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10 ottobre 2017

L’Italia nel mondo: le premesse di lungo periodo

Il lungo ‘800 fino al 1914: cresce dominio europeo sul mondo; relativa stabilità

• europea; progressiva vittoria stati-nazione. Nell’800 si crea la “grande divergenza”,

l’Europa acquista grande dominio nel mondo. Dopo le guerre napoleoniche ci sono

solo guerre circoscritte e limitate, vie era relativa stabilità in Europa. Si può dire che

l’Europa di inizio secolo era un’Europa di grandi imperi, e alla fine gran parte degli

stati sono costituzionali

- Semi egemonia inglese; unificazione economica su spinta della rivoluzione

industriale; “concerto” e nazionalità; poi imperialismi competitivi; e tensioni

bipolari. Il principio che gli inglesi fanno vincere è il libero scambio.

Il “concerto” funziona fino agli ‘80-’90, pian piano anche gli altri stati vogliono

• influenza anche fuori dall’Europa (stagione dell’imperialismo). Verso la fine dell’800

aumenta l’aspetto competitivo tra gli stati, si creano delle alleanze difensive nel

caso di uno scontro, la prima è tra l’impero tedesco e l’impero austro ungarico, in

seguito si unirà l’Italia.

La Gran Bretagna politicamente si avvicina alla Francia e alla Russia. Si pensava

che fosse improbabile una guerra, ma ci si assicura con queste alleanze.

L’Italia si unisce

• - Con velleità di potenza in Europa; in lenta e contraddittoria crescita economica

(prevalenza agricola, formazione “base” industriale, scarsi capitali, emigrazione).

La classe dirigente pensa di essere in un paese con un ruolo significativo, ma

dopo l’unità non può essere tra le potenze a causa di limiti economici-sociali.

L’alleanza con la Germania e l’Austria era stata concepita per non rimanere

ininfluenti. Si forma una base industriale grazie a un intervento pubblico, ma

resta ancora piuttosto modesto. 13 ottobre 2017

- La grande emigrazione italiana: dagli anni ‘80 dell’800 alla prima guerra

mondiale l’emigrazione è il simbolo dell’arretratezza del paese, al contempo il

numero di emigrati significava che i loro soldi guadagnati all’estero e poi inviati

alle loro famiglie in Italia diventano una relativa stabilità del sistema

Un sistema politico liberale europeo

• La rappresentanza del paese è importante, è solo costituita da uomini liberi (le

donne no), votava circa il 2% della popolazione, gli uomini che potevano pagare le

tasse.

- Sviluppi parlamentari, Statuto Albertino (costituzione che Carlo Alberto aveva

concesso, dura fino al dopo guerra), costituzione liberale, divisione dei poteri, a

capo vi era il re. Si sviluppa una pratica di tipo parlamentare, i governi nominati

dal re devono avere la maggioranza in parlamento, crescita della

rappresentanza della comunità che si esprime attraverso le elezioni.

- Gli sviluppi sono democratici, si vuole estendere il voto e coinvolgere tutto il

popolo, in Italia nel 1913 Giolitti approva una legge che prevede il suffragio

universale maschile.

Giovanni Giolitti: impersona sia l’evoluzione che i limiti, il sistema era ancora

molto personalizzato politicamente parlando.

Prima guerra mondiale (1914-1918)

• Nel 1914 l’Italia entra in un baratro da cui fa fatica a venir fuori e scoppia la prima

guerra mondiale, di cui inizia a far parte nel 1915.

La prima guerra mondiale non era stata cercata, ma “è successa”, tutti se

l’aspettavano, le alleanze erano già state create.

- L’assassinio di Francesco Ferdinando erede al trono d’Austria a Sarajevo il 28

giugno 1914 avviene perché l’Austria controllava una serie di popoli pluralistici in

cui era emersa la voglia di indipendenza, i movimenti nazionalisti slavi

minacciano l’impero dell’Austria.

- L’Italia fino al 1914 era alleata della Germania e dell’Austria (triplice alleanza),

ma avrebbe dovuto aiutare solo se i due stati fossero stati aggrediti, quindi

rimase neutrale e si aprì un dibattito tra interventisti e neutralisti. Il dibattito porta

l’Italia a intervenire affianco all’alleanza franco-russa (triplice intesa). Mentre tutti

pensavano potesse essere una guerra lampo, per ragioni legate alle dinamiche

militari, le capacità difensive erano cresciute molto e gli eserciti erano molto lenti

(la grande motorizzazione degli eserciti avverrà durante la guerra), diventa una

drammatica guerra statica.

- Guerra di logoramento: si può sperare di vincere solo esaurendo l’avversario.

Per avere risorse ci vuole una enorme mobilitazione della società, economica:

per produrre l’enorme struttura militare, logistica e alimentare. Bisogna

convincere (obbligare) i cittadini ad aiutare lo stato anche con strumenti di

comunicazione di massa. La grande mobilitazione sociale fa appello al grande

discorso sulla nazione, patria e si radicalizza l’obiettivo della guerra, l’obiettivo

diventa difendere la patria e non c’è più possibilità di compromesso.

- In Italia la decisione di intervenire avviene dopo un forte scontro interno. In parte

si poteva capire come sarebbe stata la guerra, ma si decide comunque di

entrare. L’intervento avviene con un accordo tra l’Italia e i governi di Francia,

Gran Bretagna e Russia, e se si fosse vinta la guerra si sarebbe dato all’Italia

dei territori che desiderava annettere (patto di Londra il 26 aprile 1915). il

governo italiano si illude e si pone l’obiettivo imperialistico.

- Nel 1917 l’Italia rischia di perdere la guerra, rischio di crollo militare del fronte e

crollo del sostegno nazionale alla guerra. l’industria cresce molto forzata dalla

richiesta di beni.

- Nel 1918 crollano l’Austria e la Germania: l’Italia si trova a essere tra i vincitori,

ma non riesce a capitalizzare il risultato, e si comincia a discutere di una vittoria

mutilata, interpretazione estremista degli eventi, l’Italia non riesce a gestire i

rapporti con l’Europa.

Gabriele D’Annunzio: nel 1919 cerca di conquistare Fiume e complica le cose

perché la città non era nel patto di Londra e il paese si divide.

- Nel 1917 scoppia la rivoluzione russa (febbraio e ottobre 2017), che fa si che

l’impero lasci la guerra, e Lenin diviene a capo della fazione estremista del

partito sociale russo che si ispira a Marx. Tedeschi e austriaci pensano di poter

vincere, ma l’Inghilterra e la Francia controllano il mare e i tedeschi mandano i

sottomarini contro le barche americane e nel 1917 entrano gli Stati Uniti e la

guerra diventa mondiale, anche se le truppe americane non sono determinanti.

La grande offensiva tedesca non riesce a sfondare il fronte perché l’esercito non

ha più risorse: in Germania l’imperatore è costretto ad abdicare e in Austria

l’impero comincia a dissolversi.

Il dopoguerra e la nuova crisi globale

Una pace precaria

• - Colui che ha in mano un’idea strutturata del futuro è il presidente americano

Wilson, democratico e fervente cristiano, diceva che l’unico modo per tenere

insieme l’Europa è di creare stati con identità nazionali e per non rischiare

scontri tra gli stati vuole creare una realtà in cui ciascuno stato possa avere una

voce (società delle nazioni).

- Alla Germania vengono tolti dei territori, l’esercito e si lasciano delle truppe

d’occupazione, si innescano le basi di un risentimento.

- La speranza è che l’economia cominci a crescere, e negli anni ‘20 sembra che

la ripresa economica posso riportare gli stati a una situazione pacifica come

quella ottocentesca.

La crisi di democratizzazione e di allargamento dello stato

• - La grande mobilitazione del paese, che era avvenuta in tutta Europa, in Italia si

conclude con l’avvento della dittatura fascista. Nelle elezioni che si tengono nel

il 1919 vince il partito socialista, di cui i membri si ispirano a Lenin, il secondo

partito è il partito popolare italiano che era di ispirazione cattolica. Le elezioni

vengono fatte con un metodo proporzionale, e i partiti più organizzati ne hanno

vantaggio, di fatto il governo rimane in mano ai vecchi liberali che hanno

bisogno dell’appoggio del partito popolare.

- Ci sono grandi agitazioni sociali “biennio rosso” (1919-1920) con scioperi molto

duri e occupazione delle fabbriche, fino a che a un certo punto l’onda rientra e

nel paese la reazione viene guidata da:

Benito Mussolini: prima della guerra era un socialista radicale che voleva

provocare la rivoluzione ed era un interventista, con il passare degli anni del

conflitto il tema rivoluzionario diventa un tema nazionale. Dopo la fine della

guerra fonda i fasci da combattimento, (simbolo che richiama l’antica Roma, che

nel linguaggio dell’epoca voleva dire raggruppamento di persone), e vuole fare

una grande rivoluzione degli onesti contro gli approfittatori. Il fascismo di

Mussolini delle origini è piuttosto vago. Si presenta nel 1919 alle elezioni del ‘19

con uno scarso risultato, sfrutta poi il clima sociale durante il biennio rosso e

cerca qualcuno che faccia da braccio armato di questa reazione quando ormai il

biennio rosso sta finendo e quindi i fascisti cominciano a prendere forza

(controrivoluzione postuma e preventiva).

- Mussolini nelle elezioni del ‘21 fa parte nelle liste governative ed entra in

parlamento con una trentina di deputati. Vuole prendere il potere, quando lancia

la Marcia su Roma Mussolini è a Milano perché così poteva scappare in

Svizzera, per evitare lo scontro i liberali gli concedono la presidenza del

consiglio, sperando di poter costituzionalizzare il fascismo.

- Dal 1922 al 1927 Mussolini riesce a sfruttare la debolezza dei partiti ed a

instaurare la dittatura. Nel 1924 avviene l’uccisione del deputato socialista

Matteotti, e Mussolini scioglie la crisi chiudendo il dibattito.

L’evoluzione della dittatura di Mussolini

• - L’opposizione al fascismo vede una volontà totalitaria e Mussolini conferma e

usa l’espressione. La novità del regime dittatoriale fascista è che tutto il paese

deve essere mobilitato dall’ideologia fascista. Mussolini applica il discorso

imparato in guerra e vuole mobilitare tutta la società. Nel 1924 iniziano le

trasmissioni della radio che diventa un potentissimo mezzo di propaganda del

regime.

- Mussolini deve venire a patti con la chiesa e fa un accordo, i Patti lateranensi

(1929) che concedono molto alla chiesa. In politica estera Mussolini in parte

dice che vuole un’Italia imperiale ma per alcuni anni è molto prudente.

La crisi del 1929 e la grande depressione degli anni ‘30

• Negli Stati Uniti che era l’economia più dinamica del mondo, i governi americani

avevano lasciato libero il mercato. Nel ‘29 l’indice di borsa crolla, scoppio della bolla

speculativa. I repubblicani avevano tolto i limiti alla esposizione debitoria della

banche, e quindi ci sono una catena di fallimenti. Gli anni ‘20 avevano una

limitatissima espansione del mercato con disuguaglianza forte.

- Drammatica crisi di recessione industriale. La società si chiude su se stessa. I

prezzi crollano (deflazione), e la disoccupazione negli Stati Uniti sale al 32% e

scende molto lentamente.

- Lotta tra sistemi economico-politici chiusi e imperiali, le grandi banche

americane investivano soldi all’estero per guadagnarci e investivano soprattutto

in Germania, e quindi con la crisi ritirano i capitali e la crisi americana diventa

crisi generalizzata, non solo in Europa, ma anche in paesi extra-europei.

17 ottobre 2017

- Gli stati più importanti sanno che non possono chiudersi nei propri confini, allora

ciascun grande paese deve costruirsi un’area di influenza esclusiva, di paesi

che dipendano economicamente da lui. Il mondo va verso una sorta di

crescente lotta tra grandi sistemi che sfocerà nella seconda guerra mondiale

(have versus have not).

- Chiusura dell’orizzonte monetario. Le monete diventano interne nei singoli paesi

e quindi si svalutano e diventano blocchi commerciali.

Il Commonwealth negli anni ‘30 più tutto l’impero, che si era allargato nel

▪ dopoguerra, vuole usare un sistema protezionistico.

Il “sistema francese” ha legami con l’Europa dell’est.

▪ Gli Stati Uniti hanno un’area del dollaro in cui continua a circolare (tutta

▪ l’America centrale e meridionale), utilizzano questo sistema per uscire dalla

crisi e anche con dei modelli nuovi, Roosevelt sperimenta il New Deal, per

cui il governo nei momenti di crisi può contrastare la disoccupazione, crea

lavori pubblici, protegge di più i lavoratori e un sistema di regolazione statale

dell’agricoltura.

L’Unione Sovietica non fa parte del sistema capitalistico del mondo. Lenin

▪ aveva guidato il paese per alcuni anni ed era riuscito a riportare nell’impero

una parte dei territori persi durante guerra e nasce così L’Urss. Lenin fa

un’operazione autoritaria e dal punto di vista economico vuole espropriare le

proprietà private, soprattutto le imprese, l’unico modello reale che Lenin ha è

quello che utilizzato dai tedeschi durante la guerra, e inizia ad attuare un

sistema di pianificazione centralizzata. Gli obiettivi di Lenin e del suo

successore Stalin sono di strutturare un modello produttivo moderno. La

trasformazione del paese è un’industrializzazione forzata. Stalin prende il

potere con una lotta durissima interna al partito.

Il Giappone nel’800 si era scontrato con l’imperialismo europeo, Il Giappone

▪ è l’unico stato che risponde all’influenza degli stati europei copiando il

modello occidentale per poter difendere la propria originalità. Diventa una

piccola potenza regionale. Il sistema non è autosufficiente e non ha materie

prime, quando i sistemi mondiali si chiudono deve conquistare militarmente

un’area di influenza, progetto di una “sfera di co-prosperità asiatica”, si

espande nella Cina e vuole continuare ad espandersi commercialmente a

sud. I metodi di espansione sono drastici e razzisti nei confronti degli altri

stati.

In Germania la crisi del ‘29 aveva lasciato il paese sofferente, di

▪ conseguenza avviene un grosso sconvolgimento politico. È un paese che

aveva trovato un equilibrio molto precario nel ‘19. La repubblica di Weimar

non era popolare nel paese ma aveva raggiunto un equilibrio. Hindenburg

viene eletto presidente della repubblica tedesca, anche se era contrario

precedentemente alla repubblica. Nelle elezioni del ‘28 e del ‘30 c’è una

grande crescita del partito comunista e dall’altra parte prende forza il partito

nazional-socialista dei lavoratori, fusione tra nazionalismo e socialismo frutto

della prima guerra mondiale, con a capo Hitler, che fino al ‘28, ‘29 rimane un

partito minore. Hitler comincia a prendere molti voti nel ‘30 dopo la crisi

secondo Hitler la Germania va male perché ci sono i traditori della patria e

perché c’è un complotto internazionale contro i tedeschi, diventa così il primo

partito e nel 1933 Hitler diventa cancelliere; il presidente della repubblica

vuole mettere alla prova il partito nazional-socialista tenendolo sotto controllo

e da il compito a Hitler di formare un governo anche se non ha la

maggioranza. I partiti alleati votano le sue prime misure, compresa una legge

che da pieni poteri al governo, e dalla fine del ‘33 Hitler ha il controllo

esclusivo del paese, anche lui ha il problema del governo giapponese, la

Germania non ha un’area di influenza e vuole costruirsela con la forza. Vuole

fare un progetto in tre tappe:

Uscire dai limiti di Versailles, rimette la leva militare.

1. Uscire dai confini ed espandersi.

2. Idea dell’egemonia tedesca in Europa (idea dello spazio vitale).

3.

In Italia la crisi colpisce meno che in Germania, e Mussolini cerca anche lui

▪ di risolverla e crea L’IRI (istituto di ricostruzione industriale). Mussolini mette

dei soldi pubblici per tappare il buco delle imprese private. Vuole usare il

modello del corporatismo, via intermedia tra il collettivismo marxista e

liberalismo. Mussolini negli anni ‘30 vuole allargare l’influenza imperiale

dell’Italia. 20 ottobre 2017

La nuova guerra “mondiale”

La svolta imperialista italiana

• La guerra inizia con un’aggressività in Europa delle potenze fascista e nazista.

Mussolini è il primo a muoversi per modificare lo status quo che si è trovato (pace di

Parigi), vuole fare un tipo di espansione imperialistica, ha bisogno di dimostrare una

capacità di conquista italiana e quindi si rivolge all’Africa e in particolare all’Etiopia,

che aveva un significato simbolico. Alla fine dell’800 l’Italia aveva tentato di

conquistarla, ma non era riuscita. L’Etiopia è uno stato indipendente membro delle

nazione unite, per tenere sotto controllo Hitler, Mussolini vuole che le nazioni unite

“chiudano un occhio” sulla questione dell’Etiopia, è una scommessa di Mussolini,

scommessa che però fallisce e non si trova un compromesso. Mussolini decide di

andare avanti lo stesso e occupa l’Etiopia, azione che porta a una rottura con

inglesi e francesi. La società delle nazioni vota una mozione che ritiene l’Italia uno

stato aggressivo con sanzioni economiche. Il risultato è un isolamento crescente

dell’Italia. La politica estera italiana guarda verso la Germania, nel ‘36 si inizia a

parlare di asse Roma-Berlino.

Guerra civile spagnola

• Nel 1936 in Spagna viene eletto un governo di sinistra in cui si trovano anche dei

comunisti. Quando Stalin si rende conto che la propria politica di non collaborazione

con nessuno aveva favorito Hitler inizia

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Claire.97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Formigoni Guido.
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