13 SETTEMBRE 2021 3 gennaio 1954
La televisione in Italia arriva il quando il canale nazionale va in onda per
la prima vota con trasmissione regolare giornaliera (precedentemente si avevano solo
delle sperimentazioni che però non garantivano regolarità).
monopolistico: monopolio di
Il sistema televisivo italiano è di tipo il servizio è affidato al
stato (cosa che poi cambierà nel tempo), per questo infatti la televisione in Italia nasce
con una struttura in subordinazione con le istituzioni politiche. Questa situazione si
registra in Italia ma non per esempio in America o in Inghilterra dove fin da subito si ha un
sistema misto, quindi sia pubblico che privato. canone
Il sistema sistema di finanziamento è di tipo misto: si ha sia il pagamento del sia
introiti derivanti dalle pubblicità.
gli Questo sistema misto è in utilizzo ancora oggi. La
televisione privata invece non prevede un canone, ma sfrutta solo gli incassi dati dalle
pubblicità. anni ‘50
A metà degli la situazione in Italia è la seguente: si ha l’inizio del boom
economico, il cinema sta avendo un successo enorme e proprio per questo vengono
realizzate sale cinematografiche in molte città, il cinema è un evento disponibile a tutti, si
ha inoltre uno sviluppo delle industre in particolare modo terziarie. La televisione quindi si
inserisce in un ambiente socio-culturale molto ricco, dove fornisce un nuovo mezzo di
intrattenimento e di comunicazione, che fino ad allora erano stati rappresentati solo dalla
radio e dal giornale attraverso anche i radiogiornali e i cinegiornali. La conoscenza
importante dell’attualità del paese passa attraverso immagini e non solo voci, per questo
si rende più fruibile ad un pubblico italiano composto ancora da molti analfabeti, motivo
per cui la lettura del giornale non era per tutti.
La televisione si impone come nuovo medium, come negli anni ‘30 lo era stata la radio, e
crea un nuovo rapporto con il pubblico, riesce a dimostrare la sua modernità e la capacità
di penetrazione nel tessuto sociale.
L’apparecchio televisivo cambia anche radicalmente il modo di muoversi nelle case e di
conseguenza anche l’arredamento, ovviamente in maniera graduale.
Con il boom economico la capacita di acquisto diventa più alta ma servono una decida di
anni prima che quasi tutti si dotino di una televisione. Nei primi anni l’arrivo della
televisione si vive come l’arrivo del cinema, cioè nei luoghi di ritrovo come bar oppure le
persone più ricche.
La televisione si rigenera continuamente, infatti prima della pandemia sembrava destinata
a morire, invece si è ristrutturata ed è tornata ad essere un elemento centrale.
MAMMA
La televisione crea un abbassamento del numero degli spettatori cinematografici, questo
crollo avviene in maniera più repentina in America, portando al declino degli studios.
Dal 1954 al 1961 un solo canale,
la televisione ha la rete nazionale ha solo poche ore di
secondo canale
programmazione. Con l’aggiunta del si ha un salto di qualità, si fornisce
allo spettatore la possibilità di scelta, nasce per per avere un impatto più fresco e più
vicino ai giovani, mentre il primo canale resta con un’impronta più seria e istituzionale.
Con questa aggiunta vengono create anche nuove forme di varietà di nuovi modi di fare
spettacolo, una nuova forma di divulgazione scientifica di inchiesta e di approfondimento,
il primo canale era incentrato sull’informazione e sull’educazione.
Nel 1962 nasce la prima rubrica di informazione in senso moderno, cioè “Rotocalco” di
Enzo Biagi.
La televisione ha il principio di educare e riesce a diffondere la lingua italiana nella zona di
provincia, infatti ci sono trasmissioni che insegnano a leggere e a scrivere.
prima rivoluzione
Con la creazione della seconda rete avviene quella che si definisce la
televisiva. terza rete seconda rivoluzione,
Mentre con la avviene la questa terza rete
1978, 1975
arriva in Italia nel in seguito ad una riforma del che stabiliva la fine dell’era del
monopolio della Rai. Di fatto le reti private dal ‘75 non devono più chiedere
un’autorizzazione ministeriale per andare in onda.
Umberto Eco identifica due periodi della televisione:
- paleotelevisione: dall’origine alla fine degli anni ‘70,
che va programmazione solo in
certe fasce orarie
- dall’inizio fino al ‘58: 17:30-19:30 / 20:45-23:30 e la domenica iniziano alle 16
- anni ‘60 con il secondo canale si ha una programmazione più varia fino al ‘75
- ‘78 la Rai comincia a trasmettere dalle 12:30 alle 23:30, avendo più concorrenza
si crea una fase di centralità del palinsesto
- neotelevisione: anni ‘70 in avanti,
dalla fine degli si sviluppa dopo la fine del
monopolio di stato e con l’arrivo delle televisioni private, il terzo canale Rai infatti nasce
per contrastare il successo delle televisioni private
telecomando
L’invenzione del cambia le abitudini dello spettatore, se prima magari ero
meno invogliato ad alzarmi e cambiare canale mi sorbivo tutto quello che la televisione
propone. Col telecomando la televisione deve trovare altri modi per mantenere
controprogrammazione.
l’attenzione dello spettatore, iniziano le tecniche come la
La televisione italiana guarda molto a quella americana e anglosassone, mentre
l’intrattenimento italiano ha delle caratteristiche uniche.
mamma
“Telebiella” di Alberto Sacchi la prima televisione privata. Si comprendevano le grandi
possibilità economiche dell’avere una televisione locale proprio perché posso utilizzarla
per propinare allo spettatore tanta pubblicità. La terza rete Rai, nata per contrastare le
televisioni private, si dedica all’approfondimento locale, come il telegiornale locale.
14 settembre 2021
Il film “I mostri” ad episodi mostra nella società italiana. L’episodio “L’oppio dei popoli”
mostra come la televisione (cioè l’oppio) abbia tolto la partecipazione che lo spettatore
aveva nel momento in cui sceglie di andare a vedere un determinato film o spettacolo
teatrale. L’episodio mostra anche lo schema del palinsesto, quindi ogni giorno era
dedicato ad un evento in particolare.
La Rai non è abituata a programmare un palinsesto che copra tutto il giorno, mentre la
televisione privata essendo arrivata in questo periodo è già pronta. Ovviamente insieme
all’aumento di ore di programmazione aumenta anche la concorrenza. La Rai ha
l’obiettivo di allargare i consumi e accontentare i gusti del pubblico che sono cambiati, la
programmazione si centra sullo svago con programmi come Domenica In, Portobello ect.
La televisione privata nasce con l’obiettivo esclusivo di intrattenere e di proporre
inserimenti commerciali e pubblicitari. Lo scenario italiano di inizio anni ‘80 è
caratterizzato da un cambiamento che si rispecchia nella scena televisiva: il benessere
economico si diffonde e le aziende si accorgono che per guidare il consumatore nella
scelta del prodotto l’arma essenziale è il marketing e la pubblicità. Quest’ultima prima
Carosello,
delle televisioni private, era relegata al fenomeno del che era un programma
posto prima della fascia serale. La pubblicità della Barilla per esempio aveva la regia di
Piero Gherardi, scenografo di Fellini. Nascono nuove concessionarie di pubblicità che
entrano nella televisione, si crea una società volta al consumismo. La televisione statale
non può fare altro che adeguarsi e inglobare quel forma di pubblicità che si rivela essere
un ottimo introito.
Le televisioni private hanno l’intuizione di comprare molte ore di programmi dall’estero,
come i telefilm che negli Stati Uniti vengono prodotti già in forma massima dagli anni ‘50,
tutte queste ore arrivano in Italia in un colpo begli anni ‘80, per questo motivo lo
spettatore italiano non ha concezione di cosa venga prima e dopo, soprattutto nella
presentazione socio-culturale come avviene con le sit-com, dato che la messa in onda
delle stagioni e degli episodi non è cronologica. Queste ore di programmazione vengono
comprate a poco essendo già vecchie e molto utilizzate nel loro paese di produzione,
vengono comprate ore e ore anche di cartoni dal Giappone. Non avendo questo grande
ammontavano
numero di ore per riempire il proprio palinsesto, la Rai si lancia nella produzione di fiction
ma ovviamente fa fatica a sostenere le ingenti spese di produzione.
Lo sviluppo delle reti televisive si divide in due periodi:
1979-1984: fase di sperimentazione, i forti editori si prendono i canali televisivi, infatti si
hanno tante televisioni private anche piccole e locali
1984-1990: fase di consolidamento, nasce e si consolida l’impero di Berlusconi. I suoi
punti di forza sono diversi
• ha compreso che la pubblicità non deve essere di ambito locale ma nazionale
• la pubblicità è legata a doppio filo alla televisione commerciale
• la programmazione televisiva deve riuscire a comunicare allo spettatore una
linea editoriale forte che deve essere capace di commercializzare il prodotto,
quindi l’offerta deve guidare la domanda
• deve creare abitudine al consumo e alla fruizione televisiva, la televisione che
deve diventare amica, intrattenere in modo leggero, divertire in maniera
spensierata e contemporaneamente indurre ad acquista quel prodotto.
Berlusconi fa questo su tre televisioni, nate a distanza, ma viste come un nucleo. Questa
si rivela essere una strategia vincente dato che sceglie un target di riferimento specifico
per ogni rete e una linea editoriale ben definita.
Canale 5: rete che si rivolte ad pubblico famigliare ed eterogeneo, è una rete detta
ammiraglia (come Rai 1 sui canali statali), tendenzialmente ha un numero elevato di
spettatori, infatti un film blockbuster verrà programmato su Canale 5, come3 anche i
grandi eventi sportivi
Italia 1(antenna nord): è una rete pensata per i giovani, vengono programmati molti
cartoni, telefilm e anche i primi canali musicali
Rete 4: è un canale che ha come target quello delle casalinghe e degli anziani, palinsesto
ricco di soap opera
Il palinsesto ne la programmazione delle fasce orarie hanno un ruolo fondamentale perché
porta ad avere più pubblicità.
La televisione di flusso è quella che ha una programmazione continua tutto il giorno, tuti i
giorni. Attraverso lo strumento del palinsesto vengono organizzate produzione e acquisti,
viene organizzato il posizionamento dei prodotti, delineato un target specifico e
individuale tattiche di programmazione e controprogrammazione (se c’è un grande film su
Rai 1 allora ci sarà un grande film su Canale 5)
ammonimento
Per il livello economico e di definizione del target le televisioni private introducono una
logica orizzontale del palinsesto nella fase diurna (daytime vs prime time che è serale)
collocano quindi lo stesso programma alla stessa ora tutti i giorni, sabato e domenica
esclusi.
anni ‘90 canali a pagamento
Negli nascono i (come Sky) e questo cambia nuovamente
le carte in tavola. Il canale a pagamento ha un modo di costruire il palinsesto che diventa
tematica (sky cinema, sky arte, sky sport) e on demand dove lo spettatore può quindi
scegliere di acquistare il singolo evento o film. Con l’arrivo dei canali a pagamento
cambia anche lo spettatore, si appropria del suo desiderio di vedere quella cosa in quel
momento. Si organizzano dei pacchetti di canali con offerta basica che prevede poi
l’aggiunta di pacchetti opzionali, cosa che permette allo spettatore di seguire i propri
interessi.
Vanno a consolidarsi quei canali che oggi sono di fondamentale importanza, i canali
tematici che hanno costi bassi e presentano molte repliche, mentre pongono maggior
attenzione a quello che viene programmato la sera.
canale tematico
Il (come real time) si rivolge in maniera diretta, non pretende di avere
molti spettatori, ma si rivolge ad un preciso target, una categoria specifica di
consumatori, si contrappone in maniera netta e definitiva ai canali generalisti come quelli
della Rai.
16 settembre 2021
Formato: in ambito televisivo si riferisce alla durata e al numero di episodi, modelli
produttivi di un particolare prodotto televisivo o format
Format: schema di programma che permette la realizzazione di un programma nei
contesti televisivi più diversi, mantenendo invariate alcune caratteristiche. Si tratta di un
prodotto commerciabile. Il proprietario ha una specie di diritto d’autore, viene definito fino
ai minimi dettagli, può essere progettato, brevettato e poi esportato. Negli ultimi anni il
format si è allargato dall’intrattenimento per arrivare fino allla fiction (SCAM). Non risale
alle origini della televisione, perché i quiz televisivi venivano più copiati dagli USA e
adattati, non acquisiti. Si tratta di una specie di sceneggiatura, viene chiamata in gergo
Bibbia, possono essere format a maglia stretta (con indicazioni anche sui movimenti di
macchina o sulle luci) o a maglia larga.
Genere: si ferisce alle caratteristiche comunicative di un programma ovvero il modo in cui
il programma produce dei significati socialmente condivisi.
eanntttnntnhllltthlthhm
Si dividono in quattro macro aeree:
- fiction (serie televisiva): centrata sulla forma d un racconto scritto, quindi presenta
una sceneggiatura
- intrattenimento: incentrata sul far divertire, ci sono diversi sottogeneri (reality show,
game show, varietà, talk show)
- informazione: rapporto diretto con la realtà extratelevisiva, come il telegiornale
- cultura - educazione: funzione sociale della televisione e sui contenuti, è un’area
nata con la televisione (educare era lo scopo iniziale della televisione), nel tempo la
sua importanza si è ridotta, negli anni ‘90 infatti sono pochi i programmi di questo
genere, nella modernità con i canali tematici si ha una ripresa notevole, Ray play per
esempio durante la pandemia ha creato molti contenuti educativi, un approccio che
era stato abbandonato negli anni ‘70
Intrattenimento: varietà, game show, reality show, talk show (se il talk è di
intrattenimento, se aderisce più di all’attualità/politica o società allora si inserirà anche
nell’area dell’informazione). Il reality show è intrattenimento ma fa anche parte della fiction
dato che gli sceneggiatori scrivono delle situazioni e le reazioni dei partecipanti,
sceneggiatura che rimane nascosta per dare una parvenza di verità, fondamentale anche
il montaggio per creare la narrazione voluta.
Cultura - educazione: documentari, magazine e documentaristi (come Alberto Angela),
talk show, programmi di argomenti specifici, didattica ed educazione (sottogenere rimasto
latente riscoperto durante la pandemia.
20/09/2021
primo telegiornale 1952,
Il viene trasmesso nel quando ancora si è ancora nella fase
sperimentale della televisione. Con l’inizio delle trasmissioni regolari nel 1954 va in onda il
primo telegiornale ufficiale in un’unica edizione serale e di 20 minuti.
Il telegiornale italiano non prende in prestito dei modelli esteri ma si rivolge all’esperienza
pregressa nella divulgazione di informazione:
radio
- —> radiogiornale: fino al 1956 resta molto più seguita la radio rispetto alla
televisione perché é già presente nelle case di quasi tutti gli italiani, mentre la televisione è
ancora poco diffusa
cinema
- —> cinegiornale: durante il periodo fascista viene proiettato il cinegiornale
creato dall’istituto Luce di Mussolini
- quotidiano mammasantissima
La televisione dei primi anni ha il compito di informare e di educare, viene usata infatti
anche per insegnare la lingua italiana in zone dove vengono invece parlati i dialetti da
speaker
persone che non hanno avuto la possibilità di andare a scuola. Quindi lo non
deve avere nessuna inflessione dialettale e deve avere una intonazione distaccata rispetto
alla notizia, non lascia trasparire opinioni o emozioni. Ha tuttavia un timbro leggermente
enfatico che deriva dall’impostazione del timbro di voce del telegiornale Luce,
Il primo speaker del telegiornale è un attore, Edoardo Paladini: inquadrato dal torace in
su, non sorride, legge il testo alzando lo sguardo di tanto in tanto e rimane statico.
Il telegiornale, andando in onda solo tre volte a settimana nel primo periodo, non può
proporre notizie freschissime, questa superattualità rimane solo alla radio.
In questi primi anni la televisione viene vista in maniera collettiva non essendo posseduta
da tutti, quindi i primi telespettatori escono di casa per andare a vedere il telegiornale.
velina,
Nei primi anni viene utilizzata la cosiddetta cioè un “suggerimento” su come
presentare le varie notizie fornito dal governo, come l’intonazione, la durata, la quantità di
informazioni e quale notizia enfatizzare e quale no
Nel film “I complessi”, episodio “Guglielmo il dentone”, Alberto Sordi deve fase un esame
per diventare speaker del telegiornale si tratta di una classica commedia all’italiana,
l’episodio è del 1965 e da la misura del telegiornale, dell’importanza della televisione e dei
50 milioni di spettatori. Inoltre i personaggi interpretano se stessi. Viene rappresentato
anche il potere della chiesa che è molto forte, infatti nella commissione c’è un prete che
deve dare l’ok per la decisione del frontman del telegiornale.
‘61 seconda rete
Nel arriva la con il suo telegiornale, che si propone di essere più vivace
rispetto a quello della prima rete, con delle modalità più fresche, ma nel giro di poco
tempo Barnabei decide di appiattire e normalizzare i due telegiornali. Da quel momen
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti presi a lezione di Storia e tecnica della televisione integrati con le slide
-
Appunti lezioni Storia della radio e della televisione
-
Appunti - Storia della radio e della televisione
-
Appunti storia della radio e della televisione