmissione di onde acustiche più alta rispetto ad aria. Orecchio

esterno formato da padiglione auricolare e da meato acustico esterno, onde acustiche

mettono in vibrazione la membrana del timpano, orecchio esterno serve per raccogliere le

onde sonore. Raccolta di onde sonore e convogliamento in membrana del timpano. In

membrana del timpano è inserito manico del martello che è ossicino. Membrana del timpano

separa l’orecchio esterno da una piccola cavità che è l’orecchio medio o cavo del timpano,

all’interno dell’orecchio medio, che è tra parte timpanica di osso temporale e faccia

esocranica anteriore di osso temporale, collegata a membrana del timpano c’è la catena

degli ossicini formata da martello, incudine, staffa articolati tra loro, il martello è più vicino a

membrana del timpano e con sua parte alta si articola con incudine che si articola con staffa,

staffa entra in comunicazione con finestra da parte opposta rispetto a membrana del

timpano che è la finestra ovale, sotto la finestra ovale c’è piccola finestra che è la finestra

rotonda chiusa da una piccola membrana che è la membrana timpanica secondaria, al di là

della finestra rotonda e della finestra ovale c’è l’orecchio interno. L’orecchio medio è in

comunicazione con la faringe tramite la tuba faringotimpanica, con la rinofaringe, in tal

modo si mantiene areato il cavo del timpano. All’interno dell’orecchio medio ci sono il

muscolo stapedio che si inserisce sulla staffa e il tensore del timpano che si inserisce sul

martello, quando contraggo tensore del timpano tiro la membrana timpanica, due muscoli

sono innervati da nervi cranici, lo stapedio dal VII paio di nervi cranici, il tensore del timpano

dalla branca mandibolare del trigemino. Funzione fondamentale di orecchio medio è

trasferire in maniera efficiente l’energia delle vibrazioni relativamente modeste dell’aria nel

meato acustico esterno ai fluidi incomprimibili presenti intorno all’apparato recettoriale della

porzione cocleare dell’orecchio interno. Bisogna ottenere conversione di onde aeree in moto

ondoso dei fluidi dell’orecchio interno, membrana timpanica e staffa agiscono come pistoni,

membrana timpanica messa in vibrazione e attaccata a catena di ossicini, staffa che entra in

finestra ovale è spostata avanti e indietro in finestra ovale, al di là di finestra ovale ci sono

liquidi spostati da movimento di staffa. L’area della membrana del timpano è molto più

ampia dell’area della finestra ovale, energia amplificata per differenza di dimensioni.

All’interno dell’orecchio medio ci sono muscoli intrinseci che sono stapedio e tensore del

timpano. Meccanismo per proteggere orecchio interno da suoni dannosi, irrigidendo catena

di ossicini in modo che non ci sia flusso eccessivo di fluidi a interno in modo da danneggiare

cellule recettoriali che hanno peli acustici su loro superficie. Movimento di ossicini utile per

percezione di suoni deboli e distanti. Sporgenza ossea che corrisponde a primo giro della

chiocciola è promontorio, sotto c’è finestra ovale e sopra finestra rotonda. Al di là di finestre

ovale e rotonda c’è un labirinto osseo molto complicato che è orecchio interno scavato

dentro la piramide dell’osso temporale, labirinto ha una componente anteriore che è coclea

che contiene la parte acustica dell’orecchio interno, posteriormente c’è la parte vestibolare

dell’orecchio interno. 3 canali semicircolari in labirinto osseo, ogni canale ha due braccia che

si aprono in cavità di collegamento tra parte cocleare e canali semicircolari. Vestibolo è

territorio allargato nella chiocciola, finestra ovale si apre in vestibolo di labirinto osseo,

finestra rotonda si apre in una compartimentalizzazione del vestibolo che è cavità

sottovestibolare, attraverso vestibolo e cavità sottovestibolare le due finestre comunicano

con scala vestibolare e scala timpanica. A interno di labirinto osseo c’è labirinto

membranoso, struttura delimitata da membrana che ripercorre forma di labirinto osseo. A

interno di labirinto osseo e di labirinto membranoso ci sono fluidi che sono endolinfa e

perilinfa con composizione diversa soprattutto per concentrazione di potassio, endolinfa a

interno di labirinto membranoso, perilinfa tra parete di labirinto membranoso e parete ossea.

Condotto cocleare in cui ci sono recettori acustici propri. Condotto cocleare si continua con

altro condotto, con due parti membranose che sono utricolo e sacculo che contengono

recettori di natura vestibolare. 3 condotti semicircolari membranosi si aprono a interno di

utricolo. Slargamento con nome di ampolla contiene creste ampollari. Perilinfa ed endolinfa

prodotte in labirinto membranoso, drenate a interno di spazi subaracnoidei. Coclea: prende

anche nome di canale spirale osseo, ha 2 e ¾ giri attorno a un pilastro centrale chiamato

columella o modiolo. Da columella sporge una lamina di tessuto osseo che è la lamina spirale

ossea, la quale protrude all’interno di canale del labirinto osseo e forma una scala vestibolare

sopra lamina spirale ossea e lamina timpanica che sta sotto a lamina spirale ossea. Due

scale in comunicazione tra loro ad apice di labirinto osseo tramite comunicazione chiamata

elicotrema.

Dal modiolo o columella si aggetta verso cavità delle spire una protrusione che è lamina

spirale ossea, ciò che sta sopra lamina spirale ossea è scala vestibolare, ciò che sta sotto è

scala timpanica, comunicazione ad apice è elicotrema. Separazione di due scale completata

da una struttura membranosa che è membrana basilare che si inserisce su parte ossea, su

lembo osseo di membrana basilare e su parete laterale di labirinto. All’interno della scala

vestibolare c’è membrana vestibolare o di Reissner che delimita un’altra scala che è scala

media o dotto cocleare all’interno della scala vestibolare. Appoggiato sulla membrana

basilare c’è l’organo preposto alla trasduzione di stimoli acustici che è organo del Corti,

chiamato anche organo spirale. Ganglio spirale del Corti innerva l’organo del Corti dando

innervazione sensitiva. Scale contengono perilinfa, in scale timpanica e vestibolare, e

endolinfa, in scala media o condotto cocleare. Cellule sensoriali capellute o acustiche perché

da loro superficie apicale protrudono estroflessioni di membrana o stereociglia, flessione di

queste causa cambiamento di potenziale di membrana di cellule acustiche che provoca

liberazione di neurotrasmettitori e risposta di fibre afferenti. Cellule capellute divise in

interne ed esterne, le interne organizzate in una fila, le esterne in 3 file, nell’uomo. Sia le

interne che le esterne hanno stereociglia su superficie. Stereociglia entrano in contatto con

membrana gelatinosa che è membrana tectoria, piccolo tetto gelatinoso che si inserisce su

membrana spirale ossea e va a sovrastare organo del Corti entrando in rapporto con

stereociglia che originano da apice di cellule. Le interne entrano in contatto con la

membrana tectoria, e le esterne con le loro ciglia si inseriscono in membrana tectoria. Anche

presenti cellule di sostegno che sono: cellule di pilastri esterni, cellule di pilastri interni,

cellule di Claudius, cellule di Deiters, cellule di Hensen. Alcune di queste con porzione più

apicale formano membrana reticolare che avvolge la base delle stereociglia delle cellule

capellute. Cellule capellute hanno innervazione afferente ed efferente, le esterne ne hanno

soprattutto di efferenti. Scala vestibolare in rapporto con finestra ovale, scala timpanica in

rapporto con finestra rotonda. Moto ondoso tra scala timpanica e vestibolare che alla fine si

riflette in oscillazione sulla membrana basilare, su cui c’è organo del Corti. Membrana

basilare è diversa alla base e all’apice ed è messa in vibrazione in punti diversi a sequenze

sonore diverse. Suono genera onda lungo membrana basilare, frequenze diverse generano

più onde, ogni frequenza genera un picco di oscillazione che è massimo in una regione

specifica. Membrana basilare è più stretta e rigida a base rispetto ad apice di chiocciola.

Risposta a frequenze di onde acustiche cambia a base e ad apice. Stereociglia quando si

piegano si ha l’apertura di canali ionici su parte apicale di cellula capelluta che generano

passaggio, ad esempio, di ioni potassio in cellula, questo provoca fusione di vescicole

sinaptiche con membrana di parte basale di cellula capelluta. Il tutto si traduce in

piegamento meccanico delle ciglia. Endolinfa e perilinfa hanno concentrazione ionica

diversa, endolinfa ha più ioni potassio. Parte apicale di cellule capellute viene bagnata

dall’endolinfa, parte basale di cellule capellute riceve per diffusione la perilinfa. Cellule

capellute esterne fanno parte di amplificatore cocleare, hanno proteine contrattili del

citoscheletro in modo che cellule possano cambiare la loro altezza quando ricevono segnale

da sistema nervoso centrale.

Vie acustiche: bilateralità e sinapticità. Bilaterali perché all’interno di vie che trasportano vie

acustiche decorrono informazioni che originano sia da organo di Corti di destra, sia da quello

di sinistra. Sono polisinaptiche. Nuclei cocleari dorsali e centrali ricevono informazioni

tramite rami centripeti localizzati a interno di organo del Corti.

Sistema vestibolare formato da cellule capellute che hanno stereociglia e un chinociglio. Due

categorie di organi recettoriali, gli otolitici a livello di macule, di utricolo, di sacculo, altre a

livello di creste ampollari di canali semicircolari. Organi otolitici fanno parte di labirinto

statico, creste ampollari di canali semicircolari fanno parte di labirinto dinamico, lo statico

porta informazioni a SNC che riguardano posizione di testa rispetto a tronco e questo fa sì

che in stazione eretta centro di gravità sia al centro e in movimento sia spostato più avanti,

dà anche informazioni riguardo a posizione corporea nello spazio. Strutture del dinamico per

movimenti degli occhi in base a movimenti della testa. Canale semicircolare superiore o

anteriore, posteriore o inferiore, laterale o orizzontale, ognuno ha due braccia e una delle

due braccia ha una dilatazione. L’anteriore e il posteriore hanno due braccia senza

dilatazione ampollare che confluiscono tra loro prima di andare nella cavità vestibolare. Tre

coppie funzionali: una formata da due semicanali orizzontali, l’altra da canale semicircolare

anteriore di sinistra e dal posteriore di destra, l’altra da canale semicircolare anteriore di

destra e dal posteriore di sinistra. In canali semicircolari ci sono dotti o canali. Dotti o canali

si aprono in utricolo. Labirinto membranoso formato da dotto cocleare, due sacchetti in

vestibolo che sono utricolo e sacculo e poi da tre dotti semicircolari che si aprono

nell’utricolo. Cresta ampollare formata da cellule capellute con stereociglia e un chinociglio,

ci sono anche cellule di sostegno, cupola gelatinosa avvolge stereociglia fino a riempire lume

di canale semicircolare dove c’è cresta ampollare.

Innervazione efferente di cellule capellute da corpo olivare.

Da nucleo di lemnisco laterale originano proiezioni che attraverso formazione reticolare si

portano a nuclei motori di trigemino e facciale, rapporto tra nuclei intercalati tra vie

acustiche e tra nuclei motori annessi a nervi cranici permettono controllo riflesso di muscolo

stapedio e tensore del timpano. Macule dell’utricolo e del sacculo fanno parte di corpi

otolitici, di labirinto statico. Otoliti gravano su membrana gelatinosa, otoliti formano

addensamento che è linea “a cumulo di neve”. In macula linea in cui ci sono solo cellule di

sostegno è striola che è punto di riferimento per posizione di chinociglio in file di cellule a

destra e sinistra di questa striola. Innervazione afferente ed efferente e a livello di macule di

utricolo e sacculo, afferente da ganglio di Scarpa con suoi prolungamenti centrifughi, non si

sa bene significato di innervazione efferente. Ganglio vestibolare fatto da neuroni sensitivi

primari che inviano informazioni con prolungamenti. Nuclei a cui arrivano afferenze

vestibolari sono 4, localizzati in zona di passaggio tra bulbo e ponte, divisi in nuclei

vestibolari superiore, inferiore, mediale, laterale. Vie vestibolari centrali, informazioni

vestibolari servono per controllare movimenti di bulbi oculari in risposta a movimenti di testa

e collo, raggiungono la formazione reticolare da cui originano vie discendenti importanti per

controllo del movimento, informazioni vestibolari raggiungono il cervelletto che le usa per

controllo di postura, movimento e altro, informazioni vestibolari importanti perché da nuclei

vestibolari originano vie vestibolo-spinali che vanno a midollo spinale. Informazioni

vestibolari che raggiungono il cervelletto arrivano attraverso peduncolo cerebellare inferiore

e raggiungono zona più antica di cervelletto. Alcuni neuroni sensitivi di ganglio vestibolare di

Scarpa proiettano direttamente a corteccia cerebellare, senza stazione intercalata. Corteccia

cerebellare proietta a nuclei profondi del cervelletto e al nucleo vestibolare laterale.

Corteccia cerebellare proietta direttamente a nucleo vestibolare laterale. Informazioni

vestibolari a midollo spinale, da nuclei vestibolari mediale e laterale originano via vestibolo-

spinale mediale e via vestibolo-spinale laterale che agiscono soprattutto su muscolatura

estensoria, su motoneuroni che innervano muscolatura estensoria, sono due vie discendenti,

entrambe agiscono su due antimeri di midollo spinale, in caso di via vestibolo-spinale

mediale o dall’inizio, via vestibolo-spinale laterale decorre omolateralmente rispetto a sua

origine, arrivata a livello di midollo spinale termina su interneuroni che proiettano anche

controlateralmente. Nell’uomo la via vestibolo-spinale mediale termina a livello dei primi

neuroni toracici, importante per controllo di muscoli che muovono testa e collo e parte

toracica superiore, via vestibolo-spinale laterale va per tutto midollo spinale. Via mediale

decorre in cordone anteriore di midollo spinale, anche la laterale ma più spostata

lateralmente. Buona parte di fibre entra in fascicolo longitudinale mediale, fibre che

originano da nuclei vestibolari si portano in fascicolo longitudinale mediale, ascendono e si

portano a nuclei di oculomozione che controllano muscolatura estrinseca dell’occhio.

Fascicolo longitudinale mediale a tutto tronco encefalico fino a primi neuromeri cervicali di

midollo spinale. Proiezioni alla corteccia di informazioni vestibolari, arrivano a complesso

ventrale posteriore diviso in complesso ventro-postero-laterale e ventro-postero-mediale.

Alcune informazioni ad area 5 di corteccia parietale posteriore, alcune informazioni ad area

somestesica primaria S1, a lobo dell’insula a circonvoluzioni lunghe dell’insula che sono più

posteriori.

Apparato dell’udito: orecchio esterno formato da padiglione auricolare e meato acustico

esterno che porta poi a membrana del timpano, importante per localizzazione di suoni,

raccolta e loro convogliamento. Padiglione auricolare fatto da scheletro fibrocartilagineo

rivestito da cute, con depressioni e rilievi per raccogliere onde acustiche, presenza di muscoli

intrinseci e muscoli estrinseci innervati dal VII paio di nervi cranici che è nervo faciale,

innervazione sensitiva da nervi cervicali, nervo trigemino e nervo faciale. Presenza di peluria

che si ispessisce e peli prendono nome di tragi. Padiglione auricolare porta in meato acustico

esterno che è condotto che convoglia aria verso membrana del timpano, lungo circa 25 mm,

ha una direzione orizzontale da laterale a mediale e da dietro in avanti, ha decorso sinuoso.

Meato acustico esterno in porzione più esterna, si continua direttamente con padiglione

auricolare, costituito da cartilagine e lamina fibrosa, cartilagine anteriormente e

inferiormente, lamina fibrosa posteriormente e superiormente. Poi parte ossea data da osso

timpanico o anello timpanico e da squama del temporale. Meato acustico esterno rivestito da

cute. Rapporti di meato acustico esterno:

Parete anteriore con condilo mandibolare.

 Parete posteriore con cellule mastoidee e barriera ossea che separa mastoide da

 meato acustico esterno è molto sottile, circa 2-3 mm.

Parete superiore con fossa cranica media, con squama del temporale e barriera ossea

 che separa meato acustico esterno da squama di osso temporale è sottile, circa 4-5

mm.

Parete inferiore con loggia parotidea.

Membrana del timpano ha forma a conchetta, a sorta di imbuto, dà inserzione a manico del

martello. Divisa in pars flaccida e pars tensa separate da due legamenti timpano-malleolari

che vanno da membrana del timpano a manico del martello, in pars flaccida manca lo

stroma. Superficie esterna di membrana del timpano rivestita da cute. La interna da mucosa,

tra cute e mucosa in pars tensa c’è stroma. Membrana del timpano si inserisce su osso

timpanico attraverso anello fibrocartilagineo. Stria malleolare corrisponde a inserzione di

martello. Ombelico o umbo è dove finisce manico di osso martello. Legamenti timpano-

malleolari posteriore o anteriore, parte che sta sopra a legamenti è pars flaccida. Attacco in

membrana del timpano è spazio in cui ci sono maggior parte di ossicini. Corda del timpano è

un collaterale del nervo facciale che passa attraverso cavità timpanica e raccoglie

informazioni gustative di 3° anteriore della lingua a porta innervazione a gangli

sottomandibolare e sottolinguale. Rapporti con staffa, con promontorio, con finestra ovale.

Possibile dividere membrana del timpano in quadranti da linea orizzontale perpendicolare a

umbo e linea verticale che passa per manico del martello e attraverso umbo. Quadrante più

pericoloso è il superiore posteriore per danneggiamenti e perforamento. Stroma di

membrana timpanica fatto da fibre che si organizzano o come radiate, o paraboliche, o

semilunari. NON SAPERE COME è ORGANIZZATO STROMA DI MEMBRANA DEL

TIMPANO, SAPERE SOLO CHE HANNO DECORSO DIVERSO FIBRE CHE LO FORMANO.

Orecchio medio diviso in cavo timpanico vero e proprio e in un recesso epitimpanico che sta

sopra a membrana del timpano. Orecchio medio tra faccia anteroinferiore di piramide del

temporale e l’osso timpanico. Orecchio medio come imbuto con apice che dà inserzione a

parte cartilaginea di tuba. Diverse pareti in orecchio medio, ognuna con caratteristiche

particolari. Cassa del timpano o cavo del timpano diviso in tre territori:

Piano superiore o recesso epitimpanico dove c’è maggior parte di catena di ossicini.

 Piano medio comprende estensione di membrana del timpano.

 Piano inferiore o recesso ipotimpanico che sta sotto a estensione di membrana del

 timpano.

Recesso epitimpanico tramite l’aditus ad antrum comunica con l’atrio timpanico che è la più

grossa delle cellule mastoidee. Pareti dell’orecchio medio:

Superiore o tetto formato da parte di piramide di osso temporale che è tegmen

 timpani, tetto osseo è molto sottile e in rapporto con fossa cranica media.

Inferiore o pavimento o parete giugulare.

 Laterale o parete timpanica o membranosa, corrisponde a parete del timpano, in alto

 parete completata da muro della loggetta che è struttura ossea che si continua con

tetto di cavo del timpano.

Mediale o labirintica corrisponde a faccia anteroinferiore di piramide temporale, ha un

 rilievo che è promontorio che corrisponde a primo giro della chiocciola, in rapporto con

2° tratto di canale del facciale. In parete mediale c’è orifizio che fa uscire tendine di

muscolo tensore del timpano.

Posteriore solo parzialmente completa, in continuità con aditus ad antrum in parte alta

 incompleta, c’è eminenza piramidale da cui esce muscolo stapedio, parete in rapporto

con terzo tratto del nervo facciale.

Anteriore o carotidea in parte superiore presenta l’apertura che è orifizio timpanico di

 tuba uditiva, parte inferiore è in rapporto con gomito di carotide interna.

Appoggiato a promontorio c’è nervo di Jacobson che darà origine e nervi piccolo petroso

superficiale. Sopra a promontorio c’è apertura in cui si inserisce staffa che è finestra ovale.

Vascolarizzazione di orecchio medio: in parte da carotide interna e in parte da carotide

esterna, due drenaggi venosi inferiormente e superiormente, linfonodi parotidei,

retrofaringei, mastoidei, innervazione da nervo timpanico di Jacobson.

Bulbo oculare costituito da tre tonache, tre camere e mezzi di rifrazione che sono umor

acqueo, umor vitreo, cornea, lente. Bulbo oculare formato da due segmenti di sfera con

diverso raggio di curvatura, forma mantenuta da tonaca esterna di bulbo oculare che è

tonaca fibrosa o sclera e da umori in camere interne dell’occhio. Primo segmento di sfera

formato da sesto anteriore di bulbo oculare con raggio di curvatura di 8 mm, formato da

cornea, poi regione più posteriore è sfera posteriore con raggio di curvatura di 12 mm, 5/6

posteriori dati da sclera che è porzione più posteriore. Assi che attraversano da anteriore a

posteriore il bulbo oculare sono:

Asse ottico da centro di polo anteriore a centro di polo posteriore dell’occhio.

 Asse visivo o linea della visione è tragitto di raggi da centro di cornea a fovea.

Tonaca più esterna è la fibrosa dell’occhio con parte posteriore che è sclera e anteriore

trasparente che è cornea, tonaca intermedia è tonaca vascolare dell’occhio o uvea divisa in

settori, il posteriore è il coroide, l’anteriore è il corpo ciliare, ancora più anteriore è iride,

tonaca più interna è la tonaca nervosa dell’occhio che può essere divisa in parte visiva e

parte cieca. Camera anteriore è spazio compreso tra superficie interna della cornea

anteriormente e delimitato posteriormente da iride. Camera anteriore comunica tramite foro

pupillare delimitato da iride con camera posteriore che è fessura tra faccia posteriore di iride

e legamento sospensore del cristallino. Muscolatura estrinseca del bulbo oculare o

anteriormente a equatore dell’occhio o posteriormente a equatore dell’occhio. Muscoli

estrinseci si inseriscono su tonaca fibrosa, su cui si inserisce anche capsula connettivale.

Capsula di Tenone dà origine a evaginazioni che circondano muscoli estrinseci dell’occhio.

Tendine di arresto. Corpo adiposo dell’occhio. Tonaca nervosa aggetta verso camera vitreale,

divisa in porzione posteriore più estesa che è parte visiva della retina, anteriormente retina si

continua in regione sottile che è parte cieca della retina. Regione è ora serrata, oltre la quale

retina diventa sottile. Peduncolo ottico. Sviluppo dell’occhio.

Sclera: regione posteriore è lamina cribrosa e presenta dei fori perchè entrano ed escono

nervi e vasi, è regione più debole rispetto a resto di bulbo oculare, può diventare sporgente

in caso di aumento di pressione bulbo-oculare. Sclera fatta da tessuto connettivale, in parte

più superficiale è denso e in parte profonda diventa tessuto connettivale lasso. Tonaca

vascolare o uvea. Coroide è parte più estesa di tonaca vascolare, responsabile di

vascolarizzazione di parti che non hanno vascolarizzazione propria. Strato più esterno è

profondamente a sclera. Strato sopracoroideo o lamina fusca. Strato coriocapillare è strato

da cui dipende nutrizione della retina, caratterizzato da presenza di molti capillari fenestrati

anastomizzati tra loro. Strato dei vasi è ricco in pigmento. Tonaca vascolare dell’occhio

contribuisce ad assorbimento di raggi luminosi. Corpo cigliare può essere diviso in parte

periferica che è zona dell’orbicolo ciliare o pars plana di corpo ciliare, è parte che si continua

con coroide, più internamente c’è zona che prende nome di zona della corona ciliare o pars

plicata che presenta pieghe che sono processi ciliari e tra questi delle vallecole. A livello di

corpo ciliare si inseriscono strutture sul cristallino di zona equatoriale. In zona in cui si

inseriscono su cristallino c’è zonula ciliare che è zona di legamento sospensore del cristallino

su cui legamenti si inseriscono. Quando muscolo ciliare rilasciato il legamento sospensore del

cristallino è teso e tira il cristallino, lente del cristallino è appiattita. Da visione da lontano a

visione da vicino muscolo si contrae e fibre del legamento sospensore del cristallino si

rilasciano e non esercitano più contrazione su lente del cristallino. Muscolo sfintere di pupilla

sotto controllo di innervazione parasimpatica, da nucleo visceroeffettore di 3° paio di nervi

cranici. Muscolo dilatatore di pupilla sotto controllo di sistema ortosimpatico.

Cristallino o lente non è vascolarizzato né innervato, è dietro a forame pupillare, in rapporto

con contenuto di cavità posteriore dell’occhio, dietro a cristallino c’è corpo vitreo. Cristallino

si poggia su fossa ialoidea del corpo vitreo. Fibre primarie della lente e fibre secondarie della

lente. Vescicola di sviluppo ha faccia anteriore verso cornea e posteriore verso coppa ottica,

da faccia posteriore proliferano cellule che andranno incontro ad allungamento e si portano

verso margine anteriore della vescicola, queste sono le fibre primarie della lente che si

sviluppano solo durante sviluppo. Fibre primarie della lente formeranno nucleo del cristallino,

da porzione anteriore di vescicola del cristallino proliferano altre cellule che avvolgono

nucleo formato da fibre primarie della lente, queste sono le fibre secondarie della lente. Fibre

secondarie continuano a proliferare anche durante vita postnatale. Cristalline sono proteine

particolari che si depositano in cellule secondo organizzazione particolare, sono di diversi

tipi, si distribuiscono in citoplasma di cellule e sono responsabili di trasparenza di lente del

cristallino. Vascolarizzazione bulbo oculare: da arteria oftalmica che è ramo di carotide

interna, entra in cavità orbitaria e dà origine ad arteria centrale della retina e ad arterie

ciliari, arteria oftalmica dà quindi origine a sistema retinico e a sistema ciliare. Sistema

retinico vascolarizza retina, parte visiva. Parte cieca della retina che riveste corpo ciliare e

iride è vascolarizzata da sistema ciliare. Arteria centrale della retina. Attraverso papilla di

nervo ottico vediamo arteria centrale della retina che vascolarizza strati più profondi di

retina, si divide in rami superiore e inferiore che si dividono in ramo nasale e ramo

temporale. Vasi entrano da papilla di nervo ottico e vanno a strato di fibre ottiche a livello del

quale da questi vasi originano collaterali di tipo terminale, rete capillare interna vascolarizza

strato di fibre ottiche e rete capillare esterna vascolarizza strato granulare interno. Vasi solo

negli strati più interni della retina. Altri strati vascolarizzati per diffusione dalla corioidea.

Sono assenti vasi linfatici. Arterie ciliari si dividono in posteriori e in anteriori, le posteriori in

posteriore mediale e posteriore laterale, ulteriore suddivisione in arterie ciliari posteriori

breve e lunga. Servono per formare anello vascolare intorno a parte intrabulbare del nervo

ottico. Alcune arterie ciliari si distribuiscono all’interno della tonaca vascolare dell’occhio o

coroide formando grossi vasi in strato vascolare di coroide che si capillarizzano, alcune

arterie ciliari poi vanno a formare piccolo cerchio arterioso dell’iride e grande cerchio

arterioso dell’iride. Piccolo anello vascolare circonda margine pupillare, il grande intorno al

margine ciliare. Arterie ciliari anteriori da rami muscolari di arteria oftalmica, danno rami per

corpo ciliare e per iride. In bulbo oculare mancano vasi linfatici, liquidi extracellulari vanno

tra guaine che avvolgono nervo ottico che sono guaine meningee o guaine di spazio di

Tenone, poi questi spazi vanno a drenare in spazi meningei. A livello del corpo vitreo

dell’occhio c’è canale ialoideo, presente perché durante sviluppo c’è arteria ialoidea che

vascolarizza il cristallino, forma tonaca vascolare intorno a lente del cristallino durante lo

sviluppo, quando cristallino raggiunge sviluppo, membrana inizia a regredire e porzione di

arteria ialoidea che attraversava corpo vitreo regredisce lasciando canale ialoideo.

Vie di moto: sistemi responsabili della programmazione del movimento e della sua

esecuzione sono 4. Primo livello di controllo formato da motoneuroni in midollo spinale e

tronco encefalico che prendono nome di motoneuroni inferiori. Motoneuroni superiori

risiedono in strutture nervose che danno origine a vie discendenti di moto che controllano

funzionamento di motoneuroni inferiori, vie originano o da corteccia cerebrale o da tronco

encefalico. Altri sistemi responsabili di generazione del movimento sono sistema dei gangli

della base e il cervelletto. Sistemi devono ricevere informazione su quello che sta

succedendo a periferia, ovvero un input sensoriale. Vie discendenti che controllano

motoneuroni superiori controllano movimento e postura o agiscono su motoneuroni inferiori

o direttamente, monosinapticamente, o indirettamente attraverso interneuroni premotori.

Nel midollo spinale neuroni che innervano muscolatura del tronco, muscoli assiali e muscoli

distali da innervare, muscoli flessori e estensori da innervare. Motoneuroni che innervano

muscolatura flessoria sono più dorsalmente rispetto a quelli che innervano muscolatura

estensoria. In tronco encefalico motoneuroni che innervano muscolatura di origine somitica e

motoneuroni che innervano muscolatura branchiale. Nucleo ambiguo, nucleo motore del

nervo facciale nel ponte, più rostralmente in ponte c’è nucleo motore del nervo trigemino.

Vie discendenti terminano su motoneuroni e anche su cellule di Renshaw. Vie discendenti

controllano anche interneuroni di tipo 1A. Scratching è riflesso di grattamento. Sistemi

motori discendenti divisi in sistemi motori discendenti laterali e mediali. I laterali decorrono

in cordone laterale di sostanza bianca di midollo spinale, i mediali decorrono in cordone

anteriore di sostanza bianca di midollo spinale. Motoneuroni superiori che danno origine a

sistema laterale hanno assoni che si portano controlateralmente nel midollo spinale e

innervano motoneuroni che sono più lateralmente in sostanza grigia di midollo spinale, che

innervano muscolatura distale degli arti. Motoneuroni superiori che danno origine a sistemi

discendenti mediali hanno assoni che terminano bilateralmente. In cordone laterale via

cortico-spinale o piramidale e via rubro-spinale, in cordone anteriore c’è fascicolo

longitudinale mediale, la via tetto-spinale, via vestibolo-spinale e vie reticolo-spinali.

Via cortico-spinale o piramidale: si divide in via cortico-spinale laterale, con l’80% delle fibre,

e via cortico-spinale anteriore con 20% delle fibre. È una via discendente, origina da

corteccia cerebrale, da area motoria primaria che è area 4 di Brodmann, corrisponde a

circonvoluzione precentrale di lobo frontale. Fibre originano da cellule piramidali della

corteccia cerebrale in strato 5° di area motoria primaria, ci sono cellule piramidali giganti che

sono cellule del Betz che hanno assone con velocità di conduzione molto elevata, spesso

terminano monosinapticamente sui motoneuroni. Comando motorio arriva velocemente per

velocità di conduzione elevata e ritardo di una sola sinapsi. Somatotopismo, se stimolo punti

precisi di area motoria primaria ottengo contrazione di singolo muscolo. Via cortico-spinale

origina anche da circonvoluzione postcentrale in cui c’è area somatosensitiva primaria. Aree

si continuano fino a scissura del cingolo. Zona della corteccia cerebrale che è area 6 è divisa

in area premotoria e area supplementare motoria che si estende soprattutto su faccia

mediale di emisferi. Area 6 dà origine a 2 assoni che entrano in composizione di via cortico-

spinale. Davanti ad area 6 c’è zona circolare di lobo frontale davanti ad area premotoria

fondamentale per movimenti oculari. Area del lobo parietale dietro a circonvoluzione

postcentrale è corteccia associativa parietale, da cui originano assoni che entrano in

costituzione di via cortico-spinale. Corteccia parietale associativa importante per mandare

impulsi ad area 6 in modo che riesca a programmare il movimento. Funzione del linguaggio,

emisfero dominante è quello di sinistra per linguaggio, area di Broca per produzione di

linguaggio e area di Wernicke per comprensione del linguaggio nella maggior parte degli

individui soprattutto a sinistra. Capsula interna è sistema proiettivo principale, poi capsula

esterna e capsula estrema. Parte di capsula interna che va da corteccia a talamo è corona

radiata. In capsula interna fibre di via piramidale decorrono in braccio posteriore e in

ginocchio. Quelle che passano in ginocchio sono dirette a motoneuroni di tronco encefalico,

quelle dirette a midollo spinale passano per braccio posteriore di capsula interna. Fibre della

via piramidale decorrono in capsula interna secondo dispositivo somatotopico. Alcune delle

fibre dirette a centri che controllano l’oculomozione decorrono in braccio anteriore di capsula

interna. In braccio posteriore componente cortico-spinale, in ginocchio componente cortico-

nucleare. Piramidi bulbari, a loro livello maggior parte di fibre passano controlateralmente in

decussazione delle piramidi, sono contingenti di fibre che costituiscono la via cortico-spinale

laterale, tali fibre si portano controlateralmente. Fibre della via cortico-spinale mediale non

decussano e continuano nel cordone anteriore del midollo spinale. Via cortico-spinale laterale

si estende per tutta lunghezza di midollo spinale. Via cortico-spinale mediale decorre in

neuromeri cervicali e toracici superiori, fibre si portano sia omolateralmente che

controlateralmente. Via cortico-spinale mediale termina bilateralmente. Fibre di via cortico-

spinale mediale passano controlateralmente tramite commessura bianca anteriore. Fibre

della via cortico-spinale passano in regione centrale di piede di peduncolo cerebrale

(mesencefalo). Fibre cortico-spinali laterali scendono e danno collaterali a nucleo rosso che è

nucleo proprio di mesencefalo che si estende anche a subtalamo, è diviso in parte

parvicellulare e parte magnicellulare, la parvicellulare è più estesa nell’uomo. Da parte

magnicellulare del nucleo rosso origina via rubro-spinale. Via cortico-rubro-spinale. Via

cortico-spinale laterale arriva a livello del bulbo in parte più chiusa, dà collaterali a nucleo di

fascicolo gracile e nucleo del fascicolo cuneato. Scende in cordone laterale di midollo spinale

e via via fibre nervose cominciano ad abbandonarlo, una buona parte va a terminare su

motoneuroni laterali, una parte va a finire anche nel corno posteriore, nel suo territorio

mediale, è parte che origina da aree 3, 2, 1 di corteccia cerebrale. Via cortico-spinale

mediale origina da area 4 e da area 6, decorre in tronco encefalico e dà collaterali diretti a

zone del tronco encefalico che danno origine a vie discendenti che fanno parte del sistema

mediale. Collaterali a formazione reticolare del bulbo e del ponte, danno origine a vie

reticolo-spinali. Componente di via cortico-spinale mediale decorre in cordone anteriore.

Corteccia premotoria: dà origine a circa il 30% delle fibre della via cortico-spinale,

contingente che origina da corteccia premotoria non termina monosinapticamente su

motoneuroni ma bisinapticamente o trisinapticamente. Importante per programmazione e

realizzazione di movimenti motori.

Fibre cortico-nucleari. Maggior parte di nuclei motori di nervi cranici ricevono innervazione

bilaterale. Nucleo motore di VII paio di nervi cranici innerva muscolatura mimica, è diviso in

parte superiore e parte inferiore, parte superiore del nucleo riceve innervazione omolaterale,

la parte inferiore riceve solo innervazione controlaterale. Nucleo motore del XII paio o nervo

ipoglosso riceve innervazione omolaterale e controlaterale.

Via rubro-spinale: fa parte del contingente laterale, origina da componente magnicellulare

del nucleo rosso, si incrocia a livello di tegmento mesencefalico.

Sistema mediale decorre in cordone anteriore, mantiene equilibrio, postura, mantiene

sguardo, serve per stabilizzare movimenti volontari. Fibre discendenti scendono

ipsilateralmente o bilateralmente, agiscono su entrambi antimeri del midollo spinale. Vie

nervose discendenti che fanno parte di sistema mediale sono una via vestibolo-spinale

mediale e una via vestibolo-spinale laterale, importanti per regolazione di posizione della

testa e regolazione di muscoli antigravità. Via vestibolo-spinali mediale e laterale nel midollo

spinale, una più medialmente e l’altra più lateralmente. La mediale origina da nucleo

vestibolare mediale ed è subito bilaterale, si trova fino a neuromeri toracici, importante per

regolazione di posizione della testa. Via vestibolo-spinale laterale in tutto il midollo spinale, a

origine decorre ipsilateralmente, a sede di terminazione termina sia omolateralmente che

controlateralmente e su interneuroni di midollo che proiettano sia omolateralmente che

controlateralmente. Via vestibolo-spinale laterale eccita sia i motoneuroni estensori, sia va a

inibire motoneuroni per muscolatura flessoria.

Vie reticolo-spinali.

Via tetto-spinale: origina da collicoli superiori, coordina movimenti di testa e occhi, arriva

solo fino a primi neuromeri toracici.

Fascicolo longitudinale mediale: anche nei neuromeri cervicali del midollo spinale, arriva fino

a parte alta di mesencefalo, controlla nucleo oculomotore, si dice che alcune delle sue fibre

discendenti abbiano origine a livello di alcuni nuclei, che sono nucleo di Cajal e nucleo di

Darkschewitsch.

Cervelletto: coordinazione e pianificazione.

Atassia cerebellare è mancanza di ordine, avviene se abbiamo lesione del cervelletto.

Dismetria e disritmia sono sintomi di atassia. Disritmia è incapacità di coordinare bene

movimenti nel tempo. Dismetria è difficoltà di movimento, non in modo ordinato. Atassia

prossimale se lesioni di parte mediana di cervelletto. Se lesioni laterali atassia ipsilaterale.

Cervelletto diviso in lobi e lobuli, lobo anteriore davanti a scissura primaria che è su faccia

superiore di cervelletto, lobo posteriore al di là di scissura primaria. Scissura posterolaterale

per delimitare rispetto a lobo posteriore il lobo flocculonodulare. Peduncoli cerebellari

superiori anche bracci congiuntivi, i medi bracci del ponte, gli inferiori corpo restiforme.

Contengono fibre che proiettano da cervelletto a tronco encefalico e viceversa. Cervelletto

diviso in territori su base di afferenze ed efferenze, su base di afferenze diviso in un

vestibolocerebellum o archicerebellum, che corrisponde a lobulo flocculonodulare,

spinocerebellum o paleocerebellum che comprende regioni del lobo anteriore e posteriore

lungo linea mediana e zona intermedia di due emisferi cerebellari, comprende anche il

verme, neocerebellum o pontocerebellum o corticocerebellum che riceve principale afferenza

da corteccia cerebrale, comprende maggior parte di emisferi cerebellari. Per efferenze diviso

in territori mediano, mediale, laterale.

Microcircuiti del cervelletto: in strato più profondo che è strato dei granuli ci sono cellule dei

piccoli granuli che hanno assone che risale verso strato più superficiale di corteccia

cerebellare e qui si divide a T secondo asse longitudinale della lamella, assoni di cellule di

piccoli granuli formano fibre parallele, strato più esterno prende nome anche di strato di fibre

parallele. Cellula del Purkinje ha corpo cellulare in strato delle cellule del Purkinje e albero

dendritico in strati superiori, in strato di fibre parallele. Assone di cellule di Purkinje è unico

elemento corticifugo di corteccia cerebellare. Fibre che portano informazioni a corteccia

cerebellare sono fibre rampicanti o fibre muscoidi. Fibre rampicanti da nucleo olivare

inferiore, si arrampicano su corpo cellulare, soprattutto su parte prossimale di albero

dendritico di cellule del Purkinje. Fibre muscoidi sono di natura eccitatoria e originano da

tutto ciò che non è nucleo olivare inferiore. Entrano in sostanza bianca, arrivano a strato dei

granuli e terminano sinapticamente su cellule dei piccoli granuli il cui assone costituisce fibre

parallele. Terminano in complesso sinaptico particolare che è glomerulo cerebellare. A

complesso sinaptico partecipano anche dendriti di cellule dei grossi granuli o cellule di Golgi

che sono di natura inibitoria, anche loro assone partecipa a complesso sinaptico. Azione che

cellule muscoidi hanno su cellule dei piccoli granuli è mediata da complesso sinaptico.

Cellule nella corteccia cerebellare: cellule dei canestri, cellule stellate, cellule del Golgi.

Cellule dei canestri hanno corpi cellulari lungo file di cellule del Purkinje, loro albero

dendritico si estende insieme a quello delle cellule del Purkinje. Cellule dei canestri inibitorie

ricevono input sinaptico da file di fibre parallele, loro assone si porta a entrare in contatto

sinaptico con corpo cellulare di cellule del Purkinje nelle file adiacenti andando a inibirle.

Cellule dei grandi granuli o di Golgi sono cellule inibitorie, ricevono sia informazioni

direttamente dalle fibre muscoidi e sia indirettamente dalle fibre parallele. Assoni di cellule

del Purkinje sono inibitori, terminano su nuclei profondi del cervelletto (del tetto, del fastigio,

globoso, emboliforme, dentato). Nuclei profondi del cervelletto ricevono anche collaterali di

fibre rampicanti e fibre muscoidi che sono fibre afferenti a cervelletto. Collaterali di natura

eccitatoria da fibre rampicanti e muscoidi. Nuclei del cervelletto quindi in stato di eccitazione

tonica, interrotta per un certo tempo quando stimolo da corteccia cerebellare, da parte di

fibre. Nucleo vestibolare laterale può essere considerato analogo di nuclei profondi del

cervelletto, alcuni assoni di cellule del Purkinje e di corteccia cerebellare terminano su nucleo

vestibolare laterale. Permette a cervelletto di agire molto rapidamente su vie vestibolo-

spinali.

Afferenze a cervelletto: informazioni da corteccia cerebrale, da sistemi sensoriali, ad esempio

il somato-sensitivo che riguarda sensibilità somatica generale, informazioni di natura visiva,

informazioni acustiche, informazioni vestibolari, da nuclei del tronco encefalico, da nuclei

della formazione reticolare, da complesso olivare inferiore.

Via cortico-ponto-cerebellare: informazioni che si portano a cervelletto. Aree motorie,

premotorie, somatosensitiva primaria, somatosensitive secondarie si proiettano a ponte,

passano per capsula interna. Fibre cortico-pontine passano sia da braccio anteriore che

posteriore di capsula interna, via discendente da corteccia a cervelletto, passano in piede di

tronco encefalico, ovvero in piede di peduncolo cerebrale. A piede di ponte fibre terminano a

nuclei basilari del ponte che sono nuclei propri di tronco encefalico che sono inframezzati con

sostanza bianca che si trova in piede del ponte, in cui ci sono fibre cortico-pontine e via

cortico-spinale. Neuroni in nuclei basilari del ponte hanno assone che si porta

controlateralmente usando peduncolo cerebellare medio per portarsi a corteccia cerebellare,

corteccia cerebrale di destra invia informazioni a corteccia neocerebellare di sinistra e

viceversa. Pontocerebellum o corticocerebellum ossia porzione più laterale di emisferi riceve

informazioni da corteccia cerebrale. Informazioni a cervelletto da midollo spinale.

Informazioni che da corteccia cerebrale si portano a cervelletto raggiungono cervelletto

controlaterale, quelle da midollo spinale raggiungono cervelletto omolaterale o ipsilaterale.

Via spino-cerebellare dorsale e via cuneo-cerebellare portano a cervelletto informazioni su

movimenti in atto. Nucleo cuneato accessorio, attraverso cui informazioni che originano in

contingente mediale di radici posteriori decorrendo in fascicolo gracile, si portano in territorio

di tronco encefalico dove c’è nucleo cuneato accessorio. Colonna di Clark dà origine a via

spino-cerebellare dorsale che arriva fino a tronco encefalico e si porta a cervelletto

attraverso peduncolo cerebellare inferiore. Via cuneo-cerebellare si porta a nucleo cuneato

accessorio da cui origina proiezione che si porta a cervelletto. Sia fibre che originano da arto


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rot89

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (6 anni)
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher rot89 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Barajon Isabella.

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