MARGUERITE BELLANGER, LA MARGHERITA DELLE MARGHERITE
1838/40-1886
Durante uno spaventoso temporale la bellissima ragazza si era riparata sotto un albero e il galante
Napoleone III le aveva lanciato la copertina che era sopra le sue ginocchia, lei era andata a
restituirla al suo benefattore e si era rifiutata di dire il suo nome ai funzionari di corte; l’imperatore
aveva chiesto di farla entrare. Questa era la storia che raccontava Margherite sul suo incontro con
Napoleone III in realtà pare che il loro incontro fosse stata opera dei cortigiani per allontanare il
sovrano dall’influenza della contessa di Castiglione.
Presto la donna aveva ricevuto come dono un’intera palazzina.
La sua prima conquista era stata un corpulento negozionate, ma la ragazza pensava solo ad andare a
Parigi cosa che aveva fatto cambiando il suo nume da Julie Leboeuf, detta Julie la vacca dai traditi,
in Margherite Bellanger.
Il suo fiore preferito era la margherita, si faceva fare spille e acconciature con tale fiore.
Aveva lasciato malvolentieri il circo dal quale su un cavallo lanciava baci, aveva ripiegato sul
teatro, ma l’esordio non era stato buono. di evitare l’imperatrice
Il regno di Margherite su Napoleone III era durato per ben due anni, invece
un giorno l’imperatrice si era fatta addirittura portare
faceva di tutto per capitare sulla sua strada,
dalla mantenuta dove l’aveva pregata di smetterla di vederlo, se voleva bene all’imperatore,
tornando aveva pregato il consorte di troncare la relazione. Dato che non aveva risposta andò in
germania, ma un mese dopo non era cambiato nulla, ma a eliminarsi fu Margherite stessa
interessandosi troppo ai giochi di potere ed ad ostentare troppo il suo rapporto con l’imperatore.
Poco dopo era nato un bambino e malgrado i legittimi dubbi sulla paternità Napoleone III aveva
comprato al figlio naturale un castello e assegnato alla madre una pensione.
Alla caduta dell’impero si era trasferita in Inghilterra dove un ufficiale della marina l’aveva sposata.
Soddisfatta si era presentata nei salotti come Lady Kulbach.
La nostalgia tuttavia la riportò a Parigi, dove non era tornata sui suoi passi, ormai era una signora.
Presto si ritirò in campagna nel castello di Villeneuve, li avrebbe vissuto tranquilla, consacrandosi
nella beneficenza fino alla morte.
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