Sistemi sociali comparati
Lezione 3 aprile 2017 (con integrazione di slide)
Spiegazione del titolo del corso: "Sistemi sociali comparati"
Che cosa significa comparare
Che cos'è un sistema sociale
La comparazione
Non c'è una sola unità ma esistono moltitudini di unità che vengono comparate tra loro.
- Atto cognitivo individuale e costante della nostra mente: la comparazione è spontanea
- Comparazione di se stessi verso altri soggetti (es. teorie psicologiche della frustrazione e deprivazione relativa): gli psicologi sociali utilizzavano la comparazione per spiegare questi fenomeni come ad esempio la frustrazione relativa
- Comparazione di sé nel tempo (teorie dell'identità narrativa)
La comparazione è un metodo di ricerca che comincia nell'800 atto logico a conoscenza e prevede due metodi:
- Quantitativo: politologi
- Qualitativo: antropologi che lavorano con le narrazioni degli individui
La comparazione nelle scienze sociali classiche
- Tocqueville, 1835: "La Democrazia in America" è stato il primo sociologo che parte da un’esperienza personale come diplomatico e compara Francia e USA
- Comparazione America-Francia sui processi di democratizzazione individua in Francia una situazione caotica e negli USA una situazione più tranquilla e con un’organizzazione solida. È una comparazione di tipo qualitativo utile per capire come si potesse costruire in Francia una società simile a quella degli Stati Uniti, più solida e stabile.
- Stuart Mill, 1843: "Sistema di logica" (per verificare ipotesi): "La comparazione è il più valido metodo di verifica delle ipotesi dopo la sperimentazione" la comparazione è un metodo scientifico che permette di studiare fenomeni sociali come quelli delle scienze naturali.
- Comparazione per variazioni concomitanti: tutto è diverso eccetto un aspetto che stabilisce la relazione causale (Es. in antropologia classica -> un mito comune, una struttura della parentela, ecc.) comparazione tra due cose diverse: gli antropologi si trovavano in sistemi culturali ben differenti dai loro. Essi sono portati a cercare qualcosa di trasversale (elementi comuni). Es: 800, 900 si specializzano nello studio dei miti.
- Comparazione come metodo della differenza: tutto concorda (ceteris paribus) eccetto un aspetto che stabilisce la relazione causale (comparazioni tra casi simili, es. nella comparazione tra Stati: un fattore che favorisce il totalitarismo) comparazione tra cose piuttosto simili o tendenzialmente quasi uguali tranne per una variazione sola che mi spiega il fenomeno. Situazione di tipo quantitativo; es: stati europei con una storia simile ma con un elemento diverso che ha caratterizzato lo stato per come è.
La comparazione nella sociologia classica
- Durkheim, 1895: "Le regole del metodo sociologico"
- La comparazione deve chiarire i rapporti causali (spiegazione): a ogni effetto corrisponde un’unica - o principale – causa
- Le regole del metodo sociologico viene dal modello francese dove c’è una debole differenza tra le scienze umane e naturali= comparazione del metodo scientifico che permette di spiegare un fenomeno sociale in quanto è determinato da leggi causali: scientificità
- Di solito ad un fenomeno corrisponde una causa.
- Metodologie della comparazione nelle scienze sociali
- Comparazione nomotetica (da nomos = legge): serve per trovare le leggi causali.
- Metodo quantitativo: verifica delle ipotesi attraverso la spiegazione causale
- Epistemologia positivista ispirata alle scienze naturali
- I fenomeni devono essere organizzati in variabili (categorie numericamente misurabili)
Weber, 1922: "Il metodo delle scienze storico-sociali"
L’ambiente sociale è diverso: c’è una netta distinzione tra scienze sociali e scienze naturali. La comparazione non spiega ma INTERPRETA:
- Comparazione storica (nel tempo): es Occidente/Oriente – capire perché il capitalismo si è creato in determinati paesi.
- Comparazione delle religioni occidentali e orientali: diverse forme religiose
- Comparazione astratta (cosa sarebbe successo se…)
Metodologie della comparazione nelle scienze sociali
- Comparazione idiografica (idios = carattere particolare)
- Metodo qualitativo: comprendere invece di spiegare
- La comparazione produrrà un’interpretazione: ogni fenomeno sociale ha una sua specificità e unicità perché:
- Gli oggetti comparati sono una costruzione del ricercatore, che influenza anche il campo (percezione vs. oggetto in sé)
- Le caratteristiche del fenomeno non possono essere isolate e scomposte in singole variabili: difficilmente conosciamo tutto es: casi umani, Paesi e culture diverse
Come e cosa comparare
Cosa comparare (oggetti comparati):
- Società, comunità, culture, nazioni, gruppi (non oggetti inanimati ma soggetti a interpretazione del ricercatore)
- Oggetti conosciuti (es. la propria nazione: stesso linguaggio, stessa cultura)
- Oggetti sconosciuti (es. società straniere: cultura diversa, ricercatore percepito diversamente, influenza sul campo)
Come comparare:
- Definire gli oggetti attraverso la classificazione (tipi, classi, categorie -> stabilire un confine, già esistente o fittizio: es. stati-nazione, culture)
- Comparazione storica di un singolo oggetto (es. Mead popolazioni della Nuova Guinea) -> cambiamento nel tempo
- Comprensibilità dei concetti rispetto ai contesti comparati (es. nazioni e culture diverse; es. modi diversi di dire SI e il NO)
Le critiche al metodo comparativo
- Critiche degli storici -> global history/world history: cercare le connessioni e le interazioni anziché comparare e misurare (partendo dal modello europeo)
- Critiche degli studi postcoloniali -> la comparazione è tendenzialmente etnocentrica (es. eurocentrica) occorre mostrare le interconnessioni, gli scambi, le ibridazioni culturali
Tutto questo ha portato ad una letteratura critica della comparazione (critica: prospettiva etnocentrica/eurocentrica) gli storici si inseriscono nel gruppo di ricerca di storia globale e bisogna quindi studiare le continue connessioni tra comunità umane e studi post coloniali.
Commensurabile e incommensurabile: la critica dell’antropologia contemporanea
- "Comparare il commensurabile è lavoro da contabili, solo la comparazione dell’incommensurabile ha valore" osserva l’antropologo Viveiros de Castro (2004:11).
- Comparare l’incommensurabile significa "tradurre"; la comparazione non serve a spiegare, né a interpretare, ma "traduce", perché tra le culture c’è sempre un margine di differenza intrattabile e incommensurabile, che non è solo di natura interpretativa e testuale, ma relativa alla composizione fisica del mondo di riferimento (oggetti, sensi).
- Il commensurabile è invece una forma di rapporto di forza (Espeland, Stevens, 1998). La modernità occidentale ha cercato di rendere tutto ciò che percepiva come esterno a sé commensurabile al suo modello: assimilabile, aggiustabile oppure differente e quindi esterno, inferiore, utilizzabile o inutile.
Che cos'è un sistema
È abbastanza recente. Qualcosa di circoscritto con un funzionamento interno. Inizia ad essere utilizzato perché ha una capacità/potere ordinante. È un’entità chiusa, circoscritta con delle sue caratteristiche e differenze interne. Si afferma con l’ideologia organica. Si affacciano sistemi relativi all’ecosistema sistema sociale (visione metaforica). Questa visione era, tuttavia, limitata.
- Tradizionalmente la società è stata considerata come un sistema (nazionale, culturale)
- Totalità composta da elementi tra loro collegati, interdipendenti e interagenti (feedback) -> visione unitaria/universalista
- L’idea di sistema (sociale-culturale) è stata ispirata da:
- Materiale/organico: ecosistema naturale, corpo (XIX sec.)
- Linguistico: insieme di grammatica e parole (Lacan; Sassure, Levi-Strauss): si parla di struttura (es: Marx) – qualcosa che sovrasta l’individuo. È utilizzato dagli psicoanalisti, sociologi. Si riflette su un sistema:
- Aperto: comunica con l’esterno (es. ruoli e valori in Parsons)
- Chiuso/Autopoietico: basta a se stesso (Luhmann)
- Differenziato/indifferenziato: teorie della complessità
- Grado di differenziazione interna:
- Se è poco differenziato sistema elementare tipico di società primitive
- Se è molto differenziato tipico delle società moderne più complesse
L’idea più popolare risale al periodo prima della seconda guerra mondiale ed erano: quella del:
- SISTEMA FUNZIONALISTA negli USA città come ecosistema sociale
- Parson: società come sistema con funzioni interne che la tengono insieme Gli individui hanno funzioni da svolgere: IDEA CONSERVATRICE per garantire equilibrio del sistema
In Europa:
- SISTEMA STRUTTURALISTA Interpretazione più critica: sociologi affermano che la struttura è più complessa, in quanto vincola gli individui e la loro autonomia. Costringe l’azione. Seguono le intenzioni di Marx Lo scopo è quello di rendere visibile la struttura Dibattito per l’idea di sistema sociale vs chi sostiene che dobbiamo partire dall’individuo
- Teorie sistemiche: è più importante il sistema che il singolo individuo
- Sistema di interpretazione e il senso: condiviso tra individui
- Interpretazione: radicalizzazione (in Inghilterra) INDIVIDUALISMO METODOLOGICO contano solo gli individui e la loro razionalità a scegliere tra costi e benefici
Vicino all’associazione tra scienze sociali ed economia
Il tema della modernità
Le scienze umane, nel loro complesso (sociologia, antropologia, ecc..), sono tutte discipline che nascono con la modernità, cioè con l’inizio di quella fase storica che comincia con il 18° secolo (1700) il 700 è un’epoca particolare per una serie di motivi: nascita e consolidamento degli stati nazione, si consolida il processo di colonizzazione dell’Europa come potenza egemone nel mondo e si sviluppano sempre di più i saperi scientifici. Si trasformano i sistemi economici, infatti nasce il sistema capitalistico (che si basa investimento e quindi sull’allargamento dell’impresa economica piuttosto che sul consumo immediato delle risorse prodotte) e si produce un ulteriore grande cambiamento: SECOLARIZZAZIONE O LAICIZZAZIONE DELLA SOCIETÀ. È il processo che influenza di più la nascita delle scienze sociali in quanto produce un cambiamento epocale perché le comunità umane cominciano a pensarsi in maniera autonoma e diretta senza la mediazione di un pensiero trascendente, senza la mediazione di una entità carismatica di tipo politico (re, capo carismatico di società semplici e tribali). L’idea stessa di società (comunità umana che si deve governare) è piuttosto recente.
Le scienze sociali nascono per capire come funziona/nasce la società umana e come si rappresenta concettualmente. Le scienze umane moderne nascono sulla spinta di questi cambiamenti accelerati e concomitanti che danno luogo ad una serie di riflessioni e saperi che affiancano il pensiero filosofico. Le scienze sociali prendono forma inizialmente in Francia e Germania (non solo però anche in Inghilterra, USA, Italia ecc...).
Francia e Germania sono molto diverse da tanti punti di vista:
- Tradizione filosofica sono su due polarità opposte, hanno situazioni sociali e politiche che stimolano riflessioni diverse.
In Francia
- Situazione sociale molto turbolenta (1700 – fino agli inizi del 1900): rivoluzione Francese, Napoleone, ambivalenze tra colpi di stato, governanti, tentativi di instaurare la repubblica, rivolte popolari situazione instabile che sollecita una riflessione per capire come mai c’è quest’instabilità e se ci può essere una scienza in grado di capire come funziona la mobilitazione e l’ordine sociale.
- Dal punto di vista filosofico, l’ambiente è favorevole al pensiero scientifico perché la Rivoluzione francese ha dato una spinta forte alla laicizzazione dello stato (ha imposto una forma di ateismo e idolatria della ragione). Le scienze sociali si sviluppano in armonia con le scienze naturali, matematiche, ingegneristiche non c’è una sorta di rivalità ma c’è il tentativo di imitazione delle scienze naturali, soprattutto nei metodi (comparazione) e pensare che le scienze sociali debbano avere un’utilità così come le scienze naturali porta ad una forma di positivismo, un approccio nomotetico (orientato a scoprire le leggi di funzionamento di una società), un approccio teleologico (dove vanno le società, verso che direzione si muovono).
- Forte nazionalismo (che si sviluppa in Francia soprattutto nell’800) incentiva il pensiero sistemico: la società corrisponde allo stato nazione. Quest’idea così sistemica diventa un senso comune anche per le scienze sociali.
In Germania
- C’è una forte separazione tra scienze naturali e scienze sociali (Naturwissenschaften e Geistwissenschaften). Il pensiero filosofico umanistico è diverso rispetto alle scienze della natura non si imitano, sono diversi e hanno metodi diverse, no comunicazione.
- Tradizione filosofica di lunga data e fortemente dominata dalla figura di Hegel è un’idea di storicismo: attenzione particolare per la storia evolutiva degli essere umani, del loro spirito e della loro capacità di interpretare i fenomeni sociali.
- In Germania non c’è una cultura di tipo nazionalistico, di tipo statale perché è un paese giovane che si crea di fatto nell’800 importante è quindi la cultura tedesca che fa la lingua tedesca e la cultura della tradizione letteraria, filosofica.
- Conta il portatore di questa lingua, il SOGGETTO, che anima questo spirito della “germanità”. C’è nazionalismo ma è di altra origine e matrice.
Francia: positivismo
Germania: soggetto, interpretazione.
Negli USA
- È un paese di immigrati, la cultura locale dei nativi sia nel nord che nel sud è spazzata via dall’arrivo degli europei. Quando le colonie inglesi diventano autonome, la situazione è che inizialmente non c’è una cultura filosofica nazionale fino alla guerra di secessione.
- Da un lato c’è un’importazione della filosofia europea, utilitarista (UK), positivismo (Francese), Hegel (Germania).
- Si sviluppa il PRAGMATISMO: filosofia autoctona degli americani e ci spiega il perché e la diversità dello sviluppo delle scienze sociali negli USA. I pragmatisti sono dei filosofi che sono sempre in contatto con la realtà. Il pensiero non è speculativo, metafisico ma è in contatto con la realtà e cerca di capire perché gli individui si debbano comportare in un certo modo.
- Altro aspetto che influenza la nascita delle scienze sociali negli Stati Uniti è il successo della psicologia sociale cerca di spiegare i comportamenti umani, non c’è la psicanalisi come in Europa, ma c’è la psicologia sociale.
- Approccio molto pratico (capace di osservare le pratiche degli individui), molto legato al come si verificano gli eventi piuttosto di capire il perché.
- Importante è la situazione legata all’eredità della tratta degli schiavi (dall’Africa) anche dopo la fine della guerra di secessione rimane il problema della convivenza legata al colore della pelle, dei rapporti ecc.
Anche il tema del razzismo, quindi, è un tema che influenza la nascita delle scienze sociali.
- William Du Bois è il primo sociologo afroamericano si dedica allo studio della comunità americana e discriminazioni che subisce.
Protagonisti: Europa, 800
La prima volta che viene nominata la parola SOCIOLOGIA, avviene in Francia ad opera di AUGUSTE COMTE (1798-1857) istituzionalizza le scienze sociali e la sociologia. Egli nasce alla fine della rivoluzione Francese e inizio dell’era di Napoleone è testimone dei cambiamenti turbolenti e di passaggio da un estremo all’altro. Il tema dell’ordine sociale è una priorità per lui situazione di instabilità e disordine sociale che caratterizzano la Francia in quel momento. Ha una formazione scientifica, ed è un autore convinto del fatto che questa nuova scienza che lui inventa (sociologia) la immagina come una SCIENZA che sta accanto alle altre scienze naturali. La definisce FISICA SOCIALE perché a lui interessava, testimone dei continui cambiamenti, la mobilità delle società, sia fisica (proteste popolari) sia in senso storico, grande velocità di cambiamento. La pensa come fisica sociale statica e dinamica: vuole creare una scienza in grado di capire questi movimenti delle società per provare a governarli, come strumento di governo e previsione. Considerava questa scienza come la più evoluta. Dall’altro lato la considerava come scienza di governo, con un’utilità politica.
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