Muscarielolinguistica
La linguistica si occupa di studiare il linguaggio, la facoltà innata nell’uomo, e le lingue, il risultato di questa capacità. Essa ha più ramificazioni, abbiamo:
- Linguistica generale o teorica, che studia il linguaggio con i suoi meccanismi di funzionamento (universali linguistici)
- Linguistica storica, il ramo che considera le lingue singolarmente con la loro evoluzione nel tempo
- Fonetica, si occupa dell’analisi e descrizione dei suoni prodotti dall’apparato fonatorio umano
Come facciamo a parlare?
La differenza tra quando abbiamo imparato la lingua madre e imparato la lingua straniera è che da bambini pensiamo al concetto senza pensare alla forma, c’è più spontaneità e meno paura dell’errore. I bambini assorbono degli input e si creano delle strutture da soli. Nei primi tre anni si fanno delle frasi anche pronunciate in un certo modo e con l’aiuto di oggetti, all’interno di situazioni e contesti precisi che permettono di assorbire meglio le strutture grammaticali. La lingua è condizionata da chi ci circonda, dall’ambiente, dalla formazione.
Idea: comportamentismo (Blondfield linguista e Skinner psicologo), bambini addestrati a parlare attraverso l’imitazione. Innatismo - l’uomo ha delle capacità innate ed è fatto per parlare. L’uomo in realtà ha delle capacità innate a evincere strutture, paradigmi in modo spontaneo, ma ha bisogno dell’input e di stimoli esterni.
Mamma, potresti per favore darmi un po’ latte? Vs Mamma latte – differenza della sintassi, l’uso del verbo e una struttura più complessa, cambiano anche le regole sociali. È un aspetto pragmatico della comunicazione che raccoglie le norme sociali e l’educazione nell’uso della lingua.
Tipologia morfologica
Un primo modo in cui individuare tipi linguistici diversi e quindi classificare tipologicamente le lingue è quello basato sulla morfologia, cioè sulla struttura della parola. In italiano l’elemento morfologico nei verbi si trova nella desinenza (modo e tempo) mentre l’elemento sintattico è la radice (verbo e persona). In inglese invece l’elemento morfologico (es. futuro) si trova prima del verbo ed è espresso chiaramente il tempo di azione.
Ci sono meccanismi e lingue flessive, agglutinanti e isolanti. I meccanismi ci sono in tutte le lingue in gradi diversi, a seconda di quello che prevale si parla di lingua flessiva ecc:
- Flessivi (latino e greco antico). Si chiamano invece flessive perché caratterizzate da morfologia flessionale, che dà luogo a più forme flesse della stessa parola. Lingua flessiva es. am-o, am-i, la radice non è la parola amare, fletto la parola sempre aggiungendo un morfema. È diverso dal turco in cui aggiungo due parole come due mattoncini es. gioco-giochi, c’è una radice e uso la mozione - meccanismo che consente di creare il femminile con una diversità di morfema es ragazzo-ragazza.
- Agglutinanti (con mente veloce, latino) – velocemente (italiano – in modo veloce). Nelle lingue agglutinanti i morfemi vengono associati alle parole grazie alla giustapposizione, secondo il meccanismo morfologico dell'affissazione. Una lingua agglutinante è per esempio il turco es. ev è casa, -im è mio, -ler plurale incollano delle parti, dei morfemi, ma anche il genitivo sassone inglese perché non è una parola bensì un morfema che va unito ad altre parole.
- Isolanti, È detta isolante una lingua in cui la struttura della parola è la più semplice possibile. Ad ogni morfema corrisponde una parola e viceversa. Tali lingue si chiamano isolanti perché isolano il significato di un messaggio in singole parole. Le parti della frase non cambiano mai, ogni elemento morfologico rappresenta una parola a se che non cambia mai, è indipendente. In inglese i morfemi, ciò che nella frase ci da una certa informazione, sono liberi e staccati. L’inglese, così come il cinese, è quindi tendenzialmente isolante.
Prestigio linguistico
Nella sociolinguistica, il prestigio linguistico è il grado di stima e valore sociale attribuito dai membri di una comunità linguistica a determinate lingue, dialetti o caratteristiche di una varietà linguistica. Il prestigio linguistico è un fattore di imitazione e di cambiamento (può essere a livello sintattico, lessicale o fonetico). Quando noi attribuiamo a certe caratteristiche linguistiche un prestigio, tenderemo a imitare questo tipo di parlata e ad acquisire questi tratti (che siano fonetici, lessicali, stilistici o sintattici).
Quando si impongono varietà di prestigio, una parte di popolazione accetterà e ingloberà questi cambiamenti, mentre un’altra parte, al contrario, li rifiuterà resistendo (solo la storia ci dirà poi, con il passare del tempo, quale di queste due fazioni è riuscita a prevalere). Ci sono però delle politiche linguistiche che invece impediscono questi cambiamenti o cercano di bloccarli.
Questo coinvolge moltissimo l’accoglimento dei prestiti in una lingua: quando noi accogliamo, per esempio, anglicismi tutte queste forme lessicali provenienti dall’ inglese nella lingua italiana vengono accolte perché sono avvertite come prestigiose. Una parte di popolazione è molto favorevole, avverte questo prestigio e tende ad accoglierli, un'altra parte reagisce e vuole dare un argine a questi ”prestiti”. Questi meccanismi funzionano sempre allo stesso modo e hanno vantaggi e svantaggi. La lingua è uno strumento di tutti e tutti tendono ad avere delle posizioni su di essa o sul modo più corretto di utilizzarla: dobbiamo però allontanarci da questa ideologia e dobbiamo iniziare a osservare questi meccanismi in modo neutro (siamo influenzati dalla scuola italiana che propone un’ideologia linguistica da seguire per poter usare la lingua in modo appropriato nei vari ambiti, i linguisti devono però cercare di superare, andare al di là di queste convinzioni).
Frase ellittica
Grande differenza fra lo scritto e il parlato. Nel parlato le espressioni ellittiche sono molto più numerose piuttosto che non nello scritto. La costruzione ellittica è caratterizzata dall’omissione di alcuni elementi (soggetto, predicato) all’interno della frase, che però è comunque comprensibile grazie al contesto. Il parlato è molto più ellittico rispetto allo scritto. Lo scritto mi obbliga a essere più esplicita, in quanto chi leggerà poi quello che io sto scrivendo non conosce il contesto. A casa? Come stanno i tuoi famigliari? Il contesto ricostruisce e riempie il significato di questa espressione, che in quanto ellittica non è esplicitata.
L'uomo è programmato per parlare?
Ci sono delle aree del cervello che sono predisposte per la formazione della lingua: quindi l'uomo ha il software (necessario per parlare) e l'hardware (che non è in grado di parlare se nessuno glielo insegna). Questa predisposizione all'apprendimento della lingua e alla sua messa a punto deve essere attivata dall’esterno attraverso l'apprendimento e entro una certa età (detta età critica, intorno ai 5 anni con alcune eccezioni).
Esempio: i bambini selvaggi che, intorno ai tre anni, vengono abbandonati nelle foreste e, ciò nonostante, non muoiono. Loro riescono a cavarsela: vivono in comunione con la natura e poi magari vengono ritrovati dopo un po’ di anni. Queste persone non riescono mai a parlare e apprendere la propria lingua; riescono soltanto a esprimere i loro bisogni tramite segnali (livello animale). Per parlare, oltre ad avere il cervello, è necessario un training (persone che intorno a noi parlano e parlando attivano in noi queste aree cerebrali). Le aree cerebrali formano, in modo non esplicito, una “grammatica del parlante” e una serie di competenze (la grammatica di una lingua è sempre una costruzione imperfetta).
Quali organi usiamo per parlare?
Lo studio dei suoni prodotti dall’apparato fonatorio si divide in:
- Fonetica articolatoria, studia la produzione dei suoni per mezzo dell’Apparato fonatorio, l’apparato che ci permette di parlare
- Fonetica acustica, si concentra sulle caratteristiche acustiche, sulle onde sonore prodotte dagli organi della fonazione (esiste l’Alfabeto fonetico internazionale-IPA che stabilisce come si trascrivono i suoni a livello mondiale, convenzionalmente accettate)
- Fonetica percettiva/uditiva, studia il rapporto tra stimolo acustico e le interpretazioni del ricevente
Fonetica articolatoria
L’apparato fonatorio non è un apparato indipendente, infatti viene accompagnato dall'apparato respiratorio, l'apparato digerente e l'apparato uditivo. L'apparato fonatorio è formato da tre apparati diversi che si mettono insieme e ci consentono di parlare:
- Apparato respiratorio: polmoni per respirare. L'apparato respiratorio ci permette di respirare ed è indipendente: ci sono aree del cervello che controllano la respirazione in modo perfino inconscio. L'apparato respiratorio è direttamente legato, come anche l'apparato digerente, alla sopravvivenza
- Apparato digerente
- Apparato uditivo: senza ascoltare non si sa parlare. L'apparato uditivo è antichissimo. I sordi sono le persone più a rischio per quanto riguarda la famosa età critica, infatti è importante quando un bambino è sordo accorgersene il prima possibile. Prima ci si accorge che il bambino è sordo, prima si riesce a intervenire per attivare l'uso della lingua.
Il perché gli uomini abbiano sviluppato la lingua e abbiano iniziato a parlare è un problema che è stato a lungo discusso. Ha avuto un apice di elaborazione durante il 700, poi a metà dell'Ottocento (nel 1866 in particolare), quando la società di linguistica di Parigi (una delle società di linguistica più importanti in Europa all'epoca) ha stabilito che l’origine del linguaggio non era più una preoccupazione che doveva far parte della scienza linguistica. L'uomo, probabilmente, ha iniziato a parlare con i gesti. La comunicazione è quindi avvenuta prima a livello gestuale, poi vi è stato un sistema misto di gestualità e di emissioni vocali (somiglianti più a versi di animale, piuttosto che alle parole), infine vi è stato il passaggio alla vocalità. Il passaggio alla vocalità è avvenuto perché è importante che le persone comunichino fra loro in modo tale da avere le mani libere; quindi, non si usano le lingue dei segni a meno che non si sia sordi.
Noi per parlare abbiamo bisogno per prima cosa di aria, che uscendo parte dai polmoni, va alla laringe, faringe e cavità orale, modificando i canali attraverso restringimenti o ostacoli nelle cavità attraverso le labbra, i denti, la lingua. L'apparato uditivo ci serve per sentire quello che viene detto e quindi lo usiamo per sentire la lingua, la musica, i rumori. Apparato digerente composto da: denti, labbra, lingua, faringe. Poi possiamo trovare gli alveoli (punto interno in cui si collocano i denti), il palato duro, il palato molle col velo palatino che finisce nell’ugola (parte più mobile del nostro palato) e poi la cavità nasale.
Quando è nata l’idea di una lingua fondata su qualcosa di sociale?
La linguistica approccia alla lingua e maneggia questo oggetto di studio. La disciplina linguistica nasce all’inizio dell’800 in Germania attraverso riflessioni sulla somiglianza tra le lingue (la riflessione su uno degli aspetti su cui la linguistica, come disciplina, si deve fondare: trovare la somiglianza fra le lingue). Cosa c'è in comune fra le lingue come somiglianza esterna e come somiglianza interna (caratteristiche comuni a tutte le lingue e che quindi ci dicono in generale come ragionano gli uomini)?
Si ha un grande rinnovamento all'inizio del 900 con Ferdinand de Saussure (svizzero) padre della linguistica moderna e della semiotica.
De Saussure
Nel 1916 esce Cours de linguistique generale che racchiude gli appunti dei suoi allievi, ed esce postumo. (Editato dagli allievi Charles Bally, Albert Sechehaye, Albert Riedlinger). Questo libro racchiude le lezioni di linguistica che ha tenuto fra il 1906 al 1911, all'università di Ginevra in Svizzera. Il libro è fondamentale perché contiene tutta una serie di concetti che sono alla base della linguistica di oggi. Questi concetti sono stati perfezionati e sviluppati, ma i concetti di base sono quelli espressi da Ferdinand. Era un po’ matto, era serio ma al contempo anche nevrotico. Da delle definizioni e dei ragionamenti, concetti ben definiti e chiari, ma è anche un autore che problematizza: dopo una definizione seguono tutte le problematiche legate alla definizione stessa.
Strutturalismo
L’approccio inaugurato da Saussure e che darà vita allo strutturalismo consiste nello studiare non i singoli significanti e i singoli significati, cioè i singoli elementi, ma i sistemi di cui sono parte. Lo strutturalismo parte dal tutto (il sistema) per arrivare ad individuare il valore dei singoli elementi es. leader/capo. In un sistema tutti gli elementi sono collegati. Non è più tanto importante di cosa è fatto un elemento, cosa c’è al suo interno, ma i rapporti che ha con gli altri. Se si sposta un solo elemento, tutto il sistema cambia. Il valore di un elemento risiede nei suoi rapporti con gli altri elementi. Egli definisce la lingua come un insieme in cui gli elementi del linguaggio sono in un rapporto organico tra loro, i cui elementi non sono considerati solo come singoli bensì in stretta relazione.