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Informazioni generali e prima lezione

Martedì 1 ottobre 2019 - 08:00

Esame

L'esame consiste in una prova scritta (lettorato) e in una prova orale (lingua): formulare brevi frasi; riguarda sia la parte A (introduzione con nozioni storico-culturali) che quella B (studio delle strutture grammaticali).

Paesi lusofoni

I paesi dove si parla la lingua portoghese nel mondo.

Il perfetto

Il perfetto è il tempo principale utilizzato per un’azione svoltasi nel passato.

Parte A

Scegli un argomento e una domanda dalla professoressa.

Parte B

Leggere un testo in portoghese, tradurlo e commentarlo… regole grammaticali, trasformazione di verbi/frasi, ecc… + breve dialogo.

Visita il sito di portoghese: vedi il link.

Libri

  • COPISTERIA angolo della copia, la parte A (dispense da prendere).
  • Storia della lingua portoghese, Roma, Bulzoni, 2006 (primi 2 capitoli) - facoltativo.
  • Portugues em foco 1, Lidel, Lisboa, 2015 - obbligatorio per la parte linguistica e grammaticale, B.
  • Dispense: Geografia e storia della lingua portoghese, Grammatica portoghese, Profilo di storia linguistica e letteraria del Portogallo, Il portoghese da espressione periferica a lingua imperiale, Cronologia portoghese.

Dettagli sul corso

Assente per una settimana di lezioni a novembre: il corso termina il 17 dicembre.

La lingua portoghese

La lingua portoghese non è soltanto una lingua europea ma, dal punto di vista numerico dei parlanti (250.000.000/300.000.000), è extraeuropea ed ha uno statuto ideale per chi volesse usarla; è una lingua ufficiale all'interno dell'Unione Europea.

La lingua portoghese fa parte del gruppo delle lingue "romanze" o "neo-latine": tutte quelle lingue che sono nate con fenomeni di trasformazione dall’evoluzione del latino parlato nelle regioni dell’Impero Romano («sermo quotidianus» o latino volgare) il quale era diverso da quello colto della letteratura; il latino volgare era parlato dall'esercito.

Ci sono elementi comuni tra le varie lingue romanze i quali ci fanno pensare che tutte facciano capo ad un'identica matrice (lingua latina) ma poi ognuna assume una configurazione che la differenzia dall'altra; ci sono anche elementi prevalenti che le differenziano.

Il Portogallo nasce in un determinato momento e in determinate condizioni storiche tra le quali la romanizzazione della penisola iberica (premessa della nascita della lingua; in questo caso, paese e lingua nascono insieme. Il portoghese è quasi identico da Nord a Sud — omogeneità, a differenza della lingua italiana).

Origini storiche del Portogallo

Questa mappa ci fa vedere la prima divisione della Penisola iberica all’epoca dell’Imperatore Augusto (27 a.C.) il quale la divise in Hispania Citerior e Hispania Ulterior; dopodiché suddivise queste macro-regioni in altre regioni come Lusitania, Betica, Gallecia, Cartaginensis, etc. La romanizzazione inizia quindi già nel II sec. a.C. ma si assesta e si estende come sistema di colonizzazione a partire dall'epoca dell'Imperatore Augusto; in questa regione dell'Impero Romano verrà successivamente instaurata l’affermazione della lingua latina (sermo quotidianus, latino parlato dall'esercito), il sistema giuridico, il sistema viario, sistema amministrativo in cui le varie aree dell’Impero facevano capo al cuore dell’Impero (Roma).

Nel Nord venne creata la Gallecia Magna (adesso vi è soltanto la regione della Galizia).

Eventi storici significativi

Per far sì che apparisse sulla mappa il Portogallo, territorio separato dalla Spagna, dalla Castiglia ed alle altre regioni della Penisola Iberica, ci furono due eventi importantissimi:

  • L’invasione barbarica (delle popolazioni germaniche) dal 409 d.C. la quale ha fatto sì che tutto l'Impero Romano d’Occidente si sgretolasse. Le popolazioni del centro Europa invadono rapidamente il territorio iberico e tra questi: alani, svevi, visigoti, vandali, che rapidamente si irraggiano nella Penisola Iberica; queste invasioni hanno dato il colpo di grazia alla compattezza regionale della Penisola Iberica (la caduta dell’Impero Romano d’Occidente viene infatti certificata dalle invasioni barbariche).
  • 711 d.C. fu l’inizio della rapida occupazione della Penisola Iberica da parte di popolazioni che provenivano dal Nord Africa: arabi e berberi che, transitando dallo stretto di Gibilterra occuparono quasi l’intero territorio della Penisola, tranne le regioni del Nord e Nord-Occidentale perché il territorio è molto aspro e accidentato e, perché erano rimasti gli svevi e i visigoti i quali si erano cristianizzati.

Queste popolazioni cristiane si attestano soprattutto nell'area Nord-Occidentale della penisola (ex Gallecia che poi diventerà Galizia, che comprendeva parte dell'attuale territorio del Portogallo). L'occupazione araba e berbera, portatrice dell'islamismo, si diffonde rapidamente in quasi tutto il territorio della Penisola tranne che sulla regione del Nord-Ovest, regione di forte resistenza cristiana… occupazione resa difficile anche dallo scarso interesse di quei territori e dalla difficoltà per ragioni geografiche in quanto era aspro e montagnoso. Questa occupazione da parte di arabi e berberi è la seconda condizione epocale storica grazie alla quale si creeranno le premesse della nascita del Portogallo, inizialmente come piccolo nucleo fino poi ad arrivare all'Algarve (regione più a sud; nome arabo traslato in portoghese il quale era l'estremo occidente della Spagna all'epoca islamica. Confina con l'Andalusia).

La riconquista cristiana

Già dopo 10 anni (722 d.C.) dall’occupazione araba della Penisola Iberica, ci sarà una piccola battaglia nel Nord, a Covadonga, in cui gli eserciti cristiani guidati dal Re Pelagio sconfissero l’esercito musulmano (battaglia che non ha inciso molto ma che è stata presa simbolicamente come l’inizio della riconquista cristiana dei territori occupati dagli arabi e dai berberi). La presenza della cultura araba e berbera, che si organizzò nella Penisola Iberica e che diede dei frutti straordinari dal punto di vista culturale, si è protratta per diversi secoli: l’ultima presenza islamica in questa penisola risale al 1492. È quindi una sorta di guerra di religione di riaffermazione del primato del Cattolicesimo.

A partire dalla seconda metà dell’anno mille ci sarà la prima guerra di riconquista, appoggiata e finanziata dal papato e portata avanti dall'Imperatore di Leone e Castiglia Alfonso VI. Molti storici la comparano alle crociate in Oriente: lì vengono proclamate le varie crociate il quale scopo era quello di difendere i pellegrini che andavano a Gerusalemme. Verso la fine dell’anno 1000 entra in scena politica, bellica e religiosa, Alfonso VI il quale chiama a collaborare tutti i regni cattolici per dare inizio a questa azione di riconquista (riconsegnare i territori ai cattolici e cacciare la presenza islamica).

La nascita del Portogallo è quindi una conseguenza collaterale della guerra di riconquista poiché il richiamo a collaborare e offrire il proprio esercito di Alfonso VI, era molto convincente perché consentiva di entrare sotto la protezione del papato (il Papa era l'autorità massima che comandava sui regni e sui re); ciò aumentava il prestigio, l’arricchimento, ecc.

Appaiono in scena due cugini i quali provenivano dalla Borgogna (Francia) ed erano figli cadetti (non avevano un feudo o delle terre proprie): si mettono a disposizione di Alfonso VI e partecipano alla guerra di riconquista, ottenendo la loro ricompensa di guerra, ovvero l'assegnazione di un territorio (feudo) come la Contea Portucalensis o Portucale la quale si trovava nella regione della Galizia (Nord, regione che si era sempre mantenuta autonoma e fortemente cristiana). Questi due cugini erano: Enrico e Raimondo (di Borgogna) ai quali Alfonso VI concede il feudo e le loro figlie (per rafforzare il legame e la dipendenza da lui, rapporto di vassallaggio); a Enrico dà Teresa (figlia illegittima) mentre, a Raimondo viene data la figlia Urraca (figlia legittima).

I due cugini, i quali avevano un rapporto di vassallaggio nei confronti del suocero, dovevano essere alle dipendenze di Alfonso VI, essere fedeli, pagare i tributi e riconoscere la sua autorità superiore. Teresa ed Enrico si sposano ed hanno un figlio: Afonso Henriques (patronimico di derivazione germanica); questo ragazzo cresce rapidamente e sin da giovane comincia a pensare di scrollarsi di dosso i suoi doveri feudali nei confronti di Alfonso VII, cercando di diventare autonomo e di ampliare il proprio regno (il Portogallo). Per farlo partecipa attivamente alla guerra di riconquista e si libera della madre Teresa la quale era in combutta con dei nobili della Galizia ed era di traverso alle aspirazioni del figlio (il figlio schiera l’esercito contro la madre: esercito di Donna Teresa e del figlio) — 1128 d.C. La madre non verrà uccisa ma mandata in esilio mentre lui resterà padrone del suo destino e cercherà di ampliare il suo regno del Portogallo, diventando re.

È nata una sorta di mitologia attorno alla figura di Afonso Henriques in quanto sembra sia stato molto risoluto e astuto già da adolescente. Si narra che, prima di un'importante battaglia contro gli eserciti dei mori, gli sia apparsa l'immagine di Cristo.

Storia del Portogallo

Mercoledì 2 ottobre 2019 - 08:00

Nel 1147, Lisbona e Santa Rem (alle falde del fiume Tago) verranno riconquistate ai mori grazie all'aiuto dei crociati inglesi che, scendendo giù lungo le coste, sono stati contrattati per dare manforte ad Alfonso Henriques; questo segna un momento di grande prestigio per lo stesso Alfonso che nel frattempo si era proclamato Re ma, ottiene il riconoscimento ufficiale dal Papa Alessandro III solo nel 1179 (Alfonso morirà successivamente nel 1185). Egli diventa primo re e prende il nome di “Dom Afonso I” (della dinastia di “Borgonha”); è il re fondatore del Portogallo. Stabilisce la capitale nella città di Guimarães al Nord del Portogallo e, man mano che i territori verranno liberati, il regno si espanderà. Egli sarà ovviamente una figura celebrata dalla letteratura.

I suoi successori, ugualmente porteranno avanti l’azione di estensione verso il Sud del regno, sempre con la politica pericolosa e utile di mantenere l’appoggio della Chiesa e allo stesso tempo controllarne il potere (perché nel Portogallo c’è stato un sistema feudale ma meno complesso degli altri paesi come la Francia: c’era la corona, coorte e famiglie nobili, a cui si contrapponeva il potere ecclesiastico il quale era anche materiale oltre che morale). I re, per avere l'appoggio della Chiesa facevano continuamente donazioni di terre sulle quali poi la corona non ricavava granché e, fondazione di monasteri i quali furono fondamentali perché nel momento in cui in quei territori combatteva l'esercito, essi si desertificavano a causa dei tanti decessi e della gente che fuggiva; era quindi necessario accompagnare all'azione militare un'azione di ripopolamento per rendere i territori nuovamente appetibili e quindi dare degli incentivi (come i monasteri). Attorno ai monasteri si creava una cittadina in quanto essi garantivano una certa sicurezza poiché erano anche dotati di un esercito: prima di attaccare un luogo sacro ci si pensava bene.

A forza di fare donazioni alla Chiesa, i possedimenti della corona e della Chiesa quasi si eguagliarono; questi re andavano avanti con azioni di donazioni a favore della Chiesa ma, anche provvedimenti che ne riducessero il potere. Quando i re legavano alla Chiesa il loro appoggio, essi venivano scomunicati (uscivano dall'area di riconoscimento e protezione della Chiesa) ma, ovviamente, in punto di morte, per evitare di andare all'Inferno facevano altre donazioni in modo di avere tolta la scomunica.

In tutta questa dinamica di tensioni e potere che completano e contrappongono nei primi anni del regno del Portogallo, ci fu comunque l'avanzamento verso Sud della riconquista che, per quanto riguarda il territorio del Portogallo, termina nel XIII sec (1249) sotto il re Alfonso III con cui ci sarà l’annessione del regno alla regione dell'Algarve (Faro è la capitale di questa regione). Il Portogallo quindi è uno degli stati più antichi d'Europa il quale nasce con la Guerra di Riconquista e, nel 1249 avremo già una configurazione del territorio del regno del Portogallo continentale (non esistevano le Azzorre, Madeira etc.) molto simile a quella che conosciamo noi oggi, se non per i confini con la Castiglia (continueranno ad esserci dispute e guerre anche nel corso dei secoli successivi; essa diventa subito un po' il nemico a cui contrapporsi sia per ragioni dinastiche, in quanto il regno era nato da relazioni di vassallaggio per cui il Portogallo venne spesso rivendicato. Nonostante ciò il Portogallo rimase indipendente).

Sotto la prima dinastia, ci sarà un trasferimento di capitale del regno (prima a Coimbra e poi a Lisbona) e poi i re, soprattutto Dom Dinis (il quale regnerà dal 1279 al 1325) fece crescere il Portogallo dal punto di vista di ricchezza materiale e culturale. Egli, a differenza dei suoi predecessori i quali erano analfabeti e per i quali non era importante avere un'istruzione, egli fu una figura di riferimento e un re poeta in quanto fu lui a scrivere una raccolta di primi componimenti lirici poetici esattamente nella lingua che si era formata nell’area originaria nel Nord del Portogallo (gallego-portoghese, idioma comune di quest'area — poi nel XIV sec si separarono e in Galizia il galiziano, diverso dal castigliano e dal portoghese). Quando questa nuova lingua comincia ad essere scritta e comincia ad avere una realizzazione letteraria, vuol dire che la lingua è firmata, è matura e ha gli strumenti formali per esprimere concetti raffinati come quelli dei sentimenti. Fu egli a scrivere le "Cantigas de amor/de amigo" (anche "canzoni di donna"): nelle Cantigas de amor sentiamo la voce maschile ed è il poeta che rende omaggio e si prostra ai piedi di questa donna irraggiungibile, senza rivelarne il nome (è un componimento lirico non autoctono ma è un'imitazione della lirica provenzale; il poeta si rivolge alla donna sposata con il titolo di "minha senhor", senhor al maschile perché è una poesia di coorte); nelle Cantigas de amigo (canzoni di donna) invece troviamo come tema centrale sempre l'amore ma, la voce poetica che risalta è quella femminile ed è la donna che si rivolge all'amato (che è andato in guerra o che si è imbarcato); questa donna non è angelicata, astratta, irraggiungibile il cui nome va tenuto segreto ma, è un'adolescente la quale scrive all'amato (queste liriche sono invece autoctone e probabilmente hanno anche avuto delle influenze arabe; erano molto semplici da memorizzare con versi in rima le quali venivano cantate e, rivelano il contesto sociale dell'epoca).

Nelle corti, i re andavano a caccia (attività simbolo dei nobili e dei re) e di inverno si intrattenevano con spettacoli e recite; giravano quindi per le corti e trasportavano con sé il loro patrimonio.

La crescita del Portogallo

Dom Dinis fu quindi lui stesso un grande poeta il quale scrisse tante di queste cantigas. Egli fece crescere il Portogallo dal punto di vista culturale e materiale: lui stesso si preoccupò di arricchire il territorio facendo piantare la più grande coltivazione di pini (albero tipico del Portogallo) la quale sembrava essere il preludio di quello che sarebbe stato subito dopo il destino del Portogallo, ovvero quello di avventurarsi per mare (furono costruite le navi con la legna dei pini).

La prima dinastia di Borgonha finirà poi nel 1383 con una crisi dinastica di cui l’ultimo re sarà Dom Fernando; ci sarà poi un conflitto per la successione che verrà risolto con la battaglia di Aljubarrota, combattuta tra l'esercito del Principe Giovanni di Aviz (Dom Joao) e l'esercito del cugino castigliano, Giovanni. La battaglia verrà vinta dall'esercito portoghese grazie alla strategia di Álvares Pereira, che permise all'esercito di configgere Giovanni di Castiglia e, Giovanni di Aviz fu proclamato re per acclamazione popolare e soprattutto per volere delle coorti di Coimbra (una specie di protoparlamento costituito dai rappresentanti della nobiltà e della Chiesa; Coimbra allora era la sede ufficiale del regno) — egli inaugura quindi la seconda dinastia del Regno del Portogallo: Dinastia di Aviz (siamo verso la fine del XIV sec.).

Grazie all'azione finanziaria di investimento e di prospettive future, sotto il suo regno e sotto il regno del figlio Enrique (conte Enrique, conosciuto come Enrique il navigatore) verrà finanziato lo studio dell’arte della navigazione (sembra abbia fondato una scuola a Sagres, non è storicamente accertato, a Sagres nella punta estrema dell'Algarve).

Grazie a ciò inizierà poi il “periodo delle scoperte”: a un certo punto il Portogallo non aveva possibilità di espandersi e ampliare il suo territorio nella Penisola Iberica e le frontiere con la Castiglia erano chiuse nonostante ci furono dei trattati tra le due potenze per stabilire i confini ma, non c'era la possibilità di occupare più territorio ed oltre a ciò l'Europa aveva vissuto una grave crisi con milioni di morti a causa della peste nera del 1348 e molto altro per cui, tutte le potenze europee avevano necessità di reperire oro e di trovare nuovi mercati; il Portogallo, affacciato sull'oceano, era pronto a svolgere questo ruolo. Non era però pronto a fronteggiare il commercio nell'Europa e nel Mediterraneo in quanto lì tutto era già gestito da altre potenze quali Genova e Venezia.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/09 Lingua e traduzione - lingue portoghese e brasiliana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Giuliadimodica di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingua portoghese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Abbati Orietta.
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