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Appunti musicologia

Parte A: Teoria

Musico-logia: la musica intesa come sapere, come cultura.

Definizione di musica

La definizione di musica cambia nello spazio e nel tempo (ogni cultura ha la sua idea). La musicologia si divide come disciplina in tre settori principali:

  • Musicologia storica: si occupa maggiormente della musica occidentale scritta. Questa suddivisione indica che la musica è ciò che viene visto nello spartito. Questa branca si collega molto con la filologia (cioè lo studio della trasmissione delle opere attraverso le fonti).
  • Musicologia sistematica: si occupa di come funziona la musica (acustica, funzionamento dell’oggetto musicale, elementi che compongono lo strumento). Questa branca comunica molto con discipline più scientifiche.
  • Etno-musicologia: cioè orale, che si tramanda oralmente. Per l’etnomusicologo la musica è parte di una cultura. Alle sue spalle sta l’antropologia culturale (i sistemi comunicativi e come essi si impiantano). Molto importante in questo caso è lo studio dei contesti, delle tracce tramandate, delle culture.

La musica permette, da un certo punto della storia, di distinguere il suono dal rumore; anche se per alcuni la musica è una selezione di suoni che l’uomo fa in base al suo obiettivo. In alcune culture orientali invece la musica è concepita come il suono della foresta. Ciò che sappiamo di certo è che è un insieme di suoni scelti dall’uomo. Un sistema di suoni generati (trasmessi) dall’uomo, Cook definisce la musica come che siano piacevoli da ascoltare e che siano tali in sé e non semplicemente per il messaggio che trasmettono.

“Generati dall’uomo” esclude i sospiri del vento o il canto degli uccelli ad esempio “Piacevoli da ascoltare” esclude il discorso, anche se qualche volta parliamo di qualità musicali a proposito di opere poetiche e letterarie. La musica non ha un significato immutabile conferitogli dalla cultura; è in primis un insieme di suoni. Anche i suoni della natura, devono essere generati dall’uomo per diventare musica secondo Cook (registrazione ad esempio).

Dal momento che la musica e le sue associazioni di significato variano sostanzialmente da luogo a luogo, essa funziona come simbolo di identità nazionale o regionale. La musica diventa un oggetto identitario perché il significato viene attribuito dall’uomo. L’identità si lega alla musica perché la musica è un’esperienza che ha la possibilità di assumere diversi significati. La musica viene definita il linguaggio dei sentimenti, e il linguaggio universale.

Innanzitutto, la musica non ha una funzione denotativa, e non può essere un linguaggio. Dall’altra parte visto che si muove nello spazio e nel tempo non può essere universale, perché il suo significato varia a seconda delle interpretazioni. La musica piuttosto è un’esperienza universale, perché tutti gli uomini del mondo conoscono la musica. È il fatto che trasversalmente venga fatta una selezione di suoni dagli individui di tutto il mondo. È più difficile dire che è un linguaggio, e se lo è ha un significato mobile. La musica ha iniziato ad esprimere i sentimenti all’epoca del barocco; precedentemente era un punto di contatto tra la terra ed il cielo.

Musica è una parola davvero piccola per poter comprendere qualcosa che assume tante forme quante sono le identità culturali e sottoculturali. E come tutte le parole piccole, comporta un pericolo. Quando parliamo di musica siamo portati a credere che c’è qualcosa che corrisponde a quella parola. Ma quando parliamo di musica parliamo davvero di una molteplicità di attività ed esperienze: è solo il fatto che le chiamiamo tutte “musica” a fare sembrare ovvio che abbiano a che fare l’una con l’altra. Alcune culture non hanno nemmeno la parola “musica”, essa non viene distinta, ad esempio dalla danza o dal teatro.

L'autenticità in musica

La gioventù trovò negli anni '50 nel rock la sua musica più autentica, che esprime al meglio l’anticonformismo. Elvis ebbe grande successo per questo in occidente, e al suo tempo si diffonde il Rock n’Roll, che però derivava dal Rhythm and blues (urbano). Il rock non era altro che un rifacimento delle canzoni blues, nasce qui il concetto di cover, dalle rifatte dai bianchi per non pagare i diritti d’autore. Il rock nasce quindi come un fenomeno di usurpazione; il rapporto che però ha assunto con le generazioni giovanili degli anni '60, lo interpreta come la musica più autentica, cosa che in realtà non è. Questo valore non sta nella musica in sé, ma nel significato che il genere ha assunto in sé.

Dopo i movimenti di rivendicazione dei neri d’America, compresa la necessità di rivendicare quest’usurpazione del rock, si è venuti a conoscenza di questa storia. Elvis riprese proprio l’omonima canzone Hound Dog da una cantante Blues. Quando poi c’è stata questa rivendicazione dei neri d’America, il rock allora ha investito nella nuova rivendicazione degli artisti, ricreando poi un nuovo genere: l’alternative rock.

Acustica

Il suono è contraddistinto da quattro parametri:

  • Altezza: suono alto e basso
  • Intensità: suono forte o piano
  • Durata: suono lunghi o brevi
  • Timbro: riguarda il colore sonoro

Il suono è un’onda. Intensità e altezza sono effetto di un diverso tipo d’onda. Al giorno d’oggi per accordare gli strumenti viene utilizzato il La a 440 Hz. Se l’accordatura viene effettuata ad un altro diapason, le note risultano totalmente diverse in termini di semitoni. Se gli Hz si abbassano il suono è più basso e avvolgente, contrariamente diventa poi acuto.

Didattica della musica

Agli inizi della scuola italiana la lezione di musica era considerata un’attività ricreativa, di svago, legata alla danza, all’educazione fisica da fare dopo le vere lezioni di matematica e linguistica. Essa è invece una vera e propria disciplina, una vera arte. La musica ha anche una funzione estetica: quando viene ascoltata durante un concerto, con l’intento di essere contemplata; così come in un museo viene fatto con un affresco. Estetica: branca della filosofia che si occupa del bello, sia artistico che naturale. Un’altra funzione della musica è quella di intrattenimento, che avviene nel momento in cui la musica non viene “contemplata”, ma fa semplicemente da sottofondo.

L’educazione musicale si rivolge a due fronti:

  • Insegnamento delle note, dell’abc della musica
  • La musica come conoscere: la musica come qualcosa che appartiene alla nostra cultura musicale. La didattica dell’ascolto si situa in quest’ultimo fronte dell’educazione musicale.

La didattica dell’ascolto può essere:

  • Ascolto strutturale
  • Ascolto riflessivo

Parti di una canzone

Melodia (Motivo): linea del canto; cioè la dimensione orizzontale del pezzo musicale, che procede linearmente insieme al tempo.

Armonia: dimensione verticale, la dimensione degli accordi. Le sonorità prodotte dall’esecuzione del pezzo musicale che mi consente di dare un’identità alla fonte sonora coinvolta.

Timbro: qualità del colore sonoro, è un concetto più ampio rispetto al timbro, che coinvolge anche l’aspetto percettivo.

Sound:

Generi musicali

Sono categorie che ci consentono di riconoscere una serie di musiche con dei tratti comuni. I generi però possono mescolarsi e dialogare tra loro, dando vita all’espressività delle opere d’arte. Per distinguere un genere dall’altro si guarda alla melodia, all’armonia e al timbro o sound. Sopra i generi musicali ci sono categorie ancora più ampie: musica scritta (notata) e musica che si tramanda per tradizione orale, a memoria. Il musical ad esempio è un genere musicale, che rientra all’interno della macro-area del teatro musicale, il quale include anche l’opera ad esempio.

Musica scritta

Per musica scritta si intende una musica dove tutte le note sono scritte: cioè la musica classica. Per questo motivo si è tramandata nel tempo, ed è rimasta tale. La musica scritta è una musica che tendenzialmente può elaborare strutture più complesse e lunghe. Di fatto però la storia della musica classica si è occupata solo di un livello sociale: l’alta società. Fino all’800 la musica classica era dedicata semplicemente alle classi sociali elevate; per questo nella storia della musica si ha una visione parziale: manca la musica popolare. La storia della scrittura musicale in Europa inizia con la scrittura dei canti gregoriani, nato nel VI secolo d.C. ma sviluppatosi a partire dall’alto medioevo.

Classi terminologiche della musica

  • Musica d’arte
  • Musica colta
  • Musica classica
  • Musica scritta delle classi sociali più alte nella storia europea

Musica orale

Il jazz è una musica a trazione orale, anche se a volte ha una semplice partitura, utile per le improvvisazioni (una scaletta semplice). È possibile conoscerla solo se ne rimane ancora memoria.

La notazione musicale

La notazione musicale cerca di mettere per scritto la musica, ma non riesce completamente in questo scopo. La trascrizione è sempre parziale. La musica è un’arte del tempo, con la notazione si cerca di darne una resa attraverso una resa bidimensionale spazializzata.

Funzioni della notazione

  1. Conservazione: nel tempo
  2. Comunicazione: si scrive la musica cosicché altre persone, oltre al compositore, possano leggerla, riprodurla o suonarla
  3. Concezione/elaborazione della musica: la notazione, quando c’è, è un elemento portante del pensiero musicale che si è costruito in quel momento.

Notazione sul pentagramma

È un tipo di notazione, quello classico. Partitura: è una pagina di musica in cui si cerca di scrivere la totalità delle voci strumentali e vocali coinvolte nell’esecuzione. Nella partitura nella parte di sinistra troviamo spesso una parentesi graffa, che sta ad indicare un sistema, che può racchiudere più pentagrammi/righe, che eseguono un determinato pezzo musicale. Ogni riga è dedicata ad uno strumento o ad un gruppo di strumenti, se si tratta di un’orchestra; il numero preciso di strumenti per quella determinata riga comunque, non sono indicati.

Il rigo musicale del pentagramma

È una tavola alla quale devo dare dei parametri:

  • Sull’altezza dei suoni: attraverso le chiavi di riferimento (chiave di violino, o di sol, chiave di basso, chiave di viola). Le chiavi sono segni convenzionali che ci fanno comprendere l’altezza dei suoni e la loro identificazione in modo preciso nello spettro dall’acuto al grave. Ogni chiave sta ad identificare se le note sono più acute (chiave di violino) o gravi (chiave di basso).
  • Sulla durata dei suoni: questo è il punto di vista ritmico.
  • Sull’intensità del suono: con delle lettere o con delle espressioni, si cerca di identificare l’intensità del suono. Esempio: P=Piano.
  • Il parametro che manca è quello che indica il timbro, cioè la qualità sonora dei diversi suoni che producono la musica. Proprio per questo è possibile avere interpretazioni diverse della stessa sinfonia.
  • Un ulteriore parametro che non considera è su come il musicista deve muoversi per produrre il suono. È una notazione che è possibile fare con qualsiasi strumento, è più duttile.

La tablatura

L’altra tipologia di notazione è quella opposta, la tablatura, la quale, al contrario della partitura, fornisce informazioni sul timbro e sul modo nel quale uno strumento deve essere suonato. Prima vi era l’intavolatura.

L’intavolatura ha tante righe quante sono le corde dello strumento che si intende suonare. Esempio: Liuto: 6 corde, Chitarra: 5 corde, Basso: 4 corde.

Vantaggi della trascrizione sul rigo

  • Trasferibilità per più strumenti musicali
  • Più precisa dell’altezza dei suoni, tramite le chiavi
  • Poiché ogni nota ha una sua durata ho una descrizione più precisa della durata dei suoni

Svantaggi della trascrizione sul rigo

  • Poca chiarezza sul timbro
  • Poche informazioni sull’utilizzo dello strumento

Vantaggi e svantaggi della trascrizione sull'intavolatura

Vantaggi:

  • Per lo strumento in questione è molto immediata da interpretare come trascrizione.

Svantaggi:

  • È una scrittura meno musicale perché legata a quello strumento

Le differenze principali tra le notazioni utilizzate da noi, in occidente, sono sullo scopo. In entrambi i casi poca rilevanza è data al timbro. In altre notazioni orientali invece viene data molta importanza al timbro e meno agli altri parametri.

Paleografia musicale

È la parte della musicologia storica che si occupa di decifrare e notazioni antiche e di studiare la storia della notazione.

Sistemi di notazione antichi

Nel 1000/1100 (Medioevo) venivano utilizzate partiture molto diverse da quelle che utilizziamo noi oggi, tanto che possono risultare, a volte incomprensibili. Cook tra i metodi per conservare la musica nel tempo, anche la registrazione, e non solo la trascrizione scritta. La registrazione, pur essendo una trascrizione fedele della musica, perderà di significato comunque nel tempo. Una registrazione, ascoltata distanza di tempo, non sarà mai comprensibile al 100%, a causa della differenza con i gusti dell’epoca ecc.

Questo rappresenta per Cook un paradosso della musica. Più si cerca di rendere oggettiva la trascrizione della musica, più non ci riusciamo. La musica non si lascia mai ridurre ad oggetti concreti, perché è un concetto molto più volatile.

Periodizzazione della storia della musica occidentale

Il primo elemento che caratterizza la storia della musica occidentale è il fatto di essere scritta; ma la musica non è stata soltanto scritta. La musica d’arte/scritta/classica ha trovato spesso contatto con le musiche di tradizione orale; basta pensare a numerosi compositori che hanno preso ispirazione dalla musica popolare. Ci sono poi musiche a tradizione mista a cui appartiene un fenomeno che spesso viene trascurato: quello dell’improvvisazione, uno dei motori dell’arte musicale. Per “improvvisazione” si intende una musica suonata dal vivo; è un insieme di attività volte a creare una canzone partendo a una semplice melodia ad esempio. Il jazz, pur essendo molto simile all’improvvisazione, è diverso da essa, vengono qui stabilite alcune linee guida. Il jazz è una sorta di improvvisazione con uno schema rigido da seguire.

L’improvvisazione può rappresentare la prima parte della composizione di una canzone, può essere il punto di partenza per un compositore. La musica scritta quindi può non essere necessariamente rigida nella composizione, può essere anch’essa libera come la musica orale, ad esempio quando parte proprio dall’improvvisazione.

Fasi di evoluzione della musica classica/scritta/d’arte

Il compositore di musica fino all’800 è stato considerato una sorta di artigiano, una figura di servizio, perché la musica era utile alle varie funzioni della corte: intrattenimento.

La prima fase della musica classica è stata la musica dell’età classica, che può essere definita quella delle tradizioni greche e latine. Il problema principale della musica dell’età classica è però che, pur essendoci stati metodi di notazione, non è oggi possibile suonarle, perché difficilmente decifrabili e appartenenti principalmente alla tradizione orale.

Tutto cambia però con l’inizio del medioevo (476 d.C.: caduta dell’impero romano d’occidente). Anche nel medioevo però non viene elaborato un sistema musicale vero e proprio; si ha qui una fase preparatoria, quella del canto liturgico o gregoriano, che ci porterà poi alla musica classica come conosciamo oggi. Il nome “Canto Gregoriano” deriva da Gregorio Magno, che si sviluppa in particolare però all’epoca di Carlo Magno e l’impero Carolingio. Si ha in questo periodo l’istituzionalizzazione di questo canto, che però era il canto della chiesa romana, in collegamento alle istituzioni dell’impero. Era un canto liturgico, cioè pensato per la chiesa, e in particolare, per le funzioni liturgiche (messa, liturgia delle ore, lodi, vespri e salmi).

Questo canto era però tramandato oralmente dai monaci. Nasce però la necessità di diffondere questi canti in tutto l’impero germanico, nasce quindi la necessità di scriverlo. Nascono i primi libri corali, in cui sono presenti le prime notazioni, tra 700 e 800 d.C. Queste note si sono poi evolute negli anni, fino ad arrivare tra il 900 e il 1000 d.C., epoca in cui nascono le note come conosciamo noi. La figura di inventore delle note è attribuita a Guido d’Arezzo o Guido Monaco. Lui stabilisce il nome delle note partendo da un Inno a San Giovanni (inizialmente infatti il nome delle note era diverso da quello conosciuto adesso).

Fino al Concilio Vaticano II e fino a quando la messa è stata in latino, è resistito nella chiesa il canto liturgico.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/04 Museologia e critica artistica e del restauro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher education97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Museologia e storia della musica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Giuggioli Matteo.
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