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Psicologia dello sviluppo

Sviluppo significa studiare le costanti e i cambiamenti nell'intero arco di vita, dalla nascita alla morte. Lo sviluppo nel ciclo di vita è una disciplina/approccio allo studio dello sviluppo umano altamente interdisciplinare: psicologia, sociologia, antropologia, biologia, neuroscienze. Lo sviluppo riguarda tutta l'esistenza.

La prospettiva del ciclo di vita

La prospettiva del ciclo di vita mette in primo piano la dimensione tempo:

  • Non c'è più attenzione solo per il passato, ma anche per il presente e per il futuro;
  • Lo sviluppo non si identifica con il tempo, ma avviene nel tempo, lungo il quale si snodano le funzioni e i processi psicologici e biologici.

Ogni età è caratterizzata da diverse acquisizioni cognitive e affettive e da differenti motivazioni e influenze sociali. Ad esempio, le influenze sociali durante l'adolescenza sono più forti rispetto all'età adulta. Knoll et al. (2015) hanno dimostrato che, mentre bambini e adulti sono più influenzati dagli adulti riguardo alla percezione del rischio, gli adolescenti sono più influenzati dalle opinioni dei propri pari.

Continuità e discontinuità nello sviluppo

1) Lo sviluppo è continuo o discontinuo? (prestazione vs. competenza)

Alcune teorie sostengono che lo sviluppo sia un processo lineare, continuo, caratterizzato da cambiamenti quantitativi. La continuità è intesa come la persistenza nel tempo di funzioni e processi, misurabili nel corso dello sviluppo. Altre teorie invece sostengono che lo sviluppo sia un processo discontinuo, caratterizzato da cambiamenti qualitativi. La discontinuità è caratterizzata da profonde trasformazioni nell'organizzazione e funzionamento mentale, che portano all'emergere di nuove strutture cognitive e nuove abilità.

Continuità: lo sviluppo è un processo di successive addizioni che avviene attraverso piccoli passi; i cambiamenti che si verificano sono di tipo quantitativo, di grado (es. i bambini diventano più alti, acquistano sempre più conoscenza sul mondo, ecc.)

Discontinuità: lo sviluppo è un processo caratterizzato da una serie di mutamenti improvvisi, che elevano il bambino ad un nuovo e più avanzato livello di funzionamento; i cambiamenti che si verificano sono di tipo qualitativo, di modo (es. acquisizione del linguaggio, maturità sessuale, ecc.)

Skinner pensava che tramite il condizionamento operante avrebbe potuto cambiare il mondo.

Il neurocostruttivismo sostiene che ci sia un'unione di geni e ambiente, una unidirezionalità, il cervello è influenzato dall'esperienza e questa a sua volta va a modificare i geni.

The U-shaped curve: se prendiamo bambini di 4 anni che iniziano a fare delle frasi, dicono il participio passato giusto, mentre dopo i 5 anni i bambini sbagliano perché c'è una differenza tra una continuità di apprendimento e una discontinuità nella performance. Questo errore è dato dal fatto che quando i bambini crescono e scoprono che c'è una regola, allora iniziano a fare errori. I bambini applicano la regola in modo sbagliato, quindi c'è una performance più scarsa di quella dei bambini di 4 anni.

Sviluppo universale e individuale

2) Lo sviluppo è simile per tutti gli individui?

Alcuni teorici pensano che tutti gli individui seguano la stessa traiettoria di sviluppo. Tuttavia, le teorie più recenti riconoscono che bambini e adulti vivono in contesti molto diversi, in cui le esperienze e le interazioni con l'ambiente modulano lo sviluppo individuale. Il contesto in cui uno cresce influisce sull'outcome finale, su come diventerà da adulto.

Genetica e ambiente nello sviluppo

3) Qual è il contributo della genetica e dell'ambiente nello sviluppo?

Questa è la classica domanda relativa alla controversia natura vs. cultura, in cui la natura indica il patrimonio genetico ereditato dai genitori, mentre la cultura indica il mondo fisico e sociale in cui un individuo cresce. Questa dicotomia è (in parte) superata, in quanto i due fattori si influenzano a vicenda.

La prospettiva dello sviluppo nel ciclo di vita

L'ambiente in cui si cresce e la cultura si influenzano tra di loro. Studiare il ciclo di vita significa studiare la vita dalla nascita alla morte. La prospettiva dello sviluppo nel ciclo di vita assume che lo sviluppo sia:

  • Presente durante tutta la vita
  • Multidimensionale e multidirezionale
  • Influenzato da molteplici fattori
  • Plastico

Ci sono due tipi di modificazioni e di cambiamenti:

1) Il cambiamento attraverso il ciclo di vita: dalla nascita all'età adulta avanzata.

2) Lo sviluppo è multidirezionale e multidimensionale: La multidimensionalità dello sviluppo si riferisce alle interazioni continue tra fattori biologici, psicologici e sociali che influenzano lo sviluppo individuale. La multidirezionalità si riferisce al fatto che lo sviluppo non è solo crescita; ci sono infatti momenti di crescita e di declino in diversi momenti della vita, che non per forza coincidono con corrispettivi stadi (crescita = infanzia; declino = vecchiaia). Ad esempio, il declino della memoria negli anziani viene spesso compensato dall'esperienza.

3) Lo sviluppo è influenzato da molteplici fattori: Biologia, contesto storico, sociale e culturale: questi fattori possono essere normativi e non normativi.

  • Normativi = tipico/nella media. Ad esempio, età (biologia) e contesto storico influenzano molte persone in modo simile.
  • Non normativi = caratteristici dell'individuo. Ad esempio, imparare a suonare il pianoforte, avere/non avere figli, una malattia.

Il concetto di plasticità

Il concetto di plasticità (cerebrale) si riferisce alla proprietà intrinseca del cervello di adattarsi ai cambiamenti sia interni, sia esterni/ambientali. La plasticità caratterizza la normale capacità del cervello di apprendere e modificare il comportamento nel corso dello sviluppo. Questa potenzialità nell'uomo e in altri animali si esprime come forma di adattamento nel corso del ciclo di vita. Tuttavia, è più efficiente fino all'età adulta; dopo, l'apprendimento è caratterizzato da maggiore lentezza.

La plasticità è un aspetto intrinseco del cervello, il meccanismo principe dell'apprendimento. Questa capacità permette al cervello di adattarsi nel corso della vita. La capacità di imparare è una connessione. Il cervello si sviluppa in modo plastico. Alcune aree del cervello si modificano in funzione di quanto vengono o non vengono usate.

Esperimento taxista Londra: sviluppa l'abilità visuospaziali. Hanno preso i taxisti e gli hanno messo una risonanza magnetica e hanno scoperto che aveva le aree visuo-spaziali allargate.

La plasticità nel bambino

La plasticità cerebrale durante i primi anni di età è evidente nella capacità dei bambini di imparare velocemente ed efficientemente una serie di nuove nozioni e abilità. Il concetto di plasticità cerebrale nel bambino è legato al concetto di "periodi sensibili" e "periodi critici" dello sviluppo.

La plasticità è molto più forte quando si è bambini. È molto più facile per i bambini imparare una seconda lingua perché il cervello ha delle possibilità maggiori e ha molte meno connessioni quando si è bambini. L'apprendimento da adulto è più ridotto. Quello che caratterizza l'apprendimento è il concetto di periodo critico e periodo sensibile.

  • Periodo critico: la capacità che si ha all'interno di determinate finestre temporali di apprendere qualcosa. Abilità che non possono essere apprese oltre questo periodo.
  • Periodo sensibile: sensibilità del cervello a una certa esperienza. Maggiore facilità di imparare in un periodo rispetto ad un altro, ma non è strettamente vincolante.

La plasticità nell'adolescenza

Alcuni studiosi parlano di adolescenza come di una seconda fase nello sviluppo in cui si osservano "periodi critici", soprattutto legati all'effetto dello stress sulla salute mentale e l'effetto delle droghe. Ad esempio, atrofia della materia grigia in adolescenti che hanno iniziato a consumare cannabis prima dei 18 anni di età.

La plasticità nell'adulto

In età adulta il cervello continua ad essere plastico e questa proprietà permette di apprendere nuove cose. Ad esempio, una seconda lingua o uno strumento musicale.

La plasticità nell'anziano

Anche nell'anziano persiste una certa plasticità, o comunque alcune aree del cervello vengono preservate rispetto ad altre.

Meccanismi della plasticità cerebrale

  • Assone: terminazione responsabile del segnale.
  • La potatura sinaptica (synaptic pruning) elimina le connessioni deboli/non usate così quelle maggiormente utilizzate possono rafforzarsi. L'esperienza è alla base di questo meccanismo.

La potatura corrisponde a una specializzazione; più si diventa bravi a fare qualcosa, più i canali utili per quella certa abilità si rafforzano.

Dal concepimento alla nascita

Ci sono due periodi principali:

Periodo embrionale

Avviene dalla 2a alla 8a settimana di gestazione. C'è la formazione dei tessuti e degli organi:

  • A partire dall'ectoderma si svilupperà il sistema nervoso centrale
  • A partire dall'endoderma si svilupperanno il sistema digestivo e respiratorio
  • A partire dal mesoderma si svilupperanno i muscoli, lo scheletro e il sistema circolatorio

Ectoderma: va a caratterizzare lo sviluppo di caratteristiche del tessuto nervoso; epidermide e i suoi derivati (peli, capelli, unghie, smalto dentario)

Endoderma: epitelio di rivestimento e ghiandolare del tubo digerente, fegato, vie biliari e pancreas; vie respiratorie; vescica, uretra e prostata; tiroide, paratiroide e timo; cellule delle linee germinali di ovociti e spermatozoi

Mesoderma: va a formare lo scheletro e la muscolatura, il tessuto connettivo, apparato cardiocircolatorio e apparato renale

Durante la terza e la quarta settimana di gravidanza, nell'embrione si forma il tubo neuronale, una struttura di forma cilindrica che chiudendosi formerà un tubo dal quale si svilupperà il sistema nervoso. Durante il periodo embrionale si possono formare gravi difetti congeniti, sia per anomalie genetiche, sia per cause esterne. La mancata chiusura del tubo neurale porta ad esempio a spina bifida che caratterizza i bambini e porta delle anomalie che se non curate possono portare alla morte.

La spina bifida si verifica quando il tubo che forma il midollo spinale e la spina dorsale non riescono a fondersi in maniera adeguata. Di conseguenza, le ossa della spina dorsale, le vertebre, non si chiudono completamente intorno al midollo spinale. Vi sono differenti tipi di spina bifida con differenti complicazioni, che vanno dal dolore lieve alla schiena a disabilità gravi fisiche e mentali. L'anencefalia è causata dalla mancata chiusura del tubo ed è un difetto congenito letale che provoca un'alta percentuale di bambini nati morti o che muoiono subito dopo la nascita.

Periodo fetale

Una volta passati i primi due mesi c'è il periodo fetale, dal terzo mese di gestazione. Il feto dal 3o mese di gravidanza è capace di succhiare e inghiottire; il corpo inizia a distendersi e la madre inizia ad avvertire i movimenti del feto. Negli ultimi tre mesi di gravidanza i muscoli si rivestono di uno strato di grasso e lo scheletro si irrobustisce utilizzando quasi tutto il calcio e ferro assunto dalla madre. In questo periodo tutti gli organi interni assumono una forma più matura. Durante questa fase si assiste allo sviluppo del cervello.

Lo sviluppo del cervello

Questo sviluppo avviene in tre fasi:

  • Proliferazione neuronale: durante questa fase si assiste ad un incremento massiccio di neuroni. I neuroni in eccesso durante lo sviluppo vengono potati e questo porta alla specializzazione.
  • Migrazione: processo che permette ai neuroni di raggiungere la loro destinazione finale.
  • Organizzazione: consiste nella costruzione di collegamenti sinaptici tra cellule.

Alla nascita la formazione di neuroni è quasi ultimata. Con l'eccezione di alcune aree cerebrali (es. bulbo olfattivo), nelle altre si osserva sfoltimento a partire dai primi mesi di vita. Ci sono alcune aree cerebrali che continuano la maturazione anche nei primi mesi di vita. La corteccia prefrontale non arriva al picco della formazione non prima dei 10 anni, si può avere una completa maturazione anche verso i 16 anni. Questa corteccia va a controllare i gesti motori e emotivi. Alcune aree del cervello hanno uno sviluppo molto graduale. Tutto questo viene rallentato nel corso dello sviluppo se non avvengono delle esperienze tipiche. Alcune abilità cognitive vengono considerate basiche: come ricevere un input linguistico per poter sviluppare correttamente un linguaggio. I bambini che vengono deprivati di esperienze possono avere dei deficit; a causa di queste deprivazioni si estendono delle finestre di tempo.

Stati neurocomportamentali del neonato

Il sonno

Nelle prime due/tre settimane i bambini dormono almeno 16 ore al giorno, i neonati dormono circa il doppio di un adulto. Dai 6 mesi circa, i bambini riescono a dormire un'intera notte e intorno all'anno la durata dei sonnellini è diminuita a 2/3 ore. Nel corso dello sviluppo fino al primo anno dormono in continuazione, hanno dei cicli molto brevi di veglia. A partire dal primo anno dorme di notte e fa i sonnellini pomeridiani. Il sonno del neonato si distingue da quello dell'adulto anche per la sua qualità.

Noi abbiamo i ritmi circadiani: durante il sonno vengono fissati in memoria alcuni stimoli, dormiamo perché abbiamo bisogno di rigenerazione. Se non si dorme il corpo inizia a collassare e si può arrivare alla morte (almeno due settimane circa). Nella fase che precede il sonno si creano le onde Alfa. Il sonno in realtà è un processo molto attivo del cervello. Le onde alfa sono delle onde lente e larghe che poi vengono sostituite dalle onde Delta, le onde del sonno profondo. Una volta finito il primo ciclo si entra nella fase REM, questa è la fase del sonno più leggera dove c'è una attività molto attiva (si possono avere i movimenti muscolari, fase in cui ci si rigira nel letto). La fase REM è caratterizzata dal movimento degli occhi.

Nel neonato la fase REM occupa il 50%, mentre nell'adulto costituisce in media il 20% del sonno totale.

Pianto

Un'altra caratteristica del neonato è il pianto: è l'unico modo che il bambino ha di comunicare. Il pianto del neonato può manifestarsi senza ragione apparente, anche se dipende quasi sempre da cause specifiche come fame, freddo, dolore, rumore forte, sovraeccitazione. Il pianto ha una serie di valori sociali e comunicativi: il fatto che il caregiver e in genere gli adulti intorno al bambino reagiscano al suo pianto, insegna al bambino ad utilizzarlo come richiesta di aiuto. Il bambino piange per comunicare il suo stato. Inoltre, il pianto costituisce un precursore del linguaggio perché consente la produzione di suoni tra loro diversi, che hanno valore comunicativo.

Il neonato competente

Le innovazioni metodologiche hanno consentito di mettere in evidenza capacità che le prime ricerche non avevano colto. Dall'immagine di essere un essere inetto e passivo, si è passati a quella di un neonato dotato di un ricco repertorio di capacità specializzate grazie alle quali può interagire con l'ambiente. Secondo alcuni studiosi, alla nascita ci sono già delle strutture cognitive che consentono di integrare le informazioni acquisite con l'esperienza. A queste capacità si aggiungono una serie di predisposizioni e un repertorio di emozioni che costituiscono una potente spinta all'azione nei confronti dell'ambiente.

Il neonato ha un bagaglio di capacità cognitive e di predisposizioni. Alla nascita il bambino è dotato di un repertorio di schemi comportamentali che gli consentono di interagire con l'ambiente, e che comprendono riflessi, azioni congenitamente organizzate, stereotipie ritmiche.

I riflessi sono reazioni automatiche e stereotipate a particolari stimoli (es. dilatazione delle pupille in funzione della variazione della luce). I riflessi sono le prime azioni che si possono vedere nelle prime settimane di un neonato. Alcuni riflessi rimangono per tutta la vita (es. riflesso pupillare, starnuto, sbadiglio), vengono gestiti dal sistema autonomo come la respirazione; altri, detti i riflessi neonatali, sono tipici del neonato e poi spariscono completamente durante i primi mesi di vita, nel corso dello sviluppo.

I riflessi neonatali hanno un valore adattativo: nel corso dell'evoluzione sono serviti al bambino per la sopravvivenza. I riflessi sono importanti per stabilire il normale sviluppo neurologico del bambino. L'assenza di questi è spesso sintomo di un danno al sistema nervoso centrale.

Le azioni congenitamente organizzate sono invece spontanee, non suscitate da stimoli identificabili, e possono variare in base alle circostanze: ad esempio, pianto.

Le stereotipie ritmiche consistono in sequenze ripetute di movimenti (ad es., scalciare, dondolarsi, ecc.), eseguiti senza ragione apparente, usati (involontariamente) dai bambini per tenere in esercizio muscoli, tendini e nervi.

  • I neonati hanno il riflesso di girare la testa quando qualcuno avvicina qualcosa alla loro bocca per mangiare. Il riflesso si chiama rooting.
  • I bambini se appoggiati a una superficie hanno il riflesso di muovere le gambe per camminare. Il grasso potrebbe essere la causa di questo mancato riflesso durante lo sviluppo. Questo riflesso si chiama stepping. Hanno scoperto che questo riflesso in realtà non sparisce.
  • Hanno il riflesso di aggrapparsi e di portare in alto le braccia quando c'è la sensazione di caduta. Questo riflesso sparisce con lo sviluppo. Il riflesso si chiama gasp.
  • Quando si passa un oggetto sotto la pianta del piede c'è lo stimolo di chiudere il piede. Il bambino ha un riflesso contrario infatti, invece di chiudere il piede, espande la pianta del piede.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher emncr di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodi di indagine in psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Nava Elena.
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