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Appunti esame: Storia contemporanea

Appunti completi delle lezioni di storia contemporanea. Le lezioni hanno approfondito gli avvenimenti più importanti a livello internazionale e a livello nazionale italiano da fine 1800 a inizio anni '90. Università Libera Università di Lingue e Comunicazione - Iulm.

Esame di Storia contemporanea docente Prof. G. Formigoni

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10 ottobre 2017

L’Italia nel mondo: le premesse di lungo periodo

Il lungo ‘800 fino al 1914: cresce dominio europeo sul mondo; relativa stabilità

• europea; progressiva vittoria stati-nazione. Nell’800 si crea la “grande divergenza”,

l’Europa acquista grande dominio nel mondo. Dopo le guerre napoleoniche ci sono

solo guerre circoscritte e limitate, vie era relativa stabilità in Europa. Si può dire che

l’Europa di inizio secolo era un’Europa di grandi imperi, e alla fine gran parte degli

stati sono costituzionali

- Semi egemonia inglese; unificazione economica su spinta della rivoluzione

industriale; “concerto” e nazionalità; poi imperialismi competitivi; e tensioni

bipolari. Il principio che gli inglesi fanno vincere è il libero scambio.

Il “concerto” funziona fino agli ‘80-’90, pian piano anche gli altri stati vogliono

• influenza anche fuori dall’Europa (stagione dell’imperialismo). Verso la fine dell’800

aumenta l’aspetto competitivo tra gli stati, si creano delle alleanze difensive nel

caso di uno scontro, la prima è tra l’impero tedesco e l’impero austro ungarico, in

seguito si unirà l’Italia.

La Gran Bretagna politicamente si avvicina alla Francia e alla Russia. Si pensava

che fosse improbabile una guerra, ma ci si assicura con queste alleanze.

L’Italia si unisce

• - Con velleità di potenza in Europa; in lenta e contraddittoria crescita economica

(prevalenza agricola, formazione “base” industriale, scarsi capitali, emigrazione).

La classe dirigente pensa di essere in un paese con un ruolo significativo, ma

dopo l’unità non può essere tra le potenze a causa di limiti economici-sociali.

L’alleanza con la Germania e l’Austria era stata concepita per non rimanere

ininfluenti. Si forma una base industriale grazie a un intervento pubblico, ma

resta ancora piuttosto modesto. 13 ottobre 2017

- La grande emigrazione italiana: dagli anni ‘80 dell’800 alla prima guerra

mondiale l’emigrazione è il simbolo dell’arretratezza del paese, al contempo il

numero di emigrati significava che i loro soldi guadagnati all’estero e poi inviati

alle loro famiglie in Italia diventano una relativa stabilità del sistema

Un sistema politico liberale europeo

• La rappresentanza del paese è importante, è solo costituita da uomini liberi (le

donne no), votava circa il 2% della popolazione, gli uomini che potevano pagare le

tasse.

- Sviluppi parlamentari, Statuto Albertino (costituzione che Carlo Alberto aveva

concesso, dura fino al dopo guerra), costituzione liberale, divisione dei poteri, a

capo vi era il re. Si sviluppa una pratica di tipo parlamentare, i governi nominati

dal re devono avere la maggioranza in parlamento, crescita della

rappresentanza della comunità che si esprime attraverso le elezioni.

- Gli sviluppi sono democratici, si vuole estendere il voto e coinvolgere tutto il

popolo, in Italia nel 1913 Giolitti approva una legge che prevede il suffragio

universale maschile.

Giovanni Giolitti: impersona sia l’evoluzione che i limiti, il sistema era ancora

molto personalizzato politicamente parlando.

Prima guerra mondiale (1914-1918)

• Nel 1914 l’Italia entra in un baratro da cui fa fatica a venir fuori e scoppia la prima

guerra mondiale, di cui inizia a far parte nel 1915.

La prima guerra mondiale non era stata cercata, ma “è successa”, tutti se

l’aspettavano, le alleanze erano già state create.

- L’assassinio di Francesco Ferdinando erede al trono d’Austria a Sarajevo il 28

giugno 1914 avviene perché l’Austria controllava una serie di popoli pluralistici in

cui era emersa la voglia di indipendenza, i movimenti nazionalisti slavi

minacciano l’impero dell’Austria.

- L’Italia fino al 1914 era alleata della Germania e dell’Austria (triplice alleanza),

ma avrebbe dovuto aiutare solo se i due stati fossero stati aggrediti, quindi

rimase neutrale e si aprì un dibattito tra interventisti e neutralisti. Il dibattito porta

l’Italia a intervenire affianco all’alleanza franco-russa (triplice intesa). Mentre tutti

pensavano potesse essere una guerra lampo, per ragioni legate alle dinamiche

militari, le capacità difensive erano cresciute molto e gli eserciti erano molto lenti

(la grande motorizzazione degli eserciti avverrà durante la guerra), diventa una

drammatica guerra statica.

- Guerra di logoramento: si può sperare di vincere solo esaurendo l’avversario.

Per avere risorse ci vuole una enorme mobilitazione della società, economica:

per produrre l’enorme struttura militare, logistica e alimentare. Bisogna

convincere (obbligare) i cittadini ad aiutare lo stato anche con strumenti di

comunicazione di massa. La grande mobilitazione sociale fa appello al grande

discorso sulla nazione, patria e si radicalizza l’obiettivo della guerra, l’obiettivo

diventa difendere la patria e non c’è più possibilità di compromesso.

- In Italia la decisione di intervenire avviene dopo un forte scontro interno. In parte

si poteva capire come sarebbe stata la guerra, ma si decide comunque di

entrare. L’intervento avviene con un accordo tra l’Italia e i governi di Francia,

Gran Bretagna e Russia, e se si fosse vinta la guerra si sarebbe dato all’Italia

dei territori che desiderava annettere (patto di Londra il 26 aprile 1915). il

governo italiano si illude e si pone l’obiettivo imperialistico.

- Nel 1917 l’Italia rischia di perdere la guerra, rischio di crollo militare del fronte e

crollo del sostegno nazionale alla guerra. l’industria cresce molto forzata dalla

richiesta di beni.

- Nel 1918 crollano l’Austria e la Germania: l’Italia si trova a essere tra i vincitori,

ma non riesce a capitalizzare il risultato, e si comincia a discutere di una vittoria

mutilata, interpretazione estremista degli eventi, l’Italia non riesce a gestire i

rapporti con l’Europa.

Gabriele D’Annunzio: nel 1919 cerca di conquistare Fiume e complica le cose

perché la città non era nel patto di Londra e il paese si divide.

- Nel 1917 scoppia la rivoluzione russa (febbraio e ottobre 2017), che fa si che

l’impero lasci la guerra, e Lenin diviene a capo della fazione estremista del

partito sociale russo che si ispira a Marx. Tedeschi e austriaci pensano di poter

vincere, ma l’Inghilterra e la Francia controllano il mare e i tedeschi mandano i

sottomarini contro le barche americane e nel 1917 entrano gli Stati Uniti e la

guerra diventa mondiale, anche se le truppe americane non sono determinanti.

La grande offensiva tedesca non riesce a sfondare il fronte perché l’esercito non

ha più risorse: in Germania l’imperatore è costretto ad abdicare e in Austria

l’impero comincia a dissolversi.

Il dopoguerra e la nuova crisi globale

Una pace precaria

• - Colui che ha in mano un’idea strutturata del futuro è il presidente americano

Wilson, democratico e fervente cristiano, diceva che l’unico modo per tenere

insieme l’Europa è di creare stati con identità nazionali e per non rischiare

scontri tra gli stati vuole creare una realtà in cui ciascuno stato possa avere una

voce (società delle nazioni).

- Alla Germania vengono tolti dei territori, l’esercito e si lasciano delle truppe

d’occupazione, si innescano le basi di un risentimento.

- La speranza è che l’economia cominci a crescere, e negli anni ‘20 sembra che

la ripresa economica posso riportare gli stati a una situazione pacifica come

quella ottocentesca.

La crisi di democratizzazione e di allargamento dello stato

• - La grande mobilitazione del paese, che era avvenuta in tutta Europa, in Italia si

conclude con l’avvento della dittatura fascista. Nelle elezioni che si tengono nel

il 1919 vince il partito socialista, di cui i membri si ispirano a Lenin, il secondo

partito è il partito popolare italiano che era di ispirazione cattolica. Le elezioni

vengono fatte con un metodo proporzionale, e i partiti più organizzati ne hanno

vantaggio, di fatto il governo rimane in mano ai vecchi liberali che hanno

bisogno dell’appoggio del partito popolare.

- Ci sono grandi agitazioni sociali “biennio rosso” (1919-1920) con scioperi molto

duri e occupazione delle fabbriche, fino a che a un certo punto l’onda rientra e

nel paese la reazione viene guidata da:

Benito Mussolini: prima della guerra era un socialista radicale che voleva

provocare la rivoluzione ed era un interventista, con il passare degli anni del

conflitto il tema rivoluzionario diventa un tema nazionale. Dopo la fine della

guerra fonda i fasci da combattimento, (simbolo che richiama l’antica Roma, che

nel linguaggio dell’epoca voleva dire raggruppamento di persone), e vuole fare

una grande rivoluzione degli onesti contro gli approfittatori. Il fascismo di

Mussolini delle origini è piuttosto vago. Si presenta nel 1919 alle elezioni del ‘19

con uno scarso risultato, sfrutta poi il clima sociale durante il biennio rosso e

cerca qualcuno che faccia da braccio armato di questa reazione quando ormai il

biennio rosso sta finendo e quindi i fascisti cominciano a prendere forza

(controrivoluzione postuma e preventiva).

- Mussolini nelle elezioni del ‘21 fa parte nelle liste governative ed entra in

parlamento con una trentina di deputati. Vuole prendere il potere, quando lancia

la Marcia su Roma Mussolini è a Milano perché così poteva scappare in

Svizzera, per evitare lo scontro i liberali gli concedono la presidenza del

consiglio, sperando di poter costituzionalizzare il fascismo.

- Dal 1922 al 1927 Mussolini riesce a sfruttare la debolezza dei partiti ed a

instaurare la dittatura. Nel 1924 avviene l’uccisione del deputato socialista

Matteotti, e Mussolini scioglie la crisi chiudendo il dibattito.

L’evoluzione della dittatura di Mussolini

• - L’opposizione al fascismo vede una volontà totalitaria e Mussolini conferma e

usa l’espressione. La novità del regime dittatoriale fascista è che tutto il paese

deve essere mobilitato dall’ideologia fascista. Mussolini applica il discorso

imparato in guerra e vuole mobilitare tutta la società. Nel 1924 iniziano le

trasmissioni della radio che diventa un potentissimo mezzo di propaganda del

regime.

- Mussolini deve venire a patti con la chiesa e fa un accordo, i Patti lateranensi

(1929) che concedono molto alla chiesa. In politica estera Mussolini in parte

dice che vuole un’Italia imperiale ma per alcuni anni è molto prudente.

La crisi del 1929 e la grande depressione degli anni ‘30

• Negli Stati Uniti che era l’economia più dinamica del mondo, i governi americani

avevano lasciato libero il mercato. Nel ‘29 l’indice di borsa crolla, scoppio della bolla

speculativa. I repubblicani avevano tolto i limiti alla esposizione debitoria della

banche, e quindi ci sono una catena di fallimenti. Gli anni ‘20 avevano una

limitatissima espansione del mercato con disuguaglianza forte.

- Drammatica crisi di recessione industriale. La società si chiude su se stessa. I

prezzi crollano (deflazione), e la disoccupazione negli Stati Uniti sale al 32% e

scende molto lentamente.

- Lotta tra sistemi economico-politici chiusi e imperiali, le grandi banche

americane investivano soldi all’estero per guadagnarci e investivano soprattutto

in Germania, e quindi con la crisi ritirano i capitali e la crisi americana diventa

crisi generalizzata, non solo in Europa, ma anche in paesi extra-europei.

17 ottobre 2017

- Gli stati più importanti sanno che non possono chiudersi nei propri confini, allora

ciascun grande paese deve costruirsi un’area di influenza esclusiva, di paesi

che dipendano economicamente da lui. Il mondo va verso una sorta di

crescente lotta tra grandi sistemi che sfocerà nella seconda guerra mondiale

(have versus have not).

- Chiusura dell’orizzonte monetario. Le monete diventano interne nei singoli paesi

e quindi si svalutano e diventano blocchi commerciali.

Il Commonwealth negli anni ‘30 più tutto l’impero, che si era allargato nel

▪ dopoguerra, vuole usare un sistema protezionistico.

Il “sistema francese” ha legami con l’Europa dell’est.

▪ Gli Stati Uniti hanno un’area del dollaro in cui continua a circolare (tutta

▪ l’America centrale e meridionale), utilizzano questo sistema per uscire dalla

crisi e anche con dei modelli nuovi, Roosevelt sperimenta il New Deal, per

cui il governo nei momenti di crisi può contrastare la disoccupazione, crea

lavori pubblici, protegge di più i lavoratori e un sistema di regolazione statale

dell’agricoltura.

L’Unione Sovietica non fa parte del sistema capitalistico del mondo. Lenin

▪ aveva guidato il paese per alcuni anni ed era riuscito a riportare nell’impero

una parte dei territori persi durante guerra e nasce così L’Urss. Lenin fa

un’operazione autoritaria e dal punto di vista economico vuole espropriare le

proprietà private, soprattutto le imprese, l’unico modello reale che Lenin ha è

quello che utilizzato dai tedeschi durante la guerra, e inizia ad attuare un

sistema di pianificazione centralizzata. Gli obiettivi di Lenin e del suo

successore Stalin sono di strutturare un modello produttivo moderno. La

trasformazione del paese è un’industrializzazione forzata. Stalin prende il

potere con una lotta durissima interna al partito.

Il Giappone nel’800 si era scontrato con l’imperialismo europeo, Il Giappone

▪ è l’unico stato che risponde all’influenza degli stati europei copiando il

modello occidentale per poter difendere la propria originalità. Diventa una

piccola potenza regionale. Il sistema non è autosufficiente e non ha materie

prime, quando i sistemi mondiali si chiudono deve conquistare militarmente

un’area di influenza, progetto di una “sfera di co-prosperità asiatica”, si

espande nella Cina e vuole continuare ad espandersi commercialmente a

sud. I metodi di espansione sono drastici e razzisti nei confronti degli altri

stati.

In Germania la crisi del ‘29 aveva lasciato il paese sofferente, di

▪ conseguenza avviene un grosso sconvolgimento politico. È un paese che

aveva trovato un equilibrio molto precario nel ‘19. La repubblica di Weimar

non era popolare nel paese ma aveva raggiunto un equilibrio. Hindenburg

viene eletto presidente della repubblica tedesca, anche se era contrario

precedentemente alla repubblica. Nelle elezioni del ‘28 e del ‘30 c’è una

grande crescita del partito comunista e dall’altra parte prende forza il partito

nazional-socialista dei lavoratori, fusione tra nazionalismo e socialismo frutto

della prima guerra mondiale, con a capo Hitler, che fino al ‘28, ‘29 rimane un

partito minore. Hitler comincia a prendere molti voti nel ‘30 dopo la crisi

secondo Hitler la Germania va male perché ci sono i traditori della patria e

perché c’è un complotto internazionale contro i tedeschi, diventa così il primo

partito e nel 1933 Hitler diventa cancelliere; il presidente della repubblica

vuole mettere alla prova il partito nazional-socialista tenendolo sotto controllo

e da il compito a Hitler di formare un governo anche se non ha la

maggioranza. I partiti alleati votano le sue prime misure, compresa una legge

che da pieni poteri al governo, e dalla fine del ‘33 Hitler ha il controllo

esclusivo del paese, anche lui ha il problema del governo giapponese, la

Germania non ha un’area di influenza e vuole costruirsela con la forza. Vuole

fare un progetto in tre tappe:

Uscire dai limiti di Versailles, rimette la leva militare.

1. Uscire dai confini ed espandersi.

2. Idea dell’egemonia tedesca in Europa (idea dello spazio vitale).

3.

In Italia la crisi colpisce meno che in Germania, e Mussolini cerca anche lui

▪ di risolverla e crea L’IRI (istituto di ricostruzione industriale). Mussolini mette

dei soldi pubblici per tappare il buco delle imprese private. Vuole usare il

modello del corporatismo, via intermedia tra il collettivismo marxista e

liberalismo. Mussolini negli anni ‘30 vuole allargare l’influenza imperiale

dell’Italia. 20 ottobre 2017

La nuova guerra “mondiale”

La svolta imperialista italiana

• La guerra inizia con un’aggressività in Europa delle potenze fascista e nazista.

Mussolini è il primo a muoversi per modificare lo status quo che si è trovato (pace di

Parigi), vuole fare un tipo di espansione imperialistica, ha bisogno di dimostrare una

capacità di conquista italiana e quindi si rivolge all’Africa e in particolare all’Etiopia,

che aveva un significato simbolico. Alla fine dell’800 l’Italia aveva tentato di

conquistarla, ma non era riuscita. L’Etiopia è uno stato indipendente membro delle

nazione unite, per tenere sotto controllo Hitler, Mussolini vuole che le nazioni unite

“chiudano un occhio” sulla questione dell’Etiopia, è una scommessa di Mussolini,

scommessa che però fallisce e non si trova un compromesso. Mussolini decide di

andare avanti lo stesso e occupa l’Etiopia, azione che porta a una rottura con

inglesi e francesi. La società delle nazioni vota una mozione che ritiene l’Italia uno

stato aggressivo con sanzioni economiche. Il risultato è un isolamento crescente

dell’Italia. La politica estera italiana guarda verso la Germania, nel ‘36 si inizia a

parlare di asse Roma-Berlino.

Guerra civile spagnola

• Nel 1936 in Spagna viene eletto un governo di sinistra in cui si trovano anche dei

comunisti. Quando Stalin si rende conto che la propria politica di non collaborazione

con nessuno aveva favorito Hitler inizia a collaborare con altri che vogliano fermare

le destre totalitarie e fasciste. La Spagna si divide in due, la guerra civile dura due

anni e la guerra di Spagna comincia a diventare un simbolo della spaccatura del

mondo in due: i nazionalisti appoggiati da Mussolini e Hitler e i repubblicani

appoggiati dalle sinistre europee e dall’Unione Sovietica, Francia e Gran Bretagna

sono incerte.

Iniziative Hitleriane

• Hitler vuole fare l’ultimo passo di superamento dei trattati di Versailles e nel ‘36

porta le truppe nei confini della Renania che dovevano rimanere non militarizzati.

Gli inglesi lasciano agire Hitler. Appena Hitler rompe i vincoli passa al secondo

passaggio, espandere i confini della Germania in zone di lingua tedesca: Austria,

Polonia e Cecoslovacchia. Nel 1938 lo schema è: armare all’interno di questi paesi

un partito nazista che chieda l’annessione alla Germania, che formino dei disordini

e che l’unico modo per fermarli sia l’arrivo di Hitler. Per Hitler le annessioni hanno

anche un aspetto secondario, quello economico, Hitler nel ‘33 doveva usciere dalla

crisi economica e guarda con favore Vienna, dove si trovano banche e risorse

finanziarie. La protesta della Cecoslovacchia fa minacciare francesi e inglesi di una

possibile guerra. Viene fatta una conferenza proposta dall’Italia a cui la Russia e la

Cecoslovacchia non vengono invitate. La conferenza di Monaco è utilizzata per dire

alla Germania che è l’ultima azione che gli lasciano fare, sperando in una pace. La

Polonia da annettere è più complicata perché c’è un patto di stabilità con la Francia

ed è più forte militarmente della Cecoslovacchia. Inglesi e francesi danno una

garanzia al governo di Varsavia, e in caso di aggressione aiuteranno. Hitler non

vuole far diventare la guerra una guerra su due fronti, come lo era stata prima

guerra mondiale. L’occidente chiede a Stalin di intervenire ma rifiuta. Hitler manda a

Mosca un commissario per chiedere di rimanere neutrale in caso di guerra con

l’occidente e trovano un modo per diversi l’Europa occidentale. Formulano un patto

di non aggressione e un patto segreto della spartizione dell’Europa occidentale.

Scoppio della guerra

• - Hitler sicuro che la guerra non sarà su due fronti può iniziare. L’1 settembre

1939 avviene l’invasione tedesca della Polonia, che viene spartita tra sovietici e

tedeschi. Francia e Gran Bretagna dichiarano guerra a Hitler.

- Mesi prima della guerra avevano firmato il Patto d’acciaio, raro patto in cui si

dice che i due stati si aiuteranno militarmente qualsiasi cosa succeda. Mussolini

non vuole intervenire subito ma non rimane neutrale: “non belligeranza”.

- Nella primavera del ‘40 quando la guerra entra nel vivo si verifica un

cambiamento della capacità degli eserciti di muoversi rapidamente

(motorizzazione) con carro armati e aviazione.

- Invece che iniziare una guerra di trincea c’è uno sfondamento del confine da

parte dei tedeschi e il confine francese crolla. Rapida e straordinaria vittoria

tedesca.

- Hitler sfonda il fronte francese, occupa la Norvegia, a est ingloba la Polonia, nel

1941 la Francia è occupata. l’Italia nel 1940 dichiara guerra alla Francia e vuole

partecipare alla vittoria. In Spagna vince Franco con un regime filo fascista. Nei

Balcani nel 1940 l’esercito tedesco sistema la situazione con una serie di

governi amici. Hitler ha in Europa un controllo che non c’era da i tempi di

Napoleone.

- Rimane la gran Bretagna che resiste a un tentativo di invasione che Hitler fa nel

‘40-’41. Churchill vuole difendere l’Impero dall’Europa dominata da Hitler. La

Gran Bretagna resiste grazie all’America, che aveva dichiarato neutralità

assoluta. Nel 1939 Roosevelt non vuole entrare in guerra ma è molto

preoccupato per l’espansione Tedesca e giapponese, e quindi intesse un

dialogo con il Regno Unito. Roosevelt fa approvare una legge che serve per

vendere strumenti bellici alla Gran Bretagna nel 1941 con in cambio di alcune

basi.

Il patto tripartito attacca e provoca un fronte antifascista

• - Nel 1941 avviene una svolta radicale. Germania, Giappone e Italia avevano

firmato il patto tripartito per ridistribuirsi i territori, alleanza che rimane sulla

carta perché Hitler nel giugno del 1941 vuole chiudere i conti con l’Unione

Sovietica, ma essendo la guerra con il Regno Unito ancora in corso voleva dire

iniziare una guerra tra due fronti. La mossa avviene perché teme che Stalin si

stia rafforzando molto, anche se in realtà non è così, Stalin sapeva che Hitler

avrebbe prima o poi colpito, ma pensava non avvenisse subito. Hitler inizia

l’offensiva nel giugno del 1941, le truppe tedesche attaccano a Leningrado,

Mosca e nel Caucaso, grande sfondamento del fronte. L’offensiva dura tutta

l’estate, riprende nel 1942 e va avanti fino ad assediare Leningrado, Mosca e

Stalingrado. Due anni di offensiva che sembravano mettere in gravissima

condizione l’unione sovietica.

- L’alleato giapponese non aiuta la Germania perché Hitler ha preso l’iniziativa da

solo ed ha un altro problema da affrontare: gli Stati Uniti, il loro vero nemico. Il

Giappone vuole annientare la flotta americana. Pearl Harbor viene attaccata il 7

dicembre 1941, e gli Stati Uniti entrano in guerra. Si crea un fronte antifascista

che mette insieme Gran Bretagna, Stati Uniti e Unione Sovietica.

24 ottobre 2017

Fallisce guerra lampo: nuova guerra di logoramento

• L’unico modo di vincere la guerra per la Germania era una guerra lampo, così da

approfittare delle condizioni impreparate dei nemici. Alla fine del 1942 è chiaro che

una guerra lampo non è possibile e torna in gioco la capacità di mobilitare risorse.

- Alla fine del ‘42 i tedeschi arrivano a Stalingrado e vengono fermati, da lì la

guerra cambia. I Giapponesi conquistano una serie di isole. All’inizio del ‘43 si

sapeva come sarebbe andata a finire la guerra. Quelli che pensano d averla

praticamente vinta pianificano il futuro. Non c’è solidarietà ideologica e politica

tra Gran Bretagna, Stati Uniti e Unione Sovietica. Churchill, Roosevelt e Stalin si

ritrovano a Jalta per discutere sul futuro della Germania, vogliono eliminare il

governo tedesco, vogliono occupare militarmente la Germania e prendere il

controllo militarmente del paese. La Polonia può tornare a essere uno stato

indipendente.

- Negli ultimi anni la Germania si radicalizza, le deportazioni aumentano e alla

fine del ‘41 viene pianificata dai nazisti la “soluzione finale”, non si chiudono più

gli ebrei nei ghetti ma si vuole eliminarli. La resistenza italiana spera che l’Italia

perda la guerra così da fare crollare il regime. Mezzi militari sempre più

distruttivi. Bombardamenti delle città, buona parte dei morti totali erano civili.

- Quando ormai Hitler è sconfitto il Giappone vuole ancora resistere. Gli americani

per sconfiggerlo bombardano Hiroshima e Nagasaki, non si era capito però

degli effetti dei bombardamenti a lungo termine.

Crollo del fascismo e divisione del paese

La guerra parallela

• Mussolini non vuole dipendere dalla Germania e vuole una sua sfera di influenze

imperiali. Gli obiettivi sono due: la Gran Bretagna che aveva tre basi aereo-navali

che controllavano il Mediterraneo e i Balcani. Nel 1939 Mussolini aveva occupato

l’Albania (primo assaggio di influenza nei Balcani). I risultati sono deludenti in tutti e

due i fronti. Mussolini decide di lanciare un’offensiva verso la Grecia, grossissimo

fallimento militare. Nella primavera del ‘41 i tedeschi mandano delle truppe per

risistemare la zona balcanica. La digressione balcanica impedisce di cacciare gli

inglesi del mediterraneo.

Il crollo del regime

• Dall’estate del ‘42 l’Italia capisce che la guerra sta per andare in una direzione

fallimentare. Le truppe anglo-americane risalgono il mediterraneo fino ad arrivare

vicini alla possibilità di attaccare l’Italia: a luglio del ‘43 lo sbarco degli anglo-

americani in Sicilia. La sconfitta militare coincide con il crollo del regime fascista.

- Il regime crolla di fatto con una manovra del vertice: Mussolini aveva dominato il

partito sin dall’inizio, ma quando le cose iniziano andare male gli si rivoltano

contro. La parte del partito che critica Mussolini lo induce a convocare una

riunione del gran consiglio del fascismo, nel luglio del ‘43 il gran consiglio

approva una nozione che critica l’andamento della guerra e dice che Mussolini

va controllato.

- Il re ha ancora la sua posizione di capo di stato, vede che il paese sta per

essere sconfitto e vuole sostituire Mussolini e vuole da la carica a Badoglio il 25

luglio 1943. A questa notizia gli italiani pensano che il fascismo e la guerra

siano finiti. Badoglio era sempre stato fedele al regime. L’idea del re è un

governo militare provvisorio.

- Si vuole trovare il modo di uscire dalla guerra che non si ha più possibilità di

vincere. I tedeschi non possono permettere che l’Italia esca dalla guerra e dal

25 luglio Badoglio tenta di trovare dei contatti con gli alleati di nascosto. I

tedeschi comunque sapevano le sue intenzioni e la soluzione è tragica per

l’Italia, un armistizio, una resa senza condizioni. L’armistizio viene annunciato l’8

settembre, le truppe italiane non hanno istruzioni su cosa fare. C’è una sorta di

dissoluzione istantanea dell’esercito e dello stato. Badoglio si rifugia a Brindisi

per essere protetto dagli alleati. I giornali annunciano che la guerra è finita, ma

la realtà è che a nord arrivano i tedeschi, a sud sbarcano gli anglo-americani.

Nell’autunno del ‘43 il fronte si stabilizza sopra Napoli, nel giro di qualche mese

il fronte sale, Roma e Firenze vengono liberate nel ‘44.

Divisione del paese

• - Il paese è diviso sia al sud che al nord. Al nord i tedeschi vogliono riportare al

potere Mussolini e si fonda la repubblica sociale italiana, repubblica di Salò. È

un regime repubblicano come il fascismo delle origini, contro la monarchia

conservatrice. La repubblica di Salò dipende molto dai tedeschi. nell’autunno del

‘43 nasce la resistenza antifascista, formata da antifascisti e ex militari che

erano fedeli al re. Al sud ci sono gli anglo-americani che tutelano lo stato

monarchico. Gli alleati avevano l’idea di liberare l’Italia, ma avevano anche l’idea

di continuare la guerra.

- Crescita progressiva di partiti antifascisti. I sei partiti formano il Comitato di

liberazione nazionale (CNL) che mette le basi di una resistenza politica.

DC - Democrazia cristiana: la chiesa cattolica si rafforza durante gli anni

▪ del fascismo, viene rilanciata da Alcide De Gasperi che fino al 1918 era in

Austria, poi diventa italiano, è esponente del partito popolare, ed è esiliato

durante il fascismo. La chiesa cattolica in Italia non era particolarmente

avanzata. Quando il fascismo cade un’autorità al potere non sarebbe

dispiaciuta. De Gasperi al governo vuole fare un’esperienza di tipo

democratico. I primi programmi del DC sono abbastanza riformatori, con il

tempo cambierà ruolo così che il partito si avvicini a quelli che favorirono il

fascismo.

PCI - Partito Comunista Italiano: con a capo Palmiro Togliatti che torna in

▪ Italia dall’esilio. Unico partito che aveva fatto attività antifascista durante il

ventennio ma con risultati erano scarsi a causa degli arresti. Quando cade il

regime questo elemento viene valorizzato. Altro elemento di forza è il fatto

che l’Unione Sovietica diventa un elemento di forza nel mondo. Stalin

incarica Togliatti, il quale era stato in esilio a Mosca, di riprendere in mano il

partito in Italia con l’obiettivo di consolidare una presenza di un partito

radicato nel paese, Togliatti vuole un “democrazia progressiva”. Al partito

comunista aderiscono anche alto borghesi, come il nipote di Giolitti e Giorgio

Amendola. Partito abile a radicarsi nel paese.

PSIUP: Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria

▪ PLI: Partito Liberale Italiano

▪ Partito d’azione: corrente democratica mazziniana, vicini ai liberali ma più

▪ progressisti

Democrazia del Lavoro (DL)

▪ 27 ottobre 2017

- I partiti erano minacciati e nel ‘43 non sono un grande potere, lentamente

iniziano a radicarsi nel paese, ma il loro problema è la monarchia, responsabile

del fascismo ai loro occhi ma con essa si deve trovare un compromesso, “svolta

di Salerno”, Togliatti tornato dall’esilio e propone che i partiti antifascisti legati al

CLN trovino un compromesso con la monarchia, il compromesso alla fine

consiste che Vittorio Emanuele si faccia da parte e lasci il potere a Umberto II

luogotenente del regno. I partiti vogliono tenere la decisione finale sul destino

della monarchia alla conclusione della guerra e il sovrano deve accettare che ci

sia l’assemblea costituente. Nel 1944 si fa un governo con alla base il CLN, con

a capo Bonomi. Il grande cambiamento dell’Italia post bellica nasce da questo

compromesso decisivo. La democrazia che nasce è frutto di un compromesso in

cui pesano sia gli elementi della modernità sia quelli della tradizione.

Due superpotenze: bipolarismo e crisi europea

I vincitori si mettono d’accordo su un elemento costituente del sistema

• internazionale, non c’è più la società delle nazioni.

- Si fonda L’ONU, deve essere un forum mondiale in cui tutti gli stati partecipino.

C’è un’assemblea in cui tutti gli stati hanno un voto, il consiglio di sicurezza vede

alcuni membri permanenti i quali sono i paesi più importanti, sono cinque: Gran

Bretagna, Stati Uniti, Unione Sovietica, Francia, Cina (punto di riferimento

essenziale una volta che il Giappone fosse sconfitto). Si mettono d’accordo sul

fatto che i cinque stati hanno il diritto di mettere il veto sulla decisione del

consiglio, per far si che si superino gli eventuali rischi di una nuova

contrapposizione politica radicale. Viene approvata la dichiarazione dei diritti

dell’uomo (firmata anche da Stalin).

Due superpotenze

• La guerra ha creato una situazione in cui non ci sono più grandi potenze simile, ma

ci sono due grandi stati incompatibili, Usa e Unione Sovietica, lo scontro matura

lentamente

Stati Uniti

• - Nel ‘45 hanno un’economia che aveva superato la crisi degli anni ‘30, le perdite

umane durante la seconda guerra mondiale erano state limitate, a meta del ‘45

producevano la metà delle merci esportate in tutto il mondo. Nel 1945 hanno un

grande disegno politico “eccezionalismo universalistico” sono convinti che fosse

il modello politico che poteva essere guida del mondo.

- Vogliono lanciare un’economia che si colleghi con il mondo. Bisogna rompere i

sistemi mondiali chiusi e aprire l’economia degli alleati come Gran Bretagna e

Unione Sovietica. Ci vuole un’economia regolata. Nel ‘44 gli americani

convocano una grande conferenza e propongono due istituzioni per regolare

l’economia, come creare un fondo monetario internazionale e una banca

mondiale (conferenza a Bretton Woods).

Unione sovietica

• - Stalin collabora con Stati Uniti e Gran Bretagna, vuole dare dei segnali che

diano l’idea che stia ancora collaborando, ma si prepara a una nuova guerra,

sapeva bene che la sua possibilità militare è molto inferiore a causa

dell’economia fragile e delle immense perdite umane subite durante la guerra. È

consapevole della forza del mito dell’Unione Sovietica, potenza fondamentale

per sconfiggere Hitler.

- Stalin ha come primo obiettivo di creare una sfera di influenze nell’Europa

dell’est e vuole comunistizzarli, resta fuori la Iugoslavia. L’obiettivo sovietico è

circoscritto.

Europa divisa

• - Il simbolo dell’Europa indebolita è la Germania, che viene divisa in quattro:

zona sovietica, zona inglese, zona americane e una piccola zona francese. Dal

1945 si cerca di trovare una soluzione per la Germania, ma non si riuscirà mai a

trovare un accordo e avverrà la divisione tra Ovest e Est.

- Gran Bretagna e Francia anche loro sono in una condizione di forte debolezza a

causa della seconda guerra mondiale. Churchill perde le elezione e vincono i

laburisti che si trovano a gestire un paese in grave crisi e non possono più

governare tutto l’impero britannico,il più importante di tutti era l’India, nel 1947 si

negozia con i suoi movimenti e viene concessa la libertà dello stato.

- La Francia tenta di conservare l’Indocina con dieci anni di guerra, ma non ci

riuscirà. 31 ottobre 2017

Transizione alla democrazia in Italia

La liberazione e i governi del CLN

• - La liberazione avviene il 25 aprile 1945, e a Roma Bonomi viene sostituito. Il

primo governo dopo la liberazione dura sei mesi circa con a capo Ferruccio

Parri, capo partigiano durante la guerra, è un uomo molto fermo nei suoi principi

e non ha capacità di coinvolgimento politico. Alle fine del ‘45 va al governo

Alcide De Gasperi con un accordo tra i partiti del CLN.

- Emergenza ricostruttiva, l’Italia era stata colpita duramente dalla guerra, ma

l’apparato industriale era stato tenuto al riparo. La tipo di ricostruzione andava

verso un orizzonte di tipo occidentale.

- Vi furono violenze soprattutto in Lombardia e in Emilia Romagna dove c’era una

tradizione socialista. Tra Italia e Iugoslavia la situazione è delicatissima,

l’esercito partigiano di Tito occupa delle terre anche abitate da italiani e

avvengono delle violenze (caso delle Foibe), l’idea è di punire i fascisti e fare

una sorta di pulizia etnica degli italiani.

- Il governo non può fare una politica autonoma, l’Italia deve ancora avere un

trattato di pace: l’Italia perde le sue colonie in Libia, Somalia, Eritrea e Etiopia. Il

CLN è d’accordo sul tenere le colonie pre-fasciste, ma non c’è nessun tipo di

mediazione possibile e quindi devono essere lasciate.

- Nel confine orientale l’Italia chiede i territori abitati in maggioranza da italiani. Il

governo Iugoslavo vuole buona parte del territorio e anche Trieste. Nel 1947 si

discute su che fine farà Trieste, che non si vuole dare ne agli italiani ne agli

iugoslavi: “territorio libero di Trieste” e viene sottratta alla sovranità italiana.

- La società italiana non è ancora una società tranquilla, c’è molta tensione e le

condizioni di vita faticano a riprendere. I partiti del CLN devono pian piano

radicarsi nella società per acquistare fiducia. Giannini fonda il giornale “L’uomo

qualunque”, in cui si contesta il governo, cioè l’alleanza antifascista, che viene

considerata uguale al fascismo. Decide di fondare un partito e alle elezioni

riesce a prendere voti.

Continuità dello stato e innovazione politica

• - All’assemblea costituente si deve discutere su come il fascismo sia caduto.

Epurazione dei fascisti dalle istituzioni.

- Le prime elezioni si tengono il 2 giugno del 1946, gli italiani dovrebbero votare

per eleggere l’assemblea costituente, che deciderebbe del destino della

monarchia, ma i monarchici vogliono affidare questa decisione al popolo. Il

referendum viene appoggiato da De Gasperi, mentre le sinistre sono contrarie.

De Gasperi fa due ragionamenti, uno di tipo partitico, la DC partito di cattolici,

con un elettorato in buona parte monarchico (perché la monarchia è un fattore

di ordine) l’altro aspetto è che se l’assemblea costituente avesse imposto la

decisione sarebbe stata una legittimazione debole. Attenzione al fatto di non

imporsi troppo per paura di una reazione. Si va a votare per l’elezione della

costituente e per decidere tra monarchia e repubblica.

Vince la repubblica con una differenza di due milione di voti. Il vero problema

▪ è che l’Italia risulta divisa, la repubblica vince sopratutto al nord.

Nell’assemblea costituente prende più voti la DC con il 35%, assorbe al suo

▪ interno molto elettorato moderato e conservatore. Alle elezioni si presentano

anche i monarchici, i quali prendono meno del 3%.A destra della DC c’è un

partito di destra conservatrice che prende il 6%, a sinistra della DC c’erano il

partito comunista (18%) e il partito socialista (20%). Il partito dei qualunquisti

prende il 5%. I repubblicani, che avevano fatto una battaglia per uno stato

non monarchico, non avevano fatto parte del CLN e prendono il 4%.

Situazione in cui l’antifascismo ha una forza rilevante, ma al cui interno ci

sono grandi forze che hanno maggiore peso tra le altre.

- La costituente lavora per circa un anno e mezzo e viene scritta la costituzione

con un tentativo di trovare un linguaggio comune. La prima parte in cui vengono

scritti i principi non era ovvia, i liberali vogliono una costituzione fatta solo di

regole. Non è uno stato socialista che delinea la costituzione, ma Togliatti prima

o poi ha in mente di fare come in Russia. Nella parte di istituzioni c’è meno

novità, si riprende il classico modello di democrazia parlamentare, si stabilisce

che governa chi ha la maggioranza in parlamento. Il governo è legato a un

equilibrio di poteri, alcuni poteri sono legati al presidente della repubblica, come

il potere di sciogliere le camere. Viene creata la corte costituzionale, che

giudicherà le leggi a garanzia della costituzione. Il parlamento non è assoluto

nei suoi poteri. La magistratura ha una sua indipendenza. Discorso garantista,

poteri diffusi.

- La costituente durerà fino alla fine del ‘47. L’alleanza antifascista entra in crisi a

causa della guerra fredda. 3 novembre 2017

Guerra fredda e nuovi equilibri

Decisione americana “contenimento” dell’Urss: 1947

• - Non si trovano compromessi con la Germania. Nella primavera nel ‘47 il dialogo

tra i ministri degli stati vincitori si interrompe sulla questione tedesca e in

Germania si va di fatto verso una divisione. Gli occidentali unificano le loro zone,

e i sovietici iniziano a comportarsi nelle loro come se fossero gli unici controllori.

Preoccupazione continua su come finirà la separazione. Gli Stati Uniti vogliono

elaborare una politica nuova per fare i conti con il fatto che i sovietici vogliono

difendere la loro area chiusa, adottano una politica di contenimento, per

contenere il sistema sovietico e per evitare che si diffonda.

- Harry S. Truman segue l’eredità di Roosevelt, ma è meno disposto a trattare con

i sovietici. In Grecia c’è una dura guerra civile tra partigiani monarchici e

comunisti, i monarchici decidono di allearsi con la Gran Bretagna, che però

chiede all’alleato americano di aiutarli, il confine con l’Unione Sovietica nel

Caucaso era a rischio e Grecia e Turchia devono essere sostenute: Truman li

vuole sostenere ma deve convincere il congresso, tiene un duro discorso di

segno anticomunista: gli americani aiuteranno i governi liberi nel mondo che

devono difendersi dalla minaccia comunista (dottrina Truman). Tre mesi dopo

Truman e suoi collaboratori dicono che la ripresa economica in Europa

occidentale è lenta e la crisi sarebbe stata l’ideale per la diffusione di movimenti

di protesta comunisti, gli americani devono fare un passo in più, devono aiutare

economicamente l’Europa. La risposta dei governi europei è positiva e lo è

anche quella dei sovietici. Per avere gli aiuti i governi europei devono rompere

le barriere economiche a aiutarsi tra di loro. Il piano Marshall è uno strumento

per da una parte favorire il grande disegno americano sul mondo, dall’altra

aprire le proprie barriere vuol dire superare le misure del socialismo. I governi

guidati da partiti comunisti non aderiscono. Con il piano Marshall l’Europa si

divide in due. Gli aiuti Marshall cominciano nel 1948 e durano fino al 1952 e in

totale vengono spesi 13 miliardi di dollari per aiutare Gran Bretagna, Francia,

Germania, Italia.

- La risposta sovietica non può che essere rigida. Dalla primavere del ‘47 tutte le

conferenze diplomatiche vengono sospese e i sovietici un’organizzazione di

partiti comunisti nel mondo “Cominform”.

Guerra fredda

• - Un giornalista inizia ad usare il termine Guerra fredda, gli Stati Uniti e Unione

Sovietica sono due sistemi incompatibili. È una guerra ripresa dal clima delle

due guerre mondiali, però è una guerra non combattuta direttamente, rimane su

un terreno di competizione totale. La minaccia di una vera e propria guerra

rimane fino agli anni ‘50

- Quando nel’47 finisce il dialogo tra le due potenze la Germania è divisa e a

Berlino, che era divisa tra parte sovietica, inglese, francese e americana, Stalin

decidere di chiudere le strade “blocco di Berlino” per allontanare gli

occidentali, gli americani non vogliono una guerra e portano via aerea ciò che

non potevano portare a causa del blocco. Dopo un anno Stalin decidere di finire

il blocco sovietico.

- Nel 1961, dopo una durissima crisi, si decide di costruire il muro di Berlino.

Definizione dei fronti

• - Per resistere ad un eventuale invasione sovietica l’America ha bisogno di soldati

americani presenti in Europa, gli americani non sono entusiasti anche se

l’economia americana ha le possibilità economiche. Nell’aprile del 1949 viene

firmata “L’alleanza atlantica” (patto atlantico), alleanza tra Stati Uniti, Canada e

altri dodici stati europei, gli stati si impegnavano ad aiutarsi militarmente se uno

di loro venisse attaccati. Nasce la NATO, organizzazione del trattato del nord

atlantico, braccio militare di questa alleanza. L’Italia entra in questa alleanza che

fino al ‘47 era uno stato nemico, sorta di reinserimento rapido nella comunità

internazionale.

- La guerra fredda si allarga anche al di fuori dell’Europa: in Asia. La Cina era in

una fase di grande travaglio interno, il potere centrale si era indebolito, negli

anni ‘30 alcune regioni erano state occupate dal Giappone. Il partito nazionalista

e il partito comunista appena i giapponesi lasciano la Cina iniziano a scontrarsi

e scoppia una guerra civile che viene vinta dai comunisti, aiutati in piccola parte

anche dai sovietici. Mao vince e ripristina l’esistenza di uno stato cinese che non

esisteva da quasi trent’anni. Allargamento dell’area comunista che crea

un’alleanza che per i primi dieci anni è stabile. Dopo la seconda guerra

mondiale in Corea a nord arrivano i sovietici e al sud gli americani con l’idea di

unificarla. Il dittatore comunista della Corea del nord chiede a Stalin di

conquistare il sud. Nel 1950 lo lascia provare e se non fosse riuscito avrebbe

potuto chiedere aiuto a Mao. Nel giugno del ‘50 la Corea del nord invade la

Corea del Sud, gli americani reagiscono e approfittano del fatto che al consiglio

di sicurezza dell’ONU sovietici e cinesi non partecipavano. Gli americani

cacciano l’esercito nord coreano e arrivano fino al confine con la Cina che

caccia a sua volta gli americani. Nel 1953 c’è un armistizio e si ritorna alla

divisione del 1950.

- Nessuno voleva una terza guerra mondiale perché si sapeva che con la nuova

arma atomica ci sarebbe stata una distruzione e autodistruzione radicale. In

realtà in termini distruttivi nei due casi in cui era stata usata la bomba atomica

aveva si distrutto le due città, ma non si sapevano i suoi effetti a lungo termine,

prima degli anni ‘50 contava il fatto che la seconda guerra mondiale era così

recente che nessuno voleva ripeterla. Alla fine degli anni ‘50 vengono creati dei

missili, lo Sputnik sovietico e il Minuteman americano, la bomba diventa

praticamente invulnerabile e la fusione dell’idrogeno diventa in grado di

scatenare una potenza distruttiva decisamente più forte della bomba atomica.

La bomba atomica continua a essere costruita ma per impedire che altri la

usino, diventa imperativo fermare la crisi. La guerra fredde tende a stabilizzarsi

e iniziano livelli più sottili di competizione, spazio, economia, sport.

- Nel 1956 c’è una grave crisi del sistema sovietico in Europa collegata a una

vicenda interna al sistema sovietico, nel ‘53 muore Stalin ed emerge Chruscev, il

quale sostiene che Stalin fosse andato contro la legalità socialista. C’è un

grosso dibattito che sfocia in una crisi interna soprattutto in Polonia e in

Ungheria. Si rischiava che l’Ungheria lasciasse il blocco sovietico e nel

novembre del ‘56 vengono mandati carro armati in Ungheria, e si stabiliscono

definitivamente i confini.

Allargamento del mondo

Decolonizzazione e il progetto emancipazionista del “Terzo mondo”

• - La decolonizzazione inizia nel ‘47 e il mondo si allarga notevolmente. Tra questi

nuovi stati c’è qualcosa di comune: l’esperienza della colonizzazione, questi

stati sono parte di un percorso comune e negli anni ‘50 nasce in Francia il

termine terzo mondo (coniato dall’economista francese Alfred Sauvy), il primo e

il secondo stato sarebbero il mondo capitalista e il mondo comunista. L’idea che

questi stati del terzo mondo si potessero emancipare richiamava il terzo stato

della rivoluzione francese, un insieme di paesi che sembrava volessero agire

insieme come un mondo che tenta di cooperare per emanciparsi e diventare

una parte riconosciuta del sistema internazionale.

- Nel 1961 nasce il movimento dei paesi non allineati, i paesi che partecipano

sono: India, Egitto, Indonesia e in seguito anche la Iugoslavia comunista di Tito.

Questo movimento è l’incarnazione precisa dell’idea di terzo mondo che sta al di

fuori dallo scontro della guerra fredda. Molti di questi stati diventano indipendenti

grazie a delle persone che avevano studiato in Europa, i quali instaurano delle

democrazie, i popoli però non sono abituati a questa modernizzazione.

- Prima dell’epoca industriale la storia dell’umanità aveva visto una crescita

demografica lenta, con un lieve aumento. Con il miglioramento delle condizioni

economiche la mortalità tende a ridursi, la popolazione cresce e si stabilizza.

Dagli anni ‘50 si diffondono conoscenze mediche che permettono ancora di

diminuire la mortalità e in Asia si concentra l’aumento demografico più grande.

Enorme crescita demografica che arriva prima dello sviluppo economico.

Peso pervasivo della guerra fredda

• - Ci sono degli scontri per ragioni locali in alcuni paesi, i quali chiedono aiuti

esterni alle superpotenze, ciascuna tenta così di non far perdere il proprio

alleato senza però annientare del tutto il nemico per paura di una terza guerra

mondiale. Il Pakistan negli anni ‘50 si allea con gli Stati Uniti e il governo indiano

chiede aiuto militare all’Unione Sovietica. Gli inglesi non riescono più a

occuparsi della Palestina, l’ONU cerca di proporre una divisione e nel ‘48

scoppia la prima guerra. 14 novembre 2017

L’evoluzione dei due sotto-sistemi

I nazionalcomunismi all’Est europeo e il dissidio cino-sovietico

• - La dinamica del sistema comunista dopo il ‘56 si afferma nell’Europa orientale, è

un irrigidimento in cui trovano spazio anche forme originali segnate da

caratteristiche nazionali abbastanza marcate. La religione più diffusa in Polonia

è il cattolicesimo, quando arriva il comunismo dopo il ‘56 i comunismi polacchi

devono accordarsi con la chiesa se vogliono sopravvivere e si trova un

compromesso tra chiesa e regime.

- La vittoria di Mao era stato un gran successo per il comunismo, ma quando

consolida il potere pian piano la sottomissione a Mosca dagli anni ‘50 diventa


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