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Modulo I

Il metodo

Ognuno di noi vive l’esperienza di appartenere a diversi sistemi sociali a livelli diversi senza

neanche accorgersene, nonostante questi condizionino la nostra vita e talvolta anche la nostra

possibilità di sopravvivenza immediata.

1. Il concetto di sistema

La definizione corrente di sistema è piuttosto generale: il sistema è infatti una “connessione di

1

elementi in un tutto organico” . È possibile anche parlare però di una definizione scientifica di

2

sistema che deriva dalla teoria generale dei sistemi per cui qualsiasi “insieme organizzato di

relazione tra oggetti” è supportato dallo stesso tipo di regole a prescindere dall’ambito in cui

avviene questa correlazione. Al concetto di sistema è possibile correlare altri concetti:

• L’organizzazione che è possibile solo se le regole tra gli elementi funzionano, perché dettate

da una volontà;

• L’organismo;

• La teleologia indica la finalità di un sistema ed è un elemento fondamentale;

• La differenziazione che permette di unire elementi diversi, garantendo quindi il

funzionamento del sistema;

• L’integrazione per cui ogni oggetto è integrato con gli altri;

• La retroazione per cui si ha un feedback sul funzionamento del sistema;

• La relazione sia interna che esterna;

• La complessità;

• L’ambiente;

• La complementarietà per cui gli oggetti del sistema funzionano in modo complementare agli

altri, in quanto le funzioni svolte da un oggetto non sono svolte da un altro.

Nella definizione di sistema non si fa menzione di criteri di scelta degli oggetti e delle relazioni a

cui sono soggetti: queste infatti derivano semplicemente dalla delimitazione spazio temporale

dell’osservatore. pertanto è possibile affermare che la teoria dei sistemi è observer dependent: la

sopravvivenza del sistema dipende dalla capacità di creare una gerarchi delle priorità e

l’osservatore deve essere in grado di adattare il concetto di sistema in modo da renderlo meno

indeterminato. Nel momento in cui l’osservatore stesso è parte del sistema si parla di chiusura

autoreferenziale.

2. Il concetto di sistema sociale

Con il termine sistema sociale si intende l’insieme delle relazioni che si instaurano tra almeno

3

due attori sociali ; è possibile quindi individuare dei livelli intermedi per cui ogni sistema sociale ne

contiene altri al suo interno. Quando si parla di interazione si intende il fatto che ciascun attore

definisce le proprie aspettative e azioni interpretando le aspettative degli altri: questo crea il

problema della prevedibilità reciproca che viene affrontato attraverso lo scambio di premi, o

1 Devoto-Oli.

2 È una teoria interdisciplinare elaborata dallo studioso Von Bertalannfy nel 1996, che parla dell’unitarietà tra

gli oggetti e gli elementi che sono collegati tra di loro.

3 Parsons, 1951. 1

4

sanzioni, all’interno di un quadro di norme e valori condivisi . Tutti questi elementi definiscono i

confini del sistema sociale rispetto all’ambiente che lo circonda.

I sistemi sociali sono formati da individui, che a loro volta sono sistemi biologici; questa

condizione fa insorgere alcuni problemi:

• Problema della priorità delle esigenze di sopravvivenza del sistema socialee rispetto a

quelle di sopravvivenza degli individui

Esistono contraddizioni tra i sistemi sociali e i sistemi biologici, in quanto il sistema sociale ha

certe necessità per il proprio sostentamento, così come le ha il singolo sistema biologico. Nel

momento in cui l’individuo non riesce a soddisfare le proprie esigenze, si creano dei problemi

e delle contraddizioni con il sistema sociale. La preminenza dell’individuo, tipica dei sistemi

individualistici, può entrare in conflitto con le necessità del sistema sociale, che è invece un

sistema collettivo.

• Problema della compatibilità tra i fini del sistema sociale e quelli dei singoli individui

che ne fanno parte

Nelle moderne costituzioni, come quella italiana o quella statunitense, al primo posto vengono

citati dei diritti individuali, e non quelli collettivi.

• Problema dell’appropriazione/controllo del sistema sociale da parte di singoli individui

Questo problema deriva dalle gerarchie perché chi ha molto potere può essere tentato di

appropriarsi del sistema sociale. In queste situazioni il sistema non cercherà più le esigenze

del sistema, ma quelle del singolo.

• Problema della competizione tra individui nell’ambito dello stesso sistema

Si sono andate creando nel tempo delle competizioni che però riescono a non degenerare in

lotta. Questo è un importante scopo del sistema: si creano appositamente unioni,

organizzazioni, che riescano a risolvere i conflitti in maniera non violenta.

• Problema della produzione di beni collettivi attraverso la partecipazione degli individui

al sistema

Nel momento in cui acquisto dei beni a livello personale, questi diventano miei e decido io

cosa farne. I beni collettivi sono diversi e, affinché questi funzionino correttamente, è

necessario che siano imposte delle regole. Senza regole non sarebbero prodotti beni collettivi

perché nessuno vorrebbe spendere i propri per un qualcosa che non è totalmente proprio; il

mercato non può riuscire a produrre tutti i beni collettivi di cui il sistema sociale ha bisogno e

per questa ragione deve entrare in gioco un altro mezzo, cioè lo Stato.

Il funzionamento del sistema sociale è subordinato ad alcuni requisiti:

• Conservare i propri confini e assicurare scambi con l’esterno

Il sistema deve sempre poter acquisire materie dall’esterno e poter buttar fuori gli scarti. A tal

proposito esistono diversi tipi di sistemi: alcuni sono più porosi di altri, perché alcuni

necessitano di una maggiore comunicazione con l’esterno.

• Garantire l’interazione tra le parti attraverso l’uso di simboli (linguaggio)

Il linguaggio è un elemento fondamentale, se si intende sia a livello verbale che non verbale

• Fornire motivazioni ed identità alle persone

Ogni persona deve essere motivato a far parte del sistema e allo stesso tempo l’identità ha lo

scopo di far sentire le persone parte dello stesso sistema.

Tutte queste attività servono per un equilibrio dinamico nel tempo che è tipico delle società

moderne:

4 Spesso questi valori e queste norme non sono scritti, ma sono comunque condivisi tra gli elementi del

sistema sociale. 2

la popolazione cresce in continuazione e la composizione della società cambia, giungendo

anche alla creazione di situazioni di squilibrio. Le strutture sociali cambiano e di volta in volta e

bisogna dunque ricreare gli equilibri: di volta in volta si innescano dei meccanismi che di fronte alle

ingiustizie cercano di ristabilire un ordine.

Ogni sistema sociale ha diverse funzioni e ad ognuna di queste corrisponde un organo.

Parsons ha evidenziato quattro funzioni principali all’interno di un sistema sociale, con i

corrispondenti organi:

• Adattamento Economia

Questa funzione nasce dall’idea del fatto che la specie si adatta all’ambiente esterno per

sopravvivere: allo stesso modo un sistema sociale si adatta all’ambiente esterno, da cui è

5

separato per mezzo dei confini, sopravvive .

6

• Differenziazione interna Struttura sociale

Per differenziazione si intende la possibilità di raggruppare le persone in gruppi che possono

avere anche interessi contrastanti, ma differenziazione non è sinonimo di disuguaglianza.

Questa funzione ha a che fare con la struttura sociale, che riguarda innanzitutto la divisione

del lavoro: le società primitive non erano differenziate dal punto di vista del lavoro, se non per

il fatto che le donne erano più orientate alla raccolta, mentre gli uomini alla caccia. Nel

medioevo esistevano tre strati sociali (nobili, clero, plebei): le professioni erano di più rispetto

all’età della pietra, ma comunque insignificanti rispetto a oggi.

• Riproduzione sociale Istituzioni

Un sistema sociale si evolve e quindi è necessario chiedersi cosa viene trasmesso alla

generazione successiva e in che modo, tenendo conto che gli individui vivono di meno rispetto

al sistema. Bisogna fare in modo che le posizioni lavorative vengano occupate di volta in volta

dalle persone al fine di garantire l’esistenza nelle generazioni. Si definisce riproduzione

sociale la capacità di insegnare ai giovani come occupare le posizioni che si rendono libere

7

dagli anziani e questa funzione viene svolta dalla istituzioni . La riproduzione sociale coinvolge

anche quella biologica, perché i giovani sono nati all’interno di una famiglia che si è riprodotta.

• Attribuzione di senso Valori, norme, identità

Gli individui hanno bisogno di senso e la società di volta in volta dà risposte diverse, a cui è

importante che la gente creda. È importante che ci sia uniformità perché se ci sono tante

8

risposte diverse si crea confusione . Le norme riguardano il funzionamento della società, i

valori invece hanno a che fare con l’identità.

• Conseguimento degli scopi Politica

 9

La scelta collettiva viene fatta da chi governa e questo permette alla società di sopravvivere .

Il conseguimento degli scopi vede come problema nei moderni Stati democratici quello delle

misure necessarie.

2.1 L’economia

Karl Polanyi fornisce una definizione formale della scienza economica: questa è “lo studio di

scelte ottimali nell’impiego di risorse scarse, per usi alternativi, allo scopo di massimizzare l’utilità

5 Ad esempio, quando andiamo al supermercato compriamo dei beni che in realtà provengono da un sistema

esterno, mentre in passato ci si procurava il cibo dall’ambiente esterno attraverso la caccia o la pesca.

6 Non considerata da Parsons.

7 Come quanto accade nella scuola.

8 Ad esempio quanto accade con le guerre di religione.

9 Ad esempio, Hitler ha assunto la scelta politica di fare la guerra al mondo e ha perso: ora si è quasi tutti

convinti, eccetto i fanatici, che quel tipo di sistema è sbagliato e non funziona. 3

10 11

dell’attore” . questa definizione dà per presupposto l’homo œconomicus , ossia un attore

razionale capace di conoscere i suoi desideri e le sue responsabilità e per questo capace di agire

di conseguenza. La definizione di Polanyi fa trasparire una certa teoria della scelta, definendo

quindi l’economia come una scienza decisionale: le decisioni devono essere ottimali in modo da

produrre il maggior grado di soddisfazione possibile.

Se invece osserviamo la definizione sostanziale di economia, vediamo come questa sia

indicata come “I modi coordinati con cui gli individui organizzano le loro attività per soddisfare i loro

bisogni”. In questa seconda definizione non si assume come modello un attore astratto, ma ci si

concentra su come stanno realmente le cose: gli attori non vengono considerati come entità

singole, ma sono inseriti all’interno di una rete in cui la coordinazione permette di soddisfare al

meglio i propri bisogni.

Da un punto di vista sostanziale, la funzione adattiva di un sistema sociale è stata risolta con

diversi tipi di economia:

• L’economia nomade di caccia e raccolta, insieme all’attività predatoria, in cui gli spostamenti

erano dettati dalla necessità di trovare nuove risorse;

• L’economia stanziale basata sull’orticultura e la pastorizia, durante la quale vengono

scoperte le prime teconologie produttive;

• L’economia agricola durante la quale ci sono numerose invenzioni ed inizia ad essere

prodotto un surplus, si sviluppano la divisione del lavoro con le conseguenti disuguaglianze e

nascono le città;

• L’economia curtense dell’Alto Medioevo che vede la nascita del sistema di produzione

feudale: questo tipo di economia si sviluppa in tutte le società di modello medievale, in cui

l’economia assume forme autarchiche che minimizzano gli scambi con l’esterno;

• L’economia di mercato che coincide con la nascita del capitalismo e la modernizzazione.

Questo nuovo modello economico mette in crisi l’economia curtense e inizia a svilupparsi in

Inghilterra con lo scoppio della Rivoluzione Industriale;

• L’economia socialista che è considerata una delle scorciatoie alla modernizzazione, in

quanto si tenta di costruire un sistema sociale il cui scopo era governare la modernizzazione;

• L’economia mista, tipica dei Paesi industrializzati, in cui si prevede una diversa combinazione

dei ruoli assegnati al mercato e allo Stato.

Il motore dell’economia non consiste nelle esigenze sistemiche di adattamento all’ambiente, ma

12

nelle motivazioni degli attori a soddisfare i loro bisogni : la funzione del sistema sociale

nell’economia di mercato non è quindi dettata dal sistema stesso, ma dagli elementi biologici che

lo abitano. 13

La teoria dei bisogni afferma che per provare bisogni di ordine superiore l’uomo deve

soddisfare quelli di base secondo una scala ben precisa: bisogni di sopravvivenza immediata,

14

bisogni di sicurezza, bisogni di riconoscimento sociale, bisogni di autorealizzazione . Nel

soddisfacimento dei loro bisogni gli uomini entrano in rapporto con la natura e in rapporti sociali

reciproci, dovuti soprattutto alla divisione del lavoro, dettati dallo sviluppo tecnologico e dalle forme

di proprietà.

Al suo interno, l’economia ha alcune risorse:

10 È una definizione che va bene soprattutto per il periodo dell’economia di mercato, tanto che è anche

definita come Moderna Teoria Economica.

11 Attraverso la formulazione di postulati Polanyi cerca di risolvere i problemi della società, anche se l’attore

che ha ideato è poco realistico.

12 Si parla di micro-fondazione dei sistemi sociali.

13 Elaborata da Maslow nel 1954.

14 Si parla di gerarchia dei bisogni. 4

• Capitale naturale

È la prima forma di capitale a cui gli esseri umani fecero riferimento. Queste risorse però sono

soggette ad esaurimento e non rinnovabili; per sfruttare risorse che sono invece rinnovabili,

come il vento, entra invece il gioco il capitale economico.

• Capitale economico

Si tratta del denaro liquido che possiamo usare per comprare dei beni di diversa natura: beni

alimentari, beni di investimento, beni di consumo. Il capitale economico è dunque un

investimento in qualcos’altro, che si è accumulato sulla base di un lavoro precedente ed

incorpora un livello di tecnologia che ne determina la produttività.

• Capitale umano

È ciò che sta nella nostra testa: il capitale umano si crea con l’addestramento e l’esperienza.

Questo capitale concorre allo sviluppo scientifico e tecnologico. Il capitale economico può

essere usato quindi anche per investimenti nel capitale umano Ciascuno di noi ha un capitale

economico ed un capitale umano. Il capitale umano è diverso da quello economico perché, se

compro una macchina cedo il mio capitale economico, se invece utilizzo la mia conoscenza

non rinuncio definitivamente al mio capitale umano.

• Capitale sociale

Gran parte della nostra vita si basa su rapporti di fiducia: certe persone hanno molti di questi

rapporti, altri ne hanno meno perché sono persone poco serie o ad esempio sono molto

anziane e non hanno più tante persone attorno. Tuttavia la fiducia a livello macro è qualcosa

di leggermente diverso: si tratta della fiducia nelle istituzioni.

L’economia non è solo produzione di beni e servizi mediante l’utilizzo di risorse, ma anche

distribuzione di risorse e di beni e servizi: mentre la produzione è dettata dai vincoli e dalle

opportunità della tecnologia, la distribuzione è dettata anche da fattori sociali, secondo criteri di

equità definiti su basi culturali. Solitamente i sistemi sociali guardano ad una equa

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher EriErica93 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sistemi sociali comparati e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Chiesi Antonio.
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