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Ciclo economico (business cycle): fluttuazioni di breve periodo intorno al trend di LP. Sono

ricorrenti ma non periodici

Macro serve a: quantificare ricchezza (stock) e produzione (flusso); studiare aggregati economici

come inflazione,reddito,disoccupazione,commercio estero e variazioni nel tempo; Crescita di lungo

periodo; fluttuazioni di breve periodo (cicli) : le ultime due riguardano il REDDITO POTENZIALE

DINAMICO

Macroeconomia è microfondata critica di Lucas anni 70. Tutto deriva da massimizzazione di

consumo per famiglie e profitti per imprese

Teoria della crescita: legata a trend crescenti e decrescenti di lungo periodo

Molti economisti ritengono che in economia ci sia trend di crescita di LP, deviazioni da questo sono

cosiddetti shock esogeni. Altri ritengono invece che fluttuazioni siano endogene e nessuno

garantisce una crescita di LP continua e perenne

Teoria della mano invisibile di Smith non è condivisa perché è il sistema capitalistico in sé che ha

elementi che possono condurre a fluttuazioni negative non giustificate. Feedback positivi che

conducono ad aumento dei mezzi sono ad esempio. Questi macroeconomisti ritengono che anche le

fluttuazioni siano interne al modello si dà più importanza alle fluttuazioni che al trend

Differenza tra rallentamento e recessione: nel primo caso tassi di crescita in diminuzione ma

positivi, in recessione diminuzione di derivata prima.

Il trend non si conosce ex ante, permette di sapere che c’è un massimo di PIL che possiamo

produrre PIL POTENZIALE

Contabilità nazionale: nasce insieme alla macroeconomia per raccogliere dati. Si passa da modelli

deduttivi dalla teoria alla pratica ai modelli induttivi: si parla dell’evidenza empirica. Scopo è

analizzare le congiunture, programmazione e pianificazione

Variabili stock: ci si riferisce ad una variabile osservata in un istante temporale definito oggi

Variabili flusso: variazione della variabile stock oppure flusso puro come il PIL (somma dei beni

finali prodotti in un periodo temporale

Beni intermedi e finali: un bene può essere entrambi (es. ruote macchina o farina. Se acquisto

macchina ruote sono intermedi, se compro solo ruote sono finali.

Beni finali: beni d’investimento (generano reddito) e di consumo (beneficio proprio)

Investimenti possono essere nuovi (aumenta il capitale) o di mantenimento (tipo le sostituzioni, non

aumenta lo stock di capitale ma probabilmente aumenta produttività)

3 definizioni di PIL flusso

1) Lato domanda: somma dei valori monetari di tutti i beni e i servizi finali prodotti in un paese

in un dato periodo. Utilizzato da statistici

2) Lato produzione: somma valore aggiunto ai beni intermedi dei settori produttivi (utilizza i

bilanci delle imprese

3) Lato redditi. Distribuzione funzionale al reddito: flusso dei redditi pre-imposta generati dalla

produzione e distribuzione a titolari di diritti sulla base dei supporti giuridici esistenti

PIL netto= pil-ammortamento

Produzione nazionale lorda: valore totale dei beni e servizi prodotti da fattori domestici (proprietà

dei residenti in una nazione)

Pil è una stima non misura produzione domestica (non ha valore monetario ciò che non passa dal

mercato come la torta fatta in casa) e qualsiasi cosa che non passa attraverso i mercati (economia

informale, cioè beni prodotti per autoconsumo, o illegale, anche se comunque vengono stimate da

istat. È una misura imperfetta del benessere, manca valutazione del tempo, ambiente e salute.

Consumo e PIL: forte connessione. Il consumo è la parte meno volatile del pil, in quanto i consumi

sono rigidi, è difficile che vengano modificati, e rappresentano una grande percentuale di esso.

Investimenti in senso macroeconomico riguarda la crescita del capitale fisso (figura). A differenza

dei consumi, sono molto volatili

La spesa pubblica è anticiclica e correlata negativamente a occupazione, mentre consumo e

investimenti sono prociclici

Produttività del lavoro e TFP sono prociclici. Offerta di moneta e prezzo azioni sono prociclici e

anticipano, mentre inflazione è prociclica ma ritardata (tendenzialmente deriva da domanda)

PIL reale è espresso in euro (valore di beni e servizi finali espressi in termini monetari. SI utilizza il

livello dei prezzi di quell’anno.

Inflazione: indice di prezzo che si ottiene come composizione tra paniere di beni all’anno e paniere

di beni al consumo nell’anno base (100)

Deflatore del PIL; non ha i beni importati come l’indice dei prezzi al consumo mentre nel deflatore

ci sono beni di investimento che non ci sono nell’indice dei beni al consumo

PIL reale= Pil nominale/deflatore PIL

Produzione di beni e servizi misurata in prezzi costanti relativi a un determinato anno (anno base).

Modelli di crescita di LP non spiegano fluttuazioni di BP. Aspettative guidano inflazione. SI cerca

di anticipare le variazioni dei prezzi. Mi aspetto un aumento dei prezzi? Aumento i prezzi.

Differenza inflazione USA da domanda UE da offerta: ci si aspetta effetto da aumento salari.

BCE guarda prioritariamente salari (2%), FED ha come obiettivo base inflazione (non tasso

specifico) e massima occupazione). Legato al tasso di inflazione è tasso di interesse (rendimento

che un creditore ottiene da un debitore). Differenza tra tassi nominali e reali (tassi pagati in termine

di beni). Il tasso nominale minimo deve ripagare almeno il tasso di inflazione (1).

Se le aspettative sono definite (2%) gli investitori con certezza definiscono le proprie strategie. In

situazione di incertezza su inflazione futura gli investitori rallentano investimenti. Vantaggio per

debitori (stato è debitore più grande) finché non sono richiesti aumenti di tassi nominali.

Gli agenti economici formano aspettative sull’andamento dei tassi. Aspettative sono ciò che

incidono sulle scelte. Esse sono soggettive (dipendono dal bene che guardi) (2)

BC influenza direttamente tassi di interesse a breve e tramite questi stessi, i tassi a lungo

OUTPUT GAP - PRODUZIONE POTENZIALE: Massimo che si può produrre in un paese senza

 

sfruttare eccessivamente le risorse produzione anche detta naturale potenziale presume che

 

tutte le risorse limitate sono utilizzate al massimo lavoro usato al massimo tassi di

disoccupazione u=0

Differenza tra produzione potenziale e naturale. Reddito naturale è un po’ inferiore rispetto a quello

potenziale, in cui ho quella che si chiama disoccupazione frizionale. Non tutti sono occupati perché

c’è chi sta cercando e cambiando. Naturale non è però tanto distante da potenziale. Possiamo

immaginare (sbagliando) che pil potenziale sia il trend. Non ragioneremo più in termini di

deviazione di livello di PIL, ma di sua deviazione dal potenziale o deviazione dal naturale. Se

output gap negativo ho disoccupazione

LEGGE DI OKUN: legge empirica che non sempre funziona. Bisogna elevare di molto il PIL per

ridurre disoccupazione

Disoccupati: soggetti che non lavorano ma cercano lavoro. I disoccupati di lungo periodo escono

dalla forza lavoro. Avviene soprattutto in recessione dov'è il tasso di disoccupazione calcolato è

falsato. La disoccupazione strutturale deve guidare l'istruzione, offerta di lavoro da parte degli

individui ed allineamento con domanda di lavoro imprese. Le frizioni rallentano l'incontro tra

offerta e domanda di lavoro. La disoccupazione frizionale è quella naturale e riguarda il tempo

necessario per trovare il primo lavoro o passare da un lavoro all'altro.

Disoccupazione ciclica è quella keynesiana. Durante crisi lunghe una parte della popolazione della

forza lavoro esce. Infatti istituti di statistica elaborano diverse categorie di tassi di disoccupazione.

Il potenziale è stimato. Anche il tasso frizionale è stimato, ed è diverso da paese a paese. In un

mercato del lavoro profondamente flessibile come quello USA esso è più basso

MERCATO DEI CAMBI. Si ragiona in termini di apprezzamento e deprezzamento.

PPP: In PPP il tasso di cambio reale è uguale a 1. Il paniere di beni espressi in euro deve avere lo

stesso valore dello stesso paniere espresso in dollari. LEGGE DEL PREZZO UNICO: si riferisce ad

un solo bene. Se invece di avere un prezzo ho degli indici dei prezzi, allora passo al tasso di cambio

reale

Deviazioni PPP hanno portato alla PPP relativa che guarda alle variazioni percentuali dei prezzi.

Nel calcolare il tasso di cambio effettivo si tiene conto del peso degli scambi con quel paese.

MODELLO REDDITO SPESA: vediamo prima la versione statica e poi quella dinamica.

π=0.

Modello di domanda di brevissimo P: tutti i prezzi sono fissi, Costruiamo mkt dei beni (in

economia aperta). (3)

Nel modello statico IS-LM eccesso di domanda in un modello a prezzi fissi si trasforma in un

eccesso dell’offerta. Si avrà un continuo adeguamento di offerta a domanda che porta a ridurre

ϕ

l’eccesso di domanda fino all’equilibrio. Limite del modello statico è la perfetta uguaglianza ( =1)

ϕ

per cui aumento offerta è pari ad eccesso domanda. In modello dinamico può essere diversa da 1.

Φ rappresenta la velocità di aggiustamento, non può essere minore di 0 perché ad eccesso domanda

non può corrispondere una riduzione dell’offerta.

AS-AD

Nei modelli di breve periodo i orezzi sono fissi, nei modelli a medio termine i prezzi cambiano e

introduciamo l’offerta aggregata. Sia nel Reddito-Spesa che nell’IS-LM l’offerta è orizzontale,

entrambi riguardano la domanda, quindi si ipotizzano che le imprese sono disponibili a produrre

tutti i beni e i servizi che vengono domandati. Non consideriamo inoltre il tasso di cambio. Ci sono

aspettative che non riguardano più il tasso di interesse ma l’evoluzione dei prezzi. È il modello di

partenza di DSGE.

Per costruire AS ci servono le imprese. Operano in concorrenza monopolistica. Imprese scelgono

prezzi che dipendono da costo, che è il salario, che deve essere accettato AS dipende dal mkt del

lavoro.

3 ELEMENTI: Salario Nominale, Livello salariale e prezzi attesi.

PC è curva che nel BP mette in relazione prezzi e disoccupazione. Con aspettative nulle ci si sposta

lungo la curva, con aspettative adattive è la curva a spostarsi (ci si sposta lungo la curva nel breve,

ma nel lungo ritorno alla disoccupazione naturale). Questo è effetto di scala mobile, in cui salari e

orezzi si rincorrono, fino a che ad un certo punto si blocchi.

Aspettativa: credenza che ognuno di noi ha rispetto ad un evento futuro, che riguarda la nostra vita e

carriera, e ce l’abbiamo rispetto ad una determinata visione del mondo che abbiamo. Qui sono

aspettative dell’intero sistema economico, non abbiamo agenti ma nell’aggregato.

te

1) ASPETTATIVE NULLE: in AS π =0 ci sono delle conseguenze riguardo politica monetaria.

Aspettative nulle vuol dire che gli agenti guardano salario nominale perché non sono in grado di

considerare il salario reale. Qui nasce la critica di Friedman. Non è possibile che i lavoratori non

facciano aspettative sul livello dei prezzi, perché vorrebbe dire che potrebbero essere fregati. Avere

aspettative nulle vuol dire che i lavoratori nello scegliere il loro salario nominale non stanno

considerando le variazioni sul livello dei prezzi

2) ASPETTATIVE ADATTIVE: mi fido di quello che è successo nel passato. Il limite è che non sto

usando tutto il set informativo disponibile, cioè se so che cambiamento di politica monetaria, agente

non può, o non vuole, o non è in grado di utilizzare quella info, almeno non tutta agente ha

razionalità limitata. Vantaggio computazionale e vantaggio che le persone si fidano, ma individui

soffrono di felicità del tacchino (viene ingozzato e ha aspettative che ogni giorno mangerà, ma il

giorno del ringraziamento tac), ma questo è vero anche in aspettative razionali, in cui immagino che

ci sia una distribuzione Normale degli errori, la quale esclude che ci siano eventi estremi. Con le

aspettative adattive non ho variazioni se BC fa annuncio di cambio policy. Nel BP posso essere

fuori dall’equilibrio, solo che ci sono forze che riportano all’equilibrio, che sono ritardate perché

lavoratori non hanno aspettative razionali, ma adattive, quindi si adattano a quelle del passato. Dato

ν<1,

che piano piano convergo verso equilibrio. CONVERGENZA E’ SEMPRE MONOTONICA.

3) ASPETTATIVE RAZIONALI: sono le centrali. Le aspettative sono razionali se gli agenti usano

tutte le informazioni che hanno e hanno capacità computazionale infinita. Si cambiano le aspettative

degli agenti. 4 assunzioni: informazione è completa, agenti omogenei, agenti conoscono

distribuzione oggettiva della vc, al variare del set informativo, cambia il valore atteso.

Domanda… moneta è neutrale? E quindi aumento di mu se è neutrale non cambia la situazione.

Moneta ovviamente non è neutrale nel caso di aspettative nulle; non solo, c’è la NON SUPER

NEUTRALITA’ DELLA MONETA io aumento moneta in circolazione e miglioro output gap

(sto crescendo più del potenziale) e inflazione aumenta moneta ha ruolo cruciale. Perché

aspettative nulle portano a questo risultato? Perché nei fatti dato che i lavoratori non considerano le

aspettative nello scegliere qual è il salario, allora aumento della moneta vuol dire aumento dei

prezzi e quindi inflazione, salario reale diminuisce, si riducono i costi di produzione per le imprese

e le imprese aumentano la produzione. Il problema è che i lavoratori sono fregati perché non hanno

inserito variazione nei prezzi nella scelta del loro salario, e non c’è nessun meccanismo di recupero

di quella perdita del potere d’acquisto. Produzione più alta e inflazione più alta. Questa che stiamo

facendo è la CRITICA DI FRIEDMAN Friedman critica mancanza di aspettative, dicendo che

senza di esse i lavoratori stanno perdendo sempre ipotesi è che ci sono aspettative adattive.

Lavoratori nel contrattare il loro salario nominale prendono in considerazione i prezzi attesi che è

uguale a prezzo del periodo precedente

Aspettativa nulla è non realistica. Tutti abbiamo presente quanti bene possiamo comprare, ma

aspettative adattive sono positive perché impariamo da errori del passato. Problema di aspettative

adattive è che errori non si azzerano mai, errore si chiude ad infinito (per questo si parla di AS ).

Sono errori sistematici. La risposta sono aspettative razionali, agenti non commettono errori

sistematici, ma usano tutto il set informativo disponibile, hanno capacità computazionali infinite, e

soprattutto CONOSCONO IL MODELLO VERO. Errori sistematici sono possibili per uno o due

periodi ma impossibili nell’infinito, vuol dire che non stiamo mai imparando. Con agenti razionali

agenti non commettono errori sistematici e nell’usare queste info disponibili, prevedono andamento

di una variabile casuale (inflazione) e formo aspettative conoscendo tutta la distribuzione so

com’è fatta distribuzione di variabile casuale e mi concentro sul valore atteso, che è il valore medio

della distribuzione ho una v.c. X con una distribuzione costruita in base al set informativo che

ho.

Friedman critica aspettative nulle. Friedman è stato maestro di Lucas, che è quello che ha esplicitato

aspettative razionali. Lucas fa due assunzioni forti: una è agente rappresentativo, che gli permette di

dire che tutti siamo uguali e quindi tutti conosciamo stesso modelli di economia. Seconda

assunzione è che non si fanno errori sistematici

Ma aspettative razionali non sono irrealistiche? Perché aspettative razionali? PERCHE’ MODELLO

CHIUDE. È anche un motivo per riuscire a raggiungere un risultato nel modello 

X* sempre uguale a 0 perché mu nuovo ma anche valore atteso di mu è nuovo salto subito e mi

muovo verso un’inflazione più alta. Questo è vero se è atteso, ma è quello su cui le BC stanno

cercando di lavorare, sulle aspettative degli agenti, solo che è saltato modello, non si sono resi conto

di alcune questioni. Stanno cercando di influenzare le aspettative con la comunicazione per

cambiare set informativo e quindi cambiare aspettative. Ma idea è che se agenti sanno che ci sarà

una politica monetaria restrittiva, allora agenti cambiano subito inflazione attesa, si muovono, PC

completamente verticale e non ci si muove da x*=0. Ma se politica monetaria è inattesa allora nel

momento in cui c’è pol mon allora effetto come se avessimo aspettative adattive, quindi AD si

sposta in alto a destra, ma questo dura un secondo, nel secondo successivo so che andrò a finire

nell’equilibrio di LP e saltoagenti imparano velocemente e non fanno errori sistematici.

MODELLI DI CRESCITA

Finora obiettivo capire fluttuazioni di breve periodo, o di medio (con AD-AS). Obiettivo capire i

cicli economici. Ora obiettivo è capire trend di lungo periodo. Due lezioni finali sono sulla

microfondazione: prima sulla microfondazione della funzione di consumo e poi su quella di

investimento. Primo è modello di Solow, e il secondo è il modello di crescita neoclassico, che fa

alcuni cambiamenti al modello di Solow. Punto di partenza è un modello che noi non guardiamo,

che si chiama modello di Harrod-Domar, modello di anni ’30, individuato come nella nuova

macroeconomia come modello di base della teoria della crescita. Questo modello presenta quattro

variabili che sono tutte quante esogene (NESSUNA DIPENDE DALLE ALTRE) e questo è un

grandissimo problema perché allora non si riesce bene a capire quale sia la variabile che deve

dipendere da tutte le altre, e quindi individuare quali sono le variabili esogene su cui puntare (il

tasso di risparmio per esempio). Una risposta viene data da Kaldor e l’altra da Solow, e noi

guarderemo quest’ultimo. Altro punto di partenza sono le regolarit&a

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher DiegogeiD99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Macroeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Ricchiuti Giorgio.
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