Macroeconomia
Capitolo 1
Sistema economico di un paese
Il termine “paese” intende un’estensione di terre comprese in determinati confini e abitata da una popolazione dotata di un’organizzazione stabile.
Prodotto interno
Indica la produzione di beni finali effettuata entro i confini del paese (contribuiscono le imprese con sede nazionale o all’estero).
Prodotto nazionale
Indica la produzione effettuata in qualsiasi parte del mondo dalle imprese che hanno la residenza in un determinato paese. In un'economia chiusa il prodotto nazionale coincide con il prodotto interno.
Economia di mercato
Un sistema economico deve occuparsi del coordinamento delle decisioni dei singoli soggetti che appartengono al sistema stesso. In un’economia di mercato la domanda e l’offerta dei beni sono lasciate all’iniziativa dei singoli operatori economici (domanda - famiglie, offerta - imprese), mentre il coordinamento delle decisioni individuali è basato sul meccanismo dei prezzi che sono flessibili.
La politica economica
Per un corretto funzionamento del mercato è necessario l’intervento dello Stato, a cui sono affidati due compiti:
- Creare un quadro di riferimento istituzionale all’interno del quale l’azione dei singoli soggetti economici si possa svolgere liberamente, ma nel rispetto di regole volte a tutelare i diritti umani e a garantire la concorrenza tra le imprese.
- Cercare di sopperire alle lacune e limiti del mercato.
Quest’ultimo è affidato alla Politica economica che persegue due obiettivi:
- La piena occupazione dei fattori produttivi (forza lavoro).
- Lo sviluppo economico (processo di incremento costante della capacità produttiva del sistema, oppure, miglioramento delle condizioni di vita della popolazione).
Si contrappongono 3 vincoli:
- Stabilità dei prezzi.
- Equilibrio del bilancio della pubblica amministrazione.
- Il pareggio della bilancia dei pagamenti (entrate e uscite con il resto del mondo).
Esempio: la PE si occupa dell’equa distribuzione del reddito oppure della tutela dell’ambiente naturale.
Trend e ciclo economico
La crescita economica di un paese è caratterizzata da fluttuazioni del prodotto interno. Il ciclo economico è l’alternarsi di fasi di espansione (ripresa) e di contrazione (recessione) del prodotto reale rispetto alla sua tendenza di crescita (trend) di lungo periodo. Quindi il trend è l’andamento assunto dal prodotto potenziale nel tempo. In prossimità del punto di massimo (picco) si ha l’inflazione. In prossimità del punto di minimo (punto di stallo) si ha la disoccupazione.
PIL - prodotto interno lordo
Il termine lordo si riferisce al fatto che nel corso del processo produttivo il capitale fisso subisce un invecchiamento tecnologico (obsolescenza). Di conseguenza una quota del prodotto (ammortamento) deve essere destinata al ripristino della capacità produttiva del capitale. Detraendo l’amm.to dal PIL si ottiene il PIN (prodotto interno netto). Il PIL varia nel tempo, se la produzione aumenta aumenterà di conseguenza il trend del PIL.
Gap di produzione
È la differenza tra la produzione corrispondente al pieno impiego delle risorse disponibili (produzione potenziale, pp) e la produzione effettiva (pe). OG = pp - pe. Esso offre una misura delle deviazioni del prodotto interno (effettivo) dal suo valore di trend (prodotto potenziale). OG aumenta nei periodi di recessione. OG nei periodi di espansione si riduce e può diventare anche negativo, ovvero, avviene la sovraoccupazione (utilizzazione impianti sopra la norma).
Vedi grafici a pag 476-77.
Inflazione (eccessiva domanda rispetto l’offerta). L’andamento dell’inflazione è inversamente proporzionale al gap di produzione. Se, per periodi di tempo abbastanza lunghi, si registra un basso livello di domanda aggregata, l’inflazione tende a diminuire. I costi dell’inflazione sono meno evidenti rispetto a quelli della disoccupazione. Alla macro preme di più evitare la disoccupazione poiché genera disagio sociale.
Indice dei prezzi al consumo - IPC
Indice dei prezzi che misura il costo dei beni acquistati da una famiglia urbana tipo.
Breve periodo
Capacità produttiva data e prezzi fissi. Periodo di tempo abbastanza breve da non consentire alla capacità produttiva di rispondere alle sollecitazioni della domanda (dei beni di consumo per esempio), poiché per aumentare la cap.prod è necessario del tempo. Mentre i prezzi e i salari sono rigidi, soprattutto verso il basso, per due ragioni:
- Prezzi strettamente legati ai costi e particolarmente ai salari.
- Le imprese stabiliscono i prezzi secondo delle strategie di medio periodo.
La forza lavoro - FL
È costituita da persone che lavorano e persone che cercano attivamente un’occupazione. Come la cap. Prod, la FL per aumentare ha bisogno di tempo e quindi nel breve periodo non varia al variare della domanda.
Rappresentazione grafica pag 481 - la curva di offerta aggregata (AS) è orizzontale sino al livello di occupazione Y* in corrispondenza del quale diventa verticale - la funzione di domanda aggregata (AD) ha inclinazione negativa - punto di equilibrio —> AS = AD (in corrispondenza di P° e Y°). Se Y°< Y* : ci sarà disoccupazione. Spostamento di AD causerebbe una variazione del prodotto ma non dei prezzi. I prezzi aumenterebbero se AD si spostasse fino ad incrociare AS nel tratto verticale, in cui ci sarebbe inflazione da domanda.
Medio periodo
Capacità produttiva data e livello dei prezzi variabili. Prezzi e salari sono flessibili. Se AD eccede il livello di produzione potenziale -> si avrà inflazione. Viceversa i prezzi e i salari diminuiscono.
Lungo periodo
Capacità produttiva variabile. Periodo di tempo sufficientemente lungo perché la capacità produttiva possa aumentare. E i prezzi e i salari raggiungono il livello di equilibrio compatibile con il pieno impiego dei fattori produttivi.
Teoria della crescita
Teoria che si propone di spiegare i fattori che determinano il tasso di incremento del prodotto potenziale di lungo periodo.
Teoria keynesiana
Mette in particolare risalto il ruolo della domanda aggregata come motore principale della produzione e quindi dell’occupazione.
Capitolo 2
Contabilità nazionale
PIL = valore di tutti i beni e servizi finali prodotti in un paese.
PIL pro capite = PIL a persona. Nella condizione di equilibrio la quantità dei beni e servizi prodotti è uguale alla quantità domandata. L’output realizzato genera reddito a favore di chi produce. Gran parte è destinato al lavoro e ai proprietari del capitale. Il prodotto interno viene domandato per il consumo privato, l’investimento, la necessità del settore pubblico e l’esportazione. Il valore monetario del PIL dipende sia dalla quantità di beni e servizi prodotta sia dal livello dei prezzi.
Studiamo la contabilità nazionale per due ragioni:
- I conti economici nazionali forniscono la struttura sulla quale si basano i modelli macroeconomici.
- I conti economici nazionali permettono di apprendere alcune cifre che aiutano a caratterizzare il sistema economico.
Il prodotto interno dal punto di vista:
- Della produzione: serve a remunerare il capitale, sotto forma di interessi e dividendi, e il lavoro, sotto forma dei salari —> AS.
- Della domanda: viene consumato o investito per il futuro —> AD.
I conti economici nazionali forniscono una misura del livello generale di prezzi. In equilibrio: AS = AD.
PIL - prodotto interno lordo
Misura di tutti i beni e servizi finali prodotti all’interno di un paese in un anno.
PIL nominale indica il valore della produzione di un determinato anno ai prezzi di quell’anno, cioè è espresso in moneta a valore corrente (prezzi di mercato correnti). Le variazioni del PIL nominale non danno informazioni riguardo il risultato economico. Quindi per confrontare la produzione in anni diversi si fa riferimento al:
PIL reale che indica il valore assunto nel corso del tempo dalla produzione di beni e servizi finali valutati in anni diversi agli stessi prezzi, cioè è espresso in moneta a valore costante. Esempio: PIL dell’anno x espresso con i prezzi dell’anno x-1. In questo modo è possibile confrontare i due anni. Il PIL indica il valore della produzione corrente, esempio: comprende il valore delle case di nuova costruzione e non la vendita degli immobili costruiti negli anni precedenti, tuttavia le commissioni degli agenti immobiliari vengono percepiti.
Deflatore del PIL
È pari al rapporto tra il PIL nominale dell’anno t e il PIL reale dello stesso anno. Misura la variazione dei prezzi tra l’anno corrente e l’anno base.
Produzione e remunerazione dei fattori produttivi
Fattori produttivi = risorse (input) utilizzate dall’impresa per la produzione di beni e servizi (output). Sono capitale, lavoro e risorse naturali. Remunerazione dei fattori = redditi percepiti di fattori produttivi. Es: salari per remunerare il lavoro. Consideriamo un’economia chiusa senza stato: famiglie e imprese. Famiglie possiedono i fattori produttivi (lavoro e beni capitali). La produzione dei beni serve a soddisfare i bisogni delle famiglie con beni finali (di consumo e di investimento), ed è realizzata in unità chiamate “imprese”. Esse si avvalgono dei servizi dei fattori produttivi dalle famiglie, retribuendo le stesse con salari che costituiscono i loro redditi. I beni sono poi venduti alle famiglie, che acquistano con i redditi percepiti. Questo processo prende il nome di “flusso circolare del reddito” e mostra i flussi reali (servizi dalle famiglie) e monetari (redditi) di scambio tra imprese e famiglie. I flussi reali e monetari si eguagliano. Nell’economia moderna non è cosi poiché essa è aperta e caratterizzata dalla presenza dello stato che assume un certo peso. Infatti vi sono delle imposte da versare nei confronti della PA (pubblica amministrazione).
Conti economici del paese
I flussi vengono rilevati dagli uffici nazionali di statistica (ISTAT) e presentati in una struttura coerente di conti economici del paese. La loro analisi permette di misurare più precisamente l’entità dei flussi. I conti, suddivisi in uscite e entrate, seguono le regole della partita doppia: ciascun flusso viene registrato una volta in uscita in un conto e una volta in entrata in un altro.
È suddiviso in:
- Conto delle risorse (AS) e degli impieghi (AD): mercato dei beni e servizi finali.
- Conto della distribuzione del PIL: mostra come il valore dei beni e servizi finali si trasformi in redditi dei fattori produttivi.
- Conto del reddito: determina il reddito nazionale, ovvero la somma dei redditi netti delle famiglie e delle entrate della PA.
- Conto dell’utilizzazione del reddito: mostra come il paese utilizza il reddito disponibile (quanto consumare e quanto risparmiare).
- Conto della formazione del capitale: mostra come vengono finanziati gli investimenti (la prima fonte è costituita dal risparmio nazionale).
- Conto delle transazioni internazionali: riepiloga tutte le transazioni tra l’economia nazionale e il resto del mondo.
Misurazione del PIL
Va precisata la differenza tra:
- Beni FINALI: beni di consumo venduti agli utilizzatori finali e beni di investimento. (Tutti i beni ad eccezione di quelli intermedi).
- Beni INTERMEDI: materie prime, semilavorati e servizi che l’impresa acquista da altre imprese, esclusi i beni di investimento.
Nel calcolo del PIL si considerano solo i beni finali per evitare errori di doppia contabilizzazione. Esempio: Non sarebbe corretto includere nel PIL sia il prezzo finale di un’automobile sia il prezzo degli pneumatici che la casa costruttrice ha acquistato e montato sulla macchina. Nella pratica gli errori di doppia contabilizzazione si evitano facendo riferimento al valore aggiunto. Il PIL è dato dalla somma dei valori aggiunti di tutte le unità produttive.
Calcolo del PIL
I dati relativi al PIL vengono usati anche come misura (indicativa) del benessere degli abitanti del paese. Un aumento del PIL reale equivale a un miglioramento del tenore di vita della popolazione.
Consumi
Per spese per consumi si intende la spesa dei consumatori e della PA.
Consumi delle famiglie residenti (C): è la principale componente della domanda e comprende spese d’acquisto di beni e servizi.
Spesa pubblica (G): somma dei trasferimenti (es: sussidi di disoccupazione) e degli acquisti pubblici di beni e servizi (es: difesa nazionale, manutenzione strade).
Investimenti (I)
Investimenti lordi = acquisti di beni di durata pluriennale destinati alla produzione di altri beni.
Investimenti reali = aggiunta allo stock fisico di capitale.
Per essere considerare investimenti, i beni devono:
- Essere materiali (esclude i servizi).
- Essere riproducibili.
- Avere durata pluriennale.
- Essere utilizzati per una produzione destinata al mercato.
Se considerassimo gli investimenti come “attività che accresce la capacità produttiva futura del sistema economico” dovremmo tenere conto anche degli “investimenti in capitale umano”: l’istruzione e preparazione delle persone che fanno parte delle forze di lavoro. In contabilità nazionale: le spese per personali per l’istruzione sono incluse nei “consumi” mentre la spesa pubblica per l’istruzione in “acquisti pubblici di beni e servizi”.
Esportazioni nette (NX)
Esprime la differenza tra esportazioni ed importazioni, ed è una delle componenti della domanda aggregata.
Economia semplificata (chiusa e senza stato)
PIL = reddito nazionale (o prodotto).
PIL = PIN (no ammortamenti) — pil è netto.
Non esiste la Pubblica Amministrazione e ne scambi con l’estero.
Y = livello di produzione del paese.
C = spesa per consumi.
I = spesa per investimenti.
S = risparmio del settore privato.
Diremo che: I = Y - C = S.
Ovvero, in un’economia semplificata, l’investimento è esattamente pari al risparmio. Ed indica che l’unica maniera in cui gli individui possono risparmiare è compiendo azioni concrete che rappresentano un investimento per il futuro.
Reddito nazionale
Somma dei redditi (al netto delle imposte e dei contributi sociali) delle famiglie e delle entrate della PA.
Introduzione al settore pubblico e del commercio estero
Al sistema aggiungiamo ora il settore pubblico.
G = spesa pubblica.
TR = trasferimenti pubblici al settore privato (compresi interessi sul debito pubblico).
NX = esportazioni nette, anche detto avanzo commerciale (se positivo) e deficit commerciale (se negativo).
Diremo che:
Y = C + I + G + NX.
Dato che il reddito disponibile YD è pari al reddito netto più i trasferimenti:
YD = Y + TR - TA e YD = C + S.
Otteniamo dopo vari passaggi:
S - I = (G + TR - TA) + NX.
Dove:
- (G + TR - TA) = BD = disavanzo del bilancio pubblico = eccesso di spesa pubblica rispetto alle entrate pubbliche. È un avanzo negativo.
- G + TR = spesa pubblica complessiva.
- TA = entrate fiscali della PA.
- NX indica il commercio con l’estero.
Capitolo 3 - Sviluppo, disoccupazione e inflazione
Crescita economica
I nostri redditi sono più elevati dei redditi dei nostri antenati. Questo fenomeno trova le risposte nella “contabilità della crescita e nella teoria della crescita”.
Contabilità della crescita
La contabilità della crescita indica in che misura i diversi fattori della produzione contribuiscono all’incremento della produzione totale.
Crescita economica
La crescita economica di un paese può essere definita come un aumento, sostenuto nel tempo, della capacità di fornire beni economici (aumento AS) e sempre più differenziati alla popolazione. Questa crescente capacità si basa sul progresso tecnologico e sugli adattamenti istituzionali e ideologici che esso comporta (abbandono schiavitù, famiglia allargata).
Lo sviluppo economico moderno presenta alcune caratteristiche:
- Di tipo quantitativo.
- Di tipo strutturale.
- Di riferimento alla diffusione internazionale della crescita economica.
Caratteristiche quantitative
- Accelerazione della crescita del PIL pro capite.
- Crescita della produttività.
Caratteristiche strutturali
- Diminuzione della quota (in termini di addetti e valore aggiunto) dell’agricoltura a favore dell’industria e in seguito dei servizi.
- Passaggio da piccole imprese di carattere famigliare a grandi società di capitale.
- Incremento del lavoro dipendente rispetto al lavoro autonomo.
Diffusione internazionale dello sviluppo
Ipotesi della convergenza: sotto certe condizioni, un paese ritardatario ha la possibilità di crescere più rapidamente del paese leader.
Congruenza tecnologica: le tecnologie messe a punto dai paesi sviluppati devono essere adatte alle caratteristiche del paese inseguitore. In molti casi ciò non può avvenire.
Input di lavoro e disoccupazione
Nel lungo periodo: l’input di lavoro, inteso come numero di ore lavorate all’anno, tende a diminuire.
Nel breve/medio periodo: la crescita del PIL reale procede alternando fasi di espansione e di recessione. Recessione si ha quando i livelli di attività produttiva sono più bassi di quelli che si potrebbero ottenere completamente e in maniera efficiente tutti i fattori produttivi a disposizione.
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