METODOLOGIA E TECNICHE DELLA RICERCA SOCIALE
Corso diviso in due moduli: 1° semestre ricerca quantitativa (elaborazione dati, statistiche); 2°
semestre ricerca qualitativa.
Realtà quotidiana basata su algoritmi decidono cosa farci vedere.
Essere consapevoli dell’attendibilità di ciò che ci viene proposto sommersi da tendenze anti-
scientifiche (modelli mentali comprensibili, ma è ciò che è, c’è metodo scientifico e anti-
scientifico). Ricerca non pretende di avere la verità, pretende di avere metodo corretto per
approssimarsi alla realtà (è probabile che sia così) con la scienza siamo arrivati fino a qui (es.
speranza di vita si è alzata negli ultimi 100 anni). La scienza permette di arrivare a risposte
probabilisticamente vere.
Ogni giorno ci confrontiamo con forme diverse di conoscenza che formano i nostri pensieri. Varie
forme di conoscenze che abbiamo: esperienza (personale/diretta, mediale/indiretta), media in tutte
le sue forme, socializzazione (una delle forme primarie: lingua parlata, divieti…), formazione
(socializzazione secondaria), religione…
Ciascun essere umano è il risultato delle forme di conoscenza che l’hanno determinato, la
conoscenza da forma alle nostre menti. Essere consapevoli dell’origine della nostra conoscenza
aiuta a sviluppare un pensiero critico.
Strumento primario: linguaggio (da forma al pensiero, da nome alle cose…). All’interno del
linguaggio ci sono forme di conoscenza e di presunzione di sapere (conoscenza vere e false).
Cerchiamo di distinguere conoscenze, diventare consapevoli sviluppare pensiero critico, riflettere
sulle nostre conoscenze, sullo statuto di verità delle cose con cui entriamo a contatto ogni giorno e
che plasmano il nostro mood di vedere il mondo. Problema oggi non è trovare contenuti ma dare un
percorso rispetto a questi contenuti.
Pensiero critico= cogliere e distinguere tra ciò che riteniamo vero e tra ciò che non ha questo tipo di
statuto. Questi pensieri vengono dal passato, su cui l’uomo si è sempre interrogato, pensieri di
secoli fa sono ancora attuali perché irrisolti. Pascal nei suoi pensieri dice “gli esseri umani sono
fatti di spirito e di automatismi” esseri umani possono essere persuasi tanto attraverso intelletto
quanto attraverso ripetizione delle esperienze (spirito si educa attraverso logica, pensiero critico,
riflessione; automatismi sono parte di conoscenza che acquisiamo attraverso esperienza e
ripetizione esperienza). Non ci interroghiamo su conoscenze che ci vengono attraverso
l’automatismo. Il fatto che le cose di cui facciamo esperienza in forma ripetitiva siano più vere di
altre? (Es. siamo certi che tutti i cigni siano bianchi?). Le visioni del mondo che abbiamo noi adesso
quanto sono frutto dell’intelletto e quanto delle ripetizioni di cui abbiamo avuto esperienza fino
adesso?
Tema: cos’è la verità e come facciamo a riconoscerla?
Kant: per educare alla verità non bisognerebbe fornire contenuti veri, oppure fornire contenuti veri
ma fornire anche le regole del gioco (criteri che possono servire a discernere il vero dal falso). Dice
che tutti amiamo rimanere minorenni (=abdicare ad altri la decisione di noi stessi) meccanismo
mentale (funziona per la mia amica, funzionerà anche per me). Se alle persone non si danno gli
strumenti per distinguere il vero dal falso può succedere che ci siano persone che dicono il vero, e
che dicono coscientemente il falso (imbroglioni, sanno qual è il vero ma dicono il falso perché gli
serve), e quelli che non avendo gli strumenti per distinguere il vero dal falso prendono a caso
informazioni da entrambi (popolo) che ripete quello che ha sentito e lo ripete senza distinguere vero
dal falso disseminano cavolate (inconsapevolmente). Errore non è nemico della verità, scienza è
consapevole degli errori (ciò che la scienza ci dice è in rapporto con l’errore) che probabilità ho
di sbagliare utilizzando questi strumenti precisi? La scienza per come è formulata oggi è una
scienza probabilistica, stabilisce la probabilità che una certa asserzione sia vera. Stabilendo la
probabilità della verità, stabilisce anche la probabilità dell’errore scienza lavora sugli errori e
sulla consapevolezza che ogni teoria può essere inquinata dagli errori. Platone: noi non sappiamo di
non sapere, siamo abituati a non fare i conti con gli errori ma a rispondere velocemente agli
stimoli inconsapevolezza di non sapere. Importanza errore è così rilevante che Alan Touring
scrisse che le macchine per diventare davvero intelligenti non devono essere considerate intelligenti
pretendendo che non sbaglino perché solo attraverso l’errore e la consapevolezza dell’errore può
essere ritenuta intelligente. Il problema è interrogarci sul metodo (che non è la nozione), imparare a
capire come si sceglie una teoria, un modo di pensare, un’opinione (non si sceglie, la si trova).
Domanda: Come è possibile raggiungere la verità attraverso la scienza?
Paradigmi epistemologici stanno sopra le teorie e le discipline, si interrogano sulla possibilità che
l’essere umano attraverso il pensiero scientifico e tecnico possa raggiungere la verità delle cose,
possa descrivere come è davvero la realtà e attraverso quali strumenti può farlo metadisciplina
(lenti attraverso cui una certa comunità scientifica considera il mondo).
Ciascun paradigma si può descrivere in base a come risponde a tre domande fondamentali:
1) Domanda ontologica. Ontologia= natura della realtà. La realtà che natura ha, di cosa è fatta?
2) Domanda epistemologica. Una volta che hai definito l’ontologia, che rapporto c’è tra uomo
e realtà, come si pone uomo rispetto alla natura profonda della realtà?
3) Domanda metodologica. Qual è il metodo che uso per arrivare alla verità?
POSITIVISMO In questo periodo si passa da alchimia a creare davvero sostanze chimiche dal
nulla (mondo plasmato da colori, invenzione/sintetizzazione colori), tecnica fa passi da gigante,
uomo manipola la realtà a suo piacimento.
∙ Qual è la rottura della realtà, la natura delle cose? La realtà è, ha una sua natura propria, è o non è,
ha un suo statuto di verità (sistema newtoniano della gravitazione è il paradigma della verità: il
mondo sta così e riesco a calcolartelo esattamente), la realtà esiste e ha una sua verità profonda,
univoca, che si può constatare, c’è e in un certo modo, non dipende dall’osservatore, non si può
influenzare la realtà → domanda ontologica.
∙ Essere umano al di fuori della realtà, la osserva esternamente, la natura è al di fuori dell’essere
umano, l’essere umano la può conoscere ma non la influenza studiandola → domanda
epistemologica.
∙ Osservavano la realtà con realismo ingenuo, metodo usato era linguaggio delle variabili, scienza
giunge alla verità osservando il mondo attraverso la quantificazione del mondo stesso (utilizzando
numeri), è una questione di tempo (ci sono cose che scopriremo più avanti) → domanda
metodologica.
Dopo qualcosa è iniziato ad andare storto: qualche elemento dimostra che la realtà non è così
facilmente descrivibile. Nei primi del 900 l’umanità si trova davanti a dei problemi sul conoscere la
realtà relatività (spazio può non essere ciò che ci siamo sempre immaginati ma può essere
relativo) mette in discussione altre cose unico teorema di Euclide non dimostrato alla fine
dell’800 era quello delle rette parallele (due rette parallele non si incrociano mai), un matematico
provò a dimostrarla per assurdo (se invece si incontrassero, che tipo di spazio dovremmo andare a
descrivere?) e scoprì le geometrie non Euclidee (era uno spazio possibile, che più assomigliava a
quello raccontato da Einstein). Fondamento conoscenza sulla verità assoluta sulla geometria e la
fisica, a fine 800 riceve uno scatto. Il mondo era ben diverso da quel meccanismo che era stato
descritto per anni.
Anni 30: principio di indeterminazione (tutto veniva descritto come grande e ordinato, anche
infinitamente piccolo -modello atomo- era descritto come sistema solare) Heisenberg si rende
conto che studiando atomo non è possibile sapere dove si trova l’elettrone e come stia girando con
certezza assoluta, perché queste due variabili risultano indeterminabili in maniera congiunta
(modello probabilistico).
POST- POSITIVISMO paradigma che segue Positivismo in seguito alle nuove norme.
∙ Ha ancora radici positiviste: realtà esiste e ha un suo statuto profondo indipendente dallo
spettatore, ma sta al di là della determinazione certa da parte dell’uomo (noumeno la
raggiungeremo ma solo in maniera probabilistica) → domanda ontologica.
∙ Rapporto osservatore-osservato: indipendenti ma ci sono delle situazioni di influenzamento, realtà
ultima non è totalmente neutra (soprattutto grazie alla teoria dei quanti alcune particelle non
determinano sé stesse finché non le osservi) → domanda epistemologica.
∙ Scienza studia realtà attraverso quantificazione e variabili, si parte dalle teorie per poi non
affermarle ma dimostrare che non siano vere (falsificare ciò che si crede) → domanda
metodologica.
INTERPRETATIVISMO precedenti sono nati nelle scienze esatte, questo nasce nelle scienze
dell’uomo/dello spirito, ha una visione molto diversa. Fino ai primi del 900 le scienze dell’uomo
(psicologia, sociologia…) che studiano realtà sociale e umana, hanno usato i paradigmi di
riferimento delle scienze esatte Comte è il primo sociologo che si ritiene tale e vuole fondare
studio della realtà scientifica (parla di società positiva studio positivo della realtà reale), scienziati
sociali/psicologi hanno usato lo stesso approccio per guardare la realtà come scientifica. Voleva
giungere a spiegare la realtà sociale attraverso delle leggi (si può spiegare la società attraverso delle
leggi). Inizia a diffondersi l’idea che le scienze sociali siano diverse dalle scienze umane (scissione
natura-umano).
∙ Qual è la natura della realtà sociale? È così diversa dalla realtà fisica? Un’istituzione (matrimonio,
religione…) è una cosa convenzionale (che si costruisce, non è già presente) realtà costruita. Ha
uno statuto di verità nella misura in cui le persone la rendono tale (vera per le persone, non c’è
statuto di verità ulteriore Durkhaim dice che è una realtà sui generis, prodotta dagli esseri umani
che si impone agli esseri umani dopo essere stata prodotta). Di cosa sono fatte queste convenzioni?
La realtà sociale è fatta prevalente di simboli (perché fatta di linguaggio) e di pratiche/azioni (ci si
dà la mano quando ci si conosce, perché lo si fa? Perché è una convenzione) → doma
-
Riassunto esame Metodologia della ricerca sociale - Ebook primo semestre, prof. Di Fraia
-
Riassunto esame Metodologia della Ricerca sociale, prof. Di Fraia
-
Riassunto esame Metodologia e tecnica della ricerca sociale, prof. Di Fraia, libro consigliato Ricerca sociale, Bab…
-
Riassunto esame Metodologia della Ricerca sociale - ebook primo e secondo semestre, prof. Di Fraia