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MANAGEMENT

Concetti base:

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PERSONE FINI BISOGNI BENI CONDIZIONI DI PRODUZIONE

ATTIVITÀ ECONOMICHE

Le AZIENDE sono fatte con lo scopo di migliorare le condizioni di vita delle

persone. svolta dalle persone per le persone,

l’ATTIVITÀ ECONOMICA è da qui il

concetto di “persona al centro”. umana”

Il modello di riferimento è quello della “persona contrapposta all’”

homo oeconomicus”, ovvero quella persona che pensa solo al

ni economici

raggiungimento di meramente opportunisti e individualisti.

principio di razionalità

L’h. o. si identi ca con il dell’agente economico, nel

obiettivi,

senso che il suo comportamento, volto a raggiungere determinati

vincoli assiomi

rispetta determinati a partire da degli (microeconomia).

Esso riesce quindi a prendere la scelta migliore rimanendo coerente con le

proprie decisioni.

Modello della persona umana:

- Non si isola, fa parte di ISTITUTI, famiglie, aziende

- Ha ni economici e non

- mezzo

L’ATTIVITÀ ECONOMICA è un e non un ne

- vantaggi svantaggi

Razionalità limitata, agisce secondo e

- lealtà, solidarietà, egoismo opportunismo

Un “mix” di e

l’esigenza necessario

Si de nisce BISOGNO di un bene agli scopi della vita

Bisogni:

- Vari ( etico-religiosi, sociali, estetici, naturali )

- Piramide di Maslow

- In evoluzione

Questa piramide è un “modello motivazionale” allo sviluppo della persona

umana. La piramide vede una serie di bisogni disposti gerarchicamente e

solo partendo dalla soddisfazione dei bisogni fondamentali si riesce ad

accedere a quelli di ordine superiore.

La MOTIVAZIONE, è l’insieme dei FATTORI che sta alla base del

COMPORTAMENTO ( agire ) di una persona per il raggiungimento del proprio

SCOPO.

fi fi fi fi fi

Essa è divisa in:

Competenze: ciò che l’individuo può fare

• Valori personali: ciò che l’individuo vuole fare

• stato attuale desiderato.

Il BISOGNO, è uno “SQUILIBRIO” tra lo e quello

Esso spinge l’individuo a procurarsi i beni per porvi ne o attenuarlo

( limitarlo ). AUTOREALIZZA

ZIONE

STIMA

APPARTENENZA

SICUREZZA

FISIOLOGIA

BENI:

- Liberi: beni presenti in natura e accessibili a chiunque senza dover

ricorrere allo scambio ( es. aria, luce solare ). Caratterizzati da

illimitatezza senza un prezzo.

e quindi

- Economici: scarsità con un prezzo.

beni caratterizzati dalla e quindi

Merci o servizi utili, ne fanno parte i beni primari e voluttuari ( non

necessari ), beni di consumo e strumentali, beni commodity ( bene

fungibile, es. denaro ) e di erenziabili, beni complementari e fungibili.

Di erenziazione dei beni:

Complementari: ca è e

1) utilizzo di più beni contemporaneamente:

zucchero

Fungibili, burro e

2) utilizzo di beni di erenti per uno stesso bisogno:

margarina

Di erenziabili,

3) beni diversi con funzioni analoghe prodotte per esempio

vestiti

da due imprese concorrenti:

ff ff ff ff fi ff

Non di erenziabili o commodities,

4) beni che non sono distinguibili, che

hanno le stesse caratteristiche per tutte le imprese che li vendono:

materie prime

Beni di consumo, auto, libri

5) utilizzati direttamente dalle persone:

Beni strumentali, macchinari, immobili

6) utilizzati per produrre altri beni:

commerciali

Beni ad uso singolo, alimenti, imballaggi

7) utilizzati una sola volta:

Beni durevoli,

8) impiegati ripetutamente e nel lungo periodo:

elettrodomestici e automezzi

Beni di consumo individuali: bevande alimenti

9) Beni ad uso collettivo: difesa nazionali, spettacoli

10) produzione

ATTIVITÀ ECONOMICA: insieme delle operazioni/processi di e

consumo beni economici.

di dei Svolta principalmente negli ISTITUTI e per

relazioni tra gli istituti.

Essa comprende:

- Trasformazione tecnica ( sica, spaziale, logica)

- Le negoziazioni (delle volte sovrapposte da cooperazioni e competizioni)

- La con gurazione e il controllo degli ISTITUTI, comprende anche la

rilevazione delle informazioni

MERCATI: insiemi omogenei di scambi.

istituzioni,

ISTITUTO: società umana fondata su con struttura gerarchica.

istituzioni: regole e strutture comportamentali relativamente stabili nel

tempo ( conosciute anche come le “regole del gioco” ).

tutte le attività svolte da un’impresa,

PRODUZIONE ECONOMICA:

approvvigionamento, marketing, vendita, organizzazione rilevazione.

e Essa

non è il ne funzione caratteristica

dell’impresa, ma la (mezzo) che essa

svolge nelle <<economie di mercato>>.

Il ne delle imprese, è la produzione di remunerazioni, in particolare del

lavoro e dei capitali di rischio (o capitale proprio).

Condizioni di produzione (o fattori di produzione o combinazioni produttive)

rendere possibile, facilitare, ostacolare

Ogni elemento che contribuisce a

il processo produttivo.

Ne fanno parte:

1) Materie prime

2) Immobili, attrezzature, impianti

fi fi

ff fi fi

3) Lavoro operativo, direttivo, di governo economico

4) La terra (di erente per i vari tipi di azienda)

5) Beni pubblici

6) Beni liberi

CONDIZIONI PRIMARIE DI PRODUZIONE:

Lavoro

1) Capitale risparmio

2) lavoro

1) Qualsiasi tipo di (operativo, direttivo, di governo economico)

prestato dalle persone che alle imprese dedicano la totalità o

comunque la parte preponderante della loro attività lavorativa.

capitale risparmio

2) Il conferito a titolo di <<rischio>> nell’attività

economica

Queste due condizioni compongono il SOGGETTO ECONOMICO che

interessi economici primari

comprende tutte le persone che hanno diritto-dovere

nell’impresa e che conseguentemente hanno il di occuparsi di

essa.

Caratteristiche/proprietà degli ISTITUTI:

Durabilità, se sono di successo dureranno

• Dinamicità, soggetti a continui cambiamenti

• Unitarietà, uniti per un bene comune

• Autonomia

• Cooperazione, rendita organizzativa ( risultato prodotto da un istituto )

• Soggetti a incertezza/rischio

Capitali di rischio (o capitale proprio chiamato anche “di rischio”): capitale

investito in start-up considerate promettenti. Le persone che investono

tengono conto dell’esperienza del lavoro dell’azienda e del “know how”

Capitale di prestito: capitale, in prestito, concesso a seguito di un’istruttoria

nella quale viene analizzata la solvibilità nanziaria di quell’azienda.

scelte

Le delle persone sono in uenzate dalle PREFERENZE e dai GUSTI. A

loro volta essi sono in uenzati da:

a) Bisogni fondamentali delle persone (biologici)

b) Caratteristiche dei beni e delle esperienze fruibili in un certo momento

preferenze personali

c) CAPITALE PERSONALE, passate

d) CAPITALE SOCIALE, comportamenti delle persone che circondano la

persona (insieme dei valori e regole chiamata cultura)

CAPITALE UMANO = C. PERSONALE + C. SOCIALE

ff fl fl fi

3 modelli di processi decisionali delle persone:

scelte individuali

a) Modello delle secondo RAZIONALITÀ ASSOLUTA

scelte individuali

b) Modello delle secondo RAZIONALITÀ LIMITATA

scelte a più attori

c) Modello delle secondo RAZIONALITÀ LIMITATA

a) Il modello a RAZIONALITÀ ASSOLUTA

Secondo questo modello un soggetto che debba prendere una decisione si

trova in una situazione come:

problema l’obiettivo

Sa perfettamente qual’è il e come ottimizzare

• informazioni

Ha a disposizione tutte le che gli servono per individuare

• un’alternativa futuri

Conosce tutti i possibili

• alternative

Tutte le sono confrontabili simultaneamente

• decisore unico ed isolato

Il è

• l’alternativa migliore

Sceglie

b) Il modello a RAZIONALITÀ LIMITATA (Herbet Simon)

Secondo questo modello le decisioni delle persone scaturiscono da processi

iterativi e sequenziali e la scelta nale è soddisfacente. La persona si trova in

una situazione come:

attese iniziali

Parte da delle

• ricerca esplorativa possibili soluzioni

Fa una per individuare le

• Esamina possibile soluzione

una (a ribasso o a rialzo)

• Aggiustamento attese

delle

• Esamina possibili soluzioni nuove attese

altre in base alle

• alternative valutate

Le vengono in sequenza

• sceglie corto di tempo ricerca

Il soggetto perché a o quando la è

• troppo costosa

diventata e non da luogo a nuove scoperte positive

GRUPPO SOCIALE, insieme di persone con le seguenti caratteristiche:

Pochi componenti (3-7 persone)

• spontaneamente condizioni

Si forma per varie organizzative e logistiche

• valori di fondo

Condivisione di

• obiettivo comune

Perseguimento di un

• struttura sociale

Propria interna

• regole comportamenti norme

Sviluppa e chiamate

• Sostanziale equilibrio, se si gruppo coeso e unito, altrimenti decade

• decisioni

Entrando a far parte di un gruppo le del singolo vengono

in uenzate attese

notevolmente. Oltretutto la persona diventa un sistema di

di comportamento da altri soggetti, si forma così il RUOLO.

fl fi

attese

RUOLO, insieme delle che delle persone hanno nei confronti di

un’altra facente parte del gruppo. più società umane,

Spesso le persone possono far parte di questo genera

inclusione parziale

una situazione di in più gruppi. Possibili situazioni:

attese di comportamento

a) Di erenti

Tensioni di ruolo

b) frequenti ed importanti in quanto le attese di

comportamento sono diverse per ogni gruppo.

Concorrenza tra le decisioni:

processo decisionale

Ogni richiede l’impiego di risorse (che sono sempre

• scarse) quindi alcune decisioni concorrenti niranno per non essere fatte e

decadere

Le scelte processi decisionali.

che scaturiscono da Una scelta può

• essere incompatibile e quindi in concorrenza con altre.

Le soluzioni, per un solo problema possono essere molteplici

Perché alcune decisioni vengono prese e altre no? E nel caso delle decisioni

prese che cosa fa preferire una soluzione ad un’altra?

MODELLO DELLE DECISIONI ORGANIZZATIVE occasioni di

Le decisioni vanno prese in certi tempi e luoghi chiamati

decisione, alle quali partecipano le persone delegate a prendere decisioni.

Ad esse prendono parte 3 attori:

- Persone

- Problemi

- Soluzioni

Persone + Problemi + Soluzioni = Scelte Compiute priorità.

Persone Problemi, ai quali vengono assegnate delle

soluzioni in cerca di problemi

Persone Soluzioni, si parla allora si o

problemi in cerca di soluzione

Criticità percepita, viene stabilita da chi a ronta un problema e vuole che

esso risulti urgente e rilevante anche per le altre persone.

SCELTA, viene presa se presentate in senso compiuto e convincente come

risposta ad un problema percepito come urgente e rilevante

Dai membri degli ISTITUTI, ci si aspetta il rispetto di politiche aziendali nelle

momento di fare delle decisioni, per agevolare questa applicazioni le

regole organizzative, procedure e

organizzazioni elaborano e propongono

routine. Così si otterranno risultati coerenti con le politiche dell’azienda

In alcuni ISTITUTI molti problemi vengono a rontati frequentemente, per

routine consolidate.

questo vengono utilizzate delle

ff ff fi ff cooperazione

Nelle SOCIETÀ UMANE le persone collaborano in quanto la

produce rendita. Dalla cooperazione dipende l’entità della rendita che andrà

a compensare il contributo. Chiunque voglia partecipare alla rendita ha il

comportamento leale.

dovere formale e morale di tenere un

Nella realtà, né i contributi individuali né i risultati complessivi della rendita

comportamenti

sono conosciuti e ciò rende più facile l’insorgere di

opportunistici.

McGregor ipotizza 2 teorie sull’adozione di caratteri di ducia o s ducia

all’interno dell’azienda:

TEORIA X

Essa ha i caratteri delle <<profezie autoveri canti>>. Un assetto basato su

una totale mancanza di ducia verso i prestatori di lavoro, porta a relazioni

opportunistiche da parte delle persone soggette ad un assetto costrittivo

TEORIA Y

Si ipotizza che le persone tendono spontaneamente ad assumere

responsabilità e ciò li aiuta ad identi carsi nell’azienda e nel lavoro che

stanno svolgendo. Di conseguenza si adotta un assetto organizzativo inteso

come guida al comportamento.

Essa porta alla risultati di e cenza e soddisfazione.

Comportamenti altruistici, coerenti

perfettamente con la massimizzazione

del benessere individuale e personale.

Comportamenti opportunistici, attuati da persone che sottovalutano la

sanzioni penali e

disutilità futura di questi rapporti come ad esempio

morali, o da chi possiede talmente tanto potere da far risultare queste

sanzioni irrilevanti.

Le scienze economiche si dividono in:

1) Economia politica, teorie economiche a livello regionali, nazionale ed

internazionale

2) Economia aziendale, teorie economiche a livello aziendale, delle piccole

imprese ( familiari, di produzione, nonpro t, amministrative pubbliche)

La ricerca di nuove e migliori modalità di svolgimento dell’attività economica

visione dinamica di processi economici.

porta si ispira ad una

Innovazione delle modalità di ≠

svolgimento dell’attività Progresso tecnico

economica

fi ffi fi fi fi fi fi economica

PROGRESSO TECNICO, spontanea applicazione dell’attività e

innovazioni sviluppi della tecnologia. variabile

delle e degli È però una

esogena alle aziende e alle scienze economiche, ma interna alle scienze

naturali e matematiche logiche.

ECONOMIA AZIENDALE

oggetto: ordine economico di tutte le aziende che svolgono una signi cativa

attività di produzione e di consumo di beni economici.

4 classi di ISTITUTO:

aziende famigliari

1) Famiglie aziende di produzione

2) Imprese azienda composta pubblica

3) Istituti pubblici territoriali

azienda non-pro t

4) Istituti non-pro t

Studia l’attuazioni delle produzioni e dei consumi delle aziende e i relativi

processi di:

a) Assetto istituzionale

b) Trasformazione tecnica

c) Negoziazione

d) Organizzazione

e) Rilevazione ed informazione gestione,

Gli accadimenti di azienda sono ricollegabili ai processi di

organizzazione, rilevamento ed informazione.

operazioni di azienda

Le si attuano con il concorso di vari insiemi di

condizioni di produzione.

lavoro capitale risparmio,

Condizioni primarie: e che sono i prestatori di

lavoro e i conferenti di capitale di risparmi che compongono il SOGGETTO

ECONOMICO. produzione di beni

Distinzione tra (condizione necessaria), che è da un lato

la funzione caratteristica per la collettività e dell’altro il mezzo per la

produzione di redditi.

Processi economici di azienda, in evidenza i processi di innovazione dello

svolgimento delle attività economiche e delle modalità strutturali.

AZIENDA: l’ordine strettamente economico di un ISTITUTO, ossia, l’insieme

degli accadimenti economici disposti ad unità secondo le proprie leggi.

Innovazione economica, ricerca, individuazione, sperimentazione di nuove

modalità di svolgimento delle produzioni e due consumi

fi fi fi

ISTITUTO

azienda = ordine economico dell’ISTITUTO con una sua struttura.

Istituti Istituti non-

Famiglia Imprese pubblici pro t

territoriali

Aziende

Azienda Aziende di Aziende non-

Aziende famigliari composte

produzione pro t

corrispondente pubbliche

Non Non

Non economiche:

Finalità d’istituto/ Economiche e economiche, economiche,

morali, etiche, sociali * sociali e sociali e

nalità dominanti educative, ecc.. politiche morali

Economiche: Appagamento Appagament

appagamento Economiche e dei bisogni o dei bisogni

Finalità aziendali bisogni dalla sociali * pubblici ** pubblici **

famiglia

Processi di

consumo,

Natura processi di Processi di Processi di

gestione produzione ( in

dell’attività produzione

patrimoniale, senso ampio )

economica lavoro interno,

studio

nalità economiche ( produzione di remunerazione ) e sociali ( solo se

* realizzo nalità economiche )

** appagamento di bisogni pubblici, ovvero della collettività, quindi la

produzione di beni pubblici e la remunerazione del lavoro

Famiglia: nalità istituzionali

istituto primario della società umana, ha

non istituzionali

(dominanti) e che possono essere ni economici di altre

persone o società che non fanno parte della famiglia.

Detiene un certo patrimonio (beni al momento della costituzione, eredità e

gestioni patrimoniali

risparmio) e in base a questo si attuano di erenti.

I redditi dell’azienda derivano dal prestito di lavoro (imprese, istituti pubblici,

autonomo)

Tramite il pagamento di tributi la famiglia nanzia la produzione e i consumi

gli istituti pubblici

Impresa: economico-sociale, produzione di

istituto con nalità rivolte alla

remunerazione per i prestatori di lavoro e di conferenti di capitale risparmio

(capitale di rischio). Inevitabilmente questa produzione di remunerazione

fi

fi fi fi fi fi fi fi fi ff

porterà ad una variazione nel patrimonio delle aziende familiari. Gli interessi

economici non istituzionali sono comun

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher moltra di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e management e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi dell' Insubria o del prof Montemerlo Daniela.
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