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Appunti modulo 1 "Investments"

Appunti presi a lezione e ben organizzati! Si riferiscono al primo modulo dell'esame di Investments, parte completamente trattata in italiano dal prof. Morara. Appunti basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Investments docente Prof. F. Morara Pisani

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ESTRATTO DOCUMENTO

§ Mercati (MR) esteri comunitari

principio mutuo riconoscimento

MRà estensione della operatività negli altri stati membri (italy)

liberta’ di accesso al MR da parte di intermediari comunitari

iscrizione nell’elenco consob (comunicazione dall’autority comunitaria)

à

consob non ha potere discrezionale ha solo potere oggettivo, può solamente

verificare applicazione del regolamento

§ Mercati esteri non comunitari

(riconoscimento e stipula di accordi con autority extracomunitarie)

Giudizio di equivalenzaà disciplina estera quanto è equivalente (in termini di tutele

degli investitori, formazione prezzi, vigilanza, liquidazione....) rispetto a quella

italiana/comunitaria??

Si applicano i principi dell’autorità più stringente cioè dell’autorità che applica la

regolamentazione più stringente.

LIQUIDAZIONE COMPENSAZIONE E GARANZIA DELLE OPERAZIONI

liquidazioneàdove si scambia il potere d’acquisto

compensazioneàsistema che allinea le posizioni alla chiusura della seduta borsistica

garanziaàsistemi che cercano di dare sicurezza al mercato garantendo il buon esito

dell’operazione. àper

Da liquidazione mensile (l.1/1991)à a liquidazione per contanti (t+2) dal 6/10/14

esempio oggi scambio e tra 2 giorni liquido.

Nel post-trade TUF distingue:

Operazioni su sf non derivatià spetta a banca italia e consob disciplinare sistemi di

comp.e liq.

Operazioni su sf derivatià clearing house (cassa di compensaz. E gar.)àfunge da

garante e strumento di compensazione

à

Con la mifid affermazione del principio di competizione tra le varie trading venues ma

anche tra i vari sistemi di liquidazione, compensazione e garanzia.

Ovvero la soc. Di gestione del mercato deve consentire ai partecipanti (in certi casi) di

poter utilizzare sistemi di comp. e liq. diversi da quello designato dal mercato stesso

(art.70 bis c.2 tuf). Per esempio, se in Piazza Affari c’è un sistema di compensazione di un

certo tipo e un’autorità estera vuole negoziare, sotto certe condizioni è sua discrezioni

rivolgersi al suo (dell’autorità estera) sistema di compensazione e garanzia.

TIPOLOGIE DI TRADING VENUES (come possono essere organizzati i mercati dal

punto di vista giuridico)

§ Mercati regolamentati MR

§ Sistemi multilaterali di negoziazione MTF

§ Internalizzatori sistematici

§ à à

OTF (MIFID II) ancora in fase di evoluzione si vuole mettere dentro i mercati

organizzati molti strumenti fin (tra cui derivati) che sono scambiati fuori mercato, per

dare maggior regolarità e trasparenza agli scambi

LE NUOVE PIATTAFORME

Italia (2007): 357 sso (sistemi di scambio organizzati registrati presso consob)

§ Standard di trasparenza minori delle borse e non omogenei!

§ Utilizzati per collocare e negoziare le obbligazioni degli istituti di credito

Noi stiamo parlado di mercati organizzati ma molti scambi avvengono OTC (over the counter)à è obiettivo

Mifid 1 e 2 cercare di riportare la maggior parte degli scambi nei mercati organizzati.

à

Mifid multilateral trading facility (MTF)

standard omogenei sulla trasparenza e negoziazione ; Analoghi ai mercati regolamentati.

Multilaterale ovvero che la struttura del mercato è fatta da tanti operatori in vendita e tanti

operatori in acquisto. Si contrappongono agli scambi bilaterali. Lo scambio avviene in

base a delle regole molto precise di prezzo e di tempo (a parità di prezzo lo scambio per la

proposta arrivata prima nel sistema).

SISTEMI MULTILATERALI DI NEGOZIAZIONE MTF

• sistema multilaterale gestito da un’impresa di investimento (essendo questo un servizio

di investimentoàgestire un MTF) o da un gestore del mercato che consentono l’incontro

(in base a regole non discrezionali ma stabilite in un regolamento) di interessi multipli di

acquisto e di vendita di terzi relativi a strumenti finanziari.

chi gestisce un MTFà può fare anche altro ; chi gestisce un MRà può fare solo quello ma può anche

gestire un MTF.

Occorre autorizzazione consob per dar vita ad un MTFà regole di funzionamento,

strumenti negoziati e procedure di vigilanza sono stabiliti nel regolamento autorizzato.

Legislatore preferisce MTF e mercati regolamentati in quanto sono le due tipologie che

tutelano maggiormente la parte debole che vuole andare in quei mercati a scambiare.

Intermediario deve chiedere autorizzazione del cliente per eseguire ordine in altri canali

(internalizzatori). à

Differenze rispetto alla borsa (mercati regolamentati che sono pubblici ma non

ufficiali)

• gli emittenti di titoli quotati nei mercati regolamentati sono sottoposti alle:

§ Direttive sui prospetti informativi (direttiva che stabilisce, quando il titolo deve

essere quotato, l’informativa che deve essere comunicata al pubblico tra cui le info

price sensitive)

§ Market abuse (regolamentazione insider trading e aggiotaggio)

§ Opa (regolamentazione offerta pubblica di acquisto)

§ Transaction reporting (obblighi di comunicazione all’autority di controllo dei dati

sugli scambi)

+ protezione per gli investitori

• quando un titolo quotato in un mercato regolamentato viene negoziato anche in un MTF

à

senza il consenso dell’emittente emittente non soggetto ad alcun obbligo nei confronti

dell’ MTF riguardo alla: divulgazione iniziale informativa continuativa “price sensitive” ..

Basta che l’obbligo venga assolto con il gestore principale ovvero l’MR.

Il funzionamento di un mtf

Chi lo gestisce deve garantire:

§ Regole trasparenti e non discrezionali (criteri oggettivi)

§ Modalità di ammissione degli operatori & strumenti

§ Modalità di negoziazione, esecuzione e regolamento tra operatori

§ Trasparenza (“..contrattazioni in modo equo e ordinato”)

Gestore di mercato regolamentatoà esercita attività esclusiva; può essere gestore di un

MR e anche di un MTF oppure solo MR.

Gestore di un MTFà Il gestore può essere società di gestione (ovvero che gestisce un

MR) oppure un’ impresa di investimento (in quanto gestire un MTF è servizio di

investimento). L’impresa di investimento non può gestire un MR.

Trasparenza informativa:

§ norme sull’informativa pre e post negoziazione uguale tra MTF e mercati

regolamentati

§ no regola della best execution in MTF se operazioni concluse tra membri o

partecipanti della piattaforma (a meno che non operino in c/terzi)

à

Gestore di un MTF deve organizzarsi un sistema di controllo interno efficace nel

valutare il rispetto delle regole in quanto il gestore ha la funzione di controllo del

funzionamento del mercato.

Le eventuali violazionià comunicate all’autority (consob).

Norme sul market abuse (direttiva)à valide solo se il titolo quotato in mercato

regolamentatoàse non lo è, nell’MTF non si può applicare questa normativa sui reati

à

finanziari. Se non è quotato, valgono norme cod.civ. aggiotaggio art.2637

à

Aggiotaggio cod.civ.2637 disciplina scambi di strumenti non quotati nei MR

• «chiunque diffonde notizie false, ovvero pone in essere operazioni simulate o altri artifizi

concretamente idonei a provocare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti

finanziari non quotati o per i quali non è stata presentata una richiesta di ammissione alle

negoziazioni in un mercato regolamentato ovvero ad incidere in modo significativo

sull'affidamento che il pubblico ripone nella stabilità patrimoniale di banche o di gruppi

bancari, è punito con la reclusione da uno a cinque anni».

• con operazioni di aggiotaggio è possibile trarre grandi profitti illeciti, provocando

conseguentemente danni economici agli altri operatori sul mercato. Oltre che dal punto di

vista giuridico e penale, questo reato è considerato anche particolarmente deplorevole dal

punto di vista morale, in quanto il danno economico maggiore ricade molto spesso sui

piccoli risparmiatori

• prescrizione in 7 anni Nel mercato regolamento non si possono

quotare strumenti se non dietro autorizzazione

dell’ente emittente mentre nel MTF non serve

l’autorizzazione.

• Soc.gestione MTS spaà mercati all’ingrosso

àmercati

• Soc.gestione BORSA ITALIANA spa al dettaglio

à

INTERNALIZZATORI SISTEMATICI (IS) impresa di inv. o intermediario fin.

funziona come il banco al casinò, uno contro tuttiàun operatore (intermediario) negozia in

contropartita diretta con gli altri. L’intermediario vende o compra prodotti in conto proprio.

Esempio: uno che vuole vendere titolo Fiat si rivolge ad un IS che compra il titolo e finisce

nel suo portafoglio; un altro soggetto vuole comprare titolo e rivolge all’IS che vende il

titolo dal suo portafoglio.

Divento internalizzatore se:

1. Negozio in c/proprio

2. Eseguo scambi in modo:

• sistematico (con orari di apertura e chiusuraàregole oggettive)

• frequente (frequenza nella negoziazione)

• organizzato (regole ben preciseàregolamento)

•attivita’ importanteà procedure non discrezionali (per ogni titolo ci sarà proposta in

acquisto e proposta in vendita; generalmente la proposta in acquisto sarà più bassa;

spread tra le due posizioni)

•personale e sistema tecnico dedicato

•accessibilità regolare e continua ai clienti

•no soglia minima degli scambi

à

•richiesta formale alla consob tipologia di strumenti negoziati, tipologia di investitori,

canale di diffusione, contratti conclusi.. pre e post negoziazione

à

Sistema quote-driven non order-driven

*order-drivenà la dinamica di variazione di prezzo è guidata dagli ordini che sopraggiungono all’elaboratore;

tanto più ordini in acquisto arrivano più la quotazione si alza e tanti più ordini di vendita arrivano più la

quotazione si abbassa. Quindi è l’ordine che guida la fluttuazione.

Il Mercato Telematico Azionario (MTA) è un mercato order driven: gli investitori inviano al mercato le loro

proposte di negoziazione che vengono esposte in un book ordinato in funzione del prezzo (regola primaria) e

dell'istante in cui l'ordine è giunto sul mercato (regola secondaria). In particolare le proposte di acquisto

vengono ordinate in maniera decrescente rispetto al prezzo, mentre le proposte di vendita vengono ordinate

in maniera crescente. A parità di prezzo le proposte vengono ordinate cronologicamente dalla più "vecchia"

alla più "recente". Quando un nuovo ordine giunge sul mercato viene automaticamente confrontato con gli

ordini presenti sul lato opposto del book e viene eseguito soltanto se è presente almeno un ordine a

condizioni uguali o migliori.

*quote drivenà se arrivano tante proposte di acquisto si abbassano i prezzi di vendita e quindi il sistema

porta il titolo a prezzi più alti. Se arrivano tante proposte di vendita si abbassano i prezzi di acquisto (denaro)

e il titolo si svaluta.

Contrariamente ad un mercato ad asta, dove i prezzi si formano a seguito dell'incrocio degli ordini di

acquirenti e venditori, un mercato quote driven è "guidato” dalle quotazioni (prezzi) proposte dai market

makers. Il market maker espone con continuità due prezzi: un prezzo denaro (bid) al quale è disposto ad

acquistare l'attività sulla quale fa mercato e un prezzo lettera (ask, più elevato) al quale è disposto a

vendere. La differenza tra i due prezzi è denominata differenziale denaro-lettera (bid-ask spread). Il market

maker costituisce un elemento fluidificante del mercato poiché assume posizioni in proprio, in contropartita

con gli investitori. Tale operatore trae profitto dalla differenza (spread) tra il prezzo di vendita e quello di

acquisto degli strumenti. Le quotazioni del market maker sono impegnative nel senso che egli è obbligato a

concludere lo scambio alle condizioni (prezzo e quantità) esposte oppure a condizioni migliori nei confronti di

chiunque ne faccia richiesta seguendo le regole del mercato. Esempi di Mercati Quote Driven sono il

NASDAQ statunitense e il MTS italiano.

•quotazioni Domanda&Letteraà spread

Con mifidà questi prezzi fatti dall’IS per essere attendibili devono essere proposte

irrevocabili.

(leggere)

Sistema di protezione per intermediario :

1. Segmentazione clientelaà intermediario sceglie tipologia di investitore che può

accedere alle quotazioni (inoltre diritto ad interrompere rapporto al verificarsi di

determinate condizioni: per rischio controparte, credito)

2. Scambio irrevocabile solo per il cliente dell’intermediario (generalmente clienti al

dettaglio) ; funzione segnaletica per gli altri.

3. Classificazione dei titoliàobbligo alla quotazione solo per azioni liquide

4. Quotazione revocabili (non obbligatorieàsi può rifiutare di comprare o vendere) rispetto

ai volumi:

§ Per transazioni saltuarie con investitori professionali

§ Per transazioni di volume oltre determinati quantitativi (quelli standard del

mercato...). Dimensione standard definita in base al valore medio delle operazione.

per esempio: se l’IS ha come cliente un fondo comune, che compra pacchetti di titoli di volumi non certo

uguali a quelli che acquista un cliente al dettaglio, potrebbe non avere disponibilità dei titoliàla proposta in

quel caso è revocabile. E’ irrevocabile quindi per i volumi del cliente al dettaglio e sono stabiliti appunto dei

quantitativi sotto il quale la proposta è sempre irrevocabile.

5. Quotazioni irrevocabili (rispetto ai volumi):

§ Per transazioni di volumi entro determinati quantitativi (quelli abituali per un

investitore al dettaglio)à tra (7.500 euro ordine dettaglio) e (ordine standard)

6. Possibilità di diversificazione del prezzo rispetto ai volumi:

All’interno del range (tra quelli abituali per un investitore al dettaglio e quelli standard del

mercato) possibilità di prezzi differenti rispetto all’ordine.

esempio: fondo comune gli chiede un milione di titoliàl’ IS potrebbe per i primi 500.000 titoli offrire un prezzo

poi per i restanti un prezzo+10% o -10%.

7. Per i clienti professionalià possibilità di esecuzione a prezzi riservati

Non necessariamente migliori (entro forbice)à volumi elevati.

Riepilogo:

• fino dimensione investitori al dettaglio (< 7.500 euro)à quotazioni irrevocabili per tutti

• tra dimens. ”Dettaglio” e “standard”à investitori istituzionali possono godere di prezzi

riservati (migliori). VA CONTRO TEORIA EFFICIENZA DEI MERCATI.

• oltre dimens. ”Standard”à proposta revocabile per tutti.

OTF (ORGANIZED TRADING FACILITY) -NEW-

SISTEMI ORGANIZZATI DI NEGOZIAZIONE

• legislazione comunitaria:

àobiettivo evitare proliferazione dei «DARK POOLS»

(scambio strumenti fuori dai mercati organizzati)

Norme sull’informativa pre e post negoziazione uguale alle altre sedi

• Esporre pubblicamente criteri di selezione degli SF ammessi alla negoziazione

• Rispetto al MR e MTF il gestore ha margine discrezionalità sulle modalità di

• esecuzione dell’operazione (sistema personalizzato)

àBEST

Garanzia per investitore EXECUTION

• Il gestore non può impiegare capitale proprio

OBIETTIVO DEL LEGISLATORE COMUNITARIOàcreare legislazione per incentivare

scambi dentro mercati organizati (soprattutto strumenti derivati):

1. AUMENTARE EFFICIENZA DEI MERCATI (in quanto aumenta potere informativo degli

strumenti scambiati)

2. AUMENTARE TUTELA DELL’INVESTITORE (se nei mercati organizzati vengono

scambiati il 10% di tutti gli scambi che in un particolare periodo si realizzano su un

particolare strumentiàprezzo poco significativoàbisogno risolvere per dare più

importanza ai prezzi che si generano)

deve soddisfare regole più discrezionali ma meno stringenti rispetto a MR e MTF.

Mifid II (da leggere)

• Uniformare standard operativi tra le varie sedi di esecuzioneà MERCATO UNICO

• TRASPARENZAà condividere informazioni tra le varie sedi (real-time)

– Eventuali, sospensioni, ammissioni, quotazioni..

– OBBLIGO DI COMUNICAZIONI DATI ANNUALI SULLE QUALITA’ DI ESECUZIONE X

SEDI DI NEGOZIAZIONE

à

– INTERNALIZZATORI POST-TRADE TRASPARENCY OBLIGATIONà obbligo

pubblicazione prezzi e volumi su operazioni concluse

– OBBLIGO DI COMUNICAZIONE DELL’IMPRESA DI INVESTIMENTO ALL’AUTORITY

SE SI USANO ALGORITMI NELLE STRATEGIE DI NEGOZIAZIONE (assicurare ordinato

svolgimento del mercato)

es. computer con algoritmi che nel momento stesso che si ha una certa quotazione, il computer fa partire

proposte in acquisto e in vendita ; controllo umano non presente ; presenti nei patrimoni a gestione passiva

• Obbligo di trasparenza più stringenti per i derivati OTC e su commodity

– (derivati

àesenti

scambiati over the counter da disclosure imposte dalle sedi regolamentate)

– Derivatià modificano il sottostante ‘?? creano instabilità (periodi di crisi)

– Regola mifid IIà DERIVATI OTC «standardizzati» devono essere scambiati in MR o

MTF o OTF

– REGOLE DI LIMITI SULLE POSIZIONI E CONDIZIONI DI REGOLAMENTO PER

SCAMBIO FISICO A SCADENZA (NON SOLO CASH-SETTLEMENT)

• CENTRALITA’ DELL’ESMA (autority europea sugli sf e mercati)à regole attuative, poteri

autorizzativi (autorizza OTF), vigilanza (poteri delle autority nazionali)

• Creare nuova sottocategoria mercati PMI in crescitaà facilità di finanziamenti

– Capitale 40-100 ml negli ultimi 3 esercizi

La mifid 2 interviene in modo ancora più pressante sulla trasparenza informativa.

Mifid 1 (2007)ànon è stata in grado di fronteggiare la crisi del 2008. Il legislatore allora è

intervenuto sulla parte della trasparenza.

IL MERCATO FIN.

Premesso che gli agenti sul mercato sono agenti razionali, il prezzo di uno strumento è

dato da una sedimentazione di informazioni. Es. Fiat dichiara nuova automobile che

à

secondo il management porterà un’utile di gestione del +5% sul mercato chi è razionale

andrà lungo. Questa info perciò produce un aumento del prezzo del titolo visti gli operatori

che andranno ad acquistarlo dopo quest’informazione. Condizioniàagente razionale e info

veritiera e attendibile. Efficienza informativaàtutti gli agenti sul mercato devono avere lo

stesso set informativo.

Perché ci sia buon funzionamento del mercato, l’info deve essere completa (se magari

contiene risvolti economici sull’azienda), continua e attendibile (la comunica il

management o una persona a caso?) circa gli strumenti fin e gli emittenti.

infoàstrategia (info interpretata dal singolo soggetto: rialzista, ribassista, di

copertura)àazione (proposta di neg.)àprezzoà…info (alcuni operatori non ascoltano info

ma guardano solo il prezzo)

Approcci:

§ à

analisi fondamentale studia cosa c’è sotto a un determinato prezzo, studia

azienda.

§ analisi tecnica non studia l’emittente e i suoi bilanci per calcolare il prezzo teorico

del titolo e confrontarlo col prezzo di mercatoàprende prezzo come un dato, come

un’info, tutta l’info è contenuta sul prezzo e da esso parte la strategia. Implica che il

mercato sia efficiente sotto il profilo informativo. Random walkànulla mi garantisce

che il prezzo alto si rialzi o il prezzo basso si ribassi.

I vantaggi informativi creano il malfunzionamento del mercato; chi ha vantaggi di questo

genere ha market power molto ampioàabusi di mercatoàperdita di fiducia degli operatori

contro il mercato stesso.

La legislazione ci porta verso termini di efficienza ma l’efficienza assoluta è puramente

teorica. Se io ho un vantaggio informativo e non lo comunico al mercato, alimento

un’inefficienza informativa.

Come si previene il problema? Come si può uniformare dal punto di vista informativo tutti i

soggetti?

Un articolato sistema di obblighi informativi “comunicazioni al pubblico” previene le

problematiche dell’asimmetria informativa nel mercato e quindi i comportamenti illeciti

perseguibili penalmente e civilmente.

1. AZIONE PREVENTIVAàimpongo obblighi regolamentari su determinati soggetti

(emittenti, soc gestione dei mercati, ecc)à per es. agli emittenti obbligo di

comunicare periodicamente i bilanci, info societaria e tutte le info price sensitive

(info che potrebbe muovere il prezzo dell’asset).

2. AZIONE REPRESSIVA

La diffusione di informazioni non corrette, il compimento di operazioni falsificano il

che

meccanismo di fisiologica formazione dei prezzi, l’utilizzo di informazioni privilegiate sono

solo alcuni comportamenti che si pongono in contrasto col modello ideale di buon

funzionamento del mercato.

à

Fine anni 80’ normativa di riferimento sull’insider trading

LEGISLATORE COMUNITARIO

DIR. 89/592/CEE Insider Trading

DIR. 2003/6/CE Market Abuse ....

Direttive di secondo livello.. Regolamenti comunitari...

LEGISLATORE NAZIONALE

Recepimento direttive UE ...TUF ... & Regolamenti Consob...

àAl fine di presidiare il corretto funzionamento del mercato

Noi avevamo già una normativa ben adeguata e tra le più stringenti in materia di reati fin.

Prima suddivisioneà2 tipi di reati fin. :

§ insider tradingàutilizzo di info riservata o privilegiata sfruttata da parte di individui

sui mercati ; ha tutti i connotati di essere info price sensitive; in quanto non pubblica

non si può usare.

§ manipolazione di mercatoàdiffusione di info falsa o mi comporto in modo da far

andare il mercato in una direzione che a me fa guadagnare

à

Informazione societaria comunicazioni al pubblico

Tu d.lgs 58,parte iv, titolo III, capo I: “informazione societaria”

Prospetto quotazione, comunicazioni al pubblico, alla consob, obblighi

Informativi emittenti SF diffusi, informazione contabile..

• emittenti quotati sono: soggetti ita o esteri che emettono sf quotati in ita

• disciplina dell’informazione societariaà soggetti:

§ Emittenti quotati nei mr (ufficiali) o soggetti che sollecitano pubblico risparmio

§ Emittenti non quotati i cui sf sono diffusi tra il pubblico in misura rilevante

§ Emittenti sf quotati nei mtf

Idoneità dello strumento finanziario ad essere oggetto di investimento tra il pubblico e

circolazione diffusa

Implica il rispetto della disciplina sull’informazione societaria

(consob potere di regolamentare normativa )

Attenzione al gruppo controllato-controllante duplicazione obbligo??

Disposizioni generali

• disciplina dell’informazione societariaà oggetto:

àinfo

– informazione price-sensitive idonea a alterare il prezzo una volta resa pubblica.

Ovvero l’obbligo di comunicazione è relativa a tutta quella informazione che resa pubblica

può influire sul prezzo dello sf (informazione privilegiata) art.114 tuf

Informazione è privilegiata se:

§ Non e’ pubblica

§ E’ precisa

§ impatta sul prezzo dello sf

Tutte le azienda hanno info privilegiata non comunicata al pubblico per ragioni di

vantaggio competitivo; il fatto è che non può essere sfruttata in borsa da chi ne ha

possesso in quanto genera comportamento illecito.

insider dell’azienda quotataà operatori a contatto di info privilegiata, non sono in reato

anche solo quando sono in contatto con essa. Ma non possono agire in borsa e non

possono aprire posizioni: sfruttare info riservata per fini propri.

Tutte info hanno info riservate price sensitive, e non comunicata al pubblico per vantaggio

competitivo rispetto ai competitors. Ma su questa info, chi la detiene non può speculare in

borsa e aprire posizioni particolari su titoli dell’emittente, generando comportamento

illecito.

CONDOTTA PROIBITA DELL’INSIDER (SLIDES)

- agire con mio portafoglio

- vendere info ad altri

- vendere una raccomandazione (mi tengo per me info, offro consulenza a cliente e

dicendogli di comprare senza metterlo al corrente dell’info riservata)

Classificazione:

- insider primari: amministratori, sindaci, dirigenti, revisori, liquidatori ecc…sanzione

amministrativa + penale

- insider secondari: attraverso comportamento precedente che gli ha permesso di

sfruttare l’info. Solo sanzione amministrativa.

- insider criminali: chi ottiene in modo delittuoso, con attività già perseguibile di per

sé, le informazioni.

MANIPOLAZIONE DEL MERCATO.

= insieme di comportamenti che alternano il normale funzionamento del mercato.

Art. 185 TUF**

Loop che porta lontano dal nostro fondamentale.

à

Andamento ciclico del mercato valore fondamentale. Da qui si generano spirali che

girano attorno che indicano scollamenti dal fondamentali, con comportamenti referenziali

che fanno deviare dal valore. Questo si genera quando si trascura l’analisi fondamentale e

si guarda solo all’andamento del prezzo.

Prezzo = sedimentazione info.

Informazione genera strategia, genera azione e modifica il prezzo. dal prezzo si

ricomincia, si ricava nuova informazione e il cerchio si chiude. à

Autoreferenzialità dei mercati: creano loop all’interno, come sistema chiusi bolla

speculativa. Sistema che si autoalimenta con spinta endogena perché operatori attivano

strategia da dentro guardando alla quotazione e si arriva a strategia, e da qui si compie

azione che riattiva nuova comportamento.

Se il manager ha info price sensitive e ci guadagna: è un reato perseguibile e

condannabile, si attivano azioni giuridiche per punirlo, ma la pena è proporzionata

all’entità del danno che il comportamento ha provocato al buon funzionamento del

mercato.

Negli MTF c’è pena mitigata perché non è mercato ufficiale e l’importanza della

piattaforma dal punto di vista pubblico è più contenuta.

Divieto di aggiotaggio: articolo del codice civile.

Fattispecie più ampia nel 2006 da legislatore comunitario.

MANIPOLAZIONE DEL MERCATO:

- AGGIOTAGGIO INFORMATIVO: distribuisco notizie false, concretamente idonee a

provocare alterazione sensibile del prezzo di strumenti finanziari. Es. PARMALAT.

Queste condotte in concreto alterano in modo sensibile il prezzo delle azioni e

obbligazioni riferibili al gruppo.

- AGGIORAGGIO MANIPOLATIVO: chiunque pone in essere operazioni simulate o

altri artifizi concretamente idonei a provocare un’alterazione sensibile del prezzo di

strumenti finanziari (previsti negli ordinamenti di recepimento delle direttive di

riferimento). à

Fino a qui siamo in un illecito amministrativo solo aspetto sanzionatorio.

• Se in sede di giudizio emerge una concreta situazione idonea all’alterazione

• à

sensibile mutamento dello strumento ILLECITO PENALE. Qui siamo di

fronte al reato, oltre all’aspetto sanzionatorio c’è anche aspetto di illecito

penale con condanne e pene di altra natura e conseguenze.

à Caso LOTITO, s.s LAZIO s.p.a.

lanciare OPA= offerta pubblica di acquisto. Ci si deve impegnare a comprare a prezzo più

alto rispetto a quando non si lancia l’OPA.

Ai blocchi: fuori mercato, dove si negoziano pacchetti azionari fuori mercato.

à AGGIOTAGGIO MANIPOLATIVO: evitare di arrivare a 0,71, tenendosi a 0,39.

SI ALTERANO LE CONDIZIONI DI BUON FUNZIONAMENTO DEL MERCATO.

09/03/2017

TUB art.10 funzioni banca

Impresa di investimento e bancaàper riserva di legge, possono svolgere tutti i servizi di

investimento.

C’è un potere autorizzativo per esercitare questi servizi. Tali intermediari quindi chiedono

ad un’autorità di vigilanza un’autorizzazione per lo svolgimento di uno o più servizi. Altri

intermediari (che lavorano nel mercato fin. in senso stretto) sono SGR e SGA.

Schema fondo comune d’investimento:

progetto di investimentoàidea di acquisire quota di un fondo comune di investimento

(si investono 10000 euroàfanno aumentare il patrimonio autonomo del fondo in cambio di

un foglio che attesta la quota acquistata). Questa operazione è interfacciata da una rete di

vendita di matrice bancaria (essendo il nostro sistema “intermediation oriented”àsistema

in cui il passaggio di ricchezza dall’unità in surplus a quella in deficit è veicolato

dall’intermediario bancario ; può essere di due tipiàintermediazione pesante o leggera*).

Questo in quanto la maggior parte dei risparmiatori e soggetti economici italiani è cliente di

banca.

*intermediazione pesanteàdove l’intermediario acquista la posizione in proprio di un’unità

in surplus e la cede a quella in deficit acquisendo due posizioni in proprio, rischiando col

suo portafoglio. Offre a quella in surplus un progetto di investimento e offre a quella in

deficit un progetto di finanziamento. Qui l’intermediario rischia con la sua posizione

d’impresa.

intermediazione leggeraàequiparati ai market oriented. Sono sistemi in cui l’intermediario

mette in collegamento due parti contrapposte uscendosene con una commissione.

Nel contesto italiano, siamo in intermediazione pesanteàè la banca stessa che veicola al

cliente la proposta a comprare la quota di partecipazione di un patrimonio autonomo.

Rischia solo l’operatore in surplus.

SGR (sede in italia), SGA (società estera abilitata in Italia, svolge medesimo

servizio)àprende la ricchezza raccolta nel fondo e la investe sul mercato secondo un

regolamento firmato ex ante.

I modelli anglosassoni sono “market oriented” e la rete di vendita avviene maggiormente

con matrice non bancaria. In Italia tutto ciò avviene maggiormente tramite rete di vendita

con matrice bancaria ma esiste anche la rete non bancaria.

SGRàintermediario finanziario che una volta raccolti i capitali li investe in borsa;

gli investimenti sono disciplinati da un regolamento dove per esempio sono definiti i

soggetti che circoscrivono questo tipo di investimento quali:

banca depositariaàtiene in deposito il patrimonio autonomo (funzione di custodia)

• e svolge funzione di controllo interno e supervisione.

àagisce

SGR in nome a volte proprio ma per conto altrui; ne viene fuori con una

• commissione periodica; deve comunicare come si compone il patrimonio (dossier

titoli) e i risultati periodici di gestione agli investitori (essendo essi i soggetti che

rischiano) la cui veridicità viene attestata dalla banca depositaria.

Questo modello rispetto a un modello dove l’unità in surplus va a investire “fai da te” sul

mercato: confronto

La struttura dei costi di transazione nei mercati fin. produce importanti economie di scala

in quanto è a costi fissi. In un’operazione come quella finora descritta si crea un’importante

economia di scalaà il costi fisso viene spalmato in un ammontare di transazione

importante. Scegliendo il prodotto giusto opportunamente diversificato, l’impatto del costo

fisso è molto meno gravoso che nel caso del “fai da te”.

C’è quindi un abbattimento dei costi fissi e costi di transazione.

In Italia rispetto all’estero, c’è una criticità in questo modelloàil servizio di vendita del

prodotto è oneroso in quanto c’è una doppia transazione

Mercato italiano odiernoàtassi di interesse bassiàgenera contrazione margine di

interesse. Come guadagna allora la banca?

La banca nella sua funzione creditizia guadagna sul differenziale sul tasso di interesse

attivo (impieghi di ricchezza) e passivo (raccolta di ricchezza)àchiamato margine di

interesse. Svolge però altre attività (servizi finanziari) guadagnando con commissionià

margine di intermediazione. Negli ultimi anni, è venuto meno il guadagno tramite margine

di interesse (dovuto ad un avvicinamento tra tassi attivi e passivi) ed è stato compensato

dal guadagno sul margine di intermediazione.

Vedendo ridimensionato il guadagno sul margine di interesse e volendo salvaguardare il

suo ROE, sapendo di aver in mano il 90% dei depositanti italiani, la banca propone anche

strumenti finanziari come l’acquisto di quote di patrimoni autonomi e chiede una

commissione per il servizio di commerciale che svolgeàspesso più alta di quanto si

chiede l’SGRàc’è un “market power” che la banca vuole affermare. Se l’SGR vuole quindi

affermare i suoi prodotti nel mercato italiano ha due possibilità: o passa tramite una banca

oppure scatena i suoi promotori fin. e va porta a porta a presentare i suoi prodotti e

stimolarne la richiesta. I costi ovviamente per l’SGR sarebbero più alti nel secondo caso e

quindi intraprende operazioni di accordo commerciale con gruppi bancari per accedere

alle unità in surplus.

Una gestione autonoma (comprando singoli prodotti) dell’unità in surplus (sig. Mario Rossi)

conviene quando investe molto sennò non ha senso.

Un gestione autonoma (gestione di portafoglio) conviene quando il sig. Mario Rossi

investe ampi capitaliàlui rischia e l’intermediario compra/vende per lui. Stesso modello

dove però il patrimonio autonomo è tutto di Mario Rossi e i guadagni/perdite sono solo

sue.

Private bankeràoperatore che viene slegato dall’attività bancaria e viene affidato

all’investitore.

Requisiti di trasparenzaàreport obbligatori alla clientela

Rischio specifico e rischio sistematico

Markowitzàteoria di portafoglioàall’aumentare del numero di titoli presenti in un

portafoglio (aumenta processo di diversificazione) il rischio totale diminuisce fino a

convergere in un valore minimo che coincide con il rischio sistematico e che sotto il quale

non va. Si va a eliminare il rischio specifico e rimane il rischio sistematico (rischio duro).

Il titolo che si aggiunge deve avere correlazione negativa con il portafoglio per avere

diversificazione ottimale.

CAPMàil premio al rischio di un determinato titolo o portafoglio che vuoi comprare è

relazionato ad un indicatore di rischio sistematico. Rendimento proporzionale al rischio

sistematico (beta). Sigma (indicatore di rischio totale). Per le azioni guardiamo il beta e

non il sigma perché dal mercato ci dobbiamo aspettare che il rendimento sia commisurato

al beta.

Un vantaggio del prodotto del risparmio gestito è dato dal fatto che all’operatore retail

(risparmiatore inesperto e di basso profilo spendente) si apre la porta per comprare con

pochi euro un prodotto che ha una sintesi di diversificazione che non potrebbe avere

altrimenti. E’ perciò maggiormente diversificato rispetto a un’investimento “fai da te”.

Tipologie di patrimoni autonomi (anche detto fondo comune di investimento o OICR):

in base all’oggetto di investimento sottostante (fondi azionari, obbligazionari, flessibili,

monetari, ecc). à

Operazione di compravendita svolta dall’SGR seguendo il regolamento.

Se fondo si chiama fondo obbligazionario “area euro”, SGR compra o vende solo questi

titoli.

Fondi immobiliarià compra o vende immobili (attività reali).

L’obiettivo del gestore è di arrivare da t a t+1 con un valore maggiore dato dal rendimento.

Se il rendimento non si realizzaàtramite il report consegnato all’unità in surplus esso si

accorge che l’operazione non ha dato fruttiàesce dall’investimento.

L’uscita dipende dal fondo:

fondi apertiàrichiesta di recesso del partecipante; il gestore deve, entro 15 giorni,

• liquidare la quota e cosi facendo un parte del patrimonio se ne va. Nel regolamento

viene stabilito in quale giorno viene calcolato il valore di mercato.

fondi chiusiàl’operatore può uscire solo vendendo la quota in un mercato che la

• negozia. Funzionano così:

o quando il patrimonio è stato costituito, si stacca collegamento tra unità in

surplus e patrimonio autonomo. Periodicamente l’unità in surplus riesce a

monitorare il valore della sua quota in un mercato fin.

Se ha valore che non lo soddisfa o lo soddisfa troppo, il partecipante può

vendere trovando la controparte che compra in quanto il fondo rimborsa

normalmente solo a scadenza.

o sono più rischiosi di quelli apertiàse l’operatore vuole vendere ma non si

trovano controparti, si fa fatica a liquidare la posizione.

o il vantaggio di un fondo chiuso è che esso investe in titoli ad alto rischio

oppure in piccole medie-imprese o start-up o in generale specialmente in

titoli a lungo termine dove i primi risultati arrivano anni dopo producendo un

rendimento importante. Il ritorno economico è dilazionato più a lungo termine

ma sono davvero ritorni importanti.

o Sono prodotti rivolti a persone con capitali di un certo tipo, sono prodotti che

vanno ad abbattere una certa rischiosità specifica che diversamente non si

riuscirebbe a fare.

Quelli aperti sono meno rischiosi di quelli chiusi. Per il gestore cos’è meglio?

Un fondo chiuso, in quanto si slega dai partecipanti in quanto non deve dar conto a quelli

che vorrebbero uscire. Di certo non si può dire che posso fare quello che vuole del

patrimonio in quanto deve dar conto al mercato di ciò che fa e viene valutato da esso.

Nei fondi aperti, dovendo rimborsare in caso di richiesta di recesso, non si può investire

tutto il patrimonio in borsa ma esiste un “vincolo di liquidità” (è un costo per il gestore non

potendo usufruire del 100% del capitale raccolto)àpiù il mercato è vulnerabile, maggiore

sarà il vincolo di liquidità e maggiormente questo vincolo graverà sull’attività di asset

management.

Potrebbe crearsi un loop se si perde fiducia a monte (ovvero dove ci sono i partecipanti) in

quanto il gestore dovrà tenere a disposizione maggior liquidità e avrà meno denaro per

investire.

RISPARMIO GESTITO

= definizione slides.

Gestione individuale, di portafoglio è servizio di investimento.

Gestione collettiva non è servizio di investimento.

Gestione del risparmio non previdenziale.

g. individuali: di portafoglio, servizi di investimento.

Gestione del risparmio previdenziale assicurativo. “Holding period” dell’investimento

termina nel momento stesso in cui matura diritto alla pensione, perché ragione primaria di

questi investimenti è di natura previdenziale. Prevenire una problematica di capacità di

reddito che emerge quando si passa a stato di lavoratore passivo.

Sistema previdenziale pubblico, completare, integrativo.

1) Pubblico: obbligatorio, il cui ritorno in termini pensionistici si ha dal giorno in cui si va in

pensione echi lo liquida è l’INPS, è ente di diritto pubblico.

2) Complementare; si aggiunge al pubblico in alcuni contesti è obbligatorio per legge

aderire, come dipendenti presso imprese oltre 50, che hanno obbligo di convogliare il loro

TFR dentro i fondi pensione che erogano prestazione previdenziale da quando di va in

pensione. Fonda la sua struttura di investimento in un fondo pensione (salvadanaio). È a

complemento del pilastro 1, che è sistema previdenziale pubblico.

3) Integrativa. Vi aderisce senza nessun obbligo, è a pura discrezione dell’investitore. PIP

O FIP: aderire a progetto di investimento di gestione previdenziale individuale, in cui fa

confluire un certo reddito periodicamente dentro il salvadanaio, e al momento in cui

matura diritto a pensione gli viene aggiunto alla pensione di basa da INP, da completare

che proviene da ente privato, e da integrativa (se ha aderito e ha deciso di convogliare

altri redditi), gli previene anche da qui.

DIRETTIVE COMUNITARIE*

Base personalizzata:

- g. p mobiliare, investire in singoli strumenti finanziari, investire direttamente in

singole azioni o obbligazioni.

- Gestione patrimoniale in fondi: Investire in quote di altri prodotti del risparmio

gestito, investire in quote di investimento collettivo, quote di fondi, fondi comuni di

investimento.

Risparmio gestito:

servizi di gestione individuale: svolti da imprese investimento, banche o SGR.

Investitori istituzionali: patrimoni autonomi, modello di intermediazione dove c’è SGR che

gestisce fondo, che può essere gestito in forma di gestione collettiva chiamata OICR

(organismi investimento collettivo del risparmio), oppure può essere svolta attraverso

servizi del gestione del risparmio previdenziale (fondi pensione comprese assicurazioni).

à

Fondi comuni investimento previdenziale aperte e SICAV OICVM.

Problemi strutturali del settore.

Cause che hanno creato un disturbo strutturale: distorsione fiscale sui fondi italiani rispetto

agli esteri.

Tante tasse in Italia, investitore è interessato a rendimento netto. Il soggetto di

imposizione fiscale di questo modello era il fondo e non il singolo partecipante. Quando il

gestore comunicava performance le comunicava al netto di imposta, annualmente faceva

u conto: valore capitale a fine periodo imposta, meno valore capitale all’inizio determina

plusvalore su cui si calcola aliquota di imposta. Questo determina l’imposta da pagare.

Una parte di ricchezza veniva sottratta a patrimonio e questo si ripercuoteva in modo

negativo sul valore del patrimonio.

Estero: quando vende quota e realizza plus valore è quando si applica imposta. Aliquota

applicata su guadagno realmente conseguito e realizzato.

In Italia: il valore del fondo alla fine se è minore del valore all’inizio, si andava a credito di

imposta realizzando una perdita, utilizzata negli anni successivi. Invece all’estero non si

pagavano queste, perché si applicavano solo sul guadagno realizzato effettivamente.

Credito di imposta* imposte pagate ma che danno diritto al gestore, quando il mercato si

riprende, di non pagare imposta sul plusvalore perché già pagare negli anni prima. Ma

negli anni esso non si può vendere o liquidarlo. Se hai già pagato tasse su aumento non si

ha liquidità per aprire posizioni rialziste e non ci si può spingere verso performance

importanti.

Quando il mercato scende i fondi si deprezzano come anche il patrimonio e si generano

crediti di imposta. Queste società di gestione hanno titoli che valgono di meno quindi.

à

Problema di distorsione fiscale crea incapacità del gestore di replicare performance

importanti.

Posizione rialzista: solo se si ha liquidità.

Credito imposta: non permette di aprire posizione, è come attivo ma non è moneta

spendibile.

Rete bancaria: commissioni elevate sulla rete di vendite.

Scarse economie di scala: se vogliamo abbattere CF che impattato su performance

bisogna aumentare volumi, ma se il sistema bancario è molto frammentato, no nsi

concentrano risparmi verso forme di investimento di risparmio gestito con grandi volumi.

à

Raccolta netta* sommare chi entra e chi esce (operazioni di conferimento e di

liquidazione).

*patrimonio autonomo.

Unità in surplus: danno fondi in cambio di quote.

Ripartenza dei prodotti: dopo che i prodotti sono andati al minimo nel 2008 (epocale). Due

ragione delle perdite di patrimonio, in termini di valore di mercato:

1) Disintermediazione: quando i titoli in borsa perdono del 20%, 30%. Tutti vogliono

fuggire da tali progetti di investimento.

2) perdere in stock il valore capitale.

Ripartenza importante nel 2011, grazie alla nuova fiducia nel sistema.

Offerta bancaria: oltre il 90% dei prodotti è veicolato da sistema bancario.

Vantaggi della gestione collettiva del risparmio.

Economie di scala non si esplicano come all’estero, ogni singolo patrimonio è

dimensionalmente più basso rispetto al medesimo patrimonio all’estero. Quelli italiani sono

più piccoli. Prodotti sottodimensionati rispetto all’esterno: problema strutturale. Il

vantaggio è che mettere insieme di risparmiatori abbatte costi fissi di gestione.

Professionalità, tempestività, selettività nelle scelte

Elevata diversificazione

Accesso a investimenti che richiedono elevati capitali.

….

Tipologie di FCI:

fondi mobiliari, immobiliari, flessibili. à

ASSOGESTIONI: associazione di categoria di questi strumenti Regole per classificare

tali prodotti e per dargli un nome.

Fondo azionario: quantità di titoli che il fondo investe in azioni è almeno il 70%.

Fondo obbligazionario e di liquidità: investimento in azioni deve essere zero.

Investitori prima di fare investimento, devono sapere il nome e quindi sapere che vincoli si

à

hanno nell’investimento Vincoli: per percentuale di investimento in titoli azionari.

Definizione dei fondi azionari per localizzazione geografica: area EURO, area PAESI

EMERGENTI, America Latina… c’è una % che per regolamento di assogestioni, posso

definirla con questi nomi solo se investo in determinati paesi.

Fondi aperti e fondi chiusi*

Chiuso: dopo collocamento, non c’è possibilità di entrare e uscire.

Aperto: con 15 gg di preavviso è data possibilità al partecipante di vedersi liquidata la

quota.

PIC , PAC.

PIC. Surplus compra 5 quote in cambio di 5000 euro: quote conferite una tantum.

PAC: PIANO DI ACCUMULO. Viene stilato un contratto in cui ogni mese unitò in surplus

compra una quota. Capacità di risparmio stabile nel tempo del soggetto: di questo ne

mette un tot dentro il fondo azionario area gestione. Stipula contratto con tale società di

gestione. Conferisce quote costantemente, ogni mese, e la società gli da un controvalore

della quota.

Fondi accumulazione: dividendi che entrano nel patrimonio e fanno aumentare valore

quota.

Patrimonio che investe in varie società: a fine anno alcune società pagano dividendi.

Fondi distribuzione: dividendi Distribuiti fra partecipanti del fondo in quel momento.

Fondi contrattuali: contratto che disciplina 3 soggetti. Contratto = regolamento del fondo

che mette in collegamento i soggetti.

Fondi statutari: 2 soggetti. Unità in surplus e SPA. Patrimonio autonomo= capitale netto di

una società per azioni chiamata SICAV. Es. sgr integrata dentro sicav. Collegamento fra

partecipante e società è quello fra azionista e SPA. Partecipante = azionista, unità in

surplus. Quota = azione. Siamo di fronte a forma giuridica, fondi con personalità giuridica,

che assumono la veste di SPA E in italia prende il nome di SICAV.

TIPOLOGIE DI FCI.

Fondi armonizzati = organismi di investimento collettivo mobiliare.

UCITS = 4 EDIZIONE. Si definiscono i fondi armonizzati.

Possono investire:

in azioni, obbligazioni ecc… con determinate %. E altre quote di investimento collettivo.

Devono sottostare a regole di asset management.

Se investitore soddisfa re gole di investimento stabilite nella direttiva ucits, il fondo prende

il nome di FONDO ARMONIZZATO, che rispetta direttiva comunitaria UCITS, che

permette al fondo di essere riconosciuto anche all’estero secondo il principio del mutuo

riconoscimento e il cui controllo della gestione è fatto da autorità dove ha sede il prodotto:

principio home country control.

Non armonizzati: sede in UE, ma non rispettano direttiva ucits. Questo implica

ALEATORIETA’ AGGIUNTIVA.

Direttiva: creare prodotti a basso rischio, dove tutto patrimonio non concentrato su unico

à

strumento se u a categoria degenera e perde valore sul mercato si ripercuoterebbe sul

partecipante che non è al corrente degli investimento che fa il gestore. Se il gestor si rifà ai

criteri ucits, abbiamo prodotto armonizzato (basso rischio riconosciuto in tutta europa).

Quando c’era la distorsione fiscale: le società di gestione acquisivano domicilio fiscale

all’estero istituendo fondo all’estero gestito da personale italiano e sottoposto a normativa

fiscale non italiana ,e con autorizzazione a essere acquistati anche in italia.

BENCHMARK= indice.

à

LIENA GUIDA obiettivo del gestore: investire in prodotti specifici.

Es. fondo azionario italia, gestore unicredit. Es. benchmark = FUTSI??MIB, funge da

benchmark per il gestore.

Se il BM è x, il gestore è impegnato a battere indice chiamato benchmark.

Il bm è funzionale allo stile di gestione: che impegno si assume il gestore.

- Strumenti o prodotti a gestione attiva: il gestore si impegna a battere il bm. Ci si

aspetta un rendimento maggiore di quello dell’indice BM. Se così non è il gestore

non ha lavorato bene.

- A gestione passiva: si impegna a replicare il bm (index fund). Fondo azionario italia,

che propone gestione passiva. Ci si aspetta che il rendimento dell’anno sia

esattamente quanto vale il BM. Il gestore raccoglie capitali e si impegna a replicare

il futsi mib, compra tutti i titoli del futsi mib. Gestione full replication: investire in tutti i

titolo che compongono tale indice. Con questo è facile perché ci sono solo 40 titoli,

invece con altri con maggiori titoli è impossibile. FTSEMIB.

A volte alcuni titoli escono dall’indice FTSEMIB, e poi rientrano. Quando cambia

indice come composizione, si va subito a resettare il patrimonio. Si deve vendere il

titolo che è uscito e si compra quello che entra. È difficile fare replica perfetta

passivamente perché ci sono costi di commissione, imposte ecc… costi che impatto

nel patrimonio ma non nell’indice. Per garantire il “3” netto bisogna guadagnare di

piu per coprire costi di gestione come commissioni.

Es. indice total return: prevede il reinvestimento dei dividendi.

Fondi mobiliari chiusi.

Fondi chiusi.

- Prodotti di venture capital: aziende nella fase iniziale dell’attività, finanziate da

investitori istituzionali, perché nei primi anni ci sono molti fabbisogni finanziari.

- Fondi private equity.

I risultati si realizzeranno solo dopo alcuni anni.

Tanti piu prodotti a ciclicità diversa riesci a portare sul mercato tante più opportunità di

diversificazione permetti di realizzare ai risparmiatori. Mitigano il rischio specifico, facendo

rimanere solo il sistematico.

Fondi immobiliari

fondi chiusi che investono ricchezza in attività immobiliari, il tutto per almeno 2/3 del

patrimonio del fondo, o del 51% se il patrimonio investe almeno il 20% in SF cartolarizzati

su immobili, rappresentativi di immobili.

Il rimborso è a una determinata scadenza: 10/30 anni. Banca Italia può prorogarne la

lunghezza, la durata in vita del prodotto.

Autorizzazione: sono gestiti da qualsiasi SGR che sia autorizzata come tale, con capitale

sociale di almeno 5 milioni, più quota minima da investire nei fondi gestiti.

È richiesto grado di patrimonializzazione più elevato e ci sono regole più stringenti per

quanto riguarda le quote del patrimonio. Il gestore deve avere quote per cui e avere una

posizione attiva nei confronti del patrimonio. Deve avere direttamente acquistato una

porzione del patrimonio.

à Questo per incentivare gestore ad allinearsi all’interesse del partecipante, tale richiesta

non è presente negli altri fondi perché così ci rimette anche lui se va male.

à

Mercato immobiliare problema valutativo dell’immobiliare, a differenza dei titoli che

stanno sul mercato e che mi danno il valore in ogni istante. Per fare valutazione della

quota, bisogna valutare patrimonio, il valore dell’immobile viene dato da COLLEGIO DI

PERITI. Rischio valutazione: tutto meccanismo poggia su mercato inefficiente, il cui valore

è determinato da professionisti che potrebbero sbagliarsi, e comunicare prezzi sbagliati.

Mercati ad asta negoziazione continua: prezzo è ultimo prezzo di scambio, finchè non si

ritorna a scambiare. Resta fermo finchè non si incrociano e fanno nuovo prezzo. Invece

nell’immobiliare, abbiamo mercato vischioso, no liquidità, no scambi (pochi), per

incentivare a dare info corrette fra chi gestisce e chi ha proprietà strumenti, si impone al

gestore di detenere qualche quota nel patrimonio.

Sicav = sovrapposizione patrimonio autonomo che corrisponde al patrimonio netto della

SGR.

Fondi riservati (a determinati investitori).

Il partecipante può essere solo qualificato. Sono fondi più rischiosi di altri, son riservati

perché colui che entra è investitore professionale e sa cosa deve comprare.

FONDI SPECULATIVI.

“non armonizzati”, non seguono regole della direttiva unione europea, perché sono regole

a tutela dei risparmiatori deboli, al dettaglio. Non hanno limiti ad attività di investimento.

Possono investire in ogni strumento, ad alto rischio, aperti o chiusi e possono derogare a

norme prudenziali normativa italiana e su concentrazione rischi (ucits), a favore del retail.

Possono derogare a divieti, vendita allo scoperto ecc..

voglio rendimenti a doppia cifra e ad alto rischio.

*Riservati: viene fatta riserva che può essere investito in tale prodotto solo da investitori

qualificati, professionisti. Possono derogare a norme su armonizzazione, possono

concentrare investimento molto in 3,4 prodotti. Concentrare investimento, e derogare a

norme su diversificazione dei rischi dell ucits.

Fondi di fondi: permettono investimento a cascata. Il patrimonio viene investito in altri

organismi di investimento collettivo del risparmio. Possono essere monomarca (tutti fondi

gestiti da stessa sgr) o multibrand (fondi che stanno sotto gestiti da gestori diversi).

Diversificazione per asset classes (azioni, obbligazioni ecc..): comprare quote in tanti fondi

diversi fra loro.

Diversificazione territoriale..

Diversificazione per brand o gestore: perché anche la capacità gestionale del gestore è un

rischio specifico che dovrei eliminare. Avere diverse linee di investimento, gestiti da

operatori diversi. Se investito nei prodotti di un unico brand è un rischio che non vado a

diversificare. “brand” = SGR. Coprire dal rischio specifico “fattore umano”: diversificare il

gestore.

Hedge founds.

SICAV: partecipante è azionista. Il gestore, l’asset manager che organizza compravendita

può essere dipendente o da un mandato a gestore estero di gestire tale ricchezza.

OICR STATUTARI COSTITUI IN FORMA DI SPA. Patrimoni autonomi organizzati …

Sistema pensionistico italiano.

1) pensione pubblica, INPS. Obbligatorio. Chiunque lavora avrà diritto ad una

pensione pubblica, prestazione previdenziale che proviene da tale pilastro. Fonda

la sua natura struttura sul regime a ripartizione, vigente, che prevede che la

pensione in T, in aprile, si paga con i contribuiti dei lavoratori attivi nel medesimo

periodo. nell’anno T, pago pensioni con contributi raccolti a popolazione attiva di

quell’anno. Esso poggiava sul metodo retributivo: la pensione di individuo era

determinata da retribuzione percepita da lavoratore nel periodo di tempo degli ultimi

anni di lavoro. Profilo pensionistico del lavoratore era definito in base agli ultimi anni

di lavoro.

Ora è contributivo: basata sui contributi versati.

Meccanismi che creano criticità forte quando si verifica una contrazione della

variabile demografica. Se la popolazione attiva diminusice, non è in grado di

fronteggiare impegni della pop passiva, che vive più a lungo, e questo destabilizza

il sistema.

Anni 90: ci si è accorti del problema. Si è contenuto il 1 pilastro a pagare un 40%

dell’imposizione fiscale.

2) Pensione complementare, sistema a capitalizzazione effettiva: oggi verso un

contributo x nel salvadanaio, c’è un gestore che investe i soldi in strumenti finanziari

e alla fine del periodo si vede quanto è fruttato, che verrà trasformato in vitalizio

(almeno per un minimo del 50%). Metodo contributivo: in base a ciò che ho messo

dentro. pilastro dove è pseudo-obbligatorio per alcuni lavoratori (imprese di certa

dimensione), per altri non lo è. anche in quelle con oltre 50 dipendenti. Per alcune

categorie di lavoratori, in base a contratti collettivi e in base a impresa in cui si

lavora, si ha già tale copertura.

3) Pensione integrativa. Capitalizzazione effettiva. È a discrezione di tutti, non è

obbligatorio per nessuno. Non è tuo diritto avere la prestazione prima che tu possa

andare in pensione. Hai il ritorno liquidato solo alla scadenza salvo casi eccezionali.

La misurazione del rendimento.

Per prodotti azionari e per risparmio gestito.

Rendimento = dividendi + capital gain.

Secondo caso tabella: rendimento minore del 60%. Ho investito di più in questo caso.

à

MWRR valuta il rendimento effettivo conseguito dal singolo cliente.

à

TRES

Holding period * = HP.

Nei flussi intermedi si è verificato un conferimento o un riscatto. Se voglio sapere quanto è

il tasso di rendimento dell’operazione, vado a valutare valore del portafoglio alla fine del

periodo, il valore in 0, e faccio equivalenza finanziaria o in 0, scontando i flussi al tasso

1+r, o vado a portare tutto alla fine capitalizzando i flussi intermedi, la formula vale in

entrambi i casi.

Determinare r che rende uguale Pf alla somma dei flussi attualizzati.

à TIR

Asset manager:

è una buona metodologia per giudicare il gestore? NO. Tutto va confrontato con i

benchmark. Il gestore si impegna nei riguardi di un indice, benchmark, non posso dare

giudizio su rendimento senza guardare benchmark come riferimento.

à

Non ci sono afflussi e deflussi quando il mercato portava dei risultati positivi, sono stati

sottratti gli 5000 (prelievo di fondi).


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DETTAGLI
Esame: Investments
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e commercio
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Rickypog15 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Investments e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Morara Pisani Fabrizio.

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