La popolazione europea - Le epidemie
Importanza delle immagini
I bambini, un genere che sta scomparendo dall’Europa, questi sono bimbi di buona famiglia, è un dipinto inglese, ma potrebbero essere di un altro paese. Sono vestiti come piccoli adulti, esiste un filone di studio sulla percezione dell’infanzia, è un fatto relativamente moderno: per secoli i bambini non vestivano secondo l’età, ma secondo il ceto di appartenenza a differenza di oggi.
Premessa storica
Ogni generazione pone al passato delle domande diverse rispetto a quelle che hanno posto le generazioni precedenti, ciascun tempo ha necessità di conoscenze differenti. La storia è una conoscenza che muta, si arricchisce e trova continuamente oggetti diversi, non dando nulla per scontato.
2018 Italia - Europa: prima di studiare demografia bisogna studiare la demografia degli avi. Oggi partiamo da una situazione demografica tragica: la popolazione italiana, specialmente, ma più in generale quella europea, sta vivendo da decenni un tragico e irreversibile invecchiamento della popolazione cioè con somma aritmetica le nascite sono inferiori ai decessi nonostante i ritrovati della tecnologia che rendono la nostra epoca difficilmente comparabile con il passato. Questo è uno dei problemi fondamentali dell’Europa odierna, ancor prima della crisi economica: la crisi economica è una delle conseguenze della crisi demografica!
I demografi ci dicono che ogni donna dovrebbe partorire 2,1 figli, se scendiamo sotto questo livello abbiamo perdite. L'ultimo indice ISTAT 2017 conferma ennesimo record negativo: molti bambini nati in meno rispetto al 2016.
L'invecchiamento della popolazione
Dobbiamo essere consapevoli del nostro tempo per renderci conto delle epoche passate, il bello della storia è coglierne le differenze.
Perché l’invecchiamento della popolazione è tragico? Perché corrisponde a un impoverimento crescente: i costi fissi aumentano, aumentano le tasse, scarseggia l’assistenza e aumenta lo squilibrio nella composizione della popolazione.
- "Piramide" = classico modello della società del passato, oggi risulta rovesciata: molti anziani, fascia media persone mature in età lavorativa e piccola percentuale bambini e ragazzi.
Contraddizione delle idee false di Malthus: "Se la popolazione cresce troppo, finiscono le risorse". È il contrario: è la crescita della popolazione il vero motore dello sviluppo della ricchezza.
Studi demografici storici
Per studiare le popolazioni del passato e quindi le loro dinamiche, utilizziamo indici di demografia storica. Una disciplina che ha avuto sviluppi importanti negli anni '60 dell’Ottocento in Inghilterra. In Italia nel 1977 nasce un istituto di demografia storica.
Non esiste un modello demografico europeo, però abbiamo un saldo positivo. Ci sono due estremi:
- Inghilterra, considerato un paese a "demografia bassa" cioè livelli bassi di natalità/mortalità per varie ragioni (climatiche, alimentari ecc.) ogni 1000 abitanti abbiamo circa 30 nati vivi e 22/28 morti.
- Ungheria, ha un regime demografico molto più alto, qui c’è un campione in un anno esatto: natalità 50 x 1000 e mortalità 40 per mille.
Una prima conclusione è che nonostante siamo in situazione economica diversa, ci troviamo prima della rivoluzione industriale quindi in un regime fondato sull’agricoltura e su un certo modo di produrre beni. Non esistevano antibiotici, non esistevano medicine efficaci per sempre crescita complessiva, quasi nessuna malattia. Tuttavia, abbiamo più lenta/più forte crescita: questo è il fenomeno di fondo della storia europea di quell’epoca.
Fonti per l'età moderna
Sono le testimonianze immediate che ciascuna epoca ha lasciato, e come il rapporto tra legno e il mobile, in mezzo c’è l’artigiano, il lavoro intellettuale dello storico che segue un mestiere e arriva a un prodotto finito ma sempre tenendo conto della fonte (non come il romanzo storico di Manzoni).
- Tra le più antiche fonti dell'età medievale moderna ci sono i censimenti dei pochi che erano dei sondaggi.
- Ricognizioni complessive delle popolazioni di area provincia o intero stato (es. Storico: condimenti fuochi regno di Napoli del 400, fonti precoci) fuoco=focolare=unità abitativa=unità fiscale, famiglia in senso allargato è il fuoco, non contano individui come ceti moderni ma unità abitative che producono redditi quindi tassabili.
Registri parrocchiali (battesimo, matrimonio, sepoltura, amministrazione comunione pasquale, unico precetto del cristiano).
Tra '700 - '800, con l’avvento delle forme statali più centralizzate e dotate di strumenti più burocratici per il controllo della popolazione, abbiamo censimenti generali della popolazione fino all’avvento dello “Stato Civile” gestito dallo Stato, come: uffici periferici o comunali e non più della chiesa. Uno dei portati della Rivoluzione Francese fu la produzione sistematica norme. Dalle epoche più antiche ('400 - '500) fino a quelle più recenti ('700 - '800) passiamo da un minore ad un maggior volume di dati.
Formazione delle famiglie nel passato
Ci sono numerose differenze nella formazione delle famiglie del passato rispetto ad oggi. Nel passato, in presenza di freni repressivi della demografia (carestie, malattie ecc.) ritardavano il formarsi di nuovi nuclei familiari, ma appena la situazione si stabilizzava tutto ritornava a funzionare come prima.
La grande crescita demografica dell’Europa fu una condizione necessaria, ma non sufficiente, che permise all’Europa la sua espansione nel mondo grazie alla gioventù. Le popolazioni del passato avevano spinta verso la vita pur avendo avversità enormi.
Il '600 non può essere visto solo come il “secolo della crisi”, di decadenza, è un secolo vivo, con variazioni e con una crescita e uno sviluppo significativo.
Giganti demografici dell'Europa
I giganti demografici dell’Europa sono la Francia e la Germania. Un dato significativo per capire quali sono i paesi più sviluppati, cioè con la maggior concentrazione di centri urbani, quindi con un’economia urbana (manifatture, prodotti finiti, utensili, tessuti, navi, armi ecc.)
In generale le curve della storia moderna sono 3:
- 1470 - 1620 = crescita
- 1630 - 1700 = relativa (perché comunque c’è un +) stagnazione
- 1700 = crescita
La peste non ha mai abbandonato il suolo europeo. Il '500 è un periodo di inurbamento, di forte crescita demografica (boom demografico) -> grandi problemi di ordine pubblico (squilibri nella società, mendicanza, brigantaggio?).
Fattori che influenzano la popolazione
Il sistema demografico dell’età moderna è stato rappresentato con diversi modelli -> fattori che influenzano la popolazione.
- Le risorse alimentari e l’aumento/diminuzione della popolazione hanno una stretta relazione.
- Le risorse alimentari, direttamente agricole, sono molto influenzate dalle condizioni ambientali (a differenza di oggi).
Le malattie erano i principali artefici di stragi inevitabili/imponderabili con un effetto sulla demografia molto significativo.
Crisi demografica
Alcune crisi descritte da Manzoni sono molto verosimili, comportamenti folle e autorità che ricorrono.
- Mercoledì 10 ottobre 2018: carestia in Irlanda (1845 - 1846) causata da una malattia della patata alla base dell'alimentazione dopo rurali. Nell’immagine la polizia che va dai contadini colpiti dalla peste i quali non erano più in grado di pagare le tasse. La carestia della patata oltre che malattie provocò una forte migrazione verso gli Stati Uniti.
Migrazione di irlandesi, italiani e greci molto importante per la storia degli Stati Uniti.
Clima ed epidemie
Per quanto riguarda il clima è importante studiare l’impatto demografico dell’epoca non lontanamente paragonabile all’impatto odierno.
- Il clima: un fattore rilevante nelle dinamiche demografiche. Ci sono studi, discipline e metodi scientifici per studiare il clima: paleoclimatologia che aiuta gli storici a dare dati su climi del passato; archivi naturali; studi pionieristici.
Il tratto dominante è sempre stato il ghiaccio. A partire dalla fine dell’ultima era glaciale notiamo un notevole riscaldamento, in età classica si pensa che il clima fosse parecchio più caldo di come è oggi, è un dato acquisito. (es. Groenlandia = terra verde -> perché). Si dice anche che l’Età di Augusto fosse “optimum climaticum”. L’uomo non incideva sul clima in maniera significativa.
I periodi caldi furono più brevi rispetto ai periodi freddi. La teoria del riscaldamento globale non ha senso -> oggi viene chiamata “Teoria del mutamento climatico” -> è stupido perché il clima ha sempre mutato e l’uomo non ha mai deciso niente -> il mutamento climatico è un dato strutturale.
Epidemie
Le epidemie hanno condizionato la vita degli avi in maniera fortissima. Dobbiamo infatti stupirci della natalità esplosiva che superò tutti i freni, anche il più terribile rappresentato dalla peste che si presenta in varie forme e che ha afflitto l’Europa, ma è endemica in certe aree dell’Asia (ancora oggi in alcune aree del pianeta).
L’impatto e la mortalità del 1348 non fu mai visto in tutta la storia successiva neanche durante le guerre mondiali. Sappiamo che anche la peste di Atene fu importante, ma non abbiamo abbastanza testimonianze.
Altre malattie epidemiche con impatti molto alti di morbilità (persone che si ammalano) e mortalità sono: vaiolo, sifilide, colera, tifo, dissenteria (morbo degli eserciti, battaglie perdute anche per causa di questa malattia perché l’esercito non riusciva a combattere), pellagra, malaria, tubercolosi.
Eziologia: cause delle epidemie
Le cause della peste: ci sono numerose ipotesi e tesi argomentate circa le pestilenze dell’Europa medievale e moderna, ma c’è anche un paradigma classico: la ricostruzione che non risale a prima del '800, quando c’era la peste nessuno sapeva spiegare da dove veniva la malattia quindi non era possibile combatterla, la popolazione vedeva gli effetti, ma non ne conoscevano la causa. Per scoprirla è occorso uno sviluppo della medicina: il microscopio; per opera di un medico russo, Yersin, circa al tempo di Pasteur (anni ’90 del '800).
Quando la peste scomparve dall’Europa ma arrivò a Hong Kong, indusse una nuove ricerca, a ritroso si sono disegnate ipotesi e tesi sulle pesti storiche dell’Europa. Sviluppo: oggi abbiamo una spiegazione classica, non accettata universalmente, ma con fondamenti scientifici. Gli uomini che si ammalavano per primi erano quelli molto a contatto con i topi -> topi che stavano nelle navi, nei granai, nei luoghi asciutti.
Arriva dalla Crimea (caffè) -> mariani. In Europa trova un ambiente confortevole quindi diventa endemica = focolai sempre attivi, 1348 - 1350 - 51 -> è una pandemia: molte regioni colpite con picchi di mortalità fortissimi.
Interventi per la peste
Ludovico Antonio Muratori le dedica una delle tante sue opere.
- Peste di Marsiglia
- Peste di Messina 1743 sempre più circoscritta (due città portuali)
Abbiamo comunque ancora casi nel '800.
Come scompare la peste? Dopo le scoperte al microscopio, dove viene individuata, sono gli antibiotici che arrivano negli anni ’40 del '900, una delle grandi rivoluzioni della scienza. Le spiegazioni sono indipendenti dai miglioramenti della società umana.
Per il vaiolo la svolta è stata una scoperta medico-scientifica, il vaccino. Per la peste no. Le ipotesi complessive sono quelle del mutamento climatico, dato strutturale del pianeta; in Europa si sono sostituite razze di pulci e di roditori ad altre. Al topo che vive meglio in ambienti asciutti si è sostituito un veicolo meno favorevole per gli infetti. Per varie ragioni l’Europa è diventata un ambiente meno favorevole e poi per niente favorevole alla peste. Le città italiane sono pioniere per creare uffici di sanità (creazione dei lazzaretti).
Nel '700 esiste un dibattito sul vaiolo e sulla sperimentazione, è un secolo di sperimentazione. Si sperimenta il vaiolo umano, fino a quando Jenner, negli anni ’90 sperimenta il vaiolo-vacca-vaccino e impara ad applicarlo agli umani. I governi, quando si rendono conto che il vaccino è efficace, impongono la vaccinazione obbligatoria (anni ’20 del '800) per iscriversi alle scuole elementari, almeno nelle città. Prima di convincere le popolazioni periferiche passa molto tempo. Nella Milano napoleonica, al medico Luigi Sacco, lo Stato fa coniare una moneta grazie alla quale viene denominato “supervisore della campagna di vaccinazione”.
L’ultima pestilenza fatale fu la febbre spagnola che provocò un’ecatombe rispetto alla Prima Guerra Mondiale (1918 - 1920).
L'impero, gli stati: quadri e dinamiche geo-politiche
Premessa: quando parliamo di “Stato” in Europa di tradizione cristiana parliamo di qualcosa che fuori da questa tradizione non esiste e che viene dalla peculiare cultura europea e cristiana con apporti del mondo antico, matrice romana di cosa è lo “Stato”. In Europa la distinzione teorica, spesso pratica anche se talvolta non è rispettata in maniera efficace tra la sfera politica/civile e tra la sfera religiosa/spirituale.
Nel medioevo esistevano termini distinti per indicare le Somme Autorità che governavano la comunità cristiana: “Regnum Sacerdotium”, che è il papato come suprema autorità in collaborazione con quella imperiale. Nel Vangelo, di matrice cristiana-giudaica-germana-romana nel diritto: “Rendete a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio” dice Cristo, si notino le sfere preservate, già viene meno la pretesa di assolutismo/totalitarismo: lo Stato non può avere totalitari poteri sui sudditi.
Nel quadro della cultura politica della legittimità, il principe non ha potere totale sui sudditi, non è un “dio”, nemmeno il Papa, ma la teoria delle duplicità è molto importante.
Al principio del XVI sec. in Europa molti Stati esistevano già alcuni stati di territorio simile a quelli che ci sono ancora, al centro dell’Europa si estendeva un’area molto frastagliata = l’Impero per antonomasia; “Impero” è una realtà antica (Sacro Romano Impero), la tradizione lo vuole fondato da Carlo Magno nel '800 e racchiude nei suoi confini centinaia di territori in forma di associazione che assomigliano a una federazione con a capo l’imperatore.
Novità importante: Impero Ottomano: è una specie di “altra Europa” che si è incuneata tra Asia e Balcani (Europa) da tempo.
Il S.R.I. ha il suo baricentro circa in Germania, ma è multietnico/multinazionale, al cui vertice c’è l'Imperatore che ha li titolo più prestigioso accanto a quello del Papa con una forte tradizione di compiti che sono ancora oggetto di contesa, invidia e competizione. All’inizio dell’età moderna, l’Impero ha una realtà pluristatale nelle varie tradizioni e il prestigio politico è intatto e ancora svolge un ruolo di primo piano.
Simbolismo e ambizioni imperiali
Aquila Bicipite (stemma degli Asburgo che in età moderna sono ancora famiglia più legata all'Impero (da Carlo V fino a Giuseppe II)) è sinonimo dell’ambizione universalista già dell'Impero Romano; l’aquila guarda sia ad oriente sia ad occidente. Chi ha avuto ambizioni imperiali ha sempre usato il simbolo aquila.
Vedi cartella con immagini
Francia
È un paese molto importante per la storia Europea; sia dal punto di vista demografico sia dal punto di vista delle risorse e delle forze, sia dal punto della monarchie -> è uno dei principali Stati Europei. Nel 1500 la Francia era territorialmente diversa da come la vediamo noi oggi: la fascia orientale apparteneva all’impero, (es. la regione Savoia apparteneva al Duca di Savoia).
Sotto la dinastia più importante, la Valois, si consolidano le istituzioni della monarchia: il più importante sovrano è Francesco I, fu il principale antagonista di Carlo V per l’egemonia in Europa e in Italia, è ossessionato dall’Italia. Il suo obiettivo è quello di avere domini stabili in Italia; è così ossessionato perché l’Italia è un territorio equilibrato, snodo fondamentale per il commercio, per il papato, per la cultura (centro dell’umanesimo/rinascimento) del '500. È il centro della cultura europea. La sua idea espansionista non va a buon fine, ma provocò molte conseguenze.
Inghilterra
Il territorio che noi oggi chiamiamo “Gran Bretagna” nel '500 era composto da 3 regni:
- Corona di Inghilterra
- Corona di Irlanda
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