Storia dell'integrazione europea
Introduzione dell'integrazione europea
Avviamo ora il discorso sull'integrazione. Questa primissima parte del corso in realtà dovrebbe risultarvi abbastanza familiare, alla fine ricalca in buona parte quella parte del corso di storia delle relazioni che prende in esame la situazione dell'Europa dopo la seconda guerra mondiale, le origini della guerra fredda e della politica americana di ricostruzione dell'Europa.
Influenze interne ed esterne sull'integrazione europea
In realtà, vista in maniera più ravvicinata e dal punto di vista delle domande storiografiche, questa fase, per chi studia l'integrazione europea, pone davanti ad una domanda di fondo: quanto l'integrazione europea sia un processo che deve gli impulsi principali agli attori europei interni e quanto invece sia un processo derivato dall'influenza esterna, dalla guerra fredda e dal rapporto est-ovest e dall'influenza degli Stati Uniti.
In sostanza, ci si chiede quale sia stato l'impulso più decisivo; anche se poi le due componenti, quella interna e quella esterna, ci sono entrambe. Ci si chiede se abbiano prevalso fattori esterni, quindi la politica americana e il fatto che esista un sistema bipolare, o fattori interni, che sono di due generi: 1) le aspirazioni politiche di quei movimenti o di quei leader di governo che, per ragioni politiche, di sicurezza o anche di identità o di idealismo, hanno scelto l'integrazione europea, 2) ragioni concrete e materiali, ovvero gli interessi economici.
L'influenza della guerra fredda
Quindi, in realtà le possibilità sono diverse, c'è anche chi, guardando al quadro più ampio, sostiene che, senza la guerra fredda, al di là dell'influenza americana, e quindi senza la minaccia dell'URSS, l'integrazione europea non ci sarebbe mai stata.
È stata la paura comune nei riguardi del comunismo, esterno e interno, a dare il via al processo, senza quella paura i paesi europei non avrebbero fatto quelle certe scelte che comportavano dei sacrifici, che obbligavano a dei compromessi, che imponevano delle rinunce. C'è chi sostiene infatti che una volta finita la guerra fredda, finita la minaccia dell'Unione Sovietica, molta di quella spinta e di quell'elemento di coesione interna sia venuta a mancare; la signora Thatcher, nell'89 era convinta che, finendo l'Unione Sovietica, venissero a mancare le ragioni per continuare il processo di integrazione europea: non c'è più la minaccia sovietica e quindi non c'è più bisogno dell'integrazione europea.
Minacce esterne e contesto esterno
Quindi, le minacce esterne e il contesto esterno sono comunque un dato da considerare e, nel corso degli anni '90 (ma anche tutt'ora), più di qualcun d'uno sostiene che, a fronte della crescita di nuove minacce esterne, es. terrorismo internazionale o i rischi ambientali, l'esistenza di questi rischi possano essere degli alimenti per l'integrazione europea.
Analisi dell'integrazione europea
Nel corso della storia di questi 60 anni di integrazione, è una cosa di cui la storiografia non si occupa molto, però avrebbe senso fare un'analisi degli andamenti, della crescita o del rallentamento dell'integrazione, anche guardando allo sviluppo della guerra fredda. In quanto, come alle origini la tensione con l'Unione Sovietica è stata una grossa spinta in avanti, anche nelle fasi successive c'è stato un andamento abbastanza altalenante del processo di integrazione, influenzato dagli sviluppi della guerra fredda.
Il piano Marshall e le sue implicazioni
In questa fase ci interessa soprattutto studiare le origini della guerra fredda e in particolare la politica americana: la prima iniziativa che dà concretezza ad un disegno di integrazione in Europa è il piano Marshall: siamo nel giugno del 47, Marshall è il segretario di stato americano. Siamo all'indomani del fallimento di uno degli incontri dei quattro ministri degli esteri di Francia, GB, USA e URSS, che si sono incontrati per l'ennesima volta e che hanno registrato che non si riesce a trovare un accordo sul futuro della Germania e dell'Europa in generale.
Questo avviene nella primavera del 47, quando però erano successe anche delle altre cose significative, in particolare: una di queste ha a che fare con la zone di occupazione tedesche da parte della GB e degli USA.
Divisione della Germania
La Germania è divisa in quattro zone di occupazione: la zona sovietica, dove i sovietici cominciano a smantellare e portano via tutto molto rapidamente (i sovietici avrebbero anche diritto a tutta una serie di beni e di prodotti della zona occidentale, che inizialmente vengono consegnati da parte degli anglo-americani e dei francesi, ma in realtà questo accordo si inceppa).
Nello stesso tempo, inglesi e americani si rendono conto che mantenere la zona di occupazione tedesca in vita in quelle condizioni è un enorme peso finanziario che la GB in primis non è in grado di affrontare. La GB è un paese che si è mangiata tutto nella guerra, è finanziariamente disastrata, la popolazione inglese tra il 46 e il 47 fa la fame e pagare per mantenere in vita la folta popolazione della parte della Germania che la GB occupa è al di fuori della sua portata. Il 47 è anche l'anno in cui la GB decide di scaricare la responsabilità della Grecia e della Turchia sulle spalle degli americani.
La dottrina Truman e il ruolo degli USA
La dottrina Truman e l'inizio della "dottrina di contenimento" americana arriva in corrispondenza del momento in cui gli americani decidono di tirarsi su le maniche, ma anche in corrispondenza del momento in cui la GB riconosce di non farcela più a mantenere le sue posizioni imperiali. Questa situazione di debolezza finanziaria ed economica della GB si sviluppa e si rende evidente anche nell'occupazione della Germania e, quindi, in questi mesi, la GB e gli USA decidono di fondere le loro due zone di occupazione.
Nasce così la bi-zona, che è ovviamente una forma di violazione degli accordi che erano stati presi con i sovietici a partire dal 1945. Prima a Yalta e a Potsdam e poi nelle varie riunioni dei 4 si era deciso per una gestione comune, mentre è, invece, unilaterale la decisione inglese e americana di riunire le due zone di occupazione: questo ci interessa perché appunto è un segnale della debolezza britannica e della necessità di un ruolo maggiore per gli USA.
Il discorso di Stoccarda di Byrnes
Un ruolo che gli USA avevano iniziato ad assumere già in precedenza, nel 46 con il discorso di Stoccarda di Byrnes, discorso con il quale gli americani avevano dato ai tedeschi un segnale chiaro sul fatto che la guerra al nazismo era stata una disgrazia e che si erano combattuti duramente, ma che c'era comunque la prospettiva di una possibile ricostruzione comune. Quindi, gli USA già nel 46 avevano iniziato ad assumersi una serie di responsabilità anche economiche nei confronti dell'Europa.
Aiuti americani ai paesi europei
Fino al 47 però gli americani avevano avuto con i singoli paesi europei solo dei rapporti bilaterali, avevano già erogato aiuti e prestiti, fatto arrivare merci e prodotti alimentari ai vari paesi dell'Europa occidentale e, in parte, anche dell'Europa centro-orientale. Però tutto questo non faceva parte di un disegno complessivo, non faceva parte di un piano che avesse una prospettiva temporale lunga e non faceva parte di un intervento coordinato che riguardasse contemporaneamente tutti i paesi europei.
Una crisi generale in Europa
Infatti la GB non era l'unico paese ad essere distrutto, tutti i paesi condividevano questa situazione di stallo economico totale e di distruzione, pur ormai a quasi due anni dalla fine della guerra. Il fatto che la GB non fosse in grado di pagare le spese della sua zona di occupazione era un sintomo di questa crisi generale.
L'altro aspetto per cui la nascita della bi-zona è importante, è il fatto che quella che nasce è una unione che non riguarda la zona di occupazione francese, ovvero la terza parte sotto occupazione di appartenenza di un paese che fa comunque parte del blocco occidentale: siamo in una fase ancora di formazione dei blocchi, il 47 è proprio l'anno di passaggio, l'anno in cui la guerra fredda diventa conclamata e i due blocchi iniziano ad avere una demarcazione riconosciuta.
La posizione della Francia
Rimane il fatto che comunque già allora una qualche divisione tra occidente e oriente già c'era: la cortina di ferro esiste dal 46 e la Francia sicuramente fa parte del blocco occidentale. Nonostante questo, la Francia non partecipa a questa fusione delle zone di occupazione e, anzi, la avversa nella maniera più radicale. Abbiamo già in questo momento l'evidenza che ci sono due paesi che sono disposti a cominciare a buttarsi la guerra alle spalle e ad incoraggiare una rinascita della Germania sotto controllo: questi sono i primi passi che segnano una rinascita della Germania.
Decisive decisioni del 1947
Mentre l'isolamento della Francia è in qualche modo una "trincea" dietro la quale i francesi continuano a difendere una prospettiva diversa, una prospettiva secondo la quale la Germania è ancora un pericolo ed è da smembrare, senza vederne una rinascita. I francesi rimarranno dietro questa "trincea" di interdire qualunque iniziativa degli anglo-americani che abbia come traguardo il riavvio della produzione tedesca sotto la sovranità tedesca e la ricostituzione di una unità politica della Germania: questo i francesi continueranno a farlo fino a circa il 48, quando dovranno cambiare direzione.
Quindi, il 47 è per noi un momento di inizio del concreto processo di integrazione europea, quello in cui cominciano a prendersi delle decisioni concrete che vanno al di là della formulazione di progetti, di piani, di speranze che ancora non avevano prodotto granché. Con la bi-zona, con l'evidenza della posizione isolata della Francia e con la dichiarazione britannica di una necessità di aiuto americano, vediamo tutti gli elementi che avviano il processo di integrazione.
Il piano Marshall
Che cos'è il piano Marshall e quali sono le sue parti? Il piano Marshall prende atto di questo insieme di fatti: l'Europa a due anni dalla fine della guerra è sempre inceppata dal punto di vista economico, gli aiuti bilaterali che sono stati dati non sono serviti a niente se non a tamponare delle situazioni di emergenza, c'è una divisione politica e una paura nei riguardi della Germania che è particolarmente viva in Francia ma che riguarda un po' tutti, gli USA sono richiesti come arbitro politico e fonte ineludibile di aiuto economico per affrontare questo insieme di situazioni.
L'impulso americano
Perché gli americani ritengono di dover dare questo aiuto? Per gli americani del 47 la minaccia sovietica è una minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti anche quando riguarda l'Europa occidentale. Gli americani, dopo la seconda guerra mondiale, fanno rientrare l'Europa occidentale nel perimetro di sicurezza essenziale degli Stati Uniti, gli USA si convincono che, se l'Unione Sovietica prendesse il controllo delle risorse economiche e industriali e delle materie prime dell'Europa occidentale, questo rappresenterebbe per gli USA una minaccia essenziale alla loro sicurezza nazionale. Quindi gli USA devono impedire che questo succeda; non lo fanno per la loro buona volontà d'animo.
Il piano Marshall come iniziativa economica
Bisogna però decidere come tutelare questa sicurezza nazionale: una della cose che gli americani non pensano di voler fare è una alleanza militare per difendere l'Europa occidentale -poi cambieranno idea e nel 49 verrà firmato il Patto Atlantico- ma nel 47 ancora non c'è nessuna intenzione di assumere impegni militari per la difesa dell'Europa.
Quello che gli americani decidono di fare è lanciare una iniziativa economica, che è il piano Marshall e che ha delle precise finalità sia economiche che politiche. Il piano Marshall è un'iniziativa multilaterale, gli americani dicono agli europei: "Noi abbiamo intenzione di fornire degli aiuti finanziari secondo un piano pluriennale di 4 anni in cui noi daremo aiuti finanziari per la ricostruzione dell'Europa, però vogliamo fornire questi aiuti su base regionale, quindi voi europei incontratevi e disegnate insieme un piano di ricostruzione continentale e insieme poi fateci le vostre richieste".
Obiettivi americani
Quali sono lo scopo e i caratteri di un disegno di questo tipo? Gli americani sono convinti che i paesi europei siano troppo piccoli da un punto di visto territoriale e demografico per potersi ricostruire su una base nazionale, ritenevano impossibile che si riuscisse a ricostruire le loro economie così come erano e che potessero riuscire poi a diventare competitive nel nuovo sistema economico internazionale che gli americani volevano costruire. Gli americani volevano rinnovare le industrie europee ma erano convinti che servisse una dimensione di mercato più ampia di quella dei singoli stati europei: il mercato americano è un mercato enorme che permette le competitive economie di scala. Un piccolo mercato non sarebbe riuscito a ottimizzare il funzionamento dei mezzi di produzione e non sarebbe stato competitivo.
Un mercato continentale europeo, per quanto più piccolo di quello americano, sarebbe invece competitivo e, siccome gli americani vogliono un'Europa economicamente efficiente, in quanto sono convinti che ci sia un legame tra ricchezza e benessere e rifiuto del comunismo, vogliono che i paesi europei si ricostruiscano con un'industria più moderna, ma anche in un quadro continentale aperto. Per fare questo approfittano dell'occasione di questa loro decisione di finanziare la ricostruzione europea per spingere gli europei a collaborare tra loro.
La ricostruzione dell'Europa
Partono dalla consapevolezza del fatto che, gente che fino al giorno prima si è sparata, è difficile che vada a cercarsi per collaborare; infatti c'è ancora nell'Europa di questi anni una fortissima dose di antagonismi nazionali, oltre che ad una serie di dati di fatto: l'Europa del 45 è un continente in cui non funziona più niente, non funzionano i trasporti, non funzionano più le strutture di mercato, gli scambi sono ridotti al minimo: l'Europa è una tabula rasa sulla quale si vuole ricostruire dalle origini, è la situazione ottimale per andare oltre la definizione degli stati nazionali.
In Europa ci sono delle condizioni sulle quali può valere la pena di lavorare e l'obiettivo degli americani è quello di indurre gli europei a fare un salto in avanti, sia dal punto di vista del rinnovamento dell'apparato industriale e sia dal punto di vista politico: prima di tutto questa ricostruzione economica deve essere fatta su una base continentale. Gli americani immaginano che, come negli USA ci sono degli stati che hanno una vocazione più agricola e altri che hanno una vocazione più industriale, allo stesso modo gli europei devono ricostruire una economia continentale; è inutile che tutti i paesi abbiano la loro industria siderurgica/chimica/tessile e la loro produzione di cereali/frutta etc. l'idea degli americani era: "Facciamo un mercato unico e stabiliamo che ci sono aree, in cui la produzione agricola è più redditizia, che forniranno prodotti agricoli a tutta Europa, aree in cui c'è una vocazione industriale più marcata, che si occuperanno della produzione industriale etc.etc".
Integrazione economica e politica
L'idea americana è quella di favorire questa ricostruzione integrata, quindi il disegno del piano Marshall si innesta sulla situazione di crisi finanziaria dell'Europa e sul blocco dell'economia per incoraggiare i paesi europei ad operare in quella direzione. È una ricostruzione economica integrata che ha lo scopo ultimo di far superare le divisione politiche, in quanto questo serve a tenere fuori i sovietici al di là della cortina di ferro, ma serve anche a consolidare i governi moderati che sono al potere, per tenere sotto controllo i partiti comunisti sul piano interno. Di comunisti ce ne sono tanti solo in Italia e in Francia, però comunque la minaccia viene percepita come una minaccia a livello continentale.
La minaccia del blocco sovietico
Non si teme tanto che ci sia un attacco militare dell'Unione Sovietica, perché comunque gli americani hanno la bomba atomica e ce l'hanno solo loro e in questi anni sono convinti che questo deterrente sia sufficiente ad impedire una iniziativa militare sovietica: quello che temono è invece l'effetto di pressione psicologica e politica che il blocco sovietico esercita sui governi moderati, che in combinazione con le forze sociali, i sindacati, i partiti comunisti etc. può minare le basi del sistema.
Funzioni del piano Marshall
Il piano Marshall ha queste multiple funzioni, che sono contemporaneamente di ricostruzione economica e politica ma anche di pressione in direzione di una costruzione comune politica ed economica dell'Europa: per questo motivo il 47 viene considerato il momento di partenza del processo di integrazione.
Accordo bilaterale tra Francia e GB
Nel 47 c'è anche un altro tratto importante da considerare, che restituisce un po' di spazio all'iniziativa europea; il 47 è anche l'anno in cui per la prima volta viene firmato un accordo bilaterale di alleanza militare e di difesa reciproca in Europa occidentale tra la Francia e la GB, il patto di Dunkerque, un patto di alleanza con cui ciascuno dei due si impegna a venire in aiuto all'altro nel caso di attacco da parte di un nemico. Il nemico chi è? C'è un equivoco alla base, per i francesi il nemico è ancora la Germania, i francesi cercano ancora una garanzia inglese (e la vorrebbero anche americana) contro il rischio di una ripresa di aggressività militare tedesca.
Iniziativa europea
In questo caso, vediamo che l'iniziativa è europea, non ci sono gli americani di mezzo in questa decisione, sollecitata dalla Francia e accettata dalla GB senza un grande entusiasmo, di stipulare questo accordo bilaterale. Comunque si tratta di un segnale nel quale troviamo una disponibilità della GB ad impegnarsi sul continente europeo.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti Storia dell'integrazione europea
-
Economia dell'integrazione europea, Appunti
-
Appunti completi di storia delle relazioni internazionali (Calandri)
-
Storia e politica dell'integrazione europea