Tecnica e pianificazione urbanistica
Prof. Michelangelo Savino 6CFU
Anno accademico 2018/2019
URBANISTICA:
serie di norme e di leggi che condizionano la nostra vita, regolamentazioni delle
trasformazioni dei terreni per garantire che tutti possano esercitare il diritto di
proprietà e che questo non provochi danni a terzi
creare condizioni che favoriscano lo sviluppo economico del territorio
garantire la sicurezza per la popolazione insediata in quel determinato territorio
(es. impedisco di costruire in una zona a rischio esondazioni)
LEGGI DA SAPERE A MEMORIA
L 1150/1942
L 765/1967 Legge Ponte o Legge Mancini
DI 1444/1968 Decreto Interministeriale
L 431/1985 Legge che introduce il piano paesaggistico
LR 11/2004 Legge Regionale
DL 42/2004 Decreto Legislativo
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Difficoltà delle norme:
- Sono molto generiche perché devono considerare una moltitudine di condizioni,
fenomeni differenti
- Stratificazione della normativa
INTRODUZIONE: NASCITA E SVILUPPO DELLE CITTA’ E DELL’URBANISTICA
PIANIFICAZIONE: trasformazione del territorio, è un atto per un beneficio collettivo e
non per un interesse
singolo
L’obbiettivo della pianificazione è quello della procreazione della specie, si pianifica
anche per le
generazioni future.
Nella pianificazione l’uomo utilizza prima di tutto la propria esperienza a cui aggiunge
le proprie
conoscenze. Nel corso dei secoli le conoscenze si sono accumulate, divenendo un
primo sapere tecnico-
scientifico. Le conoscenze vennero poi trasformate in norme, leggi e statuti. Queste
norme contribuiscono
successivamente alla divisione sociale degli spazi (es. una piazza era destinata solo a
determinate persone)
e localizzano le varie attività in determinate parti della città. Tutto ciò avviene nel
Medioevo.
La città rinascimentale rappresenta l’ultimo atto che determina la formazione della
pianificazione: per la
prima volta si inizia a modificare il territorio e le modifiche vengono prima
rappresentate attraverso un
disegno prima si realizza il progetto attraverso un disegno e poi si passa alla
realizzazione dell’opera.
Ferrara è stata la prima città progettata con questo metodo
Il ‘500 e il ‘600 sono caratterizzati da grandi trattati su come la città debba essere
fondata. In molti casi la
città viveva di vita propria, veniva espansa in base alle necessità dei cittadini.
A partire dalla Rivoluzione Industriale vi è un cambiamento all’interno della
pianificazione: nell’arco di
pochissimo tempo alcune città crescono in maniera smisurata, la città diviene un
luogo di produzione di
merci. Nell’ ‘800 tutto il pianeta è coinvolto negli scambi commerciali e le città sono i
luoghi in cui questi
scambi avvengono. La città attira moltissime persone dalla campagna. Le città che
crescono maggiormente
sono Manchester, Liverpool, Londra, Birmingham. Nelle altre città europea avviene la
stessa cosa, ma più
lentamente.
Le regole delle città medievali e rinascimentali non servono più perché le esigenze
sono cambiate: le merci
devono viaggiare molto velocemente e arrivare in città in poco tempo. Tutto ciò
richiede efficienza e
funzionalità: ne deriva la nascita delle ferrovie. Lo sviluppo della ferrovia rivoluziona la 2
struttura della città:
si “distrugge” la città per fare posto ai mezzi di trasporto. L’avvento dell’auto influisce
ulteriormente e
rivoluzione ancor più la struttura della città.
All’interno della città oltre alle merci vi è un continuo flusso anche di persone:
inizialmente si spostano
tutte verso la città, poi quando non c’è più spazio disponibile si sistemano dove c’è
posto. Si iniziano a
costruire appositi quartieri per gli operai che lavorano in fabbrica, per permettere loro
di raggiungere più
facilmente e in minor tempo il luogo di lavoro.
NASCITA DELL’URBANISTICA
La città industriale ha un altro tipo di esigenza rispetto al passato: serve una nuova
scienza che studi come
la città può espandersi: a metà ‘800 nasce l’urbanistica. La conoscenza di come
costruire e strutturare una
città è competenza specifica di un tecnico, ossia l’urbanista.
L’urbanista non utilizza solo il sapere e l’esperienza, ma anche la sperimentazione. Il
suo obbiettivo è che la
città funzioni bene. Si inizia a produrre libri e manuali: nel 1954 viene elaborato il
primo manuale di
urbanistica. L’urbanistica diviene così una scienza, vengono formulate le prime teorie
su come debba essere
la città ideale.
Attorno al 1860-1870 l’esodo dalla campagna alla città comincia a diminuire, questo
incide sui costi che
deve sostenere l’imprenditore: deve iniziare ad avere una maggior attenzione verso i
propri operai,
comincia a preoccuparsi delle condizioni di salute dei propri operai. Gli imprenditori
così costruiscono dei
quartieri in cui gli operai vivono meglio, sono in condizioni migliori, di conseguenza
anche la produzione
aumenta. La città inizia ad avere una serie di servizi per il benessere collettivo (scuole,
ospedali).
Per la prima volta l’urbanistica ha anche uno scopo sociale.
Nella seconda metà dell’‘800 e nella prima metà del ‘900 vengono redatti dei nuovi
manuali su come costruire la città. L’urbanistica ha tutte le sue basi teoriche e diviene
internazionale.
Per una serie di motivi politici l’urbanistica diviene uno dei compiti dello Stato, mentre
prima era compito degli imprenditori e dei tecnici. Lo Stato attraverso la legge guida la
costruzione della città e lo sviluppo della società. Nel 1942 la Camera dei Fasci
approva la L 1150/1942, la quale assicura allo Stato tutti gli strumenti con cui
costruire la città. È la prima legge che regola l’urbanistica ed è la prima legge redatta
in Italia. È una legge che risulta essere ancora in vigore, è ancora utilizzata.
Le città italiane crescono molto lentamente e non si sente il bisogno di strumenti che
ne regolino l’espansione. Milano, Torino e Roma sono le uniche città in crescita. Roma
cresce solo in quanto centro amministrativo.
Durante la Grande Guerra la Camera dei fasci sente la necessità di intervenire 3
attraverso l’urbanistica, per motivi di carattere economico e politico. Si sente la
necessità di rafforzare l’apparato produttivo del nostro Paese e garantire che la città
avesse una serie di caratteristiche che sostenessero lo sviluppo economico. Inoltre,
controllare le città significava anche avere il controllo sulla popolazione.
LA LEGGE 1150/1942
La L 1150/1942 ha alcuni importanti aspetti:
Tutte le diverse scale di intervento di un tecnico possono essere controllate
attraverso un progetto.
Ci sono diverse scale di intervento, controllate attraverso diversi sistemi:
a
1 scala SCALA TERRITORIALE (della PTC (Piano Territoriale di
Coordinamento)
d’intervento Regione)
Livello intermedio PI (Piano
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