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Storia del design

Lezione 01-10-2014; Prof. A.Ubertazzi, Prof.ssa Patti.

Bibliografia

  • Branzi, Capire il design, (Giunti Editore, Firenze, 2007)
  • M. Vitta, Il progetto della bellezza, design tra arte e tecnica (Einaudi, Torino, 2002)
  • A. Morteo, Grande atlante del design dal 1850 ad oggi (Electa, Milano, 2008)
  • T. Maldonado, La speranza progettuale (Einaudi, Torino, 1971)

"L'errore più comune è quello di non saper distinguere un oggetto di design da un oggetto di non design". Prof.ssa Patti.

Introduzione del corso (Prof. Ubertazzi)

L'essere umano è un primate, la nostra permanenza sulla terra è legata alla nostra origine. Alcune fazioni di esseri umani si sono evoluti più di altri, come nel tentativo di scrollarsi le proprie origini di dosso. Noi siamo una specie tendenzialmente intelligente, e a differenza degli altri animali (come l'elefante o il delfino anch'essi intelligenti), siamo dotati della "creatività". La capacità di creare risiede nel nostro animo e confina con l'espressione artistica. Esiste inoltre un'altra capacità, quella razionale: ossia la progettualità. Il progetto è un ragionamento, atto a dare risposta ad un determinato bisogno. Il progetto dunque, non è uno sfogo artistico. Esistono oggetti cosiddetti ibridi, che hanno caratteristiche progettuali miste a artistiche, ma non ce ne occuperemo in questa sede.

1.1 - L'origine del design

La parola design in Italia ricorre intorno all'inizio degli anni '70, quando nel paese si affermò il premio compasso d'oro, istituito dal direttore della Rinascente. Si parlava di progettazione artistica per l'industria. L'accezione "artistica", tuttavia, successivamente cadde. La parola design necessita di un'altra parola che l'accompagni per avere senso (car design, product design, visual design, ecc). Negli ultimi anni la parola design è stata utilizzata in modo ampio (talvolta a sproposito).

1.1.1 - Il compasso d'oro (approfondimento)

Istituito nel 1954, il Premio Compasso d'Oro ADI è il più antico ma soprattutto il più autorevole premio mondiale di design. Nato da un'idea di Gio Ponti fu per anni organizzato dai grandi magazzini la Rinascente, allo scopo di mettere in evidenza il valore e la qualità dei prodotti del design italiano allora ai suoi albori. Successivamente esso fu donato all’ADI che dal 1964 ne cura l’organizzazione, vigilando sulla sua imparzialità e sulla sua integrità. I quasi trecento progetti premiati in oltre cinquant’anni di vita del premio, insieme ai quasi duemila selezionati con la Menzione d’Onore, sono raccolti e custoditi nella Collezione Storica del Premio Compasso d'Oro ADI la cui gestione è stata affidata alla Fondazione ADI, costituita all’uopo dall’ADI nel 2001. Il premio Compasso d'Oro viene assegnato sulla base di una preselezione effettuata dall'Osservatorio permanente del Design dell’ADI, costituito da una commissione di esperti, designer, critici, storici, giornalisti specializzati, soci dell'ADI o esterni ad essa, impegnati tutti con continuità nel raccogliere, anno dopo anno, informazioni e nel valutare e selezionare i migliori prodotti i quali vengono poi pubblicati negli annuari ADI Design Index. Con un'iniziativa che non ha precedenti nell'ambito del design internazionale il Ministero dei Beni Culturali - Soprintendenza Regionale per la Lombardia, con Decreto del 22 Aprile 2004, ha dichiarato "di eccezionale interesse artistico e storico" la Collezione Storica del Premio Compasso d'Oro ADI, inserendola conseguentemente nel patrimonio nazionale.

1.2 - Definire l'oggetto di design: i quattro concetti

Se il progetto è un ragionamento, lo è anche il progetto di design, inevitabilmente. Un oggetto per essere considerato di design deve rispondere a quattro concetti fondamentali:

  • Deve essere concepito secondo la logica delle macchine: esistono macchine in grado di replicare l'oggetto infinite volte. L'oggetto è dunque ripetibile, ma non deve essere necessariamente ripetuto. La logica delle macchine riflette nel miglior modo possibile i vantaggi dell'industri moderna.
  • Deve riflettere l'indole dei materiali: il designer deve carpire il ruolo espressivo del materiale.
  • Un oggetto si deve esprimere secondo le logiche formali del proprio tempo: l'umanità per anni, ha prodotto oggetti secondo i gusti del proprio tempo. Dobbiamo aggiungere una propensione nei confronti della modernità. Chi concepisce l'oggetto deve renderlo il più attuale possibile.
  • Un oggetto deve essere moralmente e eticamente condivisibile: non deve essere prodotta per mezzo dello sfruttamento o sistemi che danneggino la salute altrui.

1.3 - Il concetto di modernità

Un designer che si rispetti deve guardare al futuro. Verso gli anni '60 vi furono alcuni filosofi francesi che avevano pensato di dedurre il futuro dal presente, questo ovviamente non fu possibile, ma l'argomento è comunque oggetto di riflessione. "Concepire un futuro desiderabile", questa espressione identifica al meglio il ruolo del design. Gli artisti sono la categoria che sinora ha saputo cogliere il futuro nel modo migliore, l'artista è concentrato nel cogliere sensazioni essenziali. "Il futuro è il mestiere del designer", questo deve possedere un occhio attento nei confronti dell'arte contemporanea e dei suoi messaggi ideali, parlando di innovazione s'intende guardare al futuro in considerazione di ciò che nel presente si sta sviluppando.

1.4 - L'artigiano

Le comunità di artigiani del 1500, accoglievano apprendisti nel ruolo di assistenti, che grazie al proprio acume dovevano osservare e cogliere le tecniche del mestiere. Per diventare artigiani si doveva essere in grado di uscire dalla foggia. Dobbiamo precisare che al tempo, alla categoria degli artigiani venivano accomunati anche i grandi artisti (come Leonardo da Vinci). In Italia esistono artigiani abilissimi ancora oggi, siamo difatti produttori di stampi per la maggior parte delle case automobilistiche. In molti ambienti esistono aspetti al confine tra il design e l'arte (car design & fashion design, per esempio). L'automobile stessa non traduce esattamente nella forma un modo di spostarsi (tecnicamente parlando), ma esprime un'idea desiderata di velocità e di bellezza.

1.5 - Lo styling

Negli anni '60-'70 negli Stati Uniti sono stati curati perlopiù gli aspetti formali degli oggetti (nessun vantaggio prestazionale ma variazioni esteriori dal vecchio oggetto a quello nuovo). L'esempio più comune è quello dell'auto, i cui restyling erano tecnicamente identici salvo accorgimenti di natura puramente estetica.

1.6 - Galeazzo Mondella "il moderno"

Un orafo residente a Padova ad inizio '500, estremamente attento ai "modi" del proprio tempo si autonominò "il moderno" dando origine alla parola. Mondella (1) nel considerarsi "moderno" parlava di "essere nei modi".

Nota:

  • Galeazzo Mondella, detto "il Moderno" (Verona, 1467 – Roma, ante 1528), è stato un orafo e medaglista italiano, tra i maggiori produttori di placchette bronzee del Rinascimento italiano. Soprannominato "il Moderno" probabilmente in contrapposizione con il bronzista mantovano Pier Jacopo Alari Bonacolsi detto "l'Antico", fu un prolifico autore di medaglie, placchette decorative e bronzetti, sia a soggetto profano che religioso. Tra le sue migliori opere la serie delle Fatiche di Ercole.

Esempi di Styling: Poltrona Fiocco, Studi Businelli 1970.

Storia del design

Lezione 08-10-2014; Prof. A.Ubertazzi, Prof.ssa Patti, Prof. E.Guglielmi.

2.1 - Arte e artigianato

Quando affrontiamo temi come divario che intercorre tra artista e designer, ci riferiamo al neolitico (periodo che ancora oggi stiamo vivendo), per l’esattezza dalla rivoluzione industriale (1780) fino agli anni ’30. Quando parliamo di design vero e proprio si considera quell’arco temporale che va dagli anni '50 sino ad oggi. Arte e artigianato sono concetti appartenenti al periodo greco classico. L’artista era visto in quel contesto come un artigiano. Per i greci antichi, l'artista era concepito come un artigiano che doveva "competere" con la natura avendo la presunzione di superarla: esso non si doveva semplicemente limitare a copiare.

2.1.1 - L'imitazione (approfondimento tratto da "Elementi di estetica", Sauvanet)

La questione dell’imitazione non riguarda tutte le arti allo stesso livello. A partire dal XVIII secolo, è invalso l’uso di definire “arti imitative” le arti plastiche come la pittura e la scultura. L’imitazione resta una delle questioni più classiche dell’estetica, che ci fa risalire al concetto greco di mimesis. Imitare significa tentare di riprodurre l’apparenza di qualcosa con dei mezzi specifici. In questa definizione molto ampia si può includere la quasi totalità della produzione pittorica fino al XIX secolo (1800), più precisamente fino all’invenzione della fotografia (Niépce, 1822, poi Daguerre, 1839).

Particolarmente significativa ai fini del nostro studio, è la discussione tra Apelle (1) e Parrasio (2) (400 a.C.) in continua competizione per stabilire chi tra i due fosse il più abile. Parrasio invita a casa sua Apelle e dipinge una mosca sul piatto per vedere se egli cade nella trappola: quest'ultimo passa tutto il suo tempo a cercare di scacciare la mosca. Successivamente Apelle invita Parrasio nella sua dimora e disegna una porta coperta da una tenda sul muro, contro il quale il rivale va immancabilmente a sbattere. La figura dell'artigiano porta nel nome stesso il concetto di "artifex" (artificio). Ma come veniva identificato l'artigiano? Esso era visto come colui che imitava la natura, ed era in grado di ingannare l'occhio umano attraverso la cosiddetta mimesis. Egli era visto come una sorta di stregone. Nel Rinascimento l'artista diviene indipendente, esso diventa parte della società e creatore di artifici che finalmente, vengono apprezzati. Purtroppo nell'800 la figura dell'artista viene accomunata a quella dell'artigiano. L'artista doveva necessariamente iniziare il proprio percorso attraverso la bottega artigianale. Il nostro modello di artista odierno, purtroppo, è quello dell'artista romantico, seduto di fronte alla tela, con la classica tavolozza ed il caratteristico copricapo. Se prima l'artista produceva un pezzo per volta la copia ottenuta era o non era arte? Questi argomenti furono affrontati da filosofi importanti come Walter Benjamin (3) e Dino Formaggio (4). L'Italia dovette aspettare il 1902 per dire qualcosa in merito all'argomento, con l'opera "Estetica" di Benedetto Croce. William Morris (5), in Inghilterra affermava che "l'artista doveva farsi operaio": occorreva dunque dare valore estetico al lavoro, facendo dell'opera quotidiana un'opera d'arte. Questo concetto oggi purtroppo non esiste più, soppresso dal commercio e dalla globalizzazione. L'arc. Philip Webb (6), costruì la casa dell'amico William Morris (Red House). Nel 1861 Morris esce da quell'equivoco utopistico che lo aveva legato a John Ruskin. Egli a differenza di Morris voleva vivere il proprio aspetto creativo al di là della società. La Morris Marshal & Co. può essere considerata come la prima azienda che produceva oggetti di design (carte da parati, oggettistica, prodotti per casa, ecc). Il termine di design compare per la prima volta nel 1874. Cosa succedeva nelle altre nazioni europee? Il movimento artistico inglese si fuse immediatamente con quello francese. La terza grande nazione che si aggregò fu la Germania, ma non si fece mai influenzare dalle altre correnti artistiche. Nel 1892 per la prima volta l'Art Nouveau francese e lo Jugendstil tedesco si uniscono (due cosiddetti stili liberty).

  • Philip Webb, Red House di Upton (Kent, Inghilterra), 1859.
  • Philip Webb, Red House (Hallway).
  • William Morris, “La bella Isotta”, 1858.

2.1.2 Arts & Crafts e Stile Liberty

Le teorie elaborate da Ruskin trovano un riscontro materiale nell’operato di William Morris (1834-1896) (5). Morris creerà una società nel 1888 denominata “Morris, Marshall & Co.” che nascerà dalla passata collaborazione nata per arredare la casa che William Morris si fa costruire da Philip Webb (Red House). L’azienda si occupa principalmente di arredamento e oggettistica per la casa. Sciolta la società, nel 1874 Morris fonda la sua azienda più significativa e dalle fondamenta del suo movimento “Arts & Crafts” nasce il cosiddetto “Stile Liberty” o “Art Nouveau”, che sarà la premessa delle arti industriali che si svilupperanno in tutta Europa. L'Art Nouveau rielaborando questi assunti, precorse il moderno design e buona parte dell'architettura moderna, dando alla progettazione, il ruolo di premessa indispensabile ad ogni intervento creativo.

2.2 - L'esposizione di Londra, la poltrona Thonet

Nel 1851 vi fu l'esposizione di Londra. Alla grande esposizione non vi furono solo oggetti di design, l'idea era quella di un rapporto stretto tra oggetto e produzione. L'oggetto simbolo dell'esposizione fu la sedia Thonet: al tempo passò quasi inosservata, oggi rimane un'icona. Il sign. Thonet è l'emblema assoluto del designer, egli non solo progetta l'oggetto, ma alla base della sua proposta sussiste la padronanza di una tecnologia. Il legno di faggio necessita del procedimento di curvatura, Thonet non solo scopre la tecnologia ma la applica divenendo produttore industriale, completando la filiera tramite l'acquisto di grandi boschi in Cecoslovacchia. L'esposizione inglese fu inoltre seguita dall'arch. Henry Cole.

2.3 - L'uomo e gli oggetti, a cosa serve la storia?

Al 1851 viene attribuito alla nascita dell'industrial design. In realtà l'oggetto ripetibile viene concepito molto prima. Prima della rivoluzione industriale l'oggetto mancava dalla meccanizzazione della produzione. Dal 1851 al 1960 vi sono i maggiori punti di interesse relativi a questo corso. "La storia non va utilizzata come referenza, ma come fonte di ispirazione e riflessione. Essa deve essere finalizzata al progetto". Prof.ssa Patti. Stark utilizza un materiale plastico (moderno) aggiornando una forma conosciuta quale la Luigi XIV, donandogli vita nuova. Anche Fabio Novembre ha un referente importante quale la sedia Panton. Lo scopo di Novembre è quello di dare leggerezza a quell'oggetto: l'idea è quella di un corpo che appoggiandosi dona la sua forma alla sedia. Il designer non deve essere necessariamente un inventore. Entrambi gli oggetti hanno una componente ironica, ed un sottile messaggio di natura sessuale.

2.4 - Il design è ...

Una definizione del 1971 parla del design quale: "un'attività creativa il cui fine è determinare le qualità formali degli oggetti prodotti industrialmente [...]". Questa definizione ovviamente non è più attuale, in quanto l'argomento è oggetto di continua evoluzione. Gli oggetti sono completamente cambiati, basti pensare all'introduzione della realtà virtuale (siti web, arti digitali ...). Per design intendiamo il progetto e non il disegno: dall'inglese design - progetto, drawing - disegno. Il disegno è un linguaggio, esso può essere utilizzato in modi completamente diversi. Il designer utilizza il disegno come strumento per trasformare il proprio ragionamento progettuale in un codice condivisibile (riuscire a raccontare la propria idea).

  • Sedia Thonet 1855 c.a, varie interpretazioni e ispirazioni.
  • P. Stark, sedia Ghost, 2003; Fabio Novembre, sedia Panton, 2008.
  • Aurelio Zanotta, Piero Gatti, Cesare Paolini e Franco Teodoro, Poltrona Sacco, 1970.
  • Poltrona Sacco in vari cromatismi disponibili.

De Fusco ha una propria definizione del design: progetto, consumo, vendita, produzione (quattro invariabili). Questa visione è ovviamente opinabile. Un oggetto che vende non è necessariamente un oggetto di design. Sempre secondo De Fusco l'oggetto di design coincide con il gusto (ossia, deve essere necessariamente un oggetto definito bello). L'idea del "bello" è senz'altro diffusa, ma come di definisce il bello? Questo è un argomento estremamente complesso in realtà.

2.5 - L'attività creativa

La poltrona sacco è un'icona degli anni '70, un approccio alla modernità. Essa rifiuta tutti i canoni precedenti, essa non ha niente di tradizionale e non somiglia nemmeno ad una poltrona, anche se è stata concepita per questo. Essa può inoltre servire da poggiapiedi, mobile dove appoggiare oggetti, ecc. liberando l'utente dagli obblighi di utilizzo comuni.

Note:

  • Apelle (370 a.C.) è stato un pittore greco antico. Plinio il Vecchio, al quale dobbiamo molta della nostra conoscenza di questo artista lo ha valutato superiore agli artisti precedenti e successivi.
  • Parrasio è stato un pittore greco antico attivo principalmente ad Atene tra il 440 e il 385 a.C.
  • Walter Bendix Schoenflies Benjamin (Charlottenburg, 15 luglio 1892 – Portbou, 26 settembre 1940) è stato un filosofo, scrittore, critico letterario e traduttore tedesco.
  • Dino Formaggio (Milano, 28 luglio 1914 – Illasi, 6 dicembre 2008) è stato un filosofo e critico d'arte italiano.
  • William Morris (Walthamstow, 24 marzo 1834 – Hammersmith, 3 ottobre 1896) è stato un artista e scrittore inglese. Fu tra i principali fondatori del movimento delle Arts and Crafts; è considerato antesignano dei moderni designer ed ebbe una notevole influenza sull'architettura.
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher matteo.cappelloni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del design e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Ubertazzi Alessandro.
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