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METODOLOGIA E TECNICHE DELLA RICERCA

SOCIALE

I ciclo - I semestre 1. LEZIONE INTRODUTTIVA

Lezione introduttiva

Se non supero l’esame (scritto) non posso dare gli esami del secondo semestre (mercato e

consumi / immagini e società)

Questo esame vale più dei secondi

- Laboratorio facoltativo a novembre

- Orale facoltativo non integrativo ma se non accettiamo lo scritto

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Obiettivo del corso

- raggiungere una conoscenza oltre il senso comune, con basi empiriche

- Affrontare uno studio della realtà sociale con logiche che possano portare a buoni

risultati

- Insegnarci ad analizzare la veridicità delle frasi che sentiamo dire in giro ogni giorno

- Prendere decisioni in senso critico e avere una propria visione della realtà

2. CONOSCENZA

PARADIGMI DELLA RICERCA

● CONOSCENZA DI ASSOCIAZIONE PRIMARIA

Linguaggio

Conseguenza della socializzazione (il contesto in cui siamo inserito fin da piccoli è pieno di

fonti primarie (genitori, babysitter)

Ma anche strumento per la socializzazione

Non è neutro ma traduce e condiziona i nostri punti di vista (es: dire “omosessuale” anziché

“frocio”) sulla base di ciò che la nostra cultura ci suggerisce (es: noi abbiamo solo un modo

per dire “ghiaccio” ma in Antartide ne esistono diversi perché a loro suscita un tipo diverso di

interesse)

Conoscenza data per scontata / senso comune:

Il linguaggio include espressioni che capiamo anche senza chiedere spiegazioni, modi di dire

(es: “vado a cena fuori” = lo associamo al ristorante, non capiamo “mangio all’aria aperta”.

Una macchina capirebbe “mangio in giardino”)

● DI ASSOCIAZIONE SECONDARIA

Incidono sul modo in cui le persone vedono la realtà, danno spiegazioni (es: scienza,

religione, ideologie…)

● DIRETTA

Esperienze vissute direttamente

Non è autonoma al 100%, abbiamo sempre bisogno di supporto e di strumenti (linguaggio)

Ingenua = ci fidiamo dei nostri modi di pensare ma in realtà siamo perennemente

condizionati da altro

“L’ho visto coi miei occhi” ma ho sviluppato un pensiero condizionato dalle mie esperienze

pregresse

● INDIRETTA

Cose che vediamo sui media

Condiziona i nostri meccanismi percettivi, emozionali.

Questa natura mediale della conoscenza agisce sul piano del contenuto (sono molti di più i

contenuti mediati che vediamo rispetto a quelli diretti (es: sappiamo com’è una balena anche

se non l’abbiamo mai vista dal vivo), ma anche della forma = apprezziamo montaggi, effetti a

cui siamo abituati (es: disprezziamo effetti speciali anni 80 perché siamo abituati ad altro)

I social si distinguono dagli altri media sul piano della formazione della conoscenza:

- UGC (generati dagli stessi utenti)

- consentono diritto di parola a tutti (non c’è più l’autorevolezza e l’attendibilitá dei

media classici)

- omofilia e filter bubble (eco chambers), personalizzazione dei contenuti grazie

all’algoritmo (anche se in realtà anche i media classici tendono a offrirci ciò che ci

piace) e creazione di gruppi con le stesse ideologie

Cose che ci raccontano amici e parenti

3. PARADIGMI

La conoscenza scientifica si differenzia dalle altre nel metodo:

- basata su ricerche

- sistematizzata / razionale

- è vera in maniera probabilistica (fino a prova contraria) = ammette di poter sbagliare

e si basa sui suoi errori

Es: covid = gli scienziati ogni volta dicevano cose diverse perché era difficile verificare

con certezza cosa fosse il covid

Epistemologia della scienza = disciplina filosofica che studia le possibilità del conoscere

dell’essere umano (le possibilità della scienza di giungere ad una realtà)

Paradigma = Modo in cui una comunità scientifica (in un certo periodo storico) vede la

realtà che sta studiando.

Viene prima delle teorie, delle ricerche…

Si differenziano tra loro in base a:

● Domanda ontologica = natura della realtà (di cosa è fatta)

● Domanda epistemologica = rapporto tra l’uomo e la realtà

● Domanda metodologica (metodo) = come studiare la realtà

1. Positivismo (800)

Periodo di scoperte ed evoluzione (positivismo = fiducia nell’essere umano di poter giungere

alla realtà)

Scienza e tecnologia erano gli strumenti per cambiare il mondo

● Domanda ontologica = la realtà esiste e l’uomo può conoscere la verità del mondo

● Domanda epistemologica = è una cosa separata dalla realtà, dall’oggetto che sta

cercando di conoscere

● Metodo = esperimento scientifico, numeri, linguaggio delle variabili, scienze esatte

2. Post positivismo (‘10-70)

La fiducia nella scienza cala a causa delle scienze esatte = teoremi evidenti, talmente esatti

che non possono essere messi in discussione

- La teoria di Einstein che dimostra che una delle cose più certe per l’uomo in realtà è

relativo

- Principio di indeterminazione di Heisenberg: non c’è modo di osservare una

particella indipendentemente dall’osservatore (cambia posizione se l’uomo la guarda)

- Geometrie euclidee: certi e assoluti

- Qualcuno prova a dimostrare la falsità del teorema delle rette utilizzando il metodo

per assurdo = geometria non euclidea.

● Ontologica = probabilmente la realtà ha una sua natura

● Epistemologica = l’uomo può influenzare il mondo ma non raggiungerà mai una

verità assoluta (solo probabilistica)

● Metodo = scienze esatte (ma condizionate dalla probabilità)

3. Interpretativismo

Anni 60 = si inizia a riflettere su un paradigma per le scienze sociali ≠ altre scienze

● Ontologica = la realtà sociale è un costrutto degli esseri umani (non è tangibile) dato

dalle loro interazioni

Es: amore, istituzioni

● Epistemologica = l’osservatore è implicato e vive in ciò che studia e influenza la realtà

Se studiando un gruppo di amici faccio delle domande in qualche modo lo influenzo

● Metodo = linguaggio, simboli, ricerca qualitativa non quantitativa

Non vuole spiegare la realtà ma interpretarla = comprendere il senso che l’uomo da alle cose

che studia 4. APPROCCI

QUANTITATIVO

Approcci = modi diversi per concepire la ricerca sociale

● APPROCCIO QUANTITATIVO

(da un paradigma post positivista)

Vuole studiare la realtà sociale su basi logiche, misurarla con i dati e le variabili (tutto ciò che

si può misurare nel tempo)

Si dice matriciale, perché le informazioni vengono messi in una matrice dati

Si svolge su campioni (numerosi) rappresentativi della popolazione, in modo che il

parametro misurato sul campione (estratto in modo corretto, quindi a caso) ha valori simili

al parametro che otterrei misurando tutta la popolazione.

casi

(linee, singole unità di osservazione)

X

variabili

(colonne)

La matrice poi viene sintetizzata per ottenere le informazioni desiderate.

Generalmente si tratta di sondaggi (survey)

Es: ISTAT quando fa ricerche campionarie (mentre i censimenti riguardano tutta la

popolazione, non i campioni)

Questionario = modo attraverso cui si possono porre le domande alle persone in maniera

strutturata (domande chiuse con domande e risposte predeterminata) e standardizzata

(domande uguali per tutti)

Pur basandosi su campioni numerosi sono veloci ed economiche perché è facile

somministrare i questionari:

- Per posta o nelle riviste (però avevano il limite dell’autoselezione = non sono

abbastanza rappresentativi)

- In presenza = con persone che ci pongono domande e compilano il sondaggio per noi

(CAPI = Computer Assistant Personal Interview, CATI = telephone, CAWI = web)

I dati finiscono direttamente in matrice dati e grazie a un software i dati vengono estratti

immediatamente.

TEORIA DEI QUANTI:

Gli oggetti non sono isolati ma interagiscono tra loro.

Cosi come un fotone si manifesta a Zailinger, qualunque oggetto si manifesta a un altro.

Quando studi un oggetto inevitabilmente entri a contatto con esso e lo modifichi.

Osservando il mondo a grandi scale però non ne vediamo la granularità. Spesso ignoriamo

queste interferenze perche sono visibili soprattutto su oggetti isolati, non piccoli.

L’idea classica di un mondo nitido e solido è sbagliata.

5. APPROCCI

QUALITATIVO

● APPROCCIO QUALITATIVO

(dell'interpretativismo)

Complementare dell’approccio quantitativo

Interpreta la realtà attraverso simboli, testi, conversazioni.

Più profondo della semplice misurazione, vuole sapere opinioni di gente che vive nella

realtà presa in considerazione.

Non è matriciale e non aspira alla raccolta rappresentativa e alla statistica.

È più onerosa, costosa e faticosa quindi si effettua su un numero limitato di persone.

Steumenti di rilevazione:

- intervista

- Focus group (6/12 persone che discutono)

- Osservazione (partecipante o non partecipante) della realtà

- Analisi di documenti

Le domande sono la concretizzazione dell’astratto bisogno conoscitivo (individuale o

collettivo).

● Ricerche descrittive = osservare un fenomeno e raccontarlo

● Ricerche correlazionali = creare correlazioni tra variabili (si influenzano a vicenda ma

non posso stabilire con esattezza un rapporto di causalità)

● Ricerche causali = individuare relazioni causa-effetto tra le variabili

Scienze naturali = causali

Scienze sociali = descrittive e correlazionali

Variabili = qualsiasi fenomeno che può essere misurato e presentarsi in modalità (forme) o

stati diversi (esempio altezza).

Costanti = si esprimono in una sola modalità

● Analisi statistica monovariata = descrivere una variabile per volta

● Bivariata = relazione tra variabili (correlazionale o causale)

Ipotesi = affermazione che mette in relazione più variabili (correlazionale e causale ne

verificano la validità).

6. STRUMENTO DI RILEVAZIONE

1. Bisogno conoscitivo

2. Domanda di ricerca

3. Formulazione ipotesi

4. Costruzione strumento di rilevazione = come misurare le informazioni sulle

variabili che voglio studiare

5. Definire campione = sul quale svolgerò la ricerca

6. Field = raccolta dati sul campo (rappresentazione concreta della ricerca)

7. Ricerche (quantitative = organizzazione dati; qualitative = lettura e categorizzazione

interviste)

8. Interpretazione dei risultati = spiega il perché dei contenuti (oltre l’analisi dei dati)

Se l’ipotesi è sbagliata non significa che la ricerca sia un fallimento = almeno la negazione

sgombra il campo alla teoria.

Se la ricerca è condotta bene si crea un circolo virtuoso = le nuove informazioni scoperte

porteranno ad altre ricerche

● RICERCA QUANTITATIVA (questionario)

Operativizzazione: trasformare un concetto astratto in qualcosa di concreto e misurabile

(indicando i criteri di misurazione che uso)

- variabili misurate in modo intuitivo

- ma in casi più complessi devo usare l’operativizzazione in modo ponderato)

Es: fare una ricerca per capire se c’è relazione tra cultura - persone - religione.

Ipotesi = le persone piu acculturate sono meno religiose

Devo tradurre il concetto di religione (astratto) in concreto (ad esempio controllando quante

volte le persone vanno in chiesa) e anche quello di cultura (controllando i titoli di studio che

hanno).

DIVERSE TIPOLOGIE DI VARIABILI:

Possono essere trattate a livelli (due di tipo categoriale e due numerici) diversi di

misurazione (in relazione alla quantità di informazione di ogni livello):

1. Variabili nominali = misurare i fenomeni solo nominandoli (sesso, nazionalità,

provenienza…)

2. Variabili ordinali = nominali ma a cui si può trovare un ordine (organizzandole per

categoria = bambino, adolescente, anziano)

3. Variabili a intervalli (discrete) = numeri interi, si possono contare

4. Variabili a rapporti (continue) = numeri con la virgola (es: reddito)

● APPROCCIO QUALITATIVO (intervista)

L’intervistatore deve immedesimarsi nell’intervistato (logica interpretativista) per

raccogliere i suoi pensieri (non interpretarli).

Traccia di intervista = sequenza concettuale dei temi che andranno affrontati nel corso del

colloquio (sulla base dei quali si ritrovano i contenuti) = da qui si genera una conversazione

(non pone le domande a tutti allo stesso modo).

7. INTERVISTA QUALITATIVA

Si cerca di creare una discussione su un tema.

Quindi non si fanno domande secche ma si fa una conversazione.

È una conversazione

- provocata da un intervistatore

- rivolta a soggetti scelti sulla base di un piano di rilevazione

- in numero consistente

- avente finalità di tipo conoscitivo

- guidata da un intervistatore

- sulla base di uno schema flessibile e non standardizzato

Non è solo una chiacchierata = deve seguire regole e pratiche specifiche per accedere alla

prospettiva del soggetto studiato

Gli strumenti utilizzati:

- Registrazione audio

- Trascrizione fedele

- Prospettiva narrativa (con brani)

- Studi di caso

- Individuazione tipi ideali

RAPPORTO INTERVISTATORE - INTERVISTATO

Funzione maieutica dell’intervistatore = attraverso il dialogo porta alla luce verità

sedimentate nella coscienza

Riduce le asimmetrie e si occupa di:

- Motivare = spingere ad accettare l’intervista

- Informare = sulla ricerca in questione

- Rassicurare = sulla serietà di chi conduce la ricerca (anonimato, privacy…)

- Legittimare = far capire l’importanza di partecipare

- Spiegare = come avviene l’intervista

Bisogna trovare un setting adeguato

Non è necessario fare tutte le domande ma mettersi in gioco come persona, avere un ascolto

empatico

È importante gestire i silenzi imbarazzanti e il comportamento non verbale

SVOLGIMENTO

1. Introduzione

- Presentazione obiettivi

- Motivazione della partecipazione

2. Svolgimento

- Utilizzo di “domande primarie” (stimoli per rilanci e approfondimenti)

- Utilizzo come strumenti di approfondimento di “domande sonda”

- Richieste di approfondimenti

- Ripetizione domanda

- Ripetizione risposta o sintesi

- Espressioni di interesse

- Pause / silenzi

- Utilizzo di test / stimoli proiettivi

(Es: “se Milano fosse un animale che animale sarebbe?”)

3. Conclusione

- Commiato = esplicitazione dei sentimenti dell’intervistatore come segno di

partecipazione e riconoscenza per la disponibilità dell’intervistato

L’intervista può essere:

● strutturata (domande e risposte predefinite)

● Semi strutturata / guidata (traccia + risposte libere)

● Non strutturata / libera (introduzione del tema e ascolto)

SEMI STRUTTURATA

Tre fasi:

1. Disegno di ricerca e preparazione dell’intervista

- Definire la domanda cognitiva

- Individuare persone da intervistare

(piano di rilevazione ≠ campionamento)

Soggetti scelti sulla base di vissuti o appartenenza

- Forma dell’intervista

- Ruolo e caratteristiche dell’intervistatore

2. Costruzione della traccia

- Comportamenti

- Opinioni

- Sentimenti (emozioni)

- Conoscenza

- Sensi e ricordi (descrizione sensoriale)

- Informazioni socio-demografiche

Le domande sono aperte e neutre per non influenzare le risposte.

Sono chiare e semplici ma indagano in profondità.

3. Raccolta e analisi dati

TIPI DI INTERVISTA QUALITATIVA

● Intervista giornalistica

● Intervista clinica (finalità terapeutica, non conoscitiva)

● Focus group

● Intervista ad osservatori privilegiati

INTERVISTA QUALITATIVA

(contesto della scoperta)

- si conosce poco il fenomeno considerato

- si cerca di capire quali dimensioni lo caratterizzano

- si cercano nuove ipotesi per interpretarlo

- si studiano vissuti, percezioni, orientamenti…<

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giulghi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia e tecnica della ricerca sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Di Fraia Guido.
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