Materie Prime e Tecnologie per l’Industria Dolciaria
Concetti base
Contenuto di acqua e disponibilità dell’acqua (aw)
Il contenuto di umidità condiziona la struttura chimica, stabilità, la crescita MO, processo, shelf life,
caratteristiche (consistenza), condiziona la cristallizzazione degli zuccheri (elimino componenti melassigeni e
ottengo una massa cotta molto pura per cristallizzare e ottenere cristalli di zucchero). Nelle caramelle dure
si cerca di evitare la cristallizzazione dello zucchero e si tiene in forma amorfa; l’assorbimento dell’acqua
determina che sulla superficie lo zucchero è nella forma disciolta, poi cristallizzandosi si concentra=
fenomeno di cristallizzazione dello zucchero sulla superficie che era in forma amorfa per l’umidità,
granitura:
poi come conseguenza la caramella si appiccica alla carta. Un 20-30% di acqua ci vuole, nella soluzione si
mette l’anticristallizzante che è uno sciroppo di glucosio.
Acqua + zucchero+anticristallizzante nei cuocitori e faccio caramella dura, liberazione di acqua e appiccicosità
(difetto caramelle).
Indurimento: avviene in caramelle mou vecchie, nel tempo si indurisce, questo è dovuto alla cristallizzazione
dello zucchero che può essere promossa dall’umidità.
L’umidità può causare anche la presa in massa nei prodotti disidratati. Nei sistemi colloidali un assorbimento
di acqua causa un rigonfiamento.
Umidità= grammi di H O/100 grammi campione
2
Nelle caramelle dure l’umidità è del 2-4%, nelle caramelle morbide è fino al 30%, Il cioccolato ha 0,5-2% di
umidità, le caratteristiche più importanti sono consistenza, il modo in cui si spacca, la reologia del cioccolato
fuso. Per fonderlo ho bisogno di 40-45% di umidità, il cioccolato può essere usato come copertura, la viscosità
è importante per lo spostamento nell’impianto. In base al tipo di cioccolato (da uova di cioccolato, da
tavoletta) avrò una viscosità diversa. Le caratteristiche reologiche sono date dal burro di cacao. L’aggiunta di
acqua ad un sistema a fase grassa (cioccolato) determina una repulsione con la fase grassa che determina la
formazione di grumi. Se riduco l’umidità della fava di cacao la viscosità diminuisce. La lecitina agisce da
lubrificante e fa da ponte. Il cioccolato è un fluido pseudoplastico con limite di scorrimento. L’acqua di
processo è di rete, è controllata, il pH è importante e deve essere tra 6,2-6,8, pH acidi possono comportare
possono comportare + zuccheri invertiti in cottura e cioè comporta un cambiamento della miscela che sarà
+ igroscopica. Se il prodotto è ricco di grassi ci può essere ossidazione lipidica. L’umidità si valuta in stufa a
105°C con la perdita di peso del prodotto, si deve evitare che il prodotto si degradi e la formazione di croste,
i tempi sono diversi in funzione del prodotto. Oppure posso fare un essiccazione con stufa sottovuoto: si usa
se il prodotto è ricco di volatili o se si degrada. Altrimenti posso usare altri metodi come le microonde o il
riscaldamento a infrarossi.
è una titolazione, si usa per rilevare contenuti bassissimi di umidità, prevede la preseza di un
KARL FISHER:
alcol, SO e una base (un’ammina primaria). In presenza di acqua e di iodo la reazione consuma l’acqua
2
presente nell’alimento. L’acqua reagisce in rapporto 1:1 con lo iodio. La presenza di iodio in eccesso viene
valutato con elettrodo. Il titolatore KarlFischer mi svolge da solo la titolazione. (vedere su youtube il video).
26-2 proprietà che variano in funzione degli stessi parametri o in funzione della
Proprietà colligative:
concentrazione (ad es innalzamento del punto di ebollizione o pressione parziale di vapore).
Pasta di zucchero, è una miscela di cristalli di zucchero in una miscela satura di zucchero, ha una
Fondants:
cristallinità del 35-55%.
Il punto di partenza della produzione delle è la dissoluzione dello zucchero, se devo ottenere un
caramelle
prodotto con bassa cristallinità e bassa umidità. Per fare dissoluzione devo avere un 30-40% di acqua per fare
la dissoluzione. Se voglio valutare la concentrazione del prodotto guardo la Temperatura di ebollizione, + è
alta + il prodotto è concentrato.
ci indica la disponibilità termodinamica dell’acqua. In funzione dell’attività dell’acqua ho una serie di
Aw:
reazioni che possono essere favorite o sfavorite. L’aw dipende dalla presenza di zuccheri, di polioli e da altre
sostanze solubili che legano l’acqua come umettanti e anticristallinizzanti, rendendo l’acqua non +
disponibile. La tensione/pressione di vapore dell’acqua (dopo un certo tempo in un contenitore ho una certa
pressione di vapore dell’acqua) è inversamente proporzionale all’affinità dell’aw, più l’acqua è legata minore
è la tensione di vapore. Ha un valore compreso tra 0 e 1.
P= F/A. Newton/metri quadrati= Pascal
Si preferisce esprimere la tensione di vapore come pressione parziale di vapore. Aw= P/P0. Il valore dell’aw
aumenta all’aumentare della temperatura. Aw=0,8 significa che la
L’umidità relativa (si usa per gli ambienti) è diversa dall’aw (si usa per gli alimenti).
tensione di vapore è l’80% dell’acqua pura.
Per misurare l’umidità relativa si usano gli igrometri.
Per misurare l’aw uso uno strumento che misura il punto di rugiada cioè la T alla qale l’acqua contenuta
nell’aria condensa. Questo strumento si chiama Nel macchinario si instaura un equilibrio tra umidità
aqualab.
del prodotto e il campione in esame.Dopo un certo tempo il prodotto comincia a raffreddarsi, l’acqua
condensa su uno specchietto, arriva un raggio che vede l’acqua condensata, questo perchè l’acqua
condensata ha un angolo di riflessione diverso. L’umidità relativa è in equilibrio con l’aw del prodotto. L’aw
migra sempre da una zona ad alta aw ad una a bassa aw.
misurano attraverso un sale l’umidità assorbita o desorbita dal sale e da questi
IGROMETRI ELETTRONICI:
ricavo l’aw. Le aziende vendono soluzioni a aw nota per calibrare lo strumento. Oppure l’aw me la ricavo
dalle isoterme di assorbimento, se ho un prodotto a bassa umidità in un ambiente ad alta umidità assorbirà
umidità. mi dice il comportamento di assorbimento o perdite di acqua se il prodotto viene messo in un
ISOTERMA:
ambiente con umidità diversa. È un grafico dove in funzione dell’aw metto in relazione m.s. cioè il contenuto
di acqua nell’ambiente. Sono
Mi serve a predire delle variazioni di aw “se non avvengono passaggi di stato”.
2 perchè sono leggermente diverse se voglio aumentare o diminuire l’umidità del prodotto idratandolo o
disidratandolo. Esistono strumenti per creare isoterme, metto il prodotto a contatto con ambienti a umidità
differenti e vedo come varia l’umidità nel prodotto. Posso usare essiccatori, creo tanti ambienti che
contengono soluzioni sature di diversi sali, dopo un certo tempo l’ambiente circostante si mette in equilibrio.
Per essempio se metto polvere di latte nell’essiccatore si pone in equilibrio con il 75% del sale sottostante,
poi faccio residuo secco in stufa e trovo l’ FS.
Ci sono equazioni standard per modellare le isoterme per recuperare alcuni parametri.
ZONA A: acqua fortemente legata
ZONA B: acqua legata, è incongelabile
ZONA C: acqua libera di condensare
Quando il prodotto è in equilibrio con l’ambiente circostante il valore di aw x100 = U.R.
ESISTONO 3 TIPI DI ISOTERME
Ci sono prodotti con bassa aw che sono molto cioè assorbono molta acqua quindi per piccole
igroscopici
variazioni di aw la curva aumenta tanto (x es le patatine).
Se cambio il contenuto o il tipo di grasso l’isoterma cambia poco perchè non assorbono acqua, se cambio il
tipo o il contenuto di proteine l’isoterma cambia molto, ho un aumento dell’assorbimento dell’acqua.
1-3
Un amido non modificato ha un isoterma di tipo 2. L’amido ha una struttura che può legare l’acqua nelle zone
dell amilopeptina dove la struttura è + ramificata, l’acqua strutturale corrisponde a valori di umidità bassa
del prodotto, quest’acqua è molto legata,difficilmente allontanabile, se consideriamo ambienti con umidità
assolute maggiori,possiamo avere acqua del multistrato (aw + elevate)che riveste le superfici dei granuli
dell’amido, è l’acqua che si trova tra granulo-granulo e che viene assorbita sulla superficie quando si induce
il fenomeno della gelatinizzazione.
Il termine vuol dire massa, in un dolcificante intensivo in un prodotto il bulk è qualcos’altro x es i polioli
bulk
che mi fanno da massa. L’acqua utilizzata come solvente viene chiamata bulk water.
Quando l’attività dell’acqua è vicino ad 1 si ha un prodotto che ha molta acqua bulk (molto libera di
muoversi). Le isoterme dipendono dalla Temperatura, se costruiamo le isoterme usando gli esiccatori
otteniamo curve molto simili. Un isoterma a 5°C ha un aw=0,6, questo prodotto sempre con la stessa umidità
assoluta lo portiamo a 30°C la aw va a 0,75, questo perchè aumenta la tensione di vapore, quindi la crescita
microbica è accelerata.
Il mi dice in relazione dell’attività dell’acqua come si comportano le reazioni, ci si porta ad
grafico di Carrel
aw= 0,6-0,7 per rallentare attività microbica, quindi o agg sostanze che rendono l’acqua meno disponibile
oppure elimino l’acqua. C’è sia frutta candita sia semicandita (ha aw + alti ma che esige una conservazione a
bassa T, viene impiegato nella produzione dei gelati). I marronglassè sono glassati, sono molto delicati, la
glassatura mi limita gli scambi con l’ambiente. Un candito ricoperto di cioccolato riduce moltissimo gli scambi
con l’ambiente.
Devo proteggere il prodotto, ho modifiche dell’aw. I prod IMF= ad attività intermedia sono parzialmente
esiccati con aw= 0,5-0,6, spesso conservati sottovuoto o con refrigerazione, devono essere coperti cn
alluminio. Questi prodotti hanno bisogno di una combinazione di diverse tecniche di inibizione-
conservazione, (TEORIA DEGLI OSTACOLI), x es uso queste combinazioni per la IV GAMMA.
La curva dei lipidi ha un valore minimo a circa 0,5 a troppo bassa aw non ho uno strato di h20 che protegge
il lipide dall’ambiente ,Ad alta aw ho + mobilità di tt le attività cellulare coinvolte nell’ossidazione.
-un elevato tenore di acqua favorisce la reazione di ossidazione perchè agisce come solvente,come mezzo,
come elemento di struttura promuovendo il rigonfiamento dei gel promuovendo ed aumentando le superfici
di reazione. metto il prodotto a tot tempo a tot Temperatura, x valutare l’ossidazione dei lipidi valuto
Prove di shelf life=
perossidi (ossidazione primaria), poi composti secondari cm ad es etanale, aldeidi, poi valuto anche l’acidità
visto che aumenta con la produz di ac grassi.
Se l’aw è bassissima il tempo l’ossidazione avviene prima.
imbrunimento, per rallentarlo uso SO2, agisco sul ph o con sostanze che inibiscono Maillard.
Maillard=
Ad alte aw diminuisce Maillard xk zucch e AA reagiscono di meno perchè sono diluiti, a bassa aw maillard è
rallentata xk diminuisce mobilità. Alta aw rallenta imbrunimento x l’effetto diluizione xk l’acqua è così tanta
da allontanare le sostanze che reagiscono tra loro
Se lasciamo una patatina in estate in un ambiente non protetto cambia la crispness xk cambia sia umidità che
aw, la crispness si modifica, la valuto con un dinamometro oppure cn metodi sensoriali, se il prodotto è
tenuto a 0,1 è crisp poi man mano che aw aumenta le caratteristiche di crispness diminuiscono e diminuisce
l’accettabilità sensoriale.
Umidità relativa di equilibrio
Hard candy x es 0,40 hanno una determinata u.r. di equilibrio in cui non assorbe acqua ne la rilascia xk è in
equilibrio, se la metto ad U.R superiori assorbirà acqua, a U.R inferiori li cede, conoscendo l’isoterma posso
prevedere cosa succede, l’aw mi serve x sapere a che
l’isoterma mi serve come metodo di previsione,
reazioni va incontro il prodotto.
Es TWIX è un prodotto fatto da un biscotto+strato di caramello ricoperto di cioccolato e condizionato. Ci sono
scambi possibili tra il biscotto e il caramello, ci può essere un umidificazione del cookie che rende meno
friabile il biscotto. Ci può essere in minor misura uno scambio con il cioccolato che ha 0,1 di umidità e bassa
aw=0,5-0,6, il burro di cacao ha una curva di fusione x cui a T ambiente è solido, questo strato protettivo è
molto efficiente però ci puo essere uno scambio di umidità tra cioccolato e parte interna. Ci può essere
scambio tra cioccolato e parte interna del packaging questo scambio aumenta all’aumentare tra spazio tra
prodotto e packaging; + c’è spazio, maggiore è l’essicazione del prodotto o l’assorbimento di umidità in base
all’ambiente esterno.
Ripassare : allegato 1 dello zucchero cioè denominazione di vendita dei prodotti, zucch bianco....., come è
fatto lo zucch, potere dolcificante, classificaz sulla granulometria, quando faccio zucch a velo si forma strato
amorfo. Lo zucchero si idrolizza in ambiente acido. Curva di solubilità, rivedere processo. La solubilità
aumenta all’aumentare della T, studiare Diagramma di fase saccarosio.
Gli zuccheri amorfi se assorbono acqua sulla superficie si ha la dissoluzione dello zucch e la cristallizzione con
liberazione d’acqua e questo porta alla formazione di e appiccicosità sulla superficie del cristallo.
granitura
Gli zuccheri amorfi sono + igroscopici di quelli cristallini. Portare lo zucch a aw 0,3 l’umidità aumenta fino a
raggiungere il 5% di umidità dove raggiunge l’equilibrio, l’aumento di umidità porta ad aumento di cristallinità
nel tempo fino al 100% e questo porta liberazione di acqua dai cristalli(xk non la legano) e questo causa un
appiccicosità del cristallo. Dipende se è protetto o no, se è macinato, se ha una struttura alveolare
dall’umidità. L’umidità dello zucchero iniziale è 0,05, una volta che cristallizza diminuisce di umidità. Quando
arrivo al 5% di umidità si ha una soluzione sovrasatura di zucch e nel tempo cristallizza, quando si sono formati
tutti i cristalli l’umidità è minima.
Nei prodotti in polvere l’umidità porta alla L’umidificazione scioglie la superficie
PRESA IN MASSA o CAKING.
del prodotto creando una soluzione, quindi l’acqua poi è in grado di penetrare + velocemente, velocizzando
la solubilizzazione della polvere. Per evitare la presa in massa che è promossa dall’acqua liberata dalla
cristallizzazione, posso aggiungere agenti che legano l’acqua.
Grafico: il prodotto amorfo (2) cristallizza, scende l’umidità del prodotto, si forma una soluzione satura di
zucchero (3) e la sua curva diventa uguale a quella dello zucchero cristallino (1). A 0.86 ho la dissoluzione
dello zucchero che poi si comporta come un composto molto igroscopico assorbendo l’acqua.
Per valutare proprietà dello zucchero uso il per valutare la deviazione della luce polarizzata.
polarimetro
La densità delle soluzioni zuccherine viene impiegata come metodo di misura della quantita di zucchero
presente. si basano sulla spinta di archimede. La scala Baumè (Bè) è una misura della gravità
Densimetri:
specifica di una soluzione zuccherina, dalla densità specifica valuto la scala Baumè= M- (M/SG),
Baumè.
M=145 è il numero convenzionale, SG=gravità specifica, ci sono densimetri per range di densità.
è la percentuale in peso di saccarosio. Una soluzione di 25°Brix contiene 25 g di zucch in 100g di
Gradi Brix=
sz.(peso/peso). metto una gocciolina, sul vetro, chiudo, e vedo una scala, vedo 2 campi in funzione della
Indice di rifrazione=
concentrazione dei gradi brix, i gradi brix dipendono dalla T. Principio: La luce si muove a velocità diverse in
funzione della densità, il raggio di luce verrà in parte riflesso e in parte rifratto. Per la legge della rifrazione
sinalfa/singamma=n1/n2. n1 e n2 sono gli indici di rifrazione dei 2 mezzi. L’indice di rifrazione cresce
all’aumentare della densità del mezzo. L’indice di rifrazione si legge con il rifrattometro.
Proprietà dello zucchero e delle soluzioni zuccherine
La T di evaporazione dipende dalla P del sistema utilizzato per la concentrazione della soluzione. Con delle
curve so che a quella T ho una certa concentrazione di zucchero. Il destrosio a PM che è la metà del saccarosio
quindi ha il doppio di moli. La T di evaporazione aumenta anche all’aumentare della concentrazione del
sistema espressa come molalità (moli/kg), è quindi un parametro indiretto per misurare la concentrazione
raggiunta durante la cottura di soluzioni zuccherine.
AMIDO E SCIROPPI DI GLUCOSIO
Lo è una soluzione acquosa raffinata e concentrata di del D-glucosio e da una serie di
sciroppo di glucosio
polimeri del D-glucosio come ad es maltosio, ottenuta da un idrolisi parziale e controllata dell’amido
alimentare. Molti di questi sciroppi si ottengono dall’amido.
Mais
Dalla cariosside di si ottengono diversi prodotti, l’umidità di raccolta dipende dall’ambiente, se è un’
mais
estate secca il prodotto avrà bassa umidità vicino ai valori idonei alla conservazione (12-13%umidità), se
l’umidità è elevata
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