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MACROECONOMIA

PRIMA SETTIMANA (cap.2-3-24-slide)

1. definire il prodotto interno lordo (PIL) e le modalità con cui può essere calcolato (somma delle

remunerazioni o valore aggiunto).

Il PIL o prodotto interno lordo, rappresenta la misura della produzione aggregata nella contabilità

nazionale, pertanto è il maggiore indicatore della dimensione economica di un sistema.

Il PIL può essere visto e quindi calcolato in 3 modi:

1. PIL è il valore di beni e di servizi finali prodotti nell’economia in un dato periodo di tempo, al lordo

degli ammortamenti (valore della produzione aggregata).

*

= & =

( (

(+,

2. PIL è la somma del valore aggiunto nell’economia in un dato periodo di tempo.

Il valore aggiunto di un’impresa è definito come il valore della sua produzione al netto del valore

dei beni intermedi utilizzati nella produzione stessa.

*

= & =

7

8+, lato della produzione ma, esso si può considerare anche

questi due punti considerano il PIL dal

dal lato del reddito:

3. PIL è la somma dei redditi (reddito da lavoro + reddito da capitale/profitto) nell’economia in un

dato periodo di tempo.

PIL NOMINALE è la somma delle quantità di beni e servizi finali valutati al loro prezzo corrente.

Il PIL cresce nel tempo per due ragioni:

N

- Perché la produzione di beni e di servizi cresce nel tempo;

- Perché il prezzo dei beni e servizi anch’esso cresce nel tempo.

Se si vuole misurare la produzione e le sue variazioni nel tempo, bisogna eliminare l’effetto dell’aumento

dei prezzi. Per questo motivo viene costruito il PIL REALE, che è la somma delle quantità di beni e servizi

finali valutati a prezzi costanti. * *

= & = & 0 =

M (N (N O (P (N

(+, (+,

Tasso di crescita del PIL: variazione del PIL tra l’anno t e l’anno t-1 espressa in termini %.

N NVW

∆% = ∙ 100

NVW

2. Definire il deflatore del PIL. Cosa rappresenta la sua variazione percentuale?

Il deflatore del PIL nell’anno t (P ) è definito come il rapporto tra PIL e PIL nell’anno t.

t N R

Il deflatore del PIL è un numero indice e il suo valore è scelto arbitrariamente e non ha alcuna

interpretazione economica.

€[ \]^ _`a(_,bc \]^ i

= = = ∗ =

N M O O

[ \]^ dc,bc jckb,N`dc

Il tasso di variazione del deflatore del PIL ha un’interpretazione economica: dà il tasso al quale cresce il

livello dei prezzi nel tempo, ossia il tasso di inflazione. −

N NVW

=

NVW pag. 1

3. Definire il moltiplicatore del reddito e mostrare graficamente come si modifica l’equilibrio sul

mercato dei beni a seguito di una variazione percentuale.

Il moltiplicatore del reddito è quel numero, il cui valore è > 1 (essendo 0<c <1), da moltiplicare alla

1

variazione della spesa autonoma, per ottenere la variazione della produzione.

Ciò significa che un aumento della domanda causata da c , I, G, T provoca un aumento più che

0

proporzionale della produzione, pari all’aumento iniziale della spesa autonoma per il moltiplicatore.

1 1

= ∆ = ∆

1 − 1 −

W W

4. Definite e descrivete l’equilibrio sul mercato dei beni. Rappresentatelo anche graficamente

produzione = domanda: Y = Z; º º

Z C + I + G Z c + c (Y-T) + I + G

à 0 1 D

La domanda dei beni dipende dal consumo C che a sua volta dipende dal reddito disponibile Y =Y-T,

dall’investimento I e dalla spesa pubblica G.

Assumendo che l’investimento in scorte (IS) sia nullo, le imprese non hanno scorte in magazzino.

L’equilibrio nel mercato dei beni richiede che la produzione sia uguale alla domanda. Y=Z.

Sostituendo Z, si ottiene quindi: º

Y c + c (Y-T) + I + G

0 1

Attraverso l’algebra ricaviamo la produzione di equilibrio, ossia il livello di produzione che eguaglia la

domanda. W

(1 )

= + − + + − = + + + = ( + + − )

à à

P W W W P W P W

WVu

v

Graficamente l’equilibrio del reddito sarà rappresentato in questo modo: pag. 2

5. Cosa rappresenta la propensione marginale al consumo?

La propensione marginale al consumo indicata con il simbolo “c ” è la quota parte di reddito disponibile che

1

gli individui sono disposti a destinare al consumo, esprime l’effetto sul consumo di ogni euro aggiuntivo di

reddito disponibile. c DC DY

0 ≤ ≤ 1 c = /

1 1

La propensione marginale al consumo si ipotizza che non sia maggiore di uno perché di solito non si spende

più di quanto si guadagna.

Graficamente la propensione marginale al consumo è indicata dalla pendenza della retta del consumo.

6. Cosa rappresenta la propensione media? w

La propensione media al consumo è pari al rapporto: [

La propensione media al consumo è il rapporto tra i consumi di un dato periodo di tempo e il reddito

percepito nello stesso periodo. In dica quanta parte del reddito è destinata al consumo.

La propensione marginale e la propensione media coincidono quando non c’è l’intercetta (la retta del

consumo parte dall’origine).

7. Definire il risparmio:

Il risparmio o risparmio aggregato è pari alla somma del risparmio privato e del risparmio pubblico.

Risparmio aggregato = S + (T -G)

Il risparmio privato (S): cioè il risparmio dei consumatori è uguale al reddito disponibile meno il consumo.

D

S = Y – C S = Y – T – C

à

Il risparmio pubblico è uguale alle imposte meno la spesa pubblica.

T – G

- Se T > G, lo stato avrà un avanzo di bilancio, il risparmio pubblico sarà quindi positivo.

- Se T < G, lo stato avrà un disavanzo di bilancio, il risparmio pubblico sarà quindi negativo.

8. L’equilibrio sul mercato dei beni per un’economia chiusa implica l’equilibrio fra risparmi e

investimenti. Mostrare questa condizione macroeconomica.

INVESTIMENTO = RISPARMIO.

Partendo dalla dall’equazione di equilibrio del mercato dei beni:

Y = C + I + G

Sostituiamo T da entrambe le parti e spostiamo C sulla sinistra:

Y – T – C = I + G – T

Il lato sinistro di questa equazione è uguale al risparmio privato (S) spostando i termini otteniamo quindi:

I = S + (T – G)

Il lato sinistro adesso rappresenta l’investimento e il lato destro il risparmio aggregato (privato + pubblico).

Da questa formula si deriva il nome della curva IS (investement saving) che rappresenta la condizione di

equilibrio nel mercato dei beni.

Partendo dall’equazione del risparmio: S = Y – T – C sostituendo C con la sua equazione C = c + c (Y – T) e

0 1

raccogliendo (Y-T) otteniamo che: S = -c + (1 – c ) (Y – T).

0 1

(1 – c ) indica la propensione marginale al risparmio, ovvero quanta parte di un incremento unitario del

1

reddito viene risparmiata. Esso è un valore compreso tra zero e uno. pag. 3

9. Il moltiplicatore del reddito può essere visto attraverso un successivo aggiustamento dinamico

verso l’equilibrio?

In equilibrio la produzione è uguale alla domanda, pertanto la produzione di equilibrio si trova nel punto A.

Dopo un aumento della spesa autonoma la curva di domanda ZZ trasla verso l’alto in ZZ’ in misura pari

all’aumento della spesa autonoma. Il nuovo equilibrio si trova ora in A’.

La produzione di equilibrio aumenta anch’essa da Y a Y’ di un valore maggiore rispetto al valore

corrispondente all’aumento della spesa autonoma, questo per effetto del moltiplicatore.

- Il primo aumento della domanda (e quindi della produzione) è indicato dalla distanza AB.

- Questo primo aumento della produzione comporta un aumento di pari ammontare del reddito,

indicato dalla distanza BC.

- L’aumento del reddito comporta un secondo aumento della domanda e quindi della produzione

indicato dalla distanza CD ed è uguale all’aumento iniziale per la propensione al consumo (c ).

1

- Esso porta ad un alto aumento di pari ammontare del reddito indicato dalla distanza DE.

- Il terzo aumento della domanda è uguale all’aumento iniziale per c al quadrato

1

Seguendo questa logica l’aumento totale della produzione è dato dall’aumento iniziale moltiplicato per la

12 13 1n

serie geometrica ovvero la somma (c + c + c + … + c ), il limite massimo della serie geometrica è pari al

1

moltiplicatore del reddito 1/ (1 – c ).

1

10. Qual è l’effetto della tassazione proporzionale al reddito?

D D

T = tY; Y = Y – T; Y = Y – tY;

à

D

Y = (1 – t) Y; C = c + c (1 – t) Y;

0 1

Quando T è endogena, ovvero dipende dal reddito, la pendenza della funzione di consumo si riduce.

Anche gli effetti del moltiplicatore del reddito si riducono in quanto si riduce il moltiplicatore stesso, la cui

equazione diveneta: ∆ 1

= = (1 )]

∆ [1 − −

W

11. Qual è l’impatto del moltiplicatore quando il bilancio viene mantenuto in pareggio?

DG DT;

Se il bilancio è in pareggio G = T; e viene mantenuto in pareggio quindi: =

il finanziamento della variazione di G è ottenuto attraverso la variazione di T;

Y = c + c (Y – T) + I + G; Y = c + c Y - c T + I + G; (1 – c )Y = c - c T + I + G

à à

0 1 0 1 1 1 0 1

1

= ( − + + )

P W

1 −

W

Se il bilancio è in pareggio avremo che G = T, quindi:

Y = (c + G(1 – c ) + I) / (1 – c ); facendo poi la derivata parziale di Y rispetto a G, ottengo:

0 1 1 ∆ 1 −

W

→ = =1

∆ 1 −

W pag. 4

SECONDA / TERZA SETTIMANA (cap.4-5-6-slide)

12. (1) descrivere le variabili che influenzano la domanda di moneta.

Esistono due tipi di moneta: quella circolante e i depositi di conto corrente.

Ciò che condiziona la domanda di moneta è:

- il livello delle transazioni: tale livello è più o meno proporzionale al reddito quindi maggiore è questo

livello maggiore sarà la domanda di moneta;

- tasso di interesse offerto dai titoli, maggiore è il tasso di interesse offerto dai titoli minore sarà la

domanda di moneta.

La relazione tra domanda di moneta, interessi e reddito nominale è data quindi dall’equazione:

d

M = €Y L(i)

d

Quindi la domanda di moneta M è uguale al reddito nominale €Y, moltiplicato per una funzione

decrescente del tasso di interesse L(i).

13. (2) cosa si intende per costo opportunità?

Il costo opportunità è il costo derivante dal mancato sfruttamento di un’opportunità. Quantitativamente è

il valore della migliore alternativa tralasciata. In altri termini ciò a cui si deve rinunciare per effettuare una

scelta economica.

14. (3) il tasso di interesse rappresenta un costo opportunità nell’ambito della definizione della

domanda di moneta?

Si il tasso di interesse nell’ambito della definizione della domanda di moneta è un costo opportunità in

quanto, scegliendo di tenere moneta, rinuncio a detenere dei titoli che mi frutterebbero un tasso di

interesse e quindi un guadagno.

15. (4) qual è la differenza fra un ec. in cui c’è solo circolante e una in cui ci sono anche i depositi?

In un’economia in cui è presente solo la moneta circolante:

s

- L’offerta di moneta è uguale a: M = M;

- L’equilibrio nei mercati finanziari richiede che la domanda di moneta sia uguale all’offerta di moneta:

s d

M = M; M = €Y L(i); M = €Y L(i);

à

Da questa uguaglianza determiniamo il tasso di interesse di equilibrio (tasso di interesse che induce gli

individui a detenere una quantità di moneta pari alla quantità offerta).

­

d

- €Y­ M i­ a seguito di un aumento del reddito nominale e quindi della domanda di moneta per

à à

indurre gli individui a detenere la stessa quantità di moneta è necessario alzare i tassi di interesse.

­

s

- M i¯ per il motivo opposto.

à s

La BCE modifica l’offerta di moneta M attraverso le operazioni di mercato aperto (acquisto o vendita di

titoli nel mercato obbligazionario) se desidera aumentare moneta compra titoli (intervento espansivo di

mercato aperto) e viceversa (intervento restrittivo di mercato aperto).

in un’economia in cui sono presenti sia la moneta circolante che i depositi bancari:

- La domanda aggregata di moneta = domanda di circolante + domanda di depositi; dato che le banche

detengono riserve in base ai depositi di c/c, la domanda di depositi genera domanda di riserve.

Di conseguenza la domanda di moneta della BCE = domanda di riserve + domanda di circolante.

d d d d d

- M = €Y L(i) domanda di moneta; CI = cM domanda di circolante; D = (1 – c) M domanda di depositi.

(“c” è la % fissa di moneta detenuta sotto forma di circolante, “(1 – c)” % fissa di depositi).

q q

d d

- R = D; R = (1 – c)M domanda di riserve da parte delle banche. (q = coefficiente di riserva).

à q

d d d d

- H = CI + R domanda di moneta da parte della BCE; sostituendo le formule: H = [c + (1 – c)] €Y L(i);

d

- Dato che H sia l’offerta di moneta, la condizione di equilibrio del mercato monetario è che H = H;

q

sostituendo l’equazione precedente otteniamo: H = [c + (1 – c)] €Y L(i); pag. 5

16. (5) descrivere e rappresentare graficamente l’equilibrio nel mercato monetario.

Circolante e

depositi

¬

Solo circolante

®

Nel mercato monetario c’è equilibrio quando l’offerta di moneta è uguale alla domanda di moneta.

q

s d

Date le due equazioni: H = H offerta di moneta; H = [c + (1 – c)] €Y L(i) domanda di moneta;

à à

q

L’equazione di equilibrio nel mercato monetario è: H = [c + (1 – c)] €Y L(i); q

- se c = 0, economia in cui si detengono solo depositi bancari, l’equilibrio sarà dato da: H = €Y L(i);

- se c = 1, economia in cui si detiene solo circolante, l’equilibrio sarà dato da: H = €Y L(i);

17. (6) definite la base monetaria.

La base monetaria o moneta ad alto potenziale è la quantità di moneta (H) offerta dalla banca centrale,

essa è la somma di circolante e di riserve bancarie; H = CI + R.

18. (7) Definire e spiegare l’effetto del moltiplicatore monetario.

Il moltiplicatore monetario è il rapporto tra l’offerta di moneta (M) e la base monetaria (H).

È un indicatore macroeconomico che consente di legare la base monetaria della banca centrale (H), con la

quantità di moneta legale, detenuta dal pubblico sotto forma di moneta circolante e depositi bancari (M).

d s d s

In un regime di equilibrio economico (M = M ; H = H ).

| | |

{ (w] }~ )

. = =

| | |

7 (w] }O )

Quanto maggiore è il moltiplicatore monetario, tanto maggiore è la quantità dell’offerta di moneta (M) che

può essere ottenuta dalla base monetaria (H). Quanto minore è la percentuale delle riserve detenute dalle

banche rispetto ai depositi bancari (q), tanto maggiore è l’offerta di moneta.

19. (8) cosa si intende per operazioni di mercato aperto, quali sono gli effetti sull’offerta di moneta?

Le operazioni di mercato aperto sono le operazioni con cui la banca centrale modifica l’offerta di moneta

acquistando o vendendo titoli la banca centrale può immettere o togliere la moneta dal sistema.

Esistono due tipi di operazioni di mercato aperto:

- Interventi espansivi di mercato aperto: la banca centrale compra titoli facendo così aumentare l’offerta di

moneta (quantità di moneta in circolazione), il prezzo dei titoli aumenta e il tasso di interesse si riduce.

- interventi restrittivi di mercato aperto: la banca centrale vende i titoli riducendo così l’offerta di moneta

(quantità di moneta in circolazione), il prezzo dei titoli diminuisce e il tasso di interesse aumenta.

20. (9) Qual è l’effetto di un aumento dell’offerta di moneta sul tasso di interesse

Se l’offerta di moneta aumenta, il tasso di interesse si riduce

in quanto la banca centrale acquistando titoli,

ne fa aumentare il prezzo e il tasso di interesse si riduce

(per restare in equilibrio e mantenere la domanda di moneta

uguale all’offerta di moneta il tasso di interesse si deve

abbassare). pag. 6

21. (10) illustrare le principali ipotesi alla base del modello IS-LM.

Il modello IS-LM consente di studiare le condizioni di equilibrio simultaneo sul mercato dei beni e della

moneta. In questo modello si assume che:

- gli investimenti (I) dipendo dal livello della produzione Y e dal tasso di interesse i , I (Y; i);

(+) (-)

- se il modello IS-LM è studiato nel breve periodo, i p

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vittoriocrapanzano di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Macroeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Baussola Maurizio.
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