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Mozart e il violino

Mozart suonava anche il violino oltre al pianoforte, da quando era piccolo fino alla seconda metà degli anni '70. In seguito gli piacque fare musica da camera, suonando la viola e il pianoforte. Leopold, il padre, era un violinista di un certo prestigio. Figura ribelle in gioventù, violinista, che va a Salisburgo ed entra nell’orchestra di corte nel 1743. Compone opere e ha come ambizione quella di diventare maestro di cappella, ma arriverà ad essere solo il vice-direttore. Da un certo punto della sua vita riversa tutto sul figlio, per le sue frustrazioni.

Maria Anna Mozart, sorella di Wolfgang, era molto dotata, ma si punta tutto sul maschio. In quel tempo la musica aveva una pessima fama morale, una donna doveva sposarsi e acquisire una buona posizione. Leopold era borghese e si imbestialirà quando Wolfgang sposerà una donna di rango più basso. Oggi definiremmo Leopold un intellettuale e nel 1756, anno della nascita del figlio, egli pubblica un saggio, “Fondamenti di una scuola del violino”, che diventa il più importante trattato sul violino del '700, non solo in ambito professionale, ma anche culturale, che fece di Leopold una figura internazionale.

Inizia ad insegnare musica ai figli, il primo strumento che mette in mano a Wolfgang è appunto il violino. Egli organizza dei viaggi con tutta la famiglia, figli e moglie con duplice scopo: formazione ed esibizione.

Viaggi in Italia

  • Viaggio decisivo in Italia, da adolescente (1770-1771). L’anno prima (1769) il piccolo Mozart riceve il suo primo incarico ufficiale da violinista.
  • L’Italia era una grande opportunità per diventare operista e prima di lui molti la visitarono (Gluck, Handel, Johan Christian Bach). Viaggio di formazione e promozione professionale.

Leopold aveva il progetto ben preciso di trovare un posto fisso al figlio in Italia. La parte centro-settentrionale dell’Italia faceva parte dell’Impero asburgico, quindi si sente favorito, gioca in casa. Il governatore dello stato di Milano, città amica anche se non era un grande centro musicale (Roma, Venezia, Napoli erano centri più importanti).

Grazie al rapporto con il governatore riesce a far avere al figlio la prima commissione nell’estate del 1770: l’opera avrebbe dovuto aprire la stagione di Dicembre: Mitridate Re di Ponto. Rapporto stretto con Milano, altre due opere, ritorneranno a Milano infatti due volte:

  • Ascanio in Alba: per festeggiare il matrimonio di Ferdinando, figlio dell’imperatrice Maria Beatrice d’Austria.
  • Lucio Silla: Dicembre 1772 per l’apertura della stagione (al Regio Ducal Teatro).

Ritorno a Salisburgo

Dalle sue ceneri costruiranno Il Teatro La Scala e un altro teatro. L’Arciduca Ferdinando accoglie la richiesta di Leopold di assumere il figlio come maestro di cappella. Ferdinando ne è attratto, ma chiede alla madre che dice di no.

  • 1773: ritorno a Salisburgo, fino alla fine del decennio. Momento cruciale: 1773 – 1781 quando romperà con il padre e con Salisburgo, si trasferirà a Vienna.

Periodo che si svolge a Salisburgo a parte per un viaggio sfortunato a Parigi (1777-1778) senza il padre. Viaggio a rapporto stretto. Gli anni '70 rappresentano un periodo cruciale biograficamente e a livello musicale.

Anni 70 e il violino

  • 1700 – 1773 Viaggi in Italia.
  • 1773 – 1781 Salisburgo, dimensione ristretta, non c’è un teatro d’opera. Passa lì l’adolescenza più il periodo d’ingresso nell’età adulta: sono anni decisivi.

Diventa il compositore più in vista della città insieme al fratello di Haydn, Michael: non molto studiato, ma molto interessante e raffinato, rapporti molto intensi con Mozart dal punto di vista dello scambio musicale.

  • 1777/8 Viaggio a Parigi, Francia, a completamento della sua formazione.

Attinge da tre tradizioni: austro-tedesca, francese e italiana. Parigi: Mozart parte con la madre, il padre non ha l’autorizzazione di accompagnarlo. La madre muore proprio a Parigi nell’agosto del 1778. Viaggio dubbioso da parte di Wolfgang. Lì entra in contatto con gli illuministi. Viaggio sfortunato, no commissioni importanti, delusione dell’élite francese.

Sembra di non voler tornare più a Salisburgo, si ferma molto in Germania, dove ha conosciuto la famiglia Weber, si innamora della figlia Aloisa che dopo lo rifiuterà, allora sposerà la figlia più piccola Costanze. Vuole trovare un posto importante a Monaco, infine torna a Salisburgo (1778). Rapporto particolare con il violino, tendenza e voglia di fuggire che culminerà nella famosa rottura col padre e con l’ambiente di corte nella primavera del 1781, quando Mozart si fa cacciare.

Rottura con il padre

Il rapporto col padre era un grosso problema. Fa di tutto per esasperare la corte, in particolare l’arcivescovo Hieronymus von Colloredo, che non lo avrebbe mai cacciato se non fosse stato provocato. Ciò avviene a Vienna. Mozart non è mai disponibile agli eventi da lui organizzati, si fa cacciare e al padre dice di essere stato offeso nella sua persona e da musicista. Leopold ingoia il rospo: duplice rottura con ambiente di Salisburgo e padre. Da lì alla morte di Leopold (1787) i rapporti saranno molto freddi, si vedranno forse due volte. Rapporto glaciale soprattutto in vista del matrimonio con la Weber; la frattura è familiare, anche con la sorella che prende le parti del padre.

Trasferimento a Vienna

Wolfgang si trasferisce a Vienna: 1781 – 1791: Decennio straordinario e complesso. Scrive le opere più belle, diventa Mozart. Nonostante ciò le condizioni in cui si trova a vivere sono complesse. Il maestro di cappella di corte è occupato da Antonio Salieri, ma anche tutti i posti legati alla musica sacra sono occupati da grandi musicisti. La sua unica opportunità è quella di fare il freelance, il battitore libero.

L’unico incarico ufficiale nel 1787 quando muore Gluck, compositore delle musiche da ballo per la corte. Anni straordinari ma anche molto complicati. Quando Mozart muore, Costanze si risposa con Georg Nikolaus Nissen, che diventa il primo biografo di Mozart: molte lettere vengono censurate, ne si vuole dare un’immagine pulita e limpida.

Dà lezioni di piano, ha qualche allievo di composizione, suona, organizza concerti per sottoscrizioni, impresario di se stesso, vende gli abbonamenti/ingressi al pubblico, riceve commissioni.

Le Nozze di Figaro e la crisi

  • 1781-1786 Nozze di Figaro – primo libretto con Da Ponte

Vive al di sopra delle sue aspettative fino al 1786. L’opera è tratta dal dramma di Beumarchais: si attacca all’ancièn regime – rivoluzione francese. Trilogia: Barbiere di Siviglia, Le nozze di Figaro (1784), La madre colpevole. Le nozze di Figaro era una commedia proibita in tutta Europa – Da Ponte e Mozart si censurano, con punte antiaristocratiche.

Il rapporto con l’aristocrazia viennese si incrina: c’è una crisi economica nel 1788, guerra contro i turchi. Molti aristocratici non investono più sulla musica. Mozart che non ha entrate fisse, si trova a far conto con queste realtà. Mozart soffriva di reni fin da giovane, muore per un’influenza renale, per una setticemia, a 35 anni. Si pensava all’avvelenamento, ma non ci sono testimonianze a riguardo.

Anni 70 a Salisburgo

Gli anni '70 passati a Salisburgo sono un momento cruciale che porta Mozart a diventare grande. Mozart sistema, conclude e porta a compimento un certo stile ed estetica, visione della musica. Diventa grande e inizia a definire quelle che sono le sue idee di musica.

  • 1780 Idomeneo: ultima opera che scrive a Salisburgo, commissione ricevuta da Monaco, opera irrisolta, utopica, che per lui ha rappresentato un rimpianto, di cui non era affatto soddisfatto.

La riprenderà nel 1786, ma non riuscirà a darle quella veste definitiva che avrebbe voluto. Negli anni '70 Mozart sperimenta nuove idee in un terreno che è quello del suo rapporto col violino. Faceva parte del piano di studi approcciarsi ad uno strumento melodico: violino, strumento più comune nel '700, è lo strumento che si avvicina di più all’ideale vocale della voce umana.

Orchestra di Salisburgo, compito onorifico e non retribuito; in seguito gli viene dato il titolo di Koncertmeister: primo violino retribuito. Fino a quando nel '800 non si afferma la figura di direttore d’orchestra, esisteva la prassi per cui veniva affidata al primo violino la direzione dell’orchestra, responsabile dell’esecuzione. È un ruolo importante che dirige l’orchestra (ai tempi piccola, 10 elementi). Mozart diventa così bravo che si esibisce da solista.

Anni '70: composizioni con una parte di violino solista, che scrive per sé proprio da esecutore. Scrive 5 concerti per violino, intorno altre composizioni quali serenate con violino concertante. Questo periodo finisce con il viaggio a Parigi (anno di fine 1775 – il rapporto col violino entra in crisi).

Aria Re Pastore

Aria: Re Pastore – “L’amerò, sarò costante”: parte il violino solista che lui stesso suonò, un violino che duetta con la voce impersonata dal cantante. Rapporto molto ambivalente tra lui e lo strumento durante gli anni '70. Egli si trova d’accordo con molte idee del padre, nonostante gli attriti e il rapporto complicato. Mozart suona anche musiche di altri, si crea un piccolo repertorio.

Dalla prossima lezione, idee che ruotano intorno al violino, che Mozart attinge dal padre e che è molto vivo. Mozart scrive un concerto per violino ancora prima dei concerti per pianoforte. Serenate: eseguite alla fine dei corsi universitari (teologia, giurisprudenza), suonati in diversi punti della città. Violino è una presenza pervasiva. Vedi scheda delle composizioni.

Solo negli ultimi 20/30 anni si è data attenzione a questo aspetto della vita di Mozart che stiamo analizzando: il Mozart degli anni di Salisburgo e il rapporto con il violino. Questo legame è dato dall’utilizzo dello strumento come alter ego di un personaggio all’interno di un’azione scenica, nell’ambito del concerto.

Rapporto con l’estetica: Mozart si basa molto sulla formazione ricevuta dal padre. Leopold e il suolo che egli ricopre è molto importante e interessante. Egli per i fig

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/07 Musicologia e storia della musica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher b.rocchelli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Musicologia e storia della musica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Fertonani Cesare.
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