Estratto del documento

Metodi e strumenti della media research

Introduzione

Bibliografia: 3 capitoli (5-6-7) + appunti corso + scelta del caso da approfondire.

10 lezioni, i frequentanti sono quelli che ne fanno almeno 8.

Cos'è un medium?

Diverse scuole di pensiero. Ciò che sta nel mezzo, ciò che è massimamente visibile. Ci sono degli schermi, delle onde sonore trasmesse, aria è un medium perché consente il passaggio, dimensione distanza spaziale che viene colmata, è un ponte. Rende visibile un contenuto. Si presuppone quindi un modello di comunicazione statico dove tutti gli elementi (emittente, destinatario, messaggio) sono già definiti e nessuno di questi elementi si modifica durante il processo. Si applica bene nella comunicazione tra macchine, ma la comunicazione umana non funziona proprio così.

La perfetta simmetria tra intenzione di emittente e ricezione del ricevente non esiste mai, i fraintendimenti sono la norma, si capisce una cosa per un'altra, non c'è mai la trasparenza assoluta dei significati. La comunicazione ha un processo che costruisce qualcosa di nuovo, non si limita a portare un messaggio ma ci sarà sempre qualche differenza nella comprensione delle cose. La comunicazione fa crescere significati che prima non c'erano. Riduce distanza. Comunicare viene da "communis" che significa comune. Il dialogo è la parola che serve a ridurre la lontananza. La comunicazione ha questo potere straordinario di allargare o accorciare le distanze tra le persone.

Definizione di solo strumento, veicolo è troppo elementare. C'è un processo che viene messo in movimento da questa interazione.

Estensione o amplificazione = dovere di informazione ma non amplificare i problemi per dare anche più visibilità a messaggi sbagliati.

Ambientale = i media sono un ambiente e questo è sempre più vero perché lo sviluppo delle tecnologie della comunicazione e tutto ciò che sta intorno ha dato origine alla convergenza dove è difficile separare i media tra loro. I confini tra i media si sfumano tanto e questo cambia le condizioni in cui noi ci muoviamo.

Codice = trasformo la realtà. I media hanno un potente effetto sia sul tempo che sullo spazio. Tempo sempre più ridotto e spazio azzerato, simultaneità. Questo ridefinisce il nostro ambiente.

Il medium per McLuhan

Formulata negli anni '60, ma resta attuale perché coglie un funzionamento che al mutare delle condizioni rimane valido. Medium = tutto ciò che introduce un cambiamento.

Elementi fondamentali dei media

Due elementi fondamentali:

  • Estendono le nostre capacità, le amplificano -> effetto quantitativo ma anche qualitativo (diversi modi di parlare davanti a un numero diverso di persone).
  • Metafora attiva -> trasportare, che però non è neutro. Chi trasporta, cosa trasporto e chi riceve viene modificato -> lasciare andare l’esperienza e riaffermarla in forma nuova che modifica in parte il significato di questa esperienza. Metafore attive.

Ambiente e sfondo -> l’idiota tecnologico è chi sta sempre dentro e non riesce a capire come funziona veramente. I media fanno parte del nostro ambiente (PC, proiettore), il nostro ambiente è insieme fisico ed elettronico. E il fatto che questo ambiente sia composito comporta che da una parte ci si deve adattare. Da una parte l’essere umano si adatta all’ambiente ma mentre si adatta plasma e trasforma questo ambiente.

Nel scegliere il luogo dobbiamo adattarci e nel dare forma all’ambiente lo plasmiamo sulla base di simboli e fenomeni sociali e culturali che rispecchiano i nostri valori. Uguale è per l’ambiente digitale dove dobbiamo conoscere regole, codici, pratiche che poi diventano naturali in modo da non adattarci semplicemente ma poter dare anche una forma differente. I media introducono il cambiamento e dentro di esso è possibile capire come orientare le attività.

Interpretazione del significato dei media

Si è passati da strumenti a qualcosa di più reale cioè ambiente, prima erano strumenti che usavi quando ti serviva ora invece è un’estensione di noi stessi. È una finestra su ciò che non è fisicamente presente. In questa definizione ambientale dei media ci sono 3 aspetti:

  • Postmedialità -> i media hanno perso i confini tra loro e nell’ambiente.
  • La convergenza -> i contenuti migrano nell’ambiente, non c’è separazione tra i media. Quando arriva un nuovo medium non cancella i precedenti ma modifica il significato.
  • Perpetua contact -> mentre lo strumento lo uso quando mi serve, questi dispositivi sono sempre accesi, estensioni dell’ambiente che ci portiamo con noi e non sono più solo strumenti ma parte dell’ambiente.

Che tipo di relazione coi media?

Il primo tipo di relazione è l’esposizione = quanto tempo sto davanti alla TV, quante volte vado al cinema, quanta radio ascolto -> fornitori di contenuti a cui noi ci esponiamo e questo ha dato origine alle teorie degli effetti -> che dicevano che più ci esponevamo ai media più ci facevamo influenzare da essi (es. se mi espongo a media con contenuti violenti più avrò comportamenti violenti).

Relazione di tipo ecologico = idea non tanto di consumo di significati e prodotti quanto di abitare i nostri spazi.

Teorie dell'esposizione

Perché ci esponiamo ai media? Per soddisfare bisogni individuali o sociali. Esplorare le motivazioni individuali. Selezionare contenuti e prodotti che rispondono ai nostri bisogni di informazioni (es. sapere se devo andare a votare, sapere cosa non comprare -> reagire socialmente), identità (dimmi cosa ti piace, cosa fai, cosa ascolti -> ognuno attinge a un universo simbolico che i media producono e al quale siamo affini), integrazione sociale (parlare di calcio aiuta a interagire con altri ecc. -> ridurre le distanze o sentirsi parte), intrattenimento (funzione che è diventata importantissima, nostro bisogno fisiologico).

Teorie dell'ecologia

Antidualismo: intreccio profondo tra dimensione materiale situata della vita sociale e dimensione della vita virtuale smaterializzata. Non esiste la vita vera e virtuale ma esistono entrambe. Ci deve essere un rapporto figura-sfondo e queste due dimensioni digitale e fisica siano costantemente intrecciate.

Abitare i media -> diverse metafore che hanno raccontato il nostro rapporto con i media.

Media come luoghi: prima le metafore erano individuali -> autostrada, biblioteca come se l’individuo avesse un’enorme possibilità di consultazione. Con il web 2.0 le metafore sono diventate sociali -> siamo nelle piazze, nei ponti, nelle stanze, nelle sedie.

Come studiare i media?

Ciascuno di noi ha delle lenti con cui guarda la realtà, ha dei filtri come l’esperienza, l’età. Vediamo più facilmente alcune cose e più difficilmente altre. Nessuno ha la verità, o il sapere, ciascuno vede un pezzo. Ciò che noi abbiamo più sotto gli occhi facciamo fatica a vederlo. Non vediamo che i media non sono neutri ma sono metafore attive.

Due dimensioni della ricerca e della teoria che dovrebbero essere sempre intrecciate e alimentarsi l'una con l'altra.

Metafora della torta -> partiamo dai dati che vanno poi interpretati, si produce quindi un’informazione che non è già nei dati, ci vuole un’operazione per trasformarla in informazione. Non basta interpretare i dati ma bisogna anche presentarli. Il ricercatore desidera anche comunicare ciò che ha scoperto e quindi renderlo interessante nella presentazione e una volta che è stata condivisa e assimilata diventa sapere condiviso che si può fare un lavoro interiore.

La cornice: centralità dell'esperienza

La conoscenza cambia la nostra esperienza. Cambia la conoscenza avuta da libri o dai media. L’esperienza mediale è l’oggetto di analisi. Si ha il metodo di imparare facendo, mentre si agisce e si ricerca. Il contesto è un ambiente ipermediale.

Cosa si intende per esperienza -> l’esperienza è una modalità fondamentale esistenziale ed è un’uscita da abitudini percettive, dati scontati, uscire da risposte fatte, luoghi comuni. È anche spaesamento, dislocazione, esplorare cose nuove, come attraversare un paese sconosciuto e capire come orientarsi è sia esaltante che destabilizzante. Questo movimento di andata e ritorno ci fa vedere le cose in un modo diverso, ogni esperienza è un cambiamento -> ogni ricerca significativa modifica il panorama. L’esperienza non è solo quello che mi capita ma cosa faccio con ciò che mi capita.

Benjamin: Erlebnis/Erfahrung due componenti: immersione, condizione vissuta che ci emoziona e ci sconvolge e momento in cui ci togliamo dalle cose che ci travolgono e cerchiamo di capire il senso, ciò che ci lascia = immersione + riflessività, ci devono essere entrambe altrimenti non c’è una vera esperienza.

Perché ci sia il secondo momento di distacco e ricerca di senso è importante vedere le cose da un punto di vista esterno, non essere immersi nella dimensione. Cercare un altro ambiente da cui vedere quell’esperienza.

Nessuno conosce l’acqua... = noi non vediamo l’ambiente in cui siamo immersi - gli ambienti sono invisibili... = il ruolo del ricercatore è far trasparire ciò che è visibile - per portarli in primo piano... = serie di regole non scritte che sono sullo sfondo e che il ricercatore cerca di portare in primo piano

La realtà è multistabile, la nostra percezione è allenata a vedere solo certe cose e altre non vediamo quindi dobbiamo spostare il focus dell’attenzione per vedere cose che non riuscivamo a vedere.

L’esperienza è importante perché è apertura a qualcos’altro grazie all’incontro con qualcos’altro. Questa apertura ci consente di fare un salto e produce conoscenza attraverso la concretezza. L’esperienza non è il mettere in pratica la teoria ma è un riconoscere questa circolarità tra riflessione e immersione che produce conoscenza nuova.

Lo sguardo antropologico

L’antropologo cerca di capire il mondo dal punto di vista di chi vive in quel mondo. Mi metto nei suoi panni -> dislocazione che ci permette di vedere cose che non vediamo dal nostro punto di vista. Lo sguardo antropologico mette in discussione ciò che normalmente veniva pensato.

La ricerca

Amministrativa: ricerca a fini commerciali, commissionata da committenti che trarranno vantaggi.

Critica: ricerca che miri a mettere in discussione o evidenziare dimensione ideologica, di manipolazione.

Teoria dell'ago ipodermico

Basata su teoria che i media inoculano i contenuti. Teoria passiva. Le ricerche critiche hanno evidenziato molto questo aspetto manipolatorio dei media.

Teoria dell'influenza mediata (Lazarsfeld anni '50-'60)

Ha fatto ricerca “personal influence” in cui la domanda è “perché la gente cambia idea?” rispetto ai consumi, al voto, rispetto a consumo di cinema e rispetto al look personale. -> quando ci sono cambiamenti in atteggiamenti quotidiani la domanda era da dove scaturisce questo cambiamento? Dai media o dalle persone? Es. hai scelto un film perché hai letto la recensione sul giornale o perché la tua amica ti ha detto che era bello?

In questa ricerca con i media tradizionali (radio, TV, stampa, cinema) si è scoperto che il cambiamento era dettato dai rapporti interpersonali e c’erano degli influencer che erano a contatto con i media. -> i media influenzano gli influencer che influenzano poi le persone -> teoria “Two step flow model” -> è una teoria degli “effetti limitati” dei media, non diretta ma mediata da fattori individuali e sociali. Ci sono quindi delle variabili.

Sul piano teorico questa ricerca empirica ha avuto dei forti effetti come:

  • Abbandono del tradizionale modello comportamentalista.
  • Abbandono del concetto di pubblico massa -> ora ci sono pubblici diversi influenzati da diversi influencer, pubblico segmentato.
  • Enfasi su fattori sociali nei processi di comunicazione -> ha più importanza un consiglio di un’amica piuttosto che quello di un giornale.

La ricerca empirica consente di modificare la teoria da idea “mass media” a “personal media”. Il modello della condivisione è più orizzontale.

Schema (slide)

Ci sono modalità di condivisione alta e bassa e alta o bassa produzione di significato:

  • I connettori condividono tanto ma producono poco significato, non filtrano e magari neanche prestano troppa attenzione.
  • I catalizzatori raccolgono materiale e lo rilanciano avendolo filtrato, producono significato.
  • I consumatori si limitano a consumare senza condividere o consumare.
  • Gli esperti hanno molta capacità di significato ma poca condivisione.

La ricerca amministrativa tende ad utilizzare i metodi quantitativi e la ricerca critica usa i metodi qualitativi.

Il metodo quantitativo utilizza un paradigma positivista dove i dati sono fatti e posso solo registrarli, il metodo qualitativo tende ad interpretare i dati, dipende da come pongo le domande, è molto più completo e raffinato.

Il metodo quantitativo costruisce delle variabili che sono età, sesso, livello di istruzione. Si chiamano anche metodi standard perché hanno livello di standardizzazione elevata, si rivolgono a un gran numero di persone, questionario, batteria di domande semplici, chiare e rigide nell’ordine. I dati che raccolgo li lavoro statisticamente con dei sistemi per poter maneggiare questa vastità di dati che raccolgo.

Il metodo qualitativo non utilizza dati standard ma utilizza l’intervista che dà degli stimoli ma poi è l’intervistato che ha il focus. Un’altra modalità è l’osservazione partecipante, è il contesto che ti parla e ti sollecita ad approfondire alcuni aspetti.

I diari di consumo sono altre modalità qualitative = chiedere ai ragazzi di raccontare la loro esperienza rispetto a un fenomeno.

Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 17
Appunti metodi e strumenti Pag. 1 Appunti metodi e strumenti Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 17.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti metodi e strumenti Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 17.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti metodi e strumenti Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 17.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti metodi e strumenti Pag. 16
1 su 17
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giulia96gallo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodi e strumenti per la media research e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Giaccardi Chiara.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community