Lineamenti di teoria e metodologia del movimento umano
Capitolo primo – Il movimento umano
Definizione
Il movimento è una tra le più importanti funzioni organiche dell’uomo, vera e propria medicina naturale senza effetti collaterali. Gli effetti di un’attività motoria costante portano effetti positivi su: ossa (vs osteoporosi), articolazioni (vs artrite), cuore (vs infarto), se stessi (autostima). Nell’età dello sviluppo le attività di movimento producono effetti positivi anche sull’intelligenza, sull’interazione sociale, sullo sviluppo del carattere e dell’affettività. Possiamo considerare il movimento come una vera e propria medicina naturale e senza effetti collaterali. Il movimento è dunque una grande funzione organica che consente all’uomo di crescere, mantenere un buono stato di salute, interagire con l’ambiente.
Funzioni
Movimento e sviluppo intellettivo
Favorisce sin dalla nascita lo sviluppo di capacità percettive e cognitive. L’attività degli analizzatori sensoriali sviluppa processi cerebrali, costruendo la memoria ed altre capacità mentali. L’organizzazione e la coordinazione sollecitano le capacità di combinazione, successione temporale, organizzazione spaziale. Anche la strutturazione delle competenze linguistiche ed espressive viene influenzata dalle esperienze di movimento. Influenza dell’attività motoria sugli aspetti emotivo, affettivo, morale. Giugni: “Le esperienze motorie creano stabilmente nel soggetto un rilevante patrimonio psichico e mnemonico, che arricchisce l’immaginazione, il pensiero, l’intelligenza.” Piaget: “Motricità e azione come punto di partenza per lo sviluppo delle funzioni cognitive del bambino.” Le Bouche: prassia o “schema ideo-motorio”: filmato mentale dell’azione che stiamo per compiere; è stata individuata un’area cerebrale premotoria che viene attivata poco prima dell’esecuzione del movimento ed utilizzata per costruire la prassia.
- Maggior quantità e qualità d’informazioni
- Aumento di opportunità di elaborazione delle informazioni e maggiore capacità di gestione
- Strutturazione di capacità cognitive elementari, intermedie, superiori
- Sviluppo di capacità come leggere, scrivere, contare
- Gestire le esperienze affettive legate al successo e all’insuccesso
- Passaggio da una morale eteronoma ad una autonoma e consapevole
Sviluppo, conservazione della funzionalità dell’organismo umano e ritardo del processo involutivo
Apparato scheletrico
Legge di Wolf: “ogni stimolo funzionale porta ad una modifica dell’osso.” Legge di Roux: “ogni aumento di forza pressoria costituisce una stimolazione per la formazione di un nuovo tessuto osseo, mentre la diminuzione della forza applicata causa un esaurimento della produzione di osso.” Legge di Delpech: “ogni volta che un osso è messo in una posizione abituale anormale, la sua crescita diventa anormale e tende a deformarlo; pressioni costanti e sproporzionate rallentano la crescita dell’osso.” Legge di Arnolt-Schulze: “deboli eccitamenti danno origine ad attività vitale, eccitamenti medi la stimolano, quelli forti la danneggiano, quelli violenti l’arrestano.” Durante l’attività fisica sulle ossa si depositano nuove fibre collagene e sali minerali. Altri effetti di sviluppo: in larghezza (favorito dalle trazioni dei muscoli), in lunghezza (favorito da un aumento di produzione di nuove cellule ossee a livello epifisario). L’attività fisica produce tre ormoni: a) GH (allungamento); b) paratormone (rigenerazione); c) calcitonina (metabolismo calcio e fosforo: effetti positivi sugli osteoblasti). Altri fattori: ereditarietà, alimentazione, igiene ambientale, regime di vita, sistema ormonale.
Apparato articolare
Benefici sulle articolazioni in sintesi:
- Mantenimento fisiologico
- Irrobustimento e maggiore stabilità
- Aumento o recupero
- Prevenzione dei processi degenerativi
Durante l’età evolutiva bisogna intervenire con una metodologia della mobilizzazione attiva, attuata con lo stiramento e l’auto allungamento dei muscoli agonisti. Meinel: “unica capacità motoria nella quale le ragazze sono superiori ai ragazzi in tutta l’età scolare e nell’adolescenza, ad eccezione dei movimenti con direzione dorsale dell’articolazione scapolo-omerale.
Apparato muscolare
Il tono posturale (grado di tensione muscolare che consente di assumere e mantenere le posizioni del corpo nello spazio ed i rapporti articolari tra i segmenti corporei in opposizione alla forza di gravità) viene mantenuto in allenamento dai movimenti del corpo, carente solo nelle fasi di procreritas (fase di allungamento staturale dove i muscoli subiscono ipoplasia o eccessivo allungamento).
- Mantenimento del tono posturale
- Ipertrofia funzionale ed incremento di forza, lavoro, potenza
- Mantenimento della lunghezza fisiologica
- Mantenimento e miglioramento della morfologia del corpo
- Aumento della funzionalità muscolare grazie ad una maggiore capillarizzazione e ossigenazione, ad un aumento di sostanze ergastiche e di glicogeno
Apparato cardiocircolatorio
Si viene ad avere il cuore di atleta, di conformazione sferica, che consente di ospitare più sangue (ipercardiovolume) e di spingerlo con maggior efficacia grazie all’irrobustimento del miocardio. Questa condizione consente inoltre di inviare una maggior quantità di sangue ad ogni sistole (aumento della gittata sistolica).
- Miglioramento dei tempi di recupero dopo lo sforzo
- Miglioramento del nutrimento del cuore in seguito alla vascolarizzazione miocardia
- Riduzione della pressione sanguigna
Delp: “il movimento permette ad una sostanza emessa dall’endotelio (EDRF) di essere più efficace nel favorire la vasodilatazione arteriosa e specialmente delle coronarie diminuendo il rischio di infarto.
Apparato respiratorio
Benefici in sintesi:
- Riduzione dei tempi di recupero
- Scomparsa o comparsa ritardata del fiatone
- Diminuzione della frequenza respiratoria
- Aumento del tempo di apnea
- Minor dispendio energetico a carico dell’apparato muscolare addetto agli atti respiratori
- Aumento dell’efficienza del diaframma e degli altri muscoli respiratori
Ipocinesi ed analfabetismo motorio. Le malattie ipocinetiche stanno aumentando e sono dovute a diversi fattori: sistema scolastico, carenza di strutture e di ambienti, sistema del lavoro, fattori ereditari negativi.
Wellness: Equilibrio tra attività della mente ed attività del corpo, conduce alla cenestesi individuale positiva (senso individuale di benessere). Bisogna muoversi per star bene, nel modo più naturale e più vicino agli interessi ed alle capacità individuali.
Movimento e funzione comunicativa
La comunicazione non verbale comprende tutti i messaggi che provengono dal nostro corpo. Attraverso essa riusciamo ad avere un riscontro sull’attendibilità delle parole dette. La comunicazione verbale è estrinseca in quanto impersonale ed oggettiva; quella non verbale è intrinseca in quanto personale e soggettiva.
La crescita motoria
L’educazione fisica ha la finalità di concorrere in modo precipuo allo sviluppo della componente fisica e motoria della persona. Quest’ultima è condizionata da:
- Patrimonio genetico
- Ambiente
- Esperienze di movimento
È invece favorita in età evolutiva quando l’individuo si trova in condizioni di:
- Affrontare serenamente tutte le tappe ontogenetiche
- Sviluppare gli schemi motori di base
- Migliorare le capacità motorie condizionali e coordinative
- Affrontare un avviamento sportivo
- Acquisire e mantenere abitudini di movimento
Componenti e strutture del movimento
Il movimento umano è composto dalle seguenti unità fondamentali:
- Posture del corpo, posizioni che un individuo assume, esse sono infinite e si differenziano stazioni, dagli atteggiamenti e dalle attitudini che sono le categorie a cui possono essere rapportate le singole posture individuali
- Schemi posturali o “atti motori segmentari”, coinvolgono solo alcune parti e avvengono senza modificare sostanzialmente la posizione del corpo
- Schemi motori o “atti motori globali”, quando avvengono comportano una variazione di postura o una traslocazione nello spazio; quelli più usuali prendono il nome di schemi motori di base
Movimento ed educazione globale
Il movimento può essere considerato un mezzo di formazione globale della personalità umana. In età evolutiva lo sviluppo della personalità procede a stadi e lo sviluppo motorio può influenzarli positivamente. Lo sviluppo motorio non può e non deve essere trattato in modo disgiunto dagli altri aspetti della personalità del bambino.
Capitolo secondo – Forme e classificazione del movimento
La motricità riflessa o automatica
La motricità primitiva
La motricità primitiva dal punto di vista neurofisiologico è riflessa, si fonda su movimenti innati legati alla sopravvivenza. Meinel parla di movimenti massivi incontrollati (nei primi tre mesi di vita ed in stato di veglia, ci fanno sembrare il neonato come un piccolo essere agitato, disordinato e goffo nella sua motricità, specialmente quando muove in modo scoordinato gli arti superiori assieme a quelli inferiori) ed atetotici (realizzati in forma segmentaria ed in una condizione di rilassamento e di calma).
La motricità riflessa
Si basa appunto sull’azione riflessa (ogni risposta di adattamento che avviene senza il controllo della coscienza o senza l’intervento della volontà), che è presente quando l’impulso percorre almeno due neuroni; questo sistema di neuroni prende il nome di arco riflesso. Quando si percepisce uno stimolo sensoriale, l’impulso nervoso raggiunge il nevrasse e qui si trasmette ad un’altra cellula nervosa, la quale a sua volta lo porta alla periferia.
Riflessi monosinaptici e polisinaptici
I riflessi si possono suddividere in riflessi monosinaptici e riflessi polisinaptici. Quelli del primo tipo sono molto rari, quelli del secondo molto più frequenti. RM: avvengono quando la cellula nervosa proveniente dalla periferia si articola direttamente con quella che dal centro porta verso la periferia; sul neurone efferente (cellula nervosa che porta l’impulso dal centro alla periferia) arrivano fibre da tutte le parti del nevrasse, motivo per cui esso prende anche il nome di via finale comune. RP: si hanno quando tra il neurone afferente e quello efferente si trovano interposti degli interneuroni, neuroni che attenuano e modulano l’automatismo del movimento globale, assicurando la diffusione o irradiazione della risposta che potrà essere eccitatoria o inibitoria.
Classificazione in base al tipo di stimolo
- Propriocettivi, provocati da afferenze interne muscolari, articolari e vestibolari
- Esterocettivi, derivano da afferenze di recettori del tatto e del gusto
- Telecettivi, indotti da stimolazioni acustiche, visive ed olfattive
- Enterocettivi, provocati da afferenze della muscolatura liscia
- Nociocettivi, l’impulso attivante è di tipo dolorifico
Riflessi da stiramento o di flessione
RS: avvengono con un aumento di tensione, arrivando alla contrazione vera e propria, sono importanti per la stazione eretta, per l’equilibrio, per la regolazione del tono muscolare; si tratta principalmente dei riflessi tendinei, contrazione brusca e breve di un muscolo in risposta alla percussione del suo tendine; es.: riflessi rotuleo ed achilleo, riflessi bicipitale e tricipitale. RF: vi è l’allontanamento della parte stimolata dalla sorgente dello stimolo, hanno significato come reazione di difesa; es.: riflesso cutaneo-plantare.
Ontogenesi della motricità riflessa
Tra i più importanti riflessi innati:
- Riflesso di prensione o grasping (chiusura della mano quando avviene il contatto tattile del palmo con un oggetto esterno)
- Riflesso posturale labirintico del capo (tentativo di estendere la testa da posizione prona). Quest’ultima è la prima delle reazioni di raddrizzamento (movimenti automatici che servono per fissare o ripristinare la posizione del capo nello spazio e rispetto al corpo, nonché per mantenere l’allineamento capo-tronco e tronco arti inferiori)
La motricità riflessa di raddrizzamento viene via via integrata dalle reazioni di equilibrio (servono per evitarci di cadere e per aiutarci a controllare le posizioni del corpo nello spazio in opposizione alla forza di gravità). La motricità riflessa innata viene via via condizionata, appunto da riflessi condizionati, studiati a lungo da Pavlov.
Riflessi condizionati o acquisiti
Creano nuovi legami tra gli stimoli provenienti dal mondo esterno e i processi fisiologici. Nasher è stato in grado di dimostrare sperimentalmente quattro modalità di reazione condizionata ad uno squilibrio:
- Spostamento di arti e tronco in direzione opposta allo squilibrio
- Spostamento di un arto inferiore nella direzione dello squilibrio
- Compensazione d’anca in direzione opposta allo squilibrio
- Compensazione di caviglia in opposizione allo squilibrio
Il riflesso miotatico o “stretch-reflex”
Si tratta di una contrazione del muscolo scheletrico in forma di motricità automatica quando esso viene sottoposto ad eccessivo allungamento: i motoneuroni alfa ricevono continue afferenze sinaptiche da parte dei muscoli formando l’arco riflesso miotatico monosinaptico, quelli gamma vanno ad innervare le fibre intrafusali contenute all’interno del fuso neuro-muscolare.
I principi che governano i sistemi di controllo della risposta enunciano che:
- Viene determinato un punto fisso
- Le deviazioni da quel punto fisso sono captate da un sensore
- Tali deviazioni vengono compensate da un sistema effettore
- Il sistema ritorna al punto fisso
Questo circuito è chiamato catena gamma. Il riflesso miotatico inverso è dato principalmente dall’azione delle efferenze Ib; esso protegge il muscolo:
- Evitando che debba sopportare un’eccessiva tensione di carico
- Riducendo la contrazione muscolare quando la forza di contrazione aumenta
Funzione e ruolo degli interneuroni spinali
La loro funzione primaria consiste nel mediare e fungere da interfaccia tra le afferenze sensoriali e propriocettive, le vie discendenti del controllo motorio ed i motoneuroni alfa e gamma. Il processo per il quale si ha la contrazione di un gruppo di muscoli accompagnato dal rilasciamento dei muscoli antagonisti prende il nome di inibizione reciproca.
Riflesso estensorio crociato
Avviene quando ritraendo un arto inferiore in seguito ad uno stimolo che ha provocato il riflesso flessorio, vengono attivati i muscoli estensori ed inibiti i muscoli flessori dell’arto opposto. Ha la funzione di eccitare la muscolatura estensoria del lato opposto per consentire a questo di sostenere totalmente il peso del corpo che prima era distribuito su entrambi i lati.
La velocità della modulazione riflessa
La modalità più attendibile per la misurazione dell’attività riflessa è l’elettromiografia (EMG), che consente di misurare l’attività elettrica di un muscolo o di un gruppo di muscoli.
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