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Appunti di metodi e strumenti per la media research basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Giaccardi dell’università degli Studi Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt, dell'Interfacoltà. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Metodi e strumenti per la media research docente Prof. C. Giaccardi

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scoperto e quindi renderlo interessante nella presentazione e una volta che è stata condivisa e as-

similata diventa sapere condiviso che si può fare un lavoro interiroe.

LA CORNICE: CENTRALITA DELL’ESPERIENZA

la conoscenza cambia la nostra esperienza.cambia la conoscenza avuta da libri o dai media.

esperienza mediale è l’oggetto di analisi. si ha il metodo di imparare facendo, mentre si agisce e si

ricerca. il contesto è un ambiente ipermediale.

cosa si intende per ESPERIENZA-> l’esp è una modalità fondamentale esistenziale ed è un’uscita

da abitudini percettive, dati scontati, uscire da risposte fatte, luoghi comuni. è anche spaesamento,

dislocazione, esplorare cose nuove, come attraversare un paese sconosciuto e capire come orien-

tarsi è sia esaltante che destabilizzante. questo movimento di andata e ritorno ci fa vedere le cose

in un modo diverso, ogni esperienza è un cambiamento -> ogni ricerca significativa modifica il pa-

norama.

l’esperienza non ès solo quello che mi capita ma cosa faccio con ciò che mi capita.

Benjamin: Erlebnis/Erfahrung

due conoponenti: immerisone, condizione vissuta che ci emoziona e ci sconvolge e momento in

cui ci togliamo dalle cose che ci travolgono e cerchiamo di capire il senso, ciò che ci lascia = im-

mersione + riflessività, ci devono essere entrambe altrimenti non c’è una vera esperienza.

perche ic sia il secondo momento di distacco e ricerca di senso è importante vedere le cose da un

punto di vista esterno, non essere immersi nella dimensione. cercare un altro ambiente da cui ve-

dere quell’eseprienza.

nessuno conosce l’acqua… = noi non vediamo l’ambiente in cui siamo immersi

- gli ambienti sono ivnisibili…= il ruolo del ricercatore è far trasparire ciò che è visibile

- per portarli in primo piano…= serie di regole non scritte che sono sullo sfondo e che il ricercato-

- re cerca di potarli in primo piano

la realtà è multistabile, la nostra percezione è allenata a vedere solo certe cose e altre non vedia-

mo quindi dobbiamo spostare il focus dell’attenzione per vedere cose che non riuscivamo a vede-

re.

l’esperienza è impo perche è apertura a qualcos’altro grazie all’incontro con qualcos’altro. questa

apertura ci consente di fare un salto e produce conoscenza attraverso la concretezza.

l’esperienza che non è il mettere in pratica la teoria ma è un riconoscere questa circolarità tra ri-

flessione e immersione che produce conoscenza nuova.

LO SGUARDO ANTROPOLOGO

l’altrolopogo cerca di capire il mondo dal punto di vista di chi vive in quel mondo.

mi metto nei suoi panni-> dislocaizone che ci permette di vedere cose che non vediamo dal nostro

punto di vista. lo sguardo antropologico mette in discussione ciò che normalmente veniva pensato.

LA RICERCA

Amministrativa: ricerca a fini commerciali, commissionata da committenti che trarranno vantaggi

- Critica: ricerca che miri a mettere in discussione o evidenziare dimensione ideologica, di mani-

- polaizone..

TEORIA DELL’AGO IPODERMICO

basata su teoria che i media inoculano i contenuti. teoria passiva. le ricerche critiche hanno evi-

denziato molto questo aspetto manipolatorio dei media.

TEORIA DELL’INFLUENZA MEDIATA (Lazarsfeld anni 50-60)

ha fatto ricerca “personal influence” in cui la domanda è “ perche la gente cambia idea?” rispetto ai

consumi, al voto, rispetto a consumo di cinema e rispetto al look personale. -> quando ci sono

cambiamenti in atteggiamenti quotidiani la domanda era da dove scaturisce questocambiamento?

dai media o dalle persone? ex hai scelto un film perche hai letto la recensione sul giornale o per-

che la tua amica di ha detto che era bello? 3

in questa ricerca con i media tradizionali (radio, tv, stampa, cinema) si è scoperto che il cambia-

mento era dettato dai rapporti interpersonale e c’erano degli influencer che erano a contatto con i

media. -> i media influenza gli influncer che influenzano poi le persone -> teoria “Two step flow

model”-> è una teoria degli “effetti limitati” dei media, non diretta ma mediata da fattori individuali e

sociali. ci sono quindi delle variabili

sul piano teorico questa ricerca empirica ha avuto dei forti effetti come:

abbandono del tradizionale modello comportamentalista

- l’abbandono del concetto di pubblico masssa-> ora ci sono pubblici diversi influenzata da diver-

- si influencer, pubblico segmentato.

enfasi su fattori sociali nei processi di comunicazione-> ha più importanza un consiglio di un’a-

- mica piuttosto che quella di un giornale

la ricerca empirica consente di modificare la teoria da idea “mass media” a “personal media”.

il modello della condivisione è più orizzontale

SCHEMA (slide) ci sono modalità di condivisone alta e bassa e alta o bassa produzione di signifi-

cato:

i connettori condividono tanto ma producono poco significato, non filtrano e magari neanche

- prestano troppa attenzione

i catalizzatori raccolgono materiale e lo rilanciano avendolo filtrato, producono significato

- i consumatori si limitano a consumare senza condividere o consumare

- gli esperti hanno molta capacita di significato ma poca condivisione

-

la ricerca amm tende ad utilizzare i metodi quantitativi e la ricerca critica usa i metodi qualitativi

il metodo quantitativo utilizza un paradigma positivista dove i dati sono fatti e posso solo registrarli,

il met qualitativo tende ad interpretare i dati, dipende da come pongo le domande, è molto più

completo e raffinato.

il metodo quantitativo costruisce delle variabili che sono eta, sesso, livello di istruzione. si chia-

• mano anche metodi standard perche hanno livello di standardizzaizone elevata, si rivolgono ad

un gran numero di persone, questionario, batteria di domande semplici, chiare e rigide nell’ordi-

ne. i dati che raccolgo li lavoro statisticamente con dei sistemi per poter maneggiare questa ve-

stita di dati che raccolgo.

il met qualitativo non utilizza dati standard ma utilizza l’intervista che da degli stimoli ma poi è

• l’intervistato che ha il focus.

un’altra modalità è osservazione partecipante, è il contesto che ti parla e ti sollecita ad appro-

fondire alcuni aspetti.

i diari di consumo sono altre mod quali= chiedere ai ragazzi di raccontare la loro esperienza rispet-

to ad un fenomeno.

oppure interviste biografiche.

i metodi non standard sono più lunghi ma vanno in profondità di un numero limitato di casi.

QUANTITAVO/QUALITATIVO =

spiegazione - comprensione (motivaizoni, cio che sta dietro ai comportamenti

razionalismo(tutto più registrabile) - naturalismo (ricosruzione di ciò che troviamo sul campo)

costruttivismo (ritaglio una porzione dalle domande) - ermenutici (fanno parlare la realtà)

QUESTIONARIO: costruito a tavolino, so gia cosa devo chiedere. l’oggetto d analisi è un aspetto,

frammenta la continuità della vita analizzando solo alcuni aspetti

INTERVISTA: elemento aperto e sono ricettivo per cogliere ciò che non avevo immaginato prima,

elemento dell’imprevisto, di ciò che non è stato programmato, si arricchiscono le ipotesi con ele-

menti ulteriori (guarda slide). l’oggetto di analisi racconta i mondi nella loro complessità, non fram-

menta, restituisce la complessità quando usare i metodi quatitavi e qualitativi? dipende cosa ci in-

teressa e l’ideale sarebbe fare un analisi di scenario con questionario e poi approfondimenti con

metodi qualitativi. 4

lunedì 9 ottobre 2017

INTERVENTO-> “From sharing a private life moment to lactivism: the nuanced forms of breastfee-

ding representations on representations on Instagram”

capire cosa fanno gli utenti con i social media. come le donne rappresentato il momento della cura

e allattamento del bambino sui social network.

le forme con cui l’allattamento viene rappresentato sono variegate e spaziano da instgram con foto

di ecografie, foto pancione fino ad intercettare discorsi collegati alla scelta di utilizzare i social

come strumento di attivismo sociale volto a promuovere questa pratica.

vedere se anche le donne si rappresentassero e quali sono le interazioni tra pratiche messe in atto

dalle donne a discorsi di promozione.

Breastefeeding: allattamento al seno

allattamento= un’esperienza incarnata in un corpo (Koerber), l’espeirenza della maternità e dell’al-

lattamento è incorporata, non c’è distacco tra soggetto e oggetto-> esp che ci coinvolge dall’inter-

no.

l’immaginario mediale a volte ci produce una distanza con questa esperienza interna-> ex le donne

dello spettacolo che tornano a lavoro dopo 1 mese dal parto.

l’allattamento sfida lo stereotipo di donna perfetta occidentale-> siamo abituati a vedere la donna

sensuale ovunque

instagram= luogo attuale in cui le donne amano raccontarsi

selfiecity-> selfie in varie città del mondo. hanno scaricato da instagram circa 20 mila foto casuali

selezionate mille foto per varie città

instagram può essere utilizzato per studiare oggetti specifici tipo selfie o un fenomeno pregresso.

studi su instagram: 1 sulla nascita -> ecografia, lascia una traccia di una persona che ancora non è

nata.

1 sulla morte -> profili di commemorazione

progetti di attivismo sulla sensibilizzazione

presenza di bambini nelle piattaforme -> bambini sotto il limite di età consentito (14 anni), foto po-

state dai genitori

3 tipi di autori: genitori (madri), professionisti (consulenti di allattamento, di nascita e fotografi),

gruppi/associazioni che supportano l’allattamento

instagram come modalità per raccontare e descrivere la maternità.

momenti molto intimi, come per esempio in ospedale, o bambino gia più grande

selfie_> funzione di autoprocamazioen ma anche relazione. selfie di allattamento sono chiamati

BREALFIE (breast+ selfie)

instagram eemrge come stremento che permette alle donne di offrire una propria autopreentaizone

ma emerge anche che le madri portano la loro esperienza, costruisce anche movimenti dal basso

che nascono spontaneamente. lunedì 16 ottobre 2017

LA SOCIOLOGIA VISUALE. UNA SFIDA DI METODO 5

ricerca sociale da un punto di vista visuale, immagini sia fotografica che video che possono essere

utilizzati pe indagare diversi fenomeni.

tema generale del terrorismo jaidista

gli studiosi tentano di interpretare come i soggetti vedono le immagini.

si tenta di stabilire nessi di carattere esplicativo basandosi su basi empiriche di dati numerici

tentativo di incontro nato dalla provocazione dei fenomeni sociali del mondo che ci circonda. di

fronte a mutamenti sociali repentini e inaspettati. si tenta di rispondere anche in termini di metodo

che presenta dimensione prescritti e adattativa.

la dimensione prescrittiva si intende l’insieme di criteri procedurali che dicono agli studiosi come

dover procedere. la dimensione adattattiva è legata alla necessita di doversi adattare ad ogni ri-

cerca concretamente condotta, alle risorse umane, economiche ecc disponibili.

necessario rigore scientifico, e di esplicitare i passaggi + elementi creativi

ex analisi della rivista DABIQ, rivista di ISIS-> PRODOTTO EDITORIALE diffuso online non in

modo riservato ma aperto a coloro che navigano tra piattaforme e siti web jaidisti, diffusa online tra

il 2014 e 2016 e poi sostituita da un’altra rivista pero molto simile sia per contenuti che per grafica.

gli effetti che hanno le immagini sulle persone -> i modi in cui le persone reagiscono alle immagini

rivolti verso le neuroscienze.

nelle persone che guardano un imm ex un conflitto violento si attivano a livello neurofisiologico le

stesse aree cerebrali a quelle attive nelle persone che concretamente compiono il gesto violento.

rivista DABIQ-> immagini di combattenti isis, immagini di attentati, imm di prigionieri… nella scelta

del nome per ogni immagine c’è la soggettività dello studioso.

1immagine: “Combattenti isis”

2 imamgine: “combattenti isis”

3 imma: stesso titolo-> per solidarietà e amicizia

4 immagini: “combattenti non isis”-> imm di soldati occidentali che sorvegliano la citta, o vicino a

bare dei caduti, o momenti organizzati,

4 immagine: “prigionieri”-> momento di cattura o quando vengono assassinati

5 imma: sempre prigionieri

6imamgine:” leader non issi”-> politici non isis, occidentali = nemico

7 imm: “attentati”-> foto di attentati occidentali

cura di foto, imm evocative, interviste, rubriche = alle riviste occidentali

+ immagini simboliche: non di combattimento o prigionieri ma particolari ex arma al tramonto, mani

che si stringono o uccelli che migrano (= forza di isis di espandersi con uccelli)-> sembrano avere

come obiettivo valori di isis ritenuti rilevanti nella proposto editoriale

8 immagine:” immagini fantasia e fotomontaggi”-> san pietro, o tornare al dinaro (moneta)

9 imm: “walfare”-> imm riferite alle attività che isis faceva nei territori occupati. moneta o sequestro

e distruzione di sostanze stupefacenti, servizi presentati come formativi o di assistenza sanitaria.

il primo assaggio è stato quello di contare le immagine riferite a ciascun genere -> GRAFICO: asse

x si mette il numero della rivista + asse y immagini in valore assoluto. ex nel primo numero della

rivista ci sono 67 immagini. questo ci permette di notare che dalla nona edizione della rivista le

immagini iniziano ad aumentare e rimangono relativamente alti.

TABELLA: valori dell’indice di densità visuale ex 4 imm di combattenti isis ogni 10 pagine della rivi-

sta -> distribuzioni delle immagini nel corso del tempo. l’elemtno che emerge è la distribuzione non

omogenea dell’indice di densità nel corso del tempo. ci sono variabili che mostrano un indice di

densità relativamente alto nei primi numeri e bassi negli ultimi. questa articolazione disomogenea

ci induce ad un tentativo di approfondimento e riduzione della complessità. 6

si nota che combattenti issi, luoghi isis e altro contribuiscono ad una stessa direzione. sintetizzan-

do la tabella posso individuare tre soli elementi ai quali contribuiscono queste 15 generi di immagi-

ni.

si può sintetizzare tutto in 1 identità violenta, 2 nemico da distruggere e 3 territorio e servizi

l’operazione sintetica pero può essere fatta non solo in senso verticale riducendo il numero di co-

lonne ma ance in senso orizzontale guardando come i 14 numeri della rivista si raggruppino in

base a ciascuno di questi fattori.

se guardiamo il fattore identità violenta notiamo che gli ultimi numeri della rivista sono simili, un

gruppo della rivista dal nono al 12esimo mostra un identità violenta bassa.

se osserviamo il fattore nemico da distruggere quindi elemento visuale a cui ricondurre immagini

dell’occidente ha punteggi relativamente alti. si riflette sul fatto che negli ultimi numeri della rivista il

fattori.

si è lavorato prima alla rivista rispetto agli attentati

analisi

giornalistiche hanno messo in evidenza percorsi geografici dei giovani terroristi, hanno notato che

il loro legame con il medioriente era modesto. il fenonemto terroristico aveva coinvolto pervinche

che hanno una conoscenza scarsa della religione. ci sono anche persone che prima dirompere un

attententato non apparteneva a nessuna religione o ad un’altra. inoltre considerando i percorsi

geografici si tratta di giovani che prima di aderire al gruppo terroristico avevano fatto parte di gang

metropolitane, esperienze di culture giovanili o coinvolti in attività criminali che non avevano nulla a

che fare col terrorismo -> contatti disagiati di periferie urbane di metropoli.

elaborazione del concetto di subcultura -> tentativo di resistenza all’egemonia culturale (consenso

acquistato con forme di seduzione e non coercizione) della borghesia

bricolage: mix di element e riadattati ai quali vengono riassrganti inediti significati

questa prospettiva degli studi subculturali è stata ritenuta adatta per analizzare l’adesione dei gio-

vani al gruppo terrorista.

se da una parte la prospettiva sub culturale è fertile per analizzare l’adesione dall’altra parte tale

adesione si legge attraverso gli elementi visuali.

tradizionalmente negli studi sul terrorismo erano state privilegiate altre prospettive teoretiche e non

quella subculturale. le prospettive di studio tradizionale è quella psicopatologica: si interroga sui

caratteri psichici di tutti quelli che aderiscono al terrorismo.

non è sufficiente dire che una persona è affetta da psicopatologia solo perche fa parte di gruppi

terroristici

un’altra prospettiva guarda agli elementi sociodemografici che favoriscono o inibiscono l’adesione

al gruppo terroristico: eta, genere, luogo di nascita, reddito-> si consider come tali variabili siano

influenti. non era la povertà o la marginalità che portava le persone ad aderire ai gruppi di scontro

(anni 60, brigate rosse).

nella questione palestinese invece condizioni svantaggiate e analfabetizzaizone venivano conside-

rati come fattori influenti nell’adesione al terorismo.

prospettiva subculturale: tensione identitaria anomica-> mette in evidenza la tensione che nasce

nelle persone (frustrazione) e che diventa un condizionamento nell’agire per la distanza tra gli 7

obiettivi che la società propone (successo professionale, economico) e i mezzi a disposizione per

raggiungerli.

chi non riusciva a raggiungere questi ob aderivano ad attività criminali come furti o rapine + crimini

indentirari, negaivisti, con connotazione puramente identitatira di ripiegamento e negazione della

cultura egemone.

altra motivazione: conflitto culturale. in una società può emergere un cflitto fra codici culturali, quel-

lo egemone e quelli più piccoli.

altra motivazione: disorganizzazione sociale che pone l’attenzione su livelli di disorganizzazione su

alcune aree urbane. alcune aree svantaggiate si caratterizzano da alti livelli di disorganizzazione

ch porta le persone ad essere più tolleranti verso comportamenti criminali o favorisce l’adesione a

subculture. indifferenza verso gli altri, degli adulti dai giovani… lunedì 23 ottobre 2017

L’ARCHIVIO DELLA GENERATIVA SOCIALE (mi piace)

progetto portato avanti da filosofi, sociologiecc.

crisi che colpisce paesi occidentali ma che finisce per toccare il sistema sociale: crisi sciale, cultu-

rale, economica.

più profondamente possiamo dire una crisi spirituale perche ha intaccato i nostri modelli-> insoste-

nibilità di un preciso modello socioeconomico basato sul consumo. società dell’iper consumo, tota-

litarismo del consumo.

punto della crisi che è un punto di volta, da una parte chiude e dall’atra apre-> andiamo oltre laso-

cielta dei consumi e camminare oltre la prosperità.

modello che va superato, la crisi è lo svelamento. pensavamo che tutto potesse crescere, dietro

c’era un prezzo pesante che ha intaccato sui sistemi. ex focolaio del debito o questione ambienta-

le, abbiamo consumato risorse in modo rapido e irrazionale senza fare i conti con gli impatti di tipo

sociale perche questo modello fondato sull’individualismo ha lasciato sul campo tanti delitti. le per-

sone rischiano una profonda solitudine, legamento di appartenenza e vita sociale che si trasforma

in una sorta di vita parallele incomunicanti tra di loro -> forma d impoverimento collettivo.

è possibile allora una nuova crescita? la crisi ci pone un tema. che tipo di crescita possiamo pen-

sare dopo il 2008. si propone una possibile strada che va verso un ribilanciamento dei consumi ch

potrà nascere solo quando tutti avremo la possibilità di esprimere noi stessi.

la categoria che emerge è quella di generativa sociale: iniziativa di processo da prima personale

ma che facilmente diventa collettiva, che contribuisce in modo creativo e responsabile al far cre-

scere altro e altri promuovendo in questo dinamismo molto altro. si va a rinnovare la vita economi-

ca. relazione tra l’io e quello che è il noi. rimette a tema l’esistenza di un legame.

nuova relazione e legame sociale che pone a tema lo sviluppo personale che si realizza in un

modo diverso attraverso un contributo libero e creativo.

nuovo modello di crescita nel quale si gioca la libertà.

nuovo modello che porta con se il PIU DI IO.

liberta= pssobilita del signo che può scegliere, nel mercato luogo in cui c si può giocare la libertà

soggettiva.

dinamica ch si struttura in forme sociali, il mercato diventa il simbolo di un modo di vita in cui il

consumo è unico spazio in cui possiamo affermare noi stessi.

dimensione di efficacia ma anche profondo coinvolgimento motivazionale e valoriale.

ma il legame è verticale, ha a che fare con le nuove generazioni perche prova a consegnare qual-

cosa per le generazioni future attraverso un movimento che migliorando l’esiste lavora sul futuro.

andiamo al di la di noi.

inizia a modellarsi uno scenario dove il modello socioeconomico è sostenibile e contributivo, prima

si estraeva ora mettiamo in circolazione qualcosa.

si rimette in gioco creativamente tutti gli altri. modo per andare al di la della crisi.

RICERCA: hanno intuito che questo tema generativo richiedesse una partecipazione diversa delle

persone e forme particolari di racconta e diffusione-> lo strumento è diventato un archivio della ge-

noraivita sociale che è eterno, video-racconti. 8

la ricerca è andata a toccare: l’economia, sociale (luogo in cui le persone si organizzano e diven-

tano gruppi), ambito istituzionale (le positiche, universita, carceri scuole).

è un archivio perche l’idea che questo ragionamento potesse essere condivisi era importane +

permanenza + durata -> archivio che è contenitore ed è testo perche raccoglie tante storie. è an-

che un pretesto perche è occasione per parlare di questo tema e soggetti che fino al momento del-

la ricerca erano poco esplorati dell’ambito dei media.

è anche contesto perche succedono cose.

i DESTINATARIO sono tutti, linguaggio quindi accessibile a tutti.

SCOPI MULTIPLI: ragionamento scientifico. + motivazione culturale per esigenza di dare avvio a

dibattito e attenzione. mettere a tema modo di creazione del valore (slide)

vai a vedere sito

come viene realizzata una storia: intercettata attraverso canali, su segnalazione, autocandidazio-

ne. dopo viene fissato un incontro. dopo viene seguito un processo di racconto e raccolta delle

evoluzioni, si indaga sul tipo di valore. quali sono i beneficiare e il significato che gli stessi autori

danno.

tema della fiducia, senza fiducia nel futuro non si genera m anche senza legami non esisterebbe.

dimensione di grande sintonia perche l aanrrazione va a toccare più bisogni. la narrazione ci per-

mette di riaprire il tempo.

un asotria riguarda il passato, è raccontato nel presente e consente ripercussioni futuro-> connes-

sione temporale. è anche generativa. la narrazione è una categoria riparatrice ma ance ispiratrice

e generatrice dell’uomo.

il percorso di ricerca parte da analisi sitografica, studio dei materiali e poi prima intervista. quello

che si stimola è un percorso di coricerca e conarrazione.

tema del desiderio fondamentale che si configura come capacita di poter aprirsi all’altro, desidera-

re l’altor, incontrare l’altro,, in una dimensione di ricerca non solo solipsititca ma in cui si trova an-

che se stesso.

questo si configura poi anche come una messa al mondo-> erikson dice che ad un certo punto

abbiamo una fase di generativa in cui simao chiamati a rimetterci in gioco per restituire qualcosa

alla vita. si da alla luce un figlio ma anche molto altro.

prendersi cura di quello che abbiamo messo al mondo e lasciar andare che è una possibilità di

fa si che la’trlp in modo autonomo diventa a sua volta capace di generare.

la generativa si ha dove ci sono tutti questi movimenti.

3 dimensioni:

AUTORIZZAZIONE (intersoggettiva)-> l’altro viene fatto crescere

- INTERTEMPORALITA (durabilita)-> elemento di avere una dimensione temporale per avere

- obiettivi a lungo termine.

ESEMPLARITA (contestualità)-> relazione di scambio che diventa arricchimento e che sta den-

- tro una dimensione accrescitiva. elemento del contesto e possibilità di coniugare la dimensione

dell’efficienza (fare bene le cose) con..

l’esempio ispira, non ha valore di pratica da riprodurre è elemento di ispiraizone, consiglio, d spun-

to. promuove la fiducia

visione VIDEO

sul tema dell’autorizzazione-> scuola di oliver twist

far crescere l’altro. crescita dei ragazzi, crescita delle aziende che partecipano alla formazione e

crescita generale /sociale di tutte le persone che stanno dietro a questo progetto. acqua non sta-

gnante ma molto mossa-> generatività. liceo artigianale che si può prendere da esempio e ripen-

serla per sperimentare anche altre cose. ragazzi che a scuola non andavano più, sono entrati qui e

hanno iniziato a frequentare le aziende. si utilizzano le materie per applicarle al lavoro, non si sal-

tano. 9


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in linguaggi dei media (Facoltà di Lettere e Filosofia e di Sociologia) (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giulia96gallo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodi e strumenti per la media research e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Giaccardi Chiara.

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