Appunti storia del commercio 2021-2022
Informazioni sul corso
Docente: Maria Luisa Ferrari
Codice insegnamento: 4S02513
Settore: SECS-P/12 - Storia economica
Semestre: Primo semestre (lauree magistrali) dal 4-ott-2021 al 17-dic-2021.
Obiettivi formativi
Il corso intende offrire gli elementi di base per la comprensione delle relazioni commerciali locali, interregionali e internazionali sviluppatesi tra età moderna e contemporanea. Delineate le condizioni storiche e i moventi che stanno all'origine dell'espansione europea, il corso approfondisce, per i secoli XV-XX, le forme di organizzazione produttiva e di circolazione dei beni caratteristiche delle diverse aree (Europa, Africa, Asia, America ...) con speciale riguardo al problema dei circuiti commerciali interregionali e intercontinentali. Coerentemente con la visione di fondo che ispira l'intero CdLM, a completamento del corso gli studenti conosceranno gli antecedenti storici dell'attuale modello di economia di mercato e saranno in grado di confrontare e di dare profondità storica all'analisi dei moderni sistemi economici.
Programma
- Condizioni storiche e motivazioni economiche dell'espansione europea.
- Le esplorazioni, le scoperte geografiche.
- Produzione e scambi tra XV e XVIII secolo: merci, vie di traffico, organizzazione finanziaria e commerciale.
- Il commercio mondiale fra il 1500 e il 1780.
- Povertà e ineguaglianza.
- Storia dell'industrializzazione in età contemporanea: una prospettiva globale.
- Commercio mondiale e globalizzazioni tra XIX e XX secolo.
- Stato e istituzioni nell’economia globale.
- Il futuro della globalizzazione: cambiamenti politici ed economici.
- Introduzione alla storia globale della scienza e della tecnica.
Nel corso delle lezioni si tratteranno temi di storia del marketing e della comunicazione d’impresa.
Materiali didattici
Per gli studenti frequentanti e non frequentanti: saranno messi a disposizione i materiali didattici e i riferimenti per l'approfondimento sull'area e-learning. Gli studenti del corso di laurea magistrale interateneo in Scienze Storiche potranno, inoltre, concordare specifiche letture di approfondimento su temi della storia economica moderna o contemporanea.
Bibliografia
Visualizza la bibliografia con Leganto, strumento che il Sistema Bibliotecario mette a disposizione per recuperare i testi in programma d'esame in modo semplice e innovativo.
Modalità d’esame
Sia per gli studenti frequentanti che non frequentanti, l’esame consiste in un colloquio teso ad accertare attraverso domande sul programma e sui testi indicati la complessiva maturità del candidato. Durante la prova orale che si terrà a distanza, salvo diverse indicazioni, saranno posti vari quesiti sui diversi argomenti del programma, al fine di verificare la capacità comunicativa, espositiva e critica dello studente. A tal proposito particolare attenzione verrà rivolta:
- Alla profondità ed estensione delle nozione apprese.
- Alle proprietà di linguaggio nell'esposizione dei concetti e delle nozioni.
- Alla capacità di collegare in maniera adeguata le diverse conoscenze acquisite.
- Alla capacità di rapportare in maniera critica gli eventi del passato con quanto avviene nella contemporaneità.
Lezione 1 - 07/10/2021
Libro di testo: R. Findlay, K.H. O’Rourke, Power and Plenty. Una storia economia del mondo, UTET, 2019, ISBN 9788860085801, dal capitolo 4, da pag 145.
Esame:
- Non frequento, non guardo le registrazioni, studio solo il libro → Esame orale su argomenti del libro.
- Frequento in classe: appunti + slide + libro → Orale (lezioni, slide, libro).
- Non frequento ma guardo le lezioni registrate → Esame come da frequentanti.
One Belt One Road – La nuova via della seta
La cartina mostra la nuova via della seta. Creazione da parte della Cina di un percorso via mare e via terra per portare i propri prodotti e accrescere la propria presenza nel resto del mondo, in particolare in Africa e in Europa. Questa via della seta arriva dalla Cina via terra e passa per l’interno dei continenti.
Perché viene così chiamata anche se la seta non è il prodotto principale esportato dalla Cina? Perché Marco Polo andò verso la Cina per acquistare prodotti pregiati, che si trovavano in Oriente, quali la seta e spezie. La seta nasce infatti come prodotto in Cina, arriverà anche in Europa e l’Italia sarà una grandissima produttrice di seta, ma per molti anni, sia via terra che via mare, la seta è stata uno dei prodotti molto importanti esportati dall’Asia in Europa. Viene chiamata nuova via della seta come operazione di marketing, hanno preso un termine noto a tutti; è un nome tranquillizzante e non sospetto, nonostante un certo timore nell’espansione al di fuori della Cina ci sia. Si ripercorrono strade secolari.
Il commercio mondiale tra il 1500 e il 1650
All’inizio del XVI secolo nasce il commercio mondiale in seguito alle scoperte geografiche: Cristoforo Colombo e l’America 1492, Vasco Da Gama 1497 oltrepassa il capo di Buona Speranza, la spedizione di Ferdinando Magellano circumnaviga la terra 1522 (partì cercando un passaggio per arrivare direttamente in Asia passando per l’America, ma questo passaggio non c’è), in poco tempo (circa 30 anni) si circumnaviga il globo e si cerca di scoprire come è fatto.
(Da dove partono la maggior parte di queste spedizioni (righe rosse della cartina sotto)? Portogallo e Spagna. Perché il Portogallo? È un paese piccolo che ha bisogno di espandersi, quindi investe per espandersi).
In particolare, si cercava l’espansione verso oriente per commerciare le spezie, la più importante tra queste era il pepe. Chi è che faceva questo percorso dai paesi orientali fino all’Europa? Era Venezia. I veneziani avevano già fatto dei viaggi via terra come quelli di Marco Polo, ma la situazione in Asia centrale era diventata complicata, c’erano conflitti e popolazioni agguerrite che non consentivano i traffici, quindi Venezia arriva con le sue navi nei porti della Turchia e dell’Egitto e da lì acquista le merci proventi dell’Asia, ma commerciate dai mercati arabi e orientali. Era quindi un commercio che funzionava tramite intermediari, avevano quindi un prezzo maggiore. L’obiettivo, quindi, era quello di arrivare direttamente ad acquistare le merci direttamente dal luogo di produzione.
Uno dei motivi per cui i portoghesi fanno questo è quello di voler far concorrenza a Venezia, che aveva sostanzialmente il monopolio di questo tipo di commerci e di arrivare direttamente sul mercato.
Gli europei avevano la volontà di controllare o conquistare alcuni posti, i luoghi in cui poi avrebbero commerciato, quindi queste scoperte sono accompagnate da azioni militari e di conquista, in un momento in cui anche in Europa non mancano i conflitti.
Uno dei motivi che portava a cercare nuove vie commerciali, nuove materie prime e prodotti, ma soprattutto nuove fonti di oro ed argento era il fatto che gli stati europei stavano crescendo in popolazione e ricchezza, in generale si registra una fase espansiva (Lungo Cinquecento - dal 1500 al 1630), quindi c’era un gruppo di persone facoltose che potevano permettersi una serie di beni di lusso.
Ciò che chiude questo periodo (1630), è l’avvento della peste, che colpisce gran parte degli stati europei, in Italia questo periodo corrisponde con il Rinascimento (periodo di grande espansione grande ricchezza, la quale consentirà di investire in cultura, edifici, chiese). Parte della ricchezza sarà impiegata per la costruzione di edifici e implementazione della cultura, in parte invece andrà a finanziare la guerra e le spedizioni.
L’Italia nel rinascimento è il paese leader, culturalmente più avanzato e dove c’è maggior benessere di tutta Europa. Debolezza: è frazionato. L’Europa si guarda intorno per cercare risorse, per sostenere e aumentare le propria ricchezza che andrà ad essere investita in nuove iniziative economiche, in parte in cultura ed edifici, in parte servirà per finanziare le guerre e le spedizioni che servono per girare il mondo.
Le popolazioni europee, nella fase espansiva, avevano un vantaggio “tecnologico”, erano la popolazione che aveva cambiato il modo di fare la guerra. Si attuano notevoli cambiamenti nel modo di combattere, indicati come «rivoluzione militare». Si comincia a combattere con i cannoni, i fucili, eserciti sempre più grandi (non più duelli), per finanziare gli eserciti servivano risorse.
Molte delle altre popolazioni con cui si verranno a confrontare gli europei non possedevano le stesse dotazioni militari. I cinesi, che avevano inventato la polvere da sparo, non la usavano per le armi, ma per fuochi d’artificio: parecchie popolazioni orientali, pur avendo determinate tecnologie, non le usavano con gli stessi intenti → superiorità militare europea nei confronti delle altre potenze.
Tutte queste iniziative, guerre e spedizioni, il fatto che gli stati si stavano ingrandendo (la Francia si stava espandendo; guerre di religione perché vi era stata la scissione nell’ambito della religione cristiana tra cattolici e protestanti e ciò creava conflitti) portavano all’esigenza di avere ricchezza. Gli stati dovevano possedere ricchezza per poter essere superiori agli altri e vincere durante le guerre, ciò portava alla ricerca di nuovi introiti, che si ottenevano anche attraverso queste spedizioni con saccheggio, cercando di creare dei monopoli commerciali -reti commerciali che escludevano i concorrenti-, facendo pagare delle imposizioni fiscali a chi voleva commerciare in una determinata zona, sfruttando le popolazioni indigene perché producessero le cose che interessassero gli europei, sfruttando i contadini e attraverso degli strumenti finanziari (innovazione finanziaria).
Gli stati crescevano sia come popolazione che come ricchezza e quindi potevano permettersi anche dei beni di lusso.
Il Portogallo, l’Atlantico e l’oceano Indiano
Il Portogallo confina con la Spagna, la quale nel 1494 si unifica (era divisa in due Regni, di Castiglia ed'Aragona, con il matrimonio di Isabella di Castiglia e Ferdinando di Aragona si ha l’unione della Spagna che diventa un unico stato grande e potente, che nel 1492 riesce a cacciare l’ultima enclave di arabi che l’avevano conquistata nei secoli precedenti). Il Portogallo non poteva pensare di espandersi in Europa, ma voleva crescere; andava quindi alla ricerca di metalli preziosi, perché le monete più pregiate -che servivano per i commerci internazionali- erano d’oro e d’argento. Il Portogallo era convinto che avrebbe potuto trovare l’oro in Guinea.
Il Portogallo è il paese promotore delle scoperte geografiche dal ‘400, Enrico detto il Navigatore e il re Giovanni II sostengono studi e viaggi in Africa sia per mare che via terra, per vari motivi:
- Impossibilità di espansione sul continente → investe per espandersi in altri continenti, l’impossibilità è data dall’espansione sempre più vasta della Spagna, che nel 1492 riesce a cacciare gli ultimi arabi che l’avevano conquistata precedentemente. Non poteva quindi espandersi in Europa.
- Ricerca dell’oro (per la produzione delle monete) della regione della Guinea.
- Zelo religioso contro l’Islam, i portoghesi erano cattolici e volevano continuare a combattere l’Islam.
- Profitto commerciale ai danni di Egitto e di Venezia (commercio delle spezie).
Lezione 2
Profitto commerciale ai danni di Egitto e di Venezia (commercio delle spezie) era la spinta principale. I sovrani si impegnano molto in questo senso, creando una scuola di geografia per studiare la strada migliore. Questo centro di studi aveva analizzato tutte le possibilità, avevano preso in considerazione anche l’attraversare l’Africa, ma pare chiaro che la scelta del mare fosse l’unica effettivamente percorribile. Fino al capo di Buona Speranza, Diaz ha navigato lungo la costa, infatti allontanandosi dalla costa la navigazione diventa più difficile (navigazione di cabotaggio – contatti frequenti con la costa).
La navigazione di cabotaggio era la più frequente, quella di Colombo risulta rivoluzionaria. L’emisfero meridionale si trovava in una condizione differente di venti ed una realtà diversa rispetto al Mediterraneo e l’oceano Atlantico del Nord. Ciò che era più complicato era capire cosa c’era oltre il Capo di Buona Speranza. Quindi i Portoghesi fecero uno spionaggio commerciale, ovvero dei mercanti portoghesi che conoscevano l’arabo si univano ai commercianti arabi arrivando fino in India. Arrivati in India riuscirono ad ottenere una serie di informazioni per indirizzare quella che sarà la seconda parte del viaggio, che si compirà nel 1449 con Vasco Da Gama.
Di questi mercanti uno morirà, l’altro tornando dall’India passando dall’Etiopia venne accolto dal sovrano con attenzioni e onori, che lo tratterrà presso di sé. Riuscirà però a comunicare attraverso una serie di missive inviate di nascosto le informazioni per poter navigare nell’oceano Indiano ai portoghesi. (L’oceano Indiano è caratterizzato da eventi monsonici che hanno un andamento particolare e in alcuni periodi sono sfavorevoli alla navigazione).
Oltre a questi aspetti abbiamo anche le innovazioni tecnologiche introdotte nelle navi con l’adozione di vele latine triangolari, oltre alle quadre romane (tradizionali). L’unione di questi due tipi di vele consente di poter sfruttare meglio i venti e di migliorare la qualità della navigazione.
Inoltre nascono diversi tipi di imbarcazioni:
- Caracche, che arrivano anche a carichi di 600 tonnellate, avevano una maggiore portata. Più adatte al commercio.
- Caravelle più piccole, agili e robuste. Adatte ad un viaggio di scoperta.
L’utilizzo contemporaneo di più imbarcazioni consentiva di migliorare le prestazioni nei viaggi. Quando parliamo di queste epoche dobbiamo considerare che non c’erano frigoriferi, di conseguenza era anche difficile la conservazione del cibo e dell’acqua, quindi era necessario avere dei punti di appoggio per rifornirsi del necessario. Spesso portavano dietro animali vivi poi macellati durante la navigazione.
Il commercio in India
In India trovano una civiltà avanzata, tanto quanto quella europea, trovano le spezie. I porti indiani erano empori in cui si commerciavano i prodotti più disparati:
- Dalle spezie (pepe, zenzero, noce moscata, chiodi di garofano) – il pepe era la spezia più conosciuta, le altre spezie erano più raffinate. Le spezie erano beni che solo le persone facoltose potevano permettersi. Ci sono diverse teorie riguardo alle spezie. È facile leggere che utilizzassero le spezie per coprire il sapore dei cibi che non erano ben conservati. Che la cucina indiana sia una cucina estremamente speziata e forte di saperi è un dato di fatto, ma può essere che per la popolazione più povera indiana la scarsa conservazione fosse il motivo per cui si utilizzassero le spezie, ma in Europa no, perché chi poteva permettersi le spezie poteva permettersi un cibo di alta qualità, quindi le spezie erano utilizzate per arricchire.
- Alle sete e ai tappeti persiani.
- Ai diamanti.
- Ai cavalli.
- Agli elefanti.
- Ai tessuti di cotone – Cotone usato solo in piccola parte in Europa, perché la produzione europea di cotone era ridotta, in quanto la pianta del cotone richiedeva un clima molto più caldo. Spesso il cotone era lavorato con altri tipi di tessuto, come la canapa o il lino, che erano prodotti in Europa.
- Fino al riso destinato alla popolazione locale.
La popolazione europea si cibava prevalentemente di altri cereali: frumento, mais, patate e avena, lino, orzo ecc. I commerci erano favoriti con dazi leggeri e sostanziale libertà nei mari. (l’idea che il mare non dovesse appartenere a nessuno. I sovrani orientali partivano dal concetto di un mare libero, non imponevano divieti al commercio marittimo). Quindi commerciare nei porti indiani era favorevole.
La regione era divisa in varie entità statali, con un sistema tipo feudale, c’era un sovrano al di sopra di tutti e al di sotto molti signori locali, che avevano una notevole autonomia. Queste entità statali più piccole non avevano tutte la stessa religione, alcune erano rette da sovrani musulmani altre da sovrani induisti. Sia per motivi di prestigio che religiosi, spesso questi stati erano in conflitto tra loro. C’era una situazione politica che non era stabile, ma si viveva bene. Tenore di vita paragonabile a quella dell’Europa. (stessa cosa in Cina, Giappone e Persia)
Oggi la situazione vede alcuni paesi occidentali molto più ricchi e i paesi BRICS che stanno crescendo più o meno velocemente, e stanno recuperando un grande distacco che si è creato dopo la rivoluzione industriale inglese. Dopo che l’Europa ha iniziato a produrre utilizzando il sistema di fabbrica. Questo modo di produrre e il fatto che l’Europa e l’America avanzassero da un punto di vista produttivo enormemente, ha messo in crisi la situazione degli altri paesi del mondo, che si sono impoveriti e ridotti a fornire prevalentemente materie prime. Negli ultimi decenni questi paesi che erano più arretrati stanno recuperando. Quindi si parlava di grande divergenza e ora di convergenza. Gli europei che arrivavano in oriente non si trovavano di fronte a popolazioni arretrate e primitive, ma analoga all’Europa.
Peraltro, ci sono due teorie che affrontano il tema della grande divergenza:
- Chi sottolinea che sia stata la rivoluzione industriale ad aver fatto la differenza.
- Altri che sostengono che non sia stata solo la rivoluzione industriale. Bisogna tener conto di come gli europei sono penetrati a partire dal 500 nel resto del mondo, e quindi questa progressiva incidenza degli europei sia...
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