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COME STUDIARE LE ORGANIZZAZIONI - DI GIUSEPPE BONAZZI IL MULINO

CAPITOLO 1

LA BUROCRAZIA COME ORGANIZZAZIONE RAZIONALE E LE SUE VARIANTI STORICHE

1.1 COMPRENDERE LE ISTITUZIONI. IL CONCETTO DI MODELLO IDEALE

1.2 Il primo grande nome che incontriamo è Max Weber (1864 - 1920), il suo metodo di analisi può essere

definito "comprendente e istituzionale".

 Comprendente perché l'oggetto di studio della sociologia è l'agire dotato di senso, che Weber definisce

come "l'atteggiamento umano a cui l'individuo che agisce attribuisce un suo senso soggettivo in

riferimento all'atteggiamento di altri individui". Scopo della ricerca sociologica è fornire una "spiegazione

comprendente" dell'agire sociale di una o più persone, spiegare vuol dire trovare le cause che si suppone

abbiano provocato un dato agire, comprendere vuol dire rendere evidente il senso che il soggetto ha

dato al suo agire in rapporto a quelle cause.

 Istituzionale perché studia le condizioni e i vincoli che determinate istituzioni sociali pongono sia

all'agire umano che al senso che i soggetti danno del loro agire. Gli uomini hanno creato istituzioni

statali (monarchia, repubblica), politiche (democrazia, dittatura etc), giudiziarie (magistratura) economiche

(latifondo agrario, capitalismo etc) religiose (chiese sette monasteri etc) etc.

A differenza di Marx che privilegia i rapporti economici, di Freud che privilegia gli impulsi libidici

dell'individuo, Max Weber non privilegia nessun fattore, non mira a dare spiegazioni generali della storia, la

sua attenzione è rivolta a studiare le infinite forme istituzionali apparse nel corso della storia umana, i presupposti

materiali, sociali, culturali, religiosi, economici che le hanno fatte nascere, le affinità tra varie istituzioni in

apparenza lontane tra loro. Un esempio che fa comprendere meglio il pensiero di Weber è la sua ricerca sui

rapporti tra spirito del capitalismo ed etica protestante, indicò nell'insieme delle convinzioni etiche e religiose

di ispirazione calvinista (rigore di costumi, vita attiva ed ordinata, propensione al risparmio) un importante

elemento di legittimazione dell'agire capitalistico ai suoi primordi.

Weber e i tipi ideali: suo fondamentale strumento di ricerca, sono modelli che esistono solo nella mente del

ricercatore, per costruire il tipo ideale il ricercatore osserva e seleziona fra tutti gli aspetti di una data realtà gli

elementi che sembrano più significativi, li collega tra loro, li accentua e coordina in un quadro che deve essere

coerente; è sempre un concetto limite, una forma che non si trova in realtà; il ricercatore osserva una realtà e valuta

in che misura essa si avvicina o discosta da un certo tipo ideale.

Il tipo ideale

 è un concetto qualitativo costruito selezionando e accentuando aspetti della realtà osservata, la sua

capacità euristica dipende dalla bravura del ricercatore;

 non indica qualcosa che si possa desiderare, per Weber un tipo ideale non h nulla a che fare con una

perfezione che non sia puramente logica;

1.2 FORME PURE DI POTERE, LEGITTIMAZIONE E BUROCRAZIA.

Weber costruisce tipi ideali per lo studio del potere. Definisce il potere come "la possibilità per specifici comandi

di trovare obbedienza da parte di un determinato gruppo di uomini".Il potere ha una natura relazionale e specifica.

 E' relazionale perché nasce dal rapporto tra chi comanda e chi accetta di obbedire.

 E' specifica perché bisogna sempre stabilire le circostanze, condizioni e limiti in cui un rapporto di potere

si instaura.

Il potere ha due proprietà:

1. se esercitato in modo continuativo richiede di essere legittimato.

2. per essere esercitato ogni potere legittimo ha bisogno di un apparato amministrativo, diverso a seconda

del tipo di legittimazione di cui gode il potere, dove la forma di legittimazione del potere è il vero oggetto

di studio sociologico. 2

Weber distingue tre forme di potere legittimato:

1. Potere carismatico: da carisma (dono della grazia) si basa su qualità eccezionali e a volte sovraumane che

i seguaci attribuiscono a un capo. Non è detto che tale potere duri, nella sua forma pura secondo Weber

questo potere è irrazionale, manca di regole, è rivoluzionario perché rovescia il passato. Secondo Weber

tale potere nasce da una rottura radicale con le Istituzioni. L'apparato amministrativo del potere carismatico

è rudimentale, formato da discepoli a diretto contatto con il capo, persone che hanno dato prova di fedeltà.

Tale potere trova la sua forma più pura nella sfera religiosa ma anche nella sfera politica dei grandi

rivoluzionari e nella sfera economica dei grandi imprenditori. Tale movimento si affievolisce con la

scomparsa del capo o se si ritira e i suoi seguaci trasformano il carisma in pratica quotidiana, Weber la

definisce routinizzazione del carisma, diventando alla fine un potere burocratico o tradizionale.

2. Potere Tradizionale o burocratico: fonda la sua legittimità su ordinamenti antichi ed esistenti da sempre,

chi ha il potere è rispettato in virtù della tradizione, può non avere personali doti di comando, un esempio è

il sovrano che regna in base a un diritto di sangue. In tale potere si assegnano cariche in base

all'appartenenza ad un gruppo privilegiato e in questo si trova il punto debole di tale potere, sempre

minacciato dall'insorgere di un capo carismatico, oppure alla messa in discussione dell'assenza di capacità

del detentore del potere.

3. Potere legale o razionale: chi comanda lo fa in virtù di una nomina legale, l'ordinamento in tal caso è

ispirato a criteri astratti ed universali, applicabilki in modo equo a tutti i casi simili, anche il detentore di

potere è tenuto a rispettare l'ordinamento stesso, il carattere universalistico del potere legale è prerogativa

degli stati di diritto dove i soggetti sono dei cittadini con diritti riconosciuti.

1.3 SUPERIORITA' TECNICA ED AMBIVALENZE DELLA BUROCRAZIA

L'apparato amministrativo tipico è la burocrazia che assume la sua forma più completa nella società moderna.

Weber distingue razionalità rispetto al valore e razionalità rispetto allo scopo. Il valore è buono, lo scopo è

qualcosa che si prefiggono vari soggetti indipendentemente dal suo valore etico. Weber non sostiene che la

burocrazia sia orientata verso dei valori, con scopi sempre benefici ma pensa che la burocrazia può anche essere

usata per scopi di sfruttamento oppressione e morte. Weber pensa che la burocrazia in quanto strumento tecnico è

superiore a qualsiasi altra amministrazione, il suo studio è rivolto è rivolto ad esaminare le ragioni per cui un

modello puro di burocrazia è superiore ad altri modelli puri di amministrazione. Weber vede la burocratizzazione

come una tendenza generale della società moderna, la sua originalità sta nel fatto che in un'epoca segnata

dall'avvento di grandi progetti politici come il socialismo, il liberalitarismo o il comunitarismo cristiano, capisce

che non sono queste le novità destinate ad affermarsi nel mondo bensì è la burocratizzazione, un processo

universale che accompagna la realizzazione di qualsiasi processo politico-sociale nel mondo contemporaneo. Il

potere burocratico ha una particolarità, è acefalo, non ha cioè dentro di sé le direttive supreme di natura politica che

guidano le scelte di un paese o di un’organizzazione. La burocrazia è sempre un apparato al servizio di un potere

politico che si può basare su forme di legittimazione carismatica, tradizionale o razionale ossia è conforme ai

principi di uno Stato di diritto. Responsabile di un apparato burocratico è il funzionario che segue le direttive di un

capo politico, mentre il capo politico cambia a seconda delle vicende politiche il funzionario resta. tra capo politico

e funzionario si instaura un rapporto complesso, uno ha bisogno dell'altro, i funzionarti attuano i programmi dei

politici interpretandoli e adattandoli, grande il loro potere perché li possono attenuare, ritardare sabotare di

nascosto. La burocrazia può anche essere avversa a un parlamento democraticamente eletto, se quest'ultimo è male

informato diventa impotente, il problema è quello di evitare degenerazioni burocratiche nel funzionamento dello

Stato, impostando un rapporto corretto tra potere politico e potere burocratico. Weber crede che si controlla bene

il potere burocratico in paesi dove esiste libertà di stampa e di denuncia, e dove c'è una classe politica non

dilettante, professionalizzata e capace di controllare la macchina burocratica.

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1.4 LA BUROCRAZIA TRA TIPO IDEALE E VARIANTI STORICHE

Weber delinea un modello ideale di burocrazia espresso in dieci punti:

1. Fedeltà di ufficio: dovere di obbedienza ai superiori anche se questi cambiano, cosa che non accade con il

potere carismatico e tradizionale.

2. Competenza disciplinata: i dipendenti svolgono compiti precisi secondo norme prestabilite, capaci di

svolgere e tenuti a svolgere.

3. Gerarchia degli Uffici: rigido sistema di subordinazione dell'autorità con poteri di controllo e direzione

dei superiori sugli inferiori.

4. Preparazione specializzata: corso di studi predeterminato per acquisire conoscenze per svolgere i compiti

preposti.

5. Concorsi pubblici: così si entra in burocrazia, per merito con un concorso.

6. Sviluppo di una carriera: possibilità di ricoprire funzioni sempre più alte.

7. Attività a tempo pieno: professione continuativa che diventa l'attività primaria da svolgere.

8. Segreto di ufficio: non divulgazione delle pratiche di ufficio.

9. Stipendio monetario fisso: si è pagati per l'amministrazione per cui si lavora.

10. Non possesso degli strumenti del proprio lavoro: gli strumenti sono in dotazione dell'amministrazione

per cui si lavora.

Anche se l'ideal-tipo della burocrazia si presenti in modo astratto ed universale si rispecchia nell'epoca in cui

Weber si trova, tra il XIX e XX secolo, e cioè l'immaginario che egli aveva in mente era quello di un mondo

maschile fatto di funzionari servitori dello Stato prussiano, un ordinamento statale simile a una sorta di assolutismo

burocratico come dice Bendix (1966). Inoltre quel modello, proprio perché puro ed estremo, consente di assumere

tutti i suoi tratti ideali come aspetti che nella realtà possono variare: possono essere considerati come variabili con

valori anche lontani da quelli indicati da Weber. I mutamenti consentono di costruire tipi puri delle varianti e delle

deviazioni da quelle istituzioni.

1.5 LA LEADERSHIP NELLA BUROCRAZIA: RAZIONALE, CARISMATICA O TRADIZIONALE ?

Il Burocrate puro non chiede né di essere amato né di essere temuto per i suoi tratti caratteriali, trae la sua

autorevolezza dalla legge, non sono previsti né tradizione, né carisma nella burocrazia pura vige solo la fedeltà di

ufficio. Weber sa di definire un tipo ideale puro e privo di spessore umano, non esiste un uomo così perfetto ma lui

vuole vedere in termini di analisi sociologica le conseguenze che derivano dal riconoscere che in un’organizzazione

burocratica si può obbedire e per quali ragioni. Uno spunto su ciò arriva da un sociologo israeliano, Etzioni (1961)

che osserva che il carisma non nasce solo dal rifiuto di un ordine preesistente ossia fuori e contro le istituzioni, ma

può nascere dentro le istituzioni sull'onda del successo che il capo ottiene nell'opera di rafforzarle e rinnovarle. Il

carisma può anche essere esercitato su persone esterne all'organizzazione. Biggart (1989) parla di capitalismo

carismatico a proposito dei venditori che riescono a fare un grande fatturato imbambolando i clienti con la loro

capacità di persuasione. Fin qui gli effetti benefici del carisma, ma non è sempre così. Osserva Etzioni che

personaggi come un medico un professore etc porta prestigio all'organizzazione senza che questa lo possieda

direttamente e in tal caso l'obbedienza al professionista carismatico si avvicina all'obbedienza razionale della

burocrazia pura, elemento di differenza tra le due è l'attaccamento emotivo al professionista che non c'è nella

burocrazia pura. altro problema si pone nelle carceri, l'apparato di custodia ha criteri burocratici ma tra i detenuti vi

sono spesso leader con carisma che conservano un attivo appoggio negli ambienti malavitosi esterni. Infine in una

burocrazia ci possono essere aspetti tradizionali, un agire tradizionale si presenta quando dirigenti funzionari o

impiegati fanno carriera non per merito ma per appartenenza a determinati gruppi sociali, le raccomandazioni sono

una pratica attiva perseguita e verbalmente deprecata come segno di nepotismo e clientelismo. Altra situazione

d’intreccio tra criteri tradizionali e razionali o meritocratici, si ha nelle carriere accademiche dove un docente porta

un proprio allievo in concorso. 4

1.6 BUROCRAZIA PROFESSIONALE O BUROCRAZIA MECCANICA ?

Mentre Weber era interessato solo a delineare i tratti generali e comuni della burocrazia pura, la sociologia post-

weberiana sente l'esigenza di distinguere tra i diversi tipi di burocrazia, con doveri, competenze precise, controlli

più o meno diretti, carriere più o meno potenti e prestigiose. Gouldner (1954) osserva che il principio weberiano di

competenza disciplinata si basa su una tensione che lo rende instabile, la competenza contrasta con la disciplina,

chi svolge un ruolo di alta competenza e responsabilità, è autonomo e padrone delle conoscenze professionali

necessarie, ogni intervento esterno è visto come un'interferenza che minaccia l'autonomia se poi gli interventi sono

volti a dare indicazioni sui contenuti del lavoro si apre un conflitto tra la competenza professionale e la fedeltà alla

gerarchia dell'organizzazione. Nella maggior parte delle burocrazie ci sono lavori di elevata professionalità con un

principio di competenza istituzionalmente riconosciuto come superiore a quello di disciplina, e lavori di scarso

livello professionale con il principio di disciplina che sovrasta quello di competenza. Da qui la tesi di Gouldner di

superare il modello weberiano per giungere a un modello duale che si divide in burocrazia basata sul principio di

competenza e burocrazia basata sul principio di disciplina. Si sviluppa da qui si giunge alla visione di

Mintzberg (1979) che distingue in burocrazia professionale (ruoli con margini discrezionali, e iniziativa

personale, gli addetti operano al chiuso nei loro uffici, riservatezza e non controllo diretto da parte dei superiori) e

burocrazia meccanica (mansioni ripetitive standardizzate, procedure prestabilite, gli addetti operano in ambienti

aperti, controllo diretto da parte dei superiori) sulle quali, secondo Mintzberg, l'organizzazione esercita dei

controlli: nella burocrazia professionale il controllo è esercitato sulla formazione iniziale dei funzionari

(capacità e risultati), in quella meccanica il controllo è esercitato sulle modalità di prestazione del lavoro

affidato. Chi invece valuta i gradi di professionalità in seno a un organizzazione burocratica è Jaques (1976) che

dice che se un lavoro è ricco di contenuti discrezionali e di professionalità si allunga il periodo di iniziativa

personale e l'organizzazione esercita il controllo di merito solo per le decisione prese, più si sale di livello più

diminuiscono i controlli, un operaio controllato sempre un direttore solo due tre volte all'anno. Jaques offre una

scala a livelli di professionalità crescente che consente di precisare il concetto di burocrazia professionale, ma

tale modello fu elaborato negli anni 60 e oggi va rivisitato a fronte di monitoraggi elettronici e figure

professionali complesse, oggi alcuni lavori vanno monitorati permanentemente per garantire sicurezza ed

entra in crisi il suo presupposto di equivalenza tra responsabilità e autonomia. Infine, comparando il

processo di burocratizzazione di Weber e l'organizzazione scientifica del lavoro di Taylor (taylorismo), notiamo

che, mentre Weber vede nella razionalizzazione burocratica il processo distintivo della società moderna, la

taylorizzazione che investì le fabbriche nella prima metà del XX secolo, si impone come espressione più

coerente ed estrema di quel processo. Il taylorismo può essere giudicato come la manifestazione più estrema di

burocrazia meccanica, Taylor calcolò che si poteva aumentare di tre o quattro volte l'efficienza produttiva delle

fabbriche se si separava completamente il lavoro tecnico da quello esecutivo e si standardizzava quest'ultimo

prescrivendo meticolosamente tempi, movimenti fisici e strumenti da usare, il lavoro umano diventa dunque

appendice della macchina. La penosità del primo taylorismo si è attenuato per effetto delle nuove tecnologie, della

protesta operaia e dei nuovi orientamenti del managment. Oggi si parla di neotaylorismo sfiorito nelle fabbriche e

diffuso nei servizi, Mc Donald's, lavoro telefonico nei call center, moderni studi dentistici, medici o legali dove

il lavoro segue delle strette procedure predeterminate e allo stesso tempo le le competenze diventano sempre più

settoriali.

1.7 GERARCHIA DI UFFICIO

Il burocrate puro di Weber è inserito in una gerarchia che occupa un grado preciso, ha dei superiori, dei pari grado

e degli inferiori. In un organizzazione burocratica comandi e controlli procedono sempre attraverso gerarchie

(esempio guarnigione militare, convento, sindacato). Tra gli anni '30 e '50 la scienza del managment ha a lungo

esaminato e discusso le diverse forme che può assumere una gerarchia: gerarchie lunghe, con molti livelli,

gerarchie corte con pochi livelli, gerarchie con controllo dall'alto, gerarchie che lasciano discrezionalità, quelle

fondate sull'autorità formale o sulla competenza, quelle con un solo superiore e quelle con diversi responsabili.

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Scienze politiche e sociali SPS/09 Sociologia dei processi economici e del lavoro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chiakka87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dell'organizzazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Pichierri Angelo.
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