. MACROECONOMIA
Ricordiamo innanzitutto la definizione di economia L economia è una disciplina che studia le
problematiche legate alla soddisfazione dei bisogni dell’uomo disponendo di risorse limitate
Cos’è la macroeconomia?
La macroeconomia nasce come materia autonoma negli anni con la pubblicazione de La teoria
generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta di John Maynard Keynes
La macroeconomia è una branca dell economia che studia i fenomeni economici come entità globali
Analizza le variabili economiche aggregate cioè studia i fenomeni a livello di una regione, di un paese
o di un insieme di paesi non il singolo Qual’è la differenza tra micro e macro economia?
L esempio della foresta descrive al meglio la relazione tra la macroeconomia e la microeconomia la
microeconomia sta alla macroeconomia come l’albero sta alla foresta. La microeconomia infatti
studia il comportamento dei singoli agenti economici
Metodo della macroeconomia
La macroeconomia utilizza sia il metodo induttivo che il metodo deduttivo Il metodo induttivo parte
dallo studio di un singolo caso e trova una regola generale Viceversa il metodo deduttivo applica la
regola generale al singolo caso La macroeconomia, come la microeconomia, si basa sullo studio di
modelli teorici. I modelli macroeconomici sono un insieme di relazioni che descrivono in maniera
simbolica il funzionamento di un sistema economico Questo insieme di relazioni si traduce in un
sistema di equazioni Il sistema di equazioni coinvolge le variabili macroeconomiche PIL,
disoccupazione tasso di interesse, tasso di inflazione
La Grande Depressione -
La Grande Depressione fu la più grave crisi economica del ventesimo secolo Cominciò nel 1 2 con
il crollo della borsa di Wall Street
, successivamente la crisi si estese anche all Europa La Grande
Depressione ebbe drammatiche conseguenze sul sistema economico finanziario americano ed
europeo
● riduzione della produzione del
● aumento del tasso di disoccupazione nel era al , nel aumentò fino al
● i titoli azionari persero persero un terzo del loro valore
La cause della Grande Depressione furono molteplici
● mercato azionario crollo la borsa di Wall Street
● politica monetaria e o fiscale protezionismo e tariffe es tariffa sulle importazioni
● capitalismo e banche
Le politiche economiche suggerirono provvedimenti per influenzare positivamente il sistema
economico Si rivelarono fallimentari Gli Stati Uniti e l Europa iniziano a riprendersi nel circa,
quando iniziò la produzione di armi paradossalmente il presagio di una nuova guerra risollevò i vari
paesi dalla crisi economica
La Grande Recessione
Nel 200 l economia mondiale fu colpita da una crisi economica disastrosa Nacque nel come
crisi del mercato imm
o biliare americano, i prezzi delle abitazioni cominciarono a diminuire dunque il
valore dei mutui ipotecari risultava spesso maggiore, ciò incentivò i debitori a non pagare le rate
mensili restituire quanto preso a prestito Le banche aggregarono i mutui ipotecari, li
impacchettarono in nuovi strumenti finanziari e vendettero ad altre banche e o agli investitori
Questi strumenti erano così complessi che risultò quasi impossibile una loro valutazione corretta
Questa crisi successivamente si estese anche al mercato finanziario crisi finanziaria , le banche
iniziarono a non prestarsi più denaro l una con l altra, poiché temevano che la controparte potesse
essere insolvente Molte banche rischiarono il fallimento La crisi finanziaria si aggravò con il
fallimento della Lerhman Brothers , una delle banche americane più importanti La crisi finanziaria
divenne ben presto una crisi economica i consumatori americani ridussero i loro consumi, le
imprese tagliarono gli investimenti e cessò la costruzione di abitazioni La recessione assunse
gradualmente un carattere globale, principalmente a causa dei mercati internazionali e del sistema
finanziario globale meccanismi finanziari di contagio Nel si verificò una parziale ripresa
economica, la crescita delle economie avanzate tornò positiva , nel l Eurozona rimane
tutt ora in grosse difficoltà, in particolare l Italia L ’
Italia dopo il crollo nel il PIL reale non
ricomincia a salire e il tasso di disoccupazione è in continua crescita al contrario negli altri paesi
europei, Grecia compresa, il tasso disoccupazione diminuì
VARIABILI MACROECONOMICHE
● PIL prodotto interno lordo il livello di produzione dell economia e il suo tasso di crescita
● Tasso di disoccupazione proporzione dei lavoratori non occupati e in cerca di occupazione
sulla forza lavoro
● Tasso di inflazione tasso di crescita del prezzo medio dei beni scambiati in un dato sistema
economico
● Tasso di interesse rendimento di un attività finanziaria inteso come remunerazione del
capitale
Altre variabili lungo periodo sono
● Tenore di vita: misura in cui un individuo ha accesso a beni e servizi
Il tenore di vita si misura con il PIL reale pro capite
● Crescita economica: è un processo di aumento della quantità e o miglioramento della
qualità dei beni e servizi prodotti disponibili per l utilizzo finale Anche questa variabile è
misurata dal PIL reale pro capite
POLITICHE ECONOMICHE
● Politiche fiscali: lo Stato influenza l attività economica di un paese attraverso la tassazione o
la spesa pubblica acquisto di beni e servizi .
● Politica monetaria: le transazioni economiche vengono effettuate con una moneta la
moneta è un generico mezzo di pagamento La Banca Centrale regola la fornitura della
moneta e vigila sul sistema creditizio
Analisi
● Analisi positiva: l analisi positiva individua le conseguenze economiche di un evento o di una
politica senza considerare se gli effetti sono più o meno desiderabili
● Analisi normativa: l analisi normativa stabilisce se una politica economica deve essere
applicata o meno Può coinvolgere il sistema dei valori di chi la conduce
. PRODUZIONE, DISOCCUPAZIONE E INFLAZIONE
PIL: PRODUZIONE E REDDITO
Il PIL è il prodotto interno lordo cioè la misura della produzione aggregata Può essere definito in tre
modi equivalenti
. Il PIL è il valore valore di mercato di beni e servizi finali prodotti in un dato periodo di tempo
in genere l’anno , ovvero i beni che possono essere consumati dalle famiglie, investiti dalle imprese,
esportati all estero, prodotti in un economia in un dato periodo di tempo I beni finali si distinguono
dai beni intermedi cioè quei beni che vengono utilizzati per produrre altri beni finali Il PIL è una
grandezza di flusso, cioè riferita ad un certo periodo di tempo anno o trimestre , al contrario una
grandezza stock non fa riferimento ad un intervallo di tempo ma ad un istante ad esempio la
ricchezza di un individuo
. Somma del valore aggiunto che si crea in un economia in un determinato periodo.
Il Valore aggiunto è la differenza tra il valore di mercato e i costi dovuti all'acquisto di input da altre
imprese.
. Somma dei redditi dell’economia in un dato periodo reddito da lavoro, reddito da capitale o
profitto e imposte indirette tipo l IVA
Esempio:
Ci sono due imprese
● l impresa produce acciaio impiegando lavoratori e utilizzando macchinari Vende
€ €
acciaio per all impresa L impresa paga i suoi lavoratori e ottiene un
€
profitto di €
● l impresa produce automobili Acquista l acciaio dall impresa , e lo paga Il
€ € €
suo ricavo pari a serve a pagare l acciaio e i lavoratori All impresa
€
rimangono come profitto
€
PIL definizione si considera solo il bene finale cioè le automobili
€
PIL definizione in questo caso il PIL è la somma del valore aggiunto dell impresa e del
valore aggiunto dell impresa Per l impresa il valore aggiunto è semplicemente uguale al valore
€
dell acciaio Per l impresa il valore aggiunto è il valore delle auto prodotto meno il valore
€
dell acciaio utilizzato nel processo produttivo
€
PIL definizione il PIL è dato dal reddito da lavoro e dal reddito da profitto
delle due imprese €
Ipotizziamo che le due imprese si uniscono I ricavi sono pari a L impresa paga i suoi
€, €
dipendenti al suo interno ne rimangono profitto
€
PIL definizione valore di mercato del bene finale
€
PIL definizione - in questo caso il valore aggiunto è uguale al valore del
bene finale . €
PIL definizione è semplicemente la somma tra il reddito da lavoro e il
reddito da profitto
Problema dell’autoconsumo
Maria é una madre e non lavora. Dedica molto tempo alla cura di suo figlio, ma, non essendo lavoro
€
retribuito, questa attività non é inclusa nel PIL. Maria trova un lavoro che le frutta 500 a settimana.
€
Paga una babysitter (che prima non lavorava), Anna, 200 a settimana per prendersi cura del figlio.
€ €
Ciò aumenta di 00 il valore del PIL. In realtà il vero aumento del PIL è di 500 (si crea qualcosa). I
€
200 che Maria da ad Anna sono un semplice trasferimento di denaro (non si crea nulla).
Per il consumo di un prodotto del mio negozio, il contributo deve rientrare nel PIL? Dovrebbe
entrarci, ad esempio se bevo un caffè nel mio bar devo fare lo scontrino Altrimenti, i beni utilizzati
diminuiscono le scorte di magazzino senza una controparte positiva, questo comporta meno utile e
una tassazione che verrà applicata a tutti i soggetti
ATTIVITÀ ILLEGALI ED ECONOMIA SOMMERSA
L Eurostat richiede che nel PIL vengano contabilizzate le attività illegali traffico di sostanze
stupefacenti, prostituzione, contrabbando, furti e rapina , esse infatti incidono sul PIL
Allo stesso modo il PIL di tutti i paesi comprende una stima di reddito prodotto in nero, cioè
prodotto dall evasione fiscale e contributiva Il reddito derivante dall evasione dal lavoro nero
prende il nome di economia sommersa. Oggi il pil comprende la somma delle attività illegali e
dell economia sommersa, la composizione del pil viene denominata economia non osservata.
L economia non osservata da un contributo notevole al PIL nel tale economia ha inciso sul PIL
per miliardi del PIL stesso L’ economia non osservata ha importanti consegue
economiche. Osserviamo come cambia la pressione fiscale la pressione fiscale apparente calcolata
considerando l economia non osservata nel è stata pari al , imposte PIL , se invece
l economia non osservata viene esclusa la pressione fiscale sale al imposte PIL ,
Che cosa non misura il PIL?
Il calcolo del PIL presenta alcune criticità Il PIL non riesce a calcolare tutte quelle misure di
benessere economico come povertà e ineguaglianza economia, grado di alfabetizzazione, qualità
dell ambiente e impoverimento delle risorse umane La qualità della vita in un certo senso può
essere misurata dal PIL esiste infatti una correlazione tra PIL pro capite e alcune misure di benessere
come la speranza di vita, il tasso di mortalità infantile, medici, incidenza dell HIV AIDS, popolazione
denutrita… Nei paesi industrializzati il PIL pro capite è molto alto rispetto al PIL pro capite dei paesi
in via di sviluppo, ciò incide sugli indicatori di benessere la speranza di vita è molto alta nei paesi
industrializzati invece la mortalità infantile è molto bassa, nei paesi in via di sviluppo la speranza di
vita è bassa mentre la mortalità infantile è molto alta
Cosa misura il PIL?
Il PIL è costruito per misurare un fenomeno rilevante e correlato al benessere degli individui Questo
fenomeno è il valore dei beni e servizi disponibili per l impiego finale, valore che in una economia di
mercato è una ragionevole misura del livello di attività economica e delle sue variazioni Non misura
tutti gli aspetti rilevanti per il benessere individuale bensì un solo fenomeno rilevante Molti di questi
altri aspetti sono difficili o impossibili da definire esattamente cosa necessaria per misurarli e
sono spesso molto soggettivi Il PIL pro capite misura la disponibilità media di beni e servizi per le
attività che concorrono a determinare le condizioni di vita materiali dell individuo medio
PIL REALE e PIL NOMINALE
PIL nominale somma della quantità dei beni finali valutati al loro prezzo corrente
€ € €
Esempio: la produzione totale è data da mele , , mandarini , paia di scarpe ,
€
PIL (4 * 0,25) ( * 1) (3 * 20)
Questa economia riprende l economia dell esempio ma con una differenza, il prezzo delle mele è
€ €
aumentato da , a Questa variazione comporta un aumento del PIL ma non della quantità
prodotta
PIL reale somma delle quantità di beni finali valutati a prezzi costanti Per calcolare il PIL reale
viene scelto un prezzo di riferimento che verrà usato per diversi anni in Italia il PIL reale si calcola sui
prezzi del Il PIL reale permette di misurare la produzione e le sue variazioni nel tempo,
escludendo l effetto di prezzi che solitamente sono crescenti
Esempio: automobili prodotte, prezzo delle automobili
automobili prodotte, prezzo delle automobili
automobili prodotte, prezzo delle automobili
PIL nominale €
€
€
PIL reale si moltiplica il numero di auto per uno stesso prezzo Il prezzo di riferimento è
quello del anno base
€
€
€
Nel , il PIL reale nella UE era , volte maggiore del suo valore del , un aumento
considerevole, ma chiaramente di molto inferiore all aumento di volte del PIL nominale nello
stesso periodo Entrambi i PIL in questo lasso di tempo crescono ma la crescita del PIL nominale
supera notevolmente la crescita del PIL reale La differenza è legata ad un aumento dei prezzi
registrato in quel periodo
Come si calcola il tasso di crescita del PIL?
Yt PIL reale al tempo t
€Yt PIL nominale al tempo t
Se la crescita è positiva si parla di espansione, al contrario se la crescita è negativa si parla di
recessione. Si parla effettivamente di recessione se la crescita negativa è continua per almeno due
trimestri Esempio: Calcolare la crescita del PIL nominale e del PIL reale dal al dati
esempio
PIL nominale ,
PIL reale ,
La crescita PIL nominale è pari al , quella del PIL reale è del La differenza tra i due valori è
notevole, la causa di questa differenza è la variazione dei prezzi nel tempo principio valido in
generale
TASSO DI DISOCCUPAZIONE
La disoccupazione per un paese è un dato particolarmente importante permette di conoscere qual è
lo stato di salute benessere di quel paese
Si definisce occupato una persona che ha un posto di lavoro Un disoccupato è invece colui che non
ha lavoro ma lo cerca attivamente per essere classificati come disoccupati, bisogna soddisfare due
condizioni non avere un impiego e essere alla ricerca di esso Alcuni individui non hanno
un occupazione ma non sono disoccupati, si tratta degli individui fuori dalla forza lavoro cioè colore
che non hanno un lavoro ma non sono in cerca di occupazione Infine vi sono i cosiddetti lavoratori
scoraggiati cioè lavoratori senza occupazione che però hanno smesso di cercare lavoro poiché
sconfortati scoraggiati dalla disoccupazione
La forza lavoro è somma degli occupati e dei disoccupati L U N
TASSO DI PARTECIPAZIONE
→ rapporto tra la forza lavoro e il totale della popolazione in età lavorativa anni
TASSO DI DISOCCUPAZIONE
→ rapporto tra il numero dei disoccupati e la forza lavoro u U/L
Il tasso di disoccupazione al tempo t si può esprimere anche come
In pratica il tasso di disoccupazione può essere calcolato guardando gli elenchi dei disoccupati
oppure attraverso i sondaggi alle famiglie surveys .
Gli elenchi dei disoccupati non sono però una misura troppo affidabile, infatti le liste dei disoccupati
spesso non sono aggiornate e in alcuni paesi il numero dei disoccupati risulta maggiore a causa dei
sussidi elevati I sondaggi invece sono più attendibili, le famiglie campione vengono sottoposte ad un
questionario
Perché gli economisti si preoccupano del tasso di disoccupazione?
In primo luogo a causa dei suoi effetti diretti sul benessere delle persone disoccupate In secondo
luogo, gli economisti si preoccupano della disoccupazione perché essa segnala che l economia
potrebbe non utilizzare in modo efficiente alcune delle sue risorse Molti individui che sarebbero
disposti a lavorare non trovano un occupazione l economia non sta quindi utilizzando in modo
efficiente le proprie risorse umane Un economia con un tasso di disoccupazione troppo basso
potrebbe sovrautilizzo le sue risorse umane e incorrere in carenze di forze lavoro
LA DISOCCUPAZIONE IN ITALIA
Attualmente il tasso di disoccupazione in italia è pari al ,
Il tasso di disoccupazione viene calcolato come rapporto tra i
disoccupati e la forza lavoro, che è data dalla somma
dei disoccupati e degli occupati
Questo calcolo però non tiene conto dei soggetti scoraggiati o
comunque di tutti coloro che vor
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