Management
Argomento 1: Introduzione
- Obbiettivo del corso
- Impresa e ambiente
- Funzioni di produzione: evoluzione nel tempo
- Fondatori della tecnica imprenditoriale
Argomento 2: Definizione di impresa
- Condizioni di esistenza per l’impresa:
- Rapporto di scambio
- Autosufficienza globale
- Irriducibilità
- Modello di concorrenza allargata di Porter
- Estensione verticale/orizzontale
- Reti di imprese
- Distretti industriali
Argomento 3: Rappresentazione ed equilibrio d’impresa
- Definizione di equilibrio
- Regione di sopravvivenza
- Rappresentazione sistematica d’impresa
- Rappresentazione contabile d’impresa
- Rappresentazione mediante flussi e fondi
- Ripasso di indici economici e concetti di base
Argomento 4: Analisi dei costi
- Controllo dei costi
- Break even analysis
- Pricing: definire il prezzo di prodotti e servizi
Argomento 5: Analisi dell’equilibrio di sopravvivenza
- Relazioni tecniche / la capacità produttiva
- Relazioni organiche
- Relazioni finanziarie / fonti di finanziamento
- Relazioni economiche
Argomento 1: Introduzione
Obbiettivo del corso
La tecnica imprenditoriale si pone l’obbiettivo di studiare i problemi organizzativi di governo, di regolazione e di controllo che si pongono i dirigenti d’impresa. Occorre quindi capire cos’è un’impresa e come interagisce, come funziona e quali sono gli attori in gioco. Tecnica non è scienza.
La tecnica: ha l’obbiettivo di elaborare e determinare schemi di intervento sul corso naturale delle cose, in modo da raggiungere gli scopi prefissati. Ha l’obbiettivo di identificare dei modelli che descrivano l’impresa, non sottoponibili a verifica. La tecnica è un insieme di conoscenze applicate di norme e abilità che servono per la gestione dell’impresa. Non è possibile falsificare perché non vi è una legge uguale per tutti.
La scienza: Tende ad identificare le uniformità riscontrabili nell’esperienza, ovvero leggi costanti su fenomeni che essa mira a descrivere con teorie sempre più generali, precise e coerenti. C’è possibilità di falsificazione.
Impresa e ambiente
L’impresa è un’entità organizzata e coordinata di mezzi e di persone e di attività. Si tratta di un’entità avente proprietà definite. L’impresa è immersa in un insieme di fattori sociali e ambientali.
L'ambiente
L’ambiente è l’insieme di elementi, comprese le vicende naturali, che vanno assunti come dati esogeni e per questo non modificabili. Si tratta quindi di un insieme di fattori con cui l’impresa deve relazionarsi ma non può modificare. L’impresa può decidere di accettare in modo passivo gli elementi ambientali, adeguandosi quindi alla casualità degli eventi e si parla in questo caso di casualità naturale. Infatti il divenire dell’impresa viene trainato o addirittura dominato dalle vicende ambientali che gli amministratori sono costretti a subire. Oppure l’impresa può pianificare la propria attività per spirito imprenditoriale o intuizione e si parla in questo caso di casualità creativa poiché il divenire dell’impresa corrisponde a precisi disegni posti dagli amministratori stessi, se pur in presenza di un’ampia e imprevedibile varietà di elementi ambientali. L’ambiente si caratterizza inoltre per la cultura.
La cultura
La cultura è un insieme di abitudini, usanze, mode o anche solo regole convenzionalmente prefissate che si acquistano con l’apprendimento, l’educazione e con il vivere insieme agli altri in una fitta rete di comunicazioni sociali. La vita umana consapevole si svolge secondo modelli. Le nostre azioni non sono mai inventate dal nulla, ma si conformano in grado minore o maggiore alle abitudini, alle usanze o alle mode. Le azioni non conformi ai modelli culturali in atto, sebbene abbiano un carattere fortemente innovativo devono vincere le resistenze ai cambiamenti che possono essere più o meno forti.
All’interno dei modelli culturali di un medesimo ambiente sociale possiamo individuare due tipi fondamentali di connessioni:
- Le funzioni sociali: Si tratta di sequenze pre-ordinate di modelli culturali. Sono le sequenze di modelli culturali il cui preordinamento è dovuto al fatto che i comportamenti conformi ai modelli che precedono sono antecedenti necessari per l’azione conforme ai modelli che seguono.
- Funzioni di produzione: si tratta di funzioni che modellano i comportamenti che la società globale tende a valutare tramite l’apprezzamento dei risultati intesi come prodotti ottenuti o servizi resi.
Sono caratterizzate:
- Presentano un carattere strumentale rispetto alla vita sociale;
- Libertà di scelta;
- Ammettono comportamenti devianti o innovativi;
- Contratti di scambio. Il tipo di rapporto che tende ad affermarsi tra chi svolge le funzioni di produzione e gli altri soggetti è quello che caratterizza il rapporto di scambio.
Le funzioni di produzione non sono svolte solo dalle imprese, ma anche dallo stato e dalle famiglie. Tuttavia, di tutti gli attori che svolgono funzioni di produzione solo le imprese remunerano i fattori produttivi dallo scambio dei loro prodotti.
Le funzioni di produzione possono essere classificate in:
- Funzioni di produzione originaria: se producono materia prima (estrazione dei minerari).
- Funzioni trasformatrici: se trasformano la materia prima in altro.
- Funzioni di adattamento: se permettono di adattare la produzione con particolari esigenze di mercato.
- Funzioni di servizio: se offrono prestazioni definite come il trasporto, il deposito, l’ospitalità, la ristorazione.
- Funzioni finanziarie e assicurative: se vanno a coprire eventuali imprevisti che l’attività d’impresa può riscontrare.
Un tipo di funzione di produzione non esclude l’altro. Ogni attività è caratterizzata da nuclei funzionali delimitati. Ogni impresa ha un suo nucleo funzionale.
Funzioni di produzione - evoluzione nel tempo (storia dell’impresa)
Le funzioni di produzione hanno subito la seguente evoluzione nel corso degli anni:
- Artigiano: L’artigiano è la prima forma organizzativa tipica delle funzioni di produzione. È caratterizzato dalla centralità della persona fisica, infatti l’impresa si identifica con l’artigiano. L’artigiano utilizza mezzi rudimentali di comunicazione come il passaparola e utilizza un mezzo di trasporto primitivo.
- Mercante isolato: si mantiene la centralità della persona fisica. Il mercante è l’intermediario tra il cliente e il mercato di sbocco. Si sviluppa la circolazione delle merci tra i paesi limitrofi.
- Rete di operatori: si tratta della creazione di un primitivo network (rete) tra mercanti e commissionari. Con il sorgere di queste organizzazioni nascono anche esigenze di coordinamento e collaborazione, ma anche corrispondenti locali per mezzi di trasporto e deposito.
- Compagnie commerciali: nascono dall’unione di più mercanti. Nasce contemporaneamente il rapporto di agenzia (agente ha il potere di concludere o portare a conclusione contratti per conto dell’impresa) e nuovi modelli organizzativi come le registrazioni contabili. La struttura dei rapporti raggiunge un grado di complessità tale da rendere necessari anche nuovi istituti.
- Manifatture: sorgono in seguito alla concentrazione di tutte le fasi dell’attività produttiva in uno o più stabilimenti. Nasce anche il contratto di lavoro subordinato.
- Factory system: l’introduzione dei macchinari nelle fabbriche ha portato alla sostituzione del lavoro manuale con quello meccanico, più veloce ed efficiente. Le innovazioni ed il progresso tecnologico incrementano la produttività. Nascono così le economie di scala che consentono di contenere i costi, diminuire i prezzi ed aumentare i consumi. (economie di scala = a parità di input ottengo un output maggiore. Vuol dire che si riesce ad abbattere i costi unitari di produzione).
- Integrazione: le imprese che solitamente svolgono una sola funzione di produzione, si integrano con altre funzioni. Specializzazione spinta dal singolo lavoratore su una o più funzioni. Sorgono nuovi mezzi di trasporto e comunicazione e si avvia un processo di internazionalizzazione. L’integrazione tra le imprese può essere:
- Orizzontale: due produttori dello stesso bene si uniscono;
- Verticale: l’azienda possiede da monte a valle le funzioni di produzione dedicate a tutte o a gran parte delle fasi del ciclo produttivo. Se acquisisco una fase precedente del processo produttivo si parla di integrazione a monte, se acquisisco una fase successiva, di integrazione a valle.
- Separazione tra proprietà e controllo: il proprietario dei mezzi di produzione cessa di essere anche il dirigente dell’impresa. Nasce così la figura del manager con poteri decisionali. Le varie tipologie di impresa nelle quali si riscontra una separazione tra proprietà e controllo sono:
- Public company: Le partecipazioni sono talmente polverizzate da escludere sia l’esercizio diretto di poteri di maggioranza sia l’esercizio di potere di voto dove uno o più azionisti possono avere una grande influenza in virtù delle quote possedute.
- Gruppi aziendali: i gruppi aziendali nascono nel momento in cui un’impresa partecipa al capitale di un’altra impresa. All’interno del gruppo vi è una società capogruppo detta holding la quale ha il controllo societario delle altre, che a loro volta possono controllarne altre ancora.
- Partecipazioni pubbliche: Sorgono nel momento in cui lo stato o altri enti pubblici possiedono quote di controllo all’interno di società in virtù del principio di economicità della p.a. Lo stato e gli enti pubblici non possono esercitare i poteri di organizzazione e gestione se non attraverso la nomina di dirigenti.
Fondatori della tecnica imprenditoriale
Gli autori che dai primi del ‘900 hanno contribuito maggiormente a gettare le basi teoriche della tecnica imprenditoriale sono:
- Taylor: ingegnere americano ben noto come il padre dello scientific management, l’organizzazione scientifica del lavoro, basato sulla ricerca dell’efficienza tramite:
- Analisi sui tempi e metodi di lavorazione
- Organizzazione ottimale
La sua teoria si sviluppa su 3 direttive, le cosiddette tre S:
- Specializzazione
- Standardizzazione
- Semplificazione
Taylor ha sviluppato la produzione in massa delle autovetture, producendo un modello di macchine tutte uguali, standardizzate ed accessibili alla massa.
Elton Mayo, sociologo e psicologo, mise in luce l’importanza del benessere della forza lavoro sulla produzione. Con un esperimento in cui venivano modificate le condizioni di illuminazione in uno stabilimento ad Hawthorne dimostrò che in qualsiasi caso i lavoratori aumentavano il proprio impegno, sia che la luce diminuisse, sia che aumentasse.
- Fayol: L’oggetto centrale della sua osservazione è rappresentato dalla funzione amministrativa, chiave del successo aziendale. Spetta a colui che esercita tale funzione, cioè al direttore generale, coordinare la gestione dell’impresa.
- Zappa: Egli concepisce l’azienda come un oggetto in continuo divenire, caratterizzata da due elementi:
- Capitale
- Fattore umano
Il cui coordinamento riveste un ruolo fondamentale.
- Bernard: Oggetto principale dei suoi studi è l’organizzazione. Organizzazione intesa come un insieme coordinato di attività ed operazioni svolte per il raggiungimento di uno scopo comune. Bernard pone l’attenzione sulla distinzione tra efficacia ed efficienza. Infatti, con il termine efficacia si intende la capacità del sistema a raggiungere un determinato scopo, con il termine efficienza invece si intende la capacità del sistema a soddisfare i partecipanti offrendo loro benefici tali da indurli a partecipare e contribuire al raggiungimento del risultato.
- Simon e March: Sono i creatori della teoria dell’equilibrio organizzativo. Per la verifica di questa teoria occorre valutare:
- Il comportamento dei membri nell’azienda (entrare/uscire/restare in azienda).
- L’utilità prevista per il partecipante a fronte del contributo che gli viene richiesto.
La teoria dell’equilibrio organizzativo può essere riassunta in 5 punti:
- Funzione chiave della classe dirigenziale che ha un ruolo di guida e coordinamento. I dirigenti non per forza coincidono con gli imprenditori;
- L’aspetto organizzativo deve prevedere una partecipazione dal basso;
- Leadership del manager per esercitare la propria autorità;
- Creazione di un sistema di incentivi per i lavoratori;
- Centralità dell’approccio clinico ai problemi di governo e controllo.
Può essere opportuno scomporre l’obbiettivo finale in tanti obbiettivi intermedi, in modo da poter monitorare lo svolgimento dei lavori e poter attuare manovre correttive in caso di necessità.
- Teoria marginalista: La microeconomia si basa sulla ricerca della scelta ottimale che massimizza il profitto ed ha una base matematica. Le ipotesi semplificatrici alla base di questa teoria rendono la teoria stessa più una scienza che una tecnica. Inoltre, nella realtà non è sempre detto che la scelta ottimale sia attuabile in modo da massimizzare il profitto. La teoria marginalista ha dei limiti:
- C’è precisione formale, ma manca di realismo
- Presuppone la conoscenza esatta di tutti i prezzi possibili
- Non esiste nella realtà un’informazione perfetta
- Rigidità metodologica, non è possibile modificare strumenti, metodi e forme organizzative, con conseguenze sulla ricerca e sviluppo (R&D), sull’innovazione e sulla creatività.
Argomento 2: Definizione di impresa
Condizioni di esistenza dell’impresa
Impresa: L’impresa è un’entità autosufficiente e irriducibile che si manifesta come intestatario costante di una successione di scambi. L’impresa nasce da un atto costitutivo, un contratto, il quale dà origine ad una successione di contratti. Sono condizioni essenziali per l’esistenza dell’impresa:
- Rapporto di scambio;
- Condizione di autosufficienza globale;
- Condizione di irriducibilità;
Rapporto di scambio
La proposta è un atto che precede la formazione del contratto e consiste nella dichiarazione di un soggetto detto proponente, di dare o fare qualcosa. Con il consenso di colui al quale è indirizzata la proposta si arriva a stringere un accordo e conseguentemente la volontà contrattuale si perfeziona. La trattativa avviene tra due soggetti e al suo termine le parti arrivano a stringere un accordo. Il rapporto di scambio è quel nesso irriducibile fra la prestazione e la controprestazione promessa a contenuto libero tra le parti. Qualunque proposta contiene almeno due elementi:
- Esecuzione di una prestazione di dare o di fare;
- L’aspettativa di uno scambio, non esplicitamente descritta nel contratto, ma deducibile proprio da esso.
Ogni rapporto di scambio si caratterizza di 3 elementi:
- Durata: Ogni contratto ha una data di creazione e una di estinzione. Nell’intervallo di tempo intercorrente, i contraenti interagiscono. I contratti riguardanti le imprese hanno sempre una durata.
- Rischi connessi: Con rischio intendiamo il verificarsi di deviazioni dalle aspettative che possono essere dovute a fatti naturali e sociali non controllabili ma previsti nel rapporto di scambio come eventualità che rendono impossibile l’adempimento o interferiscono sull’adempimento del contraente. Nei contratti possono prevedersi clausole (penali e arbitrali) che regolamentano determinati casi di inadempimento e snelliscono la risoluzione della controversia.
- Struttura: Dipende da:
- Delimitazioni delle latitudini contrattuali (come prezzo, durata ecc.): si tratta di clausole che stabiliscono gli adempimenti (aspetti caratteristici del rapporto di scambio) che i contraenti sono tenuti a rispettare e che riguardano qualità, quantità, tempo, modi di consegna o oggetto di scambio.
- Attribuzione dei rischi: clausole che disciplinano le conseguenze in caso di eventi fortuiti che impediscono l’adempimento o influiscono sullo svolgimento del rapporto.
- Disciplina dei casi di inadempimento: clausole che regolamentano i casi di inadempimento. Possono essere clausole penali oppure clausole arbitrali che rimandano a un collegio precostituito (es. camere di commercio). Cioè nel caso in cui sorgano dei problemi tra le imprese derivanti dal contratto, le imprese possono stabilire di rivolgersi all’arbitrato della camera di commercio.
Condizione di autosufficienza globale
Una collezione (successione) di contratti si dice globalmente autosufficiente se soddisfa le seguenti proprietà:
- Scaglionamento temporale: I contratti hanno durate comprese tra e la data di liquidazione, quindi all’interno del periodo di vita dell’impresa. Con lo scaglionamento temporale vengono tralasciati tutti quei contratti che sono al di fuori della vita d’impresa.
- Persistenza temporale: In qualsiasi istante considerato vi devono essere dei rapporti stipulati prima di quell’istante e che sono ancora in atto non ancora conclusi. Questo perché se fossero tutti già conclusi significherebbe che l’impresa è in fase di liquidazione.
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