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Neuropsicologia- Lezioni

Prima lezione

Le patologie neuro vascolari costituiscono la principale causa di disabilità e la seconda causa di morte (la 1^

è il cancro). In particolare l’ictus (o “stroke”, da “colpo”) che causa l’insorgenza improvvisa di sintomi da

danno focale.

Si può fare una prima distinzione fra ictus ischemico e ictus emorragico.

L’ictus ischemico consegue ad una mancanza di apporto sanguigno in una particolare zona cerebrale, dove

le cellule vanno incontro a morte cerebrale. Se i sintomi regrediscono entro 24 h senza causare danni si

parla di attacco ischemico transitorio (TIA), che può colpire aspetti motori…inoltre ripetuti attacchi di

questo tipo possono aumentare il rischio di ictus ischemico.

C’è poi la TGA (Amnesia Globale Transitoria, ischemia transitoria bi-ippocampale) dove il soggetto non

ricorda proprio più niente.

I fattori di rischio si dividono in due tipi:

- NON modificabili, sono: età, sesso, razza, …

- Modificabili, sono: ipertensione arteriosa, fumo, obesità, alcool, …

Vi sono poi gli ictus trombotico e embolico. per quanto riguarda l’ictus di tipo embolico, le fonti

emolitiche sono: biforcazione carotidea ( in seguito a formazione di placca aterosomatica) e l’embolia

cardiaca.

Poi vengono distinte tre tipologie di emorragie:

- Sub aracnoidea dolore fortissimo che può causare coma, stati di coscienza alterati, e morte (per

il 50% dei casi, l’altro 50% dei casi restanti possono avere future ripercussioni come ad esempio

delle crisi epilettiche).

- Epidurale raccolta di sangue fra la teca cranica e la dura madre.

- Sotto durale. 11 febbraio 2015

Encefaliti La diagnosi è clinica, attraverso NEUROIMAGIN (TC e risonanza) e prelievo del liquor.

Encefalite erpetica, percentuale di morte molto alta.

Malattie infiammatorie demielinizzanti, ad esempio sclerosi multipla, la quale è tipica dell’età giovanile, ha

un andamento ricorrente-intermedio, la sintomatologia dipende dalla localizzazione sensoriale e nel 5% dei

casi si sviluppa n quadro di demenza (NON in tutti i casi perciò).

Patologie neoplastiche (tumori) possono essere primitivi o metastasi (secondari), cioè che si diffondono.

Ad esempio tumori alla mammella o ai polmoni possono portare a metastasi.

A volte il tumore primario viene scoperto in seguito alla metastasi, non è possibile distinguerli a livello

sintomatico e stabilire qual è il primario. Quando sono differenziati si possono distinguere con le

neuroimaging. 

Tumori del cervello i più conosciuti sono i gliomi (50% causa la morte) e i meningiomi. Ci sono poi i

glioblastomi che costituiscono il 20% dei tumori cerebrali ma sono i più maligni, le aspettative di vita dal

momento della diagnosi sono di circa 11-12 mesi.

La malignità dei tumori cerebrali dipende anche dalla localizzazione, alcuni pur essendo benigni sono di

difficile accesso chirurgico e crescono sempre di più comprimendo il cervello.

L’esordio di queste patologie è “subdolo” in quanto è difficilmente individuabile all’inizio, solo quando il

tumore si è espanso e comprime certe parti del cervello, causando perciò dei sintomi evidenti, allora il

soggetto si reca dal dottore per dei controlli, ma il tumore è già diventato troppo grande.

Patologia traumatica (trauma cranico) rappresenta la causa principale di disabilità in età giovanile

(intendendo una fascia di età fra i 20 e 45 anni). Si possono distinguere in:

- Fratturativo e non fratturativo

- Commotivo (lieve, moderato, grave a seconda della durata della perdita di coscienza) e non

commotivo (no perdita di coscienza).

Ci sono anche traumi da incidente stradale (trauma da accelerazione o decelerazione) che causano lo

strappamento dei fasci di fibra bianca. DAI = danno assonante diffuso.

Si può verificare anche una lesione da colpo/contraccolpo (sono fermo e mi cade qualcosa in testa) e sono

lesioni che riguardano soprattutto i lobi temporali e frontali.

Il trauma cranico può causa emorragia epidurale, sotto durale e subaracnoidea.

 Esistono le perizie di neuropsicologia forense (magari per incidenti stradali).

 La presenza e la durata della perdita di coscienza o di amnesia sono gli indici più affidabili di gravità

del trauma. Deficit più frequenti possono essere: dell’attenzione, delle funzioni frontali, e disturbi

del comportamento.

 

Epilessia alterazione transitoria di una funzione del sistema nervoso centrale conseguente a scarica

elettrica anomala. Una crisi epilettica non porta il soggetto a essere considerato come epilettico!!!

La crisi epilettica può essere parziale (o focale), generalizzata o con generalizzazione secondaria. Solo di una

piccola parte se ne può conoscere la causa, ossia quelle causate da ictus o tumore. Della maggior parte non

se ne conosce la causa.

Le crisi epilettiche non si verificano come della tipologia più grave conosciuta, possono anche essere

parziali.

Inoltre una crisi psicosomatica e una crisi epilettica se messe a confronto con l’elettroencefalogramma

(EEG) danno risultati/situazioni cerebrali differenti. L’epilettico ha un “tracciato” da epilettico, lo

psicosomatico no …

Esami elettrofisiologici: EEG, ERPS, MEG.

Esami neuroimaging: TC, RM, Angiografia, PET (tomografia ad emissione di positroni), SPECT e Scan a

ultrasuoni.

EEG registra l’attività elettrica spontanea della corteccia cerebrale mediante elettrodi sulla superficie del

cranio. Non fornisce immagini ma un grafico, e ha una buona risoluzione temporale (cioè in tempo reale). È

utile per rilevare l’epilessia e l’encefalite erpetica, per vedere se, ad esempio, la terapia funziona.

Potenziali evento-correlati (ERPS) Sono anche detti “potenziali evocati”. Si registra una risposta ad uno

stimolo, non è passivo come l’elettroencefalogramma.

Esami di neuroimaging forniscono informazioni morfologiche e funzionali (flusso e metabolismo). I dati

ritenuti possono essere messi in relazione con i deficit NPS (neuropsicologici).

TC (tomografia computerizzata) 17 febbraio 2015

La malattia Parkinson (MP):dai sintomi motori ai disturbi psichiatrici (Margherita Canesi)

È una patologia che si presenta primariamente come disturbo di movimento, tuttavia negli ultimi anni è

emerso che i disturbi non motori possono manifestarsi sia nelle fasi iniziali che avanzate della malattia e

impattano in modo significativo sulla qualità di vita dei pazienti.

È una malattia neurodegenerativa del sistema nervoso che interessa circa 200.000 persone in Italia per

frequenza è solo dopo la malattia di Alzheimer. L’età media dell’insorgenza è intorno ai 58 anni, quando la

persona è ancora in piena attività fisica e lavorativa, il range di esordio è piuttosto variabile. È molto raro

che si presenti al di sotto dei 20 anni. La causa è sconosciuta e la progressione della malattia può essere

estremamente variabile.

Caratteristiche cliniche

Principali sintomi:

- Bradicinesia

- Rigidità

- Tremore a riposo (non sempre evidente)

- Deambulazione difficoltosa e instabilità posturale (ma in fase più avanzata).

Il tremore non vuol dire malattia di Parkinson,ci sono tanti altri tipi di tremore. Non è nemmeno detto che

tutti i Parkinsoniani debbano tremare.

Nelle fasi iniziali della MP il compenso motorio è ottimo (si chiama “luna di miele”). Ma essendo una

malattia neurodegenerativa, nonostante i farmaci che possono tenere sotto controllo i sintomi, non si

arresta la malattia.

La terapia dopaminergica a base di levodopa può determinare delle complicazioni motorie caratterizzate da

fluttuazioni delle condizioni motorie (e non motorie) o fenomeni “on-off” con movimenti involontari.

Caratteristiche patologiche.

Le cellule quando si ammalano presentano nella maggioranza dei casi di malattia di Parkinson, presentano

dei corpuscoli (corpi di Lewy) neri. Questa potrebbe essere una conferma della patologia. Non è

indispensabile però, in alcuni rari casi non si presentano.

Organizzazione motoria SNC: il sistema extrapiramidale (nuclei della base) viene coinvolto. È quello che

permette di eseguire il movimento in maniera coordinata e precisa.

È possibile contrarre questa patologia anche in seguito ad una lesione vascolare.

Progressione della MP: c’&eg

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/02 Psicobiologia e psicologia fisiologica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lallalaus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Neuropsicologia e laboratorio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Rusconi Maria Luisa.
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