Jeanne de Tourbey, la signora delle violette (1837-1908)
Jeanne de Tourbey era bellissima, il suo primo protettore degno di nota fu il direttore del teatro della Porte Saint Martin, Marc Fournier, che aveva cacciato la moglie per far posto alla sedicenne. Tuttavia, lei non si sentiva in obbligo di essergli fedele. Non portava come le altre i gioielli, ma solo un mazzo di violette. Gli artisti e i giornalisti arrivavano facilmente alla sua camera da letto, mentre i ricchi dovevano pagare. Presto anche Fournier era stato utilizzato; quando si sentiva suonare alla porta e stava con un ingenuo, lei gridava spaventata dicendo che sapeva che era lui, ma che forse per 10 mila marchi si sarebbe calmato.
Jeanne non amava parlare, metteva in luce gli ospiti. Un suo amico era Flaubert, secondo il quale non si limitava a fare la cortigiana, ma era una spia per la polizia. Tuttavia, l'amico era caduto sotto il suo fascino. Tentato di fare l'attrice, ma era figlia di padre ignoto e di famiglia povera. Aveva inizialmente avuto un esordio infelice e aveva deciso di recitare solo nella vita. Quando aveva capito di non poter riuscire se non usciva dall'ignoranza, aveva chiesto a Dumas figlio di indicarle un maestro ed era stato scelto il potente critico letterario Augustin de Sainte-Beuve.
Un altro amante fu Emile de Girardin, che le rimase fedele per 20 anni fino alla morte. Egli si divertiva ad aiutarla nella sua ascesa e l'aveva presentata al principe Napoleone, che si era presto innamorato di lei. Colpito dalla sua intelligenza e dal suo senso della politica, Plon Plon le mandava i suoi testi dei discorsi per farsi consigliare. Tuttavia, non fu fedele neanche a lui. Un altro amante, deputato di origini egiziane Khalil Bey, entrambi brutti quanto ricchi, la Tourbey aveva cercato di rassicurare il principe insospettito e attratto da Cora Pearl, al punto che infine fuggì con lei.
Un nuovo inizio
Nel 1867, il turco e l'egiziano erano tramontati insieme alle loro ricchezze, per fortuna lei continuava ad abitare nella casa dell'anziano Fournier e si erano fatti avanti due nuovi candidati:
- Erneste Baroche
- Conte Edgar de Loynes
Entrambi volevano sposarla, ma fu il destino a decidere; il primo morì in battaglia nel '70 lasciandole una cospicua eredità. Sposò l'anno dopo il conte, diventando contessa. Subito dopo le nozze, il gioco e le donne ebbero su di lui una forte attrazione. Quattro anni dopo, aveva lasciato ingenti somme al gioco e il cuore a una principessa siciliana. Egli volle fare sciogliere l'unione attraverso la Sacra Rota, fu una guerra lunga e difficile che Jeanne vinse.
Aveva ripreso la solita vita, al corrente di tutti i segreti della politica e di letto, la cortigiana era ormai una potenza.
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