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Storia del commercio

Programma

Libro: "Potere e Ricchezza" -> Ricchezza intesa come diffusione della ricchezza attraverso il commercio.

Fine '400/inizio '500: avviene un cambio di prospettiva; si inizia ad avere un'economia sempre più interconnessa, essa non è più presente solo in certe aree del pianeta.

Olanda -> Portogallo -> Inghilterra: si scalzano per acquisire potere in certe zone.

Fine '700: inizia un percorso di specializzazione.

Europa: area industriale del mondo.
Altri paesi: produttori di materie prime.

Avviene la Prima Globalizzazione: unità e movimento di mezzi di scambio tra tutto il pianeta.

Nella metà del '700 c'è da notare che Europa e Asia non divergono come tenore di vita. Dopo la rivoluzione industriale incomincerà la divergenza a causa di quest’ultima.

Metà '800: massima espansione coloniale per l'Europa = imperialismo.

1500-1650

Lungo '500: Lungo perché va dalla fine del '400 (scoperte geografiche) fino al 1630 (peste -> evento catastrofico, la popolazione venne decurtata).

Pdv economico:

  • Crescita demografica: in Europa vi era una grande crescita economica, che si riversa nella crescita della popolazione poiché + ricchezza, + persone possono vivere.
  • Vi è anche l'espansione dei commerci (fase di espansione) che porta allo sfruttamento di miniere d’argento e di grandi quantitativi d’oro.
  • Questi due fattori portano alla rivoluzione dei prezzi: 1° fenomeno inflativo di portata europea; vengono modificati gli equilibri.

L'inflazione è quindi dovuta a tre fattori:

  • L’aumento della popolazione.
  • L'espansione dei commerci.
  • L’arrivo dell’argento e dell’oro.

Pdv cultura:

Umanesimo e Rinascimento: l’Italia nel Rinascimento è il paese leader a livello europeo poiché:

  • Più avanzato dal pdv tecnologico, della ricchezza (si può notare dal fatto che vi sono molte opere d’arte, si pensi a Firenze) e manifatturiero; però è molto frammentata.
  • Invenzioni e scoperte.

Pdv religioso:

Riforme protestanti: vi sono guerre -> divisione Chiesa Cristiana: la chiesa Cattolica si stacca da quella Protestante. Le guerre sono dovute al fatto che se il re è di una religione il popolo doveva seguirlo. Da Medioevo poi sorgono guerre contro l’ Islam per due motivi:

  • Recupero dei territori legati al cristianesimo.
  • Per avere potere nel Mediterraneo.

Pdv scoperte geografiche:

  • Commercio globale.
  • Contaminazioni culturali e tecnico-scientifiche.

Le attività di trasformazione in Europa tra '500 e '700

Europa: impegnata maggiormente nell’agricoltura -> per la maggior parte di sussistenza non per il mercato (circa il 75-80% della popolazione economicamente attiva si dedica al settore primario).

Come si produceva?

Il centro è la bottega artigiana: mercato limitato, molto spesso chi produce lo fa su ordinazione. La produzione è organizzata sulla qualità: ci sono delle regole di qualità da seguire -> corporazioni: univano tutti coloro che svolgevano la stessa attività; chi partecipa deve seguire delle regole però in cambio ha una protezione (controllano e aiutano).

Le Corporazioni hanno funzioni di controllo sulla produzione, ma anche funzioni di carattere devozionale ed assistenziale. Questo sistema produttivo va bene per una realtà molto piccola.

Il passaggio dal maestro artigiano al mercante-imprenditore

Man mano che il mercato si amplia (Europa e Mediterraneo) c’è l’esigenza di commerciare quantitativi sempre più consistenti (fase che inizia già col tardo medioevo, contraddistinta da un deciso ampliamento del mercato che da locale diventa regionale ed infine internazionale): nasce la figura del mercante-imprenditore.

Mercante: ha la funzione di scambiare beni -> si pone su mercati internazionali.
Imprenditore: perché organizza la produzione.

Si cercano quindi dei sistemi per rendere la produzione più economica: si dividono le fasi della produzione -> quelle più semplici vengono fatte dalle persone meno qualificate (contadini e donne); le fasi più specializzate vengono compiute sempre dalle botteghe artigiane -> bisogno far fronte ad una domanda non più certa, ma incerta.

Ci si basa su sistemi flessibili, che non richiedono tecnologia avanzata: hanno prevalenza di capitale circolante su quello fisso (non c’è quindi bisogno di molto capitale). Questi sistemi permettono una dispersione territoriale e una domanda molto elastica. La produzione è organizzata secondo il sistema della manifattura decentrata (PUTTING OUT SYSTEM, VERLAGSYSTEM): che prevede l’utilizzo di una serie di salariati o di artigiani che lavorano per conto del mercante-imprenditore e che nel proprio domicilio o nel proprio laboratorio svolgono una delle fasi necessarie per arrivare alla produzione del manufatto finito. Essa è molto diffusa -> quelle accentrate (es. Arsenale di Venezia) sono poco diffuse poiché hanno bisogno di capitali ingenti e sono di solito gestite dallo stato.

Protoindustria e protoindustrializzazione

In seguito si arriva a forme di protoindustria: identifica la presenza di lavorazione manifatturiera fuori dall’ambito urbano, cioè in ambito rurale, in alcune aree in cui gli addetti al secondario sono di numero rilevante rispetto agli addetti al primario, permettendo l’aumento della produzione. Termine adottato per la prima volta da Mendels nel 1972.

La manifattura passa dalla città alla campagna (ci si sposta sotto le montagne per sfruttare la forza dell’acqua - es. pedemontana veneta). Le attività manifatturiere prevalgono su quelle agricole. Presenta gli stessi caratteri del sistema organizzativo del mercante-imprenditore, in particolare una notevole flessibilità che permette di aumentare o ridimensionare l’offerta a seconda del periodo. Ancora una volta il capitale circolante prevale su quello fisso. C’è arretratezza tecnologica. La manodopera rimane sempre molto importante.

Le industrie della lana e della carta si sviluppano al di fuori delle corporazioni (la protoindustria si sviluppa al di fuori del sistema corporativo caratteristico della realtà urbana). Vi sono alcuni prerequisiti strutturali: agricoltura di sussistenza che spinge la gente a trovare redditi aggiuntivi; ampia disponibilità di manodopera e materie prime; ampia disponibilità di risorse energetiche (legname e acqua); facilità di collegamento con i mercati esteri.

Comparti forti - Comparti deboli

Settori prevalenti, + importanti (per numero di addetti e capitali impiegati in età preindustriale):

  • Tessile: creazione tessuti lana (prodotto + importante) e lino; poi si passerà anche alla seta (tessuti preziosi rivolti all’élite).
  • Lanificio: prodotto più importante per l’Italia (poi si svilupperà anche il settore del setificio) -> erano prodotti di alta qualità, costosi e molto pesanti; l’Olanda incomincia a produrre lane più leggere, meno costose e colorate -> mette in crisi il commercio di lana italiano (incomincia la crisi, in Italia si diffonde la seta grazie al sud, al nord a causa delle condizioni atmosferiche e del terreno non si può - setificio). Il commercio della lana in Italia avviene per vie d’acqua, tramite i fiumi - ex. Bolzano.
  • Edilizia: settore interno ai singoli paesi.
  • Importanza delle attività di trasformazione dei prodotti alimentari.

Il commercio mondiale tra il 1500 e il 1650

All’inizio del XVI secolo nasce il commercio mondiale in seguito alle scoperte geografiche. Le merci che arrivano dall’oriente hanno fatto molti passaggi e dunque avevano un certo costo -> si pensa quindi ad un modo per riuscire a fare conoscenza ai veneziani -> questa è una delle spinte per le scoperte geografiche:

  • 1492: Cristoforo Colombo - scoperta dell’America.
  • 1497: Vasco Da Gama - oltrepassa il capo di Buona Speranza.
  • 1522: Ferdinando Magellano - spedizione che circumnaviga la terra.

In Europa nel frattempo si attua la “Rivoluzione militare”: si adotta la polvere da sparo per fucili e cannoni -> si passa dalle armi bianche alle armi da fuoco -> questa capacità militare da forza nella penetrazione europea negli altri mondi. Cambia il modo di combattere e i costi di mantenimento degli eserciti diventano molto alti: le guerre diventano più costose (per far fronte a ciò si attua il sistema del saccheggio delle popolazioni sottomesse oppure gli stati incominciano a controllare i commerci per usare gli introiti per le guerre; si cercano anche finanziamenti, vi sono così innovazioni finanziarie).

Il Portogallo, l'Atlantico e l'oceano Indiano

Il Portogallo fu il paese che promosse le scoperte geografiche dal '400. Enrico, detto il Navigatore, e il re Giovanni sostennero studi e viaggi in Africa sia per mare che via terra, per quali motivi:

  • Impossibilità di espansione sul continente: la Spagna nel '400 è una grandissima potenza, dunque il Portogallo deve puntare su terre al di là del mare.
  • Ricerca dell’oro nella regione delle Guinea: in Africa per ampliare i possedimenti e le fonti di ricchezza -> si applicano nuove tecniche di navigazione (Giovanni II).
  • Zelo religioso contro l’Islam: contrasto che spinge il Portogallo a sconfiggere i conflitti religiosi.
  • Conoscenza delle coste africane per capire i tragitti da compiere per conquistare nuove terre: viene dato potere ai mercanti lasciandoli commercializzare nel Mediterraneo, in modo tale che scoprano nuove terre.
  • Profitto commerciale ai danni dell’Egitto e di Venezia (commercio delle spezie): Diaz arriva al Capo di Buona Speranza: i portoghesi finanziano la spedizione per poter conoscere le coste (autonomia limitata per le barche). Spedizione di due mercanti che sapevano l’arabo: riescono così ad avere notizie sul commercio in Egitto e si riesce ad arrivare in India -> scoperta dell’Etiopia. Vasco Da Gama arriva in India e grazie a questo il Portogallo riuscirà ad intaccare la potenza veneziana.

Le spezie sono un prodotto di punta per il commercio europeo per il loro gusto esotico, perché sono preziose e per il fatto che vengono da lontano -> si commerciano facilmente, anche per il fatto che ne bastano quantitativi limitati e valgono molto (come la seta e i tappeti persiani). Molto importanti anche le innovazioni introdotte nelle navi con l’adozione di vele latine triangolari oltre alle quadre romane. Nacquero diversi tipi di imbarcazioni dalle caracche che arrivavano anche a carichi di 600 tonnellate e più, alle caravelle più piccole, agili e robuste.

I porti indiani erano empori in cui si commerciavano i prodotti più disparati, dalle spezie (pepe, zenzero, noce moscata, chiodi di garofano...) alle sete e ai tappeti persiani, ai cavalli, agli elefanti, ai tessuti di cotone, fino al riso destinato alla popolazione locale. I commerci erano favoriti con dazi leggeri e sostanziale (forte) libertà nei mari -> no controllo traffici marittimi.

La regione dove arrivano i portoghesi è divisa in due diverse entità statali con diverse religioni: religione mussulmana vs religione buddista. Ci sono quindi conflitti tra i vari paesi e il Portogallo ne approfitta => La rivalità tra i regnanti indù e quelli mussulmani favorì l’espansione portoghese.

Circostanze favorevoli alla penetrazione portoghese:

  • Rivalità tra regnanti.
  • Rivoluzione militare (i portoghesi hanno armi da fuoco, alcune popolazioni sono poco propense al loro uso).
  • I regnanti orientali davano più importanza al domini territoriale (fattore che favorisce gli eruppi via mare).

Limiti alla penetrazione:

  • Il Portogallo è un regno piccolo, la popolazione è limitata, non è in grado di mandare quindi nelle colonie un gran numero di persone.
  • Il Portogallo cerca di imporre dazi sui commerci: i dazi si pagavano se sbarcavi in quel porto, ma così vi era un cambio di rotte per non pagarli => falliscono i tentativi di applicare controlli più rigidi sui traffici (Cartaz).
  • Problema del controllo diretto sull’India: i sovrani non riescono a mandare funzionari che rispondano direttamente a loro (come fece la Spagna) -> devono usare strumenti tradizionali: affidò le cariche di governo e controllo del territorio a funzionari che acquistavano le loro cariche e che spesso cercavano di trarne il massimo profitto -> i ricchi comprano la carica, ma poi pretendono una grossa remunerazione (saccheggiano i territori circostanti in modo organizzato); cercano di commerciare in modo autonomo; gli interessi potevano essere diversi da quelli del sovrano portoghese.

Le merci che arrivano in Portogallo dall’India sono tante, ma per quest’ultima sono solo il 30% del commercio dei paesi asiatici -> grande rivoluzione per noi, ma da loro incide poco.

Spagna, Portogallo e il Nuovo Mondo

Viene tracciata una linea chiama Raya che è un parallelo: le terre ad est sono riservate ai portoghesi, mentre quelle a ovest agli spagnoli. Nel 1984 la linea venne spostata ad occidente in favore del Portogallo.

Portogallo: a est, Oriente -> sono pochi e si limitano a controllare i porti delle zone costiere conquistate; conquistadores: piccoli eserciti con armi tecnologicamente sviluppate.

La conquista spagnola:

Spagna: la parte ovest della linea, Pacifico -> eserciti più grandi, conquistano anche in profondità i territori. La penetrazione spagnola nel continente americano fu molto rapida nel volgere di qualche decennio furono conquistate le isole dei Caraibi, distrutto l’impero azteco (Messico) e quello degli Incas in Perù (e Bolivia). Negli anni '40 del '500 furono inviate spedizioni nelle regioni del Cile, Argentina, Paraguai.

  • I protagonisti furono i conquistadores che possedevano armi da fuoco, armi bianche in acciaio e cavalli.
  • Un ruolo molto importante nello sterminio delle popolazioni indigene l’ebbero le malattie portate dagli europei.
  • La popolazione si trovò a vivere in condizioni difficili, a fuggire in luoghi inospitali e la sua capacità di crescita diminuì.

-> Lo «scambio colombiano» fu un fenomeno negativo per l’America e molto positivo per l’Europa e l’Asia nuovi prodotti vennero conosciuti: la patata, le arachidi, il mais, il pomodoro, il peperone, i fagioli, il tabacco e il cacao.

Dalla «frontiera del saccheggio» alla «frontiera dello stanziamento»:

Nel XVI secolo gli spagnoli che si trasferirono nel Nuovo Mondo furono tra i 200 e i 300.000, nel XVII intorno ai 450.000. Si partì con azioni di saccheggio e poi avverrà lo stazionamento… si sfrutteranno soprattutto i metalli preziosi e le miniere di Potosì (luogo dove ci sono le maggiori ricchezze-miniere grandissime dove viene estratto l’argento, molte profonde, sono a 3000/4000 metri - creò migliaia di vittime, c’è bisogno di cercare sempre manodopera, si scavava a mano e venivano fatte esplosioni -> le persone venivano fatte schiave e portate lì a lavorare - vi lavoravano oltre 300.000 persone in condizioni proibitive). Per sfruttare l’argento il materiale estratto si polverizzava e veniva fuso con il mercurio: quindi c’erano anche aziende di raffinazione del metallo. Questa massa di oro ed argento viene trasportata via mare e deve passare per Siviglia alla Casa de Contratazion -> tutto passa per la madre patria (il Portogallo è più debole e non riesce a tenere sotto controllo tutta la situazione).

Commerci avvenivano sotto lo stretto controllo dello stato: attraverso la Casa de Contractacion e alla => corporazione dei mercanti di Siviglia, che operavano su licenza grazie ad un monopolio. Ai mercanti vengono dati dei privilegi dallo stato per commerciare, ma poi devono passare per lo stato quando tornano in Spagna. Federico usa questi materiali per fare denaro, denaro che andrà speso nelle guerre, non speso per la crescita spagnola. Questo porterà alla rivoluzione dei prezzi (primo fenomeno inflativo, cioè di perdita di valore del denaro) -> dovuto all’arrivo dei materiali e all’aumento della popolazione.

Tra le merci importate: l’oro e l’argento ebbero un ruolo importantissimo. Nel XVI secolo giunsero in Spagna quasi 17.000 t. d’argento e 181 t. d’oro. L’oro fu inizialmente depredato dai tesori di Incas ed Aztechi, poi trovato in depositi alluvionali. L’argento estratto in immense quantità dalla miniera di Potosì. Tra le altre merci esportate dall’America: pelli bovine, coloranti (cocciniglia, indaco…).

I portoghesi in Brasile

La scoperta del Brasile sembra accidentale e inizialmente si pensa fosse un’isola… ma si fa spostare la linea di raya -> Il nome dato alle coste del Brasile fu Pernambuco, da una pianta il cui legno era utilizzato per tingere, chiamata in spagnolo Pau brasil.

Il territorio controllato dai portoghesi fu diviso in capitanati, retti da un funzionario che poteva controllare anche aree dell’interno e che doveva salvaguardare la costa di incursioni di stati rivali. Il principale prodotto commercializzato fu lo zucchero estratto dalla canna, e per la sua coltivazione si avviò la tratta degli schiavi -> questo perché per la coltivazione mancava la manodopera (siamo nel '500). La canna da zucchero tra l’altro richiede un clima molto caldo e con molta manodopera -> ciò comporta l’inizio della tratta degli schiavi. La coltivazione è molto redditizia, non solo zucchero ma anche rum.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Vale.L di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del commercio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Ferrari Claudia.
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