Lingue, culture e mass-media
Riassunto del corso
In queste pagine troverete le definizioni di lingue (e linguaggi), culture e di mass-media come creatori di opinioni e di visioni del mondo e infine tratteremo queste tre una legata all’altra.
Lingua e linguaggio
Prima di tutto è opportuno distinguere la lingua dal linguaggio. Il linguaggio è la capacità di ogni essere umano di comunicare ed è corretto parlarne al singolare poiché è unica mentre è possibile parlare di lingue al plurale poiché è la forma specifica che il linguaggio assume nelle varie comunità. Più semplicemente è il codice (che è differente in ogni comunità) assunto per esprimere questa capacità. I codici sono un insieme di convenzioni sociali, perché non esistono leggi di natura che impongono di chiamare un determinato oggetto con quel determinato nome. Molti studiosi (universalisti, relativisti e deterministi) si sono interrogati sulla capacità del linguaggio di descrivere il mondo e l’influenza che questo ha avuto sullo stesso.
Ognuno di noi possiede una lingua materna, quella con cui parliamo tutti giorni e che fin da piccoli utilizziamo per esprimere i bisogni, questa è chiamata L1. Poi crescendo, oppure direttamente da bambini, ci approcceremo, chi in maniera più naturale chi meno, a una seconda lingua che chiameremo L2. La differenza tra L1 e L2 è sostanziale. Quando utilizziamo la nostra L1 non abbiamo bisogno di pensarci, almeno non troppo, le costruzioni delle frasi ci sorgono spontanee e non abbiamo bisogno di dominarla poiché questo ci viene naturale, fin da piccoli, procedendo per associazioni di immagini. La utilizziamo senza problemi quindi, dobbiamo dire, che noi abbiamo acquisito la lingua madre, acquisito e non appreso perché l’abbiamo imparata in modo inconscio. Quando iniziamo a studiare la grammatica della L1 non partiamo da zero, ma abbiamo già per anni utilizzato quella e, a prescindere dalle nostre conoscenze grammaticali, riusciamo a formulare le frasi basilari senza pensarci. A differenza, la L2, nell’utilizzo richiede una maggiore consapevolezza e una riflessione maggiore, nello scegliere la parola giusta nel momento giusto o la corretta forma verbale che si addice al momento, questo anche se abbiamo una buona conoscenza della lingua in questione. Questo ragionamento non innato permette di affermare che noi apprendiamo la L2 e che nel momento dell’utilizzo abbiamo bisogno di dominarla.
Relazione tra lingua e cultura
La scuola insegna la L2 ma di questa insegna anche la cultura? Lingua e cultura sono inscindibili. La lingua è il mezzo utilizzato per spiegare, riflettere la cultura e questa sopravvive se trasmessa. Attraverso la lingua possiamo esprimere uguaglianze e diversità tra una cultura e un’altra poiché è proprio attraverso il confronto che comprendiamo le caratteristiche della nostra cultura che altrimenti rimarrebbero inconsce, poi vedremo perché. Inoltre, attraverso la lingua possiamo esprimere la nostra identità.
Identità: è una condizione individuale che prescinde dalla cultura, è una costruzione che si presenta solamente se sollecitata. Dimostriamo la nostra identità nel momento in cui esprimiamo un’opinione, o nella scelta del modo di vestire, quando ad es. tendiamo ad avvicinarci a un gruppo che riteniamo ci assomigli maggiormente. L’identità corrisponde all’immagine che vogliamo dare di noi, la concezione che ognuno ha di sé nell’individualità e nella società.
Ritornando al rapporto tra lingua e cultura, alcuni antropologi come ad esempio Franz Boas sostenevano che non vi fosse relazione tra questi due, altri invece estremizzavano la relazione altri ancora la sminuivano.
- Universalisti: gli universali linguistici sono uguali per tutti
- Relativisti: ogni lingua abitua e influenza a vedere le cose in un certo modo
- Deterministi (Chomsky): una lingua imprigiona la cultura, noi concettualizziamo solo ciò che la lingua ci permette
È vero che il modo di denotare le cose cambia a seconda della lingua ma è anche vero che in base alla nostra cultura cambia il modo di pensare a una cosa, quindi di conseguenza anche di denotarla. Ad esempio, anche la concezione di spazio e di tempo cambia. Prendiamo l’esempio di un cinese e uno statunitense che si trovano di fronte a un normale appartamento occidentale. L’americano in inglese lo definirà come “un normale appartamento” poiché la sua cultura lo ha sempre portato ad abitare in case come quella se non più grande, un cinese in cinese dirà che quell’appartamento è “un castello” poiché la sua cultura lo ha sempre portato ad abitare in piccole case. Notiamo come le abitudini culturali cambiano anche l’opinione che si ha sulle cose.
Interculturalità nella comunicazione
Cosa succede quando parliamo con persone di altre lingue? Non è completo definire questo atto come semplice conversazione tra due parlanti, sarebbe corretto specificare che si tratti di una conversazione biculturale e interculturale. Ogni volta che si parla con una persona di un’altra lingua è bene ricordare che uno dei due ha acquisito e uno ha appreso quindi uno non dovrà dominare la lingua l'altro sì. Molti vedono la possibilità di utilizzare una L2 anziché la L1 come un abbandono delle proprie radici, altri come una libertà, per potersi esprimere in più modi e farsi capire da più persone.
Rientra nelle nostre possibilità quello di allontanarci dalla nostra cultura e adottarne una straniera, decidere di vivere secondo uno stile che non è quello in cui siamo nati, magari per affezione o per ribellione, decidere di apprendere stili di vita, cibo, religione, lingua, usi e costumi vari ma qui subentra il concetto di impossibilità di allontanarsi dalla propria cultura materna. La cultura è una patina, un filtro invisibile e che si presenta in modo inconscio quotidianamente, in ogni nostro gesto, nel modo in cui ci addormentiamo, con cui prendiamo delle decisioni, o creiamo opinione, nel modo di lavarci, anche nel modo di svegliarsi. L’avvicinamento a una cultura diversa non è proporzionale all’allontanamento della nostra cultura madre. Proprio per questo motivo è sempre più facile giudicare e conoscere una cultura esterna anziché la nostra, proprio per questo motivo di incoscienza.
Per meglio raggiungere i nostri scopi conversazionali, qualunque sia il nostro interlocutore, bisogna tener presente che ogni conversazione è bidirezionale, fatta non solo da quello che si dice ma anche da quello che si vuol esprimere.
-
Appunti Lingua, cultura e mass media
-
Appunti lingua, cultura e mass media
-
Appunti di lingua, cultura e mass media
-
Appunti di Teoria e Metodo dei Mass Media