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Mercato, competizione e regolamentazione

MODULO ECONOMICO

Introduzione 2

Il mercato rilevante 10

Il monopolio naturale 23

I modelli di mercato oligopolistico 39

Le fusioni orizzontali e gli effetti 56

Le fusioni verticali 65

Pratiche escludenti o condotte predatorie 78

Interventi verso un mercato liberalizzato 92

Pagina 1 16/09/2020

Introduzione

In economia per mercato si intende il luogo (anche virtuale) e il momento dove si incontrano la

domanda e l’offerta. Nel mercato vengono realizzati gli scambi di bene e servizi. In realtà possiamo

definire un mercato anche come un insieme di persone, compratori e venditori, che si incontrano

con delle regole e compiono transazioni economiche. I mercati non sono qualcosa che dà somma

= zero; nel mercato viene migliorata la condizione di chi acquista e di chi vende (es. vado al bar a

comprare un caffè, io volevo il caffè e quindi sto meglio di prima e il bar sta meglio perché ha preso

più soldi di quanti ne ha spesi per produrlo). Il mercato è anche il luogo dove si incontrano

domanda ed offerta ed avviene la formazione del prezzo di mercato. I mercati sono quindi una

cosa molto complessa. È fondamentale sapere cosa è un mercato quando si parla di antitrust

perché l’antitrust va a regolamentare un mercato specifico (farmaci, automobili, energia ecc.).

Per competizione intendiamo la condizione per la quale più imprese operano sul medesimo

mercato. Parlando di competizione si definisce il modo in cui varie impese operano su un certo topi

di mercato. Ci sono diverse forme di competizione o forme di mercato:

Concorrenza perfetta: molti compratori, molti venditori, beni omogenei.

• Monopolio: molti compratori, un solo venditore (es.: mercato trasporti ferroviari)

• Oligopolio: molti compratori, pochi venditori (es. mercato televisivo, degli aerei, della telefonia

• o dei carburanti)

Concorrenza monopolistica: molti compratori, molti venditori, beni non omogenei (es.:

• mercato dei ristoranti, dei bar, o dei prodotti di marca)

Monopsonio: un solo compratore, molti venditori, beni omogenei (es.: Fiat rispetto ai produttori

• di componenti auto; miniera in luogo isolato rispetto a lavoratori)

Monopolio bilaterale: un solo venditore, un solo compratore (es.: sindacato-Confindustria sul

• mercato del lavoro)

Ma cosa va a definire una forma di mercato?

Le forme di mercato sono interessanti perché definiscono i differenti modi di interagire tra i diversi

soggetti che operano sul mercato. Diverse interazioni portano a risultati diversi, sotto il profilo

dell’efficienza, del progresso tecnologico e della redistribuzione del surplus.

Forme di mercato (diverso modo di compete) diverso modo di interagire tra i vari soggetti che

partecipano al mercato effetti su efficiente, processo tecnologico, redistribuzione del surplus.

In economia si pone una particolare enfasi sull’efficienza; ci sono almeno 3 tipi di efficienza

1. Efficienza allocativa: come si allocano le risorse all’interno di un sistema economico, come le

risorse vengono distribuite nel mercato tra i soggetti affinché tutti i partecipanti raggiungano il

massimo vantaggio possibile dallo scambio

2. Efficienza produttiva: utilizzare la combinazione più efficiente di tecnologie per produrre un

determinato bene

3. Efficienza dinamica: miglioramento che si ha lungo il periodo temporale di riferimento;

processo di miglioramento continuo sviluppo tecnologico. L’efficienza dinamica si valuta nei

confronti di un intervallo di tempo e non nei confronti di un attimo specifico. La

regolamentazione odierna incentiva l’efficienza dinamica perché è l’unica che consente il

benessere nel tempo: l’innovazione tecnologica libera forza lavoro. La regolamentazione istaura

Pagina 2

incentivi all’innovazione, per favorirne la pratica. Inoltre, efficienza ed equità sono due cose

diverse: se X ha tutto e Y niente, l’efficienza allocativa prevede che X e Y non effettuino scambi

e le cose stiano allo stato iniziale, uno stato di evidente disuguaglianza.

LE FORME DI MERCATO

Ci sono due differenti forme di mercato:

1. Concorrenza perfetta assenza di potere di mercato da parte delle imprese. Nel lungo periodo

teoricamente il profitto dell’impresa è nullo.

2. Monopolio massimo potere di mercato disponibile

Queste forme di mercato fanno riferimento al potere di mercato e sono caratterizzate da diverso

potere di mercato, siamo ai due estremi. Per potere di mercato intendiamo la capacità che ha

un’impresa di aumentare in modo profittevole il prezzo al di sopra di un certo livello competitivo.

LA CONCORRENZA PERFETTA

In concorrenza perfetta si ha la situazione dove le imprese non hanno alcun potere di mercato, in

concorrenza perfetta e in LP (lungo periodo) il profitto dell’impresa è nullo e dunque le imprese

hanno la tendenza a scappare dalla concorrenza perfetta. Le imprese in concorrenza perfetta non

possono alzare i prezzi oltre un certo livello, questo livello è il livello dei costi marginali.

Il libero mercato è una concezione teorica che si guarda per capire dove si sta andando e per

arrivare a quel punto devono verificarsi condizioni ben precise e complicate nella realtà. In

assenza di tali condizioni che permettono di avere la concorrenza perfetta, il libero mercato può

danneggiare.

Assunzioni per la presenza di mercati perfettamente competitivi:

a. Libertà di entrata e di uscita: no barriere. Se un impresa non è efficiente esce da mercato o

altre imprese entrano.

b. Presenza di molti venditori e molti consumatori: produttori e consumatori sono price taker

cioè i consumatori e i produttori non possono influenzare il prezzo di mercato.

c. Beni perfettamente divisibili e omogenei

d. Assenza di esternalità: le esternalità sono una delle cause del fallimento del mercato. In

sostanza significa che quello che fa un soggetto non deve avere effetti sul benessere di un altro

soggetto senza che quest’ultimo possa difendersi o intervenire.

e. Presenza di perfetta informazione: la perfetta informazione è una delle cose più complicate

da raggiungere ed è una cosa molto costosa. Ma è fondamentale perché ad esempio se io

voglio comprare un bene che costa X, ma nella porta accanto costa X/2 e io non lo so spendo il

doppio.

f. No costi di transazione: i costi di transazione rappresentano la fatica che si fa per contrattare il

prezzo, per raggiungere l’accordo. Se esistono due venditori di un medesimo bene finiscono per

venderlo ad un prezzo diverso: maggiore è quello di chi non ha costi di transazione.

Dunque, se sussistono tutte queste condizioni ci troviamo in concorrenza perfetta.

Rappresentazione grafica di domanda e di offerta in concorrenza perfetta:

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rcato: Concorrenza perfetta D: curva di Domanda di mercato

S: curva di Offerta di mercato

Condizione di equilibrio: D=S

Surplus del consumatore: Area

Surplus del produttore: Area 0

La domanda è inclinata negativamente: all’aumentare del prezzo, la domanda diminuisce.

L’offerta è inclinata positivamente (Al massimo è piatta): all’aumentare del prezzo, l’offerta

aumenta.

Nel punto di incontro fra domanda e offerta (E) ci sono prezzo e quantità di equilibrio, in prossimità

del quale l’ultimo consumatore che acquista è disposto a pagare esattamente quanto costa

produrre l’ultima quantità prodotta. Dopo l’equilibrio l’offerta va sopra la domanda, quindi significa

che produrre costa di più di quanto il consumatore sarebbe disposto ad acquistare. La curva di

domanda ci dice la disponibilità a pagare per un determinato bene. La curva di offerta ci dice

quanto costa produrre il bene, rappresenta dunque il costo della produzione (tratto crescente dei

costi marginali).

In concorrenza perfetta si possono individuare due surplus:

Il surplus del consumatore (triangolo giallo) indica quanto rimane in tasca al consumatore

• dopo che ha effettuato l’acquisto (è la differenza positiva fra il prezzo che un individuo è

disposto a pagare per ricevere un determinato bene e il prezzo di mercato dello stesso bene);

significa anche quello che lui sarebbe disposto a pagare al massimo per la quantità Qe (ovvero

il trapezio che è tutta la sua disponibilità a pagare, mentre il triangolo giallo, che è il suo surplus,

è ciò che gli resta dopo che ha pagato al prezzo Pe).

Il surplus del produttore (triangolo verde) indica il prezzo che il produttore sarebbe stato

• disposto ad accettare per quantità inferiori di quel bene/servizio; è dato quindi dal minor prezzo

di produzione sostenuto dal produttore a fronte di un maggior pagamento da parte del

consumatore.

In concorrenza perfetta si massimizza il surplus totale producendo la massima quantità desiderata

dal mercato al minor prezzo possibile data la tecnologia esistente. Nel lungo periodo il surplus del

produttore in concorrenza perfetta sparisce, per abbassamento dei prezzi medi causa numero

elevato di operatori in concorrenza.

IL MONOPOLIO

Il monopolio è la situazione opposta dove c’è massimo potere di mercato e l’impresa può fissare il

prezzo (prezzo di monopolio – prezzo che decide l’azienda perché è sola nel mercato) che

massimizza la sua condizione di profitto.

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Caratteristiche dei mercati di monopolio

a. Unico venditore price-maker (il prezzo è dato dal produttore): monopolista

b. Barriere all’ingresso (L’accesso al mercato è bloccato), per qualche motivo nuove imprese

non possono accedere al mercato. Se non ci fossero barriere di ingresso non si potrebbe

parlare di monopolio, le barriere possono essere legali o fisiche.

c. Compratori price-taker (Molti compratori e poco forti rispetto al mercato).

Es. nel mercato dei farmaci dove c’è un unico soggetto che produce un determinato farmaco e

molti soggetti compratori che necessitano di quel farmaco, i compratori sono costretti ad

acquistarlo.

me di mercato: Monopolio

Rappresentazione grafica di domanda e di offerta in concorrenza perfetta:

D: curva di Domanda di mercato

RMg: Curva dei ricavi marginali

Mg CMg: Curva dei costi marginali

Condizione di equilibrio: CMg=RMg

za perfetta Surplus del consumatore: Area

Surplus del produttore: Area

Perdita di benessere: Area

Il monopolio è caratterizzato da:

• Prezzi più alti che in concorrenza perfetta

• Output inferiore

• Riduzione del surplus totale o sociale

Nel grafico precedente (concorrenza perfetta) i costi marginali andavano a coincidere con l’offerta

di mercato, nel monopolio non esiste più l’offerta di mercato, ma ci sono i costi marginali del

singolo produttore.

La curva dei ricavi marginali (RMg), indica quanto aggiunge ai nostri ricavi ogni singola unità

venduta. I ricavi marginali e l’offerta hanno l’origine in comune perché la prima unità di bene che si

vende al massimo prezzo coincide con tutto il ricavo marginale, man mano che aumenta la

quantità venduta, il ricavo marginale diminuisce.

Il monopolista non va a ricercare la quantità di equilibrio (Ec), ma va a ricercare la sua condizione

di equilibrio (il punto H) dove i costi marginali si incontrano con i ricavi marginali.

Concettualmente significa che i ricavi marginali fino al punto H erano superiori ai costi marginali

quindi per ogni unità prodotta si guadagna di più di quanto costa produrla. Superato il punto H i

ricavi marginali sono più bassi dei costi marginali, quindi se si produce quella unità il monopolista

ha comunque un guadagno, perché il prezzo di vendita è superiore ai costi marginali, ma quanto

guadagna in più per produrlo e venderlo è meno di quanto costa produrlo. Per questo motivo il

monopolista non ha nessuna convenienza ad arrivare a produrre la quantità di equilibrio Ec, ma si

ferma al punto H in modo da massimizzare i propri ricavi.

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Nella situazione di monopolio si produce una quantità Qm a cui corrisponde un prezzo Pm, che è

un prezzo di monopolio più alto del prezzo di concorrenza perfetta Ec, ciò fa si che il surplus del

consumatore sia minore rispetto a quello che si trova in una situazione di concorrenza perfetta,

mente il surplus del produttore è aumentato.

Forme di mercato: Esempio analitico

Forme di mercato: Esempio analitico

Forme di mercato: Esempio analitico

Esempio Analitico Usando una funzione di domanda lineare e costi lineari

Usando una funzione di domanda lineare e costi lineari

D: P=a-Q

Usando una funzione di domanda lineare e costi lineari

Usando una funzione di domanda lineare e costi lineari

D: P = a - Q CT=cQ

D: P=a-Q

D: P=a-Q

CT = cQ

CT=cQ

CT=cQ Concorrenza Monopolio

Concorrenza Monopolio

= = ( + )/2

Prezzo

Concorrenza Monopolio

= = ( + )/2

Prezzo = − = ( − )/2

Quantità

= = ( + )/2

Prezzo

= − = ( − )/2

Quantità 2 2

= − /2 = − /8

Surplus C

= − = ( − )/2

Quantità

2 2

= − /2 = − /8

Surplus C 2

= 0 = − /4

2 2

Surplus P

= − /2 = − /8

Surplus C

2

= 0 = − /4

Surplus P 2 2

2

= − /2 = 3 − /8

Surplus tot

= 0 = − /4

Surplus P

2 2

= − /2 = 3 − /8

Surplus tot

2 2

= − /2 = 3 − /8

Surplus tot 2

− = + − + = − /8

Perdita netta: 2

− = + − + = − /8

Perdita netta:

2

− = + − + = − /8

Perdita netta:

CONFRONTO TRA MONOPOLIO E CONCORRENZA PERFETTA

c

• Il prezzo è più alto in monopolio che in concorrenza perfetta >

• La quantità prodotta (e venduta) è maggiore in concorrenza perfetta >

• Il surplus del consumatore è maggiore in concorrenza perfetta >

• Il surplus del produttore è maggiore in monopolio S> (profitti nulli in monopolio)

• Il surplus totale è maggiore in concorrenza perfetta >

La differenza tra surplus totale di concorrenza e surplus totale di monopolio è la perdita netta o

secca (sul grafico è il triangolino indicato dalla freccia blu). Quindi il monopolio ha questa

inefficienza, tale per cui va a diminuire la produzione e ridistribuire il surplus: una parte del surplus

del consumatore diventa surplus del produttore e una parte diventa inefficienza proprio perché si

produce meno.

Esiste una perdita secca di efficienza allocativa in monopolio rispetto alla concorrenza perfetta

perché c’è una sottoproduzione di bene, ovvero sottoproduzione rispetto alla quantità ottima

richiesta dal mercato.

Il monopolio è sicuramente più favorevole ai produttori nonostante generi un surplus totale minore.

Es. di monopolio: ferrovie, trasporto di energie elettriche, condotte idriche, molti prodotti

farmaceutici sotto brevetto.

FALLIMENTI DI MERCATO

Il monopolio genera una perdita di efficienza. La concorrenza perfetta necessita di assunzioni

molto forti per poter funzionare. Nella realtà si possono osservare molti motivi per cui nel libero

mercato non si allocano le risorse in modo efficiente; in modo generico le cause che provocano

questo malfunzionamento dei meccanismi allocativi sono chiamate fallimenti di mercato.

Pagina 6

Vediamo alcuni esempi di fallimenti di mercato:

1. Economie di scala (problema del monopolio naturale): fenomeno per cui all’aumentare della

scala di produzione si abbassa il costo medio di produzione del prodotto. Questo fenomeno può

far sì che il numero di produttori ottimale sia un numero esiguo di imprese. Il monopolio naturale

è quel caso in cui per ragioni strutturali, quali le caratteristiche tecnologiche in relazione alla

dimensione del mercato è economicamente più efficiente che la produzione venga realizzata da

una sola impresa. Per es. nelle distribuzioni del gas a livello locale c’è un unico gestore che

gestisce i tubi (monopolio naturale) nei quali poi attraverso un sistema di distribuzione viene poi

inserito il gas. Quindi il monopolio è la forma di mercato più «naturale» se si verificano

circostanze particolari (es. servizi di rete).

2. Presenza di essential facility: infrastruttura che serve per poter operare nel mercato. Per far sì

che ci sia regolamentazione di un’essential facility ci sono tre requisiti:

- Condivisibilità,

- Essenzialità

- Non duplicabilità.

Es. il brevetto, le ferrovie o un qualsiasi input che in una data industria risulti indispensabile a

tutte le impre

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher emma.r8 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Mercato, concorrenza e regolamentazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Crea Giovanni.
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