Appunti linguistica - Marta Pessina
LINGUISTICA DI BASE
la linguistica è un ramo delle scienze umane che studia il linguaggio verbale umano (la lingua)
- consente di associare dei contenuti (astratti) e delle espressioni (concrete), con lo scopo di esprimerli mediante un sistema
di comunicazione condiviso
lo studio della lingua si può dividere in:
1. linguistica generale = si occupa di che cosa sono, come sono fatte e come funzionano le lingue
ha una prospettiva sincronica ossia non studia il mutamento della lingua ma come funziona in
un dato periodo
2. linguistica storica = anche detta glottologia
si occupa dell’evoluzione delle lingue nel tempo e dei rapporti fra le lingue e fra la lingua e cultura,
ha quindi una prospettiva diacronica
3. linguistica tipologica = esplora la diversità delle lingue nel mondo, cercando di spiegare come funzionano, cosa le
accumuna ecc…
cercando di formulare affermazioni di carattere generale, anche dette universali
oggetto della linguistica sono dunque le cosiddette
—> LINGUE STORICO-NATURALI = lingue nate spontaneamente lungo il corso della civiltà umana
sono l’espressione concreta della facoltà di linguaggio ossia qualcosa che è innato in ogni
essere vivente
si noti che da questo punto di vista non c'è alcuna differenza tra lingua e dialetto. La distinzione tra i due è solo in base a
considerazioni sociali e culturali
tutte le lingue storico-naturali sono espresse con il linguaggio verbale umano: capacità innata dell'uomo e lo strumento di
comunicazione più raffinato e complesso che abbiamo a disposizione per comunicare.
bisogna introdurre i soggetti della comunicazione: l'emittente (colui che produce il messaggio), il ricevente (colui che riceve il
messaggio, e l'intenzionalità dell'emittente di trasmettere il messaggio.
abbiamo quindi 3 tipi di comunicazione:
• emittente intenzionalmente trasmette informazione a ricevente = comunicazione in senso stretto (Es: conversazione tra
due persone)
• emittente non intenzionalmente trasmette informazioni a ricevente = passaggio di informazione (Comunicazione non
verbale Es: postura
del corpo)
• nessun emittente e ricevente interpretante = formulazione di interferenze (Es: case dai tetti aguzzi e spioventi -> "qui
nevica molto")
da questo possiamo trovare una definizione di comunicazione come la trasmissione intenzionale di informazioni.
il linguista descrive e comprende i fenomeni che si manifestano nelle lingue e che possono chiarire i mutamenti in atto e i
meccanismi di funzionamento della mente umana
è una disciplina non normativa, ovvero, al linguista non interessa se il parlante parla in modo corretto, ma perché dice una
determinata cosa in quel determinato modo
studia i mutamenti della lingua del parlante
COS’È LA LINGUA
Ferdinand de Saussure, è stato il primo linguista a studiare i segni, ma a causa della sua morte prematura non è riuscito a
pubblicare niente sui suoi studi
sono stati i suoi alunni a pubblicare le informazioni che de Saussure aveva lasciato loro durante le sue lezioni
la lingua è un insieme di
- segni 1
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il segno è qualche cosa che ha in comune due componenti inscindibili:
- una componente sensibile= detta ESPRESSIONE O SIGNIFICANTE che possiamo percepire attraverso i sensi
- una componente mentale = detto CONTENUTO O SIGNIFICATO, componente astratta, mentale
quell’immagine che si accende nella nostra testa nel momento in cui veniamo a contatto con
l’espressione o significante
- es: starnuto (E) = avere il raffreddore (C)
colomba con ramoscello d’ulivo (E) = pace ©
si può avere una concezione molto larga oppure molto stretta di che cosa voglia dire “comunicare”/“comunicazione”
secondo una concezione molto larga tutto può comunicare qualcosa, ogni fatto culturale è suscettibile di essere interpretato
da qualcuno e quindi di dare/veicolare qualche informazione
è più utile intendere comunicazione in un senso più ristretto
tale senso ha come ingrediente fondamentale
—> l’intenzionalità:
si ha comunicazione quando c’è un comportamento prodotto da un emittente al fine di far passare dell’informazione e che
viene percepito da un ricevente come tale
altrimenti, si ha semplice
—> passaggio di informazione
si potrebbero distinguere tre categorie a seconda del carattere di chi produce il messaggio e chi lo riceve o interpreta e
dell’intenzionalità del loro comportamento:
A. comunicazione in senso stretto
1. emittente intenzionale
2. ricevente intenzionale
B. passaggio di informazione
1. emittente non intenzionale
2. ricevente intenzionale
C. formulazione di inferenze
1. nessun emittente
2. interpretante
SEGNI
segno è l’unità fondamentale della comunicazione
esistono diversi tipi di segni:
- indici o indizi = espressione e contenuto sono legati da un rapporto naturale e non intenzionale, basati sulla relazione
causa-effetto
• es: nuvoloni grigi = sta per piovere
tracce = passaggio di animali
- segnali = motivati naturalmente ma prodotti in modo intenzionale per comunicare qualcosa
• es: latrati di allarme dei cani
studente che sbadiglia per noia
- icone = espressione e contenuto sono legati da un rapporto di tipo analogo
l’espressione (significante) somiglia al contenuto (significato)
• es: batteria carica
carte geografiche e mappe
sono intenzionali = vengono usate per comunicare qualcosa 2
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- simboli = espressione o contenuto sono legati da un rapporto che non ha motivazione
- naturale
- analogica
ma è un rapporto arbitrario legato a una certa cultura
• es: colore nero = lutto
- segni linguistici = sono prevalentemente segni
- immotivati
- basati su una convinzione culturale
- intenzionali = prodotti per comunicare qualcosa
il ricevente è in grado di comprendere perché possiede un’insieme di regole di
interpretazione dei segni (codice)
• es: suono di un telefono con la linea occupata
molti segnali stradali
lingua dei segni
esistono due parametri per distinguere i segni:
- intenzionalità = ci sono i segni intenzionali, prodotti per comunicare qualcosa
• es: sbadiglio
• intenzionale = prodotto intenzionale per comunicare qualcosa, la noia
• non intenzionale = quando si sta svegli tutta la notte
- motivazione = i tipi di motivi che legano
- significante e significato
- espressine e contenuto
possono esserci diversi gradi di convenzionalità
• es: colpo di tosse = non intenzionale
motivato naturalmente
colore nero come segno di lutto = intenzionale
motivato culturalmente
suono al telefono di linea occupata = totalmente convenzionale
immotivata
i segni linguistici costituiscono il codice lingua
tutti i sistemi linguistici sono codici
per codice si intende l’insieme di corrispondenze fra qualcosa e qualcos’altro che fornisce le regole di interpretazione dei
segni
tutti i sistemi di comunicazione sono dei codici
CARATTERISTICHE GENERALI DEL CODICE LINGUA
- acquisizione naturale = ciascun individuo, fin dalla nascita possiede la facoltà di linguaggio e permette di acquisire la
lingua materna in modo naturale
- trasmissione culturale = la lingua che viene acquisita dipende dall’ambiente in cui siamo inseriti dalla nascita
- carattere storico ed evolutivo = ogni lingua viene acquisita, usata, modificata e sviluppata in particolari comunità di
persone a loro volta caratterizzate da specifiche esigenze
• es: gli eschimesi hanno più di cento modi per chiamare la neve 3
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PROPRIETÀ SPECIFICHE DEL LINGUAGGIO VERBALE UMANO
- varietà di codici
• lingue non verbali (lingue dei segni)
• linguaggi artificiali (computer)
• versi e comportamenti degli animali (nessun linguaggio animale ha la complessità delle lingue umane, comunicano al
momento dell’annunciazione)
LE PROPRIETÀ DELLA LINGUA
- biplanarità = il fatto che ci siano un segno due facce, o, due piani compresenti
il significante o espressione, è la parte o faccia o piano fisicamente percepibile del segno, quello che cade sotto ai nostri sensi
il significato o contenuto, è la parte o faccia o piano non materialmente percepibile, l’informazione veicolata dalla faccia
percepibile
- arbitrarietà = consiste nel fatto che non c’è alcun legame naturalmente motivato, derivative per osservazione empirica o
per via di ragionamento logico, fra il significante e il significato di un segno
se i segni linguistici non fossero fondamentalmente arbitrari, le parole delle diverse lingue dovrebbero
essere tutte molto simili:
le cose dovrebbero chiamarsi più o meno allo stesso modo in tutte lingue
il fatto che ovviamente non sia così implica che tra la natura di una cosa e la parola che l designa non c’è
alcun rapporto
allo stesso modo, se i segni linguistici non fossero arbitrari, parole simili nelle diverse lingue dovrebbero
designare cose o concetti simili
• es: significato = gatto
significante = lingue diverse (finlandese: kissa
inglese: cat
…)
• es: inglese = loop “anello”
rumeno = lup “lupo”
IL TRIANGOLO SEMIOTICO
si riferisce alla nozione di segno ed è composto da tre estremi:
1. significante = parte concreta del segno che cade sotto ai nostri sensi (espressione)
2. significato = immagine mentale, astratta che si accende nella nostra mente quando veniamo a contatto con un certo
significante (contenuto) 4
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3. referente = è qualcosa di estraneo al segno
è costituito dalla realtà esterna, concreta
• es: sedia scomoda (referente, realtà esterna concreta)
• utilizzo un segno (sedia, significante)
• utilizzo un significato = l’immagine che si accende nella nostra mente
non per forza rispecchia la realtà
quindi esiste un legame tra significato e referente
il significante non per forza è collegato al referente
il tratteggio sta ad indicare che non c’è nessun legame necessario, ma è del tutto arbitrario tra significante e referente, in
quanto in altre lingue la parola “sedia” viene susseguito da lettere diverse (catena di suoni)
il triangolo semiotico spiega in modo iconico il rapporto esistente tra
- significato
- significante
- referente
il legame tra significante e significato nei segni linguistici è radicalmente arbitrario
—> ARBITRARIETÀ RADICALE = l’arbitrarietà non è un legame naturalmente motivato tra significante e significato ma è
un’associazione convenzionale
per convinzione le lingue associano a certi significati a suono o caratteri grafici che compaiono sotto i nostri sensi (udito e
vista)
QUATTRO TIPI DI ARBITRARIETÀ
1. segno e referente = legame tra segno (unione di significante e significato) e un referente
non esiste alcun legame necessario e motivato tra un elemento della realtà esterna e il segno a cui
questo è eventualmente associato
2. assoluta = rapporto tra significante e significato
non c’è nessuna ragione o motivazione naturale tra significante e significato
3. semantica = a livello di significato, riguarda il rapporto tra la forma e la sostanza del significato
è opportuno notare che ciascuna delle lingue esistenti ritaglia un certo spazio di significato in modo
autonomo
quindi a ciascuna lingua esistente corrispondono delle concettualizzazioni differenti di categorie
linguistiche
4. formale = riguarda il rapporto tra la forma e la sostanza del significante, ovvero all’interno di tutti i suoni che l’apparato
fonatorio produce
ciascuna lingua seleziona un sott’insieme di questi suoni per distinguere le parole diverse
• es: “erre” francese o inglese
“clicks” schiocco della lingua nelle lingue africane
il concetto di arbitrarietà è fondamentale per lo studio scientifico, poiché è un’analisi delle strutture linguistiche che ad ogni
livello va a rappresentare un modo autonomo di organizzazione della realtà, secondo un proprio ordinamento dell’esperienza
è come se ciascuna lingua adottasse determinate categorie classificatore e imponesse, ai propri parlanti, scelte obbligate
è anche vero, però, che all’interno di queste scelte, la libertà dei parlanti è fondamentale 5
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le lingue, quindi, non condizionano il pensiero di un individuo sino al punto di fornire una visione univoca della realtà
ogni sistema linguistico classifica in modo originale ed irripetibile l’esperienza
ogni lingua pone autonomamente il proprio ordine
le diverse lingue ritagliano in modo differente i significati lessicali
la linguistica non mira a gerarchizzare le lingue, ovvero, se una funziona meglio di un’altra
per un linguista è fondamentale descrivere come le lingue si organizzano e funzionano, lasciando da parte ogni giudizio
valutativo
CONTROESEMPI DELL’ARBITRARIETÀ
- parentela genealogica = due o più lingue, derivate da un antenato comune, possono avere effetti sul significante, ma
anche su sul modo in cui viene concettualizzato il significato
eccezione parziale dovuta dalla derivazione di un determinato antenato, la stessa ne riceverà
l’influenza e ne acquisterà l’influenza dal punto di vista fonologico lessicale
• es: lingue che derivano dal latino cattum
• italiano = gatto
• spagnolo = gato
• portoghese = gato
• francese = chat
- origine onomatopeica = sono icone motivate naturalmente
segni onomatopeici che riproducono nel significante alcune caratteristiche del significato
hanno ance una variabile iconica, poiché, questi segni sono simili nel significante in quanto
la parola resta, in modo arbitrario, diversa da lingua a lingua
imitano nella loro sostanza di significante il suono o rumore che designano, e presentano un
aspetto più o meno nettamente iconico
• es: - thailandese = mèo
- cinese = mão
- arabo miu
- Italiano = tintinnare
- inglese = jingle
- ideòfoni = espressioni che descrivono o imitano azioni o fenomeni naturali
• es: - tic tac = sveglia
- poroporo = in giapponese indica piovere a dirotto
- fofofo = in swahili indica dormire profondamente
- iconica = principio di iconismo
l’idea di pluralità, implica più cose, più materiale, nella realtà, sarebbe suggerita nella lingua dal fatto che la
forma plurale contiene più materiale fonico, linguistico, che non la forma del singolare
la lingua quindi in un certo senso riprodurrebbe coi suoi mezzi propri la realtà
• es: dal latino veni, vidi, vici, venimus, vedimus, vicimus
- fonosimbolismo = ipotesi, secondo la quale, alcuni suoni tenderebbero ad essere associati ad alcuni significati
• es: secondo Jesperen la <i> è utilizzata per indicare qualcosa di piccolo, debole, insignificante
in alcuni casi anche grazioso
teoria controversa poiché esistono parole che indicano qualcosa di piccolo, come corto, che non contengono la <i>
oppure parole inglesi come “big” che non indicano qualcosa di piccolo o minuto seppur contenga la <i> 6
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- reduplicazione = strategie per cui, ripetendo la stessa forma, lo stesso morfema, è possibile indicare una ripetizione
dell’azione oppure un maggior contenuto
si usano spesso per indicare un’azione continuativa
• es: cammina cammina in italiano
DOPPIA ARTICOLAZIONE
introdotta e concettualizzata da
—> André Martinet (1908)
il significante del segno linguistico è articolato in due livelli:
A. prima articolazione = il significante di un segno linguistico è organizzato e scomponibile in unità che sono ancora
portatrici di significato e che vengono riutilizzate per formare altri segni
es: fiore = può essere suddivisa in due sottounità di prima articolazione
• 1. fior = veicola il significato lessicale di pianta con i petali e con determinate caratteristiche
2. e = veicola un significato più astratto, grammaticale di singolare
che sono suscettibili di comparire con il medesimo significato in altre parole
es: fior-i, fior-ellino
•
tali pezzi o elementi costituiscono
—> MORFEMI = unità minime di prima articolazione
B. seconda articolazione = sono scomponibili in unità più piccole che non sono portatrici di significato autonomo, e che,
combinandosi insieme in successione danno luogo alle entità di prima articolazione
tali elementi, che non sono più segni in quanto non hanno un significante si chiamano:
—> FONEMI = costituiscono le unità minime di seconda articolazione
ogni segno linguistico è analizzabile, scomponibile in unità minime di seconda articolazione
la doppia articolazione permette di partire da un numero relativamente contenuta di unità di seconda articolazione,
combinarle e ottenere un numero elevato di unità di prima articolazione
combinando i morfemi si compongono un numero ancora più elevato di parole
combinando le parole si produce un inventario infinito di frasi
TRANSPONIBILITÀ DI MEZZO
il significante dei segni linguistici può essere trasmesso attraverso:
- aria = canale fonico-acustico (suoni)
- luce = canale visivo-grafico (segni)
anche se i segni linguistici possono essere tra
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