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SOCIOLOGIA DELL’ORGANIZZAZIONE 1 MARZANO

SOCIOLOGIA DELL’ORGANIZZAZIONE 1

SOCIOLOGIA DELL’ORGANIZZAZIONE 1 MARZANO

SOCIOLOGIA DELL’ORGANIZZAZIONE 1 16/02/’10

L’interazionismo simbolico è una prospettiva di ricerca teorica americana. La sociologia nasce in

Europa con l’idea di spiegare la questione della modernità, per spiegare cosa significa essere

moderni e la transizione che ha portato alla società moderna. La sociologia europea si è

contraddistinta per aver puntato a grandi obiettivi e questioni, questioni macrosociali.

La società americana e la sua sociologia sono diverse dal momento che alla base della società

americana c’è l’individuo, il piccolo; per questo la sociologia si concentra sul micro, sulle pratiche

micro-sociali, su quello che avviene a livello di interazione tra le persone (Goffman). Le persone

contano; la società non è costituita da grandi aggregati, ma da singoli individui che valgono nella

loro unità, che possono determinare il successo o il fallimento della società stessa. Ci sono degli

elementi strutturali fissi che condizionano una determinata situazione, ma non la determinano. La

società è un evento imprevedibile, perché gli uomini sono liberi.

“L’interazionismo simbolico poggia su tre semplici premesse :

1) … gli individui agiscono verso le cose per il significato che queste hanno per loro”

 il mondo fuori da noi dipende indipendentemente dalla nostra esistenza, ma il modo in cui

agiamo in esso dipende dal significato che diamo alle cose che popolano il mondo.

Es 1 = ALBERO =

Per alcune culture è un oggetto per fare libri, da cui ricavare carta;

Per altre culture può avere un significato sacro.

Es 2 = CANE =

Come entità esiste indipendentemente da me; animale domestico vs cibo.

2) “ … il significato sorge dall’iterazione sociale di ciascuno con i suoi simili …”

 il significato che diamo a cose/persone è influenzato dalla società. La costruzione di quel

significato non avviene in solitudine, ma insieme agli altri.

3) “… questi significati sono trattati e modificati lungo un processo interpretativo utilizzato dalla

persona nei confronti di cose che incontra …”

 la nostra vita consiste nell’interpretazione/modifica di questi significati.

Es = NEONATO =

Tabula rasa; come primo gesto istintivo piange; analizza la situazione dovuta alle azioni successive

 

al suo pianto : pianto mamma cibo.

Non esiste nessun significato oggettivo nel mondo. Tutto al di fuori di noi entra a far parte di una

processo interpretativo. 17/02/’10

La nostra biografia è fatta di significati, tutta la nostra esistenza è un ininterrotto processo di

significazione che esclude quindi ogni possibilità di significato oggettivo. Il comportamento sociale

si spiega sulla base/configurazione di certi valori; l’esistenza di valori e norme però deve passare

attraverso la coscienza delle persone perché altrimenti non possono spiegare i comportamenti

degli individui.

In una prospettiva simbolico – interazionista non esistono fattori che determinano il

comportamento umano in maniera definitiva. Secondo Marx invece la società si crea nel momento

in cui si vive / nel momento attuale non esistono meccanismi che definiscono l’agire umano che

mantiene una certa imprevedibilità.

Es = “LA VITA E’ BELLA” = 2

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Il più grande tentativo storico di annullare l’umanità oggettivandola e annientandola. Numero

(umanità) sottoposto ad un potere immenso, senza confini. Il film mostra la capacità di una padre

di costruire un mondo alternativo per il figlio; una persona semplice riesce a costruire un

significato diverso da quello che gli altri volevano imporre esempio di come i significati non

sono predeterminati.

Interagendo ci si aiuta a definire un significato pubblico, il nostro comportamento non è nemmeno

dettato da variabili psicologiche.

Questo significato che noi diamo al mondo nasce dall’interazione con gli altri; cerchiamo

continuamente di capire che significato gli altri attribuiscono alle nostre azioni.

“… la società consiste in individui che interagiscono … le nostre interpretazioni non sono mai nel vuoto …”

Ma quest’interazione non avviene tra fattori astratti e queste decisioni che noi prendiamo vengono

prese tenendo conto delle possibili reazioni degli altri alle nostre azioni. Ciò è possibile mettendosi

nei panni degli altri, il che non vuol dire diventare l’altro.

Il mettersi nei panni dell’altro non determina il suo comportamento che rimane comunque

imprevedibile; la scelta di quale altro prendere le parti è una scelta che determina l’esito

dell’interazione. Siamo influenzati dal prossimo per come ce lo immaginiamo, per come lo

pensiamo e non per come è realmente.

Blumer, citando Mead, parla di interazione simbolica, quando è legata ad un significato, un

processo interpretativo, e non simbolica (41 Blumer).

Mead vede l’interazione simbolica come una serie di gesti = aspetto di un’azione in corso che rivela

ciò di cui è parte. E la persona che risponde, agisce a quel gesto in base al significato che

attribuisce ad esso.

Se c’è confusione l’interazione, la comunicazione e l’interpretazione del gesto sono compromesse.

Una società umana è fatta di un gruppo, di persone in rapporto tra loro, che determinano

un’interazione sociale. In ogni interazione sociale la società rinasce, è irripetibile e non è il seguito

della precedente. L’uomo è il risultato della creazione alla quale lui stesso partecipa. 18/02/’10

Che posto ha l’interazionismo simbolico nel pensiero sociologico?

Ad un certo punto della storia della sociologia erano dominanti approcci, come lo strutturalismo, il

funzionalismo e il marxismo, che non prendevano in considerazione in singolo.

= alla base della vita umana ci sono strutture invariabili;

STRUTTURALISMO

= 4 funzioni principali e tutto quello che succede deve mantenere l’ordine

FUNZIONALISMO

sociale; = nella storia c’è un processo che va in una determinata direzione e dallo scontro

MARXISMO

delle due grandi classi nasce il processo storico.

Ad un certo punto emergono correnti micro-sociologiche che fanno attenzione al singolo.

L’interazionismo simbolico è una di queste, insieme alla fenomenologia ( analisi singola di

fenomeni).

L’interazionismo era nato, in parte, prima della seconda guerra mondiale a Chicago (città

multietnica in pochi decenni), grazie a studiosi che analizzavano le varie ondate migratorie nella

città. Il dipartimento di sociologia di Chicago perse la sua centralità a causa di altri centri, come

Harvard, che affettuarono ricerche di approccio quantitativo. Negli anni ’60 grazie a Blumer, si

riaffermano correnti micro-sociologiche.

IDEE CHIAVE :

L’INDIVIDUO

Mead considera che l’individuo possa oggettivarsi e diventa oggetto per sé, può attuare strategie

che lo riguardano.

Cooley aveva individuato tre componenti : 3

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- io : persona che parla;

- me : possibilità di guardarsi dal fuori;

altro generalizzato : immagine che crediamo gli altri abbiano di noi.

-

Per Mead l’individuo interagisce con se stesso, in pratica agisce; inoltre considera il sé un

processo, un continuo agire/fare/definirsi. L’oggettivazione dell’individuo è la base per la libertà.

L’AZIONE

L’individuo deve rapportarsi alle azioni, progettando le proprie linee di azione. L’individuo

interpreta e progetta la propria azione (libertà), però agisce in una situazione ( qualsiasi

interazione strutturata in cui ci troviamo ad agire) che limita la sua libertà.

“… l’individuo è un organismo attivo, l’azione è una condotta decisa dall’attore …” Mead

INTERAZIONE

Centrale nella teoria di Blumer. Quella simbolica presuppone un’interpretazione e quindi

un’intenzione dell’emittente. L’interazione sociale implica due processi :

- INTERPRETAZIONE = cercare di capire il significato dei gesti dell’altro;

DEFINIZIONE = riguarda la situazione.

-

Definendo una situazione puoi capirla e agire di conseguenza; se non si conosce la situazione si

agisce in base alle proprie conoscenze precedenti. Anche nella situazione più prestabilita

l’interazione è fondamentale perché :

- non tutto è prestabilito;

- perché la situazione accada, anche se sappiamo già come andrà, è necessario che gli attori

partecipino e interagiscano.

Infatti una norma o un ruolo sociale esistono solo perché le persone le mettono in pratica, da sole,

astrattamente, non esisterebbero. L’interazione non deve per forza essere positiva (collaborazione),

ma può essere anche negativa (conflitto).

OGGETTO

L’oggetto è una costruzione umana e non un’entità preesistente.

Qualsiasi cosa a cui l’individuo dia un significato.

Es = oggetti, persone, categorie di persone, idee.

A seconda dell’interpretazione quell’oggetto può avere significati diversi.

Es = STELLA =

Per un astronomo, un poeta, un pastore ecc ha significati diversi.

Inoltre un oggetto ha senso all’interno di un’interazione (intersoggettività). Le nostre

interpretazioni non sono fatte solo di individui, ma anche di oggetti, quindi per comunicare devo

capire che significato danno gli altri a quell’oggetto.

Molto spesso le situazioni sono definite dagli oggetti.

Es LEZIONE UNIVERSITARIA =

è così perché ci sono sedie, cattedra ecc.

AZIONE COMUNE = ORGANIZZAZIONE (rete complessa dell’azione)

È un passo avanti rispetto all’interazione. Aggregazione delle azioni singole degli attori, che si

sommano le une alle altre.

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Perché utilizzare l’INTERAZIONISMO SIMBOLICO in sociologia dell’organizzazione ( ente che

determina le vite degli individui : ospedali, carceri, università … ) ?

Per vedere il contrasto tra le organizzazioni (strutture) e la libertà dell’individuo. Ricerche

interazioniste osservazione partecipata. 4

SOCIOLOGIA DELL’ORGANIZZAZIONE 1 MARZANO

Es ricerca di Roy in una fabbrica in cui lavorò in incognito per un anno per analizzare e poter

=

descrivere la vita in quella fabbrica.

L’organizzazione è vista come qualcosa che condiziona l’essere umano, oppure (dal punto di vista

interazionista) come le azioni del singolo influiscono sull’organizzazione che comunque non riesce

a incasellare totalmente l’individuo. Questo approccio ha dei limiti : ad esempio non contempla la

sfera dei rapporti di potenza. 23/02/’10

PROBLEMA DEL SE’ o SELF

L’azione sociale come suo momento elementare ha il momento dell’auto-interazione = ognuno d

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Scienze politiche e sociali SPS/09 Sociologia dei processi economici e del lavoro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Denise589 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dell'organizzazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Marzano Marco.
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